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Con What We Want l’arte atterra nell’aeroporto di Napoli trasformando il viaggio in una domanda collettiva

da sinistra Francesco Jodice Angela Tecce Eva Fabbris e Roberto Barbieri
Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la mostra “What we want” di Francesco Jodice. nella foto, da sinistra,, l’artista, Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, la direttrice del Museo Madre, Eva Fabbris. e l’amministratore delegato Gesac Roberto Barbieri.

All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco Jodice “What We Want”, un nuovo spazio di riflessione visiva e civile un progetto espositivo promosso dal Museo Madre in collaborazione con l’Associazione Amici del Madre

L’iniziativa trasforma uno dei luoghi più dinamici e attraversati della città in un punto di osservazione privilegiato sulle tensioni, i desideri e le contraddizioni del presente. Non un semplice allestimento fotografico, ma un intervento che dialoga con il flusso continuo di viaggiatori, intercettando sguardi distratti e invitandoli a una pausa di consapevolezza. “What We Want” si inserisce nel percorso di ricerca che da anni caratterizza il lavoro di Jodice, da sempre attento alle trasformazioni urbane e sociali. L’installazione indaga il rapporto tra paesaggio urbano e umano raccogliendo 25 anni di ricerche dell’artista napoletano su oltre 170 metropoli. Le immagini esposte interrogano il concetto di “volontà collettiva”: cosa desiderano oggi le comunità? Quali sono le aspirazioni che guidano i comportamenti individuali e le dinamiche globali? Attraverso una narrazione visiva stratificata, l’artista costruisce un mosaico di situazioni che spaziano dai contesti metropolitani ai territori marginali, restituendo un ritratto complesso e spesso ambiguo della contemporaneità. La scelta dell’aeroporto come sede non è casuale. Spazio di transito per eccellenza, crocevia di culture e storie personali, diventa qui metafora di un’umanità in movimento, sospesa tra partenze e approdi, tra desideri dichiarati e bisogni inespressi. In questo contesto, le opere di Jodice agiscono come dispositivi critici, capaci di interrompere la routine del viaggio e aprire uno spazio di interrogazione. Il progetto, curato dal Madre insieme all’Associazione Amici del Madre, conferma la volontà delle istituzioni coinvolte di portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi canonici, rendendola accessibile a un pubblico più ampio e diversificato. Non solo visitatori abituali di musei, ma cittadini e viaggiatori occasionali, chiamati a confrontarsi con immagini che parlano direttamente al loro presente. L’esposizione, nell’area imbarchi C20  dopo i controlli di sicurezza,  rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione del 2020 Le massacre du printemps di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre. Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Buono.

Francesco Jodice con gli studenti dellIC Oriani Guarino di San Pietro a Patierno
Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la mostra “What we want” di Francesco Jodice. nella foto l’artista con gli studenti del I.C. Oriani-Guarino di San pietro a Patierno.

È una importante opportunità per il museo Madre presentare all’Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all’Italian  Council del Ministero della Cultura,  della collezione permanente del nostro museo≫, questo il commento di  Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre, ha  dichiarato: ≪What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre, che con questa presentazione si celebra, rafforza nell’identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente≫. Significativo il commento di Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC: ≪Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale. Allo stesso tempo siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il Museo Madre≫.  Il CEO Barbieri così ha concluso:≪Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale≫. Con “What We Want”, Napoli rafforza il suo ruolo di laboratorio culturale aperto e inclusivo, capace di sperimentare nuove forme di relazione tra arte e spazio pubblico. Un invito, rivolto a chiunque attraversi l’aeroporto, a fermarsi un momento e chiedersi: cosa vogliamo davvero?

Harry di Prisco

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