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Libri Come 2026: a Roma tre giorni per capire se la democrazia esiste ancora

Dal 20 al 22 marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone torna Libri Come: incontri, autori internazionali e un tema che oggi divide più che unire

«Democrazia». La parola è sempre la stessa. Ma qualcosa, negli ultimi anni, sembra essersi incrinato.

Dal 20 al 22 marzo Roma prova a fermarsi un attimo e a guardarsi allo specchio. Torna Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, e lo fa scegliendo come parola guida proprio quella che tutti usiamo… ma che forse abbiamo smesso di ascoltare davvero.

Non è solo un tema. È una presa di posizione. Perché la democrazia oggi non è più scontata. Non è solo un sistema politico. È un modo di stare insieme, di discutere, di accettare il conflitto. E la domanda, inevitabile, arriva subito: siamo ancora capaci di farlo?

Il programma lo dimostra fin dal primo giorno. Si parte con un classico della scienza politica, il libro di Giovanni Sartori, riproposto a quasi settant’anni dalla sua uscita. Un segnale chiaro: per capire il presente bisogna tornare alle basi.

Poi il confronto si allarga. Yascha Mounk ed Ezio Mauro mettono sotto la lente Europa e Stati Uniti. Anne Applebaum entra nel rapporto tra democrazie e autocrazie. Tahar Ben Jelloun porta lo sguardo tra Israele e mondo arabo.

Non è un dibattito accademico. È un confronto vivo. A tratti scomodo. E poi ci sono le voci italiane. Massimo Recalcati parla di scuola, Roberto Saviano di criminalità, Luciano Fontana del rapporto tra informazione e potere. Pezzi diversi di uno stesso puzzle.

Nel frattempo, il festival continua a fare quello che gli riesce meglio: mescolare. Generi, linguaggi, generazioni.

Arrivano autori da tutto il mondo, come Dinaw Mengestu, Samanta Schweblin, Marie Darrieussecq. Accanto a loro, una lunga lista di italiani: Niccolò Ammaniti, Stefano Massini, Daria Bignardi, Zerocalcare.

Qui non si viene solo per ascoltare. Si viene per scegliere cosa ascoltare. E in mezzo a tutto questo, spazio anche per momenti diversi. Reading, incontri con le scuole, omaggi a figure come Umberto Eco e Dario Fo.

E perfino una novità che sembra piccola ma non lo è: un “Silent Book Party”, un’ora di lettura condivisa in silenzio. In una città che corre sempre, fermarsi diventa quasi un atto politico.

L’arte, come sempre, trova il suo spazio. La street artist Alice Pasquini firma la mostra “Goldmine”, un’installazione che gioca sul valore delle cose, su ciò che appare e ciò che è.

Un’immagine forte, che in fondo parla della stessa democrazia: qualcosa che può sembrare solido… ma che in realtà dipende da quanto siamo disposti a crederci.

Alla fine, resta una sensazione chiara. Libri Come non è solo un festival. È un luogo dove le domande restano aperte.

Per chi vuole orientarsi tra incontri, ospiti e appuntamenti, il programma completo è allegato all’articolo ed è disponibile anche per il download, così da poterlo consultare in qualsiasi momento.

E forse è proprio questo il punto. La democrazia non si celebra. Si mette alla prova.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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