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Approvato il Piano casa, obiettivo 100 mila nuovi alloggi in 10 anni. Ma anche sgomberi più veloci

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Piano casa, tra gli obiettivi c’è il recupero di 60 mila alloggi Erp. Il costo del notaio è dimezzato per l’edilizia convenzionata

di Emanuele Nuccitelli

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Piano casa. Per Giorgia Meloni si tratta di “un provvedimento corposo e articolato che ci sta particolarmente a cuore” e che riguarda “una delle priorità più sentite dai cittadini“, ovvero poter avere “un alloggio di qualità a prezzi accessibili”.

“Il nostro scopo, se sommiamo i dati delle diverse direttrici del Piano, sia nella parte pubblica che in quella privata, è di rendere disponibili oltre 100mila nuovi alloggi, sia popolari che a prezzi calmierati, nei prossimi 10 anni. A questo obiettivo, se sommiamo tutte le risorse, dedichiamo fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche a cui dobbiamo sommare gli investimenti privati che insieme generano un moltiplicatore”. Lo annuncia la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

PASSA DDL PER SGOMBERI PIÙ VELOCI

“Insieme decreto sul Piano Casa, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge con dichiarazione di urgenza sul tema degli sgomberi. Parliamo di un pacchetto di misure che serve a rendere più veloce e più efficace la liberazione degli immobili occupati abusivamente“. Lo annuncia la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.
In particolare, spiega Meloni, “interveniamo sulle procedure di notifica ed esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo una procedura accelerata d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile”.

MELONI: “TRA OBIETTIVI RECUPERO 60.000 ALLOGGI ERP”

Uno dei tre pilastri su cui poggia il piano casa appena approvato dal Cdm è un “piano straordinario per il recupero dell’edilizia Erp con l’obiettivo di rendere disponibili 60mila alloggi che oggi non si possono assegnare perché non sono in condizione di essere assegnati”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Su questo pilastro il governo ha stanziato 1,7 miliardi, più altri 4,8 miliardi massimo che “sono attualmente sui programmi di rigenerazione urbana e che possono essere distribuiti ai Comuni con un Dpcm dopo l’interlocuzione con l’Anci”, spiega la presidente del Consiglio.

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MELONI: “SEMPLIFICAZIONI A PRIVATI, MA 70 ALLOGGI SU 100 EDILIZIA CONVENZIONATA

Con il Piano casa “ragioniamo anche sugli investimenti privati. Quello che abbiamo immaginato è abbastanza semplice: lo Stato assicura al privato che vuole investire semplificazioni burocratiche, procedure veloci, come la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a 1 miliardi di euro, che rilascia un provvedimento unico di autorizzazione. Ma in cambio il privato dovrà garantire su 100 alloggi che costruisce che almeno 70 siano di edilizia convenzionata“. Così la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri.
“Noi riteniamo un prezzo di vendita o di affitto scontato di almeno il 33% rispetto al costo di mercato. Dopodiché speriamo si possa fare anche meglio”, ha aggiunto.

MELONI: “PER EDILIZIA CONVENZIATA DIMEZZAMENTO ONERI NOTAI”

“Per la parte di edilizia a prezzi calmierati, noi abbiamo previsto anche il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai”. Così la premier, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.
“Significa dimezzare il costo dell’atto di compravendita, del mutuo, della locazione. Di questo devo ringraziare la categoria che ha dimostrato grande sensibilità istituzionale offrendo questa disponibilità, come sempre le cose che funzionano perché c’è un sistema che si muove nel suo complesso”, aggiunge.

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Il primo romanzo storico di Silvio Grazioli: “Il Sentiero del Puledro”

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Trevi Nel Lazio, Una storia d’amore avvincente, nei giorni cruciali in cui Roma sognava di diventare la Capitale del Regno d’Italia

È uscito il nuovo libro di Silvio Grazioli: si tratta del suo primo romanzo storico, dal titolo “Il Sentiero del Puledro”, che è acquistabile sulla piattaforma Amazon, un’opera che ha già destato grande attenzione nel parterre letterario, conoscendo la grande cultura e conoscenza storica del territorio, da parte dell’avv. Silvio Grazioli, nonché la sua capacità di scrittura fluida e cristallina. “Il Sentiero del Puledro -commenta Silvio Grazioli-  è un affresco storico che ci riporta nell’ottobre del 1867, nei giorni cruciali in cui Roma sognava di diventare la Capitale del Regno d’Italia. Tra cospirazioni all’ombra del Vaticano e battaglie campali, il romanzo segue le tracce di Pasquale Arquati, figura realmente esistita e anima della rivolta insieme a nomi illustri del Risorgimento. Il titolo nasce da un luogo fisico e simbolico: la “Costa del Puledro” sul Monte Viglio, a oltre duemila metri d’altitudine. Quel sentiero, che divideva lo Stato Pontificio dal Regno d’Italia, non fu solo una via di fuga per i perseguitati, ma divenne la metafora di un cammino faticoso verso la libertà”. Sullo sfondo storico, nel suo romanzo si alternano le vicissitudini di personaggi realmente vissuti in questo territorio, anche membri della sua famiglia.   “Il romanzo mescola rigore storico e narrazione: tutti i personaggi con nome e cognome sono figure reali, incluso il mio trisavolo Filippo Grazioli, che hanno vissuto sulla propria pelle le barricate e l’esilio, mentre quelli inventati, o verosimili, hanno soltanto il nome”.   Il romanzo permette di immaginare il contesto locale di quel periodo, lei oltre che Sindaco di Trevi Nel Lazio è considerato uno dei maggiori conoscitori della storia locale, ed in modo molto chiaro riesce a delineare l’ambiente e lo stile di vita del periodo.  “Accanto all’epopea politica, emerge la vita pulsante della civiltà contadina dell’Ottocento: la transumanza tra i monti Simbruini e le Paludi Pontine, i mulini sull’Aniene e le fiere di paese. È un viaggio alle radici della nostra storia, dove la lotta per un’Italia unita si intreccia indissolubilmente con i battiti di un amore impossibile”.    Una storia d’amore complicata, che coinvolge  il lettore, fino all’ultima pagina.  “La famiglia Arquati era di Filettino, Francesco e Giuditta già erano stati sulle barricate a difesa della Repubblica romana nel 1849;, erano amici di Mazzini e di Garibaldi, e lo avevano seguito nella fuga a Venezia, insieme ad Anita, città in cui i coniugi Arquati s’erano rifugiati, tornando a Roma soltanto dopo l’amnistia di Pio IX nel 1850. Il romanzo è anche e soprattutto una storia d’amore travagliato e contrastato, tra Pasquale Arquati e Laura Pesci, figlia di Francesco Pesci, sindaco di Filettino, che era amico personale del cardinale Antonelli segretario di Stato, e che fu rapito nel febbraio del 1866 dai briganti, insieme al canonico don Antonio Patriarca. Due famiglie, una contro l’altra armata, una repubblicana, l’altra papalina, in cui s’inserisce la storia d’amore tra Pasquale e Laura, che sullo sfondo degli epigoni del risorgimento, mette in discussione antichi retaggi e solide convenzioni sociali”.  Perché consiglierebbe di leggere il suo romanzo?   “Perché è un’accurata ricostruzione storica, scoprendo i dettagli meno noti dell’insurrezione romana e della tecnologia bellica dell’epoca (come i temibili fucili Chassepot), perché è un affresco rurale, che permette al lettore d’immergersi nella vita dell’800, tra la transumanza, la coltivazione della canapa e l’epopea dei briganti; e poi perché è un’avvincente storia d’amore che parla delle nostre radici”.    In conclusione , “Il Sentiero del Puledro” è un romanzo dove i personaggi reali incontrano la leggenda,  ed è scritto da chi ha ritrovato la propria storia familiare tra i sentieri della montagna.

Con What We Want l’arte atterra nell’aeroporto di Napoli trasformando il viaggio in una domanda collettiva

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Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la mostra "What we want" di Francesco Jodice. nella foto, da sinistra,, l'artista, Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, la direttrice del Museo Madre, Eva Fabbris. e l'amministratore delegato Gesac Roberto Barbieri.
Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la mostra “What we want” di Francesco Jodice. nella foto, da sinistra,, l’artista, Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, la direttrice del Museo Madre, Eva Fabbris. e l’amministratore delegato Gesac Roberto Barbieri.

All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco Jodice “What We Want”, un nuovo spazio di riflessione visiva e civile un progetto espositivo promosso dal Museo Madre in collaborazione con l’Associazione Amici del Madre

L’iniziativa trasforma uno dei luoghi più dinamici e attraversati della città in un punto di osservazione privilegiato sulle tensioni, i desideri e le contraddizioni del presente. Non un semplice allestimento fotografico, ma un intervento che dialoga con il flusso continuo di viaggiatori, intercettando sguardi distratti e invitandoli a una pausa di consapevolezza. “What We Want” si inserisce nel percorso di ricerca che da anni caratterizza il lavoro di Jodice, da sempre attento alle trasformazioni urbane e sociali. L’installazione indaga il rapporto tra paesaggio urbano e umano raccogliendo 25 anni di ricerche dell’artista napoletano su oltre 170 metropoli. Le immagini esposte interrogano il concetto di “volontà collettiva”: cosa desiderano oggi le comunità? Quali sono le aspirazioni che guidano i comportamenti individuali e le dinamiche globali? Attraverso una narrazione visiva stratificata, l’artista costruisce un mosaico di situazioni che spaziano dai contesti metropolitani ai territori marginali, restituendo un ritratto complesso e spesso ambiguo della contemporaneità. La scelta dell’aeroporto come sede non è casuale. Spazio di transito per eccellenza, crocevia di culture e storie personali, diventa qui metafora di un’umanità in movimento, sospesa tra partenze e approdi, tra desideri dichiarati e bisogni inespressi. In questo contesto, le opere di Jodice agiscono come dispositivi critici, capaci di interrompere la routine del viaggio e aprire uno spazio di interrogazione. Il progetto, curato dal Madre insieme all’Associazione Amici del Madre, conferma la volontà delle istituzioni coinvolte di portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi canonici, rendendola accessibile a un pubblico più ampio e diversificato. Non solo visitatori abituali di musei, ma cittadini e viaggiatori occasionali, chiamati a confrontarsi con immagini che parlano direttamente al loro presente. L’esposizione, nell’area imbarchi C20  dopo i controlli di sicurezza,  rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione del 2020 Le massacre du printemps di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre. Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Buono.

Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la mostra “What we want” di Francesco Jodice. nella foto l’artista con gli studenti del I.C. Oriani-Guarino di San pietro a Patierno.

È una importante opportunità per il museo Madre presentare all’Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all’Italian  Council del Ministero della Cultura,  della collezione permanente del nostro museo≫, questo il commento di  Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre, ha  dichiarato: ≪What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre, che con questa presentazione si celebra, rafforza nell’identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente≫. Significativo il commento di Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC: ≪Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale. Allo stesso tempo siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il Museo Madre≫.  Il CEO Barbieri così ha concluso:≪Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale≫. Con “What We Want”, Napoli rafforza il suo ruolo di laboratorio culturale aperto e inclusivo, capace di sperimentare nuove forme di relazione tra arte e spazio pubblico. Un invito, rivolto a chiunque attraversi l’aeroporto, a fermarsi un momento e chiedersi: cosa vogliamo davvero?

Harry di Prisco

CONCLUSO IL XV FESTIVAL DEL CINEMA DI SPELLO:

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TUTTI I PREMIATI DELL’EDIZIONE 2026

Calato il sipario sulla kermesse che celebra i professionisti del dietro le quinte. Donatella Cocchini: “Raggiunto un notevole incremento di presenze”. Prossima edizione dal 5 al 14 marzo 2027

Dieci intensi giorni di cinema, e non solo, per un’edizione 2026 che ha saputo lasciare il segno. È il bilancio del quindicesimo “Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri – Le Professioni del cinema” su cui è appena calato il sipario. “Chiudiamo un’edizione straordinaria” ha commentato Donatella Cocchini, presidente dell’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Aurora” Aps, che organizza la kermesse nata per accendere i riflettori e celebrare i professionisti del dietro le quinte. “Siamo molto soddisfatti di questa edizione – ha dichiarato la presidente Cocchini -: il Festival ha raggiunto un notevole incremento di presenze agli eventi, anche online”. Eventi che hanno visto la presenza di importanti realtà del panorama cinematografico italiano e non solo: dall’attrice Veronica Pivetti, al cantautore Daniele Silvestri e fino ad arrivare alla Banda Caligari con la presenza di Francesca Serafini e Giordano Meacci, coautori insieme a Claudio Caligari del film “Non essere cattivo”. “Sono stati appuntamenti di grande spessore culturale – ha proseguito Donatella Cocchini -, che hanno visto uno scambio diretto tra il pubblico e i professionisti intervenuti”. Tanti anche gli ospiti: tra gli attori Elena Sofia Ricci,  Federica De Benedittis, Claudia Marsicano, Valeria Zazzaretta, Sofia D’Elia, Giada Fortini, Alessandro Sperduti, Francesco Castiglione, Massimiliano Motta, Marcello Maietta, Francesco Russo e Paolo Madonna

I PREMI AI FILM ITALIANI – Un’edizione culminata, come di consueto, nella premiazione che, tra i film italiani in concorso, ha visto trionfare “Mani nude” di Mauro Mancini e “Gioia mia” di Margherita Spampinato con sei riconoscimenti. Per “Mani nude”: la colonna sonora con Dardust; gli Sfx con Yovko Dogandjiiski e Antonia Tocheva; il trucco con Diego Avolio; lo stunt coordinator – nuova categoria – alla Top Stunt di Diego Guerra e Bruno Verdirosi; una menzione speciale ai Vfx con Diego Panadisi e Marco Abruzzese; e il premio della giuria junior. Per “Gioia mia”: il montaggio del suono con Federica Pasetto; il fonico di presa diretta con Gianpaolo Catanzaro; il creatore di suoni con Claudio Gramigna; e il produttore esecutivo con Benedetta Scagnelli, Claudio Cofrancesco e Gianluca Arcopinto. Per “Gioia mia” anche il premio come miglior opera prima/seconda, intitolato al giornalista Stefano Amadio, scomparso prematuramente lo scorso anno. Tre, invece, i riconoscimenti per “Ultimo schiaffo” di Matteo Oleotto: la scenografia con Vasia Kokelj; i Vfx con Giulio Campiglia; e la miglior promessa del cinema italiano con Massimiliano Motta. Riconoscimento, quest’ultimo, assegnato dall’Associazione Agenti Spettacolo Associati. Due i premi portati a casa da “Le città di pianura” di Francesco Sossai: la sceneggiatura con Francesco Sossai e Adriano Candiago; e la fotografia con Massimiliano Kuveiller. E anche da “La vita da grandi” di Greta Scarano: il montaggio con Valeria Sapienza; e il premio di Cinemaitaliano.info. Infine, “Per amore di una donna” di Guido Chiesa, il premio per i costumi con Susanna Mastroianni; “Le bambine” di Valentina e Nicole Bertani per l’acconciatura con Daniela Tartari; ed “Elena del ghetto” di Stefano Casertano come miglior film per la giuria dei giornalisti umbri. 

I PREMI SPECIALI – Tre, poi – com’è noto -, i premi speciali. A cominciare dal “Premio all’Eccellenza” allo sceneggiatore e regista Francesco Bruni, premiato dal critico cinematografico Alessandro Boschi. Il “Premio Carlo Savina” per l’eccellenza alla musica al compositore Giuliano Taviani, che ha voluto condividere il riconoscimento con il compositore e musicista Carmelo Travia. A consegnarlo Monica Savina, figlia di Carlo. A Giuliano Tavani anche i complimenti del compositore Carlo Siliotto, in collegamento da Los Angeles, vincitore del “Premio Carlo Savina” nell’edizione 2025; e il “Premio Federico Savina” al tecnico del suono Stefano Campus, che gli è stato consegnato da Federica Savina, figlia di Federico.  

PREMIO RENATO MARINELLI – Anche in questa edizione 2026 si è rinnovata la collaborazione tra l’Associazione Creatori di Suoni, presieduta da Massimiliano Prezioso, e il Festival per l’istituzione di un riconoscimento intitolato a Renato Marinelli e assegnato quest’anno a Paolo Amici

TUTTI I PREMI – Per i film internazionali ad essere stato premiato è stato “Familiar touch” di Sarah Friedland. Per la categoria backstage due i riconoscimenti assegnati: per le serie Tv a “L’arte della gioia”, mentre per i film a “Born to run Samia’s behind the scenes”. Tre i premi per le serie Tvmiglior serie Tv a “Il figlio del secolo”; miglior sceneggiatura a “Storia di una famiglia”; e miglior produzione serie Tv a “I casi di Teresa Battaglia – Ninfa dormiente” con il riconoscimento consegnato al regista Kiko Rosati e all’attrice Elena Sofia Ricci. Tre anche i premi per la sezione documentarimiglior documentario ad “Anime violate” di Matteo Balsamo; miglior documentario per il linguaggio cinematografico ad “After Fentanyl” di Rinaidas Tomasevicius; e miglior documentario Csc, ossia il riconoscimento assegnato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale a “Nyumba”. Per il miglior distributore cinematografico premiato Fandango. Per i corti d’animazione a trionfare è stato “Compiti” di Valerio Stomaci. Passando, invece, ai podcast, a vincere sono stati ex aequo “La grande famiglia” di Cristiano Barducci e il true crime “Demoni” di Simone Spoladori e Giuseppe Paternò Raddusa. Tra i cortometraggi ad esser stati premiati: “A domani” di Emanuela Vicorito come Best short film; e “Camera con vista” di Mario Porfito come Special Jury Price. Sempre in tema di cortometraggi, assegnati due riconoscimenti: uno a “Chi porta i pantaloni?” realizzato dagli studenti dell’indirizzo moda dell’IIS “Cavour-Marconi-Pascal” di Perugia e dell’IIS “Sandro Pertini” di Terni; l’altro a “Lo sbarco in Sicilia del 10 luglio del 1943 nella Costa Iblea” realizzato dagli studenti dell’Istituto “Maria Schininà” di Ragusa. A rappresentarli la docente Cettina Divita, intervenuta insieme al direttore del Domani Ibleo, Gianni Contino. Per l’occasione il Consorzio Tutela Cioccolato di Modica IGP ha realizzato in edizione limitata 16 tavolette di cioccolato con l’incarto dedicato al Festival, di cui una, firmata dalla presidente Cocchini, sarà ora esposta al Museo del cioccolato di Modica. Anche quest’anno, poi, rinnovata la sinergia con la William Penn University Oskaloosa Iowa, che ha premiato “Gangs of Milano” come miglior backstage serie Tv e “Taste of India” di Fabio Garofalo e Jacopo Santambrogio come miglior corto. A chiudere il premio Agenda 2030 assegnato alla serie Tv “Never to late” di Lorenzo Vignolo e Salvatore De Chirico; e il Premio BGM a content creator Deffo. 

Conclusa la XV edizione, ora l’appuntamento con il “Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema” è per il prossimo anno. Già annunciate le date della XVI edizione, che si terrà dal 5 al 14 marzo 2027. Organizzato dall’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Aurora” APS, il Festival del Cinema di Spello si avvale di una doppia direzione: quella organizzativa a cura di Donatella Cocchini e Francesca Romana Lovelock; e quella artistica in capo al montatore Gianluca Scarpa

I PATROCINI – Il Festival del Cinema di Spello è realizzato con il patrocinio di: Ministero della Cultura, Regione Umbria – Giunta Regionale, Regione Umbria – Assemblea legislativa, Rai Umbria, Comune di Spello, Comune di Perugia, Comune di Assisi, Comune di Gubbio, Comune di Trevi, Comune di Bastia Umbra, Comune di Foligno, Comune di Campello sul Clitunno, Comune di Costacciaro, Comune di Montefalco, Comune di Bevagna, Comune di Todi, Comune di Marsciano, Comune di Deruta, Comune di Città di Castello, Comune di Giano dell’Umbria, Anci Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria, Strade del vino, Strada dell’Olio DOP Umbria, Strada del vino – Cantico.  I MAIN PARTNER – Main partner del Festival del Cinema di Spello, realizzato anche con il contributo di Siae, sono: il Centro Sperimentale di Cinematografia, VusCom, l’Associazione dell’autorialità cinetelevisiva, l’Associazione Compositori Musica da Film, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, l’Associazione Creatori di Suoni, l’Associazione Italia Tecnici del Suono, gli Agenti Spettacolo Associati, l’Istituto Europeo di Design, Premiere Film, Inlusion Creative Hub, B3st Special Effects, l’Associazione Effetti Visivi, la Casa del Cioccolato Perugina, Fria, la Pro loco Iat Spello e Bcc di Spello e del Velino. I MEDIA PARTNER – Media partner, invece, Tgr, Comingsoon.it, Cinemaitaliano.info, Umbria Eventi, Rgunotizie.it e Unica Radio. PARTNER E GEMELLAGGI – Tra i partner e gemellaggi, quelli con il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani, il Festival International de Sfax du Cinéma Méditerranéen, la British Italian Society, la William Penn University, New York Italians Est. 2009, il Pitigliani Centro Ebraico Italiano, il Pitigliani Kolno’a Festival, il Greenwich Village Film Festival e Astarox Production. PARTNER – Partner del Festival sono: Terre Margaritelli, Sportoletti, Fontemaggiore – Centro di produzione teatrale, Nel vicolo dei baci, L’angolo del macramè, In Urbe, Il Terziere, Io&Te e Santi Sicilia.

Carta d’Identità Elettronica: al Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo un nuovo Identity Point

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Durante tutti i sabati e le domeniche di maggio e giugno al mercato “Campagna Amica” è possibile accedere al servizio fino ad esaurimento posti

Roma, 30 aprile 2026 – Al Circo Massimo i cittadini in possesso di una Carta di Identità Cartacea avranno l’opportunità di richiedere facilmente la Carta d’Identità Elettronica, completare le operazioni di attivazione o ricevere supporto e informazioni sulle funzionalità digitali connesse. Il servizio sarà disponibile all’Identity Point in via Di San Teodoro 74 a Roma, nello spazio del mercato “Campagna Amica” di Coldiretti Lazio, per tutti i sabati e le domeniche di maggio e giugno dalle 8:00 al 15:00. La Carta di Identità Elettronica potrà essere rilasciata esclusivamente ai cittadini in possesso di una Carta di identità cartacea, scaduta o ancora valida.

“Con l’apertura dell’Identity Point al mercato di via San Teodoro, punto di riferimento per cittadini, cittadine e famiglie, rafforziamo la strategia per incrementare il rilascio della Carta d’Identità Elettronica e avvicinare i servizi alla cittadinanza. Roma, per dimensioni e complessità, richiede misure mirate. Con nuove sedi e aperture straordinarie cerchiamo di rendere l’accesso più semplice e – in questo caso – anche senza prenotazione nei fine settimana. L’obiettivo è dare priorità entro agosto a chi è senza documenti validi e rispondere progressivamente a tutta la domanda. I mercati sono presidi economici e sociali della città, luoghi vivi e riconosciuti dove portare servizi significa rafforzare il legame tra istituzioni, territorio e comunità, rendendo Roma sempre più accessibile e vicina alle persone. Un ringraziamento sentito a Coldiretti e all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per averci affiancato in questa sfida e per aver messo a disposizione un punto di rilascio in un luogo così frequentato e riconosciuto, capace di attrarre numerose persone. Un grazie anche ai volontari di AIDO Lazio per il prezioso supporto”, così l’assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti Monica Lucarelli e l’assessore ai Servizi delegati e alle Periferie Pino Battaglia.

“Dopo l’esperienza positiva del Villaggio Coldiretti a Viterbo – dichiara David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio – siamo orgogliosi di ospitare anche al Mercato di Campagna Amica del Circo Massimo un servizio utile e concreto per i cittadini. I nostri mercati sono sempre più luoghi di comunità, dove accanto ai prodotti a km zero e di qualità, trovano spazio anche iniziative di prossimità capaci di avvicinare le istituzioni alle persone. Ringraziamo l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il Ministero dell’Interno, il Dipartimento per la Trasformazione digitale e Roma Capitale per questa collaborazione, che ci auguriamo possa essere replicata anche nelle altre province del Lazio”.

“Anche in questa occasione insieme a Roma Capitale con Coldiretti, sempre con il Ministero dell’Interno e il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, siamo al fianco dei cittadini in questo passaggio storico” spiega il Presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Paolo Perrone.  

Sarà possibile accedere al servizio di rilascio della Carta d’Identità Elettronica, emessa dal Ministero dell’Interno, senza prenotazione fino ad esaurimento posti per i cittadini in possesso di una Carta di Identità Cartacea. Bisognerà presentarsi allo stand con una fotografia recente, a sfondo chiaro e con posa frontale, a capo scoperto (eccetto motivi religiosi, purché il volto sia ben visibile); la carta di identità scaduta o in scadenza; la denuncia di furto o smarrimento della precedente carta d’identità (in originale), oppure altro documento d’identità valido (in alternativa, presenza di due testimoni maggiorenni con valido documento); la tessera sanitaria/codice fiscale (CNS). Per cittadini stranieri è necessario portare anche il permesso di soggiorno o carta di soggiorno in corso di validità. Per il rilascio della carta valida per l’espatrio in caso di minore accompagnato da un solo genitore sarà necessario portare il modulo di assenso debitamente compilato. In caso di richiesta della prima carta di identità è necessario arrivare muniti di passaporto o documento di riconoscimento del minore straniero (comunitario o extracomunitario), rilasciato dal Paese di origine. 

L’Identity Point del Mercato di “Campagna Amica” è un’iniziativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in collaborazione con il Ministero dell’Interno, il Dipartimento per la Trasformazione digitale, il Comune di Roma Capitale e Coldiretti Lazio. Saranno presenti anche i volontari di AIDO Lazio.

Comprano gli astici al ristorante e li liberano nel Tirreno, ma è reato: “Sono la specie americana”

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Protagoniste due texane, che hanno deciso di acquistare tutti i crostacei presenti nell’acquario del ristorante “Mercato Pompeiano” di Pompei

ROMA – Un gesto nato dall’empatia, immortalato in un video che ha fatto rapidamente il giro dei social, sta diventando un caso ambientale e giudiziario. Protagoniste due turiste statunitensi, madre e figlia originarie del Texas, che hanno deciso di acquistare tutti gli astici presenti nell’acquario del ristorante “Mercato Pompeiano” di Pompei per poi liberarli nelle acque del Tirreno, sulla spiaggia di Castellammare di Stabia.

Un’azione presentata come un atto d’amore verso gli animali, ma che secondo esperti di biologia marina e autorità ambientali rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità del Mar Mediterraneo e una violazione di legge. Secondo quanto ricostruito dai titolari del locale, le due donne si erano soffermate a lungo a osservare i crostacei nella vasca durante il pranzo, decidendo infine di acquistare l’intero lotto per sottrarlo al menù. È stata la figlia stessa, servendosi del retino solitamente usato dai camerieri, a pescare uno per uno gli esemplari dall’acquario. Dopodiché le due hanno preso un taxi fino alla vicina spiaggia stabiese, dove la figlia ha rilasciato in mare la decina di astici mentre la madre documentava tutto con lo smartphone.

LA SPECIE AMERICANA

“Vogliamo portare a casa negli Usa il ricordo di questo avvenimento. Abbiamo regalato loro una ultima possibilità”, ha dichiarato la donna nel filmato. In un messaggio inviato al ristoratore, le turiste hanno aggiunto: “Grazie per avercelo permesso. Mia mamma avrebbe sempre voluto farlo quando abbiamo visto le aragoste nei ristoranti”.

Se sui social il gesto ha ricevuto molti consensi, definito da alcuni commovente e simbolico, la comunità scientifica è intervenuta con preoccupazione. Il nodo centrale riguarda la specie degli animali liberati: gli astici venduti nei ristoranti italiani sono quasi sempre esemplari di Homarus americanus, la varietà nordatlantica, ben distinta dall’astice europeo (Homarus gammarus), riconoscibile per il caratteristico colore blu intenso.

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Le immagini del video sembrerebbero confermare che si tratti proprio della specie americana, del tutto estranea all’ecosistema mediterraneo. Immettere nel Tirreno crostacei provenienti dall’Atlantico nordoccidentale significa rischiare di alterare equilibri ambientali già fragili: questi esemplari potrebbero trasmettere malattie e parassiti letali alla fauna autoctona, con effetti a cascata difficili da prevedere.

A ciò si aggiunge un paradosso sul versante del benessere animale: il brusco passaggio dalle temperature controllate delle vasche di stoccaggio alle acque più calde del litorale campano espone quasi certamente i crostacei a uno shock termico fatale, rendendo controproducente il gesto compiuto in loro nome. Sul piano legale, il rilascio di specie esotiche potenzialmente invasive è vietato dal Regolamento europeo n. 1143/2014, recepito dall’ordinamento italiano.

IL REATO CONTRO LA BIODIVERSITA’

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (Arpac) e il Ministero dell’Ambiente sono chiari al riguardo: qualsiasi immissione di fauna in acque naturali deve essere preventivamente autorizzata e preceduta da una valutazione del rischio ecologico. Il gesto compiuto a Castellammare di Stabia potrebbe pertanto configurare un reato contro la biodiversità, punibile con l’arresto fino a tre anni e sanzioni da 10.000 a 150.000 euro.

“Un gesto evidentemente avventato”, ha commentato il biologo marino Fabio Crocetta, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

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Garlasco: “Sempio uccise Chiara per il suo ‘no’”, ecco il movente secondo la Procura di Pavia. Lui: “Assurdo”

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“Colpita 12 volte alla testa”. La 26enne sarebbe stata aggredita dall’amico del fratello dopo il rifiuto ad un suo approccio sessuale. Contestate le aggravanti di crudeltà e l’aver agito per motivi abbietti

ROMA – Nessun sicario mandato per coprire i presunti scandali sessuali del Santuario della Bozzola, né tanto meno c’è di mezzo la violenza di gruppo, mossa a nascondere l’uso di stupefacenti: la nuova ricostruzione del delitto di Garlasco della Procura di Pavia metterebbe fine alle tante improbabili piste di cui nell’ultimo anno si sono riempite le cronache, le trasmissioni televisive e i blog dedicati al caso dei casi del ‘crime’ nazionale. La nuova tesi solleverebbe da ogni responsabilità, per la morte di Chiara Poggi, l’attuale condannato, Alberto Stasi, in carcere dal 2015, e punterebbe tutto sul nuovo indagato Andrea Sempio.

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LIVE | Meloni condanna il sequestro della Flotilla: “Israele liberi subito gli italiani illegalmente detenuti”

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Una trentina le barche fermate, quasi 200 gli arrestati. “Centinaia i civili alla deriva su imbarcazioni danneggiate, sulla traiettoria di un’intensa tempesta in arrivo”, dicono gli attivisti

ROMA – “Le nostre barche sono state avvicinate da speedboat militari, che si sono autoidentificati come “israel”, puntando laser e armi da assalto semi automatiche, ordinando ai partecipanti di mettersi davanti alle barche e di mettersi in ginocchio. Le comunicazioni sulle barche sono state bloccate e un SOS è stato emesso”. Così, con un messaggio sui social, la Global Sumud Flotilla ha fatto sapere che alcune delle sue imbarcazioni, sono state intercettate in acque internazionali – al largo di Creta -dai militari israeliani mentre si dirigevano verso le coste di Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, ormai stremata da anni di guerra. Sono più di 20 (su 58) le barche intercettate. Il ministero degli Esteri israeliano ha detto di aver arrestato 175 persone, portandole in Israele.

13:30 – LA CONDANNA DI MELONI

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione cui hanno partecipato il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla.
In questo quadro, spiega una nota di palazzo Chigi, il Governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo. Il Governo ribadisce il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale.

11:00 – FLOTILLA: “ABBORDATE 22 BARCHE”

“È sconcertante che navi militari israeliane arrivino fino a qui per compiere un’azione di fatto militare contro imbarcazioni civili con aiuti umanitari a bordo. Mi auguro che il nostro governo e anche l’Unione europea abbiano qualcosa da dire in merito, perché a nostro avviso si tratta di una violazione della sovranità. Il tutto è avvenuto in acque internazionali, all’altezza della Grecia, quindi di fatto in Europa”. Lo ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla Sumud Global, intervenendo a “Il Timone” condotto dal direttore editoriale Daniele Biacchessi su Giornale Radio.

“Le 60 imbarcazioni della Flotilla sono state avvicinate da due navi della marina militare israeliana, che hanno intimato loro di fermarsi sostenendo che tentare di attraversare il blocco navale su Gaza fosse una violazione del diritto internazionale. Un’affermazione grottesca, perché il blocco navale su Gaza è esso stesso una violazione. Successivamente è iniziato il protocollo di abbordaggio per 22 imbarcazioni, circondate da gommoni militari e soldati: sono saliti a bordo una dopo l’altra, facendo spostare le persone a prua, e per lungo tempo abbiamo perso i contatti. Le restanti 38 imbarcazioni, aumentando la velocità, sono riuscite a raggiungere le acque territoriali greche e a cercare rifugio. A quel punto le navi militari si sono allontanate. È sembrato, appunto, un blitz per spaventare le persone”, ha aggiunto Maria Elena Delia.

10:30 – L’ANPI DICE “NO AI NUOVI PIRATI”

“Militari israeliani hanno bloccato la Flotilla con armi e puntamenti laser in acque internazionali.
Rivolgo un appello urgentissimo alle strutture territoriali Anpi, a tutte le associazioni democratiche, alle antifasciste e agli antifascisti per partecipare e promuovere ovunque pacifici presidi di protesta. No ai nuovi pirati! No al delirio di onnipotenza!”. Così Gianfranco Pagliarulo, Presidente Nazionale ANPI.

10:10 – MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA

“Stanotte unità della Marina militare israeliana hanno intercettato e danneggiato 22 imbarcazioni della @globalsumudflotilla. Un atto di pirateria senza precedenti avvenuto in acque internazionali a sole 40 miglia dalle coste della Grecia e a oltre 750 miglia da Gaza. Chiediamo che il governo italiano si attivi subito per garantire l’incolumità delle attiviste a bordo della Flotilla, un corridoio sicuro per raggiungere Gaza, rimuovere l’illegale blocco della Striscia e consegnare aiuti umanitari.
Oggi mobilitazione permanente in tutta Italia, in tutte le città. Per la Palestina, contro ogni guerra, a supporto della Flotilla”. Così sul profilo facebook di Mediterranea Saving Humans.

9:40 – OSSERVATORIO ISRAELE: “INIZIATIVA PROVOCATORIA”

Quella della Global Sumud Flotilla è l’ennesima iniziativa provocatoria, tutt’altro che umanitaria, promossa da attivisti pienamente consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni. “Chi parte sa esattamente cosa fa e, dalle mie parti, chi sceglie lo scontro ne accetta le conseguenze. Le eventuali spese di rimpatrio siano a carico degli attivisti coinvolti”, dichiara il presidente dell’Osservatorio Israele, Nicolae Galea.

9:30 – SCHLEIN: DA ISRAELE PIRATERIA INTERNAZIONALE

L’esercito israeliano sta abbordando illegalmente le barche della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari. Questa è pirateria internazionale. Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Da alcune ore si sono persi i contatti con gli attivisti umanitari a bordo- aggiunge-. L’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali”.

“Questa operazione illegale dell’IDF deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati– prosegue la segretaria del Pd-. Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”.

9:20 – AVS-PD-M5S CHIEDONO INFORMATIVA URGENTE MELONI, CROSETTO E TAJANI

“Siamo qui a chiedere unitariamente una informativa urgente della premier Meloni, dei ministri di Crosetto e Tajani. Da ieri notte seguiamo con apprensione un atto ostile di pirateria verso imbarcazioni pacifiche che sono state intercettate a migliaia di chilometri da Gaza in acque internazionali” da Israele. “Hanno distrutto decine di imbarcazioni e sequestrato cittadini europei tra cui molti italiani di cui non abbiamo più notizie“. Lo dice in aula alla Camera il deputato Marco Grimaldi (Avs) in apertura di seduta.
“Se l’Italia sta ancora zitta continuera ad essere complice di questi criminali di guerra”, aggiunge.

Il deputato Arturo Scotto (Pd) sottolinea che “la storia si ripete. In acque greche c’è stato un atto di pirateria. Ventidue barche sono state fermate. Gli attivisti sono stati attaccati con laser e armi assalto semi automatiche, oltre cento attivisti sarebbero su navi militari verso Israele. Il govenro italiano o no questa azione? Tutela i 55 cittadini italiani a bordo della Global Flotilla?. Chiediamo una informativa urgente della presidente del consiglio”.

Anche il M5s con Stefania Ascari si associa alla richiesta: “Quello che è successo questa notte è una cosa aberrante. Le navi sono state attaccate dal governo terrorista israeliano“.

9:00 – IMBARCAZIONI A LARGO CRETA, STOP 3-4 GIORNI POI AVANTI VERSO GAZA

Alcune imbarcazioni stanno arrivando al largo di Creta, 22 nella notte sono state abbordate. Viene diramato un appello alla mobilitazione e allo sciopero generale, oggi sono previsti numerosi presidi di solidarietà in tutta Italia”. Così la Gobal Sumud Flotilla via Telegram, dove viene postato un video di un attivista che si trova su una delle imbarcazioni.

“Siamo al largo di Creta- dice l’attivista nel video-. Abbiamo raggiunto le acque internazionali greche. Stanotte ventidue delle nostre imbarcazioni sono state abbordate, alcune di esse sono state devastate e i passeggeri, i naviganti sono rimasti a bordo senza nessun arresto. Ancora una volta c’è bisogno della spinta di tutte e di tutti. Dobbiamo scendere in piazza e chiedere l’embargo totale politico ed economico nei confronti del regime israeliano. Abbiamo bisogno dell’apporto dei sindacati che chiamino uno sciopero generale, uno stato di agitazione permanente. C’è bisogno dell’impegno di tutte e di tutti. Questo regime sionista deve finire, ed ora è il momento. Noi continueremo il nostro viaggio verso Gaza, ci fermeremo tre-quattro giorni per il maltempo e poi proseguiremo. Per la Palestina e fino alla vittoria!”.https://tv.dire.it/mediaplayer/index.html?id=69f305ac0b435656f9e21100&resolution=master

8:40 – SU X IL MINISTERO DEGLI ESTERI ISRAELIANO: “L’ASSISTENZA MEDICA TROVATA A BORDO: PRESERVATIVI E DROGA”

Su X, il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video in cui scrive: “Questa è l’assistenza medica trovata a bordo della Flotilla: preservativi e droga”.

8:30 – FREEDOM FLOTILLA ITALIA: “GRAVE VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE”

Freedom Flotilla Italia esprime la propria piena e incondizionata solidarietà agli attivisti e alle attiviste coinvolti nell’attacco avvenuto nella notte al largo di Creta, mentre erano impegnati in una missione civile diretta verso Gaza con finalità umanitarie. Lo si legge in una nota stampa. “Un episodio di estrema gravità che rappresenta una violazione del diritto internazionale, delle norme sulla libertà di navigazione e dei principi fondamentali di tutela delle missioni umanitarie”, prosegue il messaggio.

“Freedom Flotilla Italia condanna con fermezza ogni atto di forza contro civili impegnati in iniziative umanitarie e denuncia l’escalation di azioni che mettono a rischio l’incolumità di attivisti e attiviste, oltre a compromettere ulteriormente il rispetto delle regole internazionali- sottolinea-. Tali azioni si inseriscono in un contesto già segnato da gravi tensioni e da una crisi umanitaria di vasta portata, rispetto alla quale la comunità internazionale è chiamata a un’assunzione di responsabilità chiara e coerente”.

Poi “un appello urgente al Governo italiano affinché: attivi immediatamente tutti i canali diplomatici per garantire la sicurezza degli attivisti coinvolti; assuma una posizione pubblica chiara e inequivocabile, esprimendo condanna per l’uso della forza contro civili in acque internazionali; promuova iniziative di tutela e protezione per i cittadini e le cittadine impegnati in missioni umanitarie”.

E ancora: “Freedom Flotilla Italia ritiene, inoltre, necessario che l’Italia si faccia promotrice, in sede europea, di una presa di posizione comune e netta che includa: una condanna formale dell’accaduto; la sospensione delle relazioni politiche e diplomatiche con l’entità sionista; l’adozione di misure sanzionatorie coerenti con il diritto internazionale“.

8:20 – GLI ATTIVISTI: “CENTINAIA DI CIVILI ALLA DERIVA SULLA TRAIETTORIA DI UNA TEMPESTA IN ARRIVO”

Gli attivisti su Telegram aggiungono: “Dopo aver distrutto i motori e reso inutilizzabili i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati – lasciando intenzionalmente centinaia di civili alla deriva su imbarcazioni senza energia e danneggiate, direttamente sulla traiettoria di un’intensa tempesta in arrivo“. E ancora: “Le comunicazioni con più imbarcazioni sono state disturbate, interrompendo la loro capacità di coordinarsi o di lanciare richieste di soccorso”.

8:00 – “STESSO COPIONE ANNO DIVERSO”

“Stesso copione, anno diverso. La marina israeliana pensa che un avviso radio possa soffocare le grida di giustizia. Voi lo chiamate ‘blocco marittimo per la sicurezza’ — il resto del mondo lo chiama scena del crimine. Non siamo “invitati” ad Ashdod; non siamo vostri ospiti. Siamo i testimoni che non potete zittire. Tenetevi le vostre minacce; noi teniamo la nostra rotta”, si legge.https://tv.dire.it/mediaplayer/index.html?id=69f272b96767800e86891126&resolution=master

Dopo la partenza delle prime barche da Marsiglia e Bari, la maggior parte della flotta è salpata il 12 aprile da Barcellona. Questa iniziativa civile e nonviolenta – composta da oltre mille volontari da un centinaio di Paesi – punta alle Coste di Gaza non solo per rompere il blocco all’ingresso di beni umanitari imposto da Israele, ma anche per restare al fianco della popolazione.

7:00 – FARNESINA: UNITÀ ISRAELE VERSO FLOTILLA, TUTELARE ITALIANI

Il ministero degli Esteri ha ricevuto informazioni su un avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flottilla salpate nei giorni scorsi per una navigazione verso Gaza. Così la Farnesina in una nota. Nel comunicato si fa riferimento a una zona a largo di Creta e si aggiunge: “Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto immediatamente all’Unità di crisi, all’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e all’ambasciata d’Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell’operazione in corso e permettere al governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini italiani imbarcati“.

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Fotografia, all’AntiGallery a Roma inaugurata ‘Il volto e la maschera’

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Roma. Fotografi, artisti, addetti ai lavori e personalità del mondo della cultura insieme a curiosi e turisti di passaggio hanno affollato l’inaugurazione della mostra ‘Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila’, la 27esima esposizione della rassegna fotografica FotograficaMonti ad AntiGallery di Roma (piazza degli Zingari 3). L’esposizione, che è visitabile fino al 29 maggio tutti i giorni dalle 17 alle 2, è una collettiva di opere fotografiche su un tema complesso che le Arti visive hanno nei secoli trattato in migliaia e migliaia di modi diversi.

Come scrive la curatrice,Barbara Martusciello, “dalle maschere del Teatro Antico alle Allegorie (della Vanità; delle arti sceniche, con Talia per la commedia e Melpomene per la tragedia), dalle rappresentazioni archetipiche e rituali a quelle delle Avanguardie e via via sino ai nostri giorni, questo soggetto assume forme e valenze articolate che si sfiorano, si affiancano o sovrappongono, si giustappongono o contrappongono in quella che potrebbe essere una vera e propria materia autonoma e dedicata nata intorno a questa tematica molteplice. La ritroviamo affrontata nei motivi di culto e ornamento antichi, nelle poetiche del doppio e nelle riflessioni psicoanalitiche, nel

gioco del travestimento, non solo queer, nel genere del ritratto, nelle indagini sull’identità ma anche sull’identità celata, sulla percezione e (ri)definizione di sé, sull’essere e sull’apparire oltre che sul rapporto tra verità e finzione che riguarda l’individuo adattato alle convenzioni sociali così ben raccontato da Luigi Chiarelli nel 1913 e da Luigi Pirandello nel 1925″.

Scatti di Gerald Bruneau, Stefano Carsetti Esposito, Paolo Cencioni, Stefano Cioffi, Giovanni Cozzi, Gabriele De Marco, Fabio Gasparri, Lucia Cadeddu (in arte Lucideddu) e Roberto Petitti affrontano, ognuno a proprio modo, con tecniche fotografiche, modalità, dimensioni e sguardo personale, il motivo proposto: “Ci forniscono uno spaccato sull’idea, appunto, del volto come specchio di se stessi e della propria esistenza, come rappresentazione, ironica o ancestrale, come negazione della

propria essenza o come eventuale camuffamento, quasi sorta di altra pelle appositamente indossata a seconda delle necessità”, aggiunge la curatrice.

San Cesareo, quando una scomparsa diventa realtà simulata: i cani da Mantrailing al Centro Commerciale La Noce

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San Cesareo (RM) — Si terrà questo sabato e domenica, presso il Centro Commerciale La Noce di San Cesareo, un evento formativo di grande interesse tecnico, operativo e sociale dedicato al K9 Mantrailing, disciplina cinofila impiegata nella ricerca di persone scomparse attraverso l’odore individuale della persona da rintracciare.

Il workshop, organizzato da Dog’s Mind Centro Cinofilo di Artena in collaborazione con Ivan Schmidt Academy,e UCS Croce Verde di Cumiana, sarà tenuto dagli istruttori Ivan Schmidt e Vassilia Sacco, figure note nel panorama nazionale e internazionale della ricerca di persone scomparse.

L’evento vedrà la partecipazione di binomi cinofili provenienti da tutta Italia, che per due giornate si confronteranno in un contesto particolarmente realistico: un centro commerciale, con aree di passaggio, parcheggi, ingressi, uscite, flussi di persone, odori ambientali, rumori, distrazioni e contaminazioni tipiche di uno scenario urbano.

Elemento centrale del workshop sarà una simulazione di ricerca reale di una persona scomparsa dal Centro Commerciale La Noce. I binomi saranno chiamati a lavorare come in un possibile scenario operativo: partenza da un punto noto, acquisizione dell’odore individuale della persona da ricercare, lettura della traccia, interpretazione dei cambi di direzione, gestione degli incroci, delle aree contaminate e delle zone ad alta presenza umana.

Come sottolinea Ivan Schmidt, l’importanza dell’esercitazione va oltre il semplice addestramento tecnico:

“Quando si lavora sulla ricerca di una persona scomparsa, non possiamo permetterci di allenare i cani solo in situazioni comode, pulite o prevedibili. La realtà è molto diversa: ci sono persone che camminano, auto che si muovono, odori che si sovrappongono, tracce che attraversano parcheggi, ingressi, marciapiedi e aree commerciali. Una simulazione come questa serve a mettere il binomio davanti a uno scenario credibile, vicino a ciò che può accadere davvero durante un’attivazione. Il cane deve imparare a seguire una traccia individuale anche dove tutto sembra confuso. E il conduttore deve imparare a leggere il cane, senza inventare risposte, senza forzare, ma interpretando correttamente ciò che il cane sta comunicando.”

L’esercitazione avrà quindi un valore formativo importante sia per i cani sia per i conduttori. Non si tratterà di una semplice dimostrazione, ma di un lavoro tecnico pensato per riprodurre le difficoltà operative che si possono incontrare durante una reale ricerca di persona scomparsa.

“Ogni minuto, in una scomparsa, può avere un peso enorme,” prosegue Schmidt. “Per questo la preparazione deve essere seria, continua e costruita su scenari reali. Allenarsi in un centro commerciale significa affrontare un ambiente vivo, dinamico, pieno di interferenze. È lì che si vede il livello di un binomio: nella capacità di rimanere sulla traccia nonostante il caos.”

Il workshop rappresenta anche un’occasione per sensibilizzare il territorio su un tema di grande rilevanza sociale. La scomparsa di una persona è un evento che può colpire qualunque famiglia e che richiede tempestività, competenza e collaborazione tra le diverse realtà coinvolte.

Con questa iniziativa, Dog’s Mind Centro Cinofilo di ArtenaIvan Schmidt Academy e Croce Verde di Cumiana portano a San Cesareo un momento di alta formazione cinofila, valorizzando il ruolo delle unità K9 nella ricerca persone scomparse e promuovendo una cultura operativa basata su metodo, responsabilità e preparazione concreta.