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Gian Piero Gasperini: Il Maestro del Calcio Italiano

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L’allenatore che ha rivoluzionato il calcio italiano con il suo stile offensivo e la valorizzazione dei giovani talenti

Gian Piero Gasperini è uno degli allenatori più rispettati e innovativi del calcio italiano contemporaneo. Nato il 26 gennaio 1958 a Grugliasco, in provincia di Torino, Gasperini ha costruito una carriera solida sia come calciatore che come tecnico, distinguendosi per il suo approccio tattico offensivo e la capacità di valorizzare giovani talenti.

Carriera da Calciatore

Gasperini ha iniziato la sua carriera calcistica come centrocampista, giocando principalmente in Serie A e Serie B. Ha vestito le maglie di diverse squadre italiane, tra cui JuventusPalermoPistoiese e Cagliari. Sebbene non abbia raggiunto la fama planetaria come giocatore, la sua esperienza sul campo gli ha fornito una profonda conoscenza del gioco, che si è rivelata fondamentale nel suo percorso da allenatore.

La Svolta da Allenatore

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Gasperini ha intrapreso la carriera di allenatore, iniziando con squadre giovanili e poi passando a guidare club professionistici in Serie B e Serie C. La sua capacità di costruire squadre aggressive e ben organizzate lo ha portato a ottenere risultati significativi, attirando l’attenzione dei club di Serie A.

L’Atalanta: Il Capolavoro Tattico

Il vero salto di qualità nella carriera di Gasperini è arrivato con la sua nomina a allenatore dell’Atalanta nel 2016. Qui ha rivoluzionato il modo di giocare della squadra bergamasca, trasformandola in una delle realtà più competitive e spettacolari del calcio italiano ed europeo. Il suo modulo preferito, il 3-4-3, ha permesso all’Atalanta di esprimere un calcio offensivo, dinamico e coraggioso, capace di mettere in difficoltà anche le squadre più blasonate.

Sotto la guida di Gasperini, l’Atalanta ha raggiunto traguardi storici, qualificandosi regolarmente per la UEFA Champions League e ottenendo piazzamenti di prestigio in Serie A. La sua abilità nel valorizzare giovani talenti e nel creare un gruppo coeso e motivato è stata fondamentale per questi successi.

L’Arrivo all’AS Roma

Il 6 giugno 2025, Gian Piero Gasperini è stato ufficialmente nominato allenatore dell’AS Roma, firmando un contratto triennale. La sua missione è quella di riportare la squadra giallorossa ai vertici del campionato italiano e di competere con successo nelle competizioni europee.

Con la sua esperienza e il suo stile di gioco offensivo, Gasperini punta a costruire una squadra solida, aggressiva e spettacolare, capace di entusiasmare i tifosi e di ottenere risultati importanti.

Stile di Gioco e Filosofia

Gasperini è noto per il suo calcio propositivo e per l’attenzione al gioco di squadra. Predilige un modulo con tre difensori centrali e ali molto offensive, che permettono di creare superiorità numerica in attacco. La sua filosofia si basa su intensità, pressing alto e rapidità nelle transizioni, elementi che rendono le sue squadre difficili da affrontare.

Conclusione

Gian Piero Gasperini rappresenta una figura chiave nel panorama calcistico italiano. La sua capacità di innovare tatticamente, unita a una forte leadership, lo rende uno degli allenatori più interessanti e influenti del calcio moderno. Con l’AS Roma, Gasperini ha l’opportunità di scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, portando la squadra verso nuovi successi e consolidando il suo ruolo di maestro del calcio italiano.

Paolo Battaglia La Terra Borgese: il Fabbro? un vero autentico artista sconosciuto ai più

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Paolo Battaglia La Terra Borgese


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Paolo Battaglia La Terra Borgese dimostra nella sintesi a seguire che quella del Ferro Battuto è una vera autentica Arte. La denominazione indica la tecnica della lavorazione del ferro a mano, cioè il battere il ferro con un maglio o un martello per ridurlo alle forme volute. Alla base della denominazione è la voce ferro, che risale al latino ferrum e dal latino è passata a tutte le lingue romanze

POETI, SCRITTORI E SCULTORI

Poeti e scrittori moderni, dal D’Annunzio a Virgilio Brocchi, hanno descritto efficacemente la fatica del fabbro che, reggendo con la sinistra le tenaglie e nella destra il martello, batte sull’incudine il ferro incandescente, e trae dall’aspra materia, fatta docile dal fuoco, armoniose figurazioni, volute, arabeschi. Nelle

mani del fabbro, il martello rivaleggia con la stecca dello scultore e col bulino del cesellatore.

ETÀ ANTICA

Ma l’arte di lavorare il ferro con finezza e con grazia fu pressoché ignota agli antichi: essi preferirono servirsi del bronzo, e ricorsero al ferro soltanto di rado, per rinforzo del legno.

Molti eruditi ed archeologi, però, negano che il bronzo, risultante dall’accoppiamento di due metalli, e perciò di difficile ritrovamento abbia preceduto, nella fabbricazione di rudimentali oggetti d’uso, il ferro facilmente

ottenibile col trattarne il minerale sui carboni ardenti. D’altra parte, bisogna considerare che sarebbe stato altrettanto difficile, all’inizio della civiltà, ottenere il ferro malleabile, perché il minerale fucinato a caldo è fragilissimo se non è stato liberato dalle impurità che contiene o dalla presenza di sostanze come zolfo, arsenico, e specialmente fosforo.

LE ORIGINI E IL PERCORSO STORICO DEL FERRO BATTUTO

Comunque sia del tempo e delle origini dell’Arte di trattare il ferro, è certo che non si ha notizia alcuna fino ad Erodoto, il quale ricorda un tripode che Glauco da Scio avrebbe foggiato col ferro artisticamente lavorato perché sostenesse il vaso di argento che Aliatte, antecessore di Creso, avrebbe offerto all’oracolo di Delfo (secolo VI a. C.). Plinio fa menzione di ornamenti di ferro su oggetti di legno. Nel Medio Evo il ferro servi soprattutto per le catene, per i rozzi infissi nei muri, per le grosse bandinelle dei portoni e dei ponti levatoi, per i chiodi a larga capocchia che servivano come motivo ornamentale sulle pesanti porte di chiese e castelli.

Purtroppo gran parte delle opere fabbrili del primo Medio Evo sono andate perdute per la distruzione compiuta dalla ruggine. Fino al XIII secolo questa distruzione fu pressoché totale, se si eccettuano poche armi conservate al

chiuso e qualche prezioso esemplare (cattedra di san Barbato a Benevento, torciera di Frassinoro a Modena).

Nelle campagne si cominciò a servirsi del ferro per i rudimentali strumenti agricoli del tempo; e in taluni luoghi, come nel contado senese, la fabbricazione degli attrezzi dell’agricoltura si avviò a forme d’arte che a poco a poco resero accetto il ferro anche nelle città.

SECOLO XIV

Nel Trecento si vedono un po’ dappertutto lanterne e fanali, torciere e arpioni, anelli murali e alari, a servizio dell’architettura; ma già il ferro battuto era servito al suo uso più proprio, cioè al cancello, nel Comunichino di S. Chiara ad Assisi. E ben presto l’arte di battere il ferro assurse a grande bellezza in Francia, col trionfo del

gotico; lo stile gotico ispirò anche in Italia saggi notevoli (Verona, Fiesole, Siena, Firenze); a Firenze ebbe bottega Nicolò Grosso, detto il Caparra, restauratore del lavoro del ferro e autore di pregevoli opere, tra cui le lanterne di Palazzo Strozzi.

IL CINQUECENTO

La grazia, la leggiadria decorativa del ferro battuto trionfarono nel gusto del Cinquecento; case e pubblici edifici si giovarono di quest’Arte negli esterni (cancellate e grate, balconate, lanterne murali) e negli interni (alari e parafuoco, pale e candelabri, borchie di casse, forzieri ecc.). Benché il ferro battuto segua in generale il gusto del secolo, pure nelle linee sobrie s’insinua qualche arditezza, qualche leziosità, come un’avvisaglia dell’orgia di fiorettature che porterà insieme a sé il barocco. Lucca strappa il primato a Siena e a Firenze; ma l’arte del ferro è ormai diffusa dappertutto, e moltiplica le sue opere insigni; mentre la Toscana, le Marche, l’Umbria, l’Italia tutta, gli Abruzzi (articolo 131 della Costituzione della Repubblica Italiana) più delle altre parti, con maggiore o minor forza seguono l’impulso dato dalle botteghe lucchesi, Reggio Emilia conquista un primato che le resterà anche ai nostri giorni.

IL SEICENTO, IL SETTECENTO E LO STILE IMPERO

Dal Seicento al Settecento la fantasia e la capacità creativa dei fabbri si sbizzarriscono in opere stupende per intreccio di curve, per delicatezza di

linee, per fasto di fregi ornamentali, di raffigurazioni mitologiche; l’influenza francese è forte, e vince le resistenze della tradizione nostrana. Ma

questa lotta con nobiltà, e, in taluni luoghi e con alcuni artisti, non contamina la purezza di linee attinta nel Cinquecento; esempio insigne il modenese G. B. Malagoli,detto il Caparra del Settecento, i cui capolavori sono le roste dell’Università e le sovrapporte dell’Ospedale di Modena.

Le arditezze (audacia, coraggio e originale franchezza) barocche furono poi sopraffatte dallo stile Impero che sostituì all’armonia delle curve la rigidezza delle linee rette, cioè alla fantasia creatrice la falsariga dell’ornamentazione geometrica. E tuttavia Palagio Palagi riuscì a dotare Torino del magnifico cancello del Palazzo Reale. Lentamente la gloria acquistata dalla Francia nell’Arte di battere il ferro cedeva; e dappertutto il mestiere prevaleva sull’Arte…

OTTOCENTO

…Giacché mai come in questo periodo di transizione – la seconda metà dell’Ottocento – il ferro ebbe tanto favore; ma, ahimè, si trattò di opere da dozzina che invasero gli edifici e più le case private: opere ottenute con la fondita, cioè con la riproduzione in serie di un unico modello, senza intervento personale dell’artista. Alla sonante officina del fabbro, dove tra martellate e pioggia di scintille nasceva l’Opera d’Arte, l’industria moderna sostituiva i forni dove la ghisa

colava inerte nei modelli. Tristezza!

DALL’ARTE LA PRODUZIONE IN SERIE

Come sempre la produzione industriale subentra all’Arte in nome del dio denaro. I fratelli Japy, originari di Beaumont (USA), furono i primi a sostituire la battitura col martello con lo “stampaggio”, e ottennero superfici lisce di ferro, molto a buon mercato: di qui la trasformazione industriale dell’arte di trattare il ferro.

IL MERCATO IMITA L’ARTE

I mercati di tutte le nazioni furono inondati di oggetti di molto discutibile gusto. La lavorazione economica divenne allora frequente con la cosiddetta stozzatura, finché non intervennero gli stampi e le forme dopo che furono inventati i magli e le

presse. La lamiera di ferro, tagliata nelle misure acconce, era sottoposta alle matrici, che erano spinte da bilancieri azionati a mano mediante colpi successivi finché non era ottenuta la forma desiderata; questa poi era ricotta nei forni, perché al ferro fosse restituita la malleabilità. Operazioni varie servivano poi a dare ai vari pezzi la loro unità complessiva, gli orli erano rifiniti a colpi di cesoie, e lungo i bordi si praticavano con la trapanazione i fori destinati a ricevere le viti e i bulloni di connessura…

SECOLO XIX: TRA VERO FERRO BATTUTO E IMITAZIONI LIBERTY CORRE UN ABISSO, E LE IMITAZIONI SONO FACILMENTE RICONOSCIBILI

… Ma in Francia e in Italia, tra l’imperversare del mestiere, il senso e il gusto dell’Arte non era perduto; e pochi solitari la coltivavano (l’Arte), con dispregio dei facili guadagni. Per merito di tali innamorati dell’Arte questa risorse, in Francia e in

Italia pressoché contemporaneamente, cioè intorno ai principi del secolo decimonono; il merito va dato all’architetto francese Eugène Viollet-le-Duc e agli artisti che seguirono il nuovo stile Liberty, che rappresentò senza dubbio un’involuzione del gusto dal punto di vista della pura Arte, ma contribuì a dare

nuovo impulso alla lavorazione del ferro.

SECOLO XX

Più tardi, agli inizi del ‘900, il francese Brandt e l’italiano Alessandro Mazzucotelli furono gli antesignani della rinascita, ancora oggi in pieno fiore tra noi*, e

certamente assai più ricca di promesse, dopo i notevoli saggi del lodigiano Mazzucotelli e dei suoi scolari, del milanese Carlo Rizzarda, del veneziano

Umberto Bellotto, del faentino Luigi Matteucci, dell’udinese Alberto Calligaris, del milanese Giuseppe Bernotti, e di decine di altri artieri ed artisti insieme, che hanno fatto risorgere le vecchie botteghe folte di scolari e di apprendisti, e unito felicemente vantaggi dell’industria modernamente organizzata con i diritti dell’Arte.

Soprattutto l’edilizia si giova del ferro battuto, e lo disposa ai materiali

di cui dispone, lo adatta agli ambienti ariosi. Una felice collaborazione è allora in atto tra architetto e fabbro. Così gli ospedali, le chiese, le ville dei ricchi privati si illeggiadriscono di cancellate, di lampadari, di fanali, di roste e di balconate

battuto, secondo il gusto e l’estro moderno del committente e dell’artista, ma anche (come Siena) secondo il buongusto antico, per cui le opere nuove

possono stare degnamente accanto alle bellissime antiche. Nelle ville, specialmente, il ferro battuto entra trionfalmente: il cancello, la ringhiera della scala interna, l’illuminazione elettrica, spesso perfino alla mobilia sono delicate gagliarde opere fabbrili…

BUON GUSTO? OGGI NON LO SAREBBE IN COSCIENZA ANIMALISTA

… Ma in queste opere modernissime del periodo non sempre il ferro battuto è solo; artisti come Umberto Bellotto, lo uniscono all’alabastro, agli smalti, alla madreperla, all’avorio, al cuoio sbalzato, e da tali connubi di materiali nascono piccoli capolavori: lampade e spade e perfino tavolini, sedie, poltrone. Non c’è parte dell’arredamento in cui il ferro non abbia mostrato di poter dare una nota di signorile (?) buon gusto (?).

LA MECCANIZZAZIONE

Una tecnica più sicura, che i ritrovati della scienza hanno favorito, soccorre il fabbro che nella sua officina non lavora più soltanto col martello e con le tenaglie: oggi il Fabbro si giova dei magli meccanici, della magia delle presse e delle stampatrici; rompe il ferro con la fiamma ossidrica, lo protegge dal suo grande nemico, la ruggine, con patine e vernici. Questi vari espedienti di tecnica progredita permettono di associare alla creazione artistica i vantaggi dell’industria e della sua organizzazione; così, accanto ai solitari maestri che, con pochi discepoli, continuano la tradizione dell’arte pura, sono sorte le officine che, senza ledere i diritti dell’Arte, possono fornire prodotti più a buon mercato. E perché quei diritti siano salvi, basta che i lavori in ferro non siano di vile ghisa, e rechino chiare le impronte della loro originaria nobiltà, cioè i segni della martellata.

DUEMILA

*Da segnalare: BIENNALE EUROPEA D’ARTE FABBRILE

Nata nel 1976 in Toscana, la Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia, durante il suo svolgimento, oltre al Campionato del Mondo di Forgiatura, bandisce concorsi di Scultura, Fotografia, Progettazione e Disegno e ospita Mercatini dei piccoli oggetti in Ferro per storicizzare abilità, creatività e sviluppi dell’arte attraverso la tecnica del Ferro Battuto.

Paolo Battaglia La Terra Borgese, noto storico, critico d’arte, saggista e politico italiano, è nato a Piazza Armerina il 28 luglio 1960. È ampiamente stimato nel panorama culturale italiano per la sua attività di divulgazione, cura di mostre e approfondimento critico sui movimenti artistici del Novecento e del Duemila. È celebre per la sua opposizione alla cosiddetta “critica finta”, denunciando la mercificazione dell’arte e l’appiattimento commerciale del mercato culturale. Tra i suoi interventi e saggi figurano approfondimenti su maestri storici come Piet Mondrian e Paul Cézanne. Concepisce la critica come uno strumento di educazione al gusto estetico. Per lui, l’arte deve stimolare il progresso intellettuale, morale e civico dell’individuo. Ha firmato numerose opere di saggistica e monografie d’arte, e riflessioni focalizzate sulla storia del manifesto e della cartellonistica pubblicitaria d’epoca. Interviene frequentemente nel dibattito pubblico proponendo riforme e riflessioni legati alla gestione del bene pubblico e alla convivenza civile.

Biodiversità, Confeuro: “Agricoltore vero custode dell’ambiente e della terra”

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Biodiversità, Confeuro: “Agricoltore vero custode dell’ambiente e della terra”

“In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, Confeuro ribadisce il valore fondamentale della tutela ambientale e della salvaguardia degli ecosistemi, temi oggi più che mai centrali per il futuro del pianeta e delle prossime generazioni”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro. “Quella odierna è una ricorrenza dall’alto valore sociale e simbolico, soprattutto per un Paese come l’Italia, che dispone di un patrimonio ambientale e faunistico tra i più ricchi e preziosi d’Europa. Una giornata che arriva, inoltre, all’indomani di un altro importante segnale sul fronte della tutela del pianeta: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che sostiene e dà attuazione al parere della Corte Internazionale di Giustizia, secondo cui gli Stati hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico”. Secondo Tiso, “biodiversità e agricoltura sono strettamente connesse, perché il mondo del settore primario rappresenta il primo presidio a difesa dell’ambiente e del territorio. Ed è esattamente questo il compito dell’agricoltore moderno: non consumare la terra, ma difenderla ogni giorno attraverso pratiche produttive sostenibili, innovative e rispettose dell’ambiente. È qui – conclude il presidente nazionale di Confeuro – che si gioca la grande sfida del futuro. La biodiversità può e deve essere tutelata attraverso modelli agricoli fondati sull’agroecologia e sull’agricoltura rigenerativa, strumenti indispensabili per coniugare sostenibilità ambientale, qualità produttiva e sicurezza alimentare. Difendere la biodiversità significa difendere il territorio, il lavoro agricolo e il benessere delle comunità”.

Roma, Milan, Como e Juventus: Le Sfide Cruciali per la Conclusione della Serie A 2025/2026

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La stagione di Serie A 2025/2026 entra nella sua fase decisiva, con Roma, Milan, Como e Juventus protagoniste di un finale di campionato ricco di tensione e obiettivi importanti. Le prossime partite di queste squadre saranno fondamentali per definire posizioni di prestigio, qualificazioni europee e conferme di alto livello.


Roma: Consolidare la Zona Champions

La Roma, attualmente al 4° posto con 70 punti, si prepara a una sfida importante contro il Verona. La squadra giallorossa punta a mantenere o migliorare la posizione in zona Champions League, fondamentale per il prestigio e per gli introiti futuri. Un risultato positivo è essenziale per non perdere terreno rispetto ai diretti concorrenti.


Milan: La Lotta per l’Europa

Il Milan, terzo in classifica con 70 punti, affronta il Cagliari in una partita da non sbagliare. Dopo una stagione altalenante, i rossoneri cercano continuità per assicurarsi un posto nelle competizioni europee. La vittoria è fondamentale per mantenere viva la speranza di partecipare alla prossima Champions League o Europa League.


Como: La Sorpresa della Stagione

Il Como è una delle grandi sorprese di questa stagione, posizionandosi al 5° posto con 68 punti. La squadra lombarda, tradizionalmente meno blasonata, ha dimostrato grande solidità e determinazione. La prossima partita contro la Cremonese sarà cruciale per consolidare questa posizione e puntare a un piazzamento europeo storico.


Juventus: Il Derby della Mole e la Conferma in Zona Champions

La Juventus, al 6° posto con 68 punti, si prepara al derby della Mole contro il Torino, una partita sempre carica di emozioni e significati. Per la Juventus, vincere è fondamentale per mantenere la posizione in zona Champions League e dimostrare ambizione in questa fase decisiva della stagione.


Conclusioni

Le prossime partite di RomaMilan, Como e Juventus rappresentano momenti chiave per il destino delle rispettive squadre. Tra lotte per l’Europa, conferme e prestigio, ogni risultato potrà influenzare in modo significativo la classifica e le prospettive future. Gli appassionati di calcio sono invitati a seguire con attenzione questi match, che promettono emozioni e colpi di scena.

Europa Project Week nasce con un obiettivo chiaro: posizionare la Toscana e Firenze, per tre giorni, come capitale dei progetti europei e della nuova narrazione dell’Europa

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Dal 20 al 22 ottobre 2026 la Fortezza da Basso di Firenze diventerà il punto d’incontro tra istituzioni, imprese, innovazione e territori con un nuovo expo-forum dedicato ai progetti europei: tre giornate di confronto, networking e opportunità per raccontare un’Europa più concreta, partecipativa e vicina ai cittadini.

Vito Cellamaro Direttore Europa Project Week 7

“Comunicare con i progetti europei” sarà il filo conduttore di un nuovo evento che ha scelto la Fortezza da Basso di Firenze quale scenario della sua prima edizione, che si terrà dal 20 al 22 ottobre 2026. Ideato e diretto da Vito Cellamaro, Europa Project Week è un nuovo format di expo-forum che riunirà in un’unica location per 3 giorni stakeholder, regioni, comuni, istituzioni a tutti i livelli, professionisti, università e business school, centri di ricerca, studenti e cittadini provenienti da tutta Italia e anche dall’Europa. 

Alcuni numeri: 3 giorni – 1 location – tutti i programmi UE – 30 progetti UE presenti con stand e 90 presentati nei panel – 100 espositori – 300 partner – 25 società di progettazione europea – oltre 70 speaker – 50 panel – 6 aree espositive – 3 sale – 1 Arena centrale – 1 mostra speciale.

Europa Project Week è stata presentata giovedì 21 maggio al Palazzo degli Affari di Firenze Fiera da Vito Cellamaro, Tamara Ermini, Vice Presidente di FirenzeFiera, Rocco De Franchi, responsabile Comunicazione Istituzionale della Regione Puglia, Annalisa Fauzzi responsabile della Comunicazione politiche di Coesione regionale, Manuela Marsano, contact point nazionale del programma CERV, Arianna Ioli, direttrice di Europa Business School, con l’intervento del sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, e la partecipazione di numerosi partner privati. Ha condotto la giornalista Chiara Brilli di Controradio.

Bernard Dika Sottosegretario Presidenza Regione Toscana 89

Durante la presentazione, Dika ha espresso parole positive per l’evento: “Sarà un’occasione importante e sono felice che per la prima volta si tenga proprio a Firenze e in Toscana. Un appuntamento che sicuramente mancava, per fare rete e scambiare idee e buone pratiche su come possiamo capitalizzare al massimo le opportunità che ci arrivano dall’Europa per migliorare la vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese”.

Non vogliamo semplicemente organizzare un evento, ma costruire una piattaforma di relazione, visibilità e valore, capace di convocare in un unico spazio istituzioni, beneficiari, stakeholder, professionisti, imprese, enti formativi e cittadini. Al centro non ci saranno solo i programmi europei, ma i progetti stessi: esperienze concrete, risultati misurabili, storie di trasformazione che meritano di essere raccontate, comprese e condivise – ha dichiarato Cellamaro – La nostra ambizione è introdurre una nuova narrazione dell’Europa: più aperta, accessibile, moderna; più vicina alla vita reale delle persone e dei territori. Una narrazione che non parli solo agli addetti ai lavori o alla PA, ma che renda visibile al grande pubblico il valore generato dai fondi europei e dalle politiche dell’UE. Parlando di progetti, infatti, parliamo di senso di appartenenza, di cittadinanza europea, di visione e di impatto concreto”. 

Rocco De Franchi Direttore Comunicazione Istituzionale Regione Puglia 51

Molto affascinante la dichiarazione di De Franchi“È una fiera che vede e abbraccia il futuro e noi dobbiamo stare dentro questo futuro, con contaminazioni e crescita. Firenze è un luogo che sa accogliere e cogliere le opportunità e questa sarà la prima di una lunga serie di edizioni di successo, che auguriamo agli organizzatori”.

Europa Project Week vuole essere un luogo di incontro, networking e contaminazione positiva: uno spazio in cui chi progetta, chi finanzia, chi comunica, chi realizza e chi beneficia dei progetti possa riconoscersi dentro una stessa comunità di valore. Un evento pensato non solo per raccontare l’Europa, ma per farla vivere, comprendere e percepire come una forza concreta nella quotidianità dei cittadini e nella crescita dei territori.

Appuntamento quindi al 20, 21 e 22 ottobre 2026, quando la Fortezza da Basso di Firenze ospiterà questo grande appuntamento, aperto gratuitamente al pubblico: tre giorni in un luogo straordinario dove sarà possibile informarsi, partecipare a incontri e dibattiti, seguire percorsi formativi, prendere parte a laboratori, workshop e momenti di incontro e confronto con istituzioni, esperti, professionisti e protagonisti dei progetti europei. Sito ufficiale: www.eupw.eu

Le prime anticipazioni su Europa Project Week

I nomi dei primi ospiti confermati: Piervirgilio Dastoli, Carlo Sorrentino, Vittoria Franco, Daniela Felisini, Simone Oggionni, Dieter Schleker, Mario Leone ,Emanuele Monaco, Marco Buti, Emanuele Felice, Sabina De Luca, Giusy Rossi che saranno nella rassegna speciale di Europolitiche del direttore Antonio De Chiara.

E poi Bobo Craxi, Luigi Di Maio, Antonio De Caro, Vito Bardi, Eugenio Giani, Alessandro Alfieri, Anna Lisa Boni, Antonella Buja, Carmine Pacente, Dino Amenduni, Sergio Talamo, Rudy Bandiera, Roberta Poggi, Maurizia Cacciatori, Maria Elena Chiodo, Maristella Massari, Greta Tofanelli, Alberto D’Alessandro, Roberta Di Rosa, a cui nelle prossime settimane si aggiungeranno numerosi europarlamentari e rappresentanti istituzionali italiani provenienti da Ministeri, Regioni e Comuni oltre a docenti universitari e tecnici esperti dei vari programmi UE da Bruxelles.

La mostra “Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa”, curata da Pina Caporaso e Giulia Mirandola e prodotta dal Centro per la Cooperazione Internazionale sarà allestita in Fortezza da Basso. E saranno previsti anche laboratori di accompagnamento. Tutto aperto al pubblico, gratuitamente. Lo IED di Firenze sarà ha appena lanciato un contest per gli alunni di tutte le sue sedi, per il manifesto della sezione speciale “Eurogiovani EG.26” nella quale saranno protagonisti attivi centinaia di studentesse e studenti di ogni ordine e grado. Il Manifesto ufficiale dell’evento è stato affidato all’illustratrice Helga Aversa, che nelle sue illustrazioni utilizza tecniche di collage con carta e cartoncino colorato. Sarà rivelato a giugno 2026 in una speciale occasione.

Vito Cellamaro Direttore Europa Project Week 112

Il Valzer delle Panchine in Serie A 2026/2027: Le Percentuali di Possibilità per Atalanta, Napoli e Lazio tra Sarri, Allegri e Palladino

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Con l’avvicinarsi della stagione 2026/2027, il panorama delle panchine in Serie A si prepara a un vero e proprio valzer di nomi e ipotesi. Le squadre Atalanta, Napoli e Lazio sono al centro di un intenso mercato allenatori, con tre protagonisti principali: Maurizio Sarri, Massimiliano Allegri e Luca Palladino. Le ultime indiscrezioni e analisi di mercato ci permettono di delineare le percentuali di possibilità per ciascuno di questi tecnici nelle rispettive squadre.


Atalanta: Tra Esperienza e Continuità

L’Atalanta si trova in una fase delicata, con la necessità di scegliere un allenatore capace di mantenere e migliorare il livello competitivo raggiunto negli ultimi anni. Attualmente, la panchina è occupata da Luca Palladino, ma il futuro è incerto.

  • Massimiliano Allegri è il candidato più forte per la sostituzione, con una probabilità stimata intorno al 40%. La sua esperienza e la capacità di gestire squadre di alto livello lo rendono un’opzione molto concreta.
  • Maurizio Sarri segue con una possibilità del 30%. Il suo stile di gioco offensivo e organizzato potrebbe adattarsi bene al progetto atalantino.
  • Luca Palladino ha ancora una chance di conferma intorno al 25%, ma le pressioni e le aspettative potrebbero spingere la società a un cambio.
  • Altri profili rappresentano il restante 5%, con nomi meno accreditati o soluzioni di emergenza.

Napoli: Tra Ritorni e Stabilità

Il Napoli, reduce da stagioni di grande successo, sta valutando con attenzione il futuro della sua guida tecnica. Maurizio Sarri, che ha lasciato un segno importante nel club in passato, è spesso accostato come possibile ritorno.

  • Conferma dell’attuale allenatore è la strada più probabile, con una percentuale del 50%, per mantenere la continuità e capitalizzare i risultati ottenuti.
  • Maurizio Sarri ha una possibilità stimata del 35%, grazie al suo legame storico con il club e al suo stile di gioco apprezzato.
  • Altre opzioni coprono il 15%, con possibili nuovi nomi o soluzioni alternative per il futuro.

Lazio: Il Casting per la Nuova Guida Tecnica

La Lazio è in una fase di selezione per sostituire Maurizio Sarri, che lascerà la panchina. Tra i candidati più accreditati spicca Luca Palladino, che potrebbe lasciare l’Atalanta per approdare nella capitale.

  • Luca Palladino è il favorito con una percentuale del 45%, grazie alla sua esperienza e alla capacità di gestire squadre di Serie A.
  • Massimiliano Allegri è considerato un candidato forte con una probabilità del 30%, soprattutto se la Lazio vuole puntare su un tecnico di grande esperienza e carisma.
  • Altri candidati rappresentano il 25%, con nomi emergenti o tecnici con esperienza internazionale che potrebbero sorprendere.

Analisi e Prospettive

Il mercato allenatori in Serie A per la stagione 2026/2027 si presenta molto dinamico e strategico. Atalanta, Napoli e Lazio sono chiamate a decisioni importanti che influenzeranno non solo il loro futuro sportivo ma anche l’equilibrio competitivo del campionato.

  • L’Atalanta sembra orientata verso un cambio di passo con Allegri o Sarri, ma non esclude la conferma di Palladino.
  • Il Napoli punta alla stabilità, con Sarri come possibile ritorno per rinvigorire il progetto.
  • La Lazio è in una fase di rinnovamento, con Palladino favorito per la panchina ma con Allegri sempre in agguato.

Queste percentuali riflettono le attuali tendenze e le strategie delle società, ma il calcio è uno sport in continua evoluzione e le sorprese non mancheranno.

“Natura fantastica. Aspettando Coppedè 2027”: Corrado Veneziano omaggia l’architetto per i suoi 100 anni

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Il 20 settembre 1927 moriva a Roma Gino Coppedè, attivo in larga parte d’Italia, e ricordato soprattutto per il suo progetto architettonico più omogeneo e riconoscibile, realizzato a Roma tra via Tagliamento e corso Trieste, a cura di Francesca Barbi Marinetti e Cornelia Bujin. Spazio Veneziano – situato in questo preciso contesto urbano – presenta in anteprima per Open House 2026 il progetto preparatorio per il Centenario della morte di Coppedè, che cade esattamente nel 2027.

E lo fa valorizzando soprattutto la sua dimensione “naturalistica”: un architetto-scultore-decoratore alle prese con una originalissima commistione architettonica e, allo stesso tempo, impegnato – nelle sue molteplici evocazioni: fatte di motivi floreali, festoni di frutta e tralci di vite, mari, laghi e fiumi rigogliosi – in una marcata ricerca della più profonda integrazione ambientale.

Corrado Veneziano ha studiato gli affreschi, i manufatti, gli arredi delle facciate e degli ingressi dei palazzi; ne ha ripreso le immagini più emblematiche; le ha infine reinterpretate dipingendole in un avvolgente mosaico ricchissimo di sirene, arpie, centauri, boschi, alberi, steli e petali fantastici: una tensione che auspica un nuovo, necessario riequilibrio, e rispetto della convivenza tra le specie viventi, animali e vegetali.

L’appuntamento del 24 maggio (proposto alle 15 e alle 17 – della durata di 75 minuti circa) prevede un incontro con uno storico dell’arte che racconta la genesi e lo sviluppo del quartiere; un breve laboratorio condiviso di pittura su legno e su carta naturale, dedicato alle piante e agli animali immaginari, evocando esplicitamente immagini e figure tratte dal lavoro di Coppedè; una visita guidata in piazza Mincio, a descriverne le particolarità architettoniche e artistiche.

Testaccio Estate 2026 a Città dell’Altra Economia. Musica, comunità e culture urbane.

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Una piazza aperta all’incontro tra generazioni, linguaggi e comunità diverse. Uno spazio vivo, attraversabile, popolare nel senso più autentico del termine, dove musica, cinema, fumetto, cultura urbana, street food e immaginari contemporanei convivono ogni sera costruendo un racconto collettivo della città. Da giugno fino ad autunno inoltrato, al Campo Boario e la Città dell’Altra Economia, torna Testaccio Estate con una programmazione quotidiana che mette in dialogo pubblici, storie e visioni differenti, offrendo al territorio un affaccio continuo sulla musica delle nuove generazioni e sui protagonisti che hanno attraversato la storia culturale e musicale italiana degli ultimi decenni.

Un alternarsi di sonorità, stili e parole con, tra gli altri, The Zen Circus, Quintorigo, Nada, Omar Pedrini, Greg, Danno, Brusco, Sud Sound System, Mellow Mood, Gemello e Nobraino, insieme a format che negli anni hanno costruito una forte identità generazionale e partecipativa come Borghetta Stile, Viva gli anni 2000, Indie Nostalgia e 90 Special. Un cartellone che alterna concerti live, dj set, stand up comedy, festival tematici, incontri, cinema e grandi appuntamenti popolari, costruendo una geografia emotiva e culturale capace di parlare contemporaneamente ai pubblici storici di Testaccio e alle nuove comunità che attraversano la città, facendo dell’integrazione tra culture, dell’intrattenimento accessibile e della creazione di uno spazio aperto, inclusivo e condiviso il cuore stesso dell’identità di Testaccio Estate.

Dopo le anteprime di maggio, con Via Japan dal 21 al 24 maggio, il programma di Testaccio Estate apre ufficialmente il 1° giugno con l’opening affidato a “Tu mi fai volare” di DJ Magenta e i live di SCAR e Sissi, dando il via a una stagione che proseguirà sette giorni su sette fino a settembre, con food village fisso e proposte inclusive pensate per pubblici differenti, comprese opzioni vegetariane, vegane e gluten free.

Giugno alternerà concerti, dj set e appuntamenti speciali: La Badessa e Mhatt inaugureranno il primo weekend live il 4 giugno, seguiti da Brusco e dalla serata Viva gli anni 2000 il 6 giugno.

Dentro questa dimensione musicale convivono anche momenti che rafforzano il legame profondo tra Testaccio e la memoria culturale della città. Tra gli appuntamenti più significativi il 7 giugno è in programma la proiezione del documentario “Non chiudete quella porta” di Francesco Banesta e Matteo Vicentini Orgnani, prodotto da Luce Cinecittà e premiato come Miglior Documentario Italiano al RIFF. Il film racconta lo storico mercato di Porta Portese e il suo destino nell’epoca digitale attraverso le voci dei venditori che da oltre ottant’anni animano uno dei luoghi simbolo della romanità popolare. A seguire, una serata live dedicata proprio a Porta Portese, in un dialogo diretto tra memoria urbana, musica e identità collettiva.

Il 9 giugno torna SCENA con la stand up comedy, mentre il 10 giugno a salire sul palco è Fabio Celenza. L’11 giugno è dedicato all’universo Wu-Tang Clan con la proiezione del documentario “A Wu-Tang Experience: Live at Red Rocks Amphitheatre”, accompagnato da talk e dj set. Il 13 giugno è poi la volta di Nada insieme a Fabrique du Cinema, mentre il 18 giugno arriva lo swing di Greg e il 20 giugno Inna Cantina e Borghetta Stile. A chiudere il mese di giugno, il 21, il concerto dei The Zen Circus.

La stagione prosegue nei mesi successivi con una programmazione che continua ad attraversare mondi musicali e immaginari differenti: Queen of Saba il 3 luglio, Nobraino il 9 luglio, Gemello l’11 luglio, Mellow Mood il 16 luglio, Omar Pedrini il 25 luglio, Sud Sound System il 30 luglio, Quintorigo il 30 agosto e tanti altri, insieme a numerosi format dedicati alla cultura pop contemporanea.

Ad anticipare l’apertura ufficiale di Testaccio Estate, a maggio, due appuntamenti che raccontano perfettamente la natura trasversale e internazionale del progetto. Dal 21 al 24 maggio la Città dell’Altra Economia ospita Via Japan, festival dedicato allo street food e alla cultura giapponese che porta a Roma chef direttamente dal Giappone, show cooking, masterclass sul sake, spettacoli, arti marziali e un’immersione nell’atmosfera contemporanea di Tokyo attraverso cibo, cultura e intrattenimento. Ospite speciale Kichi Kichi.

Il 22 maggio torna invece ARF! Festival, il Festival di Storie, Segni & Disegni con il talk di Caparezza.

Dal 1 giugno al 30 ottobre, Città dell’Altra Economia,  Largo Dino Frisullo, 00153 Roma RM

Prezzo ingresso e orari: ven-sab: dalle 18.00-01.30 ingresso gratuito,
dom-gio: 18.00-00.30, ingresso gratuito o a pagamento (dettagli sul programma e sul sito https://www.testaccioestate.it/)

Info e biglietti: ​​ https://www.testaccioestate.it/

Carovita, Tiso(Iniziativa Comune): “Riforme strutturali contro aumento inflazione”

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Carovita, Tiso(Iniziativa Comune): “Riforme strutturali contro aumento inflazione”

“Negli ultimi anni l’inflazione è tornata a essere uno dei temi più rilevanti per le famiglie italiane. L’aumento dei prezzi, inizialmente legato alla ripresa postpandemica, è stato aggravato dai conflitti internazionali in corso. Questi eventi hanno reso più instabili i mercati globali, incidendo direttamente sul costo della vita e sulle abitudini quotidiane degli italiani. L’inflazione attuale dunque non nasce da un’unica causa, ma da una combinazione di elementi che si sono sovrapposti. Col risultato che essa colpisce soprattutto i beni essenziali, rendendo più difficile la gestione delle spese quotidiane: dai generi alimentari al carburante, dai mutui e affitti ai servizi alla persona. Insomma, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto, soprattutto per giovani, pensionati e nuclei con redditi mediobassi. Molti italiani hanno modificato le proprie abitudini: spesa più attenta, riduzione delle attività ricreative, rinvio di acquisti importanti. E ancora, l’inflazione che stiamo vivendo non è solo un fenomeno economico: è il riflesso della fragilità geopolitica e della dipendenza energetica dell’Italia e dell’Europa. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno mostrato quanto il nostro sistema economico sia esposto agli shock esterni. Le misure adottate finora hanno attenuato gli effetti più immediati, ma non hanno risolto i problemi strutturali. E limitarsi a contenere i prezzi non basta. Serve una strategia di lungo periodo che punti su: energia rinnovabile, diversificazione delle fonti, politiche salariali più eque, investimenti in innovazione e logistica, e maggiore autonomia produttiva. Senza un cambiamento profondo, infatti, ogni nuova crisi internazionale rischierà di trasformarsi in un aumento del costo della vita, con conseguenze sempre più pesanti per le famiglie italiane”.

Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Sanità carceri, Giuliano (UGL): “Carenza drammatica di operatori e diritto alle cure negato. È un’emergenza sociale”

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Roma – Il diritto alla salute è un principio costituzionale inviolabile che non può fermarsi davanti alle sbarre di un carcere. A denunciarlo con forza è il Segretario Nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano, accendendo i riflettori sulla drammatica situazione sanitaria negli istituti di pena italiani, aggravata dal cronico sovraffollamento e da una spaventosa carenza di organico.

“I dati, come ha sottolineato il quotidiano Avvenire, sono allarmanti: circa il 70% dei detenuti soffre di almeno una patologia cronica o psichiatrica, ma nei 189 penitenziari italiani mancano all’appello almeno 1.700 professionisti sanitari”, dichiara Giuliano. “Oggi opera appena un medico ogni 315 reclusi, spesso in condizioni di precarietà. Questa carenza impedisce l’erogazione delle cure essenziali, trasformando la detenzione in una condanna all’abbandono terapeutico che, nei casi più gravi, porta alla morte. A questo si aggiungono la burocrazia e la mancanza di agenti per le traduzioni, che fanno saltare centinaia di visite specialistiche esterne a settimana, e una gestione del disagio mentale ridotta a isolamenti e all’uso massiccio di psicofarmaci”.

“L’emergenza carceraria è un’emergenza sociale prioritaria”, incalza il segretario della UGL Salute. “Grazie a denunce civili e testimonianze fondamentali come il ‘Diario dal Carcere’ di Gianni Alemanno – con cui abbiamo condiviso importanti iniziative e idee – e di Fabio Falbo, questo dramma viene finalmente portato in superficie, rompendo il silenzio sulle condizioni dei penitenziari. Garantire cure giuste e dignitose ai detenuti è un dovere civile e un presupposto per il loro futuro reinserimento. La UGL Salute chiede un piano straordinario di assunzioni per la medicina penitenziaria e contratti dignitosi: la salute è un diritto di tutti e non può escludere nessuno” conclude Giuliano.