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La Primavera parla il linguaggio di Antonello Sardi


Freschezza, costanza e carattere definiscono la nuova stagione stellata che si accende tra erbe spontanee, luce mediterranea e autentica identità toscana.

La primavera accende di nuova luce la cucina di Antonello Sardi, anima creativa del Serrae Villa Fiesole, una stella Michelin sulle colline che abbracciano Firenze all’interno dell’FH55 Hotel Villa Fiesole. Una stagione che per lo chef rappresenta molto più di un semplice cambio di ingredienti: è un’energia da trasformare in gusto, ritmo e identità.

Per Antonello Sardi, la primavera non è soltanto un momento dell’anno, ma una vera dichiarazione di stile: un periodo rapido, luminoso, intenso, in cui la materia prima detta tempi e ispirazione, imponendo scelte precise e una sensibilità ancora più affinata.

Sicuramente la primavera rappresenta una bellissima ondata di freschezza e colori, questo ovviamente si traduce in nuova energia da incanalare nella creazione del menu primaverile che è sempre un menu abbastanza “veloce” perché alcuni degli ingredienti che più amo durano abbastanza poco, come ad esempio le fave”. Una dichiarazione d’intenti che racconta una cucina viva, dinamica, capace di seguire il respiro della natura.

Il nuovo menu primaverile, ancora in fase di studio, vedrà protagonisti “asparagi, camomilla e borraggine: questi ingredienti più di altri per me rappresentano la primavera”. Elementi che evocano delicatezza, profumi mediterranei e quella leggerezza elegante che è elemento caratterizzante dello chef.

Dalla terrazza del Serrae lo sguardo si perde tra la città e le colline toscane, ma il panorama non è solo scenografia perchè è ispirazione quotidiana. “In realtà per me l’uso di erbe spontanee è uno standard quindi non mancheranno neanche in questo menù; da quest’anno un nuovo giardiniere mi aiuterà a curare le erbe appunto e non solo… spero di fare una sorpresa ai nostri ospiti entro alcuni mesi ma non posso dire altro per adesso”. Un accenno che lascia intuire un progetto più ampio, dove natura e cucina dialogano in modo sempre più diretto.

La primavera, stagione di abbondanza e fragilità, diventa terreno ideale per esprimere con purezza la propria identità gastronomica. “Cerco di proporre sempre una cucina con personalità quindi spero che chi si siede al Serrae di Villa Fiesole riesca a distinguere la mia idea di cucina in ogni stagione”. Non un cambio di stile, dunque, ma un’evoluzione coerente.

L’equilibrio resta il cardine del suo lavoro: “Noi lavoriamo tantissimo assaggiando più e più volte i piatti cercando sempre di bilanciarli il più possibile; i sapori primaverili che sono più delicati rendono questo lavoro più facile, si fa più fatica ad equilibrare piatti invernali dove i sapori sono più forti così come il rapporto calorico”. Tecnica e sensibilità si incontrano in una cucina che rifugge gli eccessi per privilegiare armonia e profondità.

Tre le parole chiave che raccontano la nuova stagione: “Freschezza, costanza, carattere. La freschezza rispecchia sia i sapori che la freschezza degli alimenti; la costanza è quello che comunque ricerco sempre sia come qualità che come riconoscibilità, ritengo che sia importante che chi torna a cena perché ha apprezzato un’idea di cucina la ritrovi anche se i piatti o gli alimenti sono cambiati; il carattere riguarda il mio palato e le mie origini”. Una sintesi che definisce con precisione la filosofia dello chef: identità solida, memoria personale e tensione continua verso la qualità.

Con la bella stagione cambia anche l’esperienza dell’ospite. “La nostra terrazza con la bella stagione riesce davvero a fare la differenza, gli ospiti hanno la possibilità di vivere un’esperienza ancora più coinvolgente. Certamente l’ambiente in cui si cena ha una grande importanza e spesso quando proviamo i nuovi piatti ce li immaginiamo sui tavoli della terrazza con rumori e profumi”. Il percorso degustazione si lascia così influenzare dalla luce naturale, dai tempi più distesi, dal dialogo tra cucina e paesaggio.

In una destinazione internazionale come Fiesole e Firenze, lo chef rivendica con naturalezza il valore dell’identità territoriale: “Abbiamo la fortuna di vivere e di fare hotellerie e ristorazione in una delle regioni più conosciute e apprezzate del mondo, oggi il made in Tuscany è un vero e proprio sigillo di qualità quindi per me è del tutto naturale proporre una cucina di territorio perché chi viene in queste zone cerca proprio quello”. Tradizione e linguaggio contemporaneo convivono senza forzature, in un racconto autentico.

Fondamentale è anche il legame con i produttori: “Durante tutto l’anno abbiamo piccoli produttori che ci danno prodotti davvero eccezionali e per me è fondamentale raccontare aneddoti, battute o discussioni perché sono vere e perché danno qualità e sostanza che si aggiungono ai gusti, ai profumi e alle emozioni che i nostri ospiti trovano a tavola”.

La primavera 2026 del Serrae Villa Fiesole si annuncia così come un percorso di luce e precisione, dove la leggerezza non è mai superficialità ma risultato di studio, assaggi, costanza. Una cucina che profuma di erbe spontanee, di colline toscane e di identità ben definita. Una cucina che, stagione dopo stagione, continua a parlare con voce chiara e riconoscibile: quella di Antonello Sardi.

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