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COSENTINO SI-AVS: AMMINISTRATIVE SANTA MARINELLA, DANIELE RENDA È LA NOVITÀ CHE LA CITTÀ ATTENDE

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COSENTINO SI-AVS: AMMINISTRATIVE SANTA MARINELLA, DANIELE RENDA È LA NOVITÀ CHE LA CITTÀ ATTENDE

“La candidatura di Daniele Renda offre a Santa Marinella una proposta innovativa fondata su inclusione sociale, tutela del territorio e innovazione amministrativa”.

In vista del voto del 24 e 25 maggio, Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso Daniele Renda come candidato sindaco di Santa Marinella, confermando una strategia politica di presenza concreta nelle politiche locali del Lazio.”

  • così in una nota stampa Danilo Cosentino, Segretario regionale di Sinistra Italiana Lazio, evidenzia come questa candidatura rappresenti una prospettiva nuova per la città, costruita su sociale, ambiente ed economia sostenibile.

“Il progetto politico della lista AVS promuove diritti, partecipazione, difesa del paesaggio, turismo sostenibile, servizi efficienti e opportunità per giovani e famiglie.

Daniele Renda si propone così come una risorsa politica e amministrativa capace di guidare Santa Marinella verso una stagione di rinnovamento concreto.”

Ufficio stampa
Sinistra Italiana Lazio / AVS

Lavoro povero globale: stress, precarietà e intelligenza artificiale stanno cambiando il lavoro anche in Italia

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Grafica giornalistica della rubrica Lavoro povero sulla settimana 27 aprile 3 maggio 2026
La settimana del lavoro povero: salari, diritti, stress, AI e sicurezza tra Italia e mondo.

Dai segnali internazionali su burnout, insicurezza e diritti alle tensioni italiane su salari, decreto lavoro e precarietà: il lavoro povero diventa una questione di salute, dignità e futuro.

Il lavoro povero, come abbiamo visto nei precedenti articoli, non è più soltanto una questione di stipendio basso. Sempre più spesso significa lavorare senza essere al sicuro, senza avere stabilità, senza riuscire a proteggere il proprio tempo e la propria salute. È una condizione che si allarga, cambia forma e attraversa contesti diversi, ma racconta ovunque la stessa fragilità.

Le notizie internazionali dell’ultima settimana, se lette insieme, disegnano una linea netta. Non si parla più solo di salari insufficienti, ma di stress cronico, burnout, perdita di equilibrio tra vita e lavoro, insicurezza occupazionale. Il lavoro continua a esistere, ma perde la sua funzione storica: garantire una base stabile su cui costruire la propria vita.

Secondo le analisi globali più recenti, centinaia di migliaia di morti ogni anno sono legate proprio a fattori come orari eccessivi, pressione psicologica e condizioni lavorative instabili. Il lavoro povero, in questo senso, smette di essere solo economico e diventa anche sanitario.

Dentro questa trasformazione si muove una sensazione diffusa, difficile da misurare ma sempre più evidente: la perdita di controllo.

Chi lavora fatica a prevedere il proprio futuro, a programmare, a immaginare una continuità. Il cosiddetto equilibrio tra vita e lavoro, diventato negli ultimi anni una parola chiave globale, non è più un obiettivo di benessere, ma una forma di difesa. Non si cerca più una vita migliore, si cerca di limitare il consumo quotidiano di energie, tempo e salute.

A rendere il quadro più instabile contribuiscono due fattori che fino a poco tempo fa erano considerati separati dal tema del lavoro povero e che oggi invece ne fanno pienamente parte.

Il primo è l’intelligenza artificiale. Non è più una prospettiva astratta: entra nei processi produttivi, nelle decisioni aziendali, perfino nelle dinamiche di licenziamento. Il lavoro diventa più veloce, più monitorato, più esposto a logiche che il lavoratore non controlla.

Il secondo è il cambiamento climatico. Il caldo estremo, le condizioni ambientali sempre più difficili, stanno già modificando la sicurezza di chi lavora, soprattutto nei settori più esposti. Anche qui, il lavoro povero coincide spesso con una maggiore vulnerabilità.

Se si sposta lo sguardo sull’Italia, la distanza con questo scenario globale si riduce rapidamente. Le notizie della stessa settimana parlano di lavoro povero in modo diretto: salari bassi, precarietà diffusa, difficoltà a uscire da condizioni temporanee che diventano permanenti. I sindacati parlano apertamente di emergenza, la scuola si prepara allo sciopero, si moltiplicano iniziative per informare i lavoratori sui propri diritti.

In questo contesto si inserisce anche il recente decreto lavoro del governo Meloni, che interviene su alcuni strumenti di sostegno al reddito e sulle politiche attive. L’obiettivo dichiarato è semplificare il sistema e incentivare l’occupazione. Ma il punto, dentro una trasformazione così ampia del lavoro, resta aperto: misure frammentate e interventi parziali riescono davvero a incidere su una condizione che non è più solo economica, ma riguarda stabilità, qualità del lavoro e prospettiva?

Il rischio è che il lavoro povero venga affrontato come una somma di problemi separati – sussidi, contratti, incentivi – mentre sempre più appare come un fenomeno strutturale, che tiene insieme salario, diritti e condizioni di vita.

I sindacati parlano apertamente di emergenza, la scuola si prepara allo sciopero contro riforme percepite come peggiorative, si moltiplicano incontri e iniziative per informare i lavoratori sui propri diritti, segno che quei diritti non sono più percepiti come garantiti.

Accanto a questi segnali evidenti ce ne sono altri, più silenziosi ma altrettanto significativi. Il ricorso continuo a bonus e misure temporanee mostra la difficoltà di intervenire in modo strutturale. Le stabilizzazioni annunciate dopo anni di precariato raccontano un sistema che rincorre soluzioni invece di prevenirle. In alcune situazioni, chi perde il lavoro si trova anche a perdere accesso a percorsi formativi o di tutela, come se il lavoro povero non fosse solo una condizione durante l’occupazione, ma anche una conseguenza della sua perdita.

Il punto critico è qui. Il lavoro povero segna un cambiamento più profondo di quanto appaia. Lavorare non garantisce più automaticamente stabilità economica, né benessere, né continuità. È una trasformazione che riguarda il significato stesso del lavoro nella società.

Se questa traiettoria continuerà, è plausibile aspettarsi un aumento del conflitto sociale legato non solo ai salari, ma al tempo, alla salute e alla dignità. Le battaglie giuridiche si sposteranno sempre più su temi come l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali e la sicurezza in condizioni climatiche estreme.

Il tema dei diritti tornerà centrale, non come rivendicazione ideologica, ma come esigenza concreta. E soprattutto, si accentuerà la distanza tra chi ha accesso a tutele solide e chi resta esposto.

Il lavoro povero, in fondo, non è una categoria tecnica. È il punto in cui si incontrano salario, tempo e vita reale. Quando questo equilibrio si rompe, non cambia solo il lavoro. Cambia il modo in cui le persone stanno dentro il presente e immaginano il futuro.

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Anziani “offline” e rischio isolamento nell’era di internet”

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Sociale, Tiso(Accademia IC): “Anziani “offline” e rischio isolamento nell’era di internet”

“In un’epoca in cui la tecnologia permea ogni gesto quotidiano – prenotare una visita medica, pagare una bolletta, comunicare con la pubblica amministrazione, perfino salire su un autobus – essere “offline” non è più una semplice scelta o una caratteristica generazionale. Per molti anziani, la difficoltà nell’utilizzare dispositivi digitali si traduce in un ostacolo concreto alla partecipazione sociale, all’accesso ai servizi e all’esercizio dei propri diritti. Il cosiddetto digital divide non riguarda soltanto la mancanza di competenze tecniche. È un fenomeno più profondo, che intreccia fattori economici, culturali e psicologici. Molti anziani non possiedono dispositivi aggiornati, non hanno una connessione stabile o non si sentono sicuri nell’utilizzo di app e piattaforme. Altri, semplicemente, non hanno nessuno che li accompagni nell’apprendimento. Il risultato è un senso di spaesamento crescente: mentre il mondo accelera, loro rischiano di rimanere fermi ai margini. Quando l’esclusione diventa concreta? Le conseguenze dell’essere “offline” sono ormai tangibili: dall’eccesso ai servizi sanitari al rapporto con la pubblica amministrazione; dalla gestione delle finanze, alle relazioni sociali, fino alla partecipazione civica: molte iniziative, informazioni e dibattiti ad esempio si svolgono online. Restarne fuori significa perdere voce nella comunità. L’isolamento digitale diventa così isolamento sociale. Si badi bene: non è la tecnologia in sé a creare esclusione, ma la mancanza di percorsi accessibili per impararla. Molti anziani, quando supportati, dimostrano infatti curiosità, entusiasmo e capacità di apprendimento sorprendenti. L’invecchiamento della popolazione dunque rende urgente una riflessione collettiva: non possiamo costruire un mondo digitale che funziona solo per chi è già competente. Garantire agli anziani la possibilità di restare connessi non è un favore, ma un dovere sociale. Significa riconoscere il loro valore, la loro storia e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita della comunità. In un mondo ipertecnologico, l’inclusione digitale è una nuova forma di cittadinanza. E nessuno dovrebbe esserne escluso”.

Colori e armonie di Primavera per la Festa della Mamma

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La ricetta dello chef Antonello Sardi che unisce dolcezza, equilibrio e carattere, proprio come tutte le mamme

Per celebrare la Festa della Mamma, lo chef Antonello Sardi del Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, firma una ricetta che è un autentico omaggio a tutte le mamme: “Insalata di Primavera”, una creazione raffinata e sorprendente che valorizza la stagionalità attraverso un armonico intreccio di contrasti e consistenze. La dolcezza della frutta fresca si unisce alla croccantezza della frutta secca e alla delicatezza delle verdure di stagione, dando vita a un equilibrio elegante e contemporaneo, capace di raccontare la natura nel suo momento più generoso e vitale.

Un’armonia di sapori che accarezza il palato e accompagna ogni assaggio in un percorso sensoriale elegante e avvolgente: nocciole e pinoli tostati sprigionano note calde e avvolgenti, capaci di donare profondità e struttura al piatto, mentre i cannellini cremosi incontrano la freschezza vegetale di piselli e asparagi in un equilibrio delicato ma deciso. Le carote, sottili e croccanti, si arricchiscono di una marinatura profumata che ne esalta la vivacità, mentre i pomodorini leggermente confit regalano una dolcezza intensa e quasi caramellata. Il tutto è impreziosito dalla vivacità della frutta fresca (fragole, mirtilli e mela rossa), che introduce una nota inaspettata e raffinata, capace di rinfrescare il palato e chiudere il boccone con un tocco luminoso e fragrante.

A completare l’esperienza, una vellutata crema di asparagi e una fonduta calda di pecorino stravecchio che avvolge ogni boccone con la sua intensità, rendendo il piatto irresistibile e perfetto per una celebrazione speciale.

INSALATA DI PRIMAVERA

Ingredienti per 4 persone

  • 50 g nocciole tostate
  • 50 g pinoli tostati
  • 200 g fagioli cannellini
  • 5 foglie di salvia
  • 4 spicchi d’aglio
  • 1 carota gialla
  • 1 carota arancione
  • 200 g piselli freschi
  • 20 asparagi grossi
  • 1 gambo di sedano
  • 10 pomodorini datterini
  • 100 g pecorino stravecchio grattugiato
  • 75 g panna
  • 1/2 mela rossa
  • 20 mirtilli freschi
  • 6 fragole

Per la marinatura:

  • 300 g aceto di mele
  • 300 g aceto bianco
  • 150 g succo di limone
  • 150 g sale
  • 600 g zucchero

Preparazione:

Preparare la marinatura portando a ebollizione tutti gli ingredienti e dividerla in più pentolini.

Tostare nocciole e pinoli in forno a 180°C per 8 minuti, lasciar raffreddare, tritare grossolanamente e tenere da parte.

Tagliare le carote a rondelle sottili con una mandolina e lasciarle marinare per un’ora.
Sgranare i piselli, sbollentarli brevemente in acqua salata, raffreddarli in acqua e ghiaccio, sbucciarli e saltarli in padella con poco olio per due minuti.

Pelare 10 asparagi, tagliarli a 6 cm e mettere le punte a marinare per un’ora. Gli altri 10 asparagi, anch’essi pelati e tagliati, condirli con olio e sale e cuocerli alla brace.

Pelare il sedano, tagliarlo a cubetti e marinarlo per un’ora.

Tagliare i pomodorini a metà, condirli con olio, sale e zucchero a velo e cuocerli a 180°C per 10 minuti.

Crema di asparagi:

Sbollentare i gambi degli asparagi tagliati a rondelle, scolarli, asciugarli e frullarli con olio evo e sale fino a ottenere una crema liscia.

Fonduta di pecorino:

Portare a ebollizione la panna, togliere dal fuoco, aggiungere il pecorino e frullare fino a ottenere una crema liscia, mantenendo in caldo.

Tagliare mela, mirtilli e fragole (rispettivamente a cubetti o in quarti) e lasciarli marinare per un’ora.

Finitura

Disporre sul piatto due cucchiai di fonduta di pecorino e due di crema di asparagi, quindi aggiungere la frutta secca tritata. In una boule condire delicatamente tutti gli ingredienti con olio e un pizzico di sale, quindi adagiarli sopra le creme.

Servire con pane casalingo tostato.

Un invito a rallentare, condividere e celebrare perché, come ogni grande piatto, anche i momenti più belli nascono dall’amore, dalla cura e dal desiderio di stare insieme.

Dipendenze invisibili e legami familiari: “Liberty”, il romanzo che racconta ciò che ereditiamo senza accorgercene

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Liberty Monica Vincenzi: il romanzo sulle dipendenze invisibili e i legami familiari

Dall’uso eccessivo di Internet alle relazioni affettive: Liberty il nuovo libro di Monica Vincenzi mette al centro un problema sempre più attuale

Non tutte le dipendenze fanno rumore. Alcune si insinuano nella quotidianità, si confondono con le abitudini, diventano parte delle relazioni. Non sembrano un problema finché non lo diventano.

È su questo confine sottile che si muove Liberty, il romanzo di Monica Vincenzi, pubblicato da Armando Editore, che parte da un tema immediatamente riconoscibile – l’uso eccessivo di Internet – per allargarsi a un sistema più complesso di dipendenze: affettive, familiari, identitarie.

Non è solo una storia individuale. È una storia che riguarda il modo in cui certi comportamenti si trasmettono.

Lo suggeriscono anche le parole chiave con cui il libro viene presentato: dipendenze, Internet, famiglia, identità personale, benessere, moderazione. Un lessico che racconta una tensione molto contemporanea: il bisogno di equilibrio in un contesto che spinge costantemente verso l’eccesso.

La vicenda si sviluppa in una provincia immaginaria affacciata sul mare, Borgonuovo, ma il riferimento territoriale è reale. Questo doppio livello chiarisce subito l’intenzione narrativa: usare una storia fittizia per parlare di dinamiche concrete.

Al centro ci sono due famiglie in conflitto da tre generazioni. Non è una semplice rivalità, ma uno scontro tra modelli di vita, tra visioni opposte delle relazioni e dell’amore.

Da una parte legami costruiti su compromessi e apparenze. Dall’altra il tentativo – fragile – di qualcosa di autentico. In mezzo, una relazione che rompe gli equilibri e un segreto familiare che rischia di far emergere ciò che è rimasto nascosto troppo a lungo.

Ma è la copertina a offrire una chiave di lettura ulteriore. Una figura adulta e due bambini camminano verso il mare. Sono di spalle, non cercano lo sguardo del lettore. Non c’è una destinazione chiara. Non è l’immagine di una libertà raggiunta, ma di una libertà cercata.

E soprattutto è un’immagine di trasmissione. Chi guida. Chi segue. Chi eredita.

In questo senso Liberty sposta il discorso dal piano individuale a quello collettivo: quanto delle nostre dipendenze è davvero una scelta? E quanto invece nasce dentro dinamiche familiari, relazioni apprese, modelli che si ripetono nel tempo?

La connessione digitale diventa solo il punto di partenza. Il nodo più profondo è la difficoltà di distinguere tra libertà e bisogno, tra amore e dipendenza, tra scelta e condizionamento.

È qui che il romanzo intercetta una questione reale. Viviamo in un tempo in cui molte forme di dipendenza sono diventate normali: essere sempre connessi, restare in relazioni che non funzionano, confondere l’abitudine con la libertà. Il rischio non è solo l’eccesso, ma la perdita di consapevolezza.

Liberty prova a raccontare proprio questo spazio invisibile. Quello che non si vede. Ma che, spesso, si trasmette.

Il romanzo sarà presentato il 21 maggio al Caffè Letterario Horafelix, un’occasione per approfondire i temi del libro e confrontarsi con l’autrice.

Per aggiornamenti e dettagli sull’evento, è possibile seguire i canali social di Monica Vincenzi.

Monica Vincenzi è pedagogista clinica, laureata in Pedagogia a Bologna e specializzata in Mediazione Relazionale a Firenze. Ha insegnato materie letterarie nella scuola statale e svolge attività professionale nell’ambito educativo e relazionale. È iscritta agli Albi italiano ed europeo dei pedagogisti clinici.

Nella sua produzione alterna saggistica e narrativa, muovendosi tra analisi simbolica e dinamiche familiari: dalla rilettura della Divina Commedia in Finalmente Beatrice ai temi dei copioni familiari in Alle origini, fino ai lavori dedicati a figure come Federico Fellini e Giuseppe Verdi. Accanto a questi, ha sviluppato un percorso narrativo con romanzi come Onde, Congiunzioni geometriche e Liberty, in cui tornano con continuità i temi delle relazioni, dell’identità e dei legami intergenerazionali.

Palestrina- Nel ricordo di Gianluca Pompili, due giornate missionarie alla Parrocchia Gesù Redentore

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Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 la Parrocchia di Gesù Redentore ospiterà due giornate di animazione missionaria insieme ai Frati Minori Francescani, nel ricordo di Gianluca Pompili, a sei anni dalla sua nascita al cielo.

L’iniziativa rappresenta un momento di raccoglimento, fede e solidarietà per tutta la comunità, unendo il ricordo di Gianluca ai valori della vicinanza verso il prossimo e dell’impegno missionario francescano.

Padre Rino Bernardini, della provincia dei Frati Minori di San Bonaventura e cappellano del Gemelli, porterà la propria testimonianza sulla missione in Colombia e sulle attività di sostegno alle persone più fragili, tra mense e servizi di aiuto alimentare.

Sabato 9 maggio alle ore 18.00 sarà celebrata la Santa Messa in memoria di Gianluca Pompili.
Domenica 10 maggio le celebrazioni si terranno alle ore 9.00, 11.00 e 18.00.

Durante le giornate sarà inoltre possibile sostenere concretamente le missioni francescane attraverso iniziative benefiche dedicate.

La Crociera della Musica compie 18 anni: un viaggio tra note mare e nuove esperienze

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La diciottesima  edizione: dal 28 settembre al 5 ottobre a bordo di MSC World Europa. Tra le novità il nuovo format “Napoli On Board” dedicato alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti della musica

Il mare si trasforma in un palcoscenico, questa l’idea vincente di diciotto anni fa, che ha dato vita alla Crociera della Musica, un format ideato da Scoop Travel che negli anni è riuscito a ritagliarsi uno spazio unico nel panorama degli eventi turistico-musicali. Giunta alla sua diciottesima edizione, l’iniziativa non è più soltanto una vacanza tematica, ma una vera e propria esperienza immersiva che fonde concerti dal vivo, incontri con artisti e momenti di condivisione tra appassionati. Un progetto che ha saputo evolversi nel tempo, adattandosi ai cambiamenti del pubblico e dell’industria musicale, senza perdere la sua identità originaria. Quando fu lanciata, la Crociera della Musica rappresentava un’idea pionieristica: portare artisti e fan a convivere per giorni nello stesso spazio, lontano dai tradizionali contesti dei concerti.

Negli anni, il format si è arricchito: non solo esibizioni live, ma anche workshop, dj set, talk e attività esclusive. Il risultato è un equilibrio tra intrattenimento e partecipazione attiva, in cui il pubblico non è più semplice spettatore ma parte integrante dell’esperienza. La diciottesima edizione si presenta come quella della maturità. Il programma punta su una line-up variegata, capace di attraversare generi e generazioni, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più eterogeneo. Accanto ai nomi più affermati, trovano spazio anche artisti emergenti, in una logica di scoperta e contaminazione. Non manca l’attenzione ai dettagli: dagli spazi allestiti per le performance intime, fino alle aree dedicate al relax e al networking. La nave diventa così una piccola città musicale, dove ogni ambiente ha una sua colonna sonora. Sempre più viaggiatori cercano occasioni che vadano oltre la semplice destinazione, privilegiando esperienze che uniscano passioni e socialità. In questo senso, la proposta di Scoop Travel si dimostra perfettamente in linea con le nuove esigenze del mercato. Dal 28 settembre al 5 ottobre 2026  a bordo dell’ammiraglia di MSC, la World Europa, partirà da Napoli la Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, un appuntamento ormai storico che coniuga viaggio, spettacolo e valorizzazione dell’identità partenopea presentata a bordo della stessa ammiraglia di MSC Crociere nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il Consigliere Delegato del Sindaco di Napoli per l’Industria della Musica e dell’Audiovisivo, Ferdinando Tozzi, il Direttore Commerciale MSC Crociere, Luca Valentini, l’ideatore dell’evento, Francesco Spinosa, il direttore d’orchestra Carlo Morelli, il Presidente della Fondazione Roberto Murolo, Mario Coppeto e Mimmo Barra, Responsabile dei Rapporti Istituzionali dell’Agenzia Campania Turismo, che ha portato i saluti del Presidente della Terza Commissione Turismo e Attività Produttive Giovanni Mensorio e dell’Assessore al Turismo e alla Promozione del Territorio, Vincenzo Maraio. Nata nel 2008 da un’idea di Francesco Spinosa e organizzata dall’Associazione Più Napoli con la collaborazione di Scoop Travel, la crociera rappresenta un format unico nel suo genere, cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento per migliaia di appassionati, italiani e stranieri, che scelgono di vivere un’esperienza diversa della classica vacanza.

L’ideatore della Crociera, Francesco Spinosa, ha raccontato il percorso che ha portato la manifestazione fino alla maggiore età:  ≪Diciotto anni fa salpammo con un sogno: portare Napoli nel Mediterraneo attraverso la sua musica e la sua anima più autentica. Oggi, con questa diciottesima edizione – quella della maggiore età – quella intuizione si è trasformata in una realtà consolidata e riconosciuta. Sono profondamente soddisfatto del percorso compiuto insieme a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto: gli artisti, i partner, le istituzioni e soprattutto i nostri passeggeri, che anno dopo anno hanno scelto di vivere questa esperienza unica. Ma il bello deve ancora venire. Nei prossimi tre anni lanceremo ‘Napoli On Board’, il nuovo format dedicato ai giovani talenti della tradizione napoletana; affiancheremo alla direzione artistica una figura di alto profilo che rafforzerà ulteriormente la qualità e la visione strategica della manifestazione; e amplieremo il dialogo culturale con i porti del Mediterraneo, perché ogni approdo diventi un incontro autentico tra Napoli e il mondo. La Crociera della Musica è diventata maggiorenne. Adesso è pronta a diventare grande≫. Durante la navigazione si alterneranno concerti dal vivo, spettacoli serali, incontri culturali, momenti dedicati alla lingua napoletana, alla storia della città, alle tradizioni popolari e alla grande canzone partenopea.

Un viaggio che unirà intrattenimento e contenuti, emozione e appartenenza. Si esibiranno artisti di tutto rilievo come: il duo Ebbanesis, Gianni Conte, Diego Sanchez, Alessia Moio, Silvana Perno e l’ensemble dei Napulantica con Nadia Pepe, che celebreranno la tradizione e l’evoluzione della cultura partenopea, tra grandi classici, nuove sensibilità artistiche e autentiche emozioni napoletane. Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 anche il “Don Pratelli Awards“, momento speciale dedicato al riconoscimento di personalità che si sono distinte nella valorizzazione della cultura, della musica, dell’imprenditoria e dell’identità napoletana. Tra le novità annunciate il nuovo format “Napoli On Board“, dedicato alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti della musica e della tradizione napoletana, con l’obiettivo di creare un ponte tra memoria e nuove generazioni. Diciotto edizioni rappresentano un traguardo importante, ma anche un punto di partenza. Gli organizzatori guardano già avanti, con l’idea di ampliare ulteriormente il format, magari esplorando nuove rotte e collaborazioni internazionali. Tra gli obiettivi del prossimo triennio anche il potenziamento degli scambi culturali nei porti delle città del Mediterraneo toccate dalla Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, attraverso collaborazioni con realtà locali, artisti, istituzioni e comunità territoriali, affinché ogni approdo diventi occasione di incontro tra Napoli e il mondo. L’obiettivo resta lo stesso: raccontare Napoli attraverso il meglio della sua anima artistica e culturale, portandola oltre i confini cittadini e trasformando il mare in uno spazio di dialogo tra popoli, storie e tradizioni. Non è solo un evento, è un viaggio nel cuore di una tradizione che ha saputo conquistare il mondo con la sua bellezza senza tempo, dando voce a un patrimonio unico che merita di essere conosciuto e amato. Se il mare resta l’elemento costante, la musica continua a essere il vero motore di questo viaggio. E dopo quasi due decenni, la Crociera della Musica dimostra che, quando le idee sono solide, possono navigare a lungo e con il vento a favore.

Harry di Prisco

Fonte Nuova – Tor Lupara 1968 già al lavoro per la stagione sportiva 2026 2027

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Arrivata quasi al termine la stagione sportiva 2025 2026 lo staff del presidente Olivieri è già al lavoro per la prossima stagione sportiva. Il presidente Donato Olivieri soddisfatto di questa stagione sportiva per l’ottimo lavoro profuso dal suo staff, ha voluto rendere noto i prossimi responsabili della scuola calcio, del settore agonistico e prima squadra. I nuovi responsabili della scuola calcio saranno Maria Cristina Viozzi e Marco Piroli, per quanto riguarda il Direttore Sportivo della prima squadra riconfermati Alessandro Santoni e il Direttore Sportivo settore Agonistico Manuel Giovannetti.

Sono partiti gli open day della scuola calcio e del calcio femminile altra realtà importante per il territorio Fontenovese, unica società ad avere una squadra femminile Tor Lupara Women che da ben due anni partecipa a campionati della F.I.G.C. Settore Giovanile Scolastico.

“Visione Comune” polemizza sulla riapertura del plesso scolastico

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “E’ disdicevole ironizzare sui bambini e sulla scuola materna”

In risposta alle opinioni, sull’apertura dei giorni scorsi della scuola dell’infanzia, sollevate dalla lista “Visione Comune” durante lo scorso comizio elettorale di sabato, il Sindaco Silvio Grazioli che guida la lista “Trevi Nel Futuro”, ha tenuto a sottolineare alcuni punti fondamentali. “E’ di grande importanza -si legge nel comunicato– la riapertura della scuola materna nei locali di via delle Fornaci, dopo la messa in sicurezza avvenuta con un finanziamento PNRR di circa un milione di euro. La scuola è stata ultimata in tempi record, tant’ è che il comune era pronto a riaprirla dopo le vacanze di Natale. Gli uffici scolastici hanno chiesto del tempo, in quanto avevano un problema di personale ATA (operatori scolastici) perché ce n’era solo uno disponibile per la scuola materna, mentre ne servivano due, per poter far svolgere il tempo pieno. Quindi per tre mesi di fatto la scuola materna, pur se ultimata, è stata chiusa. Siccome c’era la necessità di completare i lavori in via Cavalieri di Vittorio Veneto entro il 30 giugno, il Comune ha concordato la riapertura con l’Ufficio scolastico, sottoscrivendo una convenzione di € 1.800,00, per consentire al personale ATA di garantire il tempo pieno. I bambini sono tornati nella scuola di via delle Fornaci lunedì 27 aprile in una scuola sicura, ricordiamo che la scuola si trova in un luogo argilloso pertanto la messa in sicurezza è un obiettivo prioritario, in una scuola pulita ed accogliente, tant’ è che abbiamo ricevuto i complimenti della Preside e del Segretario della scuola e del corpo docente. Ovviamente la settimana prima che si riaprisse sono stati preparati i locali, che ricordiamo era da tre mesi che erano chiusi, e si è operato il trasferimento con suppellettili, banchi e quant’altro”. Quello della scuola è un tema serio che coinvolge i bambini, ma c’è chi nei giorni scorsi ha voluto fare dell’ironia “maldestra” sul Sindaco e sulla scuola. “Ci sono alcuni -conclude il Sindaco Grazioli- che si sono messi ad ironizzare sul Sindaco e sulla scuola. Una riflessione: ironizzare sul Sindaco è cosa buona giusta, soprattutto in campagna elettorale, ma farlo sui bambini e sulla scuola materna è cosa disdicevole. E Trevi ha sempre condannato i gufi di ieri e i gufi di oggi”.

Maccarese. Festa di San Giorgio Maccarese 2026: viabilità, eventi e servizi per tre giorni di celebrazioni

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Maccarese. Festa di San Giorgio Maccarese 2026: viabilità, eventi e servizi per tre giorni di celebrazioni

Dal 15 al 17 maggio al campo sportivo di viale Castel San Giorgio a Maccarese: processione con il vescovo Ruzza, eventi, stand e fuochi. Tutto il programma.

Dal 15 al 17 maggio 2026 torna la Festa di San Giorgio Maccarese 2026, patrono della comunità, nel campo sportivo accanto alla chiesa di San Giorgio in viale Castel San Giorgio 302. L’evento è organizzato dalla Parrocchia San Giorgio con il patrocinio del Comune di Fiumicino e prevede tre giornate tra celebrazioni religiose, attività culturali e intrattenimento.

L’apertura, venerdì 15 maggio, è affidata alla processione di San Giorgio alle 17.00 con il vescovo mons. Gianrico Ruzza e la banda musicale della Regione Lazio, seguita dalla messa solenne e da iniziative serali tra tombola e musica dal vivo.

La giornata di sabato 16 maggio è dedicata soprattutto ad attività per famiglie e territorio, con visite guidate nei luoghi storici di Maccarese, giochi, sport, presentazioni culturali e spettacoli musicali che proseguono fino alla sera.

Domenica 17 maggio spazio allo sport e agli eventi conclusivi: dalla cicloturistica alle esibizioni di danza e discipline acrobatiche, fino allo spettacolo musicale serale e ai fuochi d’artificio che chiuderanno la festa.

Durante tutta la manifestazione saranno presenti stand gastronomici, mercatino artigianale, giostre e iniziative di beneficenza. Il ricavato sarà destinato alle attività parrocchiali e all’acquisto di un defibrillatore per la comunità. Lo spettacolo della domenica è sponsorizzato da Maccarese Spa.

Nei tre giorni è previsto un aumento dell’affluenza nell’area di viale Castel San Giorgio, in particolare nelle ore serali e nel fine settimana, con possibili rallentamenti alla viabilità locale.

Il programma completo con tutti gli orari è consultabile nella locandina ufficiale della manifestazione e