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“Scartoffie”: Factorial racconta con ironia come la burocrazia continui a rallentare produttività, innovazione e benessere nelle aziende italiane

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Una ricerca presentata durante AI Week 2026 evidenzia come inefficienze amministrative, stress e processi frammentati continuino a rallentare le aziende italiane, sottraendo tempo e risorse ad attività strategiche

La burocrazia continua a essere uno dei principali ostacoli alla produttività delle aziende italiane. Documenti da approvare, procedure ripetitive, strumenti non integrati e attività amministrative sempre più frammentate generano ogni giorno costi nascosti, rallentamenti operativi e un forte impatto sul benessere delle persone che lavorano all’interno delle imprese.

È quanto emerge dalla nuova ricerca presentata da Factorial durante AI Week 2026 a Milano, appuntamento dedicato all’innovazione e all’intelligenza artificiale. Secondo i dati emersi, una società con 100 dipendenti può arrivare a perdere fino a 530 mila euro all’anno a causa delle inefficienze burocratiche interne, tra errori, ritardi e processi poco ottimizzati.

Factorial definisce questo fenomeno “Sindrome delle Scartoffie”: una condizione che coinvolge manager, responsabili e professionisti costretti a dedicare sempre più tempo a compiti amministrativi che poco hanno a che fare con il loro ruolo strategico. Oltre un manager su tre dichiara infatti di trascorrere più di cinque ore alla settimana tra approvazioni, autorizzazioni, report e attività ripetitive, con inevitabili ripercussioni sulla produttività aziendale.

Da questa riflessione nasce “Scartoffie”, la nuova campagna lanciata da Factorial e ideata dall’agenzia creativa Fuego Camina Conmigo, con produzione affidata a VETA e la regia di Nicolás Vázquez e David Camarero. Una campagna che utilizza il linguaggio dell’ironia per raccontare il caos burocratico quotidiano vissuto da migliaia di aziende, trasformando moduli, fogli e approvazioni infinite in simboli di un sistema ancora troppo complesso.

Secondo Jordi Romero, CEO di Factorial, il problema non può essere affrontato semplicemente digitalizzando i processi esistenti: “Digitalizzare non basta: senza semplificazione, si rischia solo di spostare la complessità online”. Un concetto che mette in evidenza uno dei grandi paradossi della trasformazione digitale: molte aziende hanno introdotto nuovi strumenti tecnologici, ma senza ripensare davvero il modo in cui lavorano.

La ricerca mostra infatti come il peso della burocrazia non sia solo economico, ma anche umano. Il 46% dei manager associa le attività amministrative a stress e ansia, mentre il 40% parla apertamente di frustrazione. Un dato che si riflette anche nella vita privata: metà degli intervistati racconta di aver perso tempo libero o ore di sonno a causa di problematiche lavorative legate alla gestione burocratica.

Il vero costo, però, potrebbe essere quello delle opportunità mancate. Sei manager su dieci sostengono che il tempo assorbito dalla burocrazia impedisca loro di concentrarsi su attività strategiche come leadership, innovazione, pianificazione e sviluppo del business. Se liberati da queste incombenze, oltre la metà investirebbe il tempo recuperato in formazione, crescita professionale e iniziative strategiche per l’azienda.

In questo scenario, l’intelligenza artificiale viene vista come uno strumento capace di alleggerire il carico amministrativo e automatizzare molte attività ripetitive. Tuttavia, la vera sfida non è soltanto adottare nuove tecnologie, ma integrarle in modo efficace nei processi aziendali. Oggi il 67% dei manager utilizza già strumenti AI per attività amministrative, anche se spesso in maniera frammentata e non strutturata.

Durante l’incontro è intervenuto anche Rudy Bandiera, divulgatore e consulente aziendale, che ha evidenziato come l’intelligenza artificiale venga ancora percepita da molti come qualcosa di distante e difficile da comprendere: “Vediamo l’intelligenza artificiale come un alieno, che permea ogni parte della nostra vita e non capiamo come funziona”. Secondo Bandiera, il rischio per aziende e professionisti che si avvicinano all’AI in modo superficiale è quello di aggiungere nuova tecnologia a processi già complessi, senza semplificarli realmente.

La partita, quindi, non si gioca solo sulla presenza dell’intelligenza artificiale nelle aziende, ma sulla capacità di ripensare organizzazione, flussi di lavoro e cultura aziendale. In un contesto economico in cui produttività, innovazione e velocità di adattamento diventano sempre più decisive, liberarsi dal peso delle “scartoffie” significa restituire tempo, competenze ed energie alle attività che generano davvero valore.

Evoluzione e Libertà in Toscana, prossima l’apertura di sedi regionali con al centro i valori del merito, dello sviluppo e della sicurezza

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Prende ufficialmente il via il percorso di radicamento territoriale di Evoluzione e Libertà in Toscana. Oggi a Firenze, il Vicesegretario Vicario Nazionale Gianluca Quadrini e il Coordinatore Nazionale Diego Sardellitti hanno incontrato un personaggio di riferimento e di assoluto spicco delle istituzioni toscane, già Vicepresidente del Consiglio Regionale. Noto esponente politico di centro-destra del territorio, la figura in questione ha guidato e strutturato in passato una significativa presenza della coalizione nell’area, ricoprendo anche il ruolo strategico di Responsabile del Comitato Senese per la campagna elettorale delle regionali.

​L’incontro, allargato anche a una nutrita rappresentanza di amministratori locali e referenti dell’area, sancisce l’avvio di una fitta collaborazione istituzionale. Attorno a questo nuovo percorso politico si sta aggregando un intero movimento che vede la partecipazione attiva di un solido gruppo di liste civiche territoriali, professionisti e numerosi esponenti politici locali, uniti dalla volontà di dare una risposta concreta alle esigenze delle diverse province toscane.

L’azione sinergica sarà finalizzata a mappare e verificare i bisogni reali del territorio, ponendo le basi per lo sviluppo di una struttura capillare del partai in tutta la regione, che vedrà come obiettivo centrale anche la prossima apertura di sedi fisiche del movimento nelle diverse province toscane. L’obiettivo principale del confronto è valutare tutte le opportunità di crescita della Toscana, con una forte e prioritaria attenzione al perseguimento e alla tutela degli interessi della gente.

​I VALORI E LE PROPOSTE DI “EVOLUZIONE E LIBERTÀ”
​Il progetto di Evoluzione e Libertà si fonda su pilastri programmatici ben definiti: la valorizzazione del merito, la tutela del lavoro autonomo e delle imprese, il rilancio delle infrastrutture e la centralità della sicurezza dei cittadini. Il partito si propone come una forza moderata, concreta e riformista, nata per colmare il distacco tra istituzioni e tessuto sociale, promuovendo una drastica semplificazione burocratica, politiche fiscali eque a sostegno di chi produce e un controllo rigoroso del territorio per garantire la legalità sia nei grandi centri urbani che nelle aree periferiche.
​Un percorso di crescita che si avvale del pieno e convinto supporto dei vertici nazionali del partito Democrazia e Libertà, nelle figure del Presidente Nazionale Mirko Greco e del Segretario Nazionale Giuseppe Basile, a testimonianza della rilevanza strategica che la Toscana riveste nel progetto complessivo di sviluppo del movimento.

Ha dichiarato il Vicesegretario Vicario Nazionale, Gianluca Quadrini:

La Toscana ha bisogno di una proposta politica seria, moderata e concreta, capace di ascoltare la voce dei cittadini, delle imprese e delle tante realtà civiche che animano le nostre comunità. La sinergia e la collaborazione istituzionale avviate con questa autorevole figura istituzionale, e sostenute da una squadra unita di amministratori e liste del territorio, nascono dalla volontà di coniugare la crescita della nostra azione politica con un’esperienza amministrativa consolidata e una profonda conoscenza delle dinamiche regionali. Il suo storico impegno sul campo e la sua autorevolezza organizzativa rappresentano un punto di riferimento fondamentale. L’apertura programmata delle nostre sedi sul territorio, supportata da questa rete civica e istituzionale, sarà il segno tangibile di una presenza costante, accessibile e vicina ai cittadini


​Dall’interlocutore di spicco è emerso un commento decisamente positivo sull’esito del confronto istituzionale:

​”Metto volentieri a disposizione il mio legame con il territorio e il bagaglio di esperienze maturate sul campo in questi anni per favorire un dialogo costruttivo e una collaborazione istituzionale che metta al centro le persone. Condivido la necessità di rimettere al centro dell’agenda politica i temi dello sviluppo, della sburocratizzazione e della vicinanza al cittadino. Questo tavolo di confronto, arricchito dal contributo fondamentale di amministratori, esponenti locali e forze civiche della nostra regione, ci permetterà di analizzare ogni opportunità di crescita per la Toscana, restando sempre attenti a dare voce alle istanze dei cittadini e a difendere i loro interessi”.

Con questo primo step fiorentino, Evoluzione e Libertà apre ufficialmente la propria fase di ascolto e organizzazione sul territorio toscano, a cui seguiranno nelle prossime settimane incontri e tavoli programmatici in tutte le province della regione per coordinare l’avvio delle nuove sedi operative.

L’Istituto Comprensivo 1 di Frosinone conquista la piazza: gimcane e sorrisi su due ruote

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Oltre 200 bambini e le loro famiglie protagonisti dell’evento finale del progetto “Scuola in Bici”, tra sport, educazione stradale, mobilità sostenibile e tanto entusiasmo in piazza Salvo D’Acquisto

Un pomeriggio di festa tra bici, musica e sport

Un pomeriggio di sole, musica, sport e allegria ha trasformato piazza Salvo D’Acquisto in un grande circuito dedicato ai più piccoli. Si è svolto giovedì 21 maggio l’evento conclusivo del progetto “Scuola in Bici” dell’Istituto Comprensivo 1 di Frosinone, diretto dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Edina Furlan, con la partecipazione di oltre 200 bambini e delle loro famiglie.

L’iniziativa, coordinata dalle docenti Antonella D’Emilia e Giovanna Gentile insieme a un ampio staff di insegnanti delle classi prime e seconde delle scuole primarie De Matthaeis, Lago Maggiore e Madonna della Neve, ha rappresentato il momento finale di un percorso educativo e formativo sviluppato durante l’intero anno scolastico.

L’evento, patrocinato dal Comune di Frosinone, ha visto la partecipazione di un’ampia rappresentanza dell’amministrazione cittadina, con la presenza del Sindaco Riccardo Mastrangeli, degli assessori Massimo Sulli, delegato alla Polizia Locale, e Mario Grieco, assessore all’Istruzione, oltre al comandante della Polizia Municipale Dino Padovani.

Educare alla mobilità sostenibile e alla sicurezza

“Scuola in Bici” nasce con l’obiettivo di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto ecologico, salutare, silenzioso e rispettoso dell’ambiente urbano. La bici viene così proposta ai bambini come strumento di mobilità sostenibile, capace di favorire autonomia, benessere fisico e rispetto degli spazi condivisi.

La manifestazione è stata preceduta da una lunga serie di attività teoriche e pratiche realizzate nel corso dell’anno scolastico grazie alla collaborazione della Polizia Municipale di Frosinone, della FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, del già presidente dell’Unione Ciclistica Alatri Giancarlo Rossi e dell’esperto di ciclismo Mario Silvestri.

Le finalità del progetto hanno abbracciato temi fondamentali come salute, mobilità sostenibile, cooperazione, socializzazione, rispetto delle regole e sicurezza stradale. Attraverso lezioni teoriche e attività pratiche, gli studenti sono stati accompagnati in un percorso educativo volto a formare cittadini più consapevoli e futuri utenti della strada più responsabili.

Gimcane, percorsi e una piazza piena di sorrisi

Il pomeriggio conclusivo si è svolto in un clima di festa, con percorsi ciclistici, gimcane e attività sportive organizzate in aree dedicate alle diverse fasce d’età. Centinaia di bambini hanno pedalato in sicurezza trasformando la piazza in uno spazio di aggregazione, divertimento e condivisione.

A chiudere la manifestazione, una partecipata premiazione delle classi coinvolte nel progetto e una speciale “pesca” finale con un premio particolarmente atteso dai bambini: una bicicletta nuova.

Fondamentale anche il supporto degli sponsor che hanno sostenuto il progetto: Di Cosmo Libri, Cartolibreria Scaccia, Authentica Ristorazione, PizzaPì 3.0 Restaurant, Gustoseria Magale, Cinelli Impresa Edile, L’Arte della Costruzione di Veroli, GLM Impianti Srl e Ro.al Elettric General Impianti.

Il ringraziamento ai docenti e il valore del progetto

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutti i docenti che hanno accompagnato i piccoli ciclisti durante l’intero anno scolastico: Antonella D’Emilia, Giovanna Gentile, Annamaria Ricci, Annarita Marcelli, Antonella Testa, Antonia Pellegrino, Filomena Mauti, Francesca Gentile, Francesca Paniccia, Massimo Galante, Luciana Cerelli, Luciana Roccatano, Lucrezia De Michele, Maria Mele, Marzia Cottarelli, Erminia Innico, Sara Mastrantoni e Stefania Germani.

“Scuola in Bici” si conferma così un’importante iniziativa educativa dell’Istituto Comprensivo 1 di Frosinone, capace di coinvolgere studenti, famiglie e istituzioni in una riflessione concreta sul tema della sicurezza, della salute e della mobilità sostenibile dei più piccoli. Perché, come dimostrato da questa giornata di festa, la cultura della bicicletta e del rispetto delle regole si impara anche – e soprattutto – sui banchi di scuola.

Accordo Usa-Iran, la bozza finale potrebbe arrivare entro poche ore

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Lo riferisce Al Arabiya aggiungendo che l’intesa dovrebbe entrare da subito in vigore

di Sausan Khalil

ROMA – La bozza finale di accordo tra Usa e Iran, con la mediazione del Pakistan, potrebbe arrivare tra poche ore. Lo fa sapere la tv emiratina Al Arabiya che cita alcune sue fonti. L’accordo dovrebbe entrare in vigore immediatamente una volta annunciato ufficialmente da entrambe le parti.

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Tra i punti chiave del piano, citati dall’emittente, ci sono il cessate il fuoco immediato, completo, incondizionato su tutti i fronti, compresa la terra, il mare, l’aria; la libertà di navigazione nel Golfo Arabico, nello stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman; la fine delle operazioni militari. Inoltre, il progetto di accordo ribadisce il rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

Intanto, alla Casa Bianca, durante la cerimonia per il giuramento di Kevin Warsh come presidente della Fed, Trump ha dichiarato: “L’Iran non vede l’ora di raggiungere un accordo, vedremo cosa succederà. Ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo altra scelta, perché l’Iran non può avere un’arma nucleare. Non possono averla.”

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Visita istituzionale presso il Comune di Bassano Romano –

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Iniziativa “Un giorno con il Prefetto”

Si è svolta nella giornata del 20 maggio 2026, presso il Comune di Bassano Romano, l’iniziativa “Un giorno con il Prefetto”, che ha visto la partecipazione del Prefetto di Viterbo, dott. Sergio Pomponio, all’incontro promosso dalla Dirigente scolastica del plesso San Vincenzo dell’IIS Bassano Romano, dott.ssa Maria Luisa Iaquinta, alla presenza degli studenti nonché del Sindaco e delle altre Autorità locali. L’incontro si inserisce nel quadro delle attività istituzionali volte ad incontrare il territorio e a rafforzare il dialogo con le giovani generazioni, anche in occasione dell’80° Anniversario della Repubblica Italiana.

L’evento ha avuto avvio con l’accoglienza dei partecipanti presso l’Istituto scolastico, durante la quale sono stati rivolti i saluti istituzionali ed è stata illustrata la finalità dell’iniziativa, concepita quale momento di educazione civica e di avvicinamento dei giovani al funzionamento dello Stato ed al ruolo del Prefetto.

Nel corso dell’incontro, infatti, il Prefetto ha illustrato in maniera articolata e approfondita la figura del Prefetto quale rappresentante del Governo sul territorio e presidio istituzionale a garanzia dell’unitarietà dell’azione amministrativa, dei diritti dei cittadini e della coesione sociale. È stata evidenziata l’importanza dell’attività svolta dalla Prefettura nel coordinamento degli altri Enti pubblici, nel raccordo con gli Enti locali e nella tutela degli interessi fondamentali della comunità, con particolare riferimento alla sicurezza, alla legalità, alla gestione dei flussi migratori ed alla protezione civile.

Uno specifico approfondimento è stato inoltre riservato all’illustrazione dell’organizzazione e delle funzioni svolte nel dettaglio dagli uffici della Prefettura, al fine di offrire agli studenti una visione complessiva dell’attività istituzionale e del ruolo di supporto e servizio assicurato quotidianamente.

Il confronto si è sviluppato in un clima di dialogo aperto e partecipato, con uno spazio dedicato ai quesiti degli studenti, che hanno dimostrato vivo interesse e coinvolgimento, intervenendo attivamente e manifestando curiosità rispetto alle tematiche trattate ed al funzionamento delle Istituzioni dello Stato. Il riscontro positivo e la partecipazione consapevole degli studenti hanno confermato il valore dell’iniziativa quale efficace strumento di conoscenza e avvicinamento al loro prossimo futuro nel ruolo di cittadini pienamente inseriti nella vita sociale, politica ed economica del sistema Paese.

L’incontro si è concluso con i saluti finali e con un momento di approfondimento culturale attraverso la visita al Monastero di San Vincenzo e a Palazzo Giustiniani, luoghi di significativo valore storico e istituzionale per il contesto locale che hanno consentito di valorizzare il patrimonio identitario della comunità.

L’iniziativa “Un giorno con il Prefetto” si inserisce nel più ampio percorso di presenza, ascolto e dialogo promosso dal Prefetto di Viterbo, volto a diffondere la cultura della legalità, a rafforzare il senso delle istituzioni e a promuovere una maggiore consapevolezza del ruolo che lo Stato svolge quotidianamente al servizio dei cittadini e delle comunità locali. In tale prospettiva, l’iniziativa contribuisce a promuovere una cittadinanza sempre più informata, responsabile e partecipe, nel solco dei valori costituzionali che guidano l’azione quotidiana delle Prefetture.

CARABINIERI FORESTALI: GIRO DI VITE CONTRO L’ABUSIVISMO EDILIZIO NELLA SABINA

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foto dal sito carabinireri

Prosegue senza sosta l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio e di tutela del territorio da parte dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Rieti.

Nell’ambito di mirati servizi di controllo, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Poggio Mirteto (RI) hanno accertato gravi violazioni alla normativa urbanistica ed edilizia nell’area della Sabina.

A seguito di un sopralluogo tecnico effettuato congiuntamente al Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Poggio Nativo (RI), presso una proprietà privata, i Carabinieri Forestali hanno riscontrato la realizzazione di opere edilizie eseguite in violazione delle vigenti normative di settore.  

Nello specifico, l’ispezione ha portato alla luce la realizzazione di un portico, di una piscina, di due bagni ricavati all’interno di un container, di due locali tecnici/accessori interrati, che, pur essendo stati in parte autorizzati da titoli edilizi preesistenti, presentavano discrepanze tali da configurare una variazione essenziale rispetto al progetto originario, mentre per alcuni manufatti è stata accertata la totale assenza di titoli abilitativi.

Il procedimento, attualmente in fase di indagini preliminari, consentirà all’Autorità Giudiziaria di valutare le eventuali responsabilità per un reato che prevede in caso di condanna la pena dell’arresto fino a due anni e dell’ammenda fino a 51.645 euro.

L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio dei Carabinieri Forestali volta a preservare l’integrità del paesaggio e del territorio. L’abusivismo edilizio, infatti, oltre a rappresentare una violazione di legge, costituisce una ferita al decoro urbano e dei luoghi, nonché un potenziale pericolo per l’assetto idrogeologico delle aree interessate.

PASSO CORESE. VIOLA RIPETUTAMENTE GLI OBBLIGHI DELLA DETENZIONE DOMICILIARE: 36ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI E CONDOTTO IN CARCERE

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I Carabinieri della Stazione di Passo Corese hanno tratto in arresto un 36enne del luogo, già noto alle Forze dell’Ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Viterbo.

L’uomo, in precedenza tratto in arresto e condannato per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti, era stato ammesso a beneficiare della misura alternativa della detenzione domiciliare.

Tale beneficio di legge prevede il rigoroso rispetto di specifici obblighi, tra cui il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione al di fuori degli orari consentiti e la necessaria reperibilità in occasione dei quotidiani controlli effettuati dalle Forze di Polizia.

Di fatto, il 36enne ha più volte trasgredito le prescrizioni a lui imposte. Le reiterate violazioni, puntualmente accertate e segnalate dai militari dell’Arma, sono state sottoposte alla valutazione dell’Autorità Giudiziaria.

A fronte delle evidenze riscontrate, l’Ufficio di Sorveglianza ha emesso un decreto di sospensione della misura alternativa, disponendo l’immediato ripristino della carcerazione.

Ricevuto il provvedimento, i Carabinieri hanno rintracciato l’interessato e, al termine delle formalità di rito, lo hanno associato presso la Casa Circondariale di Rieti.

Gian Piero Gasperini: Il Maestro del Calcio Italiano

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L’allenatore che ha rivoluzionato il calcio italiano con il suo stile offensivo e la valorizzazione dei giovani talenti

Gian Piero Gasperini è uno degli allenatori più rispettati e innovativi del calcio italiano contemporaneo. Nato il 26 gennaio 1958 a Grugliasco, in provincia di Torino, Gasperini ha costruito una carriera solida sia come calciatore che come tecnico, distinguendosi per il suo approccio tattico offensivo e la capacità di valorizzare giovani talenti.

Carriera da Calciatore

Gasperini ha iniziato la sua carriera calcistica come centrocampista, giocando principalmente in Serie A e Serie B. Ha vestito le maglie di diverse squadre italiane, tra cui JuventusPalermoPistoiese e Cagliari. Sebbene non abbia raggiunto la fama planetaria come giocatore, la sua esperienza sul campo gli ha fornito una profonda conoscenza del gioco, che si è rivelata fondamentale nel suo percorso da allenatore.

La Svolta da Allenatore

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Gasperini ha intrapreso la carriera di allenatore, iniziando con squadre giovanili e poi passando a guidare club professionistici in Serie B e Serie C. La sua capacità di costruire squadre aggressive e ben organizzate lo ha portato a ottenere risultati significativi, attirando l’attenzione dei club di Serie A.

L’Atalanta: Il Capolavoro Tattico

Il vero salto di qualità nella carriera di Gasperini è arrivato con la sua nomina a allenatore dell’Atalanta nel 2016. Qui ha rivoluzionato il modo di giocare della squadra bergamasca, trasformandola in una delle realtà più competitive e spettacolari del calcio italiano ed europeo. Il suo modulo preferito, il 3-4-3, ha permesso all’Atalanta di esprimere un calcio offensivo, dinamico e coraggioso, capace di mettere in difficoltà anche le squadre più blasonate.

Sotto la guida di Gasperini, l’Atalanta ha raggiunto traguardi storici, qualificandosi regolarmente per la UEFA Champions League e ottenendo piazzamenti di prestigio in Serie A. La sua abilità nel valorizzare giovani talenti e nel creare un gruppo coeso e motivato è stata fondamentale per questi successi.

L’Arrivo all’AS Roma

Il 6 giugno 2025, Gian Piero Gasperini è stato ufficialmente nominato allenatore dell’AS Roma, firmando un contratto triennale. La sua missione è quella di riportare la squadra giallorossa ai vertici del campionato italiano e di competere con successo nelle competizioni europee.

Con la sua esperienza e il suo stile di gioco offensivo, Gasperini punta a costruire una squadra solida, aggressiva e spettacolare, capace di entusiasmare i tifosi e di ottenere risultati importanti.

Stile di Gioco e Filosofia

Gasperini è noto per il suo calcio propositivo e per l’attenzione al gioco di squadra. Predilige un modulo con tre difensori centrali e ali molto offensive, che permettono di creare superiorità numerica in attacco. La sua filosofia si basa su intensità, pressing alto e rapidità nelle transizioni, elementi che rendono le sue squadre difficili da affrontare.

Conclusione

Gian Piero Gasperini rappresenta una figura chiave nel panorama calcistico italiano. La sua capacità di innovare tatticamente, unita a una forte leadership, lo rende uno degli allenatori più interessanti e influenti del calcio moderno. Con l’AS Roma, Gasperini ha l’opportunità di scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, portando la squadra verso nuovi successi e consolidando il suo ruolo di maestro del calcio italiano.

Paolo Battaglia La Terra Borgese: il Fabbro? un vero autentico artista sconosciuto ai più

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Paolo Battaglia La Terra Borgese


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Paolo Battaglia La Terra Borgese dimostra nella sintesi a seguire che quella del Ferro Battuto è una vera autentica Arte. La denominazione indica la tecnica della lavorazione del ferro a mano, cioè il battere il ferro con un maglio o un martello per ridurlo alle forme volute. Alla base della denominazione è la voce ferro, che risale al latino ferrum e dal latino è passata a tutte le lingue romanze

POETI, SCRITTORI E SCULTORI

Poeti e scrittori moderni, dal D’Annunzio a Virgilio Brocchi, hanno descritto efficacemente la fatica del fabbro che, reggendo con la sinistra le tenaglie e nella destra il martello, batte sull’incudine il ferro incandescente, e trae dall’aspra materia, fatta docile dal fuoco, armoniose figurazioni, volute, arabeschi. Nelle

mani del fabbro, il martello rivaleggia con la stecca dello scultore e col bulino del cesellatore.

ETÀ ANTICA

Ma l’arte di lavorare il ferro con finezza e con grazia fu pressoché ignota agli antichi: essi preferirono servirsi del bronzo, e ricorsero al ferro soltanto di rado, per rinforzo del legno.

Molti eruditi ed archeologi, però, negano che il bronzo, risultante dall’accoppiamento di due metalli, e perciò di difficile ritrovamento abbia preceduto, nella fabbricazione di rudimentali oggetti d’uso, il ferro facilmente

ottenibile col trattarne il minerale sui carboni ardenti. D’altra parte, bisogna considerare che sarebbe stato altrettanto difficile, all’inizio della civiltà, ottenere il ferro malleabile, perché il minerale fucinato a caldo è fragilissimo se non è stato liberato dalle impurità che contiene o dalla presenza di sostanze come zolfo, arsenico, e specialmente fosforo.

LE ORIGINI E IL PERCORSO STORICO DEL FERRO BATTUTO

Comunque sia del tempo e delle origini dell’Arte di trattare il ferro, è certo che non si ha notizia alcuna fino ad Erodoto, il quale ricorda un tripode che Glauco da Scio avrebbe foggiato col ferro artisticamente lavorato perché sostenesse il vaso di argento che Aliatte, antecessore di Creso, avrebbe offerto all’oracolo di Delfo (secolo VI a. C.). Plinio fa menzione di ornamenti di ferro su oggetti di legno. Nel Medio Evo il ferro servi soprattutto per le catene, per i rozzi infissi nei muri, per le grosse bandinelle dei portoni e dei ponti levatoi, per i chiodi a larga capocchia che servivano come motivo ornamentale sulle pesanti porte di chiese e castelli.

Purtroppo gran parte delle opere fabbrili del primo Medio Evo sono andate perdute per la distruzione compiuta dalla ruggine. Fino al XIII secolo questa distruzione fu pressoché totale, se si eccettuano poche armi conservate al

chiuso e qualche prezioso esemplare (cattedra di san Barbato a Benevento, torciera di Frassinoro a Modena).

Nelle campagne si cominciò a servirsi del ferro per i rudimentali strumenti agricoli del tempo; e in taluni luoghi, come nel contado senese, la fabbricazione degli attrezzi dell’agricoltura si avviò a forme d’arte che a poco a poco resero accetto il ferro anche nelle città.

SECOLO XIV

Nel Trecento si vedono un po’ dappertutto lanterne e fanali, torciere e arpioni, anelli murali e alari, a servizio dell’architettura; ma già il ferro battuto era servito al suo uso più proprio, cioè al cancello, nel Comunichino di S. Chiara ad Assisi. E ben presto l’arte di battere il ferro assurse a grande bellezza in Francia, col trionfo del

gotico; lo stile gotico ispirò anche in Italia saggi notevoli (Verona, Fiesole, Siena, Firenze); a Firenze ebbe bottega Nicolò Grosso, detto il Caparra, restauratore del lavoro del ferro e autore di pregevoli opere, tra cui le lanterne di Palazzo Strozzi.

IL CINQUECENTO

La grazia, la leggiadria decorativa del ferro battuto trionfarono nel gusto del Cinquecento; case e pubblici edifici si giovarono di quest’Arte negli esterni (cancellate e grate, balconate, lanterne murali) e negli interni (alari e parafuoco, pale e candelabri, borchie di casse, forzieri ecc.). Benché il ferro battuto segua in generale il gusto del secolo, pure nelle linee sobrie s’insinua qualche arditezza, qualche leziosità, come un’avvisaglia dell’orgia di fiorettature che porterà insieme a sé il barocco. Lucca strappa il primato a Siena e a Firenze; ma l’arte del ferro è ormai diffusa dappertutto, e moltiplica le sue opere insigni; mentre la Toscana, le Marche, l’Umbria, l’Italia tutta, gli Abruzzi (articolo 131 della Costituzione della Repubblica Italiana) più delle altre parti, con maggiore o minor forza seguono l’impulso dato dalle botteghe lucchesi, Reggio Emilia conquista un primato che le resterà anche ai nostri giorni.

IL SEICENTO, IL SETTECENTO E LO STILE IMPERO

Dal Seicento al Settecento la fantasia e la capacità creativa dei fabbri si sbizzarriscono in opere stupende per intreccio di curve, per delicatezza di

linee, per fasto di fregi ornamentali, di raffigurazioni mitologiche; l’influenza francese è forte, e vince le resistenze della tradizione nostrana. Ma

questa lotta con nobiltà, e, in taluni luoghi e con alcuni artisti, non contamina la purezza di linee attinta nel Cinquecento; esempio insigne il modenese G. B. Malagoli,detto il Caparra del Settecento, i cui capolavori sono le roste dell’Università e le sovrapporte dell’Ospedale di Modena.

Le arditezze (audacia, coraggio e originale franchezza) barocche furono poi sopraffatte dallo stile Impero che sostituì all’armonia delle curve la rigidezza delle linee rette, cioè alla fantasia creatrice la falsariga dell’ornamentazione geometrica. E tuttavia Palagio Palagi riuscì a dotare Torino del magnifico cancello del Palazzo Reale. Lentamente la gloria acquistata dalla Francia nell’Arte di battere il ferro cedeva; e dappertutto il mestiere prevaleva sull’Arte…

OTTOCENTO

…Giacché mai come in questo periodo di transizione – la seconda metà dell’Ottocento – il ferro ebbe tanto favore; ma, ahimè, si trattò di opere da dozzina che invasero gli edifici e più le case private: opere ottenute con la fondita, cioè con la riproduzione in serie di un unico modello, senza intervento personale dell’artista. Alla sonante officina del fabbro, dove tra martellate e pioggia di scintille nasceva l’Opera d’Arte, l’industria moderna sostituiva i forni dove la ghisa

colava inerte nei modelli. Tristezza!

DALL’ARTE LA PRODUZIONE IN SERIE

Come sempre la produzione industriale subentra all’Arte in nome del dio denaro. I fratelli Japy, originari di Beaumont (USA), furono i primi a sostituire la battitura col martello con lo “stampaggio”, e ottennero superfici lisce di ferro, molto a buon mercato: di qui la trasformazione industriale dell’arte di trattare il ferro.

IL MERCATO IMITA L’ARTE

I mercati di tutte le nazioni furono inondati di oggetti di molto discutibile gusto. La lavorazione economica divenne allora frequente con la cosiddetta stozzatura, finché non intervennero gli stampi e le forme dopo che furono inventati i magli e le

presse. La lamiera di ferro, tagliata nelle misure acconce, era sottoposta alle matrici, che erano spinte da bilancieri azionati a mano mediante colpi successivi finché non era ottenuta la forma desiderata; questa poi era ricotta nei forni, perché al ferro fosse restituita la malleabilità. Operazioni varie servivano poi a dare ai vari pezzi la loro unità complessiva, gli orli erano rifiniti a colpi di cesoie, e lungo i bordi si praticavano con la trapanazione i fori destinati a ricevere le viti e i bulloni di connessura…

SECOLO XIX: TRA VERO FERRO BATTUTO E IMITAZIONI LIBERTY CORRE UN ABISSO, E LE IMITAZIONI SONO FACILMENTE RICONOSCIBILI

… Ma in Francia e in Italia, tra l’imperversare del mestiere, il senso e il gusto dell’Arte non era perduto; e pochi solitari la coltivavano (l’Arte), con dispregio dei facili guadagni. Per merito di tali innamorati dell’Arte questa risorse, in Francia e in

Italia pressoché contemporaneamente, cioè intorno ai principi del secolo decimonono; il merito va dato all’architetto francese Eugène Viollet-le-Duc e agli artisti che seguirono il nuovo stile Liberty, che rappresentò senza dubbio un’involuzione del gusto dal punto di vista della pura Arte, ma contribuì a dare

nuovo impulso alla lavorazione del ferro.

SECOLO XX

Più tardi, agli inizi del ‘900, il francese Brandt e l’italiano Alessandro Mazzucotelli furono gli antesignani della rinascita, ancora oggi in pieno fiore tra noi*, e

certamente assai più ricca di promesse, dopo i notevoli saggi del lodigiano Mazzucotelli e dei suoi scolari, del milanese Carlo Rizzarda, del veneziano

Umberto Bellotto, del faentino Luigi Matteucci, dell’udinese Alberto Calligaris, del milanese Giuseppe Bernotti, e di decine di altri artieri ed artisti insieme, che hanno fatto risorgere le vecchie botteghe folte di scolari e di apprendisti, e unito felicemente vantaggi dell’industria modernamente organizzata con i diritti dell’Arte.

Soprattutto l’edilizia si giova del ferro battuto, e lo disposa ai materiali

di cui dispone, lo adatta agli ambienti ariosi. Una felice collaborazione è allora in atto tra architetto e fabbro. Così gli ospedali, le chiese, le ville dei ricchi privati si illeggiadriscono di cancellate, di lampadari, di fanali, di roste e di balconate

battuto, secondo il gusto e l’estro moderno del committente e dell’artista, ma anche (come Siena) secondo il buongusto antico, per cui le opere nuove

possono stare degnamente accanto alle bellissime antiche. Nelle ville, specialmente, il ferro battuto entra trionfalmente: il cancello, la ringhiera della scala interna, l’illuminazione elettrica, spesso perfino alla mobilia sono delicate gagliarde opere fabbrili…

BUON GUSTO? OGGI NON LO SAREBBE IN COSCIENZA ANIMALISTA

… Ma in queste opere modernissime del periodo non sempre il ferro battuto è solo; artisti come Umberto Bellotto, lo uniscono all’alabastro, agli smalti, alla madreperla, all’avorio, al cuoio sbalzato, e da tali connubi di materiali nascono piccoli capolavori: lampade e spade e perfino tavolini, sedie, poltrone. Non c’è parte dell’arredamento in cui il ferro non abbia mostrato di poter dare una nota di signorile (?) buon gusto (?).

LA MECCANIZZAZIONE

Una tecnica più sicura, che i ritrovati della scienza hanno favorito, soccorre il fabbro che nella sua officina non lavora più soltanto col martello e con le tenaglie: oggi il Fabbro si giova dei magli meccanici, della magia delle presse e delle stampatrici; rompe il ferro con la fiamma ossidrica, lo protegge dal suo grande nemico, la ruggine, con patine e vernici. Questi vari espedienti di tecnica progredita permettono di associare alla creazione artistica i vantaggi dell’industria e della sua organizzazione; così, accanto ai solitari maestri che, con pochi discepoli, continuano la tradizione dell’arte pura, sono sorte le officine che, senza ledere i diritti dell’Arte, possono fornire prodotti più a buon mercato. E perché quei diritti siano salvi, basta che i lavori in ferro non siano di vile ghisa, e rechino chiare le impronte della loro originaria nobiltà, cioè i segni della martellata.

DUEMILA

*Da segnalare: BIENNALE EUROPEA D’ARTE FABBRILE

Nata nel 1976 in Toscana, la Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia, durante il suo svolgimento, oltre al Campionato del Mondo di Forgiatura, bandisce concorsi di Scultura, Fotografia, Progettazione e Disegno e ospita Mercatini dei piccoli oggetti in Ferro per storicizzare abilità, creatività e sviluppi dell’arte attraverso la tecnica del Ferro Battuto.

Paolo Battaglia La Terra Borgese, noto storico, critico d’arte, saggista e politico italiano, è nato a Piazza Armerina il 28 luglio 1960. È ampiamente stimato nel panorama culturale italiano per la sua attività di divulgazione, cura di mostre e approfondimento critico sui movimenti artistici del Novecento e del Duemila. È celebre per la sua opposizione alla cosiddetta “critica finta”, denunciando la mercificazione dell’arte e l’appiattimento commerciale del mercato culturale. Tra i suoi interventi e saggi figurano approfondimenti su maestri storici come Piet Mondrian e Paul Cézanne. Concepisce la critica come uno strumento di educazione al gusto estetico. Per lui, l’arte deve stimolare il progresso intellettuale, morale e civico dell’individuo. Ha firmato numerose opere di saggistica e monografie d’arte, e riflessioni focalizzate sulla storia del manifesto e della cartellonistica pubblicitaria d’epoca. Interviene frequentemente nel dibattito pubblico proponendo riforme e riflessioni legati alla gestione del bene pubblico e alla convivenza civile.

Biodiversità, Confeuro: “Agricoltore vero custode dell’ambiente e della terra”

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Biodiversità, Confeuro: “Agricoltore vero custode dell’ambiente e della terra”

“In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, Confeuro ribadisce il valore fondamentale della tutela ambientale e della salvaguardia degli ecosistemi, temi oggi più che mai centrali per il futuro del pianeta e delle prossime generazioni”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro. “Quella odierna è una ricorrenza dall’alto valore sociale e simbolico, soprattutto per un Paese come l’Italia, che dispone di un patrimonio ambientale e faunistico tra i più ricchi e preziosi d’Europa. Una giornata che arriva, inoltre, all’indomani di un altro importante segnale sul fronte della tutela del pianeta: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che sostiene e dà attuazione al parere della Corte Internazionale di Giustizia, secondo cui gli Stati hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico”. Secondo Tiso, “biodiversità e agricoltura sono strettamente connesse, perché il mondo del settore primario rappresenta il primo presidio a difesa dell’ambiente e del territorio. Ed è esattamente questo il compito dell’agricoltore moderno: non consumare la terra, ma difenderla ogni giorno attraverso pratiche produttive sostenibili, innovative e rispettose dell’ambiente. È qui – conclude il presidente nazionale di Confeuro – che si gioca la grande sfida del futuro. La biodiversità può e deve essere tutelata attraverso modelli agricoli fondati sull’agroecologia e sull’agricoltura rigenerativa, strumenti indispensabili per coniugare sostenibilità ambientale, qualità produttiva e sicurezza alimentare. Difendere la biodiversità significa difendere il territorio, il lavoro agricolo e il benessere delle comunità”.