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DERMAMO: nasce il nuovo player italiano del benessere funzionale

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Scienza farmaceutica, fitoterapia e intelligenza artificiale dietro il lancio della linea a base di Arnica e Artiglio del Diavolo.

MODENA, Marzo 2026 – Nel mercato europeo del benessere e della dermocosmesi funzionale emerge un nuovo marchio destinato a ridefinire il concetto di trattamento naturale per muscoli e articolazioni: DERMAMO

Il progetto italiano si distingue per un approccio che unisce la sapienza della fitoterapia avanzata alle più moderne tecnologie di intelligenza artificiale.

Una formula tra esperienza farmaceutica e innovazione.

Il cuore di DERMAMO risiede nella competenza tecnica e scientifica. Le formulazioni sono state sviluppate grazie alla sinergia tra due grandi professioniste del settore farmaceutico: Selene Boffito e Federica Merlano, esperte in cosmetologia e fitoterapia.

Il loro lavoro si è focalizzato sullo sviluppo dermocosmetico ad alta performance attraverso l’applicazione funzionale degli estratti vegetali con l’obiettivo di offrire prodotti moderni, efficaci e sicuri, adatti a un utilizzo quotidiano e rispondenti ad elevati standard di qualità.

L’Intelligenza Artificiale al servizio della ricerca.

Un elemento distintivo del progetto è il coinvolgimento di CrossNection, shareholder di DERMAMO e società leader nell’IA (premiata come miglior realtà innovativa della Regione Toscana). L’integrazione dell’intelligenza artificiale ha permesso di analizzare dati e informazioni dal mercato globale, unire l’esperienza delle farmaciste con evidenze scientifiche raccolte a livello internazionale e, infine, definire una formula ottimizzata e orientata alle reali esigenze dei consumatori.

Una guida manageriale di alto rilievo.

La guida del progetto è affidata all’Amministratore Delegato Gianluca Gatti, già CEO di YouGlam By Lorella Cuccarini. Gatti porta in DERMAMO la sua consolidata esperienza nel posizionamento distintivo di brand beauty e nello sviluppo di strategie digitali vincenti ed ha affermato: “La visione manageriale punta a portare nel segmento del benessere funzionale un modello industriale più strutturato, capace di coniugare credibilità scientifica e sviluppo commerciale scalabile”.

Una struttura solida per il futuro del Made in Italy.

DERMAMO non nasce come iniziativa isolata, ma come marchio controllato da una società organizzata con competenze integrate tra ricerca, sviluppo, marketing e distribuzione. In un mercato che richiede sempre più affidabilità e conformità normativa, DERMAMO si posiziona come il punto d’incontro tra fitoterapia, cosmetologia e innovazione tecnologica, segnando l’inizio di una nuova fase per il benessere funzionale Made in Italy.

I prodotti Dermamo sono in vendita on line sul sito di Ideabellezza, disponibili a questo link.                      

Roma. Emissione titoli di Stato, nuova asta MEF: cosa sapere

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Roma. Emissione titoli di Stato, BTP e CCTeu: cosa sapere
Foto creata con IA

Dal 26 marzo parte il calendario per BTP e CCTeu: rendimenti definiti e rischi contenuti, ma serve una scelta consapevole

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato il 24 marzo 2026 una nuova emissione di titoli di Stato con avvio delle prenotazioni il 26 marzo . In un momento in cui molti risparmiatori tornano a guardare ai BTP, il punto centrale non è creare allarme ma capire in modo concreto come funzionano e che cosa comportano.

I titoli in emissione sono BTP a 5 anni, BTP a 10 anni e CCTeu. Le cedole indicate sono del 2,85% per il quinquennale e del 3,45% per il decennale, mentre il CCTeu prevede un tasso variabile indicizzato. Sono rendimenti chiari, stabiliti alla partenza, che permettono a chi investe di sapere in anticipo quanto incasserà se mantiene il titolo fino alla scadenza.

Questo è il primo elemento che spiega perché i titoli di Stato vengono considerati strumenti affidabili. Il capitale e gli interessi sono garantiti dallo Stato italiano, e per questo rientrano tra le forme di investimento più utilizzate dalle famiglie.

È però corretto distinguere tra affidabilità e assenza totale di rischio. Il funzionamento dei titoli è semplice: se vengono mantenuti fino alla scadenza, il rendimento è quello previsto. Le variazioni di prezzo incidono solo se si decide di vendere prima. In quel caso il valore può salire o scendere in base all’andamento dei tassi di interesse.

Un altro aspetto riguarda l’inflazione. I rendimenti indicati sono nominali, quindi il guadagno reale dipende dall’andamento dei prezzi nel tempo. È un fattore da considerare, ma non cambia la struttura dello strumento.

Per i cittadini l’accesso resta diretto tramite intermediari. Il pubblico può prenotare i titoli entro il 26 marzo, con un investimento minimo di mille euro . Non ci sono costi di intermediazione aggiuntivi applicabili al cliente per la fase di collocamento, come indicato dal MEF.

Nel quadro complessivo, questa emissione di titoli di Stato conferma una dinamica già nota: i BTP restano uno strumento stabile per chi cerca rendimenti prevedibili nel tempo.

Ma la scelta non è automatica. Dipende dall’orizzonte dell’investimento e dalla capacità di mantenere il titolo fino alla scadenza. È lì che si gioca la differenza tra una decisione consapevole e una scelta fatta senza piena comprensione.

Fiumicino. Progetto TERSA: il carciofo al centro tra scuola e filiera agricola nel Lazio

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Fiumicino. Carciofo protagonista nel progetto TERSA: scuola e filiera insieme nel Lazio
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All’Istituto Baffi studenti, aziende e territorio insieme: un modello che guarda alla valorizzazione agricola regionale.

Il carciofo diventa occasione per mettere in relazione scuola, produttori e territorio. Questa mattina all’Istituto IIS Paolo Baffi si è svolto un nuovo appuntamento del progetto TERSA, promosso dal Biodistretto Etrusco Romano ETS e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura.

L’iniziativa ha coinvolto studenti dell’istituto e alunni di alcune scuole medie in attività pratiche e degustazioni dedicate al carciofo, prodotto simbolo della tradizione locale. Dalla preparazione alla romana e alla giudia fino alle varianti al forno e crude, l’incontro ha trasformato un alimento in esperienza formativa.

Alla giornata hanno partecipato anche aziende vinicole e birrifici locali, segnando un passaggio concreto: mettere in relazione produzione, trasformazione e consumo all’interno della stessa filiera territoriale.

Il progetto TERSA si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il Lazio, dove l’agricoltura resta una componente rilevante ma spesso frammentata. Iniziative come questa puntano a costruire connessioni tra produttori, istituzioni e nuove generazioni, con un’attenzione crescente alla qualità e alla sostenibilità.

«L’obiettivo è far conoscere soprattutto ai più giovani la varietà e il valore dei prodotti locali, promuovendo modelli di consumo più consapevoli», ha dichiarato il vicesindaco Giovanna Onorati.

Avviato lo scorso anno, il progetto proseguirà per tutto il 2026 con incontri, degustazioni e attività formative. La sfida resta quella di dare continuità a queste esperienze, trasformandole in strumenti stabili di valorizzazione agricola e culturale.

In questo senso, la giornata dedicata al carciofo mostra un passaggio concreto: la promozione dei prodotti locali può diventare più efficace quando coinvolge direttamente scuola, territorio e filiera.

Finanziamento regionale per il “Palio di San Pietro Eremita”

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Trevi Nel Lazio, La Regione Lazio riconosce il valore sociale, culturale, e  tradizionale dell’evento

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 24/03/2026 è uscita la graduatoria dei Comuni che hanno avuto il finanziamento per la promozione e valorizzazione del territorio regionale. Tale graduatoria ha certificato il finanziamento del progetto presentato dal comune di Trevi nel Lazio, relativo al Palio di San Pietro Eremita, che si svolge il 31 agosto per la corsa dei cavalli. L’ importo richiesto e finanziato è di € 20.000,00. “Questo -commenta il Sindaco Silvio Grazioli- è il risultato di un lavoro concertato tra il Comune e le decine di ragazzi che da tre anni organizzano il Palio del 31 agosto. Il loro impegno è stato premiato e riconosciuto dalla Regione Lazio che ha valutato in modo straordinario il progetto presentato, che ha ottenuto il risultato di 75 punti. Ciò è stato possibile grazie al fatto che siamo giunti alla 4^ edizione del Palio e che tale manifestazione abbia raggiunto un livello di interesse notorietà che muove la presenza di migliaia di persone. Tutto ciò è motivo di orgoglio e soddisfazione della nostra comunità di Trevi nel Lazio. Un evento che è cresciuto notevolmente, riversando su di se grande interesse e coinvolgimento”. Gli eventi dell’estate trebana riscuotono un grande successo con il plauso del pubblico per le manifestazioni che si svolgono a Trevi ed agli Altipiani di Arcinazzo, ma c’è un evento in particolare per cui c’è grande attesa ed una preparazione che dura tutto l’anno, ed è il “Palio di San Pietro Eremita” che si svolge nell’ambito dei festeggiamenti patronali il 31 agosto. Una manifestazione che nasce per la volontà dell’Amministrazione Grazioli, che ha raccolto negli anni il desiderio della popolazione di ridare vitalità a questo evento, diventando una manifestazione di prestigio. Durante l’anno c’è una grande fermentazione, tra la comunità, ognuna delle otto contrade è rappresentata da un proprio cavallo, che con i colori della fazione è lanciato dal fantino lungo viale Cesare Battisti trasformato per l’occasione nello scenario della competizione.  “Il Palio -commentano alcuni cittadini alla notizia- è più di una corsa di cavalli, di una competizione tra le contrade, essa  rappresenta un collante  per il tessuto sociale che tiene unito il paese. Sicuramente come di consueto il gruppo di minoranza dirà che questi sono spiccioli, ma il  finanziamento è un importante riconoscimento della regione al Palio, per il suo valore sociale e culturale, e rappresenta la tradizione e conservazione dei valori più autentici”.

Corea del Sud: la nuova proposta di Glamour

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Viaggi tra K-culture, tradizioni millenarie e itinerari su misura per un’esperienza autentica e immersiva

La Corea del Sud sta vivendo un momento di popolarità senza precedenti anche in Italia. La musica dei K-pop, con i suoi gruppi iconici e performance spettacolari, le emozioni travolgenti delle serie TV K-drama, capaci di raccontare storie intense e universali, e le innovazioni nella K-beauty, tra skincare rituali e prodotti rivoluzionari, hanno trasformato il Paese in un fenomeno culturale globale. Ma la Corea non è solo pop culture: le sue metropoli ultramoderne convivono con siti storici millenari, templi immersi nella natura, palazzi reali e villaggi tradizionali dove il tempo sembra essersi fermato. Tutto questo rende la Corea del Sud una destinazione ideale per chi desidera un viaggio completo, capace di coniugare modernità e creatività con storia, cultura e tradizioni autentiche, offrendo esperienze capaci di emozionare.

Cogliendo questo entusiasmo, Glamour (www-glamourviaggi.it), tour operator toscano con oltre trent’anni di esperienza nella creazione di itinerari personalizzati e nella biglietteria aerea, ha deciso di aprire la Corea del Sud tra le sue destinazioni a partire da gennaio. “La Corea del Sud rappresenta una meta straordinaria, ricca di contrasti e di sorprese”, commenta Emmer Guerra Destination Director di Glamourcon i nostri pacchetti tailor made e tour guidati vogliamo offrire un’esperienza autentica, che permetta di vivere il Paese con tutti i sensi, tra modernità, storia e tradizioni locali.”

Gli itinerari di Glamour portano i viaggiatori alla scoperta di città iconiche e luoghi ricchi di storia. Da Seoul, capitale pulsante dove i grattacieli futuristici si mescolano a palazzi reali e templi antichi, a Busan, porto vivace famoso per le spiagge e i mercati del pesce; da Gyeongju, soprannominata “museo a cielo aperto” per i suoi templi e siti storici millenari, fino a Andong, simbolo della tradizione coreana con i suoi villaggi storici e i festival culturali. Gli spostamenti avvengono in treno, per vivere il viaggio con libertà, ammirando paesaggi che passano dalle metropoli ultramoderne alle campagne e montagne che custodiscono storie antiche.

La proposta di Glamour include sia pacchetti tailor made, costruiti per chi desidera esplorare la Corea in autonomia, sia tour guidati “sit in coach”: “Corea da scoprire”, 7 notti con guida in italiano, e “Corea autentica”, 11 notti in inglese con guida italiana su richiesta. Entrambi i tour offrono esperienze immersive come la vestizione dell’Hanbok (abito tradizionale coreano), la preparazione del Kimchi (cavolo cinese fermentato in salsa piccante), la partecipazione a cerimonie del tè, visite a mercati locali e incontri con artigiani, permettendo di entrare in contatto diretto con la cultura del Paese.

Oltre a offrire competenza e assistenza completa, Glamour si distingue per la cura dei dettagli, la selezione di strutture di qualità e l’attenzione alla personalizzazione di ogni itinerario, rendendo ogni viaggio in Corea un’esperienza unica e memorabile.

La Corea del Sud si conferma così una destinazione capace di unire innovazione, cultura e fascino senza tempo, dal ritmo frenetico di Seoul alla quiete dei villaggi storici, dai sapori intensi della cucina tradizionale alle luci dei festival contemporanei. Con Glamour, il viaggio in Corea diventa un’avventura completa, autentica e indimenticabile.

Giuliano (UGL): “Il Canada offre stipendi fino a 5mila euro agli infermieri, SSN rischia ulteriore indebolimento”

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Il sistema sanitario italiano si trova ad affrontare una sfida senza precedenti a causa di una strutturata campagna di reclutamento proveniente dal Canada che sta intercettando le nostre migliori professionalità. Sul tema interviene con forza Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute, che analizza con estrema preoccupazione lo scenario attuale.

«Il reclutamento attivo di infermieri italiani da parte del Canada non è più un’ipotesi, ma una realtà che impone una risposta decisa dalle istituzioni» dichiara Giuliano. «Si assiste all’assurdo paradosso di un Paese che forma eccellenze professionali per poi vederle migrare verso il Nord America mentre regioni come il Lazio, per colmare i vuoti d’organico, si trovano a valutare l’inserimento di personale dal Cile. È una dinamica che evidenzia l’urgenza di revisionare le politiche di gestione del capitale umano per evitare che stipendi non adeguati e una limitata valorizzazione sociale spingano i nostri infermieri a cercare alternative all’estero, poiché senza un piano di adeguamento salariale il SSN farà fatica a mantenere i propri standard».

Il Segretario entra poi nel dettaglio delle offerte che stanno svuotando le nostre corsie: «L’offerta canadese rappresenta un segnale d’allarme che non possiamo ignorare. Parliamo di stipendi che possono arrivare fino a circa 5.000 euro al mese, garantendo una retribuzione che in alcuni casi è fino a tre volte superiore rispetto alla media nazionale. Nello specifico, la retribuzione mensile lorda è compresa tra 4.380 e 8.140 dollari canadesi, ovvero tra i 3.776 e i 5.100 euro, a seconda della posizione e dell’esperienza. Ma il vero punto di forza dell’offerta è il pacchetto complessivo: oltre allo stipendio, i candidati ricevono la copertura delle spese di trasferimento, biglietti aerei inclusi, corsi gratuiti di lingua francese e un’assistenza burocratica completa per l’inserimento lavorativo e sociale».

«Questa situazione» prosegue Giuliano «solleva preoccupazioni gravose in un sistema sanitario nazionale che soffre già di una carenza strutturale di decine di migliaia di infermieri. Le condizioni di lavoro, segnate da turni pesanti e carichi elevati, si uniscono a stipendi medi che ancora zavorrano i professionisti italiani tra i meno pagati nella media europea, rendendo le proposte estere estremamente competitive. Il rischio è quello di una fuga sempre più consistente di personale qualificato, attratto da migliori prospettive economiche e di sicurezza. Per l’Italia, la sfida si fa sempre più urgente: dobbiamo trattenere i nostri professionisti e rendere il sistema sanitario nuovamente attrattivo, prima che l’esodo verso l’estero diventi una scelta obbligata e definitiva per la maggior parte del personale sanitario».

Emanuele Louis Clerici approda a Villa di Piazzano

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Lo chef milanese, con esperienze in ristoranti stellati Michelin e luxury club internazionali, guiderà la nuova proposta di pasticceria della storica dimora situata tra Umbria e Toscana

La dimora rinascimentale Villa di Piazzano 5*L, che riaprirà per la stagione il prossimo 28 marzo, accoglie nel proprio team il pastry chef Emanuele Louis Clerici, professionista con un percorso internazionale nel mondo dell’alta pasticceria. Nel corso della sua carriera Clerici ha maturato esperienze in ristoranti stellati Michelin, hotel di lusso e private club in Europa, Stati Uniti e Caraibi, sviluppando uno stile che unisce tecnica classica, sensibilità contemporanea e attenzione all’equilibrio dei sapori. Il suo arrivo rafforza il progetto gastronomico della villa, sempre più orientato a offrire agli ospiti un’esperienza culinaria curata in ogni dettaglio.

Milanese, classe 1984, Emanuele Louis Clerici inizia il suo percorso nella ristorazione nel 2004 e si dedica in modo specifico alla pasticceria dal 2010. Nel tempo ha costruito un’identità professionale che combina tecnica, ricerca estetica e sperimentazione, mantenendo un forte legame con le basi della tradizione.

Nel corso della sua carriera ha lavorato in diverse realtà gastronomiche di rilievo internazionale. Tra le esperienze più significative figurano il Ristorante Linfa (1 stella Michelin) a San Gimignano, dove si è occupato di dessert al piatto contemporanei; ION Restaurant (1 stella Michelin) a La Valletta, Malta, contribuendo allo sviluppo di una proposta dolce creativa e raffinata; il Lyford Cay Club alle Bahamas, dove come Executive Pastry Sous Chef ha coordinato la produzione per ristoranti, eventi e ricevimenti privati; e The Club at Ibis a West Palm Beach, Miami, dove ha curato l’offerta di pasticceria per diversi ristoranti e eventi, sviluppando menu dolciari di ispirazione italiana e francese.

Il suo repertorio comprende dessert al piatto, mousse e torte da forno, pasticceria da boutique, cioccolateria artigianale, praline, macarons e petit four. Accanto a questo, Clerici ha maturato esperienza anche nella viennoiserie per la colazione (croissant, pain au chocolat e pain aux raisins) nella piccola pasticceria per buffet ed eventi, oltre che nella produzione di gelati, sorbetti e lievitati, con grande attenzione alla qualità delle materie prime, alla stagionalità e alla presentazione.

Questa versatilità gli consente di muoversi con naturalezza tra ristorazione gastronomica, resort di lusso ed eventi di alto livello, creando proposte dolci che puntano su equilibrio, gusto e pulizia dei sapori.

A Villa di Piazzano Clerici entra nella squadra guidata da Gabriele Corrias, executive chef della villa. In questo nuovo ruolo sarà responsabile dello sviluppo della proposta di pasticceria del ristorante della struttura, contribuendo ad arricchire l’esperienza gastronomica con una linea dolce che unisce tecnica, creatività e valorizzazione del territorio, in sintonia con la visione culinaria dello chef e del suo team.

L’Istituto Centrale per il Restauro presenta il volume “La diversità e le dinamiche conflittuali nei gruppi. Il caso Istituto Centrale del Restauro”

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L’Istituto Centrale per il Restauro presenta il volume La diversità e le dinamiche conflittuali nei gruppi. Il caso Istituto Centrale del Restauro, di Cristina Canoro, Paola Briganti e Davide Bizjak, in programma il 27 marzo 2026 alle ore 16.00 presso l’Aula Cesare Brandi.

L’incontro rappresenta un’occasione di riflessione sul ruolo della diversità e delle dinamiche conflittuali nei gruppi di lavoro impegnati in contesti interdisciplinari, a partire da un caso di studio che coinvolge direttamente l’esperienza dell’ICR.

Il volume prende avvio da una ricerca dedicata all’Istituto e, in particolare, al gruppo di lavoro del progetto “Restaurare sott’acqua”, analizzato come esempio contemporaneo di gruppo creativo. La ricerca si inserisce nel solco delle riflessioni del sociologo Domenico De Masi, che annoverò l’ICR tra i più importanti gruppi creativi europei nati tra la metà dell’Ottocento e quella del Novecento, accanto a esperienze come la Gebrüder Thonet di Vienna, il Bauhaus di Weimar, l’Istituto Pasteur di Parigi e il Laboratorio di Fisica di Via Panisperna a Roma.

A differenza di molte di queste realtà, spesso di breve durata, l’ICR si distingue per la sua continuità e per la capacità di rinnovarsi nel tempo. La sua intuizione fondativa — l’interdisciplinarità come metodo — ha anticipato un approccio oggi imprescindibile per la conoscenza e la conservazione dei manufatti artistici, tanto in ambiente terrestre quanto in contesto subacqueo.

Attraverso l’analisi delle pratiche organizzative, delle tensioni e delle risorse relazionali che caratterizzano il lavoro di gruppo, il volume esplora le contraddizioni e le potenzialità dei processi di inclusione nei contesti di tutela del patrimonio culturale. Ne emerge un quadro articolato, in cui dimensioni emotive, cognitive e operative si intrecciano nella definizione delle esperienze collaborative.

Il libro ricostruisce inoltre il percorso evolutivo che conduce dal gruppo creativo originario dell’ICR al team del progetto “Restaurare sott’acqua”, fino ai più recenti gruppi tecnologici impegnati nella salvaguardia del patrimonio culturale sommerso. In quasi novant’anni di attività, l’Istituto ha contribuito in modo determinante allo sviluppo delle metodologie del restauro e all’applicazione delle tecnologie digitali allo studio dei beni archeologici subacquei.

La discussione affronterà infine la complessità delle dinamiche relazionali, emotive e cognitive che rendono l’interdisciplinarità non solo una scelta metodologica, ma una vera sfida culturale e organizzativa.

Fiumicino. Museo del Saxofono riconosciuto: perché conta nel sistema culturale del Lazio

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Il riconoscimento a Fiumicino apre una questione più ampia: come il Lazio valorizza le sue eccellenze culturali.
Foto: www.facebook.com

La decisione della Giunta Baccini va oltre il livello locale: il museo di Maccarese diventa un caso su come il Lazio valorizza le sue eccellenze culturali.

Il Museo del Saxofono di Maccarese ottiene il riconoscimento istituzionale come istituto culturale di rilevanza locale. La decisione, approvata dalla Giunta guidata dal sindaco Mario Baccini e comunicata il 25 marzo 2026, segna un passaggio che riguarda non solo Fiumicino ma l’intero sistema culturale del Lazio.

Il riconoscimento formalizza il ruolo di una struttura già unica nel suo genere. Il museo, situato in via dei Molini, è infatti l’unico al mondo interamente dedicato al saxofono e ospita una delle collezioni più importanti a livello internazionale. È inoltre accreditato nell’Organizzazione Museale Regionale del Lazio, elemento che lo inserisce già in una rete culturale più ampia.

Il punto, però, non è solo il valore del singolo museo. È il modello che rappresenta. In un territorio come il Lazio, dove il patrimonio culturale è spesso concentrato nei grandi poli – Roma in primis – realtà specialistiche come il Museo del Saxofono mostrano un’altra direzione possibile: quella di una cultura diffusa, capace di costruire identità e attrattività anche fuori dai circuiti più battuti.

Un museo di questo tipo non vive solo di esposizione. Le attività curate dall’Associazione “Centro Studi Musicali Torre in Pietra APS” – tra corsi, masterclass ed eventi – lo trasformano in uno spazio attivo, con una funzione educativa e formativa che intercetta giovani, musicisti e appassionati. Non è solo conservazione, ma produzione culturale.

Nel comunicato istituzionale, il sindaco Mario Baccini ha parlato della necessità di rafforzare il ruolo della città come luogo di creatività e innovazione, puntando su collaborazioni tra pubblico e privato. È una linea che riflette un tema più ampio: la capacità dei territori di costruire valore culturale anche senza grandi infrastrutture, ma partendo da eccellenze mirate.

Il riconoscimento approvato dalla Giunta non introduce nell’immediato nuovi interventi operativi, ma ha un peso politico e culturale preciso: legittima una realtà già esistente e la inserisce in una strategia di sviluppo.

Resta però una questione operativa. Se il Lazio vuole davvero valorizzare le sue eccellenze culturali meno visibili, il riconoscimento deve tradursi in strumenti concreti e tempi adeguati.

Per realtà culturali che lavorano con programmazioni dinamiche, procedure più snelle – ad esempio per il patrocinio – possono fare la differenza, facilitando l’organizzazione e la promozione degli eventi.

È un passaggio che non riguarda solo le realtà più strutturate, ma l’intero sistema culturale diffuso, dove spesso le iniziative nascono e si sviluppano con tempi più rapidi.

È su questo equilibrio che si misura l’efficacia delle politiche culturali: non solo nel riconoscere, ma nel mettere le realtà nelle condizioni di lavorare meglio.

Il Museo del Saxofono, oggi, diventa un esempio concreto. Non solo per Fiumicino, ma per capire quanto la cultura possa essere ancora una leva reale di crescita territoriale.

Per chi vuole approfondire o partecipare alle attività, è possibile seguire i canali ufficiali del museo e consultare la programmazione aggiornata attraverso la pagina web dedicata.

Fonte Nuova – Arbitri Sport Italiani e il Beach Soccer

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La scorsa domenica presso la sede dell’Associazione Arbitri Sport Italiani alla presenza del presidente Americo Scatena, del responsabile del Beach Soccer Andrea Olivadoti, 12 arbitri in presenza e 4 collegati da remoto si è svolto la riunione tecnica dedicata al Beach Soccer.

Facciamo un passo indietro in Italia nel 2003 il beach soccer fu inserito nella struttura della FIGC  da Alessandro Colombo ed il Gruppo Ventaglio attraverso VentaClub EVENTS che ne deteneva i diritti in quanto competizione organizzata da privati. La nazionale italiana di beach soccer vanta 18 presenze ai Mondiali, con due secondi posti. Il regolamento ufficiale conta di 18 regole (strutturate quasi come quelle del calcio e del calcio a 5). Le principali sono: Ogni squadra è costituita da 5 giocatori, compreso il portiere; la panchina è costituita da 3/5 giocatori,il numero di sostituzioni è illimitato, servono due arbitri, si giocano 3 tempi da 12 minuti ciascuno con 3 minuti di intervallo tra un tempo e l’altro. La partita non può finire in parità: si giocano tempi supplementari di 3 minuti con golden goal ed, eventualmente, i rigori. Le punizioni sono sempre dirette, senza barriera e devono essere battute da chi subisce il fallo. A differenza del calcio, il portiere ha la possibilità di prendere il pallone con le mani su un retropassaggio intenzionale di piede da parte di un giocatore della propria squadra e si gioca a piedi nudi.

Con l’autorizzazione dell’A.I.A. era presente Fabio Polito componente della CAN Beach Soccer Sez. di Aprilia, arbitro esperto di lungo corso il quale ha illustrato con filmati slide, le regole generali e le novità sulle nuove normative del Beach Soccer.