Un capolavoro che si credeva perduto torna finalmente alla luce. È la Pietà di Baccio Bandinelli, l’artista fiorentino noto soprattutto come scultore, ma che si rivelò anche pittore di grande talento. La scoperta e il restauro dell’opera sono raccontati nel volume Baccio Bandinelli pittore (Giunti, 2024), curato da Eike D. Schmidt, direttore del Museo di Capodimonte ed ex direttore delle Gallerie degli Uffizi, e da Fabrizio Biferali, dei Musei Vaticani.
Il libro sarà presentato lunedì 13 ottobre alle ore 16:30 presso l’Aula Magna “Cesare Brandi” dell’Istituto Centrale per il Restauro, in Via di San Michele, 25 – Roma.
La pubblicazione svela le fasi del ritrovamento dell’opera, individuata da Biferali nei depositi dei Musei Vaticani durante una ricognizione, e del suo complesso restauro. Citata da Giorgio Vasari nelle Vite (1568), la tavola raffigura il Cristo deposto sorretto da Nicodemo, con la Vergine e un angelo che regge i simboli della Passione.
“Baccio Bandinelli aveva la capacità di scolpire in pittura”, spiega Schmidt, evidenziando l’abilità disegnativa e plastica che unisce i suoi dipinti alle celebri sculture fiorentine, come le Pietà di Santa Croce e della Santissima Annunziata.
Alla presentazione interverranno, oltre ai curatori, Luigi Oliva (direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro), Carla Giovannone e Gianni Pittiglio dell’ICR, insieme ai professionisti dei Musei Vaticani Angela Cerreta, Massimo Alesi, Marco De Pillis e Fabio Morresi.

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