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Fiumicino. Museo del Saxofono riconosciuto: perché conta nel sistema culturale del Lazio

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Il riconoscimento a Fiumicino apre una questione più ampia: come il Lazio valorizza le sue eccellenze culturali.
Foto: www.facebook.com

La decisione della Giunta Baccini va oltre il livello locale: il museo di Maccarese diventa un caso su come il Lazio valorizza le sue eccellenze culturali.

Il Museo del Saxofono di Maccarese ottiene il riconoscimento istituzionale come istituto culturale di rilevanza locale. La decisione, approvata dalla Giunta guidata dal sindaco Mario Baccini e comunicata il 25 marzo 2026, segna un passaggio che riguarda non solo Fiumicino ma l’intero sistema culturale del Lazio.

Il riconoscimento formalizza il ruolo di una struttura già unica nel suo genere. Il museo, situato in via dei Molini, è infatti l’unico al mondo interamente dedicato al saxofono e ospita una delle collezioni più importanti a livello internazionale. È inoltre accreditato nell’Organizzazione Museale Regionale del Lazio, elemento che lo inserisce già in una rete culturale più ampia.

Il punto, però, non è solo il valore del singolo museo. È il modello che rappresenta. In un territorio come il Lazio, dove il patrimonio culturale è spesso concentrato nei grandi poli – Roma in primis – realtà specialistiche come il Museo del Saxofono mostrano un’altra direzione possibile: quella di una cultura diffusa, capace di costruire identità e attrattività anche fuori dai circuiti più battuti.

Un museo di questo tipo non vive solo di esposizione. Le attività curate dall’Associazione “Centro Studi Musicali Torre in Pietra APS” – tra corsi, masterclass ed eventi – lo trasformano in uno spazio attivo, con una funzione educativa e formativa che intercetta giovani, musicisti e appassionati. Non è solo conservazione, ma produzione culturale.

Nel comunicato istituzionale, il sindaco Mario Baccini ha parlato della necessità di rafforzare il ruolo della città come luogo di creatività e innovazione, puntando su collaborazioni tra pubblico e privato. È una linea che riflette un tema più ampio: la capacità dei territori di costruire valore culturale anche senza grandi infrastrutture, ma partendo da eccellenze mirate.

Il riconoscimento approvato dalla Giunta non introduce nell’immediato nuovi interventi operativi, ma ha un peso politico e culturale preciso: legittima una realtà già esistente e la inserisce in una strategia di sviluppo.

Resta però una questione operativa. Se il Lazio vuole davvero valorizzare le sue eccellenze culturali meno visibili, il riconoscimento deve tradursi in strumenti concreti e tempi adeguati.

Per realtà culturali che lavorano con programmazioni dinamiche, procedure più snelle – ad esempio per il patrocinio – possono fare la differenza, facilitando l’organizzazione e la promozione degli eventi.

È un passaggio che non riguarda solo le realtà più strutturate, ma l’intero sistema culturale diffuso, dove spesso le iniziative nascono e si sviluppano con tempi più rapidi.

È su questo equilibrio che si misura l’efficacia delle politiche culturali: non solo nel riconoscere, ma nel mettere le realtà nelle condizioni di lavorare meglio.

Il Museo del Saxofono, oggi, diventa un esempio concreto. Non solo per Fiumicino, ma per capire quanto la cultura possa essere ancora una leva reale di crescita territoriale.

Per chi vuole approfondire o partecipare alle attività, è possibile seguire i canali ufficiali del museo e consultare la programmazione aggiornata attraverso la pagina web dedicata.

Fonte Nuova – Arbitri Sport Italiani e il Beach Soccer

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La scorsa domenica presso la sede dell’Associazione Arbitri Sport Italiani alla presenza del presidente Americo Scatena, del responsabile del Beach Soccer Andrea Olivadoti, 12 arbitri in presenza e 4 collegati da remoto si è svolto la riunione tecnica dedicata al Beach Soccer.

Facciamo un passo indietro in Italia nel 2003 il beach soccer fu inserito nella struttura della FIGC  da Alessandro Colombo ed il Gruppo Ventaglio attraverso VentaClub EVENTS che ne deteneva i diritti in quanto competizione organizzata da privati. La nazionale italiana di beach soccer vanta 18 presenze ai Mondiali, con due secondi posti. Il regolamento ufficiale conta di 18 regole (strutturate quasi come quelle del calcio e del calcio a 5). Le principali sono: Ogni squadra è costituita da 5 giocatori, compreso il portiere; la panchina è costituita da 3/5 giocatori,il numero di sostituzioni è illimitato, servono due arbitri, si giocano 3 tempi da 12 minuti ciascuno con 3 minuti di intervallo tra un tempo e l’altro. La partita non può finire in parità: si giocano tempi supplementari di 3 minuti con golden goal ed, eventualmente, i rigori. Le punizioni sono sempre dirette, senza barriera e devono essere battute da chi subisce il fallo. A differenza del calcio, il portiere ha la possibilità di prendere il pallone con le mani su un retropassaggio intenzionale di piede da parte di un giocatore della propria squadra e si gioca a piedi nudi.

Con l’autorizzazione dell’A.I.A. era presente Fabio Polito componente della CAN Beach Soccer Sez. di Aprilia, arbitro esperto di lungo corso il quale ha illustrato con filmati slide, le regole generali e le novità sulle nuove normative del Beach Soccer.

    Roma. Rapine hotel centro: arrestato ex dipendente, svolta dopo mesi di indagini

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    Roma. Rapine hotel centro Roma: arrestato mentre lavorava negli alberghi
    Foto:www.questure.poliziadistato.it

    Colpiva le reception del centro storico fingendo armi. Ora è in carcere: per gli hotel cambia il quadro della sicurezza dopo una serie di episodi iniziati ad agosto.

    ROMA – È stato rintracciato e arrestato mentre lavorava di nuovo in un albergo del centro il ventottenne di origine marocchina ritenuto responsabile di una serie di rapine e tentate rapine negli hotel del centro storico. Il provvedimento è stato eseguito nelle ultime settimane e reso noto con un comunicato diffuso oggi, mercoledì 25 marzo 2026, dalla Polizia di Stato.

    L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave – ha ricostruito una sequenza di colpi tra agosto 2025 e i primi mesi del 2026. Nel mirino le reception di grandi strutture ricettive della Capitale, colpite soprattutto di notte.

    Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’uomo agiva con il volto parzialmente coperto e minacciava gli addetti fingendo di essere armato di coltello o mostrando una pistola poi risultata una replica. In almeno due episodi, tra novembre e gennaio, le vittime hanno reagito costringendolo alla fuga senza bottino.

    Le indagini sono partite da più fascicoli aperti separatamente e poi accorpati. Hanno lavorato insieme gli agenti del Commissariato Viminale, del I Distretto Trevi-Campo Marzio e i Carabinieri della Stazione Quirinale. Determinanti, secondo gli inquirenti, l’analisi delle immagini di videosorveglianza e l’incrocio dei dati delle celle telefoniche.

    Un elemento ha orientato da subito gli accertamenti: la sicurezza con cui l’uomo si muoveva nelle hall. Un comportamento che ha fatto ipotizzare un precedente impiego negli stessi ambienti. Ipotesi poi riscontrata: il giovane avrebbe lavorato in uno o più degli hotel presi di mira.

    La svolta investigativa è arrivata a inizio febbraio dopo una rapina a Ostia. Da lì è stato possibile risalire all’indagato e chiedere una misura cautelare, accolta dal Gip per uno degli episodi contestati, quello di fine gennaio.

    Dopo alcuni giorni di ricerche, l’uomo è stato trovato mentre lavorava nuovamente in una struttura alberghiera del centro. È stato portato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.

    Per gli alberghi del centro storico la notizia segna un passaggio concreto: dopo mesi di episodi ripetuti, si chiude almeno una prima fase investigativa. Resta aperta la questione della sicurezza nelle strutture ricettive, dove la conoscenza degli ambienti può trasformarsi in vulnerabilità.

    Fiducia di consumatori e imprese, il dato ISTAT del 26 marzo misura la tenuta reale dell’Italia

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    Grafica sulla fiducia economica in Italia: dati ISTAT su consumatori e imprese, spesa al supermercato, inflazione e lavoro, con Roma sullo sfondo.
    Immagine creata con IA

    Dopo mesi altalenanti, l’indicatore chiude il trimestre: da qui si capirà se la ripresa regge o resta fragile

    C’è un momento in cui i numeri smettono di essere oscillazioni e iniziano a diventare direzione. Il dato sulla fiducia di consumatori e imprese che l’ISTAT pubblicherà il 26 marzo è esattamente quel momento.

    Non è un aggiornamento qualsiasi. È il dato che chiude il trimestre e che permette di capire se gli ultimi mesi raccontano l’inizio di una ripresa oppure solo una sequenza di movimenti instabili.

    Gennaio e febbraio hanno già mostrato un quadro incerto. Prima le imprese in miglioramento e le famiglie più caute, poi il contrario: consumatori in recupero e imprese in rallentamento. Un’alternanza che da sola non basta a definire una tendenza.

    È qui che marzo diventa decisivo. Dopo tre mesi, le oscillazioni si chiariscono: o prendono una direzione, oppure confermano una fragilità più profonda.

    Per chi guarda l’economia da lontano può sembrare un passaggio tecnico. In realtà è un dato che entra direttamente nella vita quotidiana.

    Se la fiducia dovesse crescere in modo più stabile, il primo effetto si vedrà nei comportamenti delle famiglie. Si rimanda meno, si torna a programmare, si accettano spese che fino a poco prima venivano rinviate. Anche al supermercato cambia qualcosa: meno attenzione ossessiva al prezzo, più libertà nella scelta, meno rinunce sui prodotti non essenziali. Non è euforia, ma è un allentamento della tensione.

    Se invece la fiducia dovesse restare debole o tornare a scendere, lo scenario è diverso. La prudenza diventa regola. Si continua a confrontare ogni prezzo, si scelgono marche più economiche, si taglia su tutto ciò che non è indispensabile. Non perché manchi completamente la capacità di spesa, ma perché manca la sicurezza nel futuro. E quando manca quella, anche chi potrebbe spendere preferisce aspettare.

    Lo stesso vale per le imprese. Una fiducia più solida significa più investimenti, più assunzioni, maggiore disponibilità a rischiare. Una fiducia fragile, invece, blocca le decisioni: si rinvia, si riduce, si resta in difesa.

    Su questo equilibrio pesano fattori che vanno oltre il controllo diretto del Paese: tassi di interesse ancora elevati, tensioni internazionali, una domanda globale che non è ancora tornata forte. Non fermano il sistema, ma lo rendono instabile.

    Per questo il punto non è capire se la situazione sta migliorando o peggiorando in modo netto. Il punto è capire se sta diventando prevedibile.

    Perché è la prevedibilità, prima ancora della crescita, che permette alle persone di fare scelte.

    Il dato del 26 marzo servirà esattamente a questo: dire se famiglie e imprese stanno tornando a fidarsi abbastanza da muoversi con continuità, oppure se restano ferme in una zona intermedia fatta di piccoli passi e continue verifiche.

    Non darà certezze definitive. Ma dirà una cosa molto concreta: se la ripresa sta iniziando a entrare nella vita reale delle persone, anche nelle scelte più semplici, oppure se resta ancora un equilibrio fragile che non basta a cambiare davvero i comportamenti.

    Ed è lì che si gioca tutto. Non nei grandi numeri, ma in quello che succede ogni giorno, anche davanti a uno scaffale.

    Al Piccolo Teatro di Prova arriva lo spettacolo  “Mazza… Amore e Fantasia”

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    Al Piccolo Teatro di Prova dal 27 al 29 marzo 2026 arriva lo spettacolo  “Mazza… Amore e Fantasia”
    Al Piccolo Teatro di Prova dal 27 al 29 marzo 2026 arriva lo spettacolo  “Mazza… Amore e Fantasia”

    AL PICCOLO TEATRO DI PROVA ARRIVA LO SPETTACOLO “MAZZA… AMORE E FANTASIA” DAL 27 AL 29 MARZO 2026 

    Al Piccolo Teatro di Prova dal 27 al 29 marzo 2026 arriva lo spettacolo  “Mazza… Amore e Fantasia”, un viaggio ironico e autentico nella vita di un attore napoletano trapiantato nella grande metropoli, sospeso tra sogni, illusioni e realtà quotidiana.

    Salvatore Mazza porta in scena un racconto personale e universale, fatto di provini, attese, piccoli successi e grandi contraddizioni, che ogni artista conosce bene. 


    Lo spettacolo si ispira alla grande tradizione della comicità italiana, rielaborata in chiave personale e contemporanea.

    Ne nasce un racconto vivo, dinamico, capace di mescolare linguaggi e registri diversi, passando con naturalezza dal sorriso alla riflessione. 


    Il percorso artistico e umano di Mazza diventa così un ponte tra Napoli e Roma, tra radici e ambizioni, tra comicità e malinconia.

    In scena si alternano ritmo, ironia e momenti più intimi, dando vita a un racconto che esplora il mestiere dell’attore e le sue infinite sfumature.

    Uno spettacolo che parla a tutti: a chi sogna, a chi resiste e a chi, nonostante tutto, continua a credere nella magia del teatro. 

    Con Salvatore Mazza 
    Piccolo Teatro di Prova 
    27, 28, 29 marzo 
    Venerdì ore 21 
    Sabato ore 18 e ore 21 
    Domenica ore 18 

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    Scuole ‘Green’ in V Municipio, sogno o realtà?
    Programmi al palo, manca la progettazione esecutiva per varie inadempienze

    ​“L’annuncio, come sempre, fu ridondante: “Contratto istituzionale di sviluppo”, con tanto di acronimo (CIS), come ogni distopia che si rispetti. Altrettanto faraonica la dotazione di risorse, 200 milioni per attuare in 111 scuole romane la cosiddetta ‘transizione energetica e ambientale’. Una di quelle cose che fanno rumore ma che, a distanza di poco più di un anno, si sono rivelate la montagna che ha partorito il topolino”. Così, Michel Emi Maritato, commenta il progetto previsto per sette edifici scolastici in V Municipio.
    ​“Per non smentirsi, i vertici di Roma Capitale lanciano progetti mirabolanti come specchietto per le allodole ma la realtà, agli occhi dei romani, si palesa del tutto diversa – tuona il segretario – soprattutto in V Municipio, uno dei più arretrati per quanto attiene all’avanzamento del programma che, al momento, manca ancora di progettazione esecutiva. Da non credere”.
    ​“Ci troviamo di fronte alla solita situazione incongruente: ritardi burocratici, mancanza di organizzazione, uffici tecnici in difficoltà, inadempienze delle ditte. C’è da chiedersi a chi, l’amministrazione capitolina, abbia affidato l’arduo compito, tanto da tenere in ostaggio alunni e famiglie che aspettano speranzosi il munifico intervento dall’alto. A poco servono le rassicurazioni degli assessori competenti. Quando si lancia un progetto di tale spessore – incalza Maritato – si deve provvedere almeno a un minimo di programmazione”.
    ​“Un termine che, a quanto pare, a cominciare dal Campidoglio e, via via a strascico, in tutti i XV municipi, difetta fortemente in coloro che ne dovrebbero portare la responsabilità. Altro che ‘smart city’ e rigenerazione ambientale e tecnologica. Di questo passo a Roma non andremo da nessuna parte, se non cambiamo indirizzo”, conclude il segretario.

    CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MANUELE CARMELO

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    CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MANUELE CARMELO

    Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?

    Sono Manuele Carmelo classe 1990 e dalla Sicilia dove ho vissuto per 30 anni mi sono trasferito in Veneto insieme alla mia compagna Laura e dove è nata mia figlia Ginevra. Sono laureato in Scienze Motorie, provengo da una famiglia di agricoltori ma nella mia vita ho svolto diversi lavori, dal tecnico riparatore e programmatore informatico all’operaio in fabbrica mentre adesso lavoro come formatore ed educatore, sono anche un pilota di droni certificato e possiedo anche un canale YouTube dove parlo del mondo Spartan/OCR, motivazione e crescita personale.

    Mi piace la semplicità, parlare con le persone e magari essere di aiuto.

    Molto spesso mi trovo a correre non solo in gara ma soprattutto nella vita di tutti i giorni per far fronte a tutti gli impegni, ad essere presente in prima linea per la mia famiglia e dover gestire gli allenamenti che faccio a casa e all’aperto grazie al fatto di vivere in zone di montagna dove il dislivello non manca.

    2 Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo?

    Premesso che prima non ero mai stato il tipo di persona che faceva attività fisica anche perché dove abitavo da ragazzino, oltre alle scuole calcio non c’era grande scelta di discipline sportive. Al liceo ero il tipico ragazzo che veniva chiamato per ultimo per giocare a calcetto e facevo sempre il portiere.

    La mia avventura comincia nel 2017, dove per caso sono venuto a conoscenza delle OCR e in particolare delle Spartan Race a cui mi sono iscritto alla sprint 5km di Taranto, ultima gara in programma quell’anno in Italia, e dove ovviamente senza una preparazione adeguata ho fatto schifo!  Ma da lì in me si è accesa la volontà di migliorare e testare il mio potenziale, trovando la giusta spinta motivazionale. L’anno successivo sempre a Taranto ho chiuso le 3 distanze (21, 10 e 5km) in un giorno, portando a casa una trifecta X2. Negli anni non mi sono fermato solo alle gare ma ho fatto anche il corso Obstacle Specialist per diventare Marshall e per 5 anni sono stato Brand Ambassador. Nella mia carriera ho sempre chiuso almeno una trifecta ogni anno (si anche nel 2020) avendo una streak ininterrotta da 7 anni.

     3 Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché?

    Andrò controtendenza ma la gara che porto nel cuore è la Spartan di Berlino 2018, dove ho corso la mia prima Beast e chiuso la mia prima trifecta. Nonostante fosse una tappa “piatta”  mi è piaciuta molto anche perché il campo gara era allestito in un museo all’aperto dell’aeronautica militare tedesca, davvero suggestivo! Poi è stata la mia prima gara all’estero  quindi ha significato confrontarmi in un luogo non familiare e programmare una trasferta nei minimi dettagli e poi vedere come viene organizzato un evento che conosci bene ma trovarsi in un’altra nazione cogliendone le diverse sfumature ha sempre un suo perché.

    4 Cosa significa per te

    essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?

    Molto spesso la vita ci mette davanti a delle scelte dettate dagli eventi ed a volte si tende a chiudersi in una zona sicura o peggio nella rassegnazione, a tal proposito, penso che la risposta più difficile ma la più fruttuosa nel lungo termine sia quella di cambiare, provare strade nuove e spingersi oltre. Sono stato sempre convinto del fatto che essere un Ambassador deve rispettare la regola delle 3 “i”: Incontrare, Ispirare e Informare. Oltre a mettersi al servizio di coloro che desiderano misurare il proprio potenziale in uno sport completo, in qualcosa che ti spinge a migliorare impegnandoti mentalmente e fisicamente dal momento in cui ti iscrivi e che ti permette di conoscere altre persone, atleti e storie.

    A chiunque voglia provare dico di non esitare, troverai in noi il giusto supporto e dopo che avrai fatto il tuo primo salto oltre il fuoco di una finish line nulla sarà come prima.

    Ci vediamo nel fango

    AROO!

    Referendum sulla giustizia, Tiso(Accademia IC): “L’affluenza è vittoria della democrazia”

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    Referendum sulla giustizia, Tiso(Accademia IC): “L’affluenza è vittoria della democrazia”

    “Al netto del risultato tecnico del referendum costituzionale sulla giustizia, che ha visto prevalere il No, e delle riflessioni politiche che lasciamo agli addetti ai lavori, ciò che riteniamo più significativo è l’importante affluenza alle urne, che ha sfiorato il 60 per cento”. Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca. “La partecipazione di milioni di italiani al voto rappresenta infatti un segnale incoraggiante per la nostra democrazia. Dopo anni segnati da un progressivo distacco dalla partecipazione elettorale, vedere così tanti cittadini tornare alle urne significa che la coscienza civica e il senso di responsabilità collettiva non sono perduti. La vera vittoria di questa consultazione – aggiunge la portavoce CaRmela Tiso – è proprio la vitalità della partecipazione democratica del Paese. Accademia Iniziativa Comune si augura che questo segnale venga raccolto con attenzione dalla politica e dalle istituzioni, che devono tornare a lavorare con determinazione per avvicinare sempre più i cittadini alla vita pubblica e alla partecipazione al voto. Sono infatti i cittadini, con la loro partecipazione e le loro scelte, a determinare il destino del Paese e a dare forza alla nostra democrazia”, conclude Carmela Tiso.

    CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – SIMONE SIDOLI

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    CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – SIMONE SIDOLI

    1️⃣ Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?
    Mi chiamo Simone Sidoli, vivo in Lombardia e nella vita sono un imprenditore. Sono CEO e Founder di 20ACTION, agenzia creativa e di comunicazione, e co-founder di Zerogradi. Il mio lavoro mi porta ogni giorno a gestire progetti, persone e visione, ed è un percorso che per molti aspetti ritrovo anche nello sport: disciplina, pressione, costanza e voglia di crescere.

    2️⃣ Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo?
    La mia passione per la Spartan Race è nata nel 2020. Arrivavo già da un percorso sportivo, ma il mondo Spartan mi ha colpito subito perché unisce corsa, forza mentale, ostacoli e capacità di resistere quando la gara si fa dura. Mi ha preso perché non lascia spazio alle scorciatoie: o sei pronto, oppure il percorso te lo fa capire subito. Ed è proprio questo che mi piace. Nel tempo è diventata molto più di una gara: è entrata nel mio stile di vita.

    3️⃣ Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché?
    Più che una singola gara, mi restano nel cuore tutte quelle in cui ho capito di aver alzato il livello rispetto alla versione di me stesso dell’anno prima. Ogni Spartan ti lascia qualcosa, ma quelle che ricordo di più sono le gare in cui ho dovuto stringere i denti, gestire la fatica e continuare anche quando il corpo iniziava a chiederti di rallentare. È lì che capisci davvero perché fai questo sport. La Spartan per me non è solo risultato: è carattere, testa e capacità di restare lucido nella difficoltà.

    4️⃣ Cosa significa per te essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?
    Essere un brand ambassador Spartan per me significa rappresentare un modo di vivere lo sport fatto di impegno, esempio e mentalità. Vuol dire trasmettere energia vera, far venire voglia ad altri di mettersi in gioco e contribuire a far crescere questa community nel modo giusto. A chi vuole iniziare direi una cosa semplice: non aspettare di sentirti pronto. Parti. La Spartan non chiede perfezione, chiede coraggio, umiltà e voglia di migliorare. Il resto arriva con il tempo, con il lavoro e con le gare.

    Roma. Italia 2.0, nasce il nuovo partito di centro: Ciasco punta su cattolici, giovani e astensione

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    Alessio Ciasco presidente Italia 2.0 nel suo studio a Roma durante l’intervista

    Intervista al presidente Alessio Ciasco: il progetto politico guarda a chi non vota più e promette risposte concrete su sanità, tasse e giustizia

    Italia 2.0 è un nuovo soggetto politico che si presenta come forza di centro, con l’obiettivo dichiarato di riportare al voto chi oggi si sente distante dalla politica. Il progetto è stato illustrato il 24 marzo 2026 a Roma, nello studio dell’avvocato Alessio Ciasco, presidente del partito.

    Alessio Ciasco presidente Italia 2.0 nel suo studio a Roma durante l’intervista
    Avvocato Alessio Ciasco

    Secondo quanto dichiarato da Ciasco, Italia 2.0 nasce per intercettare tre aree oggi scoperte: cittadini che non votano più, elettori che non si sentono rappresentati e una parte del mondo cattolico che, a suo dire, non ha più un riferimento politico chiaro.

    Il partito si colloca nell’area di centrodestra ma punta a costruire una piattaforma più ampia, con una forte impronta centrista e sociale.

    Ciasco rivendica un approccio operativo: “andare sul territorio”, ascoltare i problemi e cercare soluzioni rapide attraverso il dialogo con le istituzioni. Una linea che, nelle intenzioni, vuole distinguersi da una politica percepita come distante e poco concreta.

    Il tema della distanza tra cittadini e servizi pubblici emerge anche da esperienze concrete legate alla sanità. Durante l’incontro è stata riportata una testimonianza su tempi di attesa molto lunghi per visite specialistiche, con richieste considerate urgenti che portano a spostamenti fuori regione o a rinvii di diversi mesi, anni.

    A questa si aggiunge un’esperienza diretta: per una visita gastroenterologica la prima disponibilità indicata è stata a gennaio 2027, con un’attesa di circa dieci mesi. Un tempo che, al di là del singolo caso, evidenzia una difficoltà reale nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

    È su situazioni come queste che si misura la distanza tra bisogni quotidiani e risposta del sistema pubblico, ed è su questo terreno che Italia 2.0 sostiene di voler intervenire.

    L’intervista entra nel merito del progetto politico e delle proposte. Alla domanda su cosa rappresenti oggi Italia 2.0, Alessio Ciasco definisce subito il perimetro del partito:
    “Il partito si pone come un partito di centrodestra che ha uno scopo specifico: richiamare tutte le forze centriste in un’unica grande funzione, creare un grande partito cristiano cattolico di centro”.

    Secondo il presidente, il punto di partenza è la distanza crescente tra cittadini e politica.

    “Le persone oggi si sentono abbandonate dal governo e dai partiti di opposizione, perché la politica spesso dà solo promesse e pochi fatti”, afferma, indicando come obiettivo quello di riportare al centro chi si è allontanato dalla partecipazione politica.

    Nel passaggio sui temi economici, Ciasco individua nella pressione fiscale uno dei nodi principali. “Oggi le tasse incidono fino al 67% su stipendi e attività”, sostiene, parlando di un sistema che penalizza cittadini e imprese.

    Su questo fronte propone un intervento diretto soprattutto nei confronti delle grandi aziende, insistendo sul principio di equità fiscale:

    “Se le multinazionali pagassero realmente le tasse, avremmo molte più risorse. La legge deve essere uguale per tutti”.

    Nel corso dell’intervista collega questo tema anche a scelte normative del passato, citando un meccanismo introdotto, a suo dire, “sotto il governo Renzi”, che avrebbe favorito le multinazionali nella gestione del rapporto con il fisco. La proposta avanzata è quella di un sistema di prelievo diretto sugli incassi, per evitare margini di elusione e uniformare il trattamento tra grandi gruppi e piccole attività.

    Ampio spazio viene dedicato anche alla giustizia, indicata come uno dei pilastri del programma.

    “Il magistrato deve rispondere degli errori commessi. Oggi questa responsabilità non è reale”, afferma Ciasco, chiedendo una revisione complessiva del sistema.

    Nel suo intervento critica alcune riforme recenti e sottolinea la necessità di rafforzare il diritto di difesa, evidenziando difficoltà operative che, secondo la sua esperienza professionale, incidono sui tempi e sull’efficacia dei procedimenti.

    Il tema dei giovani viene affrontato come una delle questioni più urgenti. Ciasco parla di richieste precise che, a suo giudizio, non trovano risposta:

    “I giovani chiedono tre cose: salario adeguato al costo della vita, social housing e sostegno alla famiglia”. Fa riferimento alla necessità di adeguare i salari all’inflazione, di creare strumenti concreti per l’accesso alla casa e di sostenere le famiglie in tutte le loro forme.

    Secondo il presidente di Italia 2.0, l’assenza di risposte su questi temi contribuisce ad allontanare i giovani dalla politica o a indirizzarli verso altre scelte.

    Nel complesso, Italia 2.0 si presenta come un progetto politico che punta a costruire una nuova area centrista, cercando di unire istanze sociali, economiche e culturali oggi frammentate. Il partito individua come priorità la riduzione della pressione fiscale, la riforma della giustizia, il sostegno ai giovani e un intervento più efficace su sanità e servizi.

    Resta ora da capire se questo progetto riuscirà a tradursi in presenza concreta sul territorio e in consenso elettorale. Il tentativo è quello di intercettare una domanda reale di rappresentanza, in un momento in cui una parte crescente di cittadini si sente distante dalla politica. È su questo terreno che Italia 2.0 prova a costruire il proprio spazio, puntando su un’idea di cambiamento che dovrà misurarsi con i fatti.