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Roma. Rapunzel Teatro Anfitrione, sala piena e risposta del pubblico: successo e attesa per le repliche

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Il 29 marzo il teatro si riempie di famiglie e bambini: risate, attenzione e partecipazione segnano una risposta reale del pubblico allo spettacolo.


ROMA – Sala piena, bambini partecipi e un pubblico attento fino all’ultimo applauso. “Rapunzel e la treccia magica”, andato in scena domenica 29 marzo 2026 al Teatro dell’Anfitrione, ha mostrato già durante la rappresentazione una risposta concreta e immediata della platea.

Nel cuore di Roma, il Teatro dell’Anfitrione rappresenta da anni uno spazio stabile per la scena indipendente e per una proposta culturale accessibile anche alle famiglie. Una realtà che nel tempo ha costruito un rapporto diretto con il territorio, ospitando spettacoli orientati alla prossimità e alla partecipazione.

Il dato principale è questo: la partecipazione. In platea erano presenti famiglie con bambini ma anche adulti e il coinvolgimento si è manifestato in modo diretto, tra risate, reazioni spontanee e attenzione continua. Un elemento che, per un adattamento teatrale di una fiaba, rappresenta un indicatore concreto dell’efficacia scenica.

Lo spettacolo, con regia e adattamento di Francesca Stajano Briganti, ha mantenuto l’impianto della fiaba classica ma con una messa in scena che ha alternato recitazione e momenti cantati. In alcuni passaggi, infatti, emerge una struttura vicina al musical, con prove vocali che hanno accompagnato lo sviluppo narrativo.

Sul palco Elisa Forte (Rapunzel), Giorgio Federico Zela (Principe Guidobaldo), Tina Angrisani (Greta) e la stessa Francesca Stajano Briganti nel ruolo della Strega Noril hanno costruito una narrazione accessibile anche ai più piccoli, con la partecipazione speciale di Luigi Zacco Giovanelli nel ruolo del prete Arturo.

La figura della strega, in particolare, è stata costruita con una presenza scenica solida e credibile, capace di tenere insieme intensità e misura e di restituire al personaggio una dimensione più ricca e contemporanea.

I momenti musicali rappresentano uno degli elementi più riusciti dello spettacolo. In particolare, l’interpretazione della canzone di Edith Piaf da parte di Francesca Stajano Briganti si distingue per controllo e qualità interpretativa. A questo si affianca il contributo vocale di Giorgio Federico Zela che, nel ruolo del principe, propone una sua interpretazione in italiano di “Can’t Help Falling in Love” di Elvis Presley, integrata con naturalezza nella dinamica tra i personaggi.

Dal punto di vista visivo, la scenografia si presenta essenziale ma coerente con l’ambientazione fiabesca. Gli elementi naturali e simbolici sostituiscono ricostruzioni complesse, lasciando spazio all’interpretazione. I costumi, firmati da Giulia Balbi, distinguono chiaramente i personaggi: Rapunzel con una presenza luminosa e la strega con tonalità più scure e marcate. Il trucco, soprattutto per i ruoli antagonisti, è pensato per essere leggibile anche da un pubblico infantile.

Anche sui social emergono segnali coerenti con quanto osservato in sala. I commenti parlano di “spettacolo bellissimo”, “pieno di idee” e sottolineano la qualità delle voci e delle interpretazioni. Si tratta di percezioni soggettive, ma convergenti su un punto: il gradimento generale.

«Non è vero che le favole non esistono nella realtà. All’Anfitrione, per una sera, la favola è stata concreta: un pubblico numeroso di grandi e bambini insieme a teatro, le voci dalla platea, le emozioni condivise. Non le abbiamo sognate, le abbiamo vissute», è il commento della regista Francesca Stajano Briganti.

Lo spettacolo tornerà in scena mercoledì 8 aprile alle ore 21 al Teatro Petrolini, in via Rubattino 5, a Testaccio. Per aggiornamenti e informazioni sulle prossime date è possibile seguire Il Giornale del Lazio e i canali social della regista Francesca Stajano Briganti.

Quando uno spettacolo teatrale riesce a riportare famiglie e bambini in sala con una partecipazione reale, il tema non è solo artistico. Diventa una questione concreta di continuità culturale sul territorio. In platea resta l’immagine di bambini coinvolti e presenti, segno che il teatro può ancora essere un luogo condiviso di crescita. Sta qui il punto: trasformare momenti come questo da episodio isolato a abitudine stabile per la comunità.

Il The Sense Experience Resort 5*L riapre il 16 Aprile

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Un ecosistema di esperienze tra relax, alta cucina e nuove visioni dell’accoglienza

La primavera in Maremma segna il ritorno alla bellezza autentica, tra paesaggi incontaminati, profumi mediterranei e atmosfere sospese tra terra e mare. È in questo scenario che il The Sense Experience Resort 5*L riapre le sue porte il prossimo 16 aprile, inaugurando una nuova stagione all’insegna dell’ospitalità esperienziale, del benessere e di un lusso contemporaneo, discreto e profondamente connesso con l’ambiente naturale.

Situato nel Golfo di Follonica, immerso in una pineta secolare e affacciato su un mare cristallino, il resort rappresenta una destinazione d’eccellenza per chi desidera vivere un soggiorno rigenerante, dove ogni dettaglio è pensato per stimolare i sensi e favorire un’autentica riconnessione con sé stessi.

Inserito tra le 100 eccellenze italiane e forte della certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council), il resort si distingue per un approccio concreto e misurabile alla sostenibilità, che permea ogni aspetto dell’esperienza: dalla tutela dell’ecosistema dunale e della pineta, all’utilizzo di materiali naturali e a basso impatto, fino a una gestione attenta delle risorse e alla valorizzazione delle filiere locali.

A rendere ancora più autentica l’esperienza è la conduzione familiare, che si traduce in una cultura dell’ospitalità fatta di attenzione sincera, cura del dettaglio e capacità di creare un legame genuino con ogni ospite. Un lusso contemporaneo, quindi, che non ostenta ma si esprime attraverso armonia, rispetto e identità.

Le camere e le suite, caratterizzate da design elegante, materiali sostenibili e ampie vetrate, dialogano armoniosamente con il paesaggio circostante, offrendo un’esperienza di soggiorno raffinata e immersiva. Gli spazi interni ed esterni sono concepiti per dissolvere i confini tra architettura e natura, lasciando entrare luce, profumi e suoni del territorio.

Tra i servizi esclusivi, spiccano numerose esperienze dedicate al benessere e allo spost, pensate per ristabilire equilibrio e armonia, e alla scoperta del territorio ideali per vivere momenti dinamici in un contesto di straordinaria bellezza.

All’interno di questo ecosistema prende vita Sala Aura, la nuova proposta del resort: uno spazio progettato per reinterpretare il concetto di meeting in chiave scenografica, immersiva e non convenzionale. Con i suoi 120 metri quadrati e una capienza fino a 250 partecipanti, Sala Aura non è semplicemente una sala meeting, ma un vero e proprio palcoscenico funzionale, dove ogni evento trova la propria grammatica espressiva e si integra in modo fluido con il contesto naturale circostante.

Armonia con l’ambiente, gestione intelligente degli spazi, cura sartoriale degli allestimenti e una forte sensazione di privacy definiscono un’idea di lusso misurato e contemporaneo, in cui estetica e funzionalità convivono in perfetto equilibrio.

Sala Aura è la cornice ideale per meeting riservati ad alto contenuto strategico, gala dinner e banchettistica di prestigio in cui mise en place e regia diventano parte integrante dello storytelling, workshop e presentazioni con set-up flessibili, oltre a celebrazioni ed eventi corporate che richiedono eleganza, identità e una cura sartoriale di ogni dettaglio. In un mercato in cui l’evento è sempre più uno strumento di posizionamento, Sala Aura offre coerenza tra contenuto, contesto e percezione.

Con l’apertura della nuova stagione, il The Sense Experience Resort rinnova la propria visione di ospitalità come esperienza autentica, in cui natura, sostenibilità e cultura dell’accoglienza si intrecciano in modo armonico. Un luogo dove il tempo rallenta, gli spazi si fanno racconto e ogni soggiorno si trasforma in un percorso personale, da vivere e ricordare. Tra innovazione e radici, il resort si conferma così una destinazione capace di interpretare il lusso contemporaneo con sensibilità, identità e uno sguardo rivolto al futuro.

Fiumicino. Ecobox rifiuti, confronto aperto: progetto in attesa del sì dei commercianti su via Torre Clementina

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Fiumicino, ecobox rifiuti: progetto su via Torre Clementina ancora in attesa
foto: www.facebook.com/

Il nodo è operativo: meno cassonetti davanti ai locali e nuove isole condivise, ma il progetto è ancora in valutazione e coinvolge direttamente gli esercenti

A Fiumicino prende forma il progetto delle ecobox rifiuti in via Torre Clementina. L’amministrazione comunale ha avviato un percorso di confronto con gli operatori economici della zona per migliorare la gestione dei rifiuti e il decoro urbano.

Il progetto nasce all’interno di un dialogo già avviato nei mesi scorsi con i commercianti della via, una delle aree più rappresentative e frequentate della città.

Durante gli incontri, una parte degli esercenti – riuniti nell’Associazione Commercianti Torre Clementina, che rappresenta 27 attività su 44 – ha presentato una proposta condivisa. L’idea è quella di installare alcune ecobox, isole ecologiche compatibili con il contesto urbano, per superare l’attuale sistema dei singoli contenitori davanti ai locali.

Secondo quanto dichiarato dagli assessori all’Ambiente Stefano Costa e alle Attività Produttive Raffaello Biselli, l’obiettivo è migliorare ordine, pulizia e organizzazione della raccolta, anche in vista della stagione turistica.

L’iniziativa si basa su una collaborazione tra amministrazione e operatori economici: il progetto sarebbe sostenuto dagli esercenti, mentre il Comune si impegna a individuare strumenti utili ad accompagnarne la realizzazione.

Il confronto resta aperto. Un nuovo incontro è fissato per lunedì 30 marzo 2026, quando il progetto verrà analizzato nel dettaglio insieme a tutti i commercianti della zona. L’invito è esteso a tutte le attività, per raccogliere osservazioni e contributi.

L’ipotesi delle ecobox rappresenta, secondo quanto indicato nella comunicazione, un primo passo verso una possibile riorganizzazione più ampia del sistema di raccolta in altre aree del territorio con alta concentrazione di attività.

Il tema riguarda direttamente la qualità degli spazi pubblici e l’equilibrio tra attività economiche e decoro urbano. Il percorso avviato a via Torre Clementina sarà ora il banco di prova per capire come costruire soluzioni condivise sul territorio.

Il sorriso della Sfinge. Le sculture di Federica Zuccheri al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

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Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Galleria Vittoria di Roma presentano la mostra Il sorriso della Sfinge, personale di Federica Zuccheri, aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026.

Il percorso espositivo, curato da Tiziano M. Todi, si sviluppa attraverso 10 opere scultoree, selezionate per costruire un percorso concentrato e coerente. Le opere, realizzate con materiali di grande pregio come bronzo, argento, innesti lapidei e dettagli preziosi, non cercano mai l’effetto ornamentale. Al contrario, costruiscono presenze dense, figure seducenti e perturbanti, capaci di oscillare tra grazia e dolore, luce e tenebra, attrazione e inquietudine.

Nel lavoro di Zuccheri il mito non è una citazione né un rifugio nostalgico, ma uno strumento per riattivare domande sul presente. Le sculture di Federica Zuccheri trattano temi legati al desiderio, alla metamorfosi, alla vulnerabilità, alla seduzione e al potere, e li trasformano in immagini che non si esauriscono nella prima visione. La forma elegante, raffinata e spesso luminosa, non attenua mai la tensione interna dell’opera, ma la rende ancora più evidente. Proprio in questa coesistenza tra bellezza e inquietudine si riconosce uno dei tratti più autentici della sua ricerca.


«Accogliere una mostra di arte contemporanea negli spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia significa assumersi una responsabilità e, insieme, riaffermare una visione, quella di un museo che non si limita alla conservazione, ma si riconosce come spazio dinamico di confronto tra epoche, linguaggi e sensibilità», dichiara Luana TonioloDirettrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e continua «Il sorriso della Sfinge di Federica Zuccheri si inserisce in questa prospettiva non come intervento episodico, né come semplice innesto formale, ma come occasione per interrogare il rapporto profondo tra l’antico e il contemporaneo».


Allestita sotto l’emiciclo affrescato di Villa Giulia, uno degli ambienti più suggestivi del complesso rinascimentale costruito per volere di papa Giulio III fra il 1551 e il 1553, su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, la mostra restituisce il carattere preciso della ricerca di Federica Zuccheri, in cui la scultura si afferma come linguaggio complesso, narrativo e simbolico.

In questo contesto, l’emiciclo affrescato non si limita a fare da cornice, ma partecipa attivamente alla costruzione dell’esperienza visiva. La sua architettura avvolgente, insieme ai pergolati, alle grottesche e alla costruzione illusionistica dello spazio, genera una vera macchina dello sguardo, un luogo in cui l’arte contemporanea può inserirsi non per sovrapposizione ma per risonanza.

La “selva” degli affreschi entra in dialogo con l’universo figurativo di Zuccheri, creando una continuità inattesa tra memoria decorativa e immaginazione contemporanea. Le sculture non si mimetizzano nello spazio, lo attraversano. Lo abitano come presenze vigili, capaci di instaurare con l’architettura e con il visitatore un rapporto diretto, mai pacificato.

Le opere sono sostenute da basi cromatiche blu, pensate come elemento di lettura e orientamento visivo, una scelta che dichiara con chiarezza la presenza del contemporaneo e rende più leggibile il confronto tra epoche, materiali e sistemi simbolici differenti.

Il progetto espositivo è firmato da Francesca Borelli, il coordinamento è affidato a Flavia Borelli, in un lavoro che ha tradotto la visione curatoriale in una configurazione spaziale capace di valorizzare l’identità delle sculture e, insieme, la complessità dell’emiciclo.
«Il sorriso della Sfinge è una forma di conoscenza che non si consegna subito», dichiara il curatore Tiziano M. Todi. «Non è un invito rassicurante, ma una soglia. In un luogo come l’emiciclo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, progettato per costruire una relazione attiva con lo sguardo, le opere di Federica Zuccheri non cercano un’ambientazione, ma un confronto reale con l’architettura, con la memoria iconografica del luogo e soprattutto con chi guarda. La bellezza, qui, non addolcisce l’enigma, lo rende più netto, invitando il visitatore a sostare in quella zona in cui il visibile non coincide ancora con il dicibile».

Le opere di Zuccheri si distinguono anche per l’attenzione alla materia e alla superficie. Il bronzo e l’argento, insieme agli innesti e ai dettagli preziosi, partecipano pienamente alla costruzione del senso, trasformando la luce in presenza e facendo emergere una qualità mobile e cangiante della visione. La produzione delle opere vede la collaborazione della Bottega Mortet, storica attività romana, in un dialogo tra competenza artigianale e progettualità contemporanea che restituisce alle sculture una qualità tecnica e materica di straordinaria intensità.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da TWM Edizioni, concepito come un volume di pregio e come estensione naturale del progetto curatoriale. Attraverso testi e immagini, il volume restituisce la qualità delle opere, la ricchezza dei materiali e la specificità del dialogo instaurato con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, offrendo uno strumento di approfondimento capace di accompagnare e prolungare l’esperienza della mostra. Il progetto nasce da un dialogo condiviso tra ricerca artistica, visione curatoriale e realizzazione espositiva, ed è realizzato da Galleria Vittoria di Roma, realtà che da anni accompagna il percorso dell’artista e contribuisce a dare continuità a una riflessione sul rapporto tra linguaggio classico e sensibilità contemporanea.

INFORMAZIONI

Il sorriso della Sfinge
di Federica Zuccheri
A cura di
Tiziano M. Todi
Sede
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Piazzale di Villa Giulia 9, Roma

Periodo di apertura
27 marzo – 3 maggio 2026
Progetto espositivo
Francesca Borelli
Coordinamento
Flavia Borelli
Produzione delle opere
Bottega Mortet, Roma
Mostra realizzata in collaborazione con
Galleria Vittoria, Roma
Catalogo
TWM Edizioni

La mostra è visitabile acquistando il biglietto d’ingresso del Museo (ingresso gratuito solo domenica 5 aprile  per la Santa Pasqua e domenica 3 maggio 2026)

Photo credits: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Tiziana Galli e Ufficio Stampa

BDTRONIC: COSENTINO (AVS): DIFENDIAMO I DIRITTI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

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BDTRONIC: COSENTINO (AVS): DIFENDIAMO I DIRITTI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

Presentate in Regione Lazio grazie all’impegno della Consigliera Zeppieri ed al Senato a prima firma del senatore AVS Tino Magni interrogazioni per sollecitare l’interessamento e la presa in carico della vertenza che riguarda i lavoratori e le lavoratrici della Bdtronic.
L’azienda sita nel reatino disattendendo anche gli accordi presi con le parti sindacali e la Regione Lazio ha infatti trasferito tutti i macchinari e le attività in Germania di fatto prevedendo la vendita dello stabilimento o la definitiva chiusura.
Le sorti di quasi 50 lavoratori e lavoratrici e delle rispettive famiglie non possono essere liquidate come una mera pratica immobiliare.
Occorre trovare una soluzione industriale, come auspicato dal segretario generale Fiom Cgil Roma e Lazio Luigi D’Antonio, che garantisca il reimpiego di queste persone. Occorrono risposte chiare e immediate e sinistra italiana – avs non spegnerà i fari su questa vicenda che mette a rischio la stabilità economica di quasi 50 famiglie.

Fiumicino, Cadenze Letterarie cresce: tra libro, arte e musica il territorio costruisce cultura

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Cadenze Letterarie cresce: tra libro, arte e musica il territorio costruisce cultura

Da Luigi Casa a Salvatore Fazio, passando pe le voci di Melissa e Flavia: la serata del 26 marzo segna un passaggio concreto

Non è stata solo una presentazione. A Fiumicino presso La Grooveria, la serata del 26 marzo di Cadenze Letterarie e Rockin’ Lovers hanno messo insieme persone, linguaggi e visioni, trasformando un evento in un’esperienza culturale completa.

Fiumicino cambia passo: libro, arte e musica nello stesso spazio

Al centro c’era il romanzo “Non vi sarà l’inferno” di Luigi Casa e Monica Vincenzi, ma il punto non è rimasto il libro. È diventato ciò che il libro ha generato. La moderazione di Dino Tropea ha tenuto insieme un confronto che ha attraversato memoria, coscienza e responsabilità personale senza scivolare nella teoria, mantenendo il dialogo ancorato all’esperienza.

È stato proprio Luigi Casa a spostare subito il piano, chiarendo quanto la scrittura sia intrecciata alla vita:

“Dentro un romanzo c’è quasi tutto dello scrittore.”

Da qui il senso dell’opera si è fatto più netto: non solo racconto, ma possibilità concreta di uscire da un inferno interiore che non è luogo, ma condizione.

Su questo asse si è inserita la riflessione della dott.ssa Sonia Buscemi, che ha dato profondità psicologica al tema:

“L’inferno non è un luogo. È uno stato mentale.”

Il suo intervento ha reso leggibile anche ciò che si stava vedendo nello spazio, perché la serata ha trovato una seconda dimensione nell’opera “L’Osservatore Silenzioso” del maestro Salvatore Fazio. Non un elemento decorativo, ma un dispositivo visivo coerente con il romanzo: volti che sembrano osservare chi guarda, ma che in realtà si chiudono verso l’interno. Una tensione che ha trasformato il pubblico, portandolo dentro il ragionamento.

Il contributo di Sergio Mingrone ha ampliato il discorso sul piano familiare, mostrando come i legami tra generazioni possano diventare strutture invisibili che condizionano le scelte individuali, mentre Maria Grazia Imbimbo ha ricondotto il tutto al nodo della coscienza, vista non solo come giudice interiore ma anche come forma di connessione più ampia. Ne è uscito un confronto coerente, in cui letteratura, psicologia e vissuto non si sono sovrapposti, ma intrecciati.

La musica non ha interrotto questo equilibrio, lo ha completato. Flavia Renzi & Melissa Nasti , hanno affrontato un repertorio che non concede margini, soprattutto negli omaggi a Mina e Ornella Vanoni. Brani come Se telefonando e Una ragione di più richiedono controllo, precisione e maturità interpretativa.

Le due giovani interpreti hanno mostrato tutte e tre le qualità: voce stabile, presenza misurata, capacità di restare dentro il brano senza forzarlo. Non esibizione, ma consapevolezza. Una solidità percepita anche da un musicista esperto come Ezio Natale, presente in sala, la cui attenzione verso queste voci conferma che il talento locale esiste quando trova contesti credibili.

Il momento che ha segnato il passaggio di scala è arrivato con il regista Riccardo Ferrero, che ha annunciato una nuova produzione cinematografica con il coinvolgimento di Fiumicino e un cast di rilievo nazionale. Non come elemento isolato, ma come riconoscimento di uno spazio che inizia a essere considerato interlocutore possibile anche per produzioni più ampie.

Tra i presenti anche Valentina Raponi, artista specializzata nell’incisione manuale su vetro, e la scrittrice Alessandra Delfini, protagoniste il prossimo 7 maggio della 16ª edizione di Cadenze Letterarie.

Il dato che resta è semplice e concreto. A Fiumicino si sta formando un luogo in cui linguaggi diversi – libro, arte visiva, musica, cinema – non si affiancano, ma iniziano a dialogare in modo stabile. Quando questo accade, il territorio cambia ruolo. Non ospita più. Produce.

La serata sarà inoltre visibile attraverso un video dedicato realizzato da Play Network TV, con la presenza di Fabio Varrone, che documenta l’evento e ne amplia la diffusione anche sul piano digitale.

Cadenze Letterarie entrano così in una nuova fase, che proseguirà con la 15ª edizione in programma giovedì 16 aprile alle ore 19:00 a Fiumicino.

Un nuovo appuntamento che vedrà al centro “Gocce di Memoria” di Nadia Fabbrocino, con la moderazione di Dino Tropea e il dialogo con Sergio Mingrone, Sonia Buscemi e Maria Grazia Imbimbo.

La serata sarà arricchita anche dalla presentazione dell’opera artistica di Franco Piratoni, confermando il dialogo tra letteratura e arti visive che caratterizza il progetto e aprendo a possibili sinergie con realtà espositive di rilievo come la galleria internazionale Area Contesa Arte Design di via Margutta.

CICLOTURISMO, MAGLIOCCHETTI: “PALESTRINA PROTAGONISTA A PADOVA CON UN PROGETTO STRATEGICO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE”

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CICLOTURISMO, MAGLIOCCHETTI: “PALESTRINA PROTAGONISTA A PADOVA CON UN PROGETTO STRATEGICO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE”

“La partecipazione alla Fiera del Cicloturismo di Padova ha rappresentato un’importante vetrina per la nostra città e per il lavoro che stiamo portando avanti sulla mobilità sostenibile”. Così l’assessore alla mobilità del Comune di Palestrina, Manuel Magliocchetti, a margine dell’evento che ha visto la presenza del territorio all’interno dello stand della Regione Lazio e di Anci Lazio.
Abbiamo presentato un progetto concreto e già in fase di avvio – prosegue Magliocchetti – che riguarda la realizzazione della nuova ciclopedonale di Palestrina, un intervento strategico di ricucitura urbana lungo il tracciato della storica ferrovia Roma–Fiuggi. Il progetto prevede la realizzazione di un percorso che collegherà piazza Amintore Fanfani (ex stazione) a piazza Italia, restituendo alla comunità un tratto significativo della propria storia e creando allo stesso tempo un nuovo spazio verde dedicato alla mobilità dolce. Si tratta di un’iniziativa che unisce memoria, territorio e futuro – aggiunge – con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, favorire gli spostamenti non inquinanti e valorizzare il paesaggio urbano. Un intervento che si inserisce nel più ampio progetto di recupero, in chiave ciclabile, dell’ex tracciato ferroviario fino a Fiuggi.L’opera, finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rappresenta un tassello importante nella strategia di sviluppo sostenibile della città. Palestrina continua a pedalare nella direzione giusta”, conclude Manuel Magliocchetti, assessore alla mobilità del Comune di Palestrina.

Una Pasqua raffinata con la ricetta di Antonello Sardi

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Risotto Carnaroli cotto nel latte di capra, asparagi, agrumi e scampi nostrali: eleganza, territorio e creatività nel piatto simbolo della primavera

In occasione della Pasqua, lo chef Antonello Sardi, alla guida del ristorante Serrae Villa Fiesole(1 stella Michelin) all’interno dell’FH55 Hotel Villa Fiesole, firma e condivide una ricetta speciale pensata come un vero e proprio regalo: “Risotto Carnaroli cotto nel latte di capra, asparagi, agrumi e scampi nostrali”, un piatto d’autore da preparare anche a casa oppure da gustare nella sua versione originale direttamente al ristorante.

Per celebrare la Pasqua, lo chef Antonello Sardi propone una ricetta che trasforma la tradizione in un’esperienza culinaria raffinata, dove ingredienti selezionati e tecniche d’autore si incontrano per creare un piatto elegante e sorprendente.

Lo chef firma un piatto che è un vero racconto sensoriale. Il riso Carnaroli, lavorato con maestria, si veste di una cremosità avvolgente grazie al latte di capra, regalando una texture vellutata e delicatamente aromatica. Gli asparagi, simbolo della primavera, donano freschezza vegetale e una nota verde elegante, mentre gli scampi nostrali, dolci e iodati, aggiungono profondità e carattere. Il tutto è esaltato da una sinfonia agrumata: limone e arancia sprigionano profumi intensi e raffinati, capaci di accendere ogni boccone e rendere il piatto vibrante e armonioso. Una creazione che unisce tecnica, equilibrio e pura emozione.

Una ricetta pensata per essere replicata a casa, ma anche un invito a scoprire l’interpretazione dello chef nella sua massima espressione, servita con tutta la cura e la precisione di una cucina stellata.

RISOTTO CARNAROLI COTTO NEL LATTE DI CAPRA, ASPARAGI, AGRUMI E SCAMPI NOSTRALI

Ingredienti per 4 persone

  • 200 g riso Carnaroli
  • ½ litro latte di capra
  • ½ litro brodo vegetale
  • 2 mazzi di asparagi
  • 1 carota
  • 3 coste di sedano
  • 1 cipolla dorata
  • 1 limone
  • 1 arancia
  • 12 scampi medi
  • 60 g Parmigiano Reggiano grattugiato fine
  • 60 g burro dolce di alta qualità
  • 150 g Marsala

Procedimento

Per il brodo vegetale

Tagliare a cubetti piccoli carota, cipolla e sedano. Rosolare delicatamente per pochi minuti, coprire con abbondante acqua e lasciar sobbollire per circa un’ora. Filtrare e tenere da parte.

Per la crema di asparagi

Pelare i gambi degli asparagi e tagliarli a rondelle sottili, lasciando da parte le punte. Rosolare i gambi con poco olio evo, coprire con acqua e cuocere fino a renderli morbidi. Frullare fino a ottenere una crema liscia e omogenea.
Sbollentare le punte in acqua leggermente salata, raffreddarle in acqua e ghiaccio e asciugarle.

Per gli scampi e la bisque

Separare le teste dagli scampi e sgusciare le code. Tagliare queste ultime a cubetti e condire con olio evo e sale. Con le teste preparare la bisque: rosolarle con poco olio, sfumare con Marsala, coprire con acqua e cuocere per circa 1 ora e mezza. Frullare, filtrare e ridurre fino a ottenere una consistenza densa e intensa.

Per il risotto

Tostare il riso con burro e un pizzico di sale. Sfumare con brodo vegetale e proseguire la cottura alternando latte di capra e brodo. Negli ultimi minuti aggiungere la bisque di scampi. Cuocere per circa 11–12 minuti, quindi mantecare con Parmigiano, burro e crema di asparagi. Completare con succo e scorza di limone. Il risultato dovrà essere cremoso, perfettamente “all’onda”.

Impiattamento
Versare il risotto in una fondina, livellarlo delicatamente e disporre sopra gli scampi a crudo in modo circolare. Aggiungere le punte di asparagi condite e completare con una grattata di arancia.

Un invito a vivere la Pasqua all’insegna del gusto, condividendo momenti speciali con familiari e amici, seguendo passo passo i consigli dello chef per replicare a casa una vera esperienza gourmet, oppure lasciandosi coccolare dalla sua mano esperta per scoprire la magia di un’esperienza gastronomica unica, tra sapori raffinati e profumi di primavera.

Villa Agrippina Gran Meliá: il Family Brunch di Amaro

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Un’esperienza da vivere con l’alta cucina dello chef Alfonso D’Auria e i laboratori creativi per i più piccoli firmati FAO Schwarz Prossime date domenica 29 Marzo e domenica 5 Aprile La domenica a Roma ha il sapore e le atmosfere del brunch nella cornice esclusiva di Villa Agrippina Gran Meliá. Un rito che prende forma tra le mura di Amaro Lobby Bar & Lounge, il cocktail bar della dimora urbana, che si prepara ad accogliere gli ospiti per cinque nuovi appuntamenti da vivere in famiglia e non solo. Le nuove date 29 marzo e 5 Aprile lo speciale di Pasqua, un piccolo viaggio con un’identità precisa e un immaginario da esplorare. Qui, tra atmosfere ricche di charme e storia, lo chef Alfonso D’Auria firma una proposta capace di conquistare ogni palato. Il percorso prevede un ricco buffet di antipasti e dolci, prosegue con la scelta di un primo o un secondo dal menu dedicato che cambia ogni domenica – oppure con un piatto unico – e si completa con una bollicina di benvenuto, acqua e caffè. Il buffet di Pasqua sarà arricchito dai piatti della tradizione quali agnello, casatiello, torta Pasqualina, colomba e uova. Un’esperienza pensata per il piacere degli adulti (€65, bevande escluse) e per i più piccoli (€25). Un rituale che si rinnova sotto il segno di FAO Schwarz, il marchio di giocattoli più iconico e famoso al mondo che ha regalato e continua a regalare a intere generazioni di bambini, e non solo, meraviglia, ricordi ed emozioni. Un brunch che unisce una tavola gustosa ed elegante a un’esperienza immersiva (dalle 12.30 alle 14.30) pensata per bambini dai 4 ai 10 anni e per le loro famiglie con animazioni sempre diverse, laboratori creativi e momenti di gioco. Il 29 marzo tra giardino e spazi creativi, l’esperienza assume una dimensione più esplorativa e immersiva con il Nature Discovery Party – I 4 Elementi. Un invito a osservare, toccare, sperimentare attraverso attività manuali e momenti di spettacolo che accompagnano i bambini in un viaggio ispirato agli elementi naturali. Ultimo appuntamento il 5 aprile con il Pasqua Party – Zootropolis. Il giardino di Villa Agrippina diventa il set de Il caso delle uova sparite, una vera e propria detective experience, una caccia al tesoro fuori dagli schemi. Non mancano i laboratori dedicati alla creazione dei cestini pasquali e alla decorazione di uova e pulcini. Il brunch di Amaro diventa così un appuntamento che unisce alta gastronomia, intrattenimento e tempo da condividere che trasforma una semplice domenica in un’esperienza da vivere. Per informazioni e prenotazioni Villa Agrippina – Via Del Gianicolo, 3 – 00165 Roma Amaro: Tel 06 92 59 01 Aperto tutti i giorni dalle 11.00 alle 01.00

Guidonia. Insediamento abusivo, il Sindaco Mauro Lombardo applica il “Daspo urbano”

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Ieri pomeriggio la Polizia Locale, con il supporto della Polizia di Stato e dei Carabinieri, ha provveduto a notificare il Dacur (Divieto di Accesso ai Centri Urbani), una sorta di Daspo urbano, alle sei famiglie ancora accampate all’interno dell’area industriale. Tutti i 60 nuclei familiari erano già stati identificati in precedenza e, nel corso dei sopralluoghi, invitati ad allontanarsi.


IL Dacur, recentemente introdotto nel Regolamento di Polizia Urbana, consente al Sindaco Mauro Lombardo la facoltà di disporre l’allontanamento dal territorio comunale di coloro che non rispettano le fondamentali norme della civile convivenza.