Home Blog Page 114

Roma. Italia 2.0, nasce il nuovo partito di centro: Ciasco punta su cattolici, giovani e astensione

0
Alessio Ciasco presidente Italia 2.0 nel suo studio a Roma durante l’intervista

Intervista al presidente Alessio Ciasco: il progetto politico guarda a chi non vota più e promette risposte concrete su sanità, tasse e giustizia

Italia 2.0 è un nuovo soggetto politico che si presenta come forza di centro, con l’obiettivo dichiarato di riportare al voto chi oggi si sente distante dalla politica. Il progetto è stato illustrato il 24 marzo 2026 a Roma, nello studio dell’avvocato Alessio Ciasco, presidente del partito.

Alessio Ciasco presidente Italia 2.0 nel suo studio a Roma durante l’intervista
Avvocato Alessio Ciasco

Secondo quanto dichiarato da Ciasco, Italia 2.0 nasce per intercettare tre aree oggi scoperte: cittadini che non votano più, elettori che non si sentono rappresentati e una parte del mondo cattolico che, a suo dire, non ha più un riferimento politico chiaro.

Il partito si colloca nell’area di centrodestra ma punta a costruire una piattaforma più ampia, con una forte impronta centrista e sociale.

Ciasco rivendica un approccio operativo: “andare sul territorio”, ascoltare i problemi e cercare soluzioni rapide attraverso il dialogo con le istituzioni. Una linea che, nelle intenzioni, vuole distinguersi da una politica percepita come distante e poco concreta.

Il tema della distanza tra cittadini e servizi pubblici emerge anche da esperienze concrete legate alla sanità. Durante l’incontro è stata riportata una testimonianza su tempi di attesa molto lunghi per visite specialistiche, con richieste considerate urgenti che portano a spostamenti fuori regione o a rinvii di diversi mesi, anni.

A questa si aggiunge un’esperienza diretta: per una visita gastroenterologica la prima disponibilità indicata è stata a gennaio 2027, con un’attesa di circa dieci mesi. Un tempo che, al di là del singolo caso, evidenzia una difficoltà reale nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

È su situazioni come queste che si misura la distanza tra bisogni quotidiani e risposta del sistema pubblico, ed è su questo terreno che Italia 2.0 sostiene di voler intervenire.

L’intervista entra nel merito del progetto politico e delle proposte. Alla domanda su cosa rappresenti oggi Italia 2.0, Alessio Ciasco definisce subito il perimetro del partito:
“Il partito si pone come un partito di centrodestra che ha uno scopo specifico: richiamare tutte le forze centriste in un’unica grande funzione, creare un grande partito cristiano cattolico di centro”.

Secondo il presidente, il punto di partenza è la distanza crescente tra cittadini e politica.

“Le persone oggi si sentono abbandonate dal governo e dai partiti di opposizione, perché la politica spesso dà solo promesse e pochi fatti”, afferma, indicando come obiettivo quello di riportare al centro chi si è allontanato dalla partecipazione politica.

Nel passaggio sui temi economici, Ciasco individua nella pressione fiscale uno dei nodi principali. “Oggi le tasse incidono fino al 67% su stipendi e attività”, sostiene, parlando di un sistema che penalizza cittadini e imprese.

Su questo fronte propone un intervento diretto soprattutto nei confronti delle grandi aziende, insistendo sul principio di equità fiscale:

“Se le multinazionali pagassero realmente le tasse, avremmo molte più risorse. La legge deve essere uguale per tutti”.

Nel corso dell’intervista collega questo tema anche a scelte normative del passato, citando un meccanismo introdotto, a suo dire, “sotto il governo Renzi”, che avrebbe favorito le multinazionali nella gestione del rapporto con il fisco. La proposta avanzata è quella di un sistema di prelievo diretto sugli incassi, per evitare margini di elusione e uniformare il trattamento tra grandi gruppi e piccole attività.

Ampio spazio viene dedicato anche alla giustizia, indicata come uno dei pilastri del programma.

“Il magistrato deve rispondere degli errori commessi. Oggi questa responsabilità non è reale”, afferma Ciasco, chiedendo una revisione complessiva del sistema.

Nel suo intervento critica alcune riforme recenti e sottolinea la necessità di rafforzare il diritto di difesa, evidenziando difficoltà operative che, secondo la sua esperienza professionale, incidono sui tempi e sull’efficacia dei procedimenti.

Il tema dei giovani viene affrontato come una delle questioni più urgenti. Ciasco parla di richieste precise che, a suo giudizio, non trovano risposta:

“I giovani chiedono tre cose: salario adeguato al costo della vita, social housing e sostegno alla famiglia”. Fa riferimento alla necessità di adeguare i salari all’inflazione, di creare strumenti concreti per l’accesso alla casa e di sostenere le famiglie in tutte le loro forme.

Secondo il presidente di Italia 2.0, l’assenza di risposte su questi temi contribuisce ad allontanare i giovani dalla politica o a indirizzarli verso altre scelte.

Nel complesso, Italia 2.0 si presenta come un progetto politico che punta a costruire una nuova area centrista, cercando di unire istanze sociali, economiche e culturali oggi frammentate. Il partito individua come priorità la riduzione della pressione fiscale, la riforma della giustizia, il sostegno ai giovani e un intervento più efficace su sanità e servizi.

Resta ora da capire se questo progetto riuscirà a tradursi in presenza concreta sul territorio e in consenso elettorale. Il tentativo è quello di intercettare una domanda reale di rappresentanza, in un momento in cui una parte crescente di cittadini si sente distante dalla politica. È su questo terreno che Italia 2.0 prova a costruire il proprio spazio, puntando su un’idea di cambiamento che dovrà misurarsi con i fatti.

Roma. Mostra “Assolutamente Luce”: apertura e opere in vendita solidale, cosa cambia dal 27 marzo

0
Assolutamente Luce mostra Roma Via Margutta locandina con candela artistica

Arte contemporanea, moda e beneficenza si incontrano a Via Margutta: inaugurazione il 27 marzo con ingresso libero e più progetti espositivi attivi fino al 3 aprile

Venerdì 27 marzo 2026 alle ore 18:00, a Roma, apre la mostra collettiva “Assolutamente Luce” alla Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign, in Via Margutta 90. L’esposizione resterà visitabile fino al 3 aprile 2026 e riunisce più percorsi artistici in un unico evento aperto al pubblico.

Al centro c’è la rassegna “Assolutamente Luce”, che affronta il tema della luce come elemento fondamentale dell’esperienza artistica e umana.

Non solo fenomeno visivo, ma energia, simbolo e linguaggio universale. Le opere interpretano la luce come rivelazione, contrasto, rinascita e mistero, costruendo un dialogo continuo tra materia e immateriale.

Accanto alla collettiva prende forma il progetto “Vestire l’Arte – Moda e Creatività” (Sala Picasso). L’artista Tsvetelina Rusalieva ispira la stilista Hristiana Dimitrova, che traduce colori e segni pittorici in abiti unici. Il risultato è un incontro diretto tra arti visive e fashion design, dove l’opera esce dalla tela e diventa forma indossabile.

La serata segna anche la proroga della mostra personale “Frammenti 2026” di Giancarlo Mariniello (Sala Chagall), a cura di Marta Lock, già in corso e visitabile fino al 3 aprile. Un’estensione che permette al pubblico di approfondire il percorso dell’artista all’interno dello stesso spazio espositivo.

Completa il percorso “Illusioni Analitiche” (Sala Dalì) di Sandra Ligato, caratterizzato da una forte componente visiva e cromatica. In questo caso le opere non sono solo esposte: sono anche in vendita a scopo benefico. Il ricavato sarà devoluto all’Associazione Gianmarco De Maria, aggiungendo una dimensione concreta di solidarietà all’evento artistico.

La presentazione è curata da Teresa M. Zurlo, con la partecipazione della madrina Adriana Russo, il contributo critico del Principe Alfio Borghese e la direzione artistica di Tina Zurlo.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, con capienza limitata. Le opere, insieme a oggetti di artigianato artistico e design, sono disponibili per l’acquisto sia in galleria sia online.

Il Giornale del Lazio aveva già raccontato una parte di questo percorso artistico nei giorni scorsi, evidenziando come l’evento di Via Margutta si muova tra arte, moda e narrazione contemporanea, andando oltre la semplice esposizione per costruire un’esperienza più ampia e condivisa.

L’appuntamento di Via Margutta si inserisce in un modello sempre più diffuso: mostre che non si limitano all’esposizione, ma costruiscono relazioni tra linguaggi diversi e introducono anche una funzione sociale. Resta aperta una domanda per il pubblico: quanto queste esperienze riescono a trasformarsi in partecipazione reale e non solo in evento culturale.

Intervista all’Avvocato Cristiano Ricci: cosa sono le accise e perche esistono

0

Il tema delle accise torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico, soprattutto quando aumentano i prezzi dei carburanti e il loro impatto si riflette sull’intera economia. Ma cosa sono davvero le accise, perché esistono e quanto è realistico pensare a una loro riduzione? Ne parliamo con un avvocato esperto in materia tributaria, per fare chiarezza su uno degli strumenti fiscali più rilevanti, e discussi, del nostro sistemaNe parliamo con Cristiano Ricci, avvocato tributarista di Roma esperto nel settore.

Partiamo dalle basi: cosa sono le accise e perché esistono? 

Le accise sono imposte indirette che colpiscono la produzione, il consumo e l’importazione di determinati beni individuati dalla legge. A differenza dell’IVA, che è un’imposta generale sui consumi, le accise hanno carattere selettivo, perché si applicano solo a specifiche categorie di prodotti. Nel tempo sono state introdotte spesso per far fronte a emergenze nazionali, come guerre o calamità, ma da misure temporanee sono diventate strutturali. Oggi svolgono una duplice funzione, fiscale ed extrafiscale: da un lato assicurano un gettito rilevante per lo Stato, dall’altro colpiscono beni considerati nocivi per la salute o per l’ambiente, come alcol e carburanti, con l’obiettivo di scoraggiarne il consumo attraverso l’aumento dei prezzi. 

Oggi si parla spesso di ridurle: è davvero possibile? In che modo lo Stato può intervenire? 

Ridurre le accise è complesso, perché rappresentano una delle principali fonti di gettito fiscale, subito dopo le imposte sui redditi e l’IVA. Proprio per questo è difficile ipotizzare un taglio stabile. Una soluzione proposta è quella delle cosiddette “accise mobili”. Poiché sul carburante incidono sia accise, che sono fisse, sia IVA, che è proporzionale al prezzo, un aumento dei prezzi comporta automaticamente un incremento del gettito IVA. Questo potrebbe consentire di ridurre le accise senza effetti negativi per le casse dello Stato, compensando il minor gettito con l’aumento dell’IVA. Con il d.l. 33/2026 è stata attutata una soluzione diversa. L’articolo 3 prevede, infatti, specifiche misure a favore del settore dell’autotrasporto sotto forma di credito d’imposta, per un importo massimo complessivo di 100 milioni di euro. Il beneficio è commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto ai prezzi registrati nel mese di febbraio, come rilevati dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Tale credito di imposta potrà essere usato esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 241/1997 entro il 31 dicembre 2026. 

In termini concreti, quanto incidono le accise su un pieno di carburante? 

L’incidenza è molto elevata: tra accise e IVA, la tassazione può arrivare a circa il 60% del prezzo finale di benzina o diesel. 

Se venissero ridotte, quanto risparmierebbe realmente un automobilista medio? 

Il risparmio dipende dall’entità della riduzione. Un taglio significativo può incidere concretamente sulla spesa, ma ha un costo rilevante per lo Stato. Il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33 ha previsto una riduzione di 25 centesimi al litro, ma con un costo di 527,4 milioni per il 2026, che dovrà essere compensato attraverso il taglio di altre spese afferenti i vari ministeri come previsto dall’art. 5, comma 2 del predetto decreto. Inoltre, se il prezzo del petrolio aumenta, il beneficio rischia di essere annullato, perché lo sconto fiscale viene assorbito dall’aumento del prezzo della materia prima.

Il taglio delle accise è una misura efficace o rischia di essere solo una manovra elettorale? 

Si tratta di una misura certamente rilevante, perché il costo dei carburanti ha effetti a catena su tutta l’economia. Quando aumenta il prezzo del carburante, crescono anche i costi di trasporto e, di conseguenza, il prezzo finale dei beni. Intervenire sulle accise può quindi contribuire a stabilizzare il livello dei prezzi. In questo senso, più che una misura elettorale, appare come una risposta necessaria a esigenze economiche concrete, soprattutto in fasi di forte aumento dei prezzi. 

Oltre ai carburanti, su quali altri prodotti si applicano le accise? 

Le accise si applicano a diverse categorie di beni, tra cui i prodotti energetici, l’energia elettrica, l’alcol e le bevande alcoliche, nonché i tabacchi lavorati. Si tratta spesso di prodotti considerati nocivi o comunque meritevoli di una tassazione specifica che, proprio in funzione extrafiscale, mirano a limitarne il consumo.

Chi paga davvero le accise: il consumatore finale o ci sono altri soggetti coinvolti? 

Formalmente l’imposta è applicata a produttori o distributori, ma nella pratica il suo costo viene trasferito sul prezzo finale. Di conseguenza, a sostenerne il peso è il consumatore, che paga un prezzo più alto per il bene acquistato. 

Le accise italiane sono più alte rispetto ad altri Paesi europei? 

Storicamente sì. L’Italia si colloca tra i Paesi europei con livelli di accisa più elevati, in particolare sul gasolio, e questo contribuisce a mantenere più alti i prezzi dei carburanti rispetto ad altri Paesi. 

Ridurre le accise avrebbe un impatto sui conti pubblici? Quanto pesano sul bilancio dello Stato? 

L’impatto sarebbe significativo. Le accise garantiscono ogni anno entrate per decine di miliardi di euro e rappresentano una componente importante del bilancio pubblico, solo nel 2024, ad esempio, il gettito delle accise è stato di 47,7 miliardi di euro. Proprio per questo vengono spesso considerate una leva fiscale facilmente utilizzabile, ma allo stesso tempo difficile da ridurre in modo stabile. 

Esistono alternative per abbassare il prezzo dei carburanti senza intervenire sulle accise? 

Nel breve periodo le alternative sono limitate. Nel lungo periodo, invece, servono interventi strutturali che riducano la dipendenza dai carburanti, come una maggiore diffusione dello smart working, il potenziamento del trasporto pubblico o l’incentivazione dei veicoli elettrici. Si tratta però di soluzioni che producono effetti graduali e non immediati. 

“Il futuro è adesso”: il Centro Nazionale RNA & Terapia Genica presenta i risultati della fase PNRR

0

Appuntamento giovedì 2 Aprile dalle ore 10 alle 13, presso l’Auditorium Valerio Nobili dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in Viale Ferdinando Baldelli 38

Si terrà presso l’Auditorium Valerio Nobili dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù l’evento “Il futuro è adesso”, appuntamento conclusivo della fase PNRR del Centro Nazionale RNA & Terapia Genica.

L’appuntamento è fissato per giovedì 2 aprile, dalle ore 10 alle 13, presso l’Auditorium Valerio Nobili dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in Viale Ferdinando Baldelli 38 a Roma.

Con un investimento complessivo di 320 milioni di euro, il Centro ha contribuito a trasformare l’Italia in un hub europeo della medicina di precisione. Tra i risultati più rilevanti figurano importanti traguardi scientifici di livello internazionale, come lo studio sulle cellule CAR-T pubblicato su Nature Medicine, e la creazione di una rete nazionale che oggi coinvolge quasi 2000 ricercatori impegnati in prima linea sul territorio. Un ecosistema di eccellenza composto da 44 enti membri e 58 partner selezionati tramite bandi a cascata — che hanno premiato per il 60% il Mezzogiorno — ha permesso al Paese di affermarsi come generatore indipendente di tecnologie mediche avanzate.

Il convegno si svolge in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nella sede di San Paolo, dove grazie ai fondi PNRR – NextGenerationEU è stato recentemente inaugurato un laboratorio di terapia genica di ultima generazione. L’evento rappresenta un momento di sintesi tra ricerca, istituzioni e industria, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo strategico della ricerca pubblica come motore di sviluppo e innovazione per il Paese.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Professor Tiziano Onesti, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, del Professor Rosario Rizzuto, Presidente del Centro Nazionale RNA & Terapia Genica, che interverrà sul tema della sostenibilità e del rilancio del Centro per il prossimo biennio, e della Dott.ssa Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento Ricerca e Prevenzione del Ministero della Salute.

Nel corso della mattinata verranno presentati i principali risultati scientifici raggiunti. Il Professor Franco Locatelli, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, illustrerà i successi clinici e le potenzialità del nuovo laboratorio finanziato dal PNRR. La Professoressa Angela Zampella, Prorettrice dell’Università Federico II, presenterà la nuova facility RNA di Napoli, mentre la Dott.ssa Ilaria Ottonelli, ricercatrice dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, racconterà l’esperienza degli oltre 700 ricercatori reclutati nell’ambito del progetto. L’Ing. Filippo Begarani, di Performing Beyond Limits (PBL Spa), presenterà invece le tecnologie robotiche sviluppate per la produzione di farmaci personalizzati.

L’evento si concluderà con una tavola rotonda dal titolo “Il futuro della ricerca oltre il PNRR”, moderata da Luigi Ripamonti del Corriere Salute, che vedrà la partecipazione di rappresentanti di AIFA, MUR e Ministero della Salute.

Rai. O Anche No: tra coraggio, solidarietà e bellezza torna domenica 29 Marzo

0

Il programma di inclusione sociale, disabilità e diritti fondamentali, in onda domenica 29 marzo, a partire dalle ore 10.20 circa e in replica lunedì notte alle ore 1 circa, Rai 3. Paola Severini Melograni è all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Legnaro (PD), dove incontra Franco Mutinelli, direttore del Centro Nazionale IAA. Al centro dell’approfondimento l’importanza degli interventi assistiti con gli animali e il progetto Ra.So – Radici di Solidarietà, che valorizza il ruolo educativo e sociale delle aziende agricole locali, integrando la relazione con gli animali nei percorsi di benessere e salute. Mario Acampa ci porta alla scoperta del Castello Gamba, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Châtillon. Nel 1904 il barone Gamba fece costruire questa residenza per sé e per la moglie, che soffriva di zoppia, e proprio per agevolarla nelle attività quotidiane fece installare il primo ascensore della Valle d’Aosta. Oggi il castello rappresenta un vero e proprio simbolo di cultura accessibile. Riccardo Cresci ci racconta la storia di Lorenzo e della sua coraggiosa famiglia, che ha dovuto fare i conti con una presenza silenziosa ma costante: la malattia genetica di Huntington. Ad accompagnare questo racconto, la testimonianza di Barbara D’Alessio, presidente e direttore esecutivo LIRH – Lega Italiana Ricerca Huntington e Ferdinando Squitieri direttore scientifico LIRH. O Anche No ci porta al Parco dei Gasometri di Bovisa, un luogo del Politecnico di Milano nato per offrire spazi di aggregazione e benessere alla comunità, dove lo sport e l’inclusione diventano strumenti di partecipazione e crescita condivisa. Infine, le rubriche: Vedere Oltre a cura di Daniele Cassioli, In forma con Ivan e Viola Cottini, Il lavoro è di tutti con Nina Daita, La posta del cuore di Daniela Iannone, I Disegni di Stefano Disegni e la musica dei Ladri di Carrozzelle. O Anche No è un format di Paola Severini Melograni, scritto con Eugenio Giannetta, Giulia Sarlo e Valeria Zanatta, regia di Gabriele Mammarella, realizzato con la collaborazione di Rai per la Sostenibilità e Rai Pubblica Utilità. Tutte le puntate e le stagioni precedenti di O Anche No sono disponibili su Raiplay: http://www.raiplay.it/programmi/oancheno https://www.raiplay.it/programmi/oanchenoestate

LOGISTICA, DE SANTIS (FEDIT): SERVE SALTO DI QUALITA’, REGOLE CERTE E MANAGERIALITA’ PER GARANTIRE SVILUPPO AL PAESE

0

Il settore della logistica, fondamentale per l’economia nazionale e per la competitività dell’intero sistema Paese, è oggi chiamato a un salto di qualità non più procrastinabile. Un passaggio di fase che riguarda l’intera filiera, con particolare riferimento al comparto del trasporto e, nello specifico, al segmento strategico dell’ultimo miglio. Magazzini, gestione degli hub, trasporto su gomma e attività di facchinaggio costituiscono infrastrutture operative imprescindibili per la movimentazione delle merci e per la tenuta dell’economia reale. Tuttavia, le recenti inchieste giudiziarie hanno evidenziato criticità rilevanti e sacche diffuse di illegalità che impongono una riflessione profonda e non più eludibile. In questo contesto, è necessario affermare con chiarezza un principio: le imprese devono essere valutate per ciò che sono oggi, per la loro solidità, trasparenza e capacità organizzativa, e non sulla base di percorsi storici o relazioni consolidate. Il mercato è cambiato e il settore non può restare ancorato a modelli e logiche ormai superati. È necessario promuovere un percorso strutturale e irreversibile di modernizzazione del settore, che ponga al centro la qualità della governance, l’effettiva adozione e il rigoroso rispetto dei modelli organizzativi previsti dal D.Lgs. 231/2001, il conseguimento delle certificazioni e la diffusione di una solida cultura della legalità. In questo scenario, il rispetto delle regole non può più essere considerato un elemento qualificante, bensì il presupposto imprescindibile e non negoziabile per poter operare sul mercato. Al contempo, è indispensabile che anche i committenti — nazionali e internazionali — assumano pienamente il proprio ruolo, adottando politiche tariffarie sostenibili e qualificate, coerenti con i livelli di servizio richiesti e con il rispetto delle normative vigenti. Per troppo tempo il peso delle inefficienze e delle distorsioni del sistema è ricaduto sulle piccole e medie imprese e sugli operatori della filiera. È ora necessario avviare un cambiamento culturale profondo, fondato su logiche di sostenibilità, equilibrio e responsabilità condivisa. Parallelamente, è fondamentale aprire il comparto a una managerialità di alto profilo, capace di introdurre competenze, visione strategica e innovazione, anche quando espressa da realtà imprenditoriali più recenti. Non può più esistere un riconoscimento fondato esclusivamente su un “pedigree” legato a committenze storiche o a posizioni consolidate. La logistica e il trasporto devono guardare alla realtà attuale e valorizzare imprese solide, strutturate e sane, guidate da manager qualificati, pienamente rispettosi delle normative, capaci di investire nel lavoro e di riconoscere il valore delle persone. È il momento di accompagnare il settore verso una stagione di piena competitività, superando definitivamente logiche anacronistiche e favorendo un contesto aperto, trasparente e meritocratico. In questa direzione, è auspicabile che tutti i soggetti rappresentativi del comparto — imprese, istituzioni e committenti — avviino un confronto ampio e costruttivo, volto a individuare soluzioni condivise nell’interesse dell’economia nazionale”.
Lo dichiara Marco De Sanctis, Consigliere Fedit (Federazione Italiana Trasportatori).

Mis Romeo: ”La nostra sfida è quella di non perdere identità e restare sempre noi stessi”

0

Nel mondo della pasticceria professionale italiana la frutta candita ha vissuto negli ultimi anni una vera rivalutazione. Per lungo tempo percepita come ingrediente secondario o addirittura divisivo per il consumatore, oggi è tornata al centro dell’attenzione grazie alla ricerca sulle materie prime, alla qualità agrumaria e al lavoro di aziende specializzate capaci di riportarla alla sua dimensione originaria: un prodotto tecnico, non un semplice ingrediente decorativo.

Spicca MIS Romeo – Master Italian Specialities – azienda italiana specializzata nella produzione di frutta candita e semilavorati per l’alta pasticceria, che affonda le proprie radici nella tradizione milanese della lavorazione degli agrumi.

Quanto incide il territorio sulle vostre produzioni?
Il territorio Italiano è fondamentale per rapportarci con piccole realtà che fanno del loro meglio tutti i giorni per servire qualità alla clientela, per altro esigente; il pubblico italiano è un giudice molto particolare, sembra “buono”, ma giudica con competenza sempre, non devi mai farti trovare impreparato!


Qual è la sfida più grande per un’azienda con una storia così forte alle spalle?
La sfida più grande, difficile da inquadrare in questo momento così complicato, è quella di non perdere identità, essere sempre noi stessi, nel lavoro, nei rapporti, nel quotidiano.


Dove vi piacerebbe arrivare?
A portare il nostro bagaglio di esperienza a nuove generazioni, che abbiano passione, voglia, questo è un obbiettivo morale che ci piacerebbe condividere e raggiungere.

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – ALESSANDRO BUTTI

0

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – ALESSANDRO BUTTI

1️⃣ Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?
Mi chiamo Alessandro Butti. Sono abruzzese d’origine, di Pescara per l’esattezza e vivo a Torino da sedici anni.
Sono psicologo psicoterapeuta e oltre all’attività privata nel mio studio e come supervisore, sono il responsabile di una struttura terapeutica residenziale che si occupa di dipendenze patologiche.

2️⃣ Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo?
La mia passione per le Spartan è nata grazie a mio fratello che nell’estate del 2017 mi ha allenato per tre mesi dicendomi che avremmo partecipato ad un
nuovo format che sarebbe diventato di lì a breve un realtà sportiva in tutto il mondo.
Dopo la prima gara l’entusiasmo e le sensazioni positive che quel weekend mi lasciarono fecero di questo sport un impegno sempre graduale accompagnato da una passione smisurata.

3️⃣ Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché?
Ci sono tanti bellissimi ricordi in questi nove anni di trasferte tra Europa e oltre Oceano, ma se devo sceglierne uno identifico il mondiale ad Abu Dhabi del 2024 come un’esperienza unica. Correre tra le dune del deserto a contatto con la fatica e la concentrazione continua è stata un’esperienza “mistica” a contatto con se stessi. Non vedo l’ora di tornarci.

4️⃣ Cosa significa per te essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?

Rappresentare i valori di questo sport, come l’altruismo, l’impegno, la generosità, la sana e leale competizione, mi rendono orgoglioso e fiero di questa responsabilità.
Sono grato al mondo Spartan per avermi insegnato a lavorare ogni giorno con i propri limiti e le proprie risorse attraverso una disciplina sportiva come questa.
A chi si affaccia per la prima volta a questo sport dico di avvicinarsi con curiosità e fiducia, di osservare e capire cosa vi potrà lasciare la gara in termini di sensazioni e emozioni.
Sicuramente stimolanti e trasformative.

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – LUCA FAGIOLI

0

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – LUCA FAGIOLI

  1. Chi sei nella vita e come hai conosciuto Spartan Race?

Nella vita sono un consulente finanziario da molti anni e svolgo questo lavoro con grande passione. Ho anche scritto un libro dedicato al mondo degli investimenti, perché credo molto nell’importanza dell’educazione finanziaria.

La mia passione per Spartan Race è iniziata circa quattro anni fa, quando un amico mi ha parlato di questo mondo. Così ho deciso di provare partecipando alla mia prima gara: una Spartan Sprint da 5 km in modalità open, quindi non competitiva. Da quel momento è nato un grande entusiasmo che mi ha portato ad allenarmi con sempre più dedizione: oggi mi alleno fino a 12 volte a settimana, perché per me Spartan significa passione, disciplina e voglia di migliorarsi.

  1. Qual è la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore?

Sicuramente la Spartan Morzine dello scorso anno. Una gara di 21 km con circa 1500 metri di dislivello tra le montagne.

Partivo con molti dubbi, perché non ero certo di essere pronto per una sfida di questo livello. Dopo oltre tre ore e mezza di salite e discese tra i sentieri, con passaggi spettacolari nella natura e anche nel lago, è arrivato un podio totalmente inaspettato. È stata un’emozione incredibile, resa ancora più bella dal momento post-gara, quando abbiamo festeggiato tutti insieme tra amici.

  1. Cosa significa per te essere Spartan Brand Ambassador?

Essere Spartan Brand Ambassador per me significa condividere una passione e aiutare altre persone ad avvicinarsi a questo mondo. È l’occasione per conoscere persone nuove, creare legami e supportare chi vuole mettersi alla prova per la prima volta.

Spartan è molto più di una gara: è una comunità di persone che si sostengono e crescono insieme attraverso la sfida.

  1. Cosa diresti a chi vuole iniziare una Spartan Race?

Direi semplicemente di provarci. Spartan è un’esperienza che ti permette di metterti alla prova e scoprire che spesso sei capace di fare molto più di quello che pensi.

Ma soprattutto è un ambiente dove nascono amicizie vere: persone che, gara dopo gara, diventano una vera e propria famiglia.

Al via la Giornata Mondiale della Poesia, Marco Colletti: ”Roma è stata centrale in questa edizione”

0

ROMA – La Giornata Mondiale della Poesia 2026 di Roma è un evento ideato e curato da Marco Colletti (poeta, critico letterario) e Valentina Di Stefano (poeta e architetto) e organizzato in collaborazione con la Biblioteca Universitaria Alessandrina, dove l’evento ha sede e che si conferma polo culturale imprescindibile per la città di Roma, grazie all’illuminata direzione della dott.ssa Daniela Fugaro e alle molteplici attività in essa promosse. L’Alessandrina può veramente definirsi una importante biblioteca di cultura generale con prestigiose collezioni storiche, un patrimonio librario che viene costantemente incrementato con l’acquisizione di opere a disposizione di ricercatori e studenti universitari. Ne abbiamo parlarto con l’ideatore, Marco Colletti.

Come nasce l’evento?
Questo evento nasce dalla sempre crescente urgenza di un confronto diretto e più vasto possibile tra gli autori di poesia, soprattutto nella città di Roma, dove le realtà e le attività poetiche sono sconfinate e spesso non in relazione tra loro. Il nostro intento è stato quello di unirle nell’arco serrato di una giornata per creare condivisione e nuove connessioni, non solo tra i poeti, ma anche con il vasto pubblico che ha partecipato, con particolare attenzione agli studenti. In questa edizione abbiamo coinvolto soltanto autori di poesia, con vaste competenze critiche e artistiche, ma non critici letterari o editori, proprio per concentrare il focus su chi è veramente consapevole della genesi del fare poetico. È anche un modo per portare l’attenzione su un linguaggio troppo scarsamente sostenuto da editoria e circuiti di vendita. Del resto come si può rendere redditizio un prodotto se non lo si offre al pubblico? Per noi autori è invece ‘redditizio’ il fatto che il pubblico possa acquisire nuovi strumenti per esprimersi e dunque ampliare il proprio pensiero. È per questo che in molti ci impegniamo in costanti attività di divulgazione attraverso presentazioni, rassegne, eventi performativi e, appunto, questa Giornata.

Quanto è importante oggi creare spazi pubblici dedicati alla poesia?
-Purtroppo, spesso il pubblico è scarso. Molto dipende da come il mondo oggi percepisce la poesia e cioè come una ‘cosa’ difficile da capire, preferendo dunque la prosa, che ormai è sempre più vicina stilisticamente al linguaggio globale, per motivi di mercato ovviamente. Bisogna spostare invece costantemente e capillarmente l’asticella della capacità di elaborazione linguistica, per creare nuove associazioni verbali e dunque di pensiero. Questo indubbiamente implica un’uscita da una zona di confort, dalla protezione della gabbia linguistica in cui il mondo è intrappolato, anche grazie alla mediocrità imposta sulla comunicazione globale. Meno linguaggio si usa e meno si pensa. Ad esempio non esiste una Casa della Poesia a Roma, un luogo deputato a questo linguaggio, al suo esercizio e alla sua divulgazione. Per cui noi, che invece lo promuoviamo, e ci tengo a precisare gratuitamente, anche a causa dell’inaccessibiltà burocratica ai finanziamenti per i singoli cittadini di buona volontà, dobbiamo costantemente affannarci a trovare luoghi adeguati, efficaci allo scopo (in termini di capienza, raggiungibilità, apparato tecnico audio e video) e a volte li troviamo in strutture istituzionali illuminate, come è accaduto in questo caso grazie alla Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma.

Roma è una città fortemente simbolica: che ruolo gioca nel vostro progetto poetico?
Roma è stata centrale in questa edizione. Sia per i motivi che ho esposto nella prima risposta, sia per motivi antropologici. Ogni città d’Italia ha infatti tendenze linguistiche e stilistiche peculiari, che a mio avviso derivano non solo dal contesto sociale, ma soprattutto dall’estetica ambientale, non solo quella del luogo dove si è cresciuti, ma anche e soprattutto quello dove si vive. La poesia è un linguaggio che ha nella forma sulla pagina bianca la sua ragion d’essere, è un’architettura, spesso io dico che è come una scultura con cui l’autore costringe il fruitore a seguire un percorso guidato, dà una forma alla voce. E le forme della città di Roma sono spesso impresse come una sindone in tutti i testi degli autori che la abitano.

Qual è il messaggio principale che volete lasciare al pubblico?
Quello di sfidare il linguaggio comune, di pensare altro e alto.

PROGRAMMA:

Conducono: Marco Colletti e Valentina Di Stefano.

Ore 10.00 – Saluti istituzionali di Daniela Fugaro, Direttrice della Biblioteca Alessandrina.

Ore 10:15 – Poesia come movimento verso la forma, discorso di apertura della Giornata Mondiale della Poesia a cura di Sonia Gentili.

Ore 10:30 – Letture poetiche di: Maria Emanuela Bianchi, Michele Firinu, Annalisa Lucini, Desirée Massaroni, Margherita Parrelli, Laura Pugno, Irene Sabetta, Davide Toffoli.

Ore 10:50 – Poetica dell’AI, dialogo tra: Andrea Comincini, Elisa Davoglio, Cetta Petrollo, Fabio Sebastiani. Modera Fabio Sebastiani.

Ore 11.30 – Performance poetica di Zeno Salimbene con musiche di Zeno Salimbene.

Ore 11:45 – Letture poetiche di: Paola Caramadre, Davide Cortese, Rosaria Di Donato, Isabella Esposito, Anna Langiano, Stefano Mura, Helene Paraskeva, Agostino Peloso, Ginevra Sanfelice Lilli, Federico Savelli.

Ore 12.15 – Territori poetici, dialogo tra: Valentina di Stefano, Ilaria Grasso, Michele Piramide, Luciana Raggi. Modera Valentina Di Stefano.

Ore 12:45 – Performance poetica di Sandro Battisti.

Ore 13.00/14.00 – Pausa.

Ore 14:15 – Letture poetiche di: Carola Allemandi, Loretta Liberati, Lorenzo Pompeo, Jonathan Rizzo.

Ore 14:30 – Senza confini, dialogo tra: Cinzia Marulli, Antonella Rizzo, Simone Sibilio, Alexandra Zambà. Modera Cinzia Marulli.

Ore 15:10 – Letture poetiche di: Ennio Cavalli, Edoardo Piazza, Michele Zacchia.

Ore 15:20 – Performance teatrale di Annamaria Giannini.

Ore 15:40 – Cicatrici al femminile, dialogo tra: Tiziana Colusso, Mariella De Santis, Annamaria Giannini, Ilaria Giovinazzo, Anna Segre. Modera Mariella De Santis.

Ore 16.10 – Performance poetica di Marco Colletti.

Ore 16:20 – Letture poetiche di: Laura Anfuso, Isabella Bignozzi, Carla Cenci, Carla De Bellis, Fernando Della Posta, Asupta Gabriella Greco, Antonia Paolini.

Ore 16:40 – Performance poetica di Iolanda La Carrubba con musiche del Maestro Imok.

Ore 16:50 – Letture poetiche di: Lucianna Argentino, Stefania Di Lino, Francesca Farina, Annamaria Ferramosca, Antonio Sanges.

Ore 17:00 – Mistero e realtà, dialogo tra: Annelisa Alleva, Giorgio Galli, Ilaria Palomba, Sacha Piersanti, Silvio Raffo. Modera Marco Colletti.

Ore 17:40 – Performance poetica di Olivia Balzar con musiche del Maestro Nico Maraja.

Ore 17:50 – Letture poetiche di: Alessandro Anil, Doris Bellomusto, Mauro Corona, Sonia Giovannetti, Cecilia Lavatore, Flavia Novelli, Marco Onofrio, Plinio Perilli, Pietro Romano, Flavia Tomassini.

Ore 18:20 – Performance poetica di Irene Santori con video e musiche di Nicola Lettieri.

Ore 18:30 – Il superfluo necessario, discorso di chiusura della Giornata Mondiale della Poesia a cura di Dario Pisano.

Ore 18:40 – Performance di Danza Contemporanea di Maria Borgese su testi poetici di Claudio Marrucci.

Ore 19:00 – Chiusura