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Giornata Internazionale dell’Infermiere

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Giuliano (UGL): “No a celebrazioni di facciata, garantire diritti, dignità e sicurezza per chi rappresenta il cuore pulsante della sanità italiana”

In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, che cade nel giorno della nascita di Florence Nightingale, la UGL Salute intende celebrare non solo una professione, ma il cuore pulsante del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Proprio l’eredità della Nightingale, pioniera della moderna assistenza infermieristica, ci ricorda che questa professione è un’arte che richiede una devozione esclusiva e una preparazione rigorosa, ma oggi quel lume della lanterna rischia di spegnersi. In una fase storica di profonda incertezza, gli infermieri italiani continuano a rappresentare un baluardo di umanità e competenza tecnica tra il paziente e la malattia. “Oggi celebriamo giganti della cura,” esordisce il Segretario Nazionale della UGL Salute. “Parliamo di professionisti con competenze cliniche sempre più sofisticate, capaci di gestire tecnologie avanzate e, contemporaneamente, di sostenere il peso emotivo di chi soffre. L’infermiere moderno incarna quel mandato di cura e rigore scientifico iniziato due secoli fa, essendo oggi un pilastro multidisciplinare: clinico, educatore, manager della salute. Senza questa forza lavoro, la sanità italiana imboccherebbe una strada senza ritorno”. Tuttavia, oltre la celebrazione, la UGL Salute lancia un monito sulle condizioni in cui versa la categoria. “Non possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto,” incalza il Segretario. “Mentre onoriamo la memoria di chi ha fondato questa professione, migliaia di colleghi affrontano turni massacranti e organici ancora carenti. La passione e lo spirito di sacrificio non possono essere un alibi per lo sfruttamento.” Le criticità evidenziate dal sindacato sono nette e urgenti: lo stress psicofisico ai massimi storici con una fuga verso l’estero, un’escalation di aggressioni che trasforma le corsie in trincee e una mancata valorizzazione economica non commisurata alle responsabilità. “Il tempo delle pacche sulle spalle è finito. È ora di passare dalle celebrazioni ai fatti. Chiediamo il rafforzamento degli organici, l’adeguamento delle indennità specifiche perché il rischio e la competenza vanno pagati, l’adeguamento delle retribuzioni alla media europea. Essere infermiere oggi in Italia è un atto di coraggio che onora ogni giorno l’insegnamento di Florence Nightingale. Ma il coraggio non basta se i professionisti vengono lasciati soli. La UGL Salute non smetterà di lottare finché ogni infermiere non vedrà riconosciuta la propria dignità, non solo come lavoratore, ma come pilastro della democrazia sanitaria del Paese. Buona Giornata dell’Infermiere a chi, nonostante tutto, non smette mai di esserci” conclude Giuliano.

Salute mentale: perché il disagio psicologico è diventato collettivo

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Infografica in stile giornale vintage sulla salute mentale con focus su ansia, stress, burnout, giovani, maternità, eco-ansia e disagio psicologico collettivo.
Immagine creata con IA

Ansia, burnout e stress cronico stanno trasformando la salute mentale in una delle emergenze sociali più diffuse del presente.

Non siamo mai stati così connessi, informati e produttivi. Eppure cresce il numero di persone che vive in uno stato di stanchezza emotiva costante. Una condizione spesso invisibile e sempre più normalizzata. La salute mentale contemporanea non riguarda più soltanto i disturbi psicologici più gravi, ma anche il modo in cui milioni di persone affrontano la quotidianità tra stress continuo, pressione sociale, incertezza economica e difficoltà a fermarsi davvero.

La rassegna stampa italiana e internazionale delle ultime settimane mostra un cambiamento chiaro. Il disagio psicologico non viene più raccontato come un problema individuale, ma come un fenomeno collettivo che attraversa lavoro, relazioni, scuola, maternità e tecnologia. Le parole chiave più ricorrenti sono “ansia”, “stress”, “burnout”, “benessere emotivo”, “salute mentale giovani”, “depressione”, “eco-ansia” e “sovraccarico psicologico”.

Negli ultimi mesi anche il dibattito italiano sulla salute mentale si è ampliato. Gli approfondimenti della nostra rubrica su accesso alle cure psicologiche, disagio giovanile, servizi territoriali e rapporto tra ansia e tecnologia mostrano come:

“La salute mentale non venga più osservata soltanto dal punto di vista clinico, ma sempre più come una chiave per leggere le fragilità del presente.”

Uno degli elementi più forti che emerge dalla rassegna riguarda i giovani. Organizzazioni come Terre des Hommes Italia, attraverso il tema “salute mentale negli adolescenti: un’emergenza silenziosa”, segnalano un aumento di ansia, isolamento emotivo e difficoltà relazionali. Cresce inoltre il dibattito sul rapporto tra smartphone, depressione, social media e autostima, temi affrontati anche dall’Istituto Watson e da diversi centri di psicologia dell’età evolutiva. Il problema non riguarda più soltanto la dipendenza tecnologica, ma anche il confronto sociale continuo e la pressione da performance della vita digitale contemporanea.

Anche il tema della maternità sta tornando al centro del dibattito pubblico. Le analisi pubblicate da La Stampa e Repubblica Torino sul tema “ansia e depressione in gravidanza e post parto” mostrano come una neo-mamma su quattro soffra di disagio psicologico durante la gravidanza o dopo il parto. Un dato che evidenzia una fragilità spesso nascosta dietro l’idea della maternità come esperienza esclusivamente positiva. Sempre più esperti sottolineano infatti il peso del carico mentale, della solitudine emotiva e della pressione sociale sulla genitorialità

La salute mentale contemporanea, però, non riguarda più soltanto categorie specifiche. La rassegna internazionale mostra come sempre più persone convivano con uno stato di tensione continua ormai percepito come normale. È qui che il concetto di burnout assume un significato diverso rispetto al passato. Non riguarda soltanto chi lavora troppo, ma anche chi vive in una costante condizione di allerta emotiva senza riuscire davvero a recuperare energie mentali.

Le analisi pubblicate da fonti internazionali come Mental Health Foundation, Nature, The Guardian, Journal of Accountancy e The Conversation stanno spostando il dibattito verso temi come “mental health at work”, “job insecurity”, “work-life balance”, “workplace stress”, “coping mechanisms” ed “eco-ansia”. In Australia, The Conversation ha evidenziato come la percezione di insicurezza lavorativa abbia raggiunto livelli simili a quelli della pandemia. Nel Regno Unito, Mental Health Foundation ha segnalato un aumento di comportamenti dannosi utilizzati per gestire lo stress emotivo. Parallelamente, gli studi pubblicati da Nature stanno analizzando il rapporto tra crisi climatica, ansia e salute mentale collettiva.

Anche medicina e ricerca stanno osservando con maggiore attenzione il legame tra salute mentale e corpo. Le analisi della Fondazione Umberto Veronesi sul tema “stress e cortisolo” mostrano come il sovraccarico emotivo influenzi sonno, memoria, concentrazione e qualità della vita. Un passaggio importante che supera la vecchia separazione tra disagio mentale e salute generale.

Dentro questo scenario emerge una domanda sempre più urgente: quanto una società può continuare a reggersi su persone emotivamente esauste? Per anni il benessere psicologico è stato trattato come una questione privata. Oggi appare invece evidente che salute mentale, lavoro, relazioni sociali, tecnologia e qualità della vita siano strettamente collegati. Non è un caso che aumentino le richieste di supporto psicologico, soprattutto tra i giovani e nelle aree urbane più esposte a pressione sociale e instabilità economica.

La sensazione più diffusa del presente sembra essere quella di una stanchezza difficile da nominare. Non sempre coincide con una diagnosi clinica. Molto spesso si manifesta come insonnia, irritabilità, sovraccarico mentale, difficoltà di concentrazione e incapacità di sentirsi davvero riposati. È un disagio meno visibile, ma sempre più diffuso.

Forse il segnale più evidente della crisi emotiva contemporanea è proprio questo: molte persone non crollano. Continuano a lavorare, studiare, crescere figli e mantenere relazioni, ma lo fanno in uno stato di stress permanente che lentamente trasforma il disagio in normalità.

Ed è qui che la salute mentale smette di essere soltanto un tema sanitario e diventa una questione sociale e collettiva. Gli esperti invitano a non sottovalutare segnali come insonnia persistente, irritabilità, stanchezza costante, difficoltà di concentrazione e isolamento sociale. Rallentare l’iperconnessione continua, recuperare momenti reali di pausa, parlare con persone fidate e chiedere supporto psicologico senza vergogna può aiutare a evitare che lo stress diventi una condizione permanente.

Molte delle dinamiche che oggi attraversano il dibattito sulla salute mentale erano già emerse nel 2022 durante il lavoro di analisi e scrittura del volume “Lasciato Indietro”, pubblicato da Armando Editore e dedicato alle fragilità contemporanee. Un segnale di come il disagio emotivo collettivo non nasca improvvisamente, ma cresca spesso in silenzio molto prima di essere riconosciuto socialmente.

Perché prendersi cura della salute mentale non significa essere fragili, ma riconoscere che anche l’equilibrio emotivo ha bisogno di attenzione.

Guidonia – “Regione Lazio in Comune”, Sindaci a confronto sul futuro dei territori

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Ieri mattina, presso la sede della Giunta Regionale del Lazio, si è svolto l’incontro “Regione Lazio in Comune – Un percorso di dialogo e confronto con i Sindaci del territorio”, un appuntamento dedicato al rafforzamento della collaborazione istituzionale tra la Regione e le amministrazioni locali. L’iniziativa ha visto la partecipazione dei Sindaci provenienti da tutta la regione, del Presidente Francesco Rocca e degli Assessori della Giunta.

A rappresentare Anci Lazio è stato Mauro Lombardo, che ha moderato i lavori guidando il confronto tra i diversi livelli istituzionali. L’incontro si è rivelato un momento di approfondimento concreto, utile a condividere informazioni operative e a individuare strumenti capaci di sostenere l’attività amministrativa dei Comuni.

Nel suo intervento, Lombardo ha illustrato le principali criticità che molti enti locali affrontano quotidianamente, soffermandosi in particolare sulle difficoltà gestionali, sulle esigenze di programmazione e sulle opportunità che possono derivare da un rapporto più strutturato con la Regione. Ha inoltre evidenziato le modalità attraverso cui l’amministrazione regionale può contribuire in maniera efficace allo sviluppo dei territori, rafforzando servizi, investimenti e capacità amministrativa.

Il confronto, definito da tutti i partecipanti costruttivo e orientato ai risultati, ha confermato l’importanza di un dialogo costante tra Regione e Comuni, condizione essenziale per rispondere ai bisogni delle comunità locali e per promuovere politiche pubbliche realmente aderenti alle esigenze dei cittadini.

Capri  approda a Napoli in via Medina alla Trattoria Caprese

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Ermanno Fargnoli e Rudy

L’eleganza mediterranea della Trattoria Caprese con il fascino senza tempo dell’isola più glamour del Mediterraneo

Capri ha un glamour che nasce dall’incontro raro tra natura spettacolare, eleganza discreta e storia internazionale. Quella che la rende unica è soprattutto l’atmosfera che si respira nelle sue stradine, un crogiuolo di lusso mai ostentato e semplicità. Questo contrasto crea un fascino che poche destinazioni possiedono. La leggenda narra che dal fondale del Golfo di Napoli nacque per incanto un’isola azzurra e verdeggiante: la bellissima Isola di Capri. Il vero glamour caprese è quella sensazione di bellezza sospesa tra mare, roccia e vita lenta di stile mediterraneo riconosciuto in tutto il mondo. Questo ambiente è stato sapientemente ricostruito nella “Trattoria Caprese” di Via Medina a Napoli, da poco inaugurata con 150 posti  all’interno e sui 40 all’esterno. Una serata esclusiva all’insegna della buona musica di Aurelio Fierro con la sua band e il dj set di Daniele Tozzi e dei piatti doc della tradizione gastronomica partenopea ha consentito agli oltre cento ospiti selezionati in rappresentanza del mondo delle imprese, delle professioni, della moda e della cultura di provare le magiche emozioni capresi. L’occasione è stata quella di  presentare la  “Trattoria Caprese” di Via Medina, quarto locale in Italia della catena di ristoranti fondata dalla famiglia F&G Fargnoli – Gallucci dopo quelli di Caserta, Brescia e Busto Arsizio. Il brand di ristorazione Trattoria Caprese continua così il suo percorso di espansione nazionale. Un progetto che conferma la solidità di un marchio ormai presente in tutta Italia, da Nord a Sud, e capace di reinterpretare la tradizione gastronomica italiana in chiave moderna, elegante e contemporanea.

Trattoria Caprese nasce con l’obiettivo di valorizzare l’autenticità della cucina italiana attraverso un’esperienza di ospitalità raffinata ma accessibile. Nel corso degli anni, il gruppo ha investito in numerosi progetti legati al mondo del food, trasformando la ristorazione in un vero e proprio ecosistema di brand e format innovativi. Tra le realtà principali del gruppo spicca infatti anche Solo Pizza, storico marchio che sin dal 1979 ha contribuito a raccontare e diffondere la cultura della pizza italiana. Tra i marchi figurano a Napoli anche Trattoria Vanvitelli al Vomero e Il Pomodorino e Il Pomodorino Caffè  di Piazza Bovio.

Ermanno Fargnoli è  l’imprenditore che da almeno quarant’anni apre delle pizzerie e dei ristoranti innovativi in tutta Italia: ≪Osteria Capri è presente a Napoli già dal 2001, al Vomero, in Via Luca Giordano ed è presente in tutta la Lombardia e in varie regioni del nord Italia. E’ un marchio che si è sviluppato con grande efficacia.  Abbiamo anche un altro locale nel centro di Caserta, portiamo avanti un discorso di qualità, la  maggior parte del nostro personale è caprese, fra cui uno dei tre chef≫. Quale è il motivo di questa scelta? ≪Hanno proprio una cultura per la cucina caprese, il servizio è tutto a livello caprese anche nel modo di approcciarsi con la clientela. Ho villeggiato trent’anni della mia vita a Capri e le nostre trattorie capresi assomigliano molto alle famose trattorie capresi classiche. Ho voluto dare questo nome perché volevo proprio sviluppare un concetto in parte simile≫.  A quale clientela vi rivolgete?≪ La nostra clientela è mista, eterogenea. Da noi viene chiunque, dalle autorità cittadine agli impiegati dei numerosi uffici della zona. Il locale è aperto sia di sera che a pranzo, da mezzogiorno fino alle 16 e poi  dalle 19 fino alle 23, 23:30. Abbiamo un menù che è uguale, sia a cena che a pranzo. Nei primi tempi abbiamo optato per un menù a pranzo a prezzo fisso, composto da un primo, un secondo e un assaggio di dolce o di macedonia con una bottiglia d’acqua≫. Gli fa eco Rudy, che è l’anima del locale: ≪È un locale di stile caprese, con una cucina molto semplice e buona, con dei piatti tipici capresi e napoletani. Dalla pasta e patate con la provola, alla genovese, all’insalata caprese o quella di marina grande. Abbiamo un po’ di tutto,  la nostra grande frittura, fatta con prodotti freschi, come il “ciurillo” ripieno o le verdurine croccanti≫. In cosa si differenzia la vostra cucina da quella di altri ristoranti ?  ≪La qualità, la semplicità e la cura dei prodotti  nonché la ricerca delle materie  prime≫. Ecco svelato il segreto (di Pulcinella !)… per mangiare bene ci vuole poco: qualità eccellente e prodotti freschi.

L’apertura di via Medina rappresenta non solo un’espansione commerciale, ma anche l’inizio di una nuova visione imprenditoriale: un concept che unisce design contemporaneo, identità mediterranea e attenzione all’esperienza del cliente, creando un’atmosfera autenticamente caprese. Ermanno Fargnoli si è avvalso delle capacità professionali della moglie Raffaella Gallucci, interior designer e co-fondatrice del marchio Trattoria Caprese, coadiuvati dai figli: Isabel Fargnoli, designer che vive nel principato di Monaco e riporta il lifestyle di Montecarlo;  Gianmarco Fargnoli, impegnato nello sviluppo e nel marketing del gruppo ristorazione, contribuendo alla crescita strategica del brand e ai nuovi progetti di espansione.

Harry di Prisco

Un milione di euro per il dissesto idrogeologico

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Trevi Nel Lazio, Il finanziamento ottenuto premia la capacità progettuale dell’Amministrazione Grazioli e dell’ufficio tecnico

Con la pubblicazione ufficiale del Decreto del 1° aprile 2026, adottato dal Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il territorio ciociaro si appresta a ricevere una cifra imponente: circa 50 milioni di euro destinati a interventi strategici di messa in sicurezza, contrasto al dissesto idrogeologico e manutenzione straordinaria delle infrastrutture.  Il finanziamento premia la capacità progettuale delle amministrazioni locali e degli uffici tecnici. Sono nello specifico 46 gli interventi del corposo finanziamento che coinvolgono 29 Comuni della provincia di Frosinone, tra questi il Comune di Trevi Nel Lazio che riceverà € 1 milione, l’intervento riguarderà la “mitigazione e riduzione del rischio idrogeologico in loc. Fossato e loc. Centro Storico lato monte”.   “Questo finanziamento -si legge già nel comunicato dell’Ente – rappresenta l’ennesimo successo di quest’Amministrazione comunale che negli ultimi anni ha avuto finanziamenti per otto milioni di euro, ciò rappresenta un record assoluto per un comune con meno di 2000 abitanti. Questo testimonia la capacità dell’Amministrazione di preparare progetti adeguati al territorio e alle esigenze del nostro Paese, convogliando gli investimenti verso la scuola, verso la tutela e la salvaguardia del territorio, la viabilità, il recupero del patrimonio pubblico, i servizi al cittadino, e tutto ciò che va nella direzione di incrementare i servizi, e di sostenere le famiglie e le imprese”.

Larp da Camera – VII Edizione. Quattro esperienze immersive tra mistero, fantasy e riflessione sociale

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Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e in collaborazione con le associazioni IoSono e A.S.A.P.Q., torna a Roma la rassegna Larp da Camera, progetto dedicato ai nuovi linguaggi della narrazione immersiva e alla valorizzazione di giovani autori e autrici under 35.

Dal 14 al 17 maggio 2026, tra gli spazi di Spazio OltreTerra e del Buon Pastore, il pubblico sarà invitato a entrare dentro le storie, abbandonando il ruolo di semplice spettatore per diventare protagonista attivo dell’esperienza narrativa.

Il chamber larp è una forma di gioco di ruolo dal vivo intima e immersiva, in cui gruppi ridotti di partecipanti interpretano personaggi all’interno di scenari costruiti attorno a conflitti emotivi, relazioni, misteri e dilemmi morali. A metà tra teatro partecipativo, performance e storytelling interattivo, il larp da camera utilizza il gioco come strumento artistico, educativo e relazionale.

Cuore della rassegna sono quattro opere originali che affrontano temi differenti attraverso linguaggi e atmosfere profondamente diverse, ma unite dalla volontà di utilizzare la narrazione immersiva come strumento di riflessione sul presente, sull’identità e sulle relazioni umane.

Ad aprire il programma sarà “Senza Traccia”, scritto da Federico Yang Maoloni, mystery immersivo ambientato nella Cina degli anni ’40. All’interno di una galleria d’arte segnata dalla morte della celebre pittrice Wu Heng, i partecipanti si muovono tra segreti, tensioni politiche e ambizioni personali, ricostruendo una verità frammentata attraverso prospettive differenti.

Con “Fuori Registro”, Chiara Avellis trasforma un semplice doposcuola in uno spazio sospeso tra quotidianità e fantastico. Tra studenti apparentemente comuni si nasconde qualcosa di diverso, forse mostruoso, forse semplicemente umano in un altro modo. Il larp esplora il tema dell’identità, della diversità e del bisogno di appartenenza attraverso una narrazione poetica e inquieta dedicata agli adolescenti.

Il terzo appuntamento sarà “THE GIFT”, esperienza edu-larp ideata da Miranda Angeli e ispirata al romanzo The Power di Naomi Alderman. Ambientato in un’università italiana contemporanea, il gioco immagina un improvviso ribaltamento degli equilibri di potere tra uomini e donne attraverso la comparsa di un’abilità straordinaria: generare elettricità dalle mani. Il fantastico diventa così strumento per interrogarsi su genere, violenza, controllo e responsabilità sociale.

Chiuderà la rassegna “Il Mistero di Casa Malombra” di Elena Bianco, avventura mystery pensata per i più giovani. Una casa sconosciuta, stanze immerse nell’oscurità e tracce di memoria guideranno i partecipanti in un’esperienza fatta di esplorazione, collaborazione e suspense, costruita per stimolare immaginazione, empatia e gioco condiviso.

Attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, “Larp da Camera” propone un modello culturale partecipativo e accessibile, in cui arti performative, educazione e gioco si fondono in un’unica esperienza. La rassegna conferma inoltre l’impegno di Eryados nella diffusione del larp come linguaggio artistico contemporaneo capace di creare comunità, sviluppare consapevolezza e aprire nuovi spazi di confronto per le giovani generazioni.

Giovedì 14 maggio 2026 – ore 17.00
SENZA TRACCIA
di Federico Yang Maoloni
presso Spazio OltreTerra | Via dei Lincei, 7 – Roma

Venerdì 15 maggio 2026 – ore 15.30
FUORI REGISTRO
di Chiara Avellis
presso Spazio OltreTerra | Via dei Lincei, 7 – Roma

Sabato 16 maggio 2026 – ore 20.30
THE GIFT – chamber larp
di Miranda Angeli
presso Buon Pastore | Via della Penitenza, 37 – Roma

Domenica 17 maggio 2026 – ore 15.30
IL MISTERO DI CASA MALOMBRA
di Elena Bianco
presso Spazio OltreTerra | Via dei Lincei, 7 – Roma

Per informazioni e prenotazioni: www.eryados.com

Fiumicino. Legalmente, strade chiuse a Fregene per il memorial Porcelli

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Martedì 12 maggio 2026 a Fregene la manifestazione “Legalmente marciando in ricordo di Andrea Porcelli”. Previsti chiusure al traffico, divieti di sosta e una giornata dedicata a sport, giovani e legalità.

Fregene si prepara ad accogliere martedì 12 maggio 2026 Legalmente, la manifestazione “Legalmente marciando in ricordo di Andrea Porcelli”, promossa con il patrocinio del Comune di Fiumicino. L’iniziativa unirà camminata commemorativa, momenti istituzionali, sport e attività dedicate ai giovani, con una giornata che coinvolgerà cittadini, scuole, associazioni e realtà del territorio.

Per consentire il regolare svolgimento dell’evento, il Comune ha disposto una disciplina temporanea del traffico dalle ore 8.30 fino al termine della manifestazione e limitatamente al passaggio dei partecipanti.

La chiusura al traffico veicolare interesserà il senso rotatorio tra Via Cesenatico e Viale Nettuno, Viale Nettuno, Via San Fruttuoso, Via Cattolica, Piazza Riva Trigoso nell’area davanti alla Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, Via Porto Conte e Via Fertilia fino alla Polisportiva di Fregene. Coinvolte anche tutte le strade che intersecano il percorso della camminata.

Previsto inoltre il divieto di sosta con rimozione forzata nel piazzale antistante la Polisportiva di Fregene, in Via Fertilia, dalle ore 8 fino alla conclusione dell’evento.

Il programma della giornata inizierà alle 8.30 con il ritrovo in Via Cesenatico, all’angolo con Viale Nettuno, e la partenza della passeggiata commemorativa in ricordo di Andrea Porcelli attraverso le vie di Fregene. Il percorso attraverserà Viale Nettuno, Via San Fruttuoso, Via Cattolica, Via Porto Conte e Via Fertilia fino alla Polisportiva.

Alle 9.30 è previsto l’intervento dei rappresentanti della Polizia di Stato di Fiumicino davanti alla parrocchia di Fregene. Alle 10.15 si terrà invece l’intitolazione di Largo Andrea Porcelli, nel piazzale antistante la Polisportiva di Fregene, alla presenza del sindaco Mario Baccini, delle autorità civili, militari, religiose e delle scuole del territorio.

Alle 11 prenderà il via il 1° Memorial Andrea Porcelli negli spazi della Polisportiva di Fregene, con attività sportive e momenti dedicati ai giovani. La conclusione della manifestazione è prevista alle 13.20.

Durante la giornata verranno inoltre donate e installate panchine commemorative in punti significativi della città, ispirate ai valori dello sport, dei giovani e della legalità, nel ricordo di Andrea Porcelli.

La cittadinanza è stata invitata a partecipare all’iniziativa. Per residenti e automobilisti sarà comunque una mattinata con modifiche alla viabilità e possibili rallentamenti nelle strade interessate dal percorso.

Dal punto di vista editoriale il pezzo funziona meglio se il focus resta sulla viabilità e sull’impatto concreto per i cittadini, ma senza perdere il significato pubblico della manifestazione e il coinvolgimento della comunità locale.


Fiumicino. Festa della mamma tra fiori, giovani talenti e comunità

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Piazza dell’Unione Europea si riempie di famiglie, musica e sport. Premiati studenti, associazioni e campioni del territorio durante l’evento dedicato alla mamma.

A Fiumicino la mamma è stata celebrata con una giornata dedicata alla comunità, ai giovani e alle eccellenze del territorio. Piazza dell’Unione Europea si è trasformata in uno spazio di incontro tra famiglie, sport, cultura e solidarietà grazie all’evento promosso dall’Amministrazione comunale.

Tra i momenti più apprezzati dal pubblico la grande infiorata artistica realizzata dal Gruppo Infioratori di Gerano, realtà riconosciuta a livello nazionale per la tradizione dei tappeti floreali. Presente anche il sindaco di Gerano Danilo Felici, che ha accompagnato gli artisti durante la manifestazione.

La piazza ha ospitato inoltre le esibizioni degli allievi della MTDA di Parco Leonardo, protagonisti di performance molto seguite dal pubblico. Musica, danza e attività per bambini hanno animato l’intera giornata insieme al mercatino di artigiani e hobbisti e al corso di disostruzione pediatrica organizzato dalla Misericordia.

Nel corso dell’evento il sindaco Mario Baccini ha consegnato targhe al merito ad alcune realtà sportive e culturali del territorio: ASD Real Fiumicino C5, Accademia di Danza Fiumicino Dance Company e i campioni nazionali di Beach Tennis Ammendola Elia Emanuele e Romano Mattia, premiati per i risultati ottenuti nelle competizioni nazionali.

Spazio anche agli studenti che si sono distinti nel percorso scolastico e universitario durante l’anno 2025/2026. Il Comune ha consegnato pergamene e riconoscimenti ai giovani diplomati e laureati del territorio, trasformando la giornata dedicata alla mamma anche in un momento pubblico di valorizzazione del merito.

Tra gli interventi più intensi quelli delle giovani laureate premiate dal Comune. La dott.ssa Syria Mastellone, visibilmente emozionata, ha ringraziato il Comune e la comunità per il riconoscimento ricevuto. Quest’ultima è stata preceduta dalla dott.ssa Giorgia Palomba ha raccontato il proprio percorso tra studio, pandemia, ricerca e difficoltà lavorative, condividendo una riflessione sul valore della cultura, dell’impegno e della scelta di restare a Fiumicino.

Nel suo discorso ha ricordato il concorso letterario sulla Shoah finanziato dal Comune quando frequentava la seconda media, il diploma ottenuto durante il periodo Covid e il successivo percorso universitario dedicato alle lettere scritte dai pazienti nei manicomi ai propri familiari.

“Volevo scappare, ma alla fine ho scelto di restare”, ha dichiarato davanti al pubblico spiegando di aver deciso di costruire il proprio futuro proprio a Fiumicino dopo esperienze personali e accademiche molto complesse.

La Palomba ha poi rivolto un pensiero ai giovani che vivono precarietà e senso di inadeguatezza, invitandoli a credere nel valore della cultura, dell’impegno e della determinazione. Un messaggio accolto con applausi dal pubblico, soprattutto nel passaggio finale dedicato alle donne, alle madri e al valore della gentilezza come strumento di cambiamento sociale.

Un momento particolarmente sentito della giornata ha coinvolto anche la consigliera comunale Federica Cerulli, tra le organizzatrici dell’evento. Nel suo intervento ha ringraziato consiglieri, associazioni e volontari che hanno collaborato gratuitamente alla riuscita della manifestazione nonostante il maltempo.

“Il tempo non ci ha aiutato, ma siamo stati tenaci nonostante tutto”, ha dichiarato Cerulli sottolineando il lavoro di squadra dietro l’organizzazione dell’evento. Nel corso della giornata la Misericordia le ha consegnato un mazzo di fiori in segno di riconoscimento per l’impegno profuso nell’organizzazione.

Infine, particolarmente rilevante l’intervento del sindaco Mario Baccini, che ha ribadito il ruolo centrale di sport, cultura e associazionismo nella crescita della città.

“Quella di oggi è stata una bellissima giornata dedicata alle mamme, figure fondamentali per la famiglia e per la crescita della nostra comunità – dichiara il sindaco Mario Baccini – ma è stata anche un’importante occasione per valorizzare il ruolo dello sport, della cultura e delle associazioni nel tessuto sociale della nostra città. Fiumicino si conferma sempre più una realtà di eccellenza in questi settori e le iniziative che la mia Amministrazione sta mettendo in campo contribuiranno ad aumentare la passione per lo sport e la possibilità di renderlo accessibile a tutti”.

Il Primo Cittadino ha poi sottolineato l’importanza di investire sui giovani e sulle strutture dedicate alla comunità.

“Molti sono i giovani talenti presenti sul nostro territorio e il compito delle istituzioni è quello di offrire loro la possibilità di allenarsi, crescere ed esprimere le proprie capacità nella città in cui vivono. Lo sport rappresenta uno strumento di inclusione, educazione, crescita e aggregazione sociale e, proprio per questo, stiamo lavorando per realizzare strutture moderne, sostenibili e funzionali dedicate ai cittadini e alle famiglie”.

Baccini ha quindi ricordato alcuni dei principali progetti in corso sul territorio.

“Il campo sportivo Cetorelli, il Pala Fersini che ospiterà anche un polo dedicato al tiro con l’arco, il polo natatorio di Granaretto ormai in fase di ultimazione, la ripresa a breve dei lavori dell’auditorium e il futuro centro dedicato agli sport da spiaggia a Fregene rappresentano investimenti utili per la crescita sportiva e culturale del territorio”, conclude il sindaco.

La giornata dedicata alla mamma si è chiusa tra applausi, famiglie e volontari, confermando il valore degli eventi che riescono a unire intrattenimento, partecipazione civica e valorizzazione delle realtà locali.

Fiumicino. Violenza e ascolto sociale al centro di una serata tra musica e teatro

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A Fiumicino una serata dedicata alle relazioni umane e alla gestione della rabbia repressa. Sul palco Cadenze Letterarie, La Grooveria, Rochin’ Lovers e Alessandra Delfini.

A Fiumicino le parole diventano occasione di confronto, ascolto e consapevolezza. Giovedì 7 maggio, negli spazi de La Grooveria & Rochin’ Lovers sul Lungomare della Salute, l’evento “Parole, Arte & Musica” ha unito letteratura, musica, teatro e riflessione sociale attorno al libro “In casa solo porte chiuse” di Alessandra Delfini.

La serata, ideata e moderata dallo scrittore e giornalista Dino Tropea, ha coinvolto pubblico, artisti e professionisti in un dialogo dedicato alle relazioni contemporanee, ai silenzi domestici, alla rabbia repressa e alla necessità di riconoscere il disagio emotivo prima che possa trasformarsi in violenza.

L’iniziativa rientra nel percorso culturale di Cadenze Letterarie, giunto alla diciassettesima edizione e già proiettato verso il prossimo appuntamento del 21 maggio. Ad accogliere il pubblico lo staff organizzativo della manifestazione, con un ringraziamento particolare rivolto a Carmela Trivisonno per il coordinamento dell’ospitalità e a La Grooveria Rochin’ Lovers per il sostegno al progetto culturale sul territorio.

Ad aprire l’incontro sono stati i Merysse Acoustic Duo, composto da Maria Teresa De Pierro e Michele Bertasi. Le sonorità acustiche hanno accompagnato il pubblico in un’atmosfera intima e coerente con i temi affrontati dal libro. Durante la serata, Maria Teresa De Pierro ha ricordato anche il progetto “Musica Senza Barriere”, iniziativa dedicata all’inclusione e all’accessibilità musicale per le persone sorde.

Il centro dell’evento è stato l’incontro con Alessandra Delfini, autrice di “In casa solo porte chiuse”, opera che affronta fragilità relazionali, distanze emotive e conflitti interiori senza trasformare il dolore in spettacolo. Quella della Delfini è la sua prima opera pubblicata, ma la passione per la scrittura accompagna l’autrice fin dall’adolescenza.

Nel corso del dialogo è emersa la capacità narrativa della scrittrice di costruire racconti brevi capaci di raccontare le “porte chiuse” delle relazioni contemporanee attraverso vicende credibili e profondamente umane. I racconti descrivono tensioni quotidiane, fragilità emotive e difficoltà comunicative che richiamano esperienze reali e spesso taciute.

Determinanti, in questo senso, le letture interpretate da Francesca Stajano Briganti. L’attrice e regista ha dato voce ai passaggi più intensi del libro con una presenza scenica essenziale ma incisiva, trasformando la pagina scritta in esperienza teatrale. Brani come “Rumori” e “Alle 9” hanno colpito il pubblico per la capacità di raccontare ferite invisibili e inquietudini quotidiane senza eccedere nella narrazione drammatica.

La recitazione di Francesca Stajano Briganti ha restituito il senso di claustrofobia emotiva che attraversa il libro di Alessandra Delfini, facendo emergere il peso umano delle storie e il disagio silenzioso dei personaggi.

Accanto alla dimensione artistica, la serata ha aperto anche uno spazio di riflessione psicologica grazie all’intervento della dottoressa Sonia Buscemi, che ha proposto un approfondimento sul significato simbolico delle “porte chiuse”, sui confini emotivi e sulla gestione della rabbia nelle relazioni familiari.

Nel dialogo con l’autrice, Sonia Buscemi ha spiegato come

“la casa possa rappresentare protezione ma anche isolamento”, sottolineando il rischio che la rabbia repressa possa trasformarsi in aggressività quando non viene riconosciuta e affrontata in tempo.

La psicologa ha inoltre evidenziato come il conflitto, se gestito con consapevolezza, possa diventare occasione di crescita e confronto, distinguendolo dalla violenza e dalla prevaricazione.

Importante anche l’intervento del dott.re  Sergio Mingrone, scrittore e appassionato culturale, che ha letto un testo dedicato all’anger management. Protagonista della lettura un uomo consapevole della necessità di imparare a gestire la propria rabbia prima che possa trasformarsi in comportamento distruttivo. Il tema ha generato un confronto spontaneo tra i presenti, facendo emergere opinioni differenti sul ruolo della rabbia e sull’importanza dell’educazione emotiva.

A impreziosire ulteriormente l’incontro la presenza artistica di Valentina Rapone, inciditrice specializzata nell’incisione su vetro. Le sue opere hanno dialogato idealmente con le parole del libro e con il clima emotivo della serata, trasformando luce, trasparenze e materia in racconto visivo. Tra i lavori esposti anche calici incisi dedicati a Ligabue e Vasco Rossi, in omaggio alla vocazione musicale della La Grooveria & Rochin’ Lovers.

Le fotografie dell’evento sono state realizzate da Giorgio Algherini. Tra i presenti e sostenitori dell’iniziativa anche gli amici di Cadenze Letterarie, la Galleria Internazionale Area Contesa Arte Design, il regista Riccardo Ferrero, la Pro Loco Focene rappresentata dal dottor Pietro Barbera, il musicista Ezio Natale, l’associazione Parco Leonardo Insieme, gli scrittori Luigi Casa e Monica Vincenzi e il maestro Salvatore Fazio, da sempre vicini ai percorsi culturali e artistici del territorio.

Appuntamento a giovedì 21 maggio, alle ore 19, presso La Grooveria di Fiumicino, per un nuovo incontro firmato Cadenze Letterarie tra letteratura, musica e arte. Al centro della serata il libro “Vorrei Essere Come Lei” di Libera Valente, accompagnato da ospiti, interventi artistici, musicali e momenti di riflessione condivisa.

Che fine ha fatto la statua di San Francesco d’Assisi?

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Piglio, La comunità pigliese chiede risposte e vuole vedere ricollocata la statua dov’era. Avviata una raccolta firme

Il Romano Pontefice Leone XIV ha proclamato un Anno Giubilare Francescano speciale, avviato lo scorso 10 gennaio 2026 fino al 10 gennaio 2027, per celebrare l’ottavo centenario (800 anni) della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). L’evento, centrato sulla spiritualità di pace e povertà, offre l’Indulgenza Plenaria nelle chiese francescane, ed ha avuto il suo apice dal 22 febbraio al 22 marzo 2026 con l’ostensione straordinaria e pubblica delle spoglie mortali di San Francesco , presso la Basilica di San Francesco ad Assisi. Un anno importante e occasione per la comunità pigliese di rivedere ricollocata nel piazzale antistante il convento di San Giovanni Battista, la statua del Santo di Assisi, rimossa lo scorso 10 ottobre 2024, con la promessa di ricollocarla a termine dei lavori presso l’ex convento francescano, sede oggi della Comunità Nuovi Orizzonti. I lavori sono terminati da mesi, ma sembra non ci sia alcuna intenzione di ricollocare la statua.  Che fine ha fatto allora la statua???  Eppure il 14 ottobre 2024 l’Ing. Giuseppe Rota rappresentante della Comunità Nuovi Orizzonti, intervenne sul nostro giornale, https://www.ilgiornaledellazio.it/risposta-dellass-nuovi-orizzonti-allarticolo-dopo-42-anni-rimossa-la-statua-di-san-francesco-dassisi-a-firma-di-danilo-ambrosetti-dell11-ottobre-2024/   , con affermazioni che facevano ben sperare: “………..sono rimasto stupito, perché sarebbe bastato suonare al campanello della comunità Nuovi Orizzonti, chiedendo del responsabile, o domandare al parroco Don Raffaele e si sarebbe stati informati che statua e basamento venivano solo temporaneamente rimossi, al fine di iniziare le predisposizioni per prossimi lavori necessari per il convento. Oltretutto, la statua, realizzata in vetroresina, versa in condizioni ammalorate e necessita di interventi di restauro, che verranno eseguiti nel frattempo…..Tengo a precisare che la comunità Nuovi Orizzonti ha particolarmente a cuore la statua di S. Francesco, sia perchè si erge a custodia del convento da prima che vi arrivassimo e ci siamo affezionati, sia perchè siamo molto legati spiritualmente alla straordinaria figura di San Francesco e ai vari ordini di francescani, avendo anche alcuni dei nostri centri presso conventi francescani, in alcune località italiane. Non appena i lavori saranno completati, verrà ricostruito il basamento e verranno ricollocate tanto la statua quanto la stele”.   “Queste sono state le ultime parole ufficiali da parte della comunità -commentano alcuni parrocchiani- da allora non hanno mai voluto rispondere alle nostre richieste di riposizionare la statua, visto che ora quello spazio è diventato per loro un comodo parcheggio di auto. Stesso silenzio da parte del nostro Sindaco Mario Felli, che sulla vicenda ha sempre negato il suo coinvolgimento e quello del resto degli amministratori, quasi a comprovare che della storia di questo paese non gli importi nulla. Eppure tutti sanno degli incontri in comune presso l’ufficio tecnico, con i rappresentanti della comunità, e poi di una rimozione avvenuta con mezzi pesanti, senza alcun rilascio di apposita documentazione dell’ufficio tecnico, il tutto senza alcun controllo, davvero un bel esempio di gestione della cosa pubblica”. La vicenda ad oggi continua ad agitare la comunità pigliese, il consigliere di minoranza Cristian Scarfagna ha presentato interrogazioni sul caso senza avere mai una risposta chiara dal Sindaco e dall’ufficio tecnico. Tutto ciò ha spinto l’avvio di una raccolta firme in loco, da inoltrare al Sindaco Mario Felli, al Prefetto di Frosinone Ecc. Dott. Giuseppe Ranieri, ed al Vescovo Diocesano S.Ecc. Mons Santo Marcianò. “Visto che nessuno ci dà risposte, allora noi le risposte le pretendiamo, –continuano- il Sindaco Felli rappresenta questo paese e non può essere indifferente. Durante la raccolta firme un Assessore ha commentato che il Sindaco non c’entra nulla sulla vicenda, e questo ci amareggia ulteriormente, perché allora non hanno capito il ruolo che ricoprono. Il Sindaco e  la amministrazione rappresentano Piglio e devono rispondere alla cittadinanza di tutto. Quella statua fa parte della storia di Piglio, ed è stata acquistata dalla comunità pigliese pertanto è un nostro bene e noi la rivogliamo dove era. Se il Sindaco Felli, volterà ancora una volta le spalle alla sua comunità, vorrà dire che questo Comune non ha nessuna guida amministrativa e tutti sono liberi di fare ciò che vogliono. Ricordiamo a quell’Assessore, che nel 1982  in occasione dell’VIII centenario della nascita di San Francesco d’Assisi (1182 – 1982)  la comunità della Parrocchia pigliese di San Giovanni contribuì a far realizzare ed apporre dinnanzi la chiesa una statua a grandezza umana raffigurante San Francesco d’Assisi posto su un piedistallo, un simbolo di devozione e di grande rispetto della comunità pigliese. In quell’occasione la statua venne benedetta in una cerimonia alla quale partecipò il S.Ecc. Mons. Umberto Florenzani (Vescovo di Anagni) e dall’Amministrazione Comunale di Piglio.  Per 42 anni quella statua è stata li, come un punto di riferimento e venerazione, e sotto l’indifferenza di chi dovrebbe difendere questo paese e la sua storia, è stata tolta e chissà che fine ha fatto”.  La raccolta firme, sta procedendo con grande partecipazione ed interesse. Come sempre se il Sindaco Mario Felli o la Comunità Nuovi Orizzonti, vogliono intervenire e dare una risposta alla comunità pigliese siamo a disposizione.