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Si finge carabiniere e tenta la truffa dello specchietto: arrestato a Roma da un agente fuori servizio

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Nel mirino un anziano di 80 anni: decisivo l’intervento di un poliziotto libero dal servizio. Recuperati 2.600 euro

ROMA – Ha provato a giocare sulla paura. Sulla fretta. E su quella fragilità che, davanti a una divisa – anche se finta – può fare la differenza.

Un trentunenne è stato arrestato a Roma dopo aver tentato la cosiddetta “truffa dello specchietto” ai danni di un uomo di 80 anni, fingendosi carabiniere per rendere più credibile la richiesta di denaro.

L’uomo, a bordo di uno scooter, ha affiancato l’auto dell’anziano, sostenendo di aver subito un danno alla carrozzeria a causa di una manovra azzardata. Poi il passo decisivo: qualificarsi come appartenente all’Arma, accusando la vittima e alzando il livello della pressione.

Una scena purtroppo già vista. Per rafforzare la messa in scena, il truffatore ha simulato una telefonata a un carrozziere, parlando di un danno da circa 2.900 euro. Quando l’anziano ha proposto di compilare il Cid o chiamare davvero le forze dell’ordine, la reazione è cambiata. Toni più duri, più insistenti. E soprattutto una minaccia velata: con l’intervento degli agenti, avrebbe rischiato la sospensione della patente.

E lì qualcosa si è incrinato. L’anziano, spaventato all’idea di non poter più assistere la moglie malata, ha ceduto. È salito sullo scooter ed è stato accompagnato fino a uno sportello bancomat per prelevare il denaro.

Ma proprio in quel momento è entrato in gioco un elemento imprevisto. Un agente della Polizia di Stato, libero dal servizio, ha notato la scena. Non tanto il prelievo, quanto l’atteggiamento del giovane, troppo attento, troppo presente. Qualcosa che non tornava.

Quando ha visto la consegna del denaro, è intervenuto immediatamente, qualificandosi e bloccando la via di fuga con il proprio scooter. Il tentativo del truffatore di scappare a piedi è durato poco: con l’arrivo di una pattuglia del XIII Distretto Aurelio, l’uomo è stato fermato.

Addosso aveva 2.600 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. E poi gli strumenti del mestiere: gessetti e carta vetrata, utilizzati per simulare graffi sulle auto e rendere credibile il finto incidente.

Il trentunenne, di origini campane, è stato arrestato con le accuse di tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto, disponendo per lui i domiciliari.

Un episodio che si inserisce in un fenomeno più ampio. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, le truffe ai danni degli anziani restano tra i reati più diffusi, con migliaia di casi segnalati ogni anno in Italia. Tecniche diverse, stesso obiettivo: sfruttare la paura e la buona fede.

E allora la domanda resta lì, semplice ma necessaria: quanto è facile, oggi, cadere in una trappola costruita così bene?

Colpo da 30mila euro e fuga con “staffetta”: arrestati dalla Polizia di Stato

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Foto: www.questure.poliziadistato.it

Colpo organizzato nella zona universitaria di Roma, decisivo l’intervento degli agenti: recuperata la refurtiva

ROMA – Un’azione rapida, pianificata nei dettagli, con una fuga costruita per sfuggire ai controlli. Ma non è bastato.

La Polizia di Stato ha arrestato i responsabili di un furto da circa 30mila euro ai danni di un negozio di ottica nella zona universitaria della Capitale. Un colpo mirato, probabilmente non improvvisato, che puntava a merce facilmente rivendibile e di alto valore.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato, dopo il furto i malviventi avevano organizzato la fuga utilizzando la tecnica della “staffetta”. Un metodo semplice ma efficace: un primo veicolo con funzione di apripista per segnalare eventuali controlli, seguito da un secondo mezzo incaricato di trasportare la refurtiva.

Una strategia già vista in altri episodi simili, soprattutto nei furti legati a beni di consumo ad alto valore commerciale. Occhiali di marca, in questo caso, facilmente collocabili sul mercato parallelo.

Gli agenti, però, hanno intercettato movimenti sospetti e avviato un’attività di controllo che ha portato rapidamente all’individuazione dei veicoli coinvolti. Da lì, il fermo dei responsabili e il recupero dell’intera refurtiva.

Un’operazione che si inserisce in un quadro più ampio. I dati più recenti del Ministero dell’Interno indicano che i furti in esercizi commerciali nelle grandi città restano tra i reati più diffusi. Nelle aree urbane come Roma, si registrano migliaia di episodi ogni anno, con una concentrazione maggiore nelle zone ad alta presenza di attività e flussi giovanili.

Non è un caso che proprio i quartieri universitari e commerciali siano spesso presi di mira. Qui il movimento è continuo, i controlli più complessi e le opportunità, per chi delinque, sembrano moltiplicarsi.

Eppure, operazioni come questa raccontano un altro lato della storia. Quello di un controllo del territorio che, pur tra difficoltà evidenti, continua a produrre risultati concreti.

Resta una domanda, quasi inevitabile: quanto è davvero difficile oggi organizzare un furto senza lasciare tracce? Forse più di quanto si pensi.

Roma, ciclo di eventi letterari a Piccoli Mondi di Carta: incontri con autori da marzo a maggio

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Ad Ostia, scrittura, poesia e memoria: otto appuntamenti culturali con autori contemporanei tra presentazioni e dialoghi con il pubblico

Ostia – Non un singolo appuntamento, ma un percorso. Di quelli che si costruiscono sera dopo sera, parola dopo parola.

A partire da venerdì 20 marzo prende il via un ciclo di incontri letterari che accompagnerà il pubblico fino a maggio, trasformando lo spazio di “Piccoli Mondi di Carta” in un punto di riferimento per chi ama leggere, scrivere, ascoltare.

Si comincia con Alfio Giuffrida e il suo Manuale di scrittura creativa. Un titolo che già dice molto, ma che dal vivo diventa altro: dialogo, confronto, anche qualche dubbio messo sul tavolo. Perché oggi scrivere significa pure orientarsi in un tempo che cambia, e non sempre lentamente.

La settimana dopo, il 27 marzo, sarà la volta di Vincenzo Giordano e Giovanni La Rosa con Biddi timpi. Due voci che si intrecciano, portando sul palco memoria e identità. E qui viene da chiedersi: quanto resta delle nostre radici quando proviamo a raccontarle?

Aprile cambia ritmo ma non intensità. L’11 Morena Terenzi presenta Ti ho amato in ogni vita, un titolo che sa già di emozioni forti, quasi intime. Il 17 aprile Assunta Berardi guiderà il pubblico dentro l’opera di Patanjali sullo yoga regale, aprendo una finestra su un tema che non è solo spirituale, ma anche profondamente umano. Il 24 aprile arriva Lucianna Argentino con Corpo di fondo. E qui la scrittura si fa ancora più essenziale, quasi fisica. Parole che non restano in superficie.

Maggio prosegue su questa linea. L’8 Rossella Seller porta Antenati del futuro. Poesie della trasformazione. Un titolo che sembra un paradosso, ma forse racconta proprio quello che siamo: un ponte tra ciò che eravamo e ciò che diventeremo.

Il 15 maggio Ada Sarrecchia presenta I diari di mio nonno, un lavoro che sa di memoria familiare, di quelle pagine che non si scrivono per pubblicare, ma per non dimenticare. E il 22 maggio chiude il ciclo Marino Marinò con Arte fantalogica, portando il pubblico in territori meno prevedibili, dove l’immaginazione gioca senza chiedere permesso.

Tutti gli incontri si tengono alle ore 18, con ingresso libero, presso “Piccoli Mondi di Carta” in viale Ammiraglio Del Bono 46, a Roma.

C’è un filo che lega ogni appuntamento. Non è solo la scrittura. È il bisogno, sempre più evidente, di ritrovarsi attorno alle storie. Di ascoltare una voce vera, davanti a noi. In un tempo in cui tutto corre, fermarsi un’ora per un libro diventa quasi un atto controcorrente.

E allora la domanda resta lì, sospesa: abbiamo ancora voglia di ascoltare davvero? O abbiamo solo smesso di farlo?

Recupero del complesso Ex Manni in via Sant’Agnese: investimento da oltre 2,8 milioni di euro per housing sociale e riqualificazione del centro storico

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Chiarinelli “un’operazione di rigenerazione che unisce valore storico e funzionalità sociale”

Prosegue il programma di riqualificazione del patrimonio edilizio e urbano finanziato nell’ambito del PNRR – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQUA). Tra gli interventi più significativi rientra il recupero del complesso Ex Manni di Sant’Agnese, nel centro storico della città.

L’intervento ha avuto come duplice obiettivo la rifunzionalizzazione dell’immobile e la restituzione alla città di un edificio di grande pregio storico, architettonico e monumentale, le cui origini risalgono al XV secolo, atteso da tempo da un’opera organica di riqualificazione e di ricucitura con il contesto urbano circostante.

Il progetto ha previsto la realizzazione di 12 alloggi autonomi destinati in particolare a persone anziane, cittadini in condizioni di fragilità e persone con disabilità, affiancati da spazi comuni e servizi condivisi progettati per favorire socialità, integrazione e qualità della vita. Particolare attenzione è stata riservata ai temi dell’accessibilità e dell’inclusività, in considerazione delle caratteristiche dell’utenza futura.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha riguardato importanti opere di miglioramento sismico e consolidamento strutturale, compatibili con la natura storica e vincolata dell’edificio. Le lavorazioni hanno incluso, tra l’altro, l’alleggerimento delle strutture mediante la riduzione dei carichi non strutturali, il rinforzo degli elementi portanti attraverso tecniche come l’intonaco armato con reti in fibra di vetro, nonché il consolidamento e il collegamento dei solai per garantire un comportamento strutturale più efficace in caso di eventi sismici.

A questi si sono affiancati il restauro degli elementi architettonici storici, interventi di efficientamento energetico, l’adeguamento degli impianti tecnologici e la riqualificazione degli spazi esterni, con la sistemazione della corte interna, la realizzazione di aree verdi, parcheggi e percorsi pienamente accessibili.

L’investimento complessivo previsto per la realizzazione dell’intervento è pari a 2.811.400 euro.

L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione urbana e sociale che l’Amministrazione comunale sta portando avanti attraverso i programmi finanziati dal PNRR, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spazi urbani, promuovere inclusione e rafforzare l’attrattività del centro storico di Rieti, restituendo alla comunità luoghi di valore rimasti inutilizzati per troppo tempo.

L’Assessore ai Lavori Pubblici Claudia Chiarinelli:

“Si tratta di un’operazione che unisce valore storico e funzionalità sociale. Nell’edificio, situato in una delle aree più significative della nostra città, sono stati realizzati dodici alloggi destinati a persone fragili, distribuiti su tre piani e corredati da spazi comuni e da un cortile interno con parcheggi. L’intervento ha previsto percorsi tattili per ipovedenti, illuminazione adattiva con sensori e un impianto di riscaldamento e raffrescamento per garantire comfort in tutte le stagioni. Si tratta di un recupero di pregio, non solo per la finalità sociale che questi alloggi andranno a svolgere, ma soprattutto perché restituisce alla città un immobile storico di grande valore, inutilizzato da troppo tempo. Questo è un ulteriore risultato che la nostra Amministrazione porta a termine nel percorso di valorizzazione del patrimonio urbano di Rieti.”

TRUFFA AI DANNI DELL’UNIONE EUROPEA

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LA PROCURA EUROPEA E I CARABINIERI
SEQUESTRANO BENI PER UN MILIONE E MEZZO DI EURO IN PROVINCIA DI ENNA E MESSINA

Il Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Messina ha eseguito un Decreto emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Enna, su richiesta della Procura Europea – Ufficio dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia con sede in Palermo – che, nell’ambito di specifica attività investigativa convenzionalmente definita Grazing Code 2”, ha disposto il sequestro preventivo nelle province di Enna e Messina di denaro e disponibilità finanziarie, anche per equivalente, di altri beni o utilità di proprietà dei dieci indagati e di 782 titoli di pagamento (c.d. diritti all’aiuto), per un totale di 1.404.913,06 mila euro, che costituisce illecito profitto di reato commesso da 10 imprenditori agricoli operanti nella provincia di Messina. Le investigazioni, svolte dal Reparto Specializzato dell’Arma, alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Agricoltura, da sempre impegnato nella tutela dei consumatori e nella salvaguardia delle corrette dinamiche economico-finanziarie del settore agricolo, hanno consentito di disvelare una complessa e articolata truffa aggravata finalizzata all’illecito conseguimento di ingenti contributi pubblici destinati al comparto primario ed erogati dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, gli allevatori, finiti sotto inchiesta,
avrebbero dichiarato, nell’ambito delle domande di pagamento relative alla PAC, di aver effettuato attività di “Pascolamento” su superfici agricole esterne al proprio compendio aziendale (sostenendo dunque di aver movimentato il bestiame verso tali aree), omettendo di attivare il “codice pascolo”, requisito indispensabile all’espletamento delle attività sui terreni. Tale omissione avrebbe consentito di eludere i controlli veterinari finalizzati a verificare l’effettiva movimentazione del bestiame.
La condotta illecita, infatti, si sarebbe concretizzata attraverso il ricorso ad autodichiarazioni- attestazioni utilizzate dagli indagati per dimostrare il presunto “Pascolamento” in assenza della prevista attivazione dei “codici pascolo”, così precludendo scientemente ogni controllo da parte dei veterinari dell’Asl sulla presenza degli animali nei terreni. Infatti, qualora, invece, fossero stati attivati i “codice pascolo”, sarebbe scattato l’obbligo di controllo sanitario da parte dei veterinari che, messi a conoscenza della movimentazione degli animali sulle aree, sarebbero dovuti intervenire e lì verificare la presenza dell’allevamento. Tutto ciò finiva per essere una espressa violazione della normativa in materia (sia Europea che Nazionale) che subordina il pagamento dei contributi al previsto requisito temporale del “pascolamento” e precisa che questo si può dimostrare ufficialmente solo attraverso la
movimentazione degli animali allevati indicati in BDN (banca dati VETINFO) mediante il possesso del “Codice Pascolo”. L’operazione oltre a consentire da parte dello Stato di acquisire una specifica garanzia su 1.404.913,06 mila euro, testimonia il costante impegno dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare operativi su tutto il territorio nazionale nel contrasto alle frodi in danno ai bilanci dello Stato e dell’Unione Europea. Essa rappresenta, altresì, l’esito dell’efficace azione di contrasto posta in essere dalla Procura Europea, attraverso un incisivo e puntuale coordinamento delle indagini culminato nell’adozione di provvedimenti idonei sia ad impedire la prosecuzione dell’attività delittuosa che a consentire il recupero di indebite somme percepite in violazione della normativa vigente ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti. STATO DELLE INDAGINI Si ricorda che permane la presunzione di innocenza, significa che una persona non può essere considerata colpevole di reato fino alla sentenza definitiva di condanna.
L’imputato è un presunto innocente sino alla sentenza definitiva di condanna. Durante tutti i gradi di giudizio, dunque, egli dovrà essere considerato innocente rispetto al reato di cui è accusato.
Anche il condannato in via non definitiva deve essere considerato innocente. Come detto sopra, infatti, la presunzione di innocenza impone di considerare non colpevole anche la persona riconosciuta tale da una sentenza ancora impugnabile. E così, la persona condannata in primo grado che abbia proposto appello oppure che sia ancora in tempo per farlo deve essere considerata innocente.

Sinibaldi “2 milioni 800 mila euro per recuperare l’ex Manni di via Sant’Agnese

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Invertiamo la desertificazione del centro storico e diamo risposte ai cittadini fragili”

Il Sindaco della Città di Rieti Daniele Sinibaldi:

“Questa mattina insieme all’Assessore ai Lavori Pubblici Claudia Chiarinelli, al dirigente e ai responsabili del V Settore e ai direttori dei lavori ho effettuato un sopralluogo all’ex Manni di via Sant’Agnese, una struttura che verrà a breve riconsegnata alla città a conclusione di un intervento importante che unisce rigenerazione urbana, recupero del patrimonio storico e artistico e politiche sociali, per un importo di oltre 2 milioni 800 mila euro finanziato con fondi PNRR – Missione 5 – “Inclusione e coesione”.

In questo immobile di proprietà comunale, chiuso da oltre 30 anni, sono stati realizzati 12 alloggi che saranno destinati a persone con particolari fragilità. In considerazione di questo la progettazione è stata particolarmente incentrata naturalmente sul miglioramento sismico e sul consolidamento strutturale e sull’efficientamento energetico, ma anche sull’inserimento di elementi di domotica e di tutte le misure volte a garantire la massima accessibilità.

L’intervento è stato pensato per favorire anche la socialità attraverso la creazione di una una bellissima corte, di spazi comuni e aree verdi con percorsi accessibili. La struttura è completata anche con un’area parcheggio dedicata.

Continuiamo a investire sulla città e sul recupero del patrimonio pubblico in disuso di cui i cittadini sono stati privati per troppi anni.

Un’ulteriore dimostrazione della volontà di investire nel nostro centro storico, eliminando spazi di degrado e abbandono e invertendo la tendenza allo spopolamento, favorendo così l’economia di una città che sta continuando a guardare avanti e a crescere.”

Maltempo: Pioggia, neve e vento fino a burrasca da Nord a Sud

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Allerta gialla in nove regioni

Un nuovo impulso perturbato proveniente dall’Europa nord-orientale dalla serata odierna andrà velocemente ad interessare gran parte dei nostri settori adriatici con piogge e precipitazioni nevose a quote di alta collina. Il passaggio della perturbazione attiverà anche un deciso rinforzo della ventilazione su gran parte delle regioni centro-settentrionali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende quelli diffusi in precedenza. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dal pomeriggio/sera di oggi, martedì 17 marzo, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia in estensione dalle prime ore della giornata di domani, mercoledì 18 marzo, ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica.

Dalle prime ore della giornata di domani si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Friuli Venezia giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio centro-settentrionale. Attese mareggiate lungo le coste esposte.

Si prevedono inoltre nevicate: mediamente al di sopra degli 800-1000 metri su Emilia-Romagna con apporti al suolo da deboli a moderati; mediamente al di sopra dei 700-900 metri su Abruzzo e Molise con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie alle quote più alte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 18 marzo, allerta gialla in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e su alcuni settori di Marche, Umbria, Lazio e Sicilia.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

CONTIGLIANO. I CARABINIERI SMANTELLANO UN BIVACCO NEI BOSCHI

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 DUE ARRESTI PER RESISTENZA E LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE

Prosegue l’incessante attività dei Reparti dipendenti dal Comando Provinciale Carabinieri di Rieti volta al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti all’interno di bivacchi allestiti nelle aree boschive.

In tale contesto, i Carabinieri della Stazione di Contigliano hanno tratto in arresto due extracomunitari, rispettivamente di 28 e 40 anni, entrambi senza fissa dimora e già noti alle Forze dell’Ordine, per i reati di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e porto di strumenti atti ad offendere.

L’operazione è scaturita da un’attenta attività informativa e dalle puntuali segnalazioni dei residenti della frazione Moggio, i quali avevano riferito un anomalo movimento di persone all’interno della locale area boschiva.

A seguito di mirati accertamenti, i militari hanno individuato un bivacco occultato nella fitta vegetazione. Una volta messa in sicurezza l’area, gli operanti hanno effettuato l’irruzione. I due soggetti, colti di sorpresa, hanno tentato una fuga repentina, venendo tuttavia immediatamente raggiunti. Nel tentativo di sottrarsi al fermo, gli uomini hanno opposto una violenta resistenza, aggredendo i militari con calci e spinte.

A causa della colluttazione, due militari dell’Arma hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 5 e 30 giorni. Nonostante l’ostilità dei soggetti, i Carabinieri sono riusciti a immobilizzarli in piena sicurezza.

La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire e porre sotto sequestro un coltello, un piccone, un seghetto e circa 550 euro in banconote di vario taglio, ritenuta probabile provento di attività illecite.

Dichiarati in arresto, sono stati condotti presso il Comando Provinciale di Rieti per l’espletamento delle formalità di rito. Su disposizione della Procura della Repubblica di Rieti, sono stati poi trattenuti presso le camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Nella giornata successiva, il Tribunale di Rieti in composizione monocratica ha convalidato l’arresto, disponendo per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere. I due sono stati pertanto tradotti presso la Casa Circondariale di Rieti.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

 

SINISTRA ITALIANA LAZIO: ENERGIA E CARBURANTI: BASTA SPECULAZIONI

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SINISTRA ITALIANA LAZIO: ENERGIA E CARBURANTI: BASTA SPECULAZIONI

Servono riduzioni delle accise temporanee, stipendi tutelati e investimenti nelle rinnovabili
Di fronte ai rincari di gas e petrolio occorre intervenire subito per fermare la spirale inflazionistica, difendere il potere d’acquisto dei lavoratori e accelerare la transizione e indipendenza energetica.
Negli ultimi giorni il prezzo del gas e del petrolio è aumentato rapidamente sui mercati internazionali. Si tratta di rialzi amplificati da dinamiche speculative nei mercati finanziari dell’energia che rischiano di scaricare sui cittadini costi non giustificati e di alimentare una nuova fiammata inflazionistica.
La condizione salariale è già fortemente indebolita. Gli stipendi in Italia non hanno ancora recuperato l’inflazione registrata nel 2022 e i rinnovi di molti contratti collettivi sono in ritardo di anni. Il potere d’acquisto dei lavoratori è già stato significativamente eroso e un nuovo aumento dei prezzi dell’energia rischierebbe di aggravare ulteriormente una situazione sociale già critica.
Per evitare nuovi rincari è necessario intervenire subito, sterilizzando gli aumenti del petrolio con una riduzione temporanea delle accise e intervenendo sulle tariffe di luce e gas per i cittadini. Il rinvio delle risorse aggiuntive previste dalla legge di bilancio per la spesa per la difesa, insieme alla tassazione degli extraprofitti energetici degli intermediari finanziari e delle società energetiche, può fornire le coperture necessarie per il bilancio pubblico.
Allo stesso tempo è sempre più necessario rafforzare gli investimenti nelle energie rinnovabili per ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni energetiche, anche attraverso la revisione delle modalità di assegnazione delle concessioni delle centrali idroelettriche, così da favorire rapidamente nuovi investimenti e aumentare la capacità di produzione di energia elettrica.
Nel Lazio è necessario rafforzare con decisione gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica per aumentare la produzione locale e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate. Allo stesso tempo è indispensabile mantenere le tariffe pubbliche regionali ai livelli attuali, evitando nuovi aumenti che aggraverebbero il costo della vita. In una fase di forte pressione inflazionistica è fondamentale tutelare il potere d’acquisto di lavoratori e famiglie. Per questo ribadiamo la nostra critica a un Governo che continua a non adottare le misure necessarie per scongiurare un nuovo periodo di rincari.
Danilo Cosentino
Leopoldo Nascia

Banda di ladri a casa di El Aynaoui: il calciatore e famiglia chiusi in una stanza

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Derubato di soldi, borse e gioielli dal valore di 10 mila euro complessivi

ROMA – Se li sono trovati in casa con i volti coperti dal passamontagna e pistole in pugno. Una banda di sei rapinatori, con un’accento dell’est, ha fatto irruzione nella villa all’Infernetto di Roma del centrocampista giallorosso Neil El Aynaoui, nella notte tra lunedì e martedì 16/17 marzo.

COSA È SUCCESSO

Per entrare nell’abitazione la banda ha sfondato una grata nell’inferriata del salotto. Poi con uno strumento particolare, hanno praticato un piccolo foro all’altezza della serratura della porta finestra e sono entrati in casa. Quindi, prima di fare razzia di soldi, gioielli e articoli griffati, i ladri hanno radunato i presenti: hanno subito intercettato la mamma del 24enne, ancora sveglia, minacciandola. Poi hanno raggiunto il calciatore franco-marocchino, che stava dormendo in camera con la moglie, per dargli un risveglio raggelante. Stesso copione per il fratello e la cognata, che si trovavano in un’altra camera da letto. Una volta raccolta, la famiglia è stata poi condotta in una stanza e lì rinchiusa, mentre i ladri hanno avuto tutto il tempo di cercare soldi e preziosi. Alla fine si sono portati via contanti, un rolex e borse firmate dal valore di circa 10 mila euro.

Sul posto sono arrivati subito gli investigatori della sezione antirapina della squadra Mobile, coordinati da Roberto Giuseppe Pititto, impegnati ora a indagare e rintracciare i delinquenti.

LE INDAGINI

Gli agenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona perché la telecamera presente all’esterno della villa del calciatore è stata neutralizzata all’arrivo dei rapinatori. Al vaglio anche possibili impronte digitali rimaste al passaggio della banda nei vari ambienti domestici, anche se risulta che tutti i componenti del gruppo avessero guanti.Secondo gli inquirenti a compiere la rapina sarebbe stata una banda specializzata, composta da professionisti dei furti in appartamento, forse originari dell’Est Europa. Il loro bottino però è stato sicuramente al di sotto delle loro aspettative perché il calciatore si sta trasferendo in un’altra abitazione e ha spostato parte dei suoi averi. Oggi pomeriggio El Aynaoui sarà ascoltato dagli investigatori per poter dare ulteriori informazioni utili a rintracciare i componenti della banda.

(photo credit: Neil El Aynaoui/Fb)

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»