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Le meraviglie dei Giardini Botanici di Lisbona


Un rifugio verde tra architetture eleganti e biodiversità sorprendente

I giardini botanici gestiti dall’Università di Lisbona sono una vera chicca per chi si vuole concedere una pausa all’insegna della tranquillità nel cuore verde cittadino. Il Giardino della Facoltà di Scienze, il Giardino Botanico di Ajuda e il Giardino botanico tropicale di Belem sono infatti perfetti per ritagliarsi momenti rilassanti ammirando un tripudio di piante di ogni tipo, alcune anche estinte nei loro luoghi di origine. Connubio perfetto per continuare a respirare atmosfere intrise di autenticità è il soggiorno in uno degli Heritage Hotels, catena di alberghi di charme gestita da famiglie portoghesi che garantiscono un’accoglienza familiare ed intima.

Il fascino della capitale portoghese è dovuto anche ai suoi magnifici parchi e giardini: per Lisbona, infatti, gli spazi verdi hanno grande rilevanza, e non è un caso che sia stata Capitale Verde Europea nel 2020. Tra i luoghi da non perdere per scoprire la sua anima green ci sono i Giardini Botanici, come quello della Facoltà di Scienze dell’Università. La principale istituzione universitaria è formata da 8 facoltà, e tra queste quella di Scienze è riconosciuta a pieno titolo come il più importante centro di riferimento per le scienze naturali in tutto il Portogallo. Oltre a corsi di laurea offre master e dottorati in biologia, geologia, fisica, chimica e materie ambientali ed ospita uno dei migliori giardini scientifici d’Europa, situato tra il distretto di Rato e il quartiere Principe Real, più precisamente a Rua da Escola Politecnica. Tra musei, negozi e boutique raffinate il Giardino Botanico della Facoltà di Scienze di Lisbona fa dunque capolino come una vera oasi di pace e tranquillità, perfetta per una pausa rigenerante per trascorrere momenti di autentico relax tra il cinguettio degli uccelli e l’aria fresca prodotta dagli alberi. Progettato per assistere la scuola politecnica nel 1837 in quello che era l’antico recinto del Collegio Real dos Nobres che sosteneva l’insegnamento della botanica e dei principi dell’agricoltura, custodisce una vasta collezione di piante arricchita da un’importante riserva di specie esotiche identificate provenienti da tutto il mondo.

Questo si deve ai due giardinieri Edmund Goeze e Jules Daveau, che progettarono serre, sistemi di irrigazione tramite canali e cascate e un bellissimo albereto oltre che un vivaio di farfalle. Tra le numerose specie ospitate, una delle maggiori collezioni di cycas, piante ancestrali risalenti al tempo dei grandi dinosauri, che si aggiungono alle palme, ai fichi e alla collezione di cactus e piante carnose, felci giganti e piante tropicali provenienti a Asia, Australia e Americhe. Si tratta di uno spazio decisamente frondoso, di circa 4 ettari, abbellito da laghi, ponti e gruppi scultorei e rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto grazie alla presenza di piante rare e centenarie, che sono state qui raccolte con l’obiettivo di riprodurre ecosistemi unici. Analoga esperienza si può fare anche al Giardino Botanico di Ajuda, il più antico del Portogallo. Fondato nel 1768 vicino al Palazzo Nazionale di Ajuda, è sotto la tutela dell’Instituto Superior de Agronomia. La storia di questo giardino comincia dopo il terribile terremoto del 1755, in seguito al quale il re José I trasferì la propria residenza dalla centralissima Piazza del Commecio all’attuale quartiere di Ajuda, in una zona poco colpita dal sisma. E proprio qui venne deciso di costruire il giardino di corte, su progetto del botanico padovano Domingos Agostino Vandelli, che già aveva realizzato una struttura simile a Padova. L’area di 3,5 ettari fu inaugurata nel 1768 e in pochi decenni arrivò ad acquisire circa 5000 specie di piante.

A caratterizzarne l’architettura dalle tendenze rinascimentali e barocche sono la pietra scolpita, le piante, le fontane e i laghetti. Con l’invasione francese il giardino venne pesantemente danneggiato e dopo varie vicissitudini lo spazio riaprì nel 1910, affidato all’Istituto Superiore di Agronomia dell’Università di Lisbona. Oggi offre visite guidate per adulti e bambini oltre a workshop tematici per la conservazione della biodiversità. Particolarmente interessanti la Banca di Conservazione dei Semi ed illaboratorio attrezzato con microscopi per l’osservazione degli organi delle piante e un distillatore per l’estrazione di oli essenziali. Tra la collezione di piante, che comprende oltre 1640 specie, spicca una pianta sub-tropicale, la Dracaena drago, originaria di Madeira che ha circa 400 anni. I viali del parco sono impreziositi da alcune dellesiepi di bosso più lunghe d’Europa, che formano disegni geometrici per circa 2 chilometri. Bellissima è anche la settecentesca Fontana dalle quaranta bocchedecorata con statue di rospi, serpenti, pesci alati e figure mitologiche. Sotto la responsabilità del Museo Nazionale di Storia Naturale e di Scienza dell’Università di Lisbona è anche il Giardino Botanico Tropicale, situato a Belem. Noto anche come Giardino Coloniale, è stato creato nel 1906 con l’obiettivo di promuovere lo studio della flora delle antiche colonie portoghesi; oggi ospita oltre 500 specie perenni di origine tropicale o subtropicale, tra cui alcune estinte nei loro habitat come il ginkgo biloba. Per godere di tutto questo vale la pena soggiornare in uno degli Heritage Hotels, una catena di strutture di charme che riflettono la tradizione e la cultura portoghesi. Sono infatti gestiti da famiglie locali e situati in antiche case e piccoli edifici storici del centro di Lisbona; si caratterizzano per il loro ambiente romantico ed accogliente per essere un’alternativa autentica ai formali hotel di lusso.

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