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Florivivaismo, Confeuro: “Ok legge quadro. Ma rivedere norme su filiera canapa”

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Florivivaismo, Confeuro: “Ok legge quadro. Ma rivedere norme su filiera canapa”

“Apprendiamo dal Masaf l’avvio del procedimento di approvazione del decreto legislativo di attuazione della legge delega 4 luglio 2024, n. 102. Esprimiamo soddisfazione per il fatto che l’Italia si sia finalmente dotata di una normativa precisa e puntuale sul florovivaismo, comparto strategico e di eccellenza del nostro Paese che da anni attendeva certezza normativa”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro. “Tuttavia – prosegue Tiso – non possiamo non evidenziare come la stessa efficienza e le medesime garanzie non siano state riconosciute alla filiera della canapa, di fatto smantellata negli ultimi mesi dall’attuale esecutivo di centrodestra. Si tratta di un grave errore, a cui è necessario porre rimedio con urgenza, considerando che l’attuale impianto normativo, percepito come eccessivamente ideologico, rischia di compromettere – e in parte sta già compromettendo – la tenuta economica di numerosi piccoli e medi imprenditori del settore. Rivolgiamo pertanto un invito al Governo Meloni – conclude Tiso – affinché avvii una seria riflessione sul tema, dimostrando maggiore sensibilità istituzionale verso la filiera della canapa. È indispensabile tornare a un quadro normativo equilibrato, capace di sostenere concretamente lo sviluppo del comparto, tutelando al contempo legalità, innovazione e occupazione”.

Sanità Privata, Giuliano (UGL): “Soddisfazione per il provvedimento della Conferenza delle Regioni, ora subito il tavolo per il rinnovo dei contratti”

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La UGL Salute esprime soddisfazione per il provvedimento adottato dalla Conferenza delle Regioni, che rappresenta un segnale politico rilevante e non più rinviabile rispetto a una condizione ormai insostenibile per migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle RSA, da troppo tempo schiacciati da un blocco contrattuale che mortifica professionalità, diritti e dignità. “E’ un passaggio importante, frutto anche della pressione e del lavoro costante svolto dalla UGL Salute al fianco degli operatori del settore, che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere rispetto e riconoscimento”, dichiara il segretario nazionale Gianluca Giuliano, sottolineando come “non sia più tollerabile che chi garantisce ogni giorno servizi essenziali alla collettività continui a pagare il prezzo di ritardi e immobilismi”. La UGL Salute ritiene fondamentale l’impegno ad attivare ogni iniziativa utile per sbloccare i rinnovi del CCNL della sanità privata, così come l’introduzione di vincoli stringenti per gli accreditamenti imprescindibili per ristabilire equità nel sistema. “Ora però serve accelerare senza ulteriori rinvii”. Per questo la UGL Salute sollecita con forza l’apertura immediata del tavolo di trattativa, affinché si dia finalmente risposta concreta alle legittime aspettative dei lavoratori e si avvii un percorso serio di ricostruzione di un sistema oggi frammentato e diseguale. “E’ il momento di passare dalle parole ai fatti – conclude Giuliano – e di riconoscere davvero il valore di chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini iniziando anche a porre le basi per un contratto unico della sanità che equipari gli operatori del comparto privato a quelli del pubblico. La UGL Salute è pronta a fare la propria parte con determinazione e senso di responsabilità, ma servono tempi certi e impegni concreti”.

Nel cuore di Roma una fattoria urbana dove gli animali sono davvero liberi: il caso del Giardino di Filly

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Nel cuore di Roma, lungo il Lungotevere degli Inventori, esiste un luogo che riesce a mettere in pausa il ritmo frenetico della città e a restituire, anche solo per qualche ora, un contatto autentico con la natura. È il Giardino di Filly, una fattoria didattica immersa in un contesto urbano che negli ultimi anni ha attirato un numero crescente di famiglie alla ricerca di esperienze diverse dal solito.

A pochi passi dal traffico e dal cemento, si apre infatti uno spazio che ricorda più una campagna che una metropoli. Qui il tempo sembra scorrere più lentamente: bambini che corrono tra gli alberi, genitori seduti all’ombra e animali che si muovono con una libertà inaspettata. Ed è proprio questo uno degli elementi che più colpisce chi visita il Giardino di Filly per la prima volta.

Capre, pecore, conigli, galline, anatre e pony convivono in un ambiente progettato per favorire non solo il loro benessere, ma anche un’interazione spontanea con le persone. Non si tratta di un’esperienza passiva, come accade spesso negli zoo o nei parchi tradizionali, ma di un vero e proprio incontro diretto: gli animali si avvicinano, osservano, si lasciano accarezzare e, in molti casi, sembrano instaurare una forma di relazione con i visitatori, soprattutto con i più piccoli.

Questo tipo di interazione rappresenta un valore aggiunto non trascurabile, soprattutto in un contesto urbano come quello romano, dove le occasioni di contatto con la natura sono sempre più limitate. Il Giardino di Filly si inserisce infatti in una crescente domanda di spazi educativi all’aperto, capaci di unire divertimento e apprendimento.

Il progetto nasce proprio con questa finalità: offrire un ambiente in cui i bambini possano sviluppare empatia, senso di responsabilità e rispetto per l’ambiente attraverso l’esperienza diretta. Non solo osservazione, quindi, ma partecipazione attiva. I più piccoli possono avvicinarsi agli animali, imparare a prendersene cura e comprendere, in modo naturale e immediato, i ritmi della vita rurale.

Accanto alla visita libera, la struttura propone una serie di attività che rafforzano questa dimensione educativa: laboratori creativi, esperienze con i pony, centri estivi e feste di compleanno. Tutte iniziative pensate per valorizzare il tempo trascorso all’aria aperta e stimolare la curiosità dei bambini.

Ma ciò che rende davvero particolare questo luogo è il contrasto con il contesto in cui si trova. A pochi metri dal Tevere e dalle arterie più trafficate della città, il Giardino di Filly riesce a creare una dimensione parallela, quasi sospesa, dove la relazione tra uomo e animale torna a essere semplice, immediata, priva di filtri.

Per molte famiglie si tratta di una scoperta sorprendente: un posto in cui trascorrere qualche ora diversa, lontano dai classici itinerari cittadini, senza allontanarsi realmente da Roma. Un’esperienza che riesce a coinvolgere non solo i bambini, ma anche gli adulti, spesso colpiti dalla naturalezza con cui gli animali interagiscono con le persone.

In un’epoca in cui il tempo libero è sempre più digitalizzato e mediato dagli schermi, realtà come il Giardino di Filly rappresentano un’alternativa concreta, capace di riportare al centro il valore della semplicità e del contatto diretto con la natura. Un piccolo spazio verde che, pur nel cuore della città, riesce a restituire una dimensione autentica e, per molti versi, quasi dimenticata.

Il Giardino di Filly si trova a Roma, in Lungotevere degli Inventori 69, nel quartiere Portuense.

La Soprintendenza di Napoli organizza il convegno Incontro al Restauro

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Giornata di studi e consegna del Premio Davide Sampaolesi

Giovedì 7 maggio, nella chiesa  della SS. Trinità dei Pellegrini, a Napoli in Via Portamedina alla Pignasecca, si terrà un convegno di studi nel ricordo di Davide Sampaolesi dalle ore 9.30 alle 18.00, promosso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli e dall’Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e della famiglia Smpaolesi. Il convegno, a cura di Rosalia D’Apice e Barbara Balbi, è parte del progetto “Incontro al Restauro” curato, a partire dal 2016, dai funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli, finalizzato allo studio e alla divulgazione delle attività di  restauro a Napoli ed è rivolto in particolare agli studenti universitari dei corsi di restauro, archeologia e storia dell’arte, ma anche a quanti siano interessati a seguire le attività di tutela e valorizzazione messe in atto dal Ministero della Cultura. L’iniziativa prevede una serie di eventi finalizzati alla diffusione della conoscenza ad un ampio pubblico dell’attività di recupero di beni archeologici, storico artistici e architettonici della città e alle tecniche conservative con cui tali interventi sono condotti. Dopo i saluti istituzionali della Soprintendente di Napoli, Rosalia D’Apice e del Primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, Giovanni Cacace i bambini dell’ICC 88° circolo Eduardo De Filippo e Maria Consiglia Stile illustreranno la loro esperienza in materia di affresco a seguito di un incontro voluto dalla Soprintendenza nel  laboratorio di restauro inclusivo presente nella chiesa dell’Incoronata. Al termine della prima sessione, moderata da Giovanna Russo Krauss, verrà assegnato il Premio“Davide Sampaolesi” per la migliore tesi di laurea discussa a Napoli nell’anno accademico 2024/2025 in restauro dei beni storico artistici archeologici demoetnoantropologici in collaborazione con le scuole di restauro dell’Università Suor Orsola Benincasa presieduta da Pasquale Rossi e dell’accademia di Belle Arti di Napoli coordinata da Giovanna Cassese. Il Premio è promosso dai familiari del restauratore Davide Sampaolesi prematuramente scomparso e si avvale della collaborazione di  Giovanna Izzo che mantiene vivo il ricordo del giovane restauratore. Dopo la Seconda Sessione, moderata da Giovanna Baldasarre, si visiterà il coro della chiesa  dell’Arciconfraternita dei Pellegrini il cui  completamento del restauro verrà illustrato dalle restauratrici Annunziata D’Alconzo e Paola Cavaniglia. A seguire il concerto del “Piccoli Cantori di Forcella” dell’Associazione Sanitansamble EF diretti dalla maestra Vincenza D’Ambrosio.

Harry di Prisco

PROGRAMMA

9.30 Saluti

Rosalia D’Apice, Soprintendente Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per il comune di Napoli – Giovanni Cacace, Primicerio Arciconfraternita dei Pellegrini

 ICC 88° circolo Eduardo De Filippo e Maria Consiglia Stile L’esperienza di Incontrolntorno al restauro: capire la materia dell’affresco

10.30 Prima sessione

modera Giovanna Russo Krauss

Antonella Negri, Barbara Balbi, Lapej, Grifo Multimedia

Tessere buone pratiche: dal restauro alla gamification nei segreti delle arche aragonesi

Stefano lavarone, Manlio Titomanlio, Chiara Stanziale

Il mosaico con strigili dalle terme romane di piazza Municipio

Alessio Cuccaro, Studio Karin Tortora

L’Annunciazione di Salviati in san Giovanni Maggiore: l’integrazione possibile

Immacolata Salvatore, Mariarosaria Vigorito, Valeria Brancaccio, Giancarlo Battista

Il restauro di Palazzo Fondi e la riscoperta delle pitture murali settecentesche

Marta Moi, Tempus et Opera, Gennaro Argo

Il Cenacolo ritrovato: indagini, scoperte e restauri nel Liceo “Vittorio Emanuele II” di Napoli

Pausa caffè

12.30 Premio Davide Sampaolesi

premiazione delle tesi vincitrici

Laura Giusti, Giovanna Cassese, Pasquale Rossi

13.30 Pausa pranzo

14.30 Seconda sessione

modera Giovanna Baldasarre

Chiara Isernia, Gaetano Corradino

L’estetica del macabro nel barocco napoletano, la ceroplastica e il restauro della Scandalosa

Livio de Luca, Giuseppe Fontana

Per una teoria del restauro degli organi antichi: il “Tommaso de Martino 1742” nella chiesa di San Gregorio Armeno in Napoli

Chiara Cacciotti, Stefano Lanuti

Busti reliquiario del Tesoro di San Gennaro: criteri di restauro e lettura demoetnoantropologica del bene culturale

Alice Hansen, Barbara Balbi, Diana Spada Il patrimonio contemporaneo e il suo contesto: il murale di Paz nella Mostra d’Oltremare

17.00

Visita al coro con Annunziata D’Alconzo e Paola Cavaniglia

Il completamento del restauro del coro dell’Arciconfraternita dei Pellegrini

con il concerto del “Piccoli Cantori di Forcella” dell’Associazione Sanitansamble EF diretti dalla maestra Vincenza D’Ambrosio.

Icon Collection accelera sul lusso esperienziale: Antico Podere San Francesco rinasce come San Francesco Country Resort

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Investimenti, rebranding e upgrade dei servizi guidano il riposizionamento strategico nel segmento premium. Apertura progressiva tra fine maggio e metà giugno

Un nuovo capitolo si apre per l’ospitalità toscana di alta gamma, dove il paesaggio rurale incontra una visione contemporanea del lusso. Il gruppo Icon Collection firma la rinascita dell’Antico Podere San Francesco, destinato a diventare il nuovo San Francesco Country Resort: un progetto di ristrutturazione e riposizionamento che intreccia identità territoriale, architettura, benessere e strategia economica in una chiave sempre più internazionale, come racconta Federico Ficcanterri, CEO del gruppo.

Nato da un’idea progettuale avviata nel 2005 e sviluppata nel tempo attraverso fasi successive di crescita, il resort entra oggi nella sua fase più matura, con un’evoluzione che segna il passaggio da residence a destinazione esperienziale di alto profilo. Le prime camere saranno operative tra fine maggio e metà giugno.

Federico Ficcanterri, CEO con il cugino Riccardo di Icon Collection, racconta la visione strategica, il riposizionamento del prodotto e le linee guida del piano di sviluppo triennale 2026–2028, destinato a rafforzare l’identità del resort nel segmento luxury internazionale.

Il passaggio da residence a country resort rappresenta un’evoluzione identitaria e di business. “L’idea di crescita di questa struttura nasce già nel 2005, ma l’iter burocratico ha ritardato la realizzazione del progetto. Il primo ampliamento è stato completato nel 2019 e, da quel momento, abbiamo compreso che la qualità della progettazione e la visione imprenditoriale erano ancora più forti rispetto al pensiero iniziale”, spiega Federico Ficcanterri.

Alla base del riposizionamento, leve strategiche chiare: “Le leve strategiche principali sono state il riposizionamento del prodotto e un conseguente adeguamento del pricing, reso possibile dall’ampliamento e dall’evoluzione dei servizi offerti”.

L’intervento, che include 7 suite appartamento e 5 nuove camere (tutte con giardino privato e alcune con jacuzzi) rafforza il posizionamento del gruppo nel segmento alto di gamma. “Questo percorso è sostenuto dall’esperienza che il gruppo sta maturando nel segmento luxury e da un costante investimento nella formazione, anche attraverso il confronto con strutture iconiche. L’obiettivo del gruppo è quello di innalzare progressivamente gli standard di accoglienza in tutte le sue realtà”.

Il rebranding segna anche un cambio di target, con una crescente apertura ai mercati internazionali. “Vogliamo mantenere e rafforzare i valori che ci hanno sempre contraddistinto: un’accoglienza familiare, autentica e una disponibilità proattiva verso le esigenze dell’ospite. A questo affianchiamo un’attenzione continua all’evoluzione dei bisogni, anche in relazione ai cambiamenti generazionali”.

Elemento distintivo del progetto è l’equilibrio tra autenticità toscana e standard luxury. “Negli anni il territorio è cresciuto molto a livello turistico, permettendoci di offrire un’esperienza autentica di Toscana rurale, ma sempre contemporanea. Un contributo fondamentale è arrivato dall’architetto Prof. David Fantini, che ha saputo reinterpretare la nostra identità toscana in chiave moderna ed elegante”.

L’esperienza personalizzata diventa centrale anche nell’offerta: “Oggi la vera differenza si costruisce attraverso autenticità e coerenza. Crediamo che, oltre alle competenze, siano fondamentali la passione e l’amore per il territorio, per gli ospiti e per il nostro lavoro. L’esclusività rappresenta un elemento chiave di un lusso sobrio e raffinato”.

Tra i plus, elementi come jacuzzi private e cantine vini in camera: “Essendo in un territorio fortemente legato al vino, come Bolgheri, abbiamo voluto portare questa esperienza direttamente all’interno delle camere, rendendola parte integrante del soggiorno”.

Sul fronte servizi, il resort introduce un’offerta ampliata e destagionalizzata: “Abbiamo ampliato in modo significativo l’offerta: piscina riscaldata a 28°C anche in bassa stagione, una hall dal forte carattere toscano e un honesty bar basato sulla fiducia verso l’ospite. Servizi come il breakfast a bordo piscina e i VIP program stanno ricevendo ottimi riscontri”.

Il piano di sviluppo, articolato nel triennio 2026–2028, guarda a un ulteriore rafforzamento dell’asset. “Continueremo a investire nell’ampliamento dell’offerta con nuove suite appartamento, ma anche nello sviluppo di servizi. Tra i progetti futuri, una nuova piscina riscaldata in stile SPA, con aree dedicate al relax di coppie e famiglie”.

A completamento, ristorante e suite SPA contribuiranno a trasformare la struttura in una destinazione autonoma: “Il progetto prevede la realizzazione di due suite SPA dedicate alle coppie, un’area per trattamenti e una palestra. Il ristorante sarà fortemente legato al territorio, con un focus sulla tradizione contadina. La mia esperienza personale, anche come macellaio da giovane, sarà parte di questo racconto”.

In un mercato sempre più competitivo, il posizionamento si fonda su una sintesi tra esperienza e valori. “Il nuovo San Francesco rappresenterà la sintesi di esperienze maturate nel mondo dell’hôtellerie a diversi livelli. L’obiettivo è portare l’eccellenza senza perdere il legame con le radici e i valori familiari, che oggi si riflettono in un gruppo di oltre 300 persone”.

Un’evoluzione che punta oltre il soggiorno tradizionale: “Significa offrire un’esperienza completa: privacy, ampi spazi verdi, possibilità di vivere momenti intimi come pranzi all’aperto, ma anche servizi di alto livello come colazione hotel o delivery in camera. Vogliamo che l’ospite porti con sé non solo il ricordo del luogo, ma soprattutto la nostra umanità, i sorrisi e il senso di accoglienza autentica che caratterizza il nostro modo di essere”.

Il progetto del San Francesco Country Resortsi configura così come un investimento strategico capace di generare valore nel medio-lungo periodo, rafforzando il posizionamento competitivo di Icon Collection nel segmento dell’ospitalità di fascia alta. Un’iniziativa che coniuga crescita dimensionale, qualità dell’offerta e radicamento territoriale, contribuendo allo sviluppo turistico dell’area e intercettando una domanda internazionale sempre più orientata verso esperienze autentiche, personalizzate e ad alto contenuto emozionale.

Icon Collection

È una società di consulenza del gruppo imprenditoriale Ficcanterri, nata nel 2019, che si occupa di gestire in maniera sinergica una serie di servizi (marketing, revenue, booking, acquisti, amministrazione, controllo di gestione, etc.) per le strutture The Sense Experience Resort, Park Hotel Marinetta, Antico Podere San Francesco, Borgo VerdeeHotel Botticelli. Icon Collection ha il compito di condurre tutte le strutture verso l’innovazione sia nell’ambito dell’offerta di servizi, nel marketing, revenue & sales, nei sistemi di controllo ed efficientamento economico che nell’ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane e finanziarie.

Ue, Tiso (Movimento Uec): “Appello per una Europa realmente forte e unita”

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Ue, Tiso (Movimento Uec): “Appello per una Europa realmente forte e unita”

Ue, Tiso (Movimento Uec): “Appello per una Europa realmente forte e unita”

“Il Movimento Unione Europea Continentale (UEC), realtà civica nata lo scorso anno, annuncia il ritorno con rinnovato slancio alle proprie attività sul territorio nazionale. Il movimento non si propone come forza elettorale, ma come interlocutore attivo delle istituzioni e delle comunità locali, con l’obiettivo di promuovere i valori fondanti dell’Europa. La nostra missione è chiara: cooperare per costruire un’Europa più giusta, equa e sostenibile, mantenendo sempre alta la bandiera della democrazia e dell’uguaglianza”, dichiara in una nota il Portavoce nazionale, Rocco Tiso. “In un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze, cresce la percezione di un’Europa fragile e poco coesa. Uec ritiene necessario riportare al centro il valore della persona, contrastando derive individualiste e promuovendo una visione umana, solidale e inclusiva della società”. Tra le priorità indicate dal movimento vi sono il sostegno alla famiglia e alle persone fragili, politiche sociali più eque e un uso responsabile delle nuove tecnologie, che non deve mai mettere in secondo piano la dignità dell’individuo. “Uec evidenzia inoltre la necessità di rendere l’Unione Europea più efficace e comprensibile, superando eccessi burocratici e accelerando riforme fondamentali ancora ferme, come l’integrazione dei sistemi fiscali, sanitari e previdenziali, una difesa comune e una politica estera realmente condivisa. Centrale anche il tema dell’equilibrio economico, con maggiore attenzione alle piccole e medie imprese e al settore agricolo”, spiega ancora Rocco Tiso. Il movimento sottolinea “come il futuro dell’Europa dipenda dalla capacità degli Stati membri di condividere responsabilità e visione politica. Senza una reale unità, i singoli Paesi rischiano di perdere peso nello scenario globale. Per questo Uec rilancia un appello a una maggiore integrazione, fondata sui principi della Carta dei diritti umani e delle tradizioni democratiche europee. Non siamo tra coloro che si limitano a criticare – conclude Tiso – ma vogliamo contribuire a costruire un’Europa più forte, più vicina ai cittadini e capace di affrontare le sfide del presente. È il momento di agire, con responsabilità e visione comune”.

Fiumicino. Sicurezza Fiumicino, Baccini: “Nessuna escalation di furti”

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ZLS Fiumicino area logistica porto e sviluppo economico
Foto:www.facebook.com

Sicurezza Fiumicino, il Comune annuncia più controlli e interventi mirati nelle aree con criticità

A Fiumicino il tema della sicurezza Fiumicino torna al centro del confronto politico dopo le recenti dichiarazioni sulla microcriminalità.

Il sindaco Mario Baccini interviene respingendo l’idea di un peggioramento generalizzato della situazione:

“Parlare di un’escalation di furti è un’affermazione inesatta e fuorviante”

Secondo il primo cittadino, la microcriminalità è un fenomeno diffuso a livello nazionale e non limitato al territorio comunale. Baccini sottolinea inoltre

“un importante dispiegamento delle Forze dell’Ordine” e una presenza capillare su tutto il territorio.

Il sindaco richiama anche il lavoro istituzionale svolto negli ultimi mesi, con incontri con Prefetto e Questore per definire strategie condivise sul fronte della sicurezza. Un impegno che, secondo l’amministrazione, trova riscontro anche nell’intensificazione dei controlli e nelle attività di contrasto alla criminalità predatoria e alla cosiddetta “mala movida”.

Allo stesso tempo viene riconosciuta la presenza di criticità in alcune aree:

“Siamo consapevoli che alcune zone presentano criticità maggiori”

In questo quadro, il territorio comunale presenta alcune aree con criticità maggiori, oggetto di interventi mirati da parte delle forze dell’ordine e della Polizia Locale, anche attraverso operazioni di controllo e ripristino della legalità effettuate nei giorni scorsi.

L’amministrazione annuncia quindi un rafforzamento delle azioni nelle zone più esposte, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza.

Alla luce degli episodi recenti e delle segnalazioni dei residenti, il nodo resta quello della percezione oltre che dei dati. Il confronto politico e istituzionale ora dovrà tradursi in risultati visibili sul territorio, con un rafforzamento stabile dei controlli e risposte concrete nelle aree più sensibili.

Una dinamica che si inserisce in un quadro più ampio, dove il tema della sicurezza rappresenta una sfida anche a livello nazionale.

Salute mentale: non è uguale per tutti. Il problema invisibile dell’accesso alle cure

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Salute Mentale

Dalla rassegna stampa internazionale e italiana (27 aprile – 3 maggio): cosa emerge davvero sulla salute mentale tra giovani, accesso alle cure e nuove disuguaglianze

Nelle ultime settimane abbiamo raccontato come la salute mentale stia cambiando forma: prima nei sintomi, sempre più legati alla tecnologia e allo stress contemporaneo, poi nella percezione, ormai sempre meno individuale e sempre più collettiva.

Ma c’è un passaggio ancora più scomodo che emerge dall’analisi delle fonti internazionali e italiane degli ultimi giorni:

riconoscere il problema non significa poterlo curare. Oggi, anche davanti allo stesso disagio psicologico, non tutti hanno le stesse possibilità di essere ascoltati, seguiti e curati.

I dati più recenti confermano una tendenza ormai chiara. La salute mentale dei giovani è in peggioramento da oltre un decennio, con segnali già evidenti prima della pandemia.

Analisi dell’OCSE e studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali indicano un aumento costante di ansia e depressione tra adolescenti e giovani adulti, mentre fattori come lo stress familiare, l’instabilità economica e l’isolamento sociale contribuiscono ad amplificare il disagio psicologico.

Una meta-analisi pubblicata su JAMA Network ha inoltre rafforzato il legame tra uso intensivo dei social media e peggioramento del benessere emotivo nei giovani, spostando il dibattito verso evidenze sempre più consolidate. Non si tratta più di segnali isolati, ma di una traiettoria strutturale.

Il punto più critico, però, non riguarda solo la diffusione del problema. Riguarda l’accesso alle cure psicologiche. Studi recenti evidenziano come i giovani provenienti da contesti socio-economici più fragili abbiano meno probabilità di accedere ai servizi di salute mentale, maggiori difficoltà nel percorso di presa in carico e, nel tempo, esiti peggiori rispetto ai coetanei con più risorse. In altre parole, lo stesso disagio non produce le stesse conseguenze, perché non incontra le stesse possibilità di cura. È qui che il problema diventa sociale nel senso più concreto: non tutti partono dallo stesso punto e non tutti arrivano allo stesso risultato.

Nel contesto italiano, questo scenario si inserisce in un sistema già sotto pressione. Servizi pubblici insufficienti, liste d’attesa lunghe e costi elevati delle terapie private rendono sempre più difficile accedere a un supporto continuativo. In molte realtà, il tempo tra la richiesta di aiuto e l’inizio di un percorso può diventare un ostacolo decisivo.

La salute mentale viene riconosciuta sempre più come tema collettivo, ma la possibilità di curarsi resta, nei fatti, selettiva.

A questo si aggiunge un contesto che amplifica il disagio, soprattutto tra i più giovani. La pressione sociale e digitale è costante, l’esposizione ai social media incide sulla percezione di sé e degli altri, mentre la precarietà economica e l’incertezza sul futuro rendono più fragile l’equilibrio emotivo.

Allo stesso tempo, scuola e lavoro faticano ancora a intercettare precocemente i segnali, lasciando spesso il problema emergere quando è già più difficile da gestire. Non si tratta di cause isolate, ma di fattori che si sommano e che pesano di più proprio su chi ha meno strumenti per affrontarli.

In questo scenario si inserisce anche l’intelligenza artificiale, sempre più presente come strumento di supporto nella salute mentale. Applicazioni e chatbot possono offrire un primo livello di ascolto e orientamento, soprattutto nei momenti in cui l’accesso a un professionista è difficile.

Tuttavia, gli esperti sono chiari: l’IA può affiancare, ma non sostituire un percorso terapeutico. Il rischio è che venga percepita come soluzione nei contesti in cui il sistema non riesce a rispondere, spostando il problema senza risolverlo davvero.

La salute mentale oggi non è più un problema individuale, ma non è nemmeno un problema uguale per tutti. Finché l’accesso alle cure resterà diseguale, continuerà a produrre percorsi diversi davanti allo stesso disagio. Perché il punto non è solo stare male, ma avere – oppure no – la possibilità concreta di uscirne.

In questo contesto, da anni nel dibattito italiano si torna su una proposta precisa: l’introduzione dello psicologo di base, in sinergia con il pediatra prima e con il medico di medicina generale dopo.

Nel nostro “Lasciato Indietro” (Armando Editore) sottolineaimo da tempo come una presenza stabile sul territorio potrebbe facilitare l’accesso al supporto psicologico, intercettando il disagio in fase precoce e riducendo la pressione sui servizi specialistici.

L’idea è quella di avvicinare la salute mentale alla quotidianità, rendendola parte integrante del sistema sanitario di prossimità. Ma, se può contribuire a ridurre una parte delle barriere, non basta da sola a risolvere il problema delle disuguaglianze.

Senza un rafforzamento complessivo dei servizi e delle risorse, il rischio è che resti una risposta parziale a una domanda sempre più ampia.

L’olio come simbolo di territorio , cultura benedettina e salute

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Subiaco, Foppoli: “Un incontro interessante, che avvicina alla cultura di un prodotto che rispecchia l’identità del territorio”

L’olio extravergine di oliva  non è un semplice condimento, ma un pilastro fondamentale dell’identità italiana, capace di unire in un unico elemento il legame con il territorio, la cultura benedettina e i benefici per la salute. Rappresenta un’eredità storica che ha plasmato il paesaggio mediterraneo e le abitudini alimentari, riconosciuto come simbolo di pace, forza e purezza. Custodi di questo importante prodotto furono i monaci benedettini a salvaguardare la coltivazione dell’ulivo e la produzione di olio, specialmente nell’Italia centrale. Con la celebre motto latino “Ora et Labora” (prega e lavora), il lavoro manuale, centrale nella regola benedettina, si applicava alla cura degli uliveti, trasformando terre incolte in risorse produttive. Non ci poteva essere location migliore se non quella di Subiaco culla del cristianesimo , dove San Benedetto diede vita ai monasteri benedettini (Patrimonio Unesco), per organizzare Venerdì prossimo alle ore 9 presso la Porta del Parco, l’interessante iniziativa dal titolo: “”Ubi oleum, ibi vita” Olio, paesaggio e saperi nei Monti Simbruini tra natura, storia e tradizione benedettina””. Un evento organizzato dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, che ha l’obiettivo di far conoscere e valorizzare il patrimonio rurale e paesaggistico dell’area protetta, con al centro  gli uliveti, che arricchiscono il territorio lo plasmano raccontando la sua storia  attraverso pratiche agricole tramandate nel tempo, creando così sinergia tra  cultura e ambienta. “E’ un appuntamento -sottolinea il Presidente del Parco Alberto Foppoli- che avvicina alla cultura di un prodotto che rispecchia l’identità del territorio, con un’attenzione rivolta alla filiera, dalla potatura alla raccolta, mirando a metodi sostenibili e alla freschezza del prodotto. L’olio rappresenta la perfetta sintesi tra l’uomo, il paesaggio e il divino, un “oro liquido” che nutre il corpo e lo spirito, tramandato secoli fa dai monaci benedettini e oggi pilastro della salute moderna.  L’incontro di venerdì, offre l’opportunità di comprendere l’olio non solo come alimento, ma come componente fondamentale di uno stile di vita sano e del paesaggio mediterraneo. Con l’ausilio di esperti, si parlerà di due aspetti fondamentali: le tecniche di potatura e la valorizzazione delle biodiversità locali”.

Programma:

Ore 9:00 – Porta del Parco, Corso C. Battisti, 71 – Subiaco (Rm)

Ore 10:00 – Mimma Palella, esperta in potatura olivicola

Gestione tecnico-agronomica dell’oliveto e dimostrazione di tecniche di potatura dell’olivo

Ore 11:30 – Dott.ssa Sara Paoletti, agronomo funzionario Arsial, esperta in biodiversità agraria

Il patrimonio olivicolo regionale – varietà autoctone tutelate dalla L.R. 15/2000

Ore 13:00 – Chiusura dei lavori

Tre Pro Loco insieme per una rete turistica accessibile, sostenibile e inclusiva: tra Piacenza e Parma

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Nel fine settimana il primo evento a Castel San Giovanni con i “Cibi della Tradizione”

4 maggio 2026 – Castel San Giovanni, Pecorara (nel comune di Alta Val Tidone) e Langhirano uniscono le forze per promuovere il territorio attraverso cultura, enogastronomia e inclusione. Nell’ambito del progetto regionale “Rete Turistica Accessibile, Sostenibile e Inclusiva in Emilia-Romagna”, le tre Pro Loco dei tre rispettivi paesi hanno presentato un calendario di eventi pensati per valorizzare le eccellenze locali e rafforzare il legame tra comunità, turismo e accessibilità. Un progetto che unisce le due province, da una parte Castel San Giovanni e Pecorara nel piacentino e dall’altra Langhirano nel parmense.

Il progetto “Il Valore sei tu” promosso da UNPLI Emilia-Romagna, con il coinvolgimento delle delegazioni provinciali di Parma e Piacenza è stato presentato questa mattina, 4 maggio, nel Comune di Castel San Giovanni, perché oltre alle Pro Loco gli attori sono anche le amministrazioni che hanno aderito con il proprio patrocinio. A guidare il progetto i rispettivi presidenti: Sergio Bertaccini per la Pro Loco di Castel San Giovanni, Cristina Mussetti di Pecorara e Lia Piovani di Langhirano.

Il primo evento è in programma il 9 e 10 maggio a Castel San Giovanni, nel parco di Villa Braghieri con la manifestazione “Cibi della Tradizione”, un appuntamento dedicato alla riscoperta dei prodotti enogastronomici locali con particolare attenzione al fagiolo dell’occhio nero, simbolo della tradizione agricola del territorio castellano. A seguire, poi, l’11 ottobre si passerà a Langhirano, dove nella Festa di Autunno e delle Associazioni il focus sarà sulla Torta delle Paste Rosse, mentre il 18 ottobre sarà la volta della Rassegna Provinciale del Tartufo e dei prodotti del sottobosco a Pecorara nel comune di Alta Val Tidone, che raggiunge la sua 35esima edizione.

“Grazie a questa iniziativa riusciamo a fare squadra tra più comuni di province differenti andando al di là delle rispettive peculiarità” ha esordito Wendalina Cesario, assessore del comune di Castel San Giovanni nell’aprire la conferenza stampa. “I ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del progetto”.

“Siamo qui a promuovere un importante progetto di rete che si è innescato grazie all’Unpli, finanziato con risorse regionali – ha aggiunto Anthony Monica, vicesindaco di Langhirano -. Crediamo che nella condivisione di buone pratiche possano emergere delle possibilità per migliorare le attività di promozione. Insieme alla nostra Pro Loco abbiamo fatto un importante lavoro legato alla valorizzazione dell’identità enogastronomica del nostro territorio”.

“Grazie a questi progetti – gli fa eco Franco Albertini, sindaco di Alta Val Tidone – riusciamo a promuovere le nostre eccellenze, il territorio e quindi la nostra economia”.

Ringraziamenti alle Pro Loco e ai loro inesauribili volontari sono arrivati da tutti, anche da Angelo Laface, presidente provinciale Unpli che ha voluto ricordare anche l’impegno di Max Falerni, presidente Unpli Regionale. “Sono orgoglioso di questo risultato – ha detto Laface – perché ha permesso di creare una rete forte che porterà a far conoscere i nostri territori. Dove c’è una Pro Loco c’è un valore aggiunto”.

Il compito di addentrarsi nella presentazione del programma di Cibi della Tradizione di Castel San Giovanni è stato affidato a Bertaccini, presidente del sodalizio castellano. “Abbiamo puntato sulla storia e sulla tradizione e per questo abbiamo scelto i fagioli che sono sempre stati conosciuti nelle nostre zone – ha specificato Bertaccini -. Inoltre, già due aziende del territorio hanno deciso di iniziare a coltivarle, oltre a qualche privato che li metterà nel proprio orto”.

L’evento (con ingresso gratuito) si svolgerà nei due giorni di sabato 9 e domenica 10 maggio nel parco di Villa Braghieri, dove non ci saranno solo i fagioli della tradizione, ma anche almeno una trentina di banchetti (mercato contadino) che proporranno i prodotti delle proprie attività. L’inaugurazione è prevista sabato mattina alle 11.00 e dalle 14.30 alle 18.30 ci saranno visite guidate della villa con il professor Fabio Valla, mentre dalle 15.00 alle 17.00 workshop a cura di AriaAnuovA presso la biblioteca. Dalle 17.00 ci sarà l’incontro con la nutrizionista Samanta Mazzocchi che parlerà del fagiolo dell’occhio nero. Dalle 18.00 alle 19.00 aperitivo con l’associazione Equivalgo. Pranzo e cena con i Cibi della Tradizione. Dalle 21.00 concerto e danze con The Claddagh e Balliamo sul Mondo. Durante la giornata di sabato saranno esposte le creazioni dell’associazione “Isola che non c’è”. Domenica si replica con un programma simile. Anche un aspetto culturale con la presentazione della ristampa del libro “La Storia di Castel San Giovanni” del maestro Giuseppe Peveri, curato da Paolo Brega. Dalle 17.00 alle 18.00 il “Dialetto e i suoi aneddoti” a cura di Agnese Bollani, Adelio Profili, Eurania Bernardi e Albino Modenesi. Alle 19.00 aperitivo.

Maggiori informazioni sul sito www.prolococastello.com