Mestichelli “un evento di alto livello che coniuga sport, cultura e promozione del territorio”
Si svolgerà dall’8 al 10 maggio 2026, nella suggestiva cornice della Chiesa di San Domenico, il 1° Torneo Nazionale di Scacchi “Città di Rieti”, importante manifestazione sportiva, culturale e turistica promossa con il patrocinio del Comune di Rieti.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’ASD Mentana Scacchi Avamposto Garibaldino, affiliata alla Federazione Scacchistica Italiana, rappresenta un appuntamento di rilievo nazionale. Il torneo sarà valido per l’assegnazione del titolo di Campione Interprovinciale delle Province di Rieti e Viterbo e consentirà ai migliori classificati di accedere alle fasi regionali. Contestualmente, è previsto anche un Campionato Giovanile qualificante per i Campionati Nazionali Juniores.
Il vice Sindaco e Assessore allo Sport e Turismo Chiara Mestichelli:
“Con questo torneo intendiamo offrire alla città un evento di alto livello, capace di coniugare sport, cultura e promozione del territorio. Gli scacchi sono una disciplina universale, in grado di unire persone diverse e di valorizzare principi fondamentali come inclusione, rispetto e partecipazione. La Chiesa di San Domenico rappresenta inoltre una cornice di grande prestigio, ideale per esaltare l’importanza del nostro patrimonio storico e rafforzare il legame tra cultura e sport. Rieti si conferma così una città attenta allo sport e alla qualità delle iniziative, in grado di generare ricadute positive anche sul piano turistico ed economico”.
Alcuni giorni fa, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti, si è svolto un breve incontro per salutare il Luogotenente Carica Speciale Giuseppe Costarella, già addetto alla Stazione di Passo Corese, giunto al termine del suo servizio attivo.
Originario di Reggio Calabria, il Luogotenente Costarella si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel 1988, intraprendendo un lungo percorso professionale.
Dopo un primo periodo con il grado di Carabiniere, prestando servizio presso le Stazioni di Ustica, Palermo-Partanna e Palermo San Lorenzo, ha frequentato il Corso Allievi Sottufficiali a Velletri e, successivamente, a Firenze.
Appena promosso Vice Brigadiere, dopo un breve periodo all’8° Battaglione “Lazio” di Roma, è stato destinato alla Stazione di Fiano Romano operando come sottordine per oltre 26 anni e, infine, dal 2021 presso la Stazione di Passo Corese, reparto in cui si è costantemente distinto per elevata professionalità, disponibilità e profondo spirito di servizio.
Nel corso della breve ma significativa cerimonia, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rieti ha consegnato al Luogotenente Costarella una pergamena celebrativa. Il tributo è stato conferito in segno di formale riconoscimento per l’eccellente lavoro svolto durante la lunga carriera e per l’alto senso del dovere con cui il Sottufficiale ha affrontato le numerose responsabilità del servizio, testimoniando un incondizionato attaccamento ai valori fondanti dell’Istituzione.
Al Luogotenente Carica Speciale Giuseppe Costarella vanno i più sinceri ringraziamenti da parte di tutta l’Arma dei Carabinieri per il servizio prestato nelle file dell’Istituzione e i migliori auguri per questa nuova fase della sua vita.
I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Rieti hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un uomo di 33 anni, residente nel capoluogo sabino, presunto responsabile dei reati di furto aggravato e violazione di sigilli.
La misura precautelare è stata eseguita dai militari dell’Arma al termine di un accurato sopralluogo effettuato presso l’abitazione dell’interessato. Quest’ultimo, con il chiaro intento di eludere il pagamento delle utenze e garantirsi a costo zero la fornitura di acqua, aveva architettato un ingegnoso stratagemma fraudolento.
Nello specifico, aveva dapprima rimosso i sigilli di sicurezza che erano stati regolarmente apposti al contatore dal personale della società concessionaria per la gestione della rete idrica.
Successivamente, avvalendosi in modo illecito delle proprie competenze professionali nel settore idraulico, il 33enne aveva realizzato un sistema di “bypass” creato ad hoc. Questa modifica strutturale all’impianto gli ha consentito di allacciarsi abusivamente e in maniera diretta alla condotta pubblica, assicurando alla propria abitazione un flusso idrico costante in totale evasione tariffaria.
Alla luce degli inequivocabili elementi oggettivi emersi durante l’ispezione condotta dai militari operanti, che hanno accertato in loco sia la manomissione sia la flagranza della sottrazione del bene, il trentatreenne è stato dichiarato in stato di arresto.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
“Lavoro dignitoso, contrattazione, nuove tutele, nuovi diritti e qualità dell’occupazione, per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. E’ lo slogan con il quale la Uil insieme con Cgil e Cisl celebrano il primo maggio 2026 e che indica una visione chiara del futuro del lavoro: governare i cambiamenti tecnologici e non subirli, mettendo al centro la persona, la qualità dell’occupazione e il ruolo imprescindibile della contrattazione.
“Con Pierpaolo Bombardieri – afferma Alberto Paolucci, segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana – portiamo avanti ogni giorno una battaglia chiara: riportare il lavoro e la sua dignità al centro dell’agenda politica e sociale, in un contesto segnato da precarietà diffusa e trasformazioni profonde che non possono essere lasciate senza regole”.
“Il panorama reatino è tutt’altro che rassicurante – prosegue il segretario – I dati ci dicono che nel 2025 il nostro territorio è stato quello con il mercato del lavoro più ristretto del Lazio (59 mila occupati). Dopo una fase di lieve crescita nel 2024, si è registrato un arretramento occupazionale di meno 2,1 punti percentuali. Un chiaro segnale di fragilità strutturale che non può essere ignorato”. “Ma non è tutto – prosegue il sindacalista – gli ultimi dati in nostro possesso certificano che un dipendente su tre del settore privato non agricolo è precario. Mentre la retribuzione media annua lorda è di tutte le lavoratrici e i lavoratori del medesimo settore si attesta a poco più di 19mila euro, la penultima tra le province laziali”.
“Per questo – conclude Paolucci – servono continue politiche del lavoro che rimettano al centro stabilità, salario e diritti. Senza tutto questo, il rischio che si consolidi definitivamente un sistema fondato su precarietà e disuguaglianze crescenti è concreto”.
Esperienze interattive al Planetario e al Museo Ardito Desio con gratuità grazie al progetto IBorghi Maestri dei Monti Prenestini
I pianeti del Sistema Solare e il patrimonio fossile e geologico del Museo “Ardito Desio” nella proposta della Direzione dello SMuRC Sistema Museale Rocca di Cave per la giornata di venerdì 1 maggio 2026. Ogni esperienza è un invito – per cittadini e turisti – ad osservare il paesaggio dei Monti Prenestini con occhi nuovi e a comprendere il legame tra natura, tempo e biodiversità. Una modalità per vivere insieme una giornata di festa dal profondo significato e riportare l’attenzione sull’uomo, sulla sua storia e sul mondo che abitiamo.La data del 1 maggio segna la prima di una serie di iniziative che SMuRC realizza nell’ambito del programma I Borghi Maestri dei Monti Prenestini…Isole di Rigenerazione. In particolare in questa giornata le attività VIAGGIO NEL SISTEMA SOLARE e PICCOLI PALEONTOLOGI IN AZIONE saranno proposte al pubblico gratuitamente (sempre con obbligo di prenotazione online).
Senza dubbio il Planetario (in Via Colle Pozzo 1) è uno dei grandi protagonisti di giornata con due spettacoli:>ore 12.30 e 15.30 (durata 1h)
VIAGGIO NEL SISTEMA SOLAREil live show condotto dai comunicatori della scienza de Le Nuvole – società che gestisce la didattica e i servizi aggiuntivi in collaborazione con il Comune di Rocca di Cave. Grazie a queste guide esperte sarà possibile imparare ad orientarsi nel nostro Sistema Solare e riconoscere anche i pianeti più lontani ed inaccessibili. >ore 11.30, 14.30 e 16.30 (durata 30 min.)
DALLA TERRA ALL’UNIVERSOun filmato fulldome proiettato in cupola per un’esperienza immersiva nell’immagine che attualmente abbiamo dell’Universo, frutto della tecnologia dei telescopi, che ha arricchito la conoscenza del nostro Sistema Solare di elementi una volta sconosciuti. Il Museo Geopaleontologico Ardito Desio resta aperto con orario continuato dalle 11:00 alle 17:30 e possibilità di accedere a due turni di visite guidate (durata 1 ora) alle ore 10.30 e 16.30. Articolato su tre livelli il percorso propone una fruizione esperienziale che, dall’esplorazione attiva della geologia e della paleontologia al piano terra, racconta l’evoluzione geologica dell’Italia centrale e dell’antica Scogliera Corallina di Rocca di Cave al piano rialzato per proseguire con l’esperienza di scavo nella Sala della Paleontologia e nella Sala di Geologia al primo piano fino al Corridoio della Meraviglia con l’esposizione di fossili e minerali. Appuntamenti inoltre alle ore 12.15 e 15.30 (durata 1 ora) sempre al Museo con il laboratorio “Piccoli paleontologi in azione!”. I giovani visitatori (dai 6 ai 10 anni) potranno avvicinarsi al meraviglioso mondo dei fossili e della paleontologia attraverso il gioco e la manualità. Dall’osservazione con lenti d’ingrandimento e strumenti di esplorazione alla realizzazione del proprio fossile personale utilizzando pasta modellabile, foglie, conchiglie e altri materiali naturali, potranno sperimentare fino in fondo il processo di fossilizzazione. La prenotazione è sempre obbligatoria a https://smurc-prenotazioni.sumupstore.com/Info: smurc@lenuvole.com
Si è svolta il 27 aprile scorso la visita istituzionale del Prefetto di Viterbo, dott. Sergio Pomponio, presso il Comune di Marta, nell’ambito dell’attività di costante interlocuzione e collaborazione che la Prefettura promuove con le Amministrazioni locali del territorio provinciale, al fine di approfondire le principali esigenze delle comunità locali e valorizzare le peculiari risorse storiche, culturali, ambientali e sociali dei territori.
Il programma ha avuto inizio alle ore 10.30, con il ritrovo nella suggestiva piazza Umberto I, cuore del centro cittadino, ove il Prefetto è stato accolto dal Sindaco e dalle rappresentanze istituzionali e civili locali.
Nel corso della visita la delegazione ha raggiunto la Torre dell’Orologio, sito di particolare pregio storico e culturale, profondamente legato all’identità del territorio e tradizionalmente richiamato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, testimonianza della rilevanza storica e culturale che il Comune di Marta riveste nell’ambito del patrimonio del territorio provinciale.
L’itinerario ha successivamente incluso la Chiesa di San Biagio, luogo di significativa importanza religiosa e storica per la comunità locale, per poi proseguire verso il monte sovrastante l’abitato, dove si erge la Chiesa della Madonna Santissima del Monte, luogo di culto e di tradizione dove ogni 14 maggio la popolazione locale si reca in devozione nella storica festa delle “Passate” o comunemente chiamata “Barabbata”.
La visita è quindi proseguita verso la località “Cannara” consentendo ulteriori momenti di approfondimento delle peculiarità territoriale e delle potenzialità connesse alla valorizzazione del territorio ed al sostegno delle attività amministrative locali.
Particolare rilievo ha assunto il confronto istituzionale sviluppatosi nel corso della mattinata tra il Prefetto, gli Amministratori locali, i dipendenti dell’Ente e le associazioni di volontariato, durante il quale sono state affrontate tematiche inerenti all’organizzazione del lavoro, all’espletamento dei servizi pubblici, alle attività di polizia urbana, nonché alle questioni attinenti alle esigenze operative e gestionali dell’Ente, con specifica attenzione alle necessità delle piccole realtà territoriali.
Il confronto ha consentito di ribadire il valore fondamentale della cooperazione tra istituzioni quale strumento indispensabile per assicurare un’efficace azione di governo del territorio, favorire la coesione sociale e sostenere le amministrazioni locali nell’affrontare le sfide quotidiane connesse alla gestione dei servizi ed alla tutela degli interessi della collettività.
La visita si inserisce nel più ampio percorso di ascolto, presenza e collaborazione istituzionale promosso dalla Prefettura su territorio provinciale, finalizzato a mantenere un rapporto diretto e costante con le Amministrazioni comunali, nella consapevolezza che il dialogo tra le istituzioni rappresenti uno strumento essenziale per sostenere i territori e rafforzare il legame tra cittadini e Stato.
Inaugurato in via Lorenzo Bezzi un giardino dedicato a Sergio Ramelli: cosa cambia per il quartiere e il valore dell’iniziativa oggi
FIUMICINO – È stato inaugurato ieri pomeriggio, in via Lorenzo Bezzi all’angolo con Largo dello Scoutismo, il giardino Sergio Ramelli, un’area verde urbana che entra ufficialmente tra gli spazi pubblici della città e viene dedicata alla memoria dello studente milanese ucciso nel 1975.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Mario Baccini, l’assessore Vincenzo D’Intino e i consiglieri comunali Patrizia Fata, Agostino Prete, Roberto Feola e Federica Cerulli. La presenza istituzionale ha segnato il carattere ufficiale dell’intitolazione, che trasforma uno spazio già esistente in un luogo con una precisa identità civile.
Il nuovo giardino Sergio Ramelli diventa così non solo un punto di aggregazione per residenti e famiglie, ma anche un riferimento simbolico legato alla memoria degli anni Settanta, un periodo segnato da forti tensioni politiche e sociali in Italia. L’intervento non modifica la funzione urbana dell’area, che resta destinata alla fruizione quotidiana, ma ne rafforza il significato pubblico.
Durante la cerimonia, il sindaco Mario Baccini ha dichiarato:
«L’intitolazione a Sergio Ramelli è un’occasione per riaffermare valori che appartengono alla nostra comunità, come il rispetto della persona e la condanna di ogni forma di odio e intolleranza».
Una dichiarazione che rientra nel quadro delle iniziative istituzionali legate alla memoria civile e al richiamo ai principi democratici.
Lo stesso primo cittadino ha aggiunto che la vicenda di Ramelli
«rappresenta un monito che non possiamo ignorare» e che «la memoria, quando è condivisa e consapevole, può diventare uno strumento di crescita per tutti».
Si tratta di un passaggio che colloca l’intitolazione non solo come atto amministrativo, ma come scelta con una valenza educativa, in particolare per le nuove generazioni.
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche Federica Cerulli, consigliera comunale:
«Intitolare un parco a Sergio Ramelli significa ricordare una ferita profonda del Paese e riaffermare valori fondamentali come rispetto, dialogo e libertà».
Sergio Ramelli era uno studente milanese di 18 anni, militante del Fronte della Gioventù. Nel 1975 fu aggredito sotto casa da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare a causa delle sue idee politiche. Rimase gravemente ferito e, dopo settimane di coma, morì il 29 aprile dello stesso anno. La sua vicenda è diventata nel tempo uno dei simboli della violenza politica degli anni di piombo.
L’intitolazione del giardino Sergio Ramelli si inserisce in un contesto più ampio di iniziative pubbliche dedicate alla memoria delle vittime di quel periodo storico. Si tratta di scelte che, a livello locale, possono incidere anche sul dibattito pubblico, soprattutto quando riguardano figure legate a vicende ancora oggetto di interpretazioni diverse.
Per i cittadini di Fiumicino, il nuovo spazio mantiene una funzione concreta: un’area verde accessibile, utilizzabile nella quotidianità, che si aggiunge ai servizi urbani del quartiere. Allo stesso tempo, la denominazione introduce un elemento di riflessione civile, destinato a convivere con l’uso ordinario dello spazio.
L’intervento, quindi, non cambia l’assetto urbano ma ne ridefinisce il significato. Il giardino Sergio Ramelli diventa un punto in cui memoria e vita quotidiana si intrecciano, con l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione di promuovere consapevolezza storica senza alterare la funzione pratica del luogo.
Arriva nella sede della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate la mostra Attraverso il Limite, visioni di Passione e Silenzio del fotografo Walter Capelli. Inaugurazione ufficiale mercoledì 7 maggio alle 19 con l’autore.
Le Cappelle del Sacro Monte di Varese viste in una luce diversa grazie alla sensibilità artistica di Walter Capelli diventano il cuore della mostra Attraverso il limite, visioni di Passione e Silenzio, pittografie su metallo contorto quando la fotografia si fa scultorea. L’esposizione sarà ospitata nella sede di Buguggiate della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate dal 4 all’8 maggio. Una mostra che non si limita a presentare immagini, ma invita il pubblico a riscoprire uno dei luoghi simbolo del territorio attraverso uno sguardo nuovo, intenso e contemporaneo.
L’inaugurazione ufficiale è in programma mercoledì 7 maggio alle ore 19 nella filiale di via Cavour 71 a Buguggiate, con rinfresco aperto al pubblico in apertura della festa patronale. L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco di Buguggiate con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insieme Ets, braccio operativo della banca che si occupa anche della mutua di comunità dei soci dell’istituto di credito.
Protagoniste dell’esposizione sono le cappelle della Via Sacra del Sacro Monte di Varese, reinterpretate da Capelli dopo oltre tre anni di lavoro e ricerca. L’artista ha avuto la rara possibilità di entrare all’interno delle cappelle e di fotografare una a una le sculture che animano le scene sacre. Un’esperienza intensa, vissuta a stretto contatto con opere cariche di spiritualità, storia e forza narrativa.
«Ho voluto reinterpretare nuovamente sia le scene sia le sculture stesse, soffermandomi sui loro sguardi, sulle espressioni, sui dettagli che spesso sfuggono a una visione veloce», spiega Capelli. «Per farlo ho utilizzato le mie fonti di illuminazione, luci da fotografo pensate appositamente per creare una percezione diversa rispetto a quella che normalmente ha il pellegrino o il visitatore osservando dalle grate». Proprio la luce, elemento centrale del progetto, diventa strumento creativo capace di modellare volti, esaltare gesti e restituire profondità emotiva alle composizioni all’alba o verso sera, quando la luce scolpisce.
Il titolo Attraverso il limite richiama proprio questa volontà di andare oltre ciò che appare a un primo sguardo: oltre la distanza fisica imposta dagli spazi, oltre l’abitudine visiva, oltre una fruizione superficiale del patrimonio artistico. L’obiettivo dell’autore è quello di accompagnare il pubblico dentro una dimensione nuova, in cui le cappelle del Sacro Monte rivelano particolari inattesi e una sorprendente contemporaneità.
Le immagini esposte non sono semplici fotografie, ma “pittografie”, termine che identifica una tecnica personale sviluppata dall’artista. «Sono opere uniche», spiega. «Parto da immagini fotografiche che vengono trasformate in stampe artigianali realizzate in camera oscura su lastre di ferro. Successivamente intervengo graffiando, dipingendo e modificando il supporto, fino a ricreare le scene in una forma nuova». Le lastre vengono poi piegate e modellate, assumendo una dimensione quasi scultorea che supera il tradizionale concetto di fotografia.
Accanto a queste saranno presenti anche alcune pittografie su foglia d’oro, realizzate su tavole lignee preparate artigianalmente e rese sensibili attraverso procedimenti di emulsione fotografica. Un incontro tra materiali nobili, manualità e sperimentazione tecnica che dialoga idealmente con la sacralità dei soggetti rappresentati.
Non mancheranno inoltre vedute più classiche delle architetture esterne del Sacro Monte di Varese, a testimonianza di un lavoro ampio e approfondito dedicato all’intero complesso monumentale. Una selezione significativa di queste opere arriverà ora a Buguggiate, adattata agli spazi espositivi della filiale bancaria.
L’iniziativa assume anche un valore simbolico importante: «portare l’arte dentro una filiale bancaria significa trasformare un luogo quotidiano in uno spazio di incontro e di cultura, aperto al territorio. È la dimostrazione concreta di come realtà diverse possano collaborare per creare occasioni di crescita condivisa», spiega Diego Trogher, vice presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «L’arte ha la straordinaria capacità di valorizzare i monumenti, la storia e i luoghi simbolo del nostro territorio. Non è soltanto espressione estetica, ma anche uno strumento di memoria, identità e promozione culturale. Fa sentire le persone parte di un patrimonio condiviso. L’arte ha inoltre la straordinaria capacità di cambiare prospettiva: la mostra non si limita a esporre immagini, ma apre uno spazio di riflessione e di riscoperta collettiva, spingendo ciascuno a riconoscere il valore dei beni che appartengono alla storia del territorio. Valorizzare il patrimonio significa anche rafforzare l’identità di una comunità. Significa riconoscersi nelle proprie radici, custodire la memoria dei luoghi simbolo e trasmetterne il significato alle nuove generazioni. La bellezza, quando viene condivisa, diventa un elemento che unisce, crea appartenenza e alimenta orgoglio per il proprio territorio. Questa esposizione è un esempio concreto di come l’unione tra persone, associazioni, artisti e territorio possa generare valore per tutta la comunità e come Bcc noi siamo in prima linea».
«Si tratta di una mostra importante già esposta al Santuario di Santa Maria al Monte di Varese»., spiega Marco Martignoni, il presidente della Pro Loco di Buguggiate, «Ci teniamo a portare qualcosa di bello per il paese, anche grazie alla collaborazione con la Bcc. E’ un segno di come si possano creare connessioni tra luoghi, persone e iniziative. Quindi l’invito è semplice: venite a trovarci».
Maria Carla Ceriotti, presidente di Ccr Insieme Ets, spiega: «La mostra di Walter Capelli rappresenta non solo un evento artistico di grande rilievo, capace di offrire al pubblico opere di forte intensità espressiva e originale ricerca tecnica, ma anche un prezioso invito a guardare con occhi nuovi il patrimonio storico, culturale e spirituale che circonda la nostra comunità. Attraverso il suo lavoro, luoghi conosciuti e spesso osservati con abitudine quotidiana tornano a rivelarsi nella loro profondità, nei dettagli, nei significati e nelle emozioni che custodiscono. Attraverso il linguaggio universale dell’arte, capace di parlare a tutti senza distinzioni di età o provenienza, la mostra di Walter Capelli diventa così un ponte tra passato e presente, tra memoria e contemporaneità, tra cultura e comunità. Un’occasione concreta per riscoprire ciò che abbiamo vicino e comprenderne ancora di più il valore».
A margine del convegno sulla regolazione ARERA nel settore dei rifiuti urbani, il Comune di Formia e Formia Rifiuti Zero annunciano un risultato storico: la tariffa sui rifiuti scenderà dell’8% nel biennio 2026-2027. Formia è l’unico comune del Lazio a ridurre la TARI in un contesto di pressione sui costi che sta costringendo la stragrande maggioranza degli enti locali ad aumentarla.
Si è tenuto ieri, presso la Sala Sicurezza del Palazzo Comunale, il convegno “Regolazione ARERA nel settore dei rifiuti urbani: le opportunità dei nuovi adempimenti regolatori”, promosso dal Sindaco Gianluca Taddeo e da Formia Rifiuti Zero. L’evento ha offerto l’occasione per condividere gli strumenti di regolazione introdotti dall’ARERA nel 2025 e operativi nel biennio 2026-2027, ma ha anche rappresentato il palcoscenico di un annuncio destinato a fare notizia ben oltre i confini della provincia di Latina.
Formia abbassa la TARI. Un caso unico in Lazio e in Italia
In un quadro economico internazionale che sta producendo un generalizzato aumento dei costi di gestione dei rifiuti, Formia percorre una strada opposta. La TARI, già oggi inferiore alla media provinciale della provincia di Latina e alla media regionale del Lazio, si abbasserà ulteriormente dell’8% nel biennio 2026-202, con una riduzione del 3% nel primo anno a cui si aggiungerà un’ulteriore 4,7% nel secondo anno. Un risultato che non ha precedenti nella regione. Nessun altro comune del Lazio infatti può vantare una riduzione della tariffa in questo periodo. La stragrande maggioranza dei comuni laziali, al contrario, è costretta ad aumentarla.
Formia aveva tenuto invariata la tariffa negli anni precedenti, quando altrove i rincari erano già cominciati. I cittadini formiani si troveranno quindi a pagare meno di prima, in una città che offre servizi di raccolta più efficienti della media e una qualità ambientale in costante miglioramento.
La dichiarazione del Sindaco Gianluca Taddeo
«Questo risultato non è casuale. È il frutto di scelte strategiche precise, portate avanti con coerenza e visione da questa amministrazione. Mentre il contesto internazionale spinge i costi verso l’alto e la maggior parte dei comuni del Lazio sono costretti ad aumentare la tariffa, Formia va in direzione contraria. Abbiamo lavorato per costruire un modello gestionale solido, abbiamo investito nell’efficienza del servizio, abbiamo creduto nella raccolta differenziata come strumento concreto di risparmio e non solo come obbligo normativo. I risultati oggi parlano da soli. La TARI scende del 3% nel 2026 e di di quasi il 5% nel 2027, con una riduzione dell’8% totale. È un segnale forte di buona amministrazione, un atto di rispetto verso i nostri cittadini e una conferma che la strada intrapresa era quella giusta».
La dichiarazione di Raffaele Rizzo, Formia Rifiuti Zero
«Formia Rifiuti Zero è oggi un modello riconoscibile nel panorama della gestione dei rifiuti urbani. La scelta di unificare il calendario di raccolta su tutto il territorio comunale e di portare il ritiro del secco residuo a una volta ogni due settimane è stata una decisione coraggiosa, che sta richiedendo un cambio di abitudini da parte dei cittadini che hanno risposto in modo straordinario. Abbiamo raggiunto, in questi primi quattro mesi dell’anno, l’80% di raccolta differenziata, un dato eccezionale per una città di mare con un forte impatto turistico. Questo risultato, unito a una gestione aziendale rigorosa e meticolosa, porterà ad un risparmio di oltre 700.000 euro per il Comune. Risorse reali, che si traducono in una riduzione concreta della tariffa per le famiglie e le imprese. Questi dati sono la dimostrazione che quando si gestisce bene, i cittadini ne beneficiano direttamente».
Una città più pulita, nonostante il turismo
Il risultato acquista un peso ancora maggiore se si considera che Formia è una città di mare ad alta vocazione turistica, dove la pressione sui servizi, e sui costi, cresce sensibilmente ogni estate. Eppure, grazie all’impegno concreto e quotidiano dei cittadini è oggi una città sempre più pulita e ordinata. Un patrimonio ambientale che si riflette anche sulla qualità dell’esperienza turistica e sull’immagine complessiva del territorio.
Il quadro: servizi efficienti, tariffe basse, benchmark regionale
La tariffa formiana era già al di sotto della media provinciale di Latina e della media regionale laziale. Dopo questa riduzione, il divario si amplia ulteriormente. I cittadini di Formia pagheranno una TARI significativamente inferiore rispetto alla quasi totalità dei comuni del Lazio, fruendo al contempo di un servizio di raccolta tra i più efficienti della regione. Efficienza e convenienza, insieme. Un equilibrio che altrove non si riesce a raggiungere.
I numeri
8% riduzione complessiva della TARI nel biennio 2026-2027
3% riduzione applicata nel 2026
4,7% riduzione applicata nel 2027
80% raccolta differenziata raggiunta a marzo 2026
700.000 € il risparmio generato dalla gestione FRZ
Un nascondiglio invisibile, incastonato tra le pietre di un muretto a secco a Ciminà (RC), nel cuore aspro e impervio dell’Aspromonte. È qui che i Carabinieri della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio, affiancati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno inferto un nuovo, significativo colpo alla circolazione illegale di armi, riportando alla luce un deposito clandestino perfettamente mimetizzato e potenzialmente pronto all’impiego.
L’operazione, sviluppata nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio e contrasto alla criminalità diffusa e organizzata, si è svolta attraverso un’intensa attività di rastrellamento in un’area demaniale particolarmente difficile da raggiungere. Proprio in questo scenario, i militari hanno individuato un ingegnoso sistema di occultamento: un tubo in plastica nascosto con estrema cura all’interno di un muretto, trasformato in un vano segreto capace di sfuggire a occhi inesperti.
All’interno, un vero e proprio arsenale: due fucili – uno dei quali realizzato artigianalmente – e circa 50 munizioni di vario calibro. Tutto il materiale si presentava in condizioni eccellenti e perfettamente funzionante, un dettaglio che lascia ipotizzare una disponibilità recente e una possibile destinazione operativa a breve termine.
Il rinvenimento assume un rilievo ancora più marcato alla luce del contesto territoriale, confermando come le aree rurali e demaniali dell’entroterra aspromontano continuino a essere utilizzate come luoghi strategici per l’occultamento di armi e strumenti illeciti. In questo scenario, l’azione capillare e incessante dell’Arma dei Carabinieri si conferma presidio fondamentale di sicurezza e legalità.
Le indagini, coordinate dalla competente Autorità Giudiziaria, sono in pieno svolgimento e mirano a individuare i responsabili, nonché a ricostruire eventuali legami con ambienti della criminalità organizzata attivi nel comprensorio della Locride.
L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di prevenzione e repressione dei reati in materia di armi, che vede impegnati senza sosta Carabinieri e Magistratura in un’azione sinergica e costante.
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