Colpiva le reception del centro storico fingendo armi. Ora è in carcere: per gli hotel cambia il quadro della sicurezza dopo una serie di episodi iniziati ad agosto.
ROMA – È stato rintracciato e arrestato mentre lavorava di nuovo in un albergo del centro il ventottenne di origine marocchina ritenuto responsabile di una serie di rapine e tentate rapine negli hotel del centro storico. Il provvedimento è stato eseguito nelle ultime settimane e reso noto con un comunicato diffuso oggi, mercoledì 25 marzo 2026, dalla Polizia di Stato.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave – ha ricostruito una sequenza di colpi tra agosto 2025 e i primi mesi del 2026. Nel mirino le reception di grandi strutture ricettive della Capitale, colpite soprattutto di notte.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’uomo agiva con il volto parzialmente coperto e minacciava gli addetti fingendo di essere armato di coltello o mostrando una pistola poi risultata una replica. In almeno due episodi, tra novembre e gennaio, le vittime hanno reagito costringendolo alla fuga senza bottino.
Le indagini sono partite da più fascicoli aperti separatamente e poi accorpati. Hanno lavorato insieme gli agenti del Commissariato Viminale, del I Distretto Trevi-Campo Marzio e i Carabinieri della Stazione Quirinale. Determinanti, secondo gli inquirenti, l’analisi delle immagini di videosorveglianza e l’incrocio dei dati delle celle telefoniche.
Un elemento ha orientato da subito gli accertamenti: la sicurezza con cui l’uomo si muoveva nelle hall. Un comportamento che ha fatto ipotizzare un precedente impiego negli stessi ambienti. Ipotesi poi riscontrata: il giovane avrebbe lavorato in uno o più degli hotel presi di mira.
La svolta investigativa è arrivata a inizio febbraio dopo una rapina a Ostia. Da lì è stato possibile risalire all’indagato e chiedere una misura cautelare, accolta dal Gip per uno degli episodi contestati, quello di fine gennaio.
Dopo alcuni giorni di ricerche, l’uomo è stato trovato mentre lavorava nuovamente in una struttura alberghiera del centro. È stato portato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.
Per gli alberghi del centro storico la notizia segna un passaggio concreto: dopo mesi di episodi ripetuti, si chiude almeno una prima fase investigativa. Resta aperta la questione della sicurezza nelle strutture ricettive, dove la conoscenza degli ambienti può trasformarsi in vulnerabilità.

