martedì, Maggio 19, 2026
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Fiumicino. Grassi, la memoria scientifica contro l’oblio della malaria

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Cerimonia commemorativa a Fiumicino per Giovan Battista Grassi, scienziato che contribuì alla lotta contro la malaria nel Lazio.

Il 21 maggio la commemorazione del senatore e scienziato Giovan Battista Grassi al cimitero monumentale di via Portuense. Coinvolte anche le scuole del territorio per trasmettere alle nuove generazioni il valore della ricerca scientifica e della salute pubblica.

Fiumicino ricorda uno dei nomi più importanti della storia della medicina italiana. Il prossimo 21 maggio, alle ore 10.30, al cimitero monumentale di via Portuense, si terrà una cerimonia commemorativa dedicata al professor senatore Giovan Battista Grassi, medico, zoologo e naturalista scomparso a Roma il 4 maggio 1925.

L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco di Fiumicino e vedrà la partecipazione del sindaco Mario Baccini, insieme ad autorità civili, militari e religiose. Saranno presenti anche alcune classi degli istituti scolastici del territorio, coinvolte in un percorso di memoria e approfondimento storico sulla figura dello scienziato.

La commemorazione non rappresenta soltanto un momento istituzionale. È anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra ricerca scientifica, salute pubblica e trasformazione sociale del territorio laziale.

Il nome di Grassi, infatti, è legato in modo diretto alla lotta contro la malaria, una malattia che per decenni ha segnato profondamente le campagne italiane e le aree costiere del Lazio, compresa la zona tra Fiumicino, Ostia e l’Agro Romano.

Fu proprio Giovan Battista Grassi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, a dimostrare il ruolo della zanzara Anopheles nella trasmissione della malaria.

Una scoperta destinata a cambiare la medicina moderna e le politiche sanitarie internazionali. I suoi studi permisero di comprendere come intervenire sulla prevenzione e sul controllo della malattia, aprendo la strada alle grandi campagne di bonifica e sanificazione che trasformarono vaste aree italiane allora considerate malsane.

Oggi può sembrare lontano, ma fino a meno di un secolo fa la malaria rappresentava un’emergenza sanitaria quotidiana per molte famiglie del Lazio. Le zone paludose attorno al Tevere e lungo la costa romana erano considerate ad alto rischio. La malattia colpiva soprattutto lavoratori agricoli, pescatori e bambini, incidendo sulla qualità della vita, sull’economia e persino sullo sviluppo urbano del territorio.

Per questo motivo la figura di Grassi assume ancora oggi un significato che va oltre il ricordo accademico. La sua ricerca scientifica contribuì concretamente al cambiamento sociale del Paese.

Senza le scoperte sulla malaria sarebbe stato molto più difficile immaginare lo sviluppo agricolo, infrastrutturale e turistico di molte aree del Lazio.

La scelta di coinvolgere le scuole durante la commemorazione va letta proprio in questa direzione. Trasmettere alle nuove generazioni il valore della scienza significa ricordare che il progresso sanitario non nasce per caso, ma attraverso studio, ricerca e investimenti pubblici.

Il legame tra Fiumicino e la memoria storica del territorio è sempre più centrale nelle iniziative culturali locali. Negli ultimi anni il Comune ha puntato su eventi capaci di valorizzare identità, patrimonio storico e memoria collettiva. La commemorazione del professor Grassi si inserisce in questo percorso, riportando l’attenzione su una figura che ha avuto un impatto internazionale ma che resta profondamente legata alla storia sanitaria e sociale del Lazio.

Il ricordo pubblico di scienziati e studiosi ha anche una funzione simbolica importante. Le comunità costruiscono la propria identità non soltanto attraverso monumenti o celebrazioni civili, ma anche scegliendo quali esempi trasmettere ai più giovani. In questo caso il messaggio è chiaro: la conoscenza e la ricerca possono cambiare concretamente la vita delle persone.

La presenza delle istituzioni e delle scuole alla cerimonia del 21 maggio rappresenta quindi un segnale che va oltre il protocollo. È il tentativo di mantenere viva una memoria collettiva spesso dimenticata, ma fondamentale per comprendere il presente.

A cento anni dalla sua scomparsa, Giovan Battista Grassi continua infatti a ricordare quanto la scienza possa incidere sulla salute pubblica, sull’ambiente e persino sul destino di un territorio.