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Il “Ricatto della Bellezza”, con Vanessa Gravina e Antonio Catania.

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Primo ciak per il “Ricatto della Bellezza", il primo thriller con Vanessa Gravina e Antonio Catania che svela i segreti della Diplomazia Culturale Italiana, prodotto dalla Imago Film
Primo ciak per il “Ricatto della Bellezza", il primo thriller con Vanessa Gravina e Antonio Catania che svela i segreti della Diplomazia Culturale Italiana, prodotto dalla Imago Film

Cinema. Primo ciak per il “Ricatto della Bellezza”, il primo thriller con Vanessa Gravina e Antonio Catania che svela i segreti della Diplomazia Culturale Italiana, prodotto dalla Imago Film 


In un momento storico in cui le relazioni internazionali sono al centro del dibattito, la produzione cinematografica Imago Film batte il primo ciak del film:

“Il ricatto della bellezza”, che si pone lo scopo di accendere i riflettori su un motore invisibile, ma essenziale, per tessere rapporti pacifici tra le nazioni utilizzando il potere dell’arte e della cultura.

Il nuovo progetto cinematografico, scritto e diretto dal pluripremiato regista Claudio Rossi Massimi e prodotto da Lucia Macale, vedrà sullo schermo un grande cast:

Antonio Catania, Vanessa Gravina, Pino Calabrese, Valentina Olla, Biagio Iacovelli, Federica Cifola, Leandro Amato, Federico Perrotta, Lucio Dal Maso, Marco D’Angelo, Rosario Terranova, Sara Bianchi e nel ruolo di se stessa la giornalista Tiziana Ferrario.

Primo ciak per il “Ricatto della Bellezza”, il primo thriller con Vanessa Gravina e Antonio Catania che svela i segreti della Diplomazia Culturale Italiana, prodotto dalla Imago Film

Al centro della pellicola, realizzata con il sostegno del Ministero degli Esteri, c’è proprio il valore della Diplomazia Culturale, che illustra il lavoro di Ambasciate e Istituti di Cultura in un racconto mozzafiato, che in questo caso viaggia tra Roma e Atene.

Una missione speciale trasformata in un thriller d’autore, tra indagini di intelligence, suspense e colpi di scena, rivelerà un inaspettato intreccio di etica e amore per l’arte, portando lo spettatore nel cuore pulsante delle nostre sedi diplomatiche all’estero.

“Questo film è una operazione di diplomazia culturale importante che attraverso il mezzo cinematografico riesce sia a raccontarsi che a raccontare alcune bellezze italiane, come – dichiara Marco Maria Cerbo, Consigliere di Ambasciata e promotore del progetto – la Galleria Borghese o lo stesso Palazzo della Farnesina, capolavoro dell’architettura razionalista.

Entrambi trasformati per qualche giorno in un set.

La diplomazia culturale oggi è anche uno strumento di crescita, perché narrare la nostra arte significa anche avvicinare investitori, turisti e semplici cittadini stranieri al nostro paese”.

L’uscita del film, prevista ad autunno nelle sale cinematografiche, contempla la possibilità di una distribuzione in tutte le Ambasciate d’Italia all’estero.

La realtà IMAGO è nata a Roma nel 2000 per iniziativa di professionisti con grande esperienza nei settori del cinema e della televisione.

Nel corso degli anni ha prodotto più di 50 opere cinematografiche tra documentari, lungometraggi, cortometraggi.

Infoline: www.imagofilm.it

Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra” al 6° Pet Camper Tour.

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Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra”, simbolo del 6° Pet Camper Tour, la campagna itinerante con Anas, Polizia, Carabinieri, contro l'abbandono e per un'Italia più eco pet-friendly
Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra”, simbolo del 6° Pet Camper Tour, la campagna itinerante con Anas, Polizia, Carabinieri, contro l'abbandono e per un'Italia più eco pet-friendly

Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra”, simbolo del 6° Pet Camper Tour,

la campagna itinerante con Anas, Polizia, Carabinieri, contro l’abbandono e per un’Italia più eco pet-friendly

dal 31 maggio al 5 luglio 2026

Il primo Green Influencer della storia non postava su Instagram, ma parlava agli uccelli e faceva pace con i lupi.

Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che il 4 ottobre prossimo torna festa nazionale, l’associazione Pet Carpet riparte on the road con la sesta edizione della campagna itinerante contro l’abbandono e per la sicurezza stradale, che trasforma idealmente il Santo in un moderno “Super Fra”.

Un personaggio che fa della gentilezza e del rispetto i suoi super poteri ed invita a cambiare passo:

rallentare la frenesia quotidiana per sintonizzarsi sulle frequenze della natura e degli animali, con lo scopo di vivere in modo più sostenibile.

Non solo un dovere ma un atto d’amore verso se stessi.

Il viaggio, con il patrocinio di Fnovi  e Anas (Gruppo Fs) e con la partecipazione della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri,  farà la sua prima tappa proprio ad Assisi presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli il 31 maggio e l’1 giugno, per poi arrivare  il 13 e 14 giugno sul Lungolago di Castel Gandolfo e infine sostare, il 4 e 5 luglio, nel parco divertimenti Magicland a Valmontone, in provincia di Roma.

Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra”, simbolo del 6° Pet Camper Tour.

La campagna itinerante e interattiva, ideata dall’Associazione Pet Carpet e dalla sua presidente la giornalista Federica Rinaudo, resa possibile grazie a realtà leader e storiche nel settore pet come PetStore Conad e Vitakraft e in quello del green con Verdemax, si propone di scuotere le coscienze attraverso una serie di esperienze,

giochi e laboratori per sottolineare il valore prezioso degli animali nella vita quotidiana, l’importanza di un’adozione responsabile, del rispetto della natura e di una corretta educazione stradale, in grado di mettere in sicurezza uomini e animali durante il viaggio.

A tal proposito sarà anche presentata la nuova campagna contro l’abbandono degli animali dell’Anas, intitolata “Non abbandonare una parte di te”.  

Il termine “Fra”,  tanto caro ai ragazzi che lo utilizzano in maniera abbreviata per indicare “fratello”, diventa uno strumento per arrivare dalla strada al cuore, proprio come faceva San Francesco d’Assisi con il suo concetto di “Fratello Sole“ e “Sorella Luna”.

Nelle piazze il Pet Camper Tour proporrà, quindi, laboratori creativi sull’importanza del riciclo, della cura di piante ed animali, ma anche incontri e testimonianze per contrastare l’abbandono, il tutto attraverso attività  pensate sia per adulti che per bambini.

Sarà, inoltre, possibile lasciare video testimonianze o dediche per i propri amici a quattro zampe, che saranno raccolte da un team di videomaker e selezionate per il Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale sul mondo animale in programma a Roma nel settembre 2026.

Un focus particolare in ogni tappa sarà dedicato alla biodiversità, elemento cruciale per la salute del nostro pianeta, perché è fondamentale ricordare che guardare il video di un cane o un gatto sullo smartphone è una cosa, ma  fuori dalla finestra c’è un mondo intero che ci aspetta in 8K e senza bisogno di Wi-Fi.

Infoline: www.petcarpetfestival.it

Napoli, Governance e continuità aziendale: al Circolo Nautico Posillipo il confronto tra imprese, banche e istituzioni promosso da D’Amore & Partners

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Nuovi modelli di governance e tutela d’impresa: il 22 maggio D’Amore & Partners riunisce il mondo economico al Circolo Nautico Posillipo

In un contesto economico sempre più complesso, caratterizzato dall’incertezza dei mercati, dalla continua evoluzione normativa e dalla crescente attenzione alla responsabilità degli organi sociali, gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili assumono un ruolo sempre più centrale nella gestione dell’impresa. Non si tratta più di un mero adempimento formale, ma di strumenti essenziali di governo, prevenzione e continuità aziendale, capaci di intercettare tempestivamente eventuali segnali di squilibrio, rafforzare i processi decisionali e tutelare la continuità dell’impresa.L’art. 2086 del Codice Civile ha infatti introdotto, per l’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, il dovere di adottare assetti adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della tempestiva rilevazione della crisi. In questa prospettiva, il requisito normativo diventa una leva strategica per migliorare la governance, rafforzare il dialogo con banche e stakeholder e valorizzare l’organizzazione interna come elemento di competitività e sviluppo. Su questi temi si concentrerà l’incontro “Adeguati Assetti. Da requisito normativo a leva strategica per lo sviluppo d’impresa”, promosso da D’Amore & Partners con il patrocinio di ANPEI (Associazione Nazionale Professionisti Esperti d’Impresa) e ANSI (Associazione Nazionale Servizi Integrati), in programma venerdì 22 maggio 2026 alle ore 18.00 presso il Circolo Nautico Posillipo di Napoli. L’incontro ha l’obiettivo di approfondire, da diverse prospettive, l’evoluzione degli obblighi e il ruolo degli “adeguati assetti” nella prevenzione della crisi, nella tutela degli amministratori e degli organi di controllo, nel dialogo con il sistema bancario e nella costruzione di modelli organizzativi più solidi, misurabili e consapevoli. A moderare l’incontro sarà Antonio Vastarelli, giornalista de Il Mattino. I saluti istituzionali saranno affidati ad Andrea D’Angelo, Presidente dell’Associazione ANSI. Il programma prevede gli interventi di Massimo D’Amore, avvocato cassazionista e Partner dello Studio D’Amore & Partners, che affronterà i profili giuridici e giurisprudenziali dell’art. 2086 c.c.; Marcella Caradonna, Presidente ANPEI e docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con un focus sulla visione integrata del sistema d’impresa alla luce della UNI/PdR 167:2025; Luigi D’Amore, Partner dello Studio D’Amore & Partners, che approfondirà il tema della certificazione di terza parte quale evidenza della presenza degli adeguati assetti. Interverranno inoltre Alberto Luigi Gusmeroli, deputato e Presidente della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, sul tema della vigilanza nelle cooperative e dell’art. 2086 c.c.; Amedeo Manzo, Presidente BCC Napoli, che porterà il punto di vista del sistema bancario sulla valorizzazione degli assetti; e Giovanni Nocchi, CFO di ADA Holding, con una testimonianza operativa dedicata al passaggio dalla teoria alla pratica. L’iniziativa si rivolge a imprenditori, amministratori, professionisti, consulenti, revisori, organi di controllo e rappresentanti del mondo economico e istituzionale, offrendo una concreta occasione di dialogo su un tema ormai centrale per la governance, la sostenibilità e la competitività delle imprese.

H di P

Roma, al via la quinta edizione di “Degustazione sotto le stelle”

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A Roma torna uno degli appuntamenti più attesi dedicati all’incontro tra cultura, formazione e tradizione enogastronomica: “Degustazione sotto le stelle”, giunta alla sua quinta edizione. L’evento si terrà venerdì 22 maggio 2026, alle ore 19:00, presso la sede di via di San Tarcisio 66 dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera Pellegrino Artusi, nell’ambito del progetto Roma Scuola Aperta – La città educante e in occasione della Notte Bianca delle Scuole Aperte.

Un’iniziativa che rappresenta molto più di una semplice serata di degustazione: è un vero e proprio momento di connessione tra scuola e territorio, capace di valorizzare il talento degli studenti e le eccellenze locali.

La serata si articolerà attraverso un percorso esperienziale in modalità “Show & Taste”, durante il quale i partecipanti potranno degustare vini e specialità del territorio, preparati e presentati direttamente dagli studenti dell’Istituto. Un’occasione unica per osservare da vicino competenze, creatività e passione delle nuove generazioni.

L’evento si inserisce nel più ampio calendario della Notte Bianca delle Scuole Aperte, promossa da Roma Capitale, che coinvolge scuole, famiglie e territorio in un grande momento di condivisione e partecipazione culturale.

“Degustazione sotto le stelle” si conferma così un evento capace di unire didattica e realtà, teoria e pratica, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e autentica, dove il sapere si trasforma in gusto e il territorio diventa racconto.

Un appuntamento che celebra l’eccellenza enogastronomica, ma soprattutto il valore della scuola come luogo di crescita, innovazione e dialogo con Roma, al via la quinta edizione di “Degustazione sotto le stelle”la comunità.
Via di San Tarcisio 66 – Roma
Ore 19:00
Ingresso libero

Emery re di coppa: l’Aston Villa ha vinto l’Europa League

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Battuto il Friburgo in finale 3-0. Per l’allenatore è la quinta Europa League con tre squadre diverse, su sei finali giocate

ROMA – L’Aston Villa ha battuto il Friburgo 3-0 e ha vinto Europa League. Reti di Youri Tielemans ed Emiliano Buendia nel primo tempo e di Morgan Rogers nella ripresa. Non vinceva una coppa europea da 42 anni, dalla Coppa dei Campioni del 1982.

Tre anni fa appena, quando arrivò sulla panchina del Villa Unai Emery, la squadra era quindicesima in Premier League, appena rientrata nel massimo campionato dopo anni di purgatorio, fuori dalle coppe europee da oltre un decennio. Oggi è quarta in campionato, dietro Arsenal, Manchester City e Manchester United.

Emery alimenta così il suo mito personale di specialista dell’Europa League: cinque vittorie su sei finali disputate, con tre squadre diverse. Tre di fila con il Siviglia, una con il Villarreal nel 2021, una con il Villa. L’unica sconfitta risale al 2019, quando il suo Arsenal fu travolto 4-1 dal Chelsea di Sarri.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

A Ceccano, in provincia di Frosinone, le sculture lignee sacre di Damiano De Nardis e Filippo Maria Lio 

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Dalla fonte alla creazione: il percorso scultoreo sacro di De Nardis e Lio

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Sabato 23 maggio dalle ore 16 presso l’Oratorio di Santa Maria a fiume a Ceccano gli artisti Filippo Maria Lio e Damiano De Nardis daranno vita ad un autentico percorso di Scienza e Fede, proponendo al pubblico la mostra itinerante “Dalla sacralità di Dio alla sacralità dell’uomo”. Aprendo uno spiraglio sulla meraviglia che, attraverso le loro sculture in legno, si attiva nell’osservazione attenta e sensibile dei dettagli concreti e reperibili nel dialogo quotidiano tra Dio e l’uomo, Lio e De Nardis con l’esposizione delle loro opere offrono una narrazione spirituale e mistica. Non a caso le loro opere mettono a confronto la corporeità umana con quella spirituale e divina, presentandosi autenticamente come un’osmosi artistica che attraverso il linguaggio significativo della scultura lignea diventa l’espressione di un’esperta manualità, ma anche di un’antica tradizione. Di questo parla, infatti, Damiano De Nardis ispirato sin da bambino da quella – che lui stesso – definisce “l’ispirazione sacra e artigianale di Nonno Lorenzo”. Per lui, infatti, tutto è partito da questa sorprendente tradizione familiare fino all’incontro con Filippo Maria Lio, raffinato osservatore della sacralità sia divina che umana. Grazie, infatti, alla scoperta di una loro reciproca sensibilità spirituale, è nata l’esigenza di rielaborare insieme a quattro mani la loro comune visione del mondo con cui, nel tempo, hanno saputo cogliere nel legno quei segni del sacro con cui oggi “dalla fonte” sono giunti “alla creazione”. La mostra, visitabile per tutto il mese di maggio, attraversa anni di sperimentazione e di arte proponendo la sincera ispirazione di due autentici artisti che nel legno hanno saputo tradurre il messaggio divino rendendo, con forme e figure, visibile ai nostri sensi il mondo invisibile del sacro.

“I giocatori della Lazio in campo si cacano sotto, se avessero i miei attributi…”. L’AUDIO del Lotito show

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CLAUDIO LOTITO POLITICO E ANTONIO ANGELUCCI POLITICO

“Le critiche di Tommaso Paradiso? Sticazzi, non so chi sia. Io faccio l’ammortizzatore sociale, i tifosi si sfogano. Friedkin invece è un fantasma”

di Antonio Bravetti

Tommaso Paradiso, cantante e tifoso della Lazio, ha scritto una lettera a Lotito, accusandolo di aver “desertificato un popolo”, di aver allontanato i tifosi dallo stadio. “Sticazzi”, replica secco il patron biancoceleste. “Io non ascolto la musica, non ballo, non ho tempo. Dormo tre ore a notte, poi lavoro. Non so chi sia questo Tommaso Paradiso– aggiunge – comunque, ognuno può scrivere quello che vuole ma sempre nel rispetto della legge”. Lo stadio, però, resta vuoto: “Lo dovete chiedere a quelli che non vengono, mica li posso inchiodare. Non vogliono venire? Non vengano… Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina…”.

Incalzato dai cronisti, aggiusta un po’ il tiro: “Sul risultato” i tifosi “hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato”.

Il bilancio della stagione è negativo: quest’anno è andato “male- ammette Lotito- una stagione maledetta con migliaia di infortuni. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati che non sono venuti. Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti”. Rivendica, però, di essere sempre presente: “Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, ‘sti stronzi sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma…”.L’anno è finito con le sconfitte in finale di coppa Italia e nel derby: “Prendi un gol da calcio d’angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? In campo mica ci vado io…”. Lo sciopero degli abbonati ha inciso sul rendimento della squadra? “Giocare senza il tifo non è la stessa cosa- osserva Lotito- ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi. Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto…”.
Per Lotito “il tifoso deve avere pazienza: al 30 di novembre del 2027 finiscono tutti i debiti fatti dagli altri, dagli scienziati esperti di calcio prima di me”. A quel punto “recupererò 30 milioni di euro l’anno di cassa. Poi sto facendo lo stadio e sto quotando la Lazio al Nasdaq di New York, capitalizzerà un miliardo e mezzo, tre con lo stadio: do you understand?”.

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Lazio. Salute mentale e adolescenti, cresce il disagio sociale

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Gli studi pubblicati nella settimana tra l’11 e il 17 maggio confermano un aumento delle fragilità emotive tra adolescenti e giovani adulti. Social media, isolamento e pressione sociale al centro del dibattito.

La salute mentale non è più soltanto una questione sanitaria. Gli studi e le analisi pubblicati nella settimana tra l’11 e il 17 maggio 2026 mostrano con sempre maggiore chiarezza come ansia, depressione e disagio emotivo stiano assumendo una dimensione sociale e generazionale, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.

Dopo l’approfondimento pubblicato da Il Giornale del Lazio sullo stress collettivo e il disagio contemporaneo, il dibattito internazionale si concentra ora soprattutto sull’impatto dell’ecosistema digitale sulle nuove generazioni. Nel precedente articolo avevamo raccontato una società sempre più esposta a stanchezza emotiva, pressione sociale e fragilità diffuse. Questa settimana, gli studi scientifici aggiungono un elemento decisivo: il rapporto tra adolescenti, vulnerabilità psicologica e uso dei social media.

Tra le ricerche più rilevanti c’è quella pubblicata su Nature Human Behaviour, basata su oltre 3.300 adolescenti britannici tra gli 11 e i 19 anni. Lo studio evidenzia che i ragazzi con disturbi d’ansia o depressione trascorrono molto più tempo sui social rispetto ai coetanei senza condizioni psicologiche diagnosticate. Ma il dato più significativo riguarda la qualità dell’esperienza digitale: maggiore esposizione al confronto sociale, più sensibilità ai feedback ricevuti online e minore soddisfazione nelle relazioni virtuali.

La ricerca evita però letture semplicistiche. Gli studiosi sottolineano che non esiste un rapporto automatico tra social media e depressione. Il punto centrale sembra essere la vulnerabilità preesistente dei soggetti più fragili e il modo in cui le piattaforme amplificano dinamiche emotive già presenti.

Nella stessa direzione va anche uno studio della University of California di San Francisco pubblicato su JAMA Network Open. La ricerca, condotta su quasi 12mila bambini e preadolescenti, mostra che l’aumento dell’uso dei social nel tempo è associato a una crescita successiva dei sintomi depressivi. I ricercatori evidenziano che il fenomeno non appare inverso: non sono i sintomi depressivi a spingere verso i social, ma l’aumento dell’esposizione digitale a precedere il peggioramento emotivo.

Secondo gli autori, il problema non riguarda soltanto il tempo trascorso online, ma soprattutto alcuni meccanismi collegati all’uso intensivo delle piattaforme: cyberbullismo, confronto continuo, alterazione del sonno e dipendenza emotiva dal consenso digitale.

Il tema divide ancora il mondo scientifico. Alcune ricerche recenti sostengono infatti che il tempo trascorso davanti agli schermi non sia da solo sufficiente a spiegare il peggioramento della salute mentale negli adolescenti. Altri studi insistono invece sul concetto di “uso compulsivo” o “addictive use”, considerato più pericoloso della semplice quantità di ore online.

Nel frattempo cresce anche l’interesse verso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella prevenzione del disagio psicologico. Diverse ricerche sperimentali stanno studiando la possibilità di individuare segnali precoci di depressione attraverso l’analisi dei contenuti pubblicati sui social network. Gli studiosi parlano però di strumenti ancora preliminari e pongono forti questioni etiche sul rischio di trasformare la prevenzione in sorveglianza emotiva digitale.

In Italia il quadro resta coerente con quanto emerge a livello internazionale. I servizi psicologici territoriali registrano una crescita costante delle richieste di supporto, soprattutto tra adolescenti, universitari e giovani adulti. Studi recenti sulla popolazione studentesca italiana descrivono livelli molto elevati di stress, ansia e sintomi depressivi.

Anche nel Lazio il tema della salute mentale sta assumendo una rilevanza sempre più forte nel dibattito pubblico e sanitario. Operatori territoriali e associazioni parlano di una domanda crescente di ascolto psicologico, spesso legata a precarietà, isolamento sociale e difficoltà relazionali.

In questo contesto prende forza il modello della “psicologia di prossimità”, con servizi integrati nelle scuole, nei consultori e nei presidi territoriali. L’obiettivo è intervenire prima che il disagio evolva in patologia strutturata.

Il dato più importante emerso nella settimana tra l’11 e il 17 maggio riguarda però il cambiamento culturale in corso. La salute mentale non viene più raccontata soltanto come esperienza individuale, ma come indicatore sociale di una trasformazione più ampia che coinvolge tecnologia, relazioni, scuola e qualità della vita.

Il rischio maggiore, secondo molti esperti, è normalizzare la sofferenza emotiva. Considerare ansia cronica, stress continuo e isolamento come condizioni inevitabili della contemporaneità potrebbe rendere invisibile un disagio che invece richiede strumenti educativi, prevenzione e supporto concreto.

Per questo il tema sta entrando sempre più stabilmente nel dibattito europeo e internazionale. Non solo come emergenza sanitaria, ma come questione sociale che riguarda direttamente il futuro delle nuove generazioni.

La crema solare non serve solo al mare: ecco le 10 fake news su bimbi e sole

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Non tutti hanno le idee chiare su crema solare, protezione e melanoma, soprattutto quando si tratta di bambini. Per fare chiarezza (e per non vivere nella paura) ecco i consigli degli esperti del Bambino Gesù

di Marcella Piretti

ROMA – Il melanoma è un tumore raro della pelle. E purtroppo, sulle questioni legate a crema solare, protezione e raggi solari, non tutti hanno le idee chiare. E, anzi, capita spesso che ci siano convinzioni errate o falsi miti, quando non vere e proprie fake news, che continuano a circolare tra le persone e pure in rete. Un esempio? ‘La crema solare serve solo al mare’. Oppure: ‘Con le nuvole non ci si scotta’. Ecco perchè l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, alla vigilia del periodo estivo, ha deciso di richiamare l’attenzione su alcune informazioni corrette che tutti i genitori dovrebbero conoscere.

L’ospedale romano, allo stesso tempo, ricorda che negli ultimi 5 anni ha seguito circa 40 casi di melanoma pediatrico. Si tratta di una forma tumorale che rappresenta circa l’1% di tutti i tumori maligni pediatrici, quindi una condizione rara, ma gli specialisti sottolineano l’importanza delle corrette abitudini di esposizione al sole, che sin dai primi anni di vita sono fondamentali per ridurre il rischio futuro. “Nel tempo- spiega la responsabile di Dermatologia del Bambino Gesù, May El Hachem- abbiamo visto crescere la preoccupazione dei genitori riguardo ai nei dei bambini, ma spesso il rischio percepito è sproporzionato rispetto alla realtà. Il melanoma pediatrico esiste, ma resta raro. Tanti bambini vengono sottoposti a controlli dermatologici troppo precoci e non necessari, mentre si presta ancora poca attenzione alla vera prevenzione: la protezione dal sole”.

I 10 FALSI MITI SUL MELANOMA PEDIATRICO

1: ‘Il melanoma riguarda solo gli adulti‘. Anche i bambini possono sviluppare un melanoma, sebbene si tratti di una forma rara che rappresenta circa l’1% dei tumori maligni pediatrici.

2: ‘Se un bambino prende qualche scottatura non succede nulla‘. Le scottature in età pediatrica, soprattutto se ripetute, aumentano significativamente il rischio di sviluppare melanoma in età adulta. La pelle dei bambini è più vulnerabile ai danni provocati dai raggi UV.

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3: ‘La crema solare serve solo al mare‘. La protezione solare è necessaria anche durante attività sportive all’aperto, passeggiate, piscina e centri estivi: i raggi UV colpiscono anche lontano dalla spiaggia.

4: ‘Con le nuvole non ci si scotta‘. I raggi ultravioletti attraversano le nuvole e possono danneggiare la pelle anche nelle giornate coperte.

5: ‘Ogni nuovo neo nei bambini è pericoloso‘. Durante infanzia e adolescenza la comparsa di nuovi nei è spesso fisiologica. A richiedere attenzione sono soprattutto cambiamenti rapidi, crescita anomala o sanguinamento.

6: ‘Bisogna portare tutti i bambini dal dermatologo molto presto‘. In assenza di segnali sospetti, la prima visita dermatologica può essere programmata intorno ai 10-12 anni, salvo indicazioni diverse del pediatra curante o in presenza di un nevo congenito medio o gigante. Controlli troppo precoci e ripetuti rischiano di creare ansia senza reali benefici clinici.

7: ‘Solo i bambini con pelle chiarissima rischiano il melanoma‘. Anche i bambini con pelle più scura possono sviluppare melanoma, pur avendo una protezione naturale maggiore.

8: ‘Basta mettere la crema una volta al giorno‘. Anche se con alto fattore di protezione, il cosiddetto ‘schermo totale’, la crema solare va applicata almeno 20 minuti prima dell’esposizione e riapplicata frequentemente, ogni 2 ore circa, soprattutto dopo il bagno o una sudorazione intensa.

9: ‘Il sole è sempre un nemico da evitare‘. Il sole non va demonizzato: bisogna imparare a esporsi correttamente, evitando le ore in cui la radiazione solare è più intensa e utilizzando adeguate protezioni.

10: ‘Se un neo non è irregolare allora non è un problema‘. Nei bambini è particolarmente importante osservare l’evoluzione delle lesioni cutanee: crescita rapida, modifiche improvvise o sanguinamento possono essere segnali da approfondire.

I CONSIGLI DEGLI SPECIALISTI DEL ‘BAMBINO GESÙ’

Secondo gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, la vera prevenzione parte da comportamenti quotidiani corretti: evitare le scottature, in particolare nei primi anni di vita, utilizzare sempre una protezione solare adeguata durante tutte le attività all’aperto e insegnare ai bambini come esporsi ai raggi UV in sicurezza.
Gli specialisti ricordano inoltre che la comparsa di nuovi nei durante la crescita è spesso un fenomeno normale. Diverso il caso dei bambini con nevi congeniti giganti o multipli, che necessitano invece di un monitoraggio specialistico sin dalla nascita attraverso percorsi multidisciplinari dedicati.

NO ALLA LOGICA DELLA PAURA

“Dobbiamo uscire dalla logica della paura. Il sole non è un nemico da evitare, piuttosto è l’esposizione che va gestita adeguatamente. La vera prevenzione- conclude May El Hachem- si fa con comportamenti corretti e informazioni affidabili, non con l’allarmismo”.

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Niscemi, Meloni accelera: “Piano da 150 milioni domani in CdM. Risposte in 4 mesi, non in 7 anni”

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MASSIMILIANO CONTI SINDACO NISCEMI, DONATELLA LICIA MESSINA PREFETTO CALTANISSETTA, LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, FABIO CICILIANO COMMISSARIO STRAORDINARIO DI GOVERNO

Dallo stanziamento straordinario ai cantieri: la Premier blinda i fondi per il nisseno e le tre regioni colpite dal maltempo

di Roberto Antonini

ROMA – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata questa mattina a Niscemi per fare il punto sulla grave frana che ha colpito la zona e per confrontarsi direttamente con il Consiglio comunale e con il comitato dei cittadini.

L’occasione è servita per annunciare lo sblocco definitivo dei fondi stanziati a inizio anno: domani, infatti, il Consiglio dei Ministri esaminerà e licenzierà i due programmi operativi che metteranno ufficialmente a terra i 150 milioni di euro previsti dal decreto di febbraio (poi convertito in legge ad aprile) per rispondere ai danni causati dal ciclone Harry.

I DUE PIANI SUL TAVOLO

I provvedimenti che approderanno domani a Palazzo Chigi si muoveranno su due binari paralleli e complementari, pensati per coprire sia le urgenze strutturali che il sostegno diretto alla popolazione colpita:

Infrastrutture e territorio: Il primo programma sarà interamente dedicato alle opere fondamentali di messa in sicurezza del suolo e al ripristino della rete infrastrutturale, con un focus prioritario sulla viabilità e sul recupero delle strade danneggiate.Sostegno alle famiglie e demolizioni: Il secondo pacchetto riguarderà l’erogazione degli indennizzi per i nuclei familiari che hanno perso la propria abitazione, seguendo criteri specifici di assegnazione, oltre a finanziare gli interventi di demolizione degli stabili ormai dichiarati definitivamente inagibili.“NEL 1997 CI VOLLERO 7 ANNI”

Nel corso del suo punto stampa nel comune nisseno, la Premier ha voluto sottolineare con forza la rapidità della risposta governativa, tracciando un parallelismo con la storia recente delle ricostruzioni in Italia.

“Essere riusciti a portare in Consiglio dei Ministri in meno di quattro mesi tutto quello che tecnicamente e concretamente serve per rispondere ai cittadini è un grande passo in avanti”, ha rivendicato Giorgia Meloni.

“Si tratta di un lavoro radicalmente diverso rispetto a quello a cui abbiamo assistito, ad esempio, dal 1997, quando ci sono voluti ben sette anni solo per varare un piano di messa in sicurezza del territorio, e dove gli indennizzi li stavamo ancora erogando nel 2025”.

Un risultato di efficienza per il quale la presidente del Consiglio ha espresso un ringraziamento esplicito alle autorità locali e alla struttura commissariale: “Devo ringraziare ovviamente il sindaco, ma anche e soprattutto il commissario straordinario, Fabio Ciciliano, perché mi pare che sia stato fatto un lavoro molto importante per questa comunità”.