Inaugurato in via Lorenzo Bezzi un giardino dedicato a Sergio Ramelli: cosa cambia per il quartiere e il valore dell’iniziativa oggi
FIUMICINO – È stato inaugurato ieri pomeriggio, in via Lorenzo Bezzi all’angolo con Largo dello Scoutismo, il giardino Sergio Ramelli, un’area verde urbana che entra ufficialmente tra gli spazi pubblici della città e viene dedicata alla memoria dello studente milanese ucciso nel 1975.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Mario Baccini, l’assessore Vincenzo D’Intino e i consiglieri comunali Patrizia Fata, Agostino Prete, Roberto Feola e Federica Cerulli. La presenza istituzionale ha segnato il carattere ufficiale dell’intitolazione, che trasforma uno spazio già esistente in un luogo con una precisa identità civile.
Il nuovo giardino Sergio Ramelli diventa così non solo un punto di aggregazione per residenti e famiglie, ma anche un riferimento simbolico legato alla memoria degli anni Settanta, un periodo segnato da forti tensioni politiche e sociali in Italia. L’intervento non modifica la funzione urbana dell’area, che resta destinata alla fruizione quotidiana, ma ne rafforza il significato pubblico.
Durante la cerimonia, il sindaco Mario Baccini ha dichiarato:
«L’intitolazione a Sergio Ramelli è un’occasione per riaffermare valori che appartengono alla nostra comunità, come il rispetto della persona e la condanna di ogni forma di odio e intolleranza».
Una dichiarazione che rientra nel quadro delle iniziative istituzionali legate alla memoria civile e al richiamo ai principi democratici.
Lo stesso primo cittadino ha aggiunto che la vicenda di Ramelli
«rappresenta un monito che non possiamo ignorare» e che «la memoria, quando è condivisa e consapevole, può diventare uno strumento di crescita per tutti».
Si tratta di un passaggio che colloca l’intitolazione non solo come atto amministrativo, ma come scelta con una valenza educativa, in particolare per le nuove generazioni.
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche Federica Cerulli, consigliera comunale:
«Intitolare un parco a Sergio Ramelli significa ricordare una ferita profonda del Paese e riaffermare valori fondamentali come rispetto, dialogo e libertà».
Sergio Ramelli era uno studente milanese di 18 anni, militante del Fronte della Gioventù. Nel 1975 fu aggredito sotto casa da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare a causa delle sue idee politiche. Rimase gravemente ferito e, dopo settimane di coma, morì il 29 aprile dello stesso anno. La sua vicenda è diventata nel tempo uno dei simboli della violenza politica degli anni di piombo.
L’intitolazione del giardino Sergio Ramelli si inserisce in un contesto più ampio di iniziative pubbliche dedicate alla memoria delle vittime di quel periodo storico. Si tratta di scelte che, a livello locale, possono incidere anche sul dibattito pubblico, soprattutto quando riguardano figure legate a vicende ancora oggetto di interpretazioni diverse.
Per i cittadini di Fiumicino, il nuovo spazio mantiene una funzione concreta: un’area verde accessibile, utilizzabile nella quotidianità, che si aggiunge ai servizi urbani del quartiere. Allo stesso tempo, la denominazione introduce un elemento di riflessione civile, destinato a convivere con l’uso ordinario dello spazio.

