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RIETI – CARABINIERI NAS: controlli nell’ambito della sicurezza alimentare e sanitaria

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L’attività di controllo svolta nella provincia di Rieti nell’ambito della sicurezza alimentare e sanitaria dal personale del NAS Carabinieri di Viterbo, svolta nell’ultimo quadrimestre, ha consentito di riscontrare numerose carenze e violazioni. In particolare:

  • in due laboratori di pasticceria, uno nel territorio di Antrodoco e uno in quello di Poggio Moiano, in un panificio a Configni e in uno a Poggio Moiano e ancora in quest’ultima località, in un ristorante etnico, sono state ravvisate, nel corso delle ispezioni, delle gravi e diffuse carenze igienico-sanitarie e strutturali tali da determinare la sospensione, da parte del personale dell’ASL di Rieti informato nelle circostanze dei controlli, fino al ripristino dei requisiti previsti. In due delle attività citate si è proceduto al sequestro amministrativo di alimenti conservati in condizioni che non garantivano l’assenza di contaminazioni e deterioramento nocivo degli stessi, per un totale di circa 1010 kg. Contestate violazioni amministrative per un totale di euro 6.500,00;
  • a Passo Corese, in una attività operante nel settore di produzione e distribuzione anche on-line di mangimi / pet-food, si è proceduto al sequestro amministrativo di un totale di 351 confezioni di alimenti per animali da compagnia con l’etichettatura non conforme alla normativa vigente. Contestate violazioni amministrative per un totale di euro 2.000,00;
  • nel comune di Rieti, presso un supermercato, si accertava la carenza dei requisiti minimi previsti del deposito di derrate alimentari di vario tipo conservate in condizioni che non garantivano l’assenza di contaminazioni e deterioramento nocivo delle stesse, che venivano sequestrate, in via amministrativa, per un totale di kg 21000. Nell’occasione è stata contestata una violazione amministrativa di euro 1.000,00;
  • nel comune di Belmonte in Sabina, a seguito di accertamenti presso una comunità alloggio e centro diurno per anziani si appurava una conduzione in difetto della prescritta autorizzazione al funzionamento. Ne scaturiva la chiusura e la contestazione di una violazione sanzionata con 8.333,00 euro.

CASPERIA. I CARABINIERI IDENTIFICANO E DENUNCIANO L’AUTORE DI FURTI DI PEDANE AI DANNI DI DUE COMMERCIANTI LOCALI

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I Carabinieri della Stazione di Casperia, a conclusione di una mirata attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti un cittadino di nazionalità albanese, ritenuto responsabile di furto aggravato continuato.

La comunicazione della notizia di reato è stata trasmessa all’Autorità Giudiziaria al termine degli accertamenti svolti in merito a delle denunce presentate presso il citato Comando dell’Arma da due commercianti della zona che, nei mesi scorsi, avevano segnalato l’ammanco di numerose pedane in legno, per un valore complessivo di circa 1.000 euro.

L’attività investigativa, sviluppata attraverso l’incrocio di diverse testimonianze concordanti, ha permesso ai militari di restringere il campo delle ricerche e di concentrare l’attenzione su un autista che, per motivi di lavoro, transitava frequentemente nell’area.

L’uomo, sfruttando la disponibilità di un mezzo pesante, era riuscito a caricare il materiale e ad allontanarsi rapidamente, convinto che la propria residenza fuori provincia potesse garantirgli l’impunità.

Nonostante i tentativi di non lasciare tracce, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire i suoi spostamenti e a risalire con certezza alla sua identità.

Gli esiti degli accertamenti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria reatina per le valutazioni di competenza.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

The Gift + Torrebruma: tra Bologna e Firenze la “magia” diventa esperienza educativa

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Dal 22 maggio al 17 luglio 2026, tra Bologna e Firenze, il LARP sale simbolicamente in cattedra con “The Gift + Torrebruma”, dando ai giovanissimi una preziosa occasione di confronto, scoperta di sé e intrattenimento per costruire un percorso di crescita condiviso attraverso i linguaggi dell’arte, del teatro e della narrazione immersiva.

Promossa da Fondazione La Città Ideale, in collaborazione con SIAE, l’iniziativa – che per la prima volta in Italia introduce il LARP (live action role play) all’interno di percorsi educativi strutturati – parte da un quesito potente: cosa accade quando la magia smette di essere finzione e diventa responsabilità reale?

Dopo aver attraversato libri, cinema e serie tv, il fantasy diventa ora esperienza vissuta. Il LARP è una forma di narrazione immersiva in cui i partecipanti interpretano personaggi e influenzano direttamente lo sviluppo degli eventi, senza distinzione tra spettatori e attori, che trova spazio anche in ambito educativo per la sua capacità di sviluppare competenze relazionali, consapevolezza personale e comprensione delle dinamiche sociali.

Cuore dell’iniziativa sono due esperienze complementari che condividono una stessa idea: la “magia” come forza concreta che altera relazioni, scelte e responsabilità. In The Gift si manifesta come energia che nasce dalle mani. In Torrebruma prende la forma di una scuola in cui la magia è linguaggio del presente. Due sistemi immersivi diversi, ma costruiti sullo stesso principio: non si osserva la realtà, la si attraversa seguendo un modello in cui narrazione immersiva, arti performative e gioco diventano strumenti per indagare responsabilità individuali e dinamiche collettive.

Il primo appuntamento è “The Gift”, in anteprima il 22 maggio 2026 – e in replica il 23 e 24 maggio – a Bologna all’interno di Play – Festival del Gioco. Ambientato in un’università italiana e pensato per le scuole secondarie di secondo grado, racconta la scoperta, da parte di alcune giovani donne, di un potere reale: generare elettricità dalle mani, capace di alterare gli equilibri tra individui e istituzioni.

Ispirato al romanzo The Power e scritto e diretto da Miranda Angeli, Chiara Avellis, Alessia De Luca, Alessia Favilli, Chiara Magliacane, Federico Yang Maoloni e Martina Sassano, il progetto coinvolge attivamente il pubblico, che entra nella narrazione e ne determina lo sviluppo.

A seguire, “Torrebruma”, percorso immersivo residenziale per under 18 in programma al Convento dell’Incontro in tre cicli: 28 giugno – 3 luglio 2026, 5 – 10 luglio 2026, 12 – 17 luglio 2026. In questo contesto la magia non è un potere individuale, ma un sistema condiviso: una scuola di magia contemporanea in cui i partecipanti vivono per una settimana all’interno di un mondo narrativo strutturato.

Ideato da Umberto Francia, con la scrittura di Daniele Coccia ed Elena Bianco e ispirato a A Wizard of Earthsea, tra i testi fondamentali del fantasy moderno per la sua riflessione sul potere, sul linguaggio e sull’identità, Torrebruma utilizza il fantastico per leggere la realtà. Nell’opera di Le Guin la magia non è dominio, ma conoscenza e responsabilità: un principio che Torrebruma traduce in esperienza educativa, dove ogni scelta ha conseguenze e ogni relazione diventa parte integrante del sistema

Realizzato in dialogo con Eryados e Larp Studio, “The Gift + Torrebruma” propone un approccio in cui il LARP si configura come infrastruttura narrativa per leggere il presente. In entrambi i percorsi, i partecipanti sono co-autori dell’esperienza: attivano il sistema, lo modificano e ne attraversano le implicazioni, trasformando il fantastico in uno strumento di interpretazione della realtà contemporanea.

THE GIFT
in anteprima venerdì 22 maggio 2026 e in replica il 23 e 24 maggio all’interno di Play – Festival del Gioco a Bologna | Viale della Fiera, 20 – 40127 Bologna (BO)

TORREBRUMA
dal 28 giugno al 3 luglio, dal 5 al 10 luglio e dal 12 al 17 luglio 2026
presso il Convento dell’Incontro a Bagno a Ripoli | Via dell’Incontro, 1, 50012 Bagno a Ripoli (FI)
Per informazioni: www.fondazionelacittaideale.it | www.eryados.com | www.larpstudio.it

Magia e Superstizione, Illuminismo, Italitudine e Folklore tra le sintesi di Paolo Battaglia La Terra Borgese

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IL Critico d'Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese


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Che cos’è il folklore? E come interagisce con la magia e la superstizione? Perché a partire dal Cinquecento suscita l’attenzione di pittori e incisori? E Voltaire e Rousseau? La lezione di Paolo Battaglia La Terra Borgese

Folklore e significato

La definizione indica rievocazioni attuali (spesso senza giustificazione logica) di antiche feste di città o di campagna. Consiste in performance di gruppi che cantano, danzano oppure competono per mettere in scena testi di poesia, di musica o di storia.

Spesso, ed anche volentieri, si tratta di celebrare testi che tuttavia taluni autori avevano già venduto in illo tempore al loro gusto personale, e magari trattato con una inidonea preparazione storica (del realmente accaduto) e critica (in quanto creati intenzionalmente per destinarli al mercato dei cantastorie): tutto questo ha divulgato uno svarionare sul calibro del Folklore.

A coniare il vocabolo nel 1846 fu lo scrittore William John Thoms che, uniti due termini arcaici sassoni: folk (popolo), e lore (sapere), tradusse in “sapere del popolo” per esprimere quel complesso di cognizioni tradizionali precipue degli strati sociali subalterni e medio-bassi (il proletariato di oggi: classe operaia, lavoratori impiegatizi a basso reddito e precari).

Folklore è dunque quell’insieme di Tradizioni popolari che consegna ai contemporanei la cultura storica (?) della società, pur a volte strumentalizzato perché utile a determinate categorie sociali o finanziarie o patrimoniali. Sancisce quindi con vigore spirituale valori etici ed estetici, anche se a volte faziosi.

Rappresentando il folklore come un organismo vivente il Pitrè afferma: «Fiabe e favole, racconti e leggende, proverbi e motti, canti e melodie, enigmi e indovinelli, spettacoli e feste, usi e costumi, riti e cerimonie, pratiche, credenze, superstizioni, ubbie, tutto un mondo palese ed occulto di realtà e di immaginazione, si muove e si agita, sorride, geme a chi sa accostarvisi e comprenderlo»: chi sa se il Pitrè ci avverte così della necessità di un usbergo dall’esiziale?

Origini

In Italia furono gli interessi artistici (e letterari) a dare avvio agli studi folkloristici, da quando nel Cinquecento questi furono d’ispirazione a pittori e scultori con interesse scientifico per potere imprimere valore documentario e culturale alle loro opere. Oggi la Storia delle tradizioni si studia nelle Università anche con valore e significato di ricerca.

Medicina e Nutraceutica

La demojatrica o demoiatria, è lo studio della medicina popolare e delle pratiche terapeutiche tradizionali impiegate dalle classi subalterne o contadine. Si tratta di usanze e pratiche spesso strane o addirittura assurde, collegate con la magia, la religiosità e la superstizione.

Natura iuvant

Tuttavia sorprende non poco che spesso, con la medicina popolare, il popolo, grazie all’esperienza diretta, arrivava a scoprire l’efficacia terapeutica di certe sostanze, o di cibi (diremmo oggi Nutraceutica), o modi di cura. Ad esempio, prima della scoperta della penicillina, si usava, così come usavano già gli antichi Egizi, guarire le ferite con le muffe; e, in Abruzzo, contro il mal d’occhi, si consigliava “sughe de melarance”, cioè quella vitamina che ora si somministra a mezzo farmaco. Senza contare che taluni medicinali, già usati empiricamente nelle campagne, sono poi entrati nel ricettario farmaceutico come estratti, polveri, alcaloidi, con nomi nuovi, o con consistenza ricavata chimicamente.

Ciò porta a comprendere che, in realtà, è davvero difficile separare al di là di ogni dubbio la medicina popolare da credenze magiche, religione e superstizione.

La Magia e la superstizione

Il nome di magia viene dai Magi: i sacerdoti persiani che praticavano la guarigione

con l’uso di poteri soprannaturali. Da tale pratica nacquero credenze, e quando si riteneva di trovarsi in situazioni cul de sac o esiziali, queste portavano a pratiche contro la siccità e danze rituali come si usava in tempi più remoti. Altre pratiche ancora oggi confortano i più superstiziosi contro gli iettatori, toccando ferro o altri amuleti come il corno, come fossero usberghi. E ancora oggi virtù divinatorie e curative di maghi di professione sono ampiamente pubblicizzate senza ogni stroncamento mediatico possibile, tra svarioni e debacles.

I maghi, gli stregoni, gli sciamani, i guaritori, i santoni, le streghe e gli indovini

Questi imbroglioni, sedicenti maestri di arti magiche, convincono i creduloni di essere dotati di particolari virtù divinatorie e curative, e di potere intercedere e propiziare sul protrarsi della realtà.

Amuleti e talismani sono spesso vere e proprie opere d’arte

I talismani sono oggetti, manufatti o naturali, utilizzati per portare fortuna e influenzare positivamente ogni accadimento. Gli amuleti hanno invece funzione apotropaica, destinati cioè a scacciare influenze maligne, malocchio o sventura. Vere opere d’arte sono, ad esempio, gli anelli degli antichi Indiani o gli occhi d’oro degli Egiziani. Curiosità: una medaglia talismanica ritrovata nell’odierna Turchia raffigura Salomone a cavallo che con una lancia uccide una diavolessa: come San Giorgio che uccide il drago!

L’Illuminismo tra iettatura e malocchio

Perfino gli scienziati illuministi del Settecento napoletano non furono indenni a iettatura e malocchio: giustificavano la loro credenza a questi come una forza posseduta da certi individui, dei quali indicavano pure i tratti somatici e fisiognomici. Gli illuministi Voltaire e Rousseau consideravano il venerdì come giorno nefasto. Queste cose fanno riflettere molto sulla essenza dell’Illuminismo, e aprono a molti spunti di riflessione, magari da affrontare in altre sintesi.

Siamo molto manipo-labili

I contadini siciliani e non solo, quando si trovavano in posa davanti ai primi obbiettivi fotografici della storia, facevano le corna, perché una foto in mano altrui li avrebbe potuti esporre a malefici, a mo’ della magia nera dei riti vudù.

Per chiudere in arte

“Né di Venere né di Marte – non si sposa e non si parte – né si dà principio all’arte”.

La magia non è soltanto stregoneria: qualunque incanto è magia (…). Forse è l’arte il solo incantesimo concesso all’uomo e dell’incantesimo possiede tutti i caratteri e tutte le specie: essa è evocazione di cose morte, apparizione di cose lontane, profezia di cose future, sovvertimento delle leggi di natura, operati dalla sola immaginazione.”

(Massimo Bontempelli, 1927)

Il Realismo Magico è una definizione coniata nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh e ripresa e codificata da Massimo Bontempelli nel 1927.

Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte, è una delle principali figure di rilievo nel panorama contemporaneo della critica artistica. Considerato uno dei maggiori storici e critici d’arte italiani è noto per i suoi studi sulle avanguardie e sui movimenti artistici del XX secolo. Si occupa attivamente di divulgazione culturale, curatela di mostre e analisi del mercato dell’arte. A livello mediatico, a lui sono accostati nomi illustri come Federico Zeri, Vittorio Sgarbi e Achille Bonito Oliva per il suo contributo alla critica e alla comunicazione dell’arte in Italia.

Parma, Fondazione Anna Mattioli per Agricoltura e Sociale: al via “AgriCura”

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COMUNICATO STAMPA

Parma, Fondazione Anna Mattioli per Agricoltura e Sociale: al via “AgriCura”

Sostenibilità ambientale, agricoltura, sociale e pedagogia per il sostegno e la sana crescita dei bambini e dei ragazzi: su questi principi si è svolta la presentazione del programma “AgriCura – Alle radici del buon vivere”, ideato e promosso dalla Fondazione Anna Mattioli di Parma, costituita nel 2021 con l’obiettivo di investire energie, risorse e azioni concrete nella cura, educazione e sostegno dei minori e a supporto delle loro famiglie fragili, nella Città Ducale e nel territorio della provincia. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo istituzionale, degli enti locali e del terzo settore, si è tenuta nella mattinata di venerdì 8 maggio presso la sede della Fondazione, nel Palazzetto di Piazza Ghiaia 21, riscontrando grande attenzione da parte della comunità e delle istituzioni. A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione Anna Mattioli, Roberto Pagliuca: “AgriCura è un progetto ambizioso e innovativo, a cui teniamo moltissimo. Un progetto che si fonda sulla sinergia fra Istituzioni, Enti ed Associazioni per promuovere progresso sociale anche tramite strumenti pedagogici che partano dalla corretta educazione ambientale dei minori di età, per costruire percorsi comuni di coscienza civile e giusti comportamenti individuali per un buon vivere collettivo”. “Un percorso concreto e definito che unisce agricoltura e cultura della sostenibilità ambientale, rivolto ai minori d’età ed articolato su tre assi di intervento, orientati all’implementazione dello scopo sociale della Fondazione nel territorio parmense e non solo”, gli fa eco la vicepresidente della Fondazione, Simona Italiani.

“Innanzitutto, con il programma “EduBioBimbi”, promosso dalla nostra Fondazione con il patrocinio del Comune di Parma e in collaborazione con diversi partner locali, giunto alla sua terza annualità di sperimentazione – hanno esordito Andrea Ferrante e Gemma Adorni, rispettivamente consulente ed educatrice della Fondazione Anna Mattioli. Un progetto che ha riscosso grande partecipazione degli studenti nelle scuole di Parma e che ha, come obiettivo, quella di utilizzare il gioco come strumento pedagogico per affrontare temi complessi, come i cambiamenti climatici, attraverso percorsi di innovazione educativa. Il cuore del progetto è proprio il valore dell’esperienza diretta: il gioco praticato nella natura diventa occasione per recuperare il rapporto con l’ambiente e riscoprire l’osservazione come elemento centrale del percorso formativo, stimolando nei bambini curiosità, consapevolezza e attenzione verso il mondo naturale”. Il secondo progetto di AgriCura è “IA. Intelligenza Agricola”, “che prevede – aggiunge Barbara Galanti, consigliera della Fondazione Anna Mattioli – una serie di incontri e momenti di confronto negli istituti scolastici sulla buona pratica agricola, nella consapevolezza maturata che il sapere locale e contadino rappresenta un grande valore da conservare e da tramandare. Oggi più che mai, infatti, lo scambio delle conoscenze intergenerazionali avviene anche al di fuori della famiglia e la scuola rappresenta un luogo ideale per favorirlo e promuoverlo”. Terzo pilastro è, infine, “Agrisociale”, la cura nella natura degli adolescenti fragili: “Tra i focus principali – ha continuato il presidente Pagliuca – vi è quello di affiancare alla produzione di prodotti alimentari e servizi tradizionali dell’agricoltura un sostegno agli strumenti di riabilitazione e cura, educazione, formazione e organizzazione di servizi utili per la vita quotidiana di soggetti fragili, nonché la creazione di opportunità occupazionali per soggetti a più bassa contrattualità. Inoltre, com’è in questo caso, offrire a soggetti minori con svantaggio l’opportunità di partecipare ai processi produttivi e interagire con i cicli delle piante e degli animali, facilitando il riappropriarsi dei ritmi della natura e del valore della biodiversità”.

Il programma “AgriCura” vede la partecipazione di importanti partner: in AgriSociale, un’azienda biologica dell’Appennino parmense, l’Azienda Agricola Agrichef di Capriglio, che mette a disposizione le proprie attività agricole, di trasformazione e vendita, nonché il sapere da trasmettere ai ragazzi; e la Mondo Piccolo S.r.l., comunità socioassistenziale per minori d’età con disagio, che inserisce questa iniziativa nel proprio programma di attività educative per i ragazzi ospiti. “Partner per noi fondamentali, senza i quali il nostro progetto non potrebbe concretizzarsi. A loro desideriamo esprimere un sentito ringraziamento per la disponibilità e l’elevata competenza dimostrate sul campo. Un ringraziamento altrettanto sincero – ha dichiarato Roberto Pagliuca a fine conferenza – va a tutte le istituzioni che da sempre ci sono vicine, come il Comune di Parma, gli altri enti e associazioni del territorio e a tutti quei cittadini che, attraverso le donazioni, dimostrano di esserci concretamente accanto e contribuiscono a sostenere le nostre attività in favore delle fasce più fragili della comunità, con particolare attenzione ai minori, fulcro della missione di AgriCura e della Fondazione Anna Mattioli”. Impegno riconosciuto anche dall’Assessora comunale di Parma alla Partecipazione e Pace, Daria Jacopozzi, che ha sottolineato “l’urgenza, soprattutto nell’attuale contesto fortemente digitalizzato, di restituire ai bambini il valore della manualità e delle esperienze concrete. In questa prospettiva, programmi come AgriCura della Fondazione Anna Mattioli rappresentano un esempio significativo di intervento educativo e sociale, capace di coniugare inclusione, crescita personale e partecipazione attiva della comunità, valorizzando al tempo stesso il ruolo fondamentale della scuola e della famiglia come luoghi di relazione, cura e accompagnamento nel percorso di sviluppo dei più piccoli”. Alla iniziativa hanno partecipato anche il Vicesindaco del Comune di Tizzano Val Parma Luca Miodini; per l’assessorato ai Servizi Educativi e Transizione Digitale, Francesca Brugnoli; la Presidente del bio distretto Parma Bio Valley, Tiziana Sfriso; la Responsabile del Mercato Campagna Amica Ghiaia di Coldiretti, Maria Adelia Zana; Pierluigi Pellegri e Marco Morganti, per l’Azienda Agricola Biologica Agrichef di Capriglio; Cosimo Amico e Anna Vito per La Mondo Piccolo S.r.l. E, infine, le docenti delle scuole partner del programma AgriCura: gli istituti comprensivi di Parma “Ferrari”, “Salvo D’Acquisto”, “Albertelli Newton”.

LA VOCE DEI GIOVANI IN UN FILM. L’11 MAGGIO AL CINEMA INTRASTEVERE

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Prosegue il tour nazionale del film nato per dare voce ai giovani: E se ora, lontano – un’altra voce esiste.  

Lunedì 11 maggio ore 20:30, proiezione-eventoal Cinema Intrastevere di Roma con in sala gli autori e due protagonisti, gli studenti romani Aurelia Di Iorio e Luca Mario De Bellis che racconteranno l’idea che ha ispirato il film e dialogheranno con il pubblico.                                 

10 giorni, 10 notti, 11 giovani, un’antica pieve sconsacrata, un progetto da realizzare: una radio libera per far conoscere la loro voce, una voce come non l’avete mai sentita.

Una voce assolutamente inedita della Generazione Z, il loro sguardo sul mondo, le loro prospettive, il loro desiderio e la loro consapevolezza di incidere sulla realtà.

Un racconto poetico e spiazzante narrato attraverso due sguardi, quello dell’autore e quello dei ragazzi stessi.

E se ora, lontano – un’altra voce esiste, il documentario creativo diretto da Massimo Selis, autore del soggetto e della sceneggiatura con Belinda Bruni, realizzato dalla casa di produzione Phausania Film con il patrocinio del Comune di Perugia vuole dare e restituire voce ai giovani.

Una voce potente e commovente che troppo spesso resta muta o non ascoltata. I giovani protagonisti esprimono le loro originali visioni sul mondo: la politica come impegno dal basso che chiama in causa ciascuno di noi; la riscoperta di un’appartenenza comunitaria dove il destino del singolo è parte di un destino più grande; la consapevolezza di una tecnologia sempre più invasiva che altera anche la percezione della propria identità; il bisogno di relazioni autentiche, vere, da costruire fuori dal virtuale; la ricerca spirituale vissuta in un mondo sempre più materialista e votato all’apparenza e molti altri temi che stanno loro a cuore.

Ambientato nel cuore dell’Umbria sulle colline sopra il lago Trasimeno, in un paesaggio quasi non toccato dall’uomo.  Un’eco del Decameron di Boccaccio ci raggiunge entrando in ascolto di questi ventenni che si ritrovano, condividono tempo e storie, imparano a vivere insieme; sullo sfondo un mondo complesso e in decadenza, ma proprio per questo vissuto come opportunità di cambiamento.

Le loro parole hanno un potere creativo, sono premessa all’azione. L’appuntamento al Cinema Intrastevere, prima tappa romana del film, è l’occasione per il pubblico di scoprire e confrontarsi con una gioventù lontana dagli stereotipi, capace non solo di porsi grandi domande, ma anche di tradurle in ascolto, dialogo e azione.

Guarda qui il trailer ufficiale

SOCIALE, L’INIZIATIVA SOLIDALE DI ACCADEMIA IC SBARCA IN SICILIA E CALABRIA

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SOCIALE, L’INIZIATIVA SOLIDALE DI ACCADEMIA IC SBARCA IN SICILIA E CALABRIA

“La rete della solidarietà continua a crescere e ad abbracciare nuovi territori: il progetto Piggy, fortemente voluto da Accademia Iniziativa Comune, dopo essere sbarcato recentemente nel Lazio, Campania e Molise, portando con sé un messaggio semplice ma potente fatto di partecipazione, condivisione e sostegno alle famiglie, arriva adesso anche in Sicilia, nello specifico a Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltanissetta, e in Calabria, in quel di Lamezia Terme. “Un piccolo gesto che diventa grande grazie al contributo di tutti: monete, donazioni spontanee, ma
anche pensieri, attenzione e vicinanza. Un’iniziativa che si fonda su libertà e inclusione, perché chiunque può partecipare, senza obblighi, secondo le proprie possibilità”, afferma Carmela Tiso,
portavoce nazionale di Accademia IC e presidente della associazione Bandiera Bianca, che racconta lo sviluppo della
iniziativa di solidarietà e raccolta fondi nata per offrire un aiuto concreto alle famiglie più fragili e indigenti della comunità. L’iniziativa è presente nelle sedi Labor-Istituto di
Patronato, localizzate su tutto il territorio nazionale e che assiste gratuitamente i cittadini. “Le donazioni sono libere,
spontanee e anonime. E le somme raccolte verranno destinate a famiglie bisognose individuate in collaborazione con i servizi
sociali comunali, enti del territorio o la Chiesa”. “Dopo il successo nelle prime sedi, l’arrivo del nostro progetto in Sicilia rappresenta senza dubbio un nuovo tassello di un percorso più ampio, promosso dall’Accademia Iniziativa Comune, che punta a rafforzare il legame tra cittadini e territorio. Ogni Piggy diventa un punto di riferimento: un luogo simbolico in cui la comunità si riconosce e si attiva. Non si tratta solo di raccolta fondi, ma di costruire relazioni, sensibilizzare e stimolare una cultura della solidarietà diffusa. In un tempo in cui spesso si pensa che servano grandi risorse per fare la differenza – continua Carmela Tiso -, noi dimostriamo il contrario: sono i piccoli gesti, ripetuti e condivisi, a generare un impatto reale”. E proprio giovedì 7 maggio il percorso solidale di Accademia IC è approdato, come detto poc’anzi, anche a Lamezia Terme, in Calabria, dove l’organismo guidato da Carmela Tiso ha promosso un convegno “dedicato alle principali tematiche sociali su cui l’associazione è attualmente impegnata. L’evento ha registrato una sentita partecipazione dei cittadini e un prezioso contributo dei volontari, confermando il valore dell’impegno condiviso sul territorio”.

Nelle collezioni dell’Istituto Centrale per la Grafica entra la serie Tod und Auferstehung di Otto Dix

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Alle collezioni dell’Istituto Centrale per la Grafica si aggiunge una nuova importante acquisizione: la serie di incisioni ‘Tod und Auferstehung’ (Morte e resurrezione), realizzata da Otto Dix nel 1922.

L’opera era stata presentata all’Ufficio Esportazione di Roma per il rilascio dell’attestato di libera circolazione. Considerato il suo rilevante valore storico-artistico, il Ministero della Cultura, su indirizzo del Ministro Alessandro Giuli, ne ha disposto l’acquisizione, destinandola alle collezioni pubbliche dello Stato.

“Con l’ingresso di ‘Tod und Auferstehung’ di Otto Dix nelle collezioni pubbliche dello Stato, il patrimonio italiano si arricchisce di un’opera di straordinaria forza e valore storico. Questa serie ci consegna, con lucidità e coraggio, la memoria delle ferite della guerra e il compito della cultura di trasformarle in coscienza di comunità”, ha dichiarato il Ministro Giuli.

La serie costituisce una narrazione visiva di straordinaria intensità, capace di restituire in modo diretto e perturbante gli esiti della Prima Guerra Mondiale: le ferite profonde, fisiche e morali, lasciate dal conflitto e la crisi sociale ed economica che ne è seguita in Germania.

Attraverso un segno incisivo e una rappresentazione volutamente cruda, ‘Tod und Auferstehung’ si colloca tra le espressioni più radicali della ricerca artistica di Dix, in equilibrio tra le istanze della Nuova Oggettività e le tensioni dell’Espressionismo. La forza delle immagini, così come il loro impatto visivo, contribuiscono a definire uno dei momenti più significativi della grafica europea del primo Novecento.

La rarità e il valore dell’opera rafforzano ulteriormente il ruolo dell’Istituto Centrale per la Grafica, diretto da Fabio De Chirico e afferente alla Direzione generale Musei e al Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA) del Ministero della Cultura, quale punto di riferimento nazionale per la conservazione, lo studio e la valorizzazione della grafica d’arte. L’acquisizione consente infatti di integrare le collezioni novecentesche con un nucleo di eccezionale rilevanza, rappresentativo delle avanguardie storiche europee.

L’acquisizione si inserisce, inoltre, nel più ampio percorso di valorizzazione e rafforzamento delle collezioni pubbliche, promosso dalla Direzione generale Musei, guidata da Massimo Osanna, orientato a consolidare il ruolo degli istituti nazionali come presìdi di tutela, ricerca e accessibilità del patrimonio culturale.

Attualmente la serie è affidata al ‘Laboratorio di restauro opere su carta’ dell’Istituto per le necessarie valutazioni conservative. Al termine degli interventi, sarà catalogata e progressivamente resa fruibile al pubblico.

Le meraviglie dei Giardini Botanici di Lisbona

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Jardim Botanico da Ajuda © Francisco Sa da Bandeira


Un rifugio verde tra architetture eleganti e biodiversità sorprendente

I giardini botanici gestiti dall’Università di Lisbona sono una vera chicca per chi si vuole concedere una pausa all’insegna della tranquillità nel cuore verde cittadino. Il Giardino della Facoltà di Scienze, il Giardino Botanico di Ajuda e il Giardino botanico tropicale di Belem sono infatti perfetti per ritagliarsi momenti rilassanti ammirando un tripudio di piante di ogni tipo, alcune anche estinte nei loro luoghi di origine. Connubio perfetto per continuare a respirare atmosfere intrise di autenticità è il soggiorno in uno degli Heritage Hotels, catena di alberghi di charme gestita da famiglie portoghesi che garantiscono un’accoglienza familiare ed intima.

Il fascino della capitale portoghese è dovuto anche ai suoi magnifici parchi e giardini: per Lisbona, infatti, gli spazi verdi hanno grande rilevanza, e non è un caso che sia stata Capitale Verde Europea nel 2020. Tra i luoghi da non perdere per scoprire la sua anima green ci sono i Giardini Botanici, come quello della Facoltà di Scienze dell’Università. La principale istituzione universitaria è formata da 8 facoltà, e tra queste quella di Scienze è riconosciuta a pieno titolo come il più importante centro di riferimento per le scienze naturali in tutto il Portogallo. Oltre a corsi di laurea offre master e dottorati in biologia, geologia, fisica, chimica e materie ambientali ed ospita uno dei migliori giardini scientifici d’Europa, situato tra il distretto di Rato e il quartiere Principe Real, più precisamente a Rua da Escola Politecnica. Tra musei, negozi e boutique raffinate il Giardino Botanico della Facoltà di Scienze di Lisbona fa dunque capolino come una vera oasi di pace e tranquillità, perfetta per una pausa rigenerante per trascorrere momenti di autentico relax tra il cinguettio degli uccelli e l’aria fresca prodotta dagli alberi. Progettato per assistere la scuola politecnica nel 1837 in quello che era l’antico recinto del Collegio Real dos Nobres che sosteneva l’insegnamento della botanica e dei principi dell’agricoltura, custodisce una vasta collezione di piante arricchita da un’importante riserva di specie esotiche identificate provenienti da tutto il mondo.

Questo si deve ai due giardinieri Edmund Goeze e Jules Daveau, che progettarono serre, sistemi di irrigazione tramite canali e cascate e un bellissimo albereto oltre che un vivaio di farfalle. Tra le numerose specie ospitate, una delle maggiori collezioni di cycas, piante ancestrali risalenti al tempo dei grandi dinosauri, che si aggiungono alle palme, ai fichi e alla collezione di cactus e piante carnose, felci giganti e piante tropicali provenienti a Asia, Australia e Americhe. Si tratta di uno spazio decisamente frondoso, di circa 4 ettari, abbellito da laghi, ponti e gruppi scultorei e rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto grazie alla presenza di piante rare e centenarie, che sono state qui raccolte con l’obiettivo di riprodurre ecosistemi unici. Analoga esperienza si può fare anche al Giardino Botanico di Ajuda, il più antico del Portogallo. Fondato nel 1768 vicino al Palazzo Nazionale di Ajuda, è sotto la tutela dell’Instituto Superior de Agronomia. La storia di questo giardino comincia dopo il terribile terremoto del 1755, in seguito al quale il re José I trasferì la propria residenza dalla centralissima Piazza del Commecio all’attuale quartiere di Ajuda, in una zona poco colpita dal sisma. E proprio qui venne deciso di costruire il giardino di corte, su progetto del botanico padovano Domingos Agostino Vandelli, che già aveva realizzato una struttura simile a Padova. L’area di 3,5 ettari fu inaugurata nel 1768 e in pochi decenni arrivò ad acquisire circa 5000 specie di piante.

A caratterizzarne l’architettura dalle tendenze rinascimentali e barocche sono la pietra scolpita, le piante, le fontane e i laghetti. Con l’invasione francese il giardino venne pesantemente danneggiato e dopo varie vicissitudini lo spazio riaprì nel 1910, affidato all’Istituto Superiore di Agronomia dell’Università di Lisbona. Oggi offre visite guidate per adulti e bambini oltre a workshop tematici per la conservazione della biodiversità. Particolarmente interessanti la Banca di Conservazione dei Semi ed illaboratorio attrezzato con microscopi per l’osservazione degli organi delle piante e un distillatore per l’estrazione di oli essenziali. Tra la collezione di piante, che comprende oltre 1640 specie, spicca una pianta sub-tropicale, la Dracaena drago, originaria di Madeira che ha circa 400 anni. I viali del parco sono impreziositi da alcune dellesiepi di bosso più lunghe d’Europa, che formano disegni geometrici per circa 2 chilometri. Bellissima è anche la settecentesca Fontana dalle quaranta bocchedecorata con statue di rospi, serpenti, pesci alati e figure mitologiche. Sotto la responsabilità del Museo Nazionale di Storia Naturale e di Scienza dell’Università di Lisbona è anche il Giardino Botanico Tropicale, situato a Belem. Noto anche come Giardino Coloniale, è stato creato nel 1906 con l’obiettivo di promuovere lo studio della flora delle antiche colonie portoghesi; oggi ospita oltre 500 specie perenni di origine tropicale o subtropicale, tra cui alcune estinte nei loro habitat come il ginkgo biloba. Per godere di tutto questo vale la pena soggiornare in uno degli Heritage Hotels, una catena di strutture di charme che riflettono la tradizione e la cultura portoghesi. Sono infatti gestiti da famiglie locali e situati in antiche case e piccoli edifici storici del centro di Lisbona; si caratterizzano per il loro ambiente romantico ed accogliente per essere un’alternativa autentica ai formali hotel di lusso.

Un’Amministrazione positiva e produttiva

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Il merito maggiore della nostra amministrazione, è stato quello di favorire e non ostacolare l’iniziativa privata, dei giovani e delle associazioni, dando supporto per uno sviluppo reale”

Ricevere molti finanziamenti per un Ente Comunale, specialmente nel contesto attuale, è generalmente un segnale positivo di capacità progettuale e attiva ricerca di risorse esterne da parte di un’amministrazione, e ciò è considerato un indicatore di buona amministrazione. L’Amministrazione uscente del Sindaco Silvio Grazioli (nella foto), che si presenta per le imminenti amministrative alla guida della lista “Trevi Nel Futuro”, può vantare di aver ricevuto negli ultimi anni finanziamenti per circa € 10 milioni, che per un Comune montano come Trevi con una popolazione al di sotto dei 2000 abitanti, è un risultato indiscutibilmente di grande spessore. “Trevi negli ultimi anni ha beneficiato complessivamente di circa € 10 milioni -afferma il Sindaco Silvio Grazioli- di questi € 4 milioni sono serviti prioritariamente per mettere in sicurezza le scuole, che rappresentano l’elemento più importante e fondamentale della nostra comunità. Il futuro del nostro paese è legato alla scuola, finchè ci sarà la scuola (materna , elementare e medie), ci sarà la possibilità per le giovani coppie di restare a Trevi e quindi questa deve essere la difesa comune ad oltranza di tutti,  senza alcun colore politico. Abbiamo iniziato a mettere il nostro territorio in sicurezza. Al milione di euro per il dissesto idrogeologico, che si unisce all’altro € 1,5 milione degli ultimi anni, destinati al recupero delle frane e smottamenti. Investimenti sulla viabilità e su quella rurale, inoltre sull’assesto legato alla ristrutturazione degli immobili pubblici e quindi all’efficientamento energetico come al castello ed a tutti gli edifici pubblici, alle strutture sportive, e vari investimenti strutturali che rappresentano la base per il rilancio del nostro territorio”. Elementi importanti che hanno alimentato l’interesse di privati ad investire a Trevi, anche questo è un dato inconfutabile. “Il Comune di Trevi -continua il Sindaco Grazioli- ha ricevuto da privati importantissimi investimenti, penso ad esempio alle strutture sanitarie fatte agli Altipiani di Arcinazzo, alle nuove strutture sportive fatte sempre agli Altipiani di Arcinazzo, così come le nuove ricezioni. E’ chiaro che questi nuovi investimenti sono fatti dai privati, ma perché trovano sul territorio l’humus sociale, culturale, sociale, amministrativo e politico, che favorisce quel tipo di situazione”. Trevi in questi ultimi anni può vantare un altro aspetto importante, che la evidenzia dai comuni limitrofi anche più grandi, e cioè l’associazionismo e la presenza di numerosi sodalizi locali, che hanno contributo in sinergia con l’Amministrazione Grazioli a svariati ed importanti iniziative legate al territorio. “Come per i privati stimolati ad investire sul nostro territorio -sottolinea Grazioli–  anche le associazioni sono cresciute notevolmente con uno sviluppo enorme dell’associazionismo. Il motivo è legato alla capacità dei ragazzi di mettersi insieme , di organizzarsi ed avere dei progetti, ma anche perché trovano un sistema sociale, istituzionale e politico, in grado di supportare questa spinta”. Un’immagine più che positiva, che mostra in questi anni l’attenzione dell’Amministrazione Grazioli per il territorio e per la sua popolazione, dall’altra parte una minoranza che vede solo negativo per nulla costruttiva, ma che invece di proporre azioni di crescita e sviluppo, ha avuto fino ad oggi il solo scopo di denigrare e distruggere ogni cosa, per il semplice fatto che è stata realizzata con successo da quest’Amministrazione. “ Il merito maggiore della nostra amministrazione –conclude Grazioli- è stato quello di assecondare , di favorire e non ostacolare l’iniziativa privata, l’iniziativa dei giovani, l’iniziativa delle associazioni, ma di dare supporto per creare uno sviluppo reale che c’è. Ed è questo che dà fastidio all’opposizione, che invece di sfidarci dicendoci : “noi siamo più bravi, noi faremo di più e meglio per il territorio” , invece al contrario dicono solo : “Trevi è finito, Trevi è morto”, assumono un  atteggiamento che li danneggia, perché la gente capisce che loro vogliono soltanto distruggere e non costruire”.