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Il Presidente Mattarella ricorda Marco Pannella a dieci anni dalla sua scomparsa: un impegno per la libertà e i diritti civil

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IL PRSIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

«Marco Pannella è stato una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica.

Nel ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa, è riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma.

Pannella è stato leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani.

Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana: gli scioperi della fame e della sete, le pratiche di disobbedienza civile, le proteste non violente, aprendo così la strada a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione.

Tra i fondatori e poi guida del Partito Radicale, più volte parlamentare italiano ed europeo, ha animato l’aula di Montecitorio anche con memorabili maratone oratorie dirette a sottolineare l’urgenza di problemi che non appartenevano all’agenda di quei tempi.

Pannella ha legato il suo nome a campagne referendarie che hanno rappresentato svolte nella vita sociale, con l’uso dei referendum popolari come leva dell’azione politica. Il tema dei diritti civili, come espansione delle libertà costituzionali, ha costituito il filo che nel tempo ha legato le sue molteplici esperienze e alleanze.

Il leader radicale fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni.

Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie».

AFRAGOLA (NA): CAMORRA, CARABINIERI E DDA ARRESTANO 26 PERSONE. GLI ORDINI PARTIVANO DAL CARCERE.

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terni,italy march 15 2021:car of the police carabinieri parked in the city

L’ARTICOLAZIONE DEL CLAN MOCCIA TRA ESTORSIONI E DROGA

Per delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, si comunica che, nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone (delle quali 23 sottoposte alla custodia in carcere, 3 alla misura del divieto di dimora) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, nonché di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, ricettazione, favoreggiamento, estorsione, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, detenzione a fine di spaccio di droga.

In particolare, è emerso che le suddette attività illecite sarebbero state poste in essere non solo con metodo mafioso, avvalendosi gli indagati della fama criminale riconducibile al gruppo capeggiato dai Panzarottari,costituente articolazione del clan Moccia, operante in Afragola, ma anche dalla finalità di agevolarel’organizzazione camorristica. 

Il gruppo avrebbe realizzato estorsioni in danno di imprenditori e commercianti, ricorrendo anche ad atti intimidatori con l’uso di armi ed avrebbe altresì gestito una fiorente piazza di spaccio, con la vendita al dettaglio di droga (cocaina, hashish e marijuana). 

Elementi di rilievo del gruppo criminale, inoltre, benché detenuti, avrebbero continuato ad impartire direttive ai propri complici mediante l’indebito utilizzo di telefoni cellulari introdotti nei luoghi di rispettiva detenzione.   

Il provvedimento eseguito è una misura cautelaredisposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari dellastessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Fertilizzanti, Confeuro: “Da Ue misure immediate per salvaguardare l’agricoltura”

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Fertilizzanti, Confeuro: “Da Ue misure immediate per salvaguardare l’agricoltura”

“Stiamo osservando con attenzione l’iniziativa della Commissione europea, che rappresenta un passaggio necessario in una fase estremamente delicata per il comparto agricolo continentale. Al di là dei tempi formali di presentazione e approvazione del piano, ciò che oggi appare imprescindibile è l’attivazione rapida di misure concrete, efficaci e immediatamente accessibili agli agricoltori europei, già fortemente penalizzati dall’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti”. Così, Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, interviene sulla notizia del nuovo piano strategico della Commissione europea dedicato all’emergenza fertilizzanti ed energia, aggravata dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalla situazione nello Stretto di Hormuz. “L’attuale scenario internazionale – prosegue il presidente nazionale Confeuro – non fa che aggravare una crisi già in corso da tempo, con ripercussioni dirette sulla sostenibilità economica delle aziende agricole. Per questo riteniamo necessario aprire una riflessione seria sulla sospensione del CBAM per il settore dei fertilizzanti, accompagnata da una strategia europea orientata alla diversificazione degli approvvigionamenti e alla valorizzazione dei fertilizzanti organici, così da ridurre progressivamente la dipendenza da quelli chimici. Una scelta che andrebbe nella direzione di un’agricoltura più sostenibile, più resiliente e maggiormente rispettosa dell’ambiente, favorendo al contempo sistemi produttivi più naturali e innovativi”, aggiunge Tiso. “Ci auguriamo infine che il percorso avviato dalle istituzioni europee possa tradursi rapidamente in strumenti di sostegno reali e sostenibili per il settore primario, anche attraverso un rafforzamento degli aiuti e l’eventuale anticipo delle risorse PAC, così da garantire liquidità immediata alle imprese agricole in una fase di forte incertezza economica”, conclude il presidente nazionale Confeuro.

Ue, appello di Tiso(Euromó): “Risvegliare europeismo ancora in letargo ”

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Ue, appello di Tiso(Euromó): “Risvegliare europeismo ancora in letargo ”

“L’Europa non può continuare a essere percepita come un’entità distante, burocratica o confinata ai soli tavoli istituzionali. È necessario risvegliare un europeismo oggi troppo spesso in letargo, riportandolo nella quotidianità delle persone attraverso la conoscenza, la partecipazione e l’informazione costante”. Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del movimento Euromò, che rivolge un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché si promuova una nuova stagione di educazione europea diffusa e accessibile. “L’Ue deve trasformarsi, nella percezione collettiva, da organismo lontano a vera e propria Casa Comune: uno spazio concreto di diritti, opportunità e responsabilità condivise. Questo processo richiede strumenti permanenti di consapevolezza pubblica e una presenza più vicina ai cittadini, soprattutto alle giovani generazioni”. Euromó individua tre direttrici fondamentali per costruire un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni europee. Uno, i Media. L’Europa in Diretta – il diritto all’informazione europea: proponiamo che radio e televisioni pubbliche introducano una striscia informativa quotidiana dedicata ai temi dell’Ue, con linguaggio chiaro e accessibile, capace di spiegare in modo concreto l’impatto delle decisioni europee sulla vita quotidiana. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alla trasparenza sull’utilizzo dei fondi europei nei territori, affinché ogni comunità possa conoscere e riconoscere il contributo dell’Europa allo sviluppo locale. Due, la scuola. L’Europa tra i Banchi – educazione civica europea: Euromó chiede l’inserimento stabile dello studio dell’Unione Europea nei programmi scolastici, non limitato all’approfondimento storico ma orientato a una vera educazione civica europea. “Occorre fornire ai giovani strumenti pratici per vivere pienamente la cittadinanza europea: dai programmi Erasmus alle tutele del lavoro all’estero, fino ai diritti digitali e ambientali”, sottolinea Tiso. Tre, azione. L’Europa è partecipazione: in tal senso ribadiamo la necessità di una partecipazione civica attiva e indipendente, capace di monitorare il rapporto tra istituzioni, informazione e cittadinanza. “L’europeismo non può essere solo un principio astratto ma deve diventare pratica democratica quotidiana, fondata sulla responsabilità e sulla consapevolezza collettiva”, conclude Rocco Tiso.

Fabio Capolei (Forze Italia) alla prima Assemblea Nazionale di Evoluzione e Libertà: “Un partito che serve all’Italia per rimettere al centro i valori cristiani

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Sabato 9 maggio, Fabio Capolei, Consigliere regionale del Lazio per Forza Italia e membro dell’ufficio di Presidenza, ha preso parte alla prima Assemblea Nazionale del movimento Evoluzione e Libertà. Durante l’evento, il Consigliere ha espresso i suoi più sinceri auguri alla nuova realtà politica, guidata dal Presidente Mirko Greco e dal Segretario Nazionale Giuseppe Basile.

Ringrazio il presidente e il segretario che mi hanno invitato alla prima assemblea nazionale di Evoluzione e Libertà. E ringrazio il vicesegretario nazionale vicario Gianluca Quadrini che è anche un mio amico di anni e per lui porterò la voce di Evoluzione e Libertà in consiglio regionale. Evoluzione e Libertà è un partito attento alla cristianità, quindi è un partito che serviva in Italia, perché oggi in Italia si sta perdendo il valore della famiglia, il valore della cristianità, e spero che Evoluzione e Libertà possa far tornare la politica religiosa al centro del territorio.

Rachele Mussolini (Forza Italia) partecipa all’Assemblea di Evoluzione e Libertà: “I miei migliori auguri al partito”

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Rachele Mussolini, Capogruppo di Forza Italia al Comune di Roma, ha partecipato sabato scorso, 9 maggio, alla prima Assemblea Nazionale di “Evoluzione e Libertà”. In questa occasione, ha voluto esprimere i suoi più calorosi auguri al partito, guidato dal Presidente Mirko Greco e dal Segretario Nazionale Giuseppe Basile:

Sono venuta alla nascita di Evoluzione e Libertà perché credo che la nascita di un nuovo partito sia il sale della democrazia. Ringrazio il presidente e il segretario e tutti coloro che si stanno mettendo in discussione e stanno scommettendo su questo progetto che, naturalmente, sarà un nostro interlocutore, perché sicuramente veniamo da radici e sensibilità molto affini.

Evoluzione e Libertà porta due parole, secondo me, evocative, importantissime: evoluzione, perché noi dobbiamo, essere ovviamente agganciati alle nostre radici cristiane, ma dobbiamo ovviamente essere anche agganciati all’oggi; libertà è la parola più bella, la libertà di mettere il cittadino davanti a tutto, nel rispetto ovviamente delle regole. Sarò un interlocutore istituzionale disponibile all’ascolto e faccio il mio in bocca al lupo a Evoluzione e Libertà.

L’FH55 Grand Hotel Palatino entra tra gli Alberghi Storici di Roma

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Un prestigioso traguardo che celebra quasi sessant’anni di ospitalità nel cuore della Capitale

L’FH55 Grand Hotel Palatinoè stato inserito tra gli Alberghi Storici di Romariconosciuti da Federalberghi Roma, un prestigioso traguardo che celebra e valorizza la lunga tradizione di ospitalità della struttura, il suo ruolo consolidato nel panorama alberghiero della Capitale e il profondo legame che da sempre la unisce alla storia, alla cultura e all’identità della Città Eterna. Il riconoscimento rappresenta un’importante attestazione del percorso intrapreso nel tempo, fondato su qualità, continuità e una costante attenzione all’eccellenza dell’accoglienza.

Situato nel cuore del Rione Monti, a pochi passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali, l’FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta dal 1968 un punto di riferimento dell’ospitalità romana, accogliendo generazioni di viaggiatori italiani e internazionali con eleganza, professionalità e spirito autenticamente capitolino.

L’ingresso nel circuito degli Alberghi Storici assume un significato particolarmente importante perché valorizza non soltanto la longevità della struttura, ma soprattutto il contributo culturale, sociale e turistico che gli hotel storici offrono alla città di Roma.

L’iniziativa degli Alberghi Storici di Roma, promossa da Federalberghi Roma attraverso il Comitato Alberghi Storici nato nel 2018, rappresenta il primo progetto italiano dedicato esclusivamente alla valorizzazione delle strutture alberghiere che hanno contribuito a scrivere la storia dell’ospitalità della Capitale. Il Comitato riunisce hotel con una consolidata tradizione storica, attivi da decenni e profondamente legati all’identità culturale e turistica della città, con l’obiettivo di tutelare e promuovere un patrimonio fatto non solo di accoglienza, ma anche di memoria, cultura e tradizione.

L’iniziativa nasce per preservare e tramandare il valore storico dell’ospitalità romana, riconoscendo agli alberghi storici un ruolo centrale nella costruzione dell’immagine internazionale di Roma. Tra gli obiettivi del progetto vi sono la valorizzazione del patrimonio alberghiero storico, la promozione culturale della città attraverso percorsi ed esperienze legate alla sua storia e la creazione di sinergie con istituzioni, musei e realtà culturali del territorio. Gli alberghi storici vengono così riconosciuti non solo come luoghi di soggiorno, ma come autentici ambasciatori della tradizione e dell’eccellenza dell’ospitalità romana nel mondo.

Essere inseriti tra gli Alberghi Storici significa entrare a far parte di una narrazione collettiva fatta di accoglienza, cultura e continuità nel tempo: un riconoscimento che l’FH55 Grand Hotel Palatino accoglie come stimolo a proseguire nel proprio percorso di valorizzazione dell’esperienza alberghiera, coniugando la propria eredità storica con un costante rinnovamento dei servizi e dell’esperienza offerta agli ospiti.

Questo riconoscimento rappresenta per noi motivo di grande orgoglio,” dichiara Claudio Catani Vice President Operations del gruppo FH55 Hotels. “Far parte degli Alberghi Storici di Roma significa vedere riconosciuto il lavoro svolto in quasi sessant’anni di attività e il nostro impegno quotidiano nell’offrire un’ospitalità capace di trasmettere il fascino autentico della città. È anche una responsabilità: custodire e valorizzare una tradizione che appartiene non solo al nostro hotel, ma alla storia stessa dell’accoglienza romana.”

Negli anni, l’FH55 Grand Hotel Palatino ha saputo evolversi mantenendo intatta la propria identità, diventando un luogo simbolo per il turismo leisure e business nella Capitale, grazie alla sua posizione strategica, ai servizi di alta qualità e a una costante attenzione all’esperienza degli ospiti. Oggi l’hotel è inoltre quasi al termine di un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione, realizzata attraverso un significativo investimento economico, finalizzato a valorizzare ulteriormente la struttura, elevare gli standard dell’accoglienza e coniugare il prestigio della tradizione con il comfort e il design contemporaneo.

L’inserimento tra gli Alberghi Storici di Roma conferma oggi il valore di un percorso costruito nel tempo e rafforza il ruolo del l’FH55 Grand Hotel Palatino come ambasciatore dell’ospitalità romana nel mondo.

Dormire dove il tempo rallenta: il turismo che riscopre il valore del silenzio

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Dalle montagne lombarde alla campagna siciliana, passando per l’Umbria: un viaggio tra ospitalità diffuse e territori che invitano alla lentezza

In un’epoca in cui il viaggio è spesso sinonimo di velocità e destinazioni iconiche, cresce una nuova sensibilità: quella di chi sceglie di fermarsi dove il tempo sembra dilatarsi, lontano dai circuiti più affollati. È il turismo della quiete, dell’ascolto, della rigenerazione profonda. Un turismo che trova nei territori meno gettonati la sua espressione più autentica. In questo scenario si inserisce l’esperienza proposta dalle strutture affiliate a Space Hotels, che trasformano il soggiorno in una vera e propria pausa rigenerante, tra natura, cultura e ospitalità diffusa.

L’idea prende forma attorno a una visione precisa del viaggio contemporaneo: quella che privilegia l’esperienza rispetto alla destinazione, e la qualità del tempo rispetto alla quantità dei luoghi visitati. In questo scenario, ogni meta diventa un invito a rallentare e a lasciarsi guidare dall’identità autentica del territorio, senza forzature né fretta.

Castione della Presolana – Lombardia: il respiro delle montagne

A Castione della Presolana, ai piedi delle Prealpi Orobie, il paesaggio diventa protagonista assoluto. L’Hotel Milano Alpen Resort Meeting & SPA si inserisce in un contesto naturale che cambia ritmo a ogni stagione: boschi, sentieri, aria cristallina e panorami che invitano alla contemplazione.

È un luogo in cui il benessere assume una dimensione profonda e stratificata: la SPA e gli spazi dedicati al relax dialogano in continuità con l’ambiente esterno, creando un equilibrio sottile tra comfort e natura. Le ampie vetrate, i percorsi sensoriali e i momenti di quiete diventano parte integrante del paesaggio, come se fosse la montagna stessa a entrare negli spazi interni.

All’esterno, le attività outdoor (dalle passeggiate nei boschi alle escursioni panoramiche) permettono di riconnettersi con una dimensione più essenziale del viaggio, fatta di gesti semplici e ritmi naturali. Anche il susseguirsi delle stagioni contribuisce a trasformare l’esperienza, rendendo ogni soggiorno unico e irripetibile. Qui il silenzio non è assenza, ma una presenza costante e viva: un elemento che accompagna, avvolge e ridefinisce il modo stesso di percepire il tempo. A pochi passi da questo scenario si trova anche il Santuario della Madonna delle Grazie di Lantana, luogo raccolto e immerso nel verde, che aggiunge una dimensione spirituale e contemplativa al soggiorno, perfettamente in linea con il silenzio della valle.

Città di Castello – Umbria: il tempo sospeso dell’arte

Città di Castello è uno di quei luoghi in cui la storia non si osserva soltanto, ma si attraversa. Nel cuore dell’Umbria, tra architetture rinascimentali e atmosfere raccolte, l’Hotel Tiferno rappresenta un punto di incontro tra ospitalità e cultura.

Qui la lentezza è naturale e quasi spontanea: le piazze raccolte, i musei, le botteghe artigiane ancora attive e i paesaggi circostanti costruiscono un mosaico coerente e armonico, in cui il tempo sembra stratificarsi e sovrapporre epoche, storie e gesti quotidiani nello stesso spazio vissuto. Ogni angolo invita a soffermarsi, a osservare dettagli che raccontano una continuità profonda tra passato e presente. È una destinazione per chi cerca profondità, non distrazione; per chi vuole vivere il viaggio come un’esperienza intellettuale oltre che sensoriale, dove la scoperta non è mai immediata ma si costruisce attraverso sguardi, incontri e piccoli dettagli che restano. Tra le esperienze più significative del territorio, la Collezione Burri negli Ex Seccatoi del Tabacco offre un percorso artistico immersivo che dialoga con lo spazio industriale, trasformando la visita in un’esperienza quasi meditativa.

Ragusa – Sicilia: il fascino quieto della campagna iblea

Nel cuore della Sicilia sud-orientale, tra muretti a secco, carrubi e paesaggi modellati dalla luce, Ragusa e il territorio circostante offrono una dimensione del viaggio lenta e profondamente autentica. Il Relais Chiaramonte si inserisce armoniosamente in questo contesto, dove la natura dialoga con la tradizione rurale e con il patrimonio barocco che caratterizza l’intera area iblea.

Il soggiorno assume qui il ritmo della campagna siciliana: silenzi interrotti dal vento, profumi mediterranei e distese aperte che invitano a rallentare lo sguardo. Le esperienze legate al territorio (dalla cucina locale ai percorsi tra borghi e masserie storiche) restituiscono un senso di autenticità raro, lontano dalle rotte più battute del turismo isolano. A rendere ancora più intensa l’esperienza contribuisce la vicinanza con luoghi simbolici come Ragusa Ibla, con i suoi vicoli, le chiese barocche e le piazze sospese nel tempo, ma anche con angoli meno conosciuti della campagna ragusana, dove il paesaggio conserva una dimensione intima e contemplativa. In questo scenario, il viaggio diventa un ritorno alla semplicità e a un rapporto più lento e profondo con il territorio.

In tutte queste destinazioni, il filo conduttore è chiaro: il valore del tempo ritrovato. Le strutture affiliate a Space Hotels non si limitano a offrire ospitalità, ma propongono un modo diverso di viaggiare, in cui il lusso coincide con lo spazio, il silenzio e la possibilità di rallentare.

Dormire dove il tempo rallenta è un cambio di prospettiva, è un invito a riscoprire luoghi e soprattutto sé stessi.

SARA BERNI – I LOVE DUETS al WeGil

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Sabato 23 maggio | Palazzo WeGil, Roma | Dalle 19:00 alle 23:00

Music by Alexanderplatz Jazz Club Roma

Alexanderplatz Jazz Club Roma e Modulo Caffè al WeGil uniscono le forze per portare il grande Blues e il Jazz nella splendida cornice di Palazzo WeGil, uno dei capolavori dell’architettura razionalista romana, nel cuore di Trastevere. Sabato 23 maggio, in occasione di Musei Aperti, va in scena il primo appuntamento di questa nuova e promettente collaborazione: dalle 19:00 alle 23:00, Sara Berni porta sul palco “I Love Duets”, con la chitarra Fingerstyle di Daniele Bazzani.

Sara Berni, premiata dal Festival dell’Arte Americana come interprete più innovativa del Blues in Italia, e Daniele Bazzani, chitarrista Fingerstyle di fama internazionale e autore di 10 metodi didattici, non sono una cantante accompagnata da un chitarrista. Sono un duo. Anzi, sono The Duo: un sodalizio artistico in cui voce e strumento dialogano ad armi pari, costruendo insieme ogni frase musicale.

Il repertorio spazia dalle composizioni originali del progetto “Introvabile” — brani ascoltabili esclusivamente dal vivo, una scelta controcorrente che restituisce valore alla musica come esperienza reale e condivisa — alle riletture personali di hits internazionali, standards Jazz, fino a sorprendenti incursioni nella lirica, come “Una Furtiva Lagrima” di Donizetti.

Sabato 23 maggio 2026

Modulo Caffè | Palazzo WeGil – Roma

Dalle 19:00 alle 23:00

Music by Alexanderplatz Jazz Club Roma

Prenotazioni: +39 389 094 4859

Fiumicino. Grassi, la memoria scientifica contro l’oblio della malaria

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Cerimonia commemorativa a Fiumicino per Giovan Battista Grassi, scienziato che contribuì alla lotta contro la malaria nel Lazio.

Il 21 maggio la commemorazione del senatore e scienziato Giovan Battista Grassi al cimitero monumentale di via Portuense. Coinvolte anche le scuole del territorio per trasmettere alle nuove generazioni il valore della ricerca scientifica e della salute pubblica.

Fiumicino ricorda uno dei nomi più importanti della storia della medicina italiana. Il prossimo 21 maggio, alle ore 10.30, al cimitero monumentale di via Portuense, si terrà una cerimonia commemorativa dedicata al professor senatore Giovan Battista Grassi, medico, zoologo e naturalista scomparso a Roma il 4 maggio 1925.

L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco di Fiumicino e vedrà la partecipazione del sindaco Mario Baccini, insieme ad autorità civili, militari e religiose. Saranno presenti anche alcune classi degli istituti scolastici del territorio, coinvolte in un percorso di memoria e approfondimento storico sulla figura dello scienziato.

La commemorazione non rappresenta soltanto un momento istituzionale. È anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra ricerca scientifica, salute pubblica e trasformazione sociale del territorio laziale.

Il nome di Grassi, infatti, è legato in modo diretto alla lotta contro la malaria, una malattia che per decenni ha segnato profondamente le campagne italiane e le aree costiere del Lazio, compresa la zona tra Fiumicino, Ostia e l’Agro Romano.

Fu proprio Giovan Battista Grassi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, a dimostrare il ruolo della zanzara Anopheles nella trasmissione della malaria.

Una scoperta destinata a cambiare la medicina moderna e le politiche sanitarie internazionali. I suoi studi permisero di comprendere come intervenire sulla prevenzione e sul controllo della malattia, aprendo la strada alle grandi campagne di bonifica e sanificazione che trasformarono vaste aree italiane allora considerate malsane.

Oggi può sembrare lontano, ma fino a meno di un secolo fa la malaria rappresentava un’emergenza sanitaria quotidiana per molte famiglie del Lazio. Le zone paludose attorno al Tevere e lungo la costa romana erano considerate ad alto rischio. La malattia colpiva soprattutto lavoratori agricoli, pescatori e bambini, incidendo sulla qualità della vita, sull’economia e persino sullo sviluppo urbano del territorio.

Per questo motivo la figura di Grassi assume ancora oggi un significato che va oltre il ricordo accademico. La sua ricerca scientifica contribuì concretamente al cambiamento sociale del Paese.

Senza le scoperte sulla malaria sarebbe stato molto più difficile immaginare lo sviluppo agricolo, infrastrutturale e turistico di molte aree del Lazio.

La scelta di coinvolgere le scuole durante la commemorazione va letta proprio in questa direzione. Trasmettere alle nuove generazioni il valore della scienza significa ricordare che il progresso sanitario non nasce per caso, ma attraverso studio, ricerca e investimenti pubblici.

Il legame tra Fiumicino e la memoria storica del territorio è sempre più centrale nelle iniziative culturali locali. Negli ultimi anni il Comune ha puntato su eventi capaci di valorizzare identità, patrimonio storico e memoria collettiva. La commemorazione del professor Grassi si inserisce in questo percorso, riportando l’attenzione su una figura che ha avuto un impatto internazionale ma che resta profondamente legata alla storia sanitaria e sociale del Lazio.

Il ricordo pubblico di scienziati e studiosi ha anche una funzione simbolica importante. Le comunità costruiscono la propria identità non soltanto attraverso monumenti o celebrazioni civili, ma anche scegliendo quali esempi trasmettere ai più giovani. In questo caso il messaggio è chiaro: la conoscenza e la ricerca possono cambiare concretamente la vita delle persone.

La presenza delle istituzioni e delle scuole alla cerimonia del 21 maggio rappresenta quindi un segnale che va oltre il protocollo. È il tentativo di mantenere viva una memoria collettiva spesso dimenticata, ma fondamentale per comprendere il presente.

A cento anni dalla sua scomparsa, Giovan Battista Grassi continua infatti a ricordare quanto la scienza possa incidere sulla salute pubblica, sull’ambiente e persino sul destino di un territorio.