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Sanità, Giuliano (UGL): “Follia in Pronto Soccorso, uomo sottrae arma e tenta di sparare. Basta Far West o sarà tragedia”

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Il drammatico episodio avvenuto a Livorno, dove un uomo ha tentato di fare fuoco con la pistola sottratta a una guardia giurata all’interno del pronto soccorso, rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema ormai fuori controllo. La UGL Salute, per voce del suo Segretario Nazionale Gianluca esprime profondo sgomento per una vicenda che solo per pura fatalità, e per la freddezza dimostrata dagli operatori sanitari in servizio, non si è trasformata in una strage. “Siamo stanchi di commentare scene da Far West nei nostri ospedali che non possono essere zone franche o saloon dove la sicurezza di professionisti e pazienti è costantemente appesa a un filo” dichiara il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano. “Il fatto che un individuo sia riuscito a impossessarsi di un’arma e abbia tentato di sparare all’interno di una struttura sanitaria è di una gravità inaudita. Bisogna alzare immediatamente la soglia di guardia e agire con misure drastiche prima di trovarci a commentare una nuova tragedia, come purtroppo già accaduto in passato in altre strutture del Paese”. Le scene di terrore vissute sono la testimonianza di una deriva che va fermata subito. Per queste ragioni la UGL Salute torna a sollecitare con forza il rafforzamento di misure specifiche e non più rimandabili per garantire l’incolumità di chi lavora in prima linea. “Chiediamo innanzitutto che il Ministero dell’Interno garantisca il ripristino e il potenziamento dei posti di pubblica sicurezza fissi in tutti i presidi ospedalieri italiani, attivi h24 e dotati di personale sufficiente a garantire un reale deterrente” prosegue il sindacalista. “È inoltre fondamentale procedere in ogni struttura della Nazione con l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine e l’implementazione di protocolli di sicurezza che prevedano, dove necessario, il filtraggio degli accessi alle aree sensibili. Non permetteremo che il sacrificio quotidiano di medici e infermieri venga calpestato: la sicurezza non è un optional ma il presupposto essenziale per garantire il diritto costituzionale alla salute” conclude Giuliano.

Vacanze pasquali a Suvereto tra bambole antiche e imperatori bolliti

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La piccola perla della Costa degli Etruschi è la meta ideale per trascorrere una giornata con tutta la famiglia

Tra i borghi più affascinanti di quel tratto di costa toscano che da Livorno arriva fino a Piombino spicca Suvereto, destinazione perfetta per entrare in realtà sospese nel tempo come quella offerta dal Museo Artistico della Bambola, vera e propria chicca per appassionati e curiosi. Ma il borgo ospita anche altre interessanti attrazioni e custodisce particolari curiosità come quella legata alla morte dell’Imperatore Enrico VII di Lussemburgo. Per andare alla scoperta della Costa degli Etruschi un buon punto di partenza è la località di Vada, dove il Relais Antico Podere San Francescoe il Residence Borgo Verdesono ideali per trascorrere momenti indimenticabili con tutta la famiglia, complici anche le offerte proposte in occasione della Pasqua.

Nell’ultimo angolo meridionale della Costa degli Etruschi si adagiano vari comuni della provincia di Livorno, che attendono il visitatore per offrire il loro mix perfetto tra natura, storia, importanti siti archeologici e relax. Tra questi spicca uno dei borghi più belli d’Italia, Suvereto, che sorge tra le colline e un mare splendido insignito anche della Bandiera Arancione del Touring Club. Con le caratteristiche strade circondate da mura, le case in pietra, i palazzi storici e le chiese evocative, Suvereto si presenta come un vero e proprio scrigno di tesori tutti da scoprire, ad incominciare all’imponente Rocca Aldobrandesca che si erge a ricordare l’antico insediamento risalente al Medioevo. All’interno della cinta muraria si trovano attrazioni interessanti come la chiesa di San Giusto Vescovo, con la facciata decorata da un suggestivo rosone e un bellissimo portale romanico, la Chiesa della Madonna di Sopra la Porta, la Chiesa di San Michele con il Museo di Arte Sacra e, in posizione collinare, anche il duecentesco convento di San Francesco con il suo chiostro, sede oggi di concerti e spettacoli. Altro simbolo medievale è il Palazzo Comunale, con la sua torre dell’orologio che anticamente convocava l’assemblea degli Anziani. C’è poi una vera e propria chicca che fa felici curiosi ed appassionati e si trova proprio in uno dei vicoli del centro storico di Suvereto: il Museo Artistico della Bambola, dove è conservata una collezione di bambole di ogni tipo e di ogni epoca, creata grazie alla passione e all’impegno della signora Maria Micaelli con la precisa volontà di avere valenza informativa e didattica.

Si possono ammirare bambole realizzate con i più svariati materiali, tra cui legno e cartapesta, ma anche le più celebri e classiche in panno o in porcellana. Entrando al museo si intraprende un vero e proprio viaggio nella storia di questo meraviglioso giocattolo attraverso pezzi unici realizzati da artisti, che fa capire come siano cambiate le mode ma anche il modo di giocare dei bambini. Tra i pezzi più iconici esposti non mancano di attirare l’attenzione le creazioni della Manifattura Lenci e la raffinata Linea Charlotte del pittore Augen, complete di accessori d’epoca. Tra queste la bambola Violetta, risalente al 1921, ispirata alla protagonista dell’opera La Traviata di Giuseppe Verdi, che è anche il simbolo del Museo. L’area centrale è quella dedicata alle bambole del Carnevale, dove il Pierrot viene svelato in mille modi accanto all marionetta di Arlecchino. Pezzi di inestimabile valore sono la coppie di bambole in biscotto nero (la porcellana bianca non smaltata che assume un aspetto opaco e una consistenza simile al marmo, molto apprezzata per il realismo dei volti) e il bambolotto a tre facce. I Bamboli Sardi sono una coppia di bambolotti in costume tradizionale della fine del XIX secolo, con teste in cartapesta dipinta e corpi in panno imbottito. Non potevano mancare le bambole degli Anni Cinquanta, esemplari in plastica rigida, con occhi mobili e i meccanismi parlanti. In questo museo le bambole sono vere e proprie testimonianze di storia, arte e artigianato italiano.

Un’altra particolarità legata al borgo di Suvereto riguarda un imperatore del Sacro Romano Impero, ovvero Arrigo VII, conosciuto più comunemente come EnricoVII di Lussemburgo, la cui storia assume delle note piuttosto macabre. Giunto in Italia nel 1310 con l’obiettivo di restaurare l’autorità imperiale, fu incoronato imperatore nel 1312 ma la sua campagna italiana venne tormentata dagli scontri con i Guelfi. Durante una marcia si aggravò di una malattia che lo tormentava da tempo e si fermò presso una sorgente termale a Buonconvento, in provincia di Siena, sperando in una guarigione miracolosa, ma morì stremato. I cavalieri tedeschi decisero di trasportare il corpo a Pisa per seppellirlo nel Duomo cosi, con una pratica abbastanza comune per l’epoca, venne sottoposto ad un particolare trattamento di “lessatura” per separare le ossa dalla carne e facilitarne cosi il trasporto. Secondo le cronache locali, il corpo dell’imperatore venne bollito nel Convento di San Francesco a Suvereto. Separare le ossa dal resto del corpo garantiva non solo il trasporto più pratico ma si riteneva anche che lo scheletro, considerato la parte più nobile, potesse cosi essere meglio preservato per il riposo eterno.

Per conoscere queste e tante altre curiosità della Costa degli Etruschi un buon punto di partenza, perfetto per famiglie in occasione di Pasqua, sono il Relais Antico Podere San Francesco e il Residence Borgo Verde, a Vada. Entrambe le strutture sono vere e proprie oasi di pace e tranquillità immerse nella campagna toscana a ridosso del mare. Tutto è curato nel dettaglio per garantire il miglior comfort a tutti gli ospiti, compresi i bambini per cui ci sono molti servizi dedicati.

Il Pacchetto di Pasqua al Relais Antico Podere San Francesco include: Soggiorno, Pranzo di Pasqua (bevande escluse, caffè e acqua inclusi) presso il Park Hotel Marinetta di Marina di Bibbona; Colazione presso l’Honesty Bar; tv satellitare, aria condizionata; Biancheria da bagno e da camera (cambio ogni 4 pernottamenti), Wifi; 1 Posto auto ad appartamento.

Prezzo del pacchetto per due persone in appartamento (per 2 persone)) per 2 notti a partire da Euro 495,00.

Il Pacchetto di Pasqua al Residence Borgo Verde include: Soggiorno, Pranzo di Pasqua (bevande escluse, caffè e acqua inclusi) presso il Park Hotel Marinetta di Marina di Bibbona; tv satellitare, aria condizionata; Wifi; 1 Posto auto ad appartamento.

Prezzo del pacchetto per due persone in appartamento (per 2 persone) per 2 notti a partire da Euro 397,00.

Valido per entrambe le strutture dal 1° al 7 aprile 2026

Ansia, stress e salute mentale: cosa ci sta succedendo davvero (e da dove ripartire)

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Rappresentazione del contrasto tra stress mentale e benessere: da un lato una persona in difficoltà, dall’altro una figura in meditazione simbolo di equilibrio
foto creata con IA

Dall’università al lavoro, passando per giovani e genitori: i segnali dell’ansia crescente sono ovunque. Ma questa volta qualcosa si muove anche nelle soluzioni

C’è qualcosa che non torna. E lo sentiamo tutti. Non serve leggerlo nei dati o nelle ricerche. Basta ascoltare le persone intorno a noi. Studenti, lavoratori, genitori.

Cambiano le storie, ma il filo è lo stesso: ansia, stress, fatica emotiva.

Negli ultimi giorni, le notizie lo confermano. All’Università della Calabria si parla apertamente di ansia da esame. Non più una debolezza da nascondere, ma una condizione diffusa. Un passaggio importante, perché il primo cambiamento parte sempre da lì: chiamare le cose con il loro nome.

Ma non riguarda solo i giovani. Nel lavoro, il burnout è diventato qualcosa di concreto. Non è più una parola tecnica. È quella stanchezza che ti porti a casa, che non si spegne nemmeno la sera. È la sensazione di essere sempre sotto pressione, senza riuscire davvero a staccare.

E poi c’è il sistema sanitario. Iniziative, sportelli, settimane dedicate alla salute mentale. Segnali positivi, certo. Ma anche una conferma: il bisogno è reale, diffuso, crescente.

La parola che torna più spesso è una sola: ascolto. Nelle scuole, nei servizi, nei progetti.

«L’ascolto è il primo strumento», si ripete. E forse è proprio questo il punto che abbiamo perso per strada. Presi dalla velocità, abbiamo smesso di fermarci davvero.

Intanto la ricerca va avanti. Nuove terapie, nuovi approcci. Anche strade più controverse, come quelle legate alle sostanze psichedeliche per trattare depressione e traumi. Segno che il problema è così forte da spingere a cercare risposte ovunque.

E non finisce qui. Ambiente, relazioni, tecnologia. Persino il modo in cui parliamo con l’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro rapporto con le emozioni. Tutto si intreccia. Tutto pesa.

Ma allora la domanda diventa inevitabile. Stiamo davvero peggio… o stiamo iniziando a rendercene conto?

Qui spesso gli articoli si fermano. Descrivono, analizzano, ma lasciano il lettore sospeso.

Proviamo a fare un passo in più. Non esiste una soluzione unica. Ma esistono piccoli punti di partenza, concreti.

Il primo è semplice, quasi banale: fermarsi. Non correre sempre. Non riempire ogni spazio. Anche solo pochi minuti al giorno. Sembra poco, ma è da lì che si ricostruisce il contatto con sé stessi.

Il secondo è parlare. Non tenere tutto dentro. Con un amico, un familiare, un professionista. Il disagio cresce nel silenzio, si ridimensiona quando trova spazio.

Il terzo è scegliere cosa entra nella nostra mente. Notizie, social, ritmi. Non tutto fa bene. Imparare a selezionare è una forma di difesa, non di debolezza.

E poi c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato: le storie. Leggere esperienze vere, vissute, aiuta più di quanto immaginiamo. Perché quando ti riconosci in qualcosa che qualcuno ha già attraversato, succede una cosa precisa: non ti senti più solo.

È anche il senso di libri come «Lasciato Indietro», premiato da Rai Cultura nel 2025, che non danno soluzioni facili, ma mostrano un percorso. E a volte basta questo per iniziare a rimettere insieme i pezzi.

La salute mentale non è più un tema lontano. È entrata nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Non è più il tempo di ignorarla. Ma forse, per la prima volta, non è nemmeno solo il tempo del problema.

È il momento in cui possiamo iniziare, davvero, a costruire risposte. Una alla volta. Senza fretta. Ma senza più rimandare.

Ostia, droga e armi in strada: sequestrata anche una katana, un arresto e tre denunce

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foto:www.facebook.com

Controlli dei Carabinieri tra Ostia e Ponte Galeria: trovata una pistola, coltelli e cocaina. Oltre 170 persone identificate

Una pistola, cinque coltelli, una katana e droga nascosta in un furgone. Non è una scena da film, ma quanto accaduto durante i controlli dei Carabinieri tra Ostia e Ponte Galeria.

Nella giornata di ieri, i militari della Compagnia di Roma Ostia hanno messo in campo un servizio straordinario di controllo del territorio nel quadrante sud-ovest della Capitale.

L’obiettivo era chiaro: contrastare lo spaccio e riportare attenzione su un’area da tempo sotto osservazione.

Il bilancio parla di un arresto e tre persone denunciate. Il primo intervento riguarda un 38enne romano, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Roma.

L’uomo è stato rintracciato e accompagnato nel carcere di Carcere di Rebibbia, dopo la revoca della sospensione della pena.

Ma è durante i controlli su strada che emerge il dettaglio più sorprendente. I Carabinieri fermano un furgone. A bordo, un 58enne.

L’ispezione del mezzo porta alla scoperta di un piccolo arsenale: una pistola revolver Smith & Wesson, risultata danneggiata, cinque coltelli di diverse dimensioni, una katana e circa 5 grammi di cocaina. L’uomo è stato denunciato per porto illecito di armi e detenzione di stupefacenti.

I controlli si sono poi spostati nelle abitazioni. In via della Massimilla, un 54enne già ai domiciliari è stato trovato con altra cocaina.

Poco distante, in via Gesico, un 37enne è stato denunciato dopo il ritrovamento di centinaia di compresse dopanti, tra Oxandrolone e Stanozololo, oltre a 2.800 euro in contanti.

Cinque persone sono state invece segnalate alla Prefettura come assuntori di droga.

Nel complesso, l’operazione ha portato all’identificazione di 175 persone e al controllo di 83 veicoli, con sanzioni al Codice della Strada per circa 1.000 euro.

Numeri che raccontano un’attività intensa. Ma che, allo stesso tempo, lasciano una domanda sospesa.

Quello che emerge è un episodio isolato… o solo una fotografia parziale di ciò che accade ogni giorno?

Nordson acquisisce CapstanAG, potenziando la presenza della Divisione Precision Agriculture in Nord America

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La divisione Precision Agriculture di Nordson, che comprende l’innovativa linea di prodotti ARAG, sviluppati nella sede di Rubiera in provincia di Reggio Emilia, annuncia l’acquisizione di CapstanAG, azienda statunitense leader nel settore delle tecnologie agricole con sede a Topeka, in Kansas.

Forte di una lunga storia di innovazione, CapstanAG è nota per la sua tecnologia PWM (Pulse Width Modulation) che ha rivoluzionato l’efficienza della distribuzione e controllo dei liquidi nel settore dell’irrorazione agricola. Le soluzioni avanzate di CapstanAG migliorano significativamente l’efficacia dell’applicazione e riducono gli sprechi nelle colture a filari, nei frutteti, nelle operazioni di semina e nell’irrorazione aerea.

“L’acquisizione di CapstanAG rappresenta un passo strategico nel nostro percorso di crescita”, ha affermato Daniel Neves, vicepresidente di Nordson Precision Agriculture. “CapstanAG rafforza il nostro portafoglio di soluzioni per la gestione dei fluidi e aumenta la presenza nel mercato nordamericano, ampliando ulteriormente la nostra capacità di supportare i clienti con tecnologie all’avanguardia”.

“L’integrazione di CapstanAG e ARAG porterà benefici ai nostri clienti e ai nostri dipendenti grazie all’accesso a un’infrastruttura globale di alto livello “, ha dichiarato Jeff Grimm, direttore operativo di CapstanAG. “Inoltre, la disponibilità di componenti di eccellenza e di capacità produttive avanzate ci consentirà di elevare ulteriormente la qualità delle soluzioni e dei servizi offerti al mercato. “

CapstanAG apporta competenze altamente specializzate e una vicinanza diretta ai principali costruttori e operatori del settore agricolo nordamericano. La sua cultura imprenditoriale e la forte attenzione al cliente sono pienamente in linea con gli obiettivi di crescita perseguiti dalla strategia Ascend di Nordson.

“L’integrazione di CapstanAG con la tecnologia ARAG ci permetterà di avere un’offerta ancora più completa e tecnologicamente avanzata”, ha aggiunto Daniel Neves. “Insieme, continueremo a perseguire i nostri obiettivi strategici: servire i clienti, rafforzare la leadership nei mercati chiave e fornire prodotti e servizi della massima qualità. Si tratta di un’integrazione strategica che include visione, capacità e cultura orientata al cliente.” Con questa acquisizione, Precision Agriculture conferma la propria strategia di espansione internazionale e il proprio ruolo di attore chiave nello sviluppo di tecnologie sempre più intelligenti, sostenibili e orientate alla precisione.

Guidonia – Francesca Valeri abbandona Forza Italia e rientra nella maggioranza

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Si conclude l’esperienza della Consigliera comunale Francesca Valeri nel Gruppo consiliare di Forza Italia. Nelle prossime ore, infatti, sarà formalizzato il suo ingresso nel Gruppo consiliare di maggioranza “In Comune” al fianco del capogruppo Cristian Diano.

“Qualcuno scriveva: va dove ti porta il cuore. Da lì sto ripartendo – dichiara Francesca Valeri – in un momento difficile della mia vita personale, probabilmente tra i più difficili, ho effettuato delle scelte istintive senza la volontà di volere danneggiare nessuno. Allo stesso tempo, in questi mesi, ho sempre cercato di garantire un approccio politico equilibrato e quell’educazione istituzionale che mi ha sempre contraddistinto, sulla scia dei valori trasmessi da mio padre. La via dell’arroganza non ammette quell’onestà intellettuale di riconsiderare le proprie scelte. Diversamente, io scelgo quella dell’umiltà e del coraggio che guidano e guideranno d’ora in avanti le mie scelte. Ho deciso di supportare ancora l’azione di governo del Sindaco Mauro Lombardo, che ho contribuito a fare eleggere, e di farlo collaborando spalla a spalla con l’amico prima che collega Cristian Diano, persona che conosco da anni, alla quale mi lega una sincera amicizia nonché la condivisione di profondi valori etici e morali”.

“Sono felice della scelta della collega Francesca Valeri – evidenzia il Consigliere Cristian Diano – perché a lei sono legato da un sincero e profondo rapporto d’amicizia e stima personale. Spesso, in politica, si scindono i rapporti personali rispetto alle dinamiche strettamente politiche. In un ambiente così difficile quanto stimolante, siamo due persone che, consapevolmente, approcciano la politica senza dividere tali aspetti bensì connettendoli tra loro, con l’auspicio di farne un punto di forza. Per noi, la politica è uno strumento a servizio della collettività. Senza un preliminare e sincero legame umano, non possono nascere collaborazioni serie e durature, volte alla tutela dei diritti dei nostri concittadini. Siamo fieri di poter supportare l’azione politico-amministrativa del Sindaco Mauro Lombardo, persona che stimiamo a livello personale e professionale. Reputiamo che tutta la squadra di governo abbia dimostrato capacità politico-amministrative e raggiunto ottimi risultati in questi quattro anni. A loro va la nostra fiducia. Nella consapevolezza che tutto è migliorabile e che c’è ancora tantissimo da fare, siamo pronti a fornire il nostro convinto supporto alla Città. Cercheremo di affrontare i piccoli problemi quotidiani della collettività, i medesimi che viviamo nel nostro territorio con le nostre famiglie”.

Esprime soddisfazione il Sindaco Mauro Lombardo: “”Francesca è una bella persona che stimo profondamente. In un momento di particolare difficoltà personale, abbiamo ritenuto doveroso lasciarle lo spazio e la serenità di cui aveva bisogno. Non mi sorprende, pertanto, che abbia scelto di tornare a contribuire a un progetto di governo che sente ancora suo. A nome di tutta la maggioranza, esprimo compiacimento per questa scelta e fiducia nel contributo che saprà offrire all’attività amministrativa”.

ANTRODOCO: FURTO DI COSMETICI AL SUPERMERCATO: I CARABINIERI DENUNCIANO UN 36ENNE DI POSTA

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I Carabinieri della Stazione di Antrodoco hanno denunciato in stato di libertà un 36enne, originario di Roma ma residente da tempo nel comune di Posta, poiché ritenuto responsabile di furto aggravato.

L’attività investigativa trae origine da un episodio avvenuto lo scorso 5 marzo all’interno di un supermercato di Antrodoco, dove l’uomo era riuscito a sottrarre diversi prodotti cosmetici di varie marche per un valore commerciale complessivo di circa 200 euro.

La segnalazione del furto, inoltrata tempestivamente dalla direzione dell’esercizio commerciale, ha dato il via a una serie di accertamenti immediati condotti dai militari della locale Stazione.

Le indagini si sono sviluppate attraverso un’attenta e meticolosa analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’attività, incrociati con la raccolta di diverse testimonianze e ulteriori riscontri investigativi sul campo.

Grazie alla profonda conoscenza del territorio da parte degli operanti, l’incrocio dei dati ha permesso di raccogliere degli elementi indiziari a carico del 36enne, portando così alla sua identificazione e al conseguente deferimento all’Autorità Giudiziaria competente.

L’Arma dei Carabinieri ribadisce il proprio costante impegno nella prevenzione e nel contrasto dei reati contro il patrimonio, assicurando una presenza capillare a tutela della collettività.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

STIMIGLIANO – FORANO: CAMPAGNA CONTRO LE TRUFFE AGLI ANZIANI

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I CARABINIERI INCONTRANO I CITTADINI NELLE PARROCCHIE.

 

I Carabinieri della Stazione di Stimigliano hanno promosso tre giornate interamente dedicate alla prevenzione delle truffe ai danni delle fasce più deboli della popolazione. L’iniziativa, resa possibile grazie alla preziosa collaborazione della Diocesi Suburbicaria di Sabina – Poggio Mirteto, si è articolata in tre diversi incontri ospitati presso le chiese di Stimigliano, di Forano e della frazione di Gavignano Sabino.

Alla presenza dei rispettivi parroci, i militari hanno dialogato con la cittadinanza ponendo particolare attenzione al delicato tema delle truffe in danno delle persone anziane.

Durante gli appuntamenti, sono stati illustrati i modus operandi più frequentemente utilizzati dai malfattori per raggirare le vittime e sottrarre loro beni e denaro. I criminali, infatti, approfittano spesso del fatto che le persone anziane si trovino sole in casa, rendendo loro difficile percepire sin da subito la potenziale pericolosità dell’interlocutore, specialmente quando l’approccio iniziale avviene per via telefonica e non di persona.

Nel corso degli incontri, i Carabinieri hanno fornito numerosi e pratici suggerimenti per prevenire queste situazioni, raccomandando di non fidarsi mai di richieste anomale. I militari hanno spiegato nel dettaglio le tecniche più subdole, come le telefonate da parte di finti parenti in difficoltà economica o le visite annunciate da finti appartenenti alle Forze dell’Ordine.

L’iniziativa ha registrato un’alta e attenta partecipazione da parte della popolazione e ha riscosso un forte plauso dai cittadini dei comuni di Stimigliano e Forano.

Nell’occasione l’Arma dei Carabinieri invita a segnalare tempestivamente al Numero Unico di Emergenza 112 qualsiasi situazione o persona sospetta.

Notte di ricerche tra freddo e terreno impervio a Lisciano: Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, CNSAS e Polizia salvano una donna 78enne

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Foto: https://www.gdf.gov.it/
Foto: https://www.gdf.gov.it/

Una notte intera a cercare, nel buio e nel freddo, tra sentieri difficili e boschi scoscesi. Poi, finalmente, il segnale. E la svolta.

Si è conclusa con il lieto fine l’operazione di soccorso a Lisciano, nel comune di Rieti, dove una donna di 78 anni, allontanatasi da un centro medico, era stata data per dispersa. A individuarla sono stati i soccorritori impegnati in un’azione congiunta che ha visto lavorare fianco a fianco il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e la Polizia di Stato.

Foto: https://www.gdf.gov.it/

Le ricerche sono partite nella serata, quando è scattato l’allarme. I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Antrodoco, dopo una prima analisi dei dati telefonici, hanno individuato alcune possibili aree su cui concentrare le operazioni. Il segnale del cellulare della donna, ancora attivo, ha fornito un primo orientamento.

Da lì è iniziato il lavoro sul campo. Sentieri battuti passo dopo passo, zone boschive controllate con il supporto delle unità cinofile e il coordinamento costante tra tutte le squadre impegnate. Le condizioni non hanno aiutato: buio fitto, temperature rigide, terreno difficile.

Le ricerche sono proseguite senza sosta fino alle prime ore del mattino, per poi riprendere all’alba con un supporto in più. Dall’alto. Un elicottero della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Pratica di Mare, dotato di tecnologia capace di intercettare segnali telefonici, ha sorvolato l’area.

Ed è proprio durante il sorvolo che arriva il momento decisivo.

Un segnale agganciato lungo un sentiero in località “Case Macchiole”. L’elicottero si avvicina. I soccorritori a bordo individuano la donna. Sono pochi attimi, ma fanno la differenza. I militari vengono calati sul posto e prestano subito le prime cure, verificando le condizioni di salute.

Nel frattempo, le coordinate vengono condivise con le squadre a terra, che raggiungono il punto e organizzano il recupero. La donna viene trasportata con una barella fino alla strada più vicina. Alle 12, il passaggio al personale sanitario del 118 di Rieti e il trasferimento in ospedale.

Un intervento che racconta molto più di un’operazione riuscita. Racconta il lavoro di squadra, la precisione, la capacità di muoversi in contesti complessi.

E viene naturale pensarlo: in certe situazioni, non è solo una questione di mezzi. È una questione di tempo, coordinamento e presenza.

Libri Come 2026: a Roma tre giorni per capire se la democrazia esiste ancora

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Libri Come, Democrazia
Foto: https://www.auditorium.com/it/festival/libri-come-2026/

Dal 20 al 22 marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone torna Libri Come: incontri, autori internazionali e un tema che oggi divide più che unire

«Democrazia». La parola è sempre la stessa. Ma qualcosa, negli ultimi anni, sembra essersi incrinato.

Dal 20 al 22 marzo Roma prova a fermarsi un attimo e a guardarsi allo specchio. Torna Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, e lo fa scegliendo come parola guida proprio quella che tutti usiamo… ma che forse abbiamo smesso di ascoltare davvero.

Non è solo un tema. È una presa di posizione. Perché la democrazia oggi non è più scontata. Non è solo un sistema politico. È un modo di stare insieme, di discutere, di accettare il conflitto. E la domanda, inevitabile, arriva subito: siamo ancora capaci di farlo?

Il programma lo dimostra fin dal primo giorno. Si parte con un classico della scienza politica, il libro di Giovanni Sartori, riproposto a quasi settant’anni dalla sua uscita. Un segnale chiaro: per capire il presente bisogna tornare alle basi.

Poi il confronto si allarga. Yascha Mounk ed Ezio Mauro mettono sotto la lente Europa e Stati Uniti. Anne Applebaum entra nel rapporto tra democrazie e autocrazie. Tahar Ben Jelloun porta lo sguardo tra Israele e mondo arabo.

Non è un dibattito accademico. È un confronto vivo. A tratti scomodo. E poi ci sono le voci italiane. Massimo Recalcati parla di scuola, Roberto Saviano di criminalità, Luciano Fontana del rapporto tra informazione e potere. Pezzi diversi di uno stesso puzzle.

Nel frattempo, il festival continua a fare quello che gli riesce meglio: mescolare. Generi, linguaggi, generazioni.

Arrivano autori da tutto il mondo, come Dinaw Mengestu, Samanta Schweblin, Marie Darrieussecq. Accanto a loro, una lunga lista di italiani: Niccolò Ammaniti, Stefano Massini, Daria Bignardi, Zerocalcare.

Qui non si viene solo per ascoltare. Si viene per scegliere cosa ascoltare. E in mezzo a tutto questo, spazio anche per momenti diversi. Reading, incontri con le scuole, omaggi a figure come Umberto Eco e Dario Fo.

E perfino una novità che sembra piccola ma non lo è: un “Silent Book Party”, un’ora di lettura condivisa in silenzio. In una città che corre sempre, fermarsi diventa quasi un atto politico.

L’arte, come sempre, trova il suo spazio. La street artist Alice Pasquini firma la mostra “Goldmine”, un’installazione che gioca sul valore delle cose, su ciò che appare e ciò che è.

Un’immagine forte, che in fondo parla della stessa democrazia: qualcosa che può sembrare solido… ma che in realtà dipende da quanto siamo disposti a crederci.

Alla fine, resta una sensazione chiara. Libri Come non è solo un festival. È un luogo dove le domande restano aperte.

Per chi vuole orientarsi tra incontri, ospiti e appuntamenti, il programma completo è allegato all’articolo ed è disponibile anche per il download, così da poterlo consultare in qualsiasi momento.

E forse è proprio questo il punto. La democrazia non si celebra. Si mette alla prova.