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Pay Transparency, da obbligo di compliance a leva di governance: il confronto promosso da B-HSE

Gli effetti della Direttiva Pay Transparency sui modelli organizzativi delle imprese sono stati al centro del convegno “Recepita la Direttiva Pay Transparency: compliance integrata e obblighi delle imprese”, svoltosi il 4 giugno presso lo Studio Legale B-HSE, a Roma.

L’iniziativa, promossa da B-HSE Società tra Avvocati in collaborazione con AIGI – Associazione Italiana Giuristi d’ImpresaANDAF – Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e FinanziariAITRA – Associazione Italiana Trasparenza e AnticorruzioneAIDAF – Italian Family BusinessFedermanager Roma e Federmanager Minerva, con il patrocinio di Unindustria Roma – Frosinone – Latina – Rieti – Viterbo, ha riunito rappresentanti del mondo legale, delle imprese e delle associazioni per approfondire il rapporto tra trasparenza retributiva, parità di trattamento, compliance integrata e governance.

Il convegno si è aperto con i saluti introduttivi di Francesco Bruno e Matteo Benozzo, professori e partner dello Studio B-HSE. A introdurre e moderare i lavori è stata Florinda Scicolone, Corporate Gender Equality Senior Advisor, Responsabile Pari Opportunità AIGI e Vice Presidente Vicaria AITRA.

Sono intervenuti, in qualità di relatori, Giorgio Martellino, Presidente AIGI; Gustavo Troisi, Vice Presidente Nazionale ANDAF; Giovanna Gregori, Executive Director AIDAF; Carlo Imperatore, Direttore Generale Federmanager Roma; e Marisella Cardaci, Coordinatrice Gruppo Minerva Federmanager Roma.

La tavola rotonda ha visto il contributo di Cosimo Pacciolla, Head of Legal Risk Management & Integrated Compliance – Kuwait Petroleum Italia SpA; Alberto Belloni, Managing Partner Belloni & Associates Agilium Worldwide Italy; Stefano Bottaro, HR Director Avio Spa; Valerio Bruno, Director of Legal Services Accenture Spa e Responsabile Sezione Centro AIGI; Alessandra Bucci, CEO Join Group Società Benefit; e Fabio Remoli, Presidente Comitato Corporate Governance & Compliance ANDAF.

Dal confronto è emersa una lettura della Pay Transparency non soltanto come adempimento normativo, ma come leva strategica per rafforzare trasparenza, affidabilità, cultura organizzativa e competitività delle imprese. La nuova disciplina richiede infatti alle aziende una riflessione sulla qualità dei processi decisionali, sulla tracciabilità delle scelte retributive e sulla coerenza dei modelli di governance con i principi di parità e responsabilità.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle funzioni aziendali, dei giuristi d’impresa, delle direzioni HR e finance, chiamati a operare in modo sempre più integrato per trasformare gli obblighi di trasparenza in strumenti concreti di prevenzione, gestione del rischio e valorizzazione del capitale umano.

Il dialogo è proseguito anche durante l’aperitivo post-convegno, che ha offerto un ulteriore momento di confronto tra imprese, professionisti e associazioni, favorendo nuovi spunti di riflessione e possibili sinergie operative.

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