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Attende otto mesi incidente probatorio richiesto con urgenza dalla Procura di Viterbo; arriva la risposta il 19 marzo con l’archiviazione dalla Procura di Roma

Il figlio chiede tutela alla giustizia per il padre novantenne disabile al 100% in condizioni di gravità, il giudice tutelare di Roma condanna i figli alle spese legali.

“Il Senato nel 2024 aveva presentato una interrogazione al Ministro Nordio”

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Una competenza territoriale decisa senza rispondere all’obbligo di notifica alla parte offesa, così il figlio di 56 anni di un anziano disabile, si è visto notificare l’archiviazione del procedimento penale pendente alla procura di Viterbo, per circonvenzione d’incapace, a carico del legale del padre; quello che sconcerta è che, l’archiviazione la decide un’altra procura, quella di Roma, la stessa che aveva archiviato un giudizio 2 anni fa. Pertanto la procura di Viterbo presenta al Gip richiesta di incidente probatorio, motivandone anche l’urgenza ex art 392 co2 cpp, alla luce delle gravi condizioni dell’anziano.

Una storia che ha dell’inverosimile quella accaduta ai due figli disabili entrambi che, hanno denunciato per circonvenzione di incapace l’avvocato dell’anziano genitore di quasi 90 anni, che, con la suocera e la compagna, è riuscito ad acquisire tutti i suoi beni mobili ed immobili.

La suocera si dichiara “una semplice amica”a sit della Guardia di Finanza nell’agosto del 2021, e il Giudice tutelare di Roma ha negato l’amministratore di sostegno al grande anziano disabile e solo.

L’anziano, bancario in pensione divorziato, allontanatosi dalla famiglia più di 30anni fa, vive da solo ad Ostia, lasciato abbandonato a sé stesso. Chi resiste in giudizio è il suo legale, che all’epoca dei fatti, non si poteva immaginare che insieme alla suocera e alla sua compagna avevano convinto l’anziano a cedere ogni suo bene e denari alla famiglia dell’avvocato del foro di Viterbo.

I figli dell’anziano chiamati da una cugina del padre, hanno iniziato a tutelare il genitore affinché predatori estranei non lo rendessero in uno stato di assoluta povertà.

Il caso è stato già attenzionato dalla stampa due anni fa e ci fu anche un’interrogazione parlamentare in quanto il caso aveva una somiglianza con i fatti accaduti all’attrice Gina Lollobrigida in cui figli e nipoti venivano tenuti lontani dall’abitazione dell’anziana attrice.

Riferisce il figlio, “Mio padre non è stato un padre esemplare, ha dei disturbi psichiatrici ed una nevrosi depressiva dal 1976”dalla morte del padre.

Continua il figlio Fabrizio “Abbiamo comunque il dovere di tutelarlo siamo i figli ma la giustizia non ci ha aiutato, anzi ce lo ha impedito, c’ha ostacolato anche l’amministrazione di sostegno che è stata negata e il giudice tutelare di Roma c’ha perfino condannati alle spese di giudizio”. “È un dovere morale aiutare il proprio genitore anche se si è comportato male tutta la vita ma è sempre nostro padre”.

Non si comprende come mai la norma sia estremamente rigida per riconoscere il c.d. “accompagno dall’Inps” e poi accadono sotto gli occhi dei giudici tali aberranti situazioni?

Si riporta uno stralcio della ctu disposta dal giudice tutelare di Roma, che ha rigettato la nomina di un amministratore di sostegno nel 2022: “Il periziando, di circa 85aa, appare in precarie condizioni di nutrizione e sanguificazione. Deambulazione incerta. Null’altro da segnalare pacemaker “da 4-5aa” per fibrillazione atriale; insufficienza renale dallo stesso periodo “a causa di un’ipertensione iniziata da molti anni e non curata”, con necessità di dialisi (tre volte a settimana per 4 ore) in tale test, che esamina le funzioni visuo-spaziali, costruttive ed esecutivo, si è avuto quindi un risultato molto carente (1/3), corrispondente a un decadimento cognitivo moderato-grave”.

Con una anamnesi così grave come è stato possibile aver lasciato un uomo di 85 anni (2022 all’epoca della CTU), senza che si fosse accertato che avesse le opportune cure e tutele?

Infatti, la circolare Inps pubblicata il 3 aprile 2017, evidenzia che l’indennità di accompagnamento è una prestazione economica, erogata a domanda, a favore dei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita. Nel primo caso è necessaria la sussistenza di una situazione di invalidità totale. Sotto il secondo profilo è altresì necessario che il soggetto si trovi, secondo la costante giurisprudenza (Cassazione civile sez. VI, 14/12/2022, n.36565), di non poter svolgere qualsiasi attività senza un ausilio.

Questo fu il motivo per cui i germani, nel 2021, depositarono una prima denuncia contro ignoti alla Procura di Roma che, dopo tre anni di indagini, grazie alla Guardia di Finanza, si è potuto scoprire che tutti i beni le case e i soldi erano confluiti alla suocera e alla compagna dell’avvocato difensore nei giudizi civili tra i due genitori. 

Nel frattempo, l’avvocato dell’anziano continua a stare in giudizio e nei giudizi contro i figli nonostante, il gravissimo conflitto di interessi, non potendo nella veste di avvocato, avere nulla a che fare con i beni del proprio cliente.

Il procedimento viene archiviato dalla procura romana nel 2024; ma la procura Viterbese con nuovi documenti ed indagini, indaga per circonvenzione di incapace, l’avvocato disponendo il 16 luglio 2025 incidente probatorio proprio per le gravissime condizioni di salute dell’anziano che avrebbero dovuto essere espletate entro 60 giorni.

L’avvocato Michele Antognoni del Foro di Perugia, difensore dei figli, notando che, le indagini si erano arenate a Viterbo, vista l’urgenza derivata dall’età dell’anziano, ad ottobre 2025, deposita istanza di avocazione alla Procura Generale di Roma.

Nelle more dell’attesa della decisione della procura generale, la settimana scorsa il 19 marzo, quindi dopo otto mesi, si apprende che la procura di Viterbo, aveva trasmesso il giudizio per competenza territoriale per la seconda volta a Roma, che ne dispone l’archiviazione, sempre lo stesso pubblico ministero che aveva già disposto la prima nel 2024. Quindi si attende l’incidente probatorio da una città (Viterbo) al fine di cristallizzare la prova prima del dibattimento ed invece arriva l’archiviazione da altra città (Roma).

Una storia che ha dell’incredibile e può capitare a chiunque, alle migliaia di famiglie che hanno genitori anziani molti dei quali divorziati o vedovi che vivono soli e che sono preda come raccontano i fatti di cronaca di chiunque.

Questo accade quando i figli tentano di tutelare i genitori che essendo fragili e vulnerabili sono preda di chiunque e la giustizia non interviene, non pone rimedio, lasciando così i figli e l’anziano in uno stato di totale abbandono.

L’archiviazione della procura romana, ribadiamo senza notifica alla parte offesa del trasferimento del procedimento, mentre si attendeva l’incidente probatorio da un’altra città, evidenzia molte anomalie processuali che l’Avv Antognoni e l’Avv Rabacchi di Roma eccepiranno agli Uffici del Gip romano, soprattutto la tutela dell’intera famiglia, parte offesa, composta da disabili, per cui la norma prevede una tutela rafforzata, più celere e la procedibilatà d’ufficio. La salute di una persona, deve essere al primo posto, e i figli non hanno solo obblighi di assistenza e tutela, hanno soprattutto il diritto di tutelare i loro genitori a prescindere da quello che siano i rapporti personali.

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