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Referendum giustizia, Giorgi (Pd): “Riforma inutile, votiamo no”

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Referendum giustizia, Giorgi (Pd): “Riforma inutile, votiamo no”

“Il candidato al Consiglio comunale di Albano Laziale Remo Giorgi, nella lista del Partito Democratico, a sostegno del candidato sindaco Massimiliano Borelli, in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, interviene nel dibattito pubblico sul referendum sulla giustizia, che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo. “Non essendo un tecnico della materia, ho ritenuto doveroso approfondire con attenzione i contenuti della proposta di modifica costituzionale, che sarà oggetto del prossimo voto popolare – esordisce Remo Giorgi -. E proprio da questo approfondimento, fondato anche sulla riflessione di esimi e autorevoli giuristi, nasce la mia convinzione che si tratti di una riforma inutile e non risolutiva per i problemi reali della giustizia nel nostro Paese”. Secondo il candidato dem di Albano Laziale, “la magistratura rappresenta un pilastro fondamentale dello Stato di diritto e necessita certamente di miglioramenti, ma non di interventi che ne modifichino l’impianto costituzionale. La magistratura va migliorata, non cambiata”

Giorgi sottolinea ancora: “Le criticità del attuale sistema giudiziario vanno affrontate con serietà, ma attraverso riforme condivise e mirate, non con interventi che rischiano di compromettere i bilanciamenti istituzionali. In tal senso la riforma voluta dal ministro Nordio rischia di minare davvero l’equilibrio tra poteri, a danno di quello giudiziario: questa ipotesi deleteria, un paese come l’Italia non può davvero permetterselo. Per questo mi auguro che al referendum prevalga il No. Io voterò convintamente contro questa riforma”. Il candidato di Albano Laziale quindi puntualizza: “Successivamente, se al referendum dovesse vincere il no, sono del parere che debba essere compito del Parlamento avviare un confronto concreto tra tutte le forze politiche per individuare soluzioni condivise che rendano la giustizia più efficiente, senza indebolirne l’autonomia e l’indipendenza. Il nostro impegno politico – conclude Remo Giorgi – è quello di difendere i principi costituzionali, nell’interesse dei cittadini e della credibilità delle istituzioni”.

Cartella sociale informatizzata: adottate le linee guida nazionali

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Immagine creata con ausilio IA

Un passo verso servizi sociali più efficienti e coordinati a tutela dei cittadini

Con il decreto n. 31 dell’11 marzo 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le linee guida per la progettazione della Cartella sociale informatizzata, uno strumento destinato a innovare la gestione dei servizi sociali a livello territoriale.

Si tratta di un intervento inserito nel quadro del Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021–2027, con l’obiettivo di rafforzare la capacità degli Ambiti territoriali sociali di rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini, in particolare delle persone in condizioni di fragilità.

Per la prima volta viene definito un modello nazionale omogeneo, utile a orientare lo sviluppo dei sistemi informativi locali. La cartella consentirà di raccogliere e organizzare in modo strutturato le informazioni relative agli interventi sociali e sociosanitari, favorendo una gestione più coordinata tra enti, Regioni e Comuni.

Uno degli aspetti centrali riguarda l’interoperabilità con il Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS) e con le principali banche dati nazionali. Questo permetterà una maggiore integrazione delle informazioni e una riduzione delle duplicazioni, con possibili benefici in termini di rapidità ed efficienza degli interventi.

I documenti ufficiali — il decreto ministeriale, le linee guida e i relativi allegati tecnici — sono disponibili per la consultazione e rappresentano il riferimento operativo per enti locali e operatori del settore. Al loro interno viene delineata la struttura della Cartella sociale informatizzata, con indicazioni sui dati da raccogliere, sulle modalità di accesso e sui requisiti minimi di sicurezza e tracciabilità.

In sintesi, il decreto definisce il quadro normativo, le linee guida indicano come progettare e utilizzare il sistema, mentre gli allegati tecnici entrano nel dettaglio operativo, fornendo standard, modelli e specifiche utili per l’implementazione concreta nei territori.

Allo stesso tempo, il nuovo sistema richiede particolare attenzione alla gestione dei dati personali. Le linee guida indicano requisiti tecnici e organizzativi pensati per garantire sicurezza, controllo degli accessi e rispetto della normativa sulla privacy.

L’introduzione della Cartella sociale informatizzata rappresenta quindi un passaggio importante nel percorso di modernizzazione del welfare, con l’obiettivo di rendere i servizi più accessibili, tempestivi e coerenti con le esigenze reali dei cittadini.

Fonte Nuova – Arbitri Sport Italiani riunione tecnica con ospite d’eccezione

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Consueta riunione tecnica mensile dell’associazione Arbitri Sport Italiani a Fonte Nuova nella sede Lorenzo Cesari di Roma, con l’autorizzazione dell’ A.I.A. presente il Dott. Massimo Cumbo quale responsabile modulo formazione perfezionamento tecnico e regolamento del calcio a 5 dell’A.I.A., il quale si è soffermanto sul posizionamento arbitrale nel calcio a 5, del free-throw detto in italiano (tiro libero), con richiamo alla regola 12 falli e scorrettezze. Il Dott. Cumbo ha illustrato con video, slide per avere esempi pratici. L’incontro è stato molto partecipato, è stata inoltre, sottolineata l’importanza del tempismo nel prendere provvedimenti tecnici e disciplinari da parte dei direttori di gara. Ogni volta la presenza del Dott. Massimo Cumbo è una crescita unanime a livello tecnico/tattico, persona altamente qualificata con la passione innata per il mondo arbitrale a 360°.

da six Dott. Massimo Cumbo, DS Walter Guarini

Durante la riunione tecnica sono stati consegnati i diplomi del 1° Corso Nazionale di Formazione Arbitri ASI On-Line, presente tra gli altri il presidente Arbitri Sport Italiani Americo Scatena, il vice presidente Giada Fedeli, il DS Walter Guarini, la responsabile della segreteria Raffaela Finardi, con la partecipazione densa e significativa come sempre dei tesserati Arbitri Sport Italiani, è stato momento di confronto, analisi, senso di appartenenza e a fine serata conviviale.

COSENTINO (AVS): IN PIAZZA DEL POPOLO PER LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA.

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COSENTINO (AVS): IN PIAZZA DEL POPOLO PER LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA.

“Siamo arrivati al termine di una campagna referendaria difficile e impegnativa.
Nel Lazio, Sinistra Italiana – AVS ha organizzato decine di iniziative, ha informato, ha lottato contro la disinformazione, ha permesso a centinaia di persone fuori sede di votare come rappresentanti di lista nei seggi delle città dove studiano, lavorano o si curano” – così in una nota stampa il segretario regionale di Sinistra Italiana Lazio, Danilo Cosentino.
“Oggi saremo in Piazza del Popolo a Roma dalle 17 alle 20 dove si terrà la chiusura della campagna referendaria promossa dal Comitato della Società civile per il NO nel referendum costituzionale.
Saranno presenti tutte le soggettività della società civile che hanno partecipato a questa campagna referendaria, la CGIL, Anpi, Libera, Arci; i segretari e segretarie nazionali dei partiti di opposizione compreso il nostro Segretario nazionale Nicola Fratoianni e le istituzioni con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Vi aspettiamo in piazza e ancora una volta vi invitiamo a votare: NO!”

Si finge carabiniere e tenta la truffa dello specchietto: arrestato a Roma da un agente fuori servizio

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https://questure.poliziadistato.it/it/

Nel mirino un anziano di 80 anni: decisivo l’intervento di un poliziotto libero dal servizio. Recuperati 2.600 euro

ROMA – Ha provato a giocare sulla paura. Sulla fretta. E su quella fragilità che, davanti a una divisa – anche se finta – può fare la differenza.

Un trentunenne è stato arrestato a Roma dopo aver tentato la cosiddetta “truffa dello specchietto” ai danni di un uomo di 80 anni, fingendosi carabiniere per rendere più credibile la richiesta di denaro.

L’uomo, a bordo di uno scooter, ha affiancato l’auto dell’anziano, sostenendo di aver subito un danno alla carrozzeria a causa di una manovra azzardata. Poi il passo decisivo: qualificarsi come appartenente all’Arma, accusando la vittima e alzando il livello della pressione.

Una scena purtroppo già vista. Per rafforzare la messa in scena, il truffatore ha simulato una telefonata a un carrozziere, parlando di un danno da circa 2.900 euro. Quando l’anziano ha proposto di compilare il Cid o chiamare davvero le forze dell’ordine, la reazione è cambiata. Toni più duri, più insistenti. E soprattutto una minaccia velata: con l’intervento degli agenti, avrebbe rischiato la sospensione della patente.

E lì qualcosa si è incrinato. L’anziano, spaventato all’idea di non poter più assistere la moglie malata, ha ceduto. È salito sullo scooter ed è stato accompagnato fino a uno sportello bancomat per prelevare il denaro.

Ma proprio in quel momento è entrato in gioco un elemento imprevisto. Un agente della Polizia di Stato, libero dal servizio, ha notato la scena. Non tanto il prelievo, quanto l’atteggiamento del giovane, troppo attento, troppo presente. Qualcosa che non tornava.

Quando ha visto la consegna del denaro, è intervenuto immediatamente, qualificandosi e bloccando la via di fuga con il proprio scooter. Il tentativo del truffatore di scappare a piedi è durato poco: con l’arrivo di una pattuglia del XIII Distretto Aurelio, l’uomo è stato fermato.

Addosso aveva 2.600 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. E poi gli strumenti del mestiere: gessetti e carta vetrata, utilizzati per simulare graffi sulle auto e rendere credibile il finto incidente.

Il trentunenne, di origini campane, è stato arrestato con le accuse di tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto, disponendo per lui i domiciliari.

Un episodio che si inserisce in un fenomeno più ampio. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, le truffe ai danni degli anziani restano tra i reati più diffusi, con migliaia di casi segnalati ogni anno in Italia. Tecniche diverse, stesso obiettivo: sfruttare la paura e la buona fede.

E allora la domanda resta lì, semplice ma necessaria: quanto è facile, oggi, cadere in una trappola costruita così bene?

Colpo da 30mila euro e fuga con “staffetta”: arrestati dalla Polizia di Stato

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Foto: www.questure.poliziadistato.it

Colpo organizzato nella zona universitaria di Roma, decisivo l’intervento degli agenti: recuperata la refurtiva

ROMA – Un’azione rapida, pianificata nei dettagli, con una fuga costruita per sfuggire ai controlli. Ma non è bastato.

La Polizia di Stato ha arrestato i responsabili di un furto da circa 30mila euro ai danni di un negozio di ottica nella zona universitaria della Capitale. Un colpo mirato, probabilmente non improvvisato, che puntava a merce facilmente rivendibile e di alto valore.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato, dopo il furto i malviventi avevano organizzato la fuga utilizzando la tecnica della “staffetta”. Un metodo semplice ma efficace: un primo veicolo con funzione di apripista per segnalare eventuali controlli, seguito da un secondo mezzo incaricato di trasportare la refurtiva.

Una strategia già vista in altri episodi simili, soprattutto nei furti legati a beni di consumo ad alto valore commerciale. Occhiali di marca, in questo caso, facilmente collocabili sul mercato parallelo.

Gli agenti, però, hanno intercettato movimenti sospetti e avviato un’attività di controllo che ha portato rapidamente all’individuazione dei veicoli coinvolti. Da lì, il fermo dei responsabili e il recupero dell’intera refurtiva.

Un’operazione che si inserisce in un quadro più ampio. I dati più recenti del Ministero dell’Interno indicano che i furti in esercizi commerciali nelle grandi città restano tra i reati più diffusi. Nelle aree urbane come Roma, si registrano migliaia di episodi ogni anno, con una concentrazione maggiore nelle zone ad alta presenza di attività e flussi giovanili.

Non è un caso che proprio i quartieri universitari e commerciali siano spesso presi di mira. Qui il movimento è continuo, i controlli più complessi e le opportunità, per chi delinque, sembrano moltiplicarsi.

Eppure, operazioni come questa raccontano un altro lato della storia. Quello di un controllo del territorio che, pur tra difficoltà evidenti, continua a produrre risultati concreti.

Resta una domanda, quasi inevitabile: quanto è davvero difficile oggi organizzare un furto senza lasciare tracce? Forse più di quanto si pensi.

Roma, ciclo di eventi letterari a Piccoli Mondi di Carta: incontri con autori da marzo a maggio

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Ad Ostia, scrittura, poesia e memoria: otto appuntamenti culturali con autori contemporanei tra presentazioni e dialoghi con il pubblico

Ostia – Non un singolo appuntamento, ma un percorso. Di quelli che si costruiscono sera dopo sera, parola dopo parola.

A partire da venerdì 20 marzo prende il via un ciclo di incontri letterari che accompagnerà il pubblico fino a maggio, trasformando lo spazio di “Piccoli Mondi di Carta” in un punto di riferimento per chi ama leggere, scrivere, ascoltare.

Si comincia con Alfio Giuffrida e il suo Manuale di scrittura creativa. Un titolo che già dice molto, ma che dal vivo diventa altro: dialogo, confronto, anche qualche dubbio messo sul tavolo. Perché oggi scrivere significa pure orientarsi in un tempo che cambia, e non sempre lentamente.

La settimana dopo, il 27 marzo, sarà la volta di Vincenzo Giordano e Giovanni La Rosa con Biddi timpi. Due voci che si intrecciano, portando sul palco memoria e identità. E qui viene da chiedersi: quanto resta delle nostre radici quando proviamo a raccontarle?

Aprile cambia ritmo ma non intensità. L’11 Morena Terenzi presenta Ti ho amato in ogni vita, un titolo che sa già di emozioni forti, quasi intime. Il 17 aprile Assunta Berardi guiderà il pubblico dentro l’opera di Patanjali sullo yoga regale, aprendo una finestra su un tema che non è solo spirituale, ma anche profondamente umano. Il 24 aprile arriva Lucianna Argentino con Corpo di fondo. E qui la scrittura si fa ancora più essenziale, quasi fisica. Parole che non restano in superficie.

Maggio prosegue su questa linea. L’8 Rossella Seller porta Antenati del futuro. Poesie della trasformazione. Un titolo che sembra un paradosso, ma forse racconta proprio quello che siamo: un ponte tra ciò che eravamo e ciò che diventeremo.

Il 15 maggio Ada Sarrecchia presenta I diari di mio nonno, un lavoro che sa di memoria familiare, di quelle pagine che non si scrivono per pubblicare, ma per non dimenticare. E il 22 maggio chiude il ciclo Marino Marinò con Arte fantalogica, portando il pubblico in territori meno prevedibili, dove l’immaginazione gioca senza chiedere permesso.

Tutti gli incontri si tengono alle ore 18, con ingresso libero, presso “Piccoli Mondi di Carta” in viale Ammiraglio Del Bono 46, a Roma.

C’è un filo che lega ogni appuntamento. Non è solo la scrittura. È il bisogno, sempre più evidente, di ritrovarsi attorno alle storie. Di ascoltare una voce vera, davanti a noi. In un tempo in cui tutto corre, fermarsi un’ora per un libro diventa quasi un atto controcorrente.

E allora la domanda resta lì, sospesa: abbiamo ancora voglia di ascoltare davvero? O abbiamo solo smesso di farlo?

Recupero del complesso Ex Manni in via Sant’Agnese: investimento da oltre 2,8 milioni di euro per housing sociale e riqualificazione del centro storico

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Chiarinelli “un’operazione di rigenerazione che unisce valore storico e funzionalità sociale”

Prosegue il programma di riqualificazione del patrimonio edilizio e urbano finanziato nell’ambito del PNRR – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQUA). Tra gli interventi più significativi rientra il recupero del complesso Ex Manni di Sant’Agnese, nel centro storico della città.

L’intervento ha avuto come duplice obiettivo la rifunzionalizzazione dell’immobile e la restituzione alla città di un edificio di grande pregio storico, architettonico e monumentale, le cui origini risalgono al XV secolo, atteso da tempo da un’opera organica di riqualificazione e di ricucitura con il contesto urbano circostante.

Il progetto ha previsto la realizzazione di 12 alloggi autonomi destinati in particolare a persone anziane, cittadini in condizioni di fragilità e persone con disabilità, affiancati da spazi comuni e servizi condivisi progettati per favorire socialità, integrazione e qualità della vita. Particolare attenzione è stata riservata ai temi dell’accessibilità e dell’inclusività, in considerazione delle caratteristiche dell’utenza futura.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha riguardato importanti opere di miglioramento sismico e consolidamento strutturale, compatibili con la natura storica e vincolata dell’edificio. Le lavorazioni hanno incluso, tra l’altro, l’alleggerimento delle strutture mediante la riduzione dei carichi non strutturali, il rinforzo degli elementi portanti attraverso tecniche come l’intonaco armato con reti in fibra di vetro, nonché il consolidamento e il collegamento dei solai per garantire un comportamento strutturale più efficace in caso di eventi sismici.

A questi si sono affiancati il restauro degli elementi architettonici storici, interventi di efficientamento energetico, l’adeguamento degli impianti tecnologici e la riqualificazione degli spazi esterni, con la sistemazione della corte interna, la realizzazione di aree verdi, parcheggi e percorsi pienamente accessibili.

L’investimento complessivo previsto per la realizzazione dell’intervento è pari a 2.811.400 euro.

L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione urbana e sociale che l’Amministrazione comunale sta portando avanti attraverso i programmi finanziati dal PNRR, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spazi urbani, promuovere inclusione e rafforzare l’attrattività del centro storico di Rieti, restituendo alla comunità luoghi di valore rimasti inutilizzati per troppo tempo.

L’Assessore ai Lavori Pubblici Claudia Chiarinelli:

“Si tratta di un’operazione che unisce valore storico e funzionalità sociale. Nell’edificio, situato in una delle aree più significative della nostra città, sono stati realizzati dodici alloggi destinati a persone fragili, distribuiti su tre piani e corredati da spazi comuni e da un cortile interno con parcheggi. L’intervento ha previsto percorsi tattili per ipovedenti, illuminazione adattiva con sensori e un impianto di riscaldamento e raffrescamento per garantire comfort in tutte le stagioni. Si tratta di un recupero di pregio, non solo per la finalità sociale che questi alloggi andranno a svolgere, ma soprattutto perché restituisce alla città un immobile storico di grande valore, inutilizzato da troppo tempo. Questo è un ulteriore risultato che la nostra Amministrazione porta a termine nel percorso di valorizzazione del patrimonio urbano di Rieti.”

TRUFFA AI DANNI DELL’UNIONE EUROPEA

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LA PROCURA EUROPEA E I CARABINIERI
SEQUESTRANO BENI PER UN MILIONE E MEZZO DI EURO IN PROVINCIA DI ENNA E MESSINA

Il Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Messina ha eseguito un Decreto emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Enna, su richiesta della Procura Europea – Ufficio dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia con sede in Palermo – che, nell’ambito di specifica attività investigativa convenzionalmente definita Grazing Code 2”, ha disposto il sequestro preventivo nelle province di Enna e Messina di denaro e disponibilità finanziarie, anche per equivalente, di altri beni o utilità di proprietà dei dieci indagati e di 782 titoli di pagamento (c.d. diritti all’aiuto), per un totale di 1.404.913,06 mila euro, che costituisce illecito profitto di reato commesso da 10 imprenditori agricoli operanti nella provincia di Messina. Le investigazioni, svolte dal Reparto Specializzato dell’Arma, alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Agricoltura, da sempre impegnato nella tutela dei consumatori e nella salvaguardia delle corrette dinamiche economico-finanziarie del settore agricolo, hanno consentito di disvelare una complessa e articolata truffa aggravata finalizzata all’illecito conseguimento di ingenti contributi pubblici destinati al comparto primario ed erogati dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, gli allevatori, finiti sotto inchiesta,
avrebbero dichiarato, nell’ambito delle domande di pagamento relative alla PAC, di aver effettuato attività di “Pascolamento” su superfici agricole esterne al proprio compendio aziendale (sostenendo dunque di aver movimentato il bestiame verso tali aree), omettendo di attivare il “codice pascolo”, requisito indispensabile all’espletamento delle attività sui terreni. Tale omissione avrebbe consentito di eludere i controlli veterinari finalizzati a verificare l’effettiva movimentazione del bestiame.
La condotta illecita, infatti, si sarebbe concretizzata attraverso il ricorso ad autodichiarazioni- attestazioni utilizzate dagli indagati per dimostrare il presunto “Pascolamento” in assenza della prevista attivazione dei “codici pascolo”, così precludendo scientemente ogni controllo da parte dei veterinari dell’Asl sulla presenza degli animali nei terreni. Infatti, qualora, invece, fossero stati attivati i “codice pascolo”, sarebbe scattato l’obbligo di controllo sanitario da parte dei veterinari che, messi a conoscenza della movimentazione degli animali sulle aree, sarebbero dovuti intervenire e lì verificare la presenza dell’allevamento. Tutto ciò finiva per essere una espressa violazione della normativa in materia (sia Europea che Nazionale) che subordina il pagamento dei contributi al previsto requisito temporale del “pascolamento” e precisa che questo si può dimostrare ufficialmente solo attraverso la
movimentazione degli animali allevati indicati in BDN (banca dati VETINFO) mediante il possesso del “Codice Pascolo”. L’operazione oltre a consentire da parte dello Stato di acquisire una specifica garanzia su 1.404.913,06 mila euro, testimonia il costante impegno dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare operativi su tutto il territorio nazionale nel contrasto alle frodi in danno ai bilanci dello Stato e dell’Unione Europea. Essa rappresenta, altresì, l’esito dell’efficace azione di contrasto posta in essere dalla Procura Europea, attraverso un incisivo e puntuale coordinamento delle indagini culminato nell’adozione di provvedimenti idonei sia ad impedire la prosecuzione dell’attività delittuosa che a consentire il recupero di indebite somme percepite in violazione della normativa vigente ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti. STATO DELLE INDAGINI Si ricorda che permane la presunzione di innocenza, significa che una persona non può essere considerata colpevole di reato fino alla sentenza definitiva di condanna.
L’imputato è un presunto innocente sino alla sentenza definitiva di condanna. Durante tutti i gradi di giudizio, dunque, egli dovrà essere considerato innocente rispetto al reato di cui è accusato.
Anche il condannato in via non definitiva deve essere considerato innocente. Come detto sopra, infatti, la presunzione di innocenza impone di considerare non colpevole anche la persona riconosciuta tale da una sentenza ancora impugnabile. E così, la persona condannata in primo grado che abbia proposto appello oppure che sia ancora in tempo per farlo deve essere considerata innocente.

Sinibaldi “2 milioni 800 mila euro per recuperare l’ex Manni di via Sant’Agnese

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Invertiamo la desertificazione del centro storico e diamo risposte ai cittadini fragili”

Il Sindaco della Città di Rieti Daniele Sinibaldi:

“Questa mattina insieme all’Assessore ai Lavori Pubblici Claudia Chiarinelli, al dirigente e ai responsabili del V Settore e ai direttori dei lavori ho effettuato un sopralluogo all’ex Manni di via Sant’Agnese, una struttura che verrà a breve riconsegnata alla città a conclusione di un intervento importante che unisce rigenerazione urbana, recupero del patrimonio storico e artistico e politiche sociali, per un importo di oltre 2 milioni 800 mila euro finanziato con fondi PNRR – Missione 5 – “Inclusione e coesione”.

In questo immobile di proprietà comunale, chiuso da oltre 30 anni, sono stati realizzati 12 alloggi che saranno destinati a persone con particolari fragilità. In considerazione di questo la progettazione è stata particolarmente incentrata naturalmente sul miglioramento sismico e sul consolidamento strutturale e sull’efficientamento energetico, ma anche sull’inserimento di elementi di domotica e di tutte le misure volte a garantire la massima accessibilità.

L’intervento è stato pensato per favorire anche la socialità attraverso la creazione di una una bellissima corte, di spazi comuni e aree verdi con percorsi accessibili. La struttura è completata anche con un’area parcheggio dedicata.

Continuiamo a investire sulla città e sul recupero del patrimonio pubblico in disuso di cui i cittadini sono stati privati per troppi anni.

Un’ulteriore dimostrazione della volontà di investire nel nostro centro storico, eliminando spazi di degrado e abbandono e invertendo la tendenza allo spopolamento, favorendo così l’economia di una città che sta continuando a guardare avanti e a crescere.”