domenica, Febbraio 8, 2026

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Paolo Battaglia La Terra Borgese: Silvia Salis? Gran Donna, bellissima e affascinante in tutti i sensi, un miracolo della genetica

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“Genova ha bloccato il circo con animali? Alla Giunta Salis esprimo massima soddisfazione e tutti i sensi della mia stima”

Paolo Battaglia La Terra Borgese è una figura di spicco nel panorama culturale italiano, apprezzato per la sua capacità di unire profondità analitica nell’arte a una visione critica e costruttiva sulla società, come evidenziato anche in recenti pubblicazioni.

Anche la LAV (Lega Anti Vivisezione) – occorre dire – ha espresso soddisfazione per la decisione della Giunta Salis, sottolineando che più il 76% degli italiani è contrario all’uso degli animali nei circhi e che 4 italiani su 5 sono favorevoli a destinare i fondi pubblici, attualmente devoluti ai circhi con animali, unicamente a favore dei circhi senza animali.

La sindaca Silvia Salis – dice il noto critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese nella sua denuncia etica – sia un modello per tutti i sindaci italiani e non. La sua Giunta ha impedito, a Genova, l’attendamento del Circo con animali di Paolo Orfei; ma con anelito vigore io conto anche sulla sensibilità e la coscienza degli italiani, soprattutto gli italiani genitori, affinché scelgano spettacoli senza i nostri Cugini animali, che tanto sono teneri, cari e ricchi di preziosi sentimenti.

All’Arte Circense – continua Critico -, alla sua suggestione, non occorrono animali, occorre invece sì l’atmosfera che solamente un Circo può creare e offrire, dentro una tenda, ma con giocolieri, trapezisti, comici, acrobati di specie umana. Gli animali vanno lasciati in pace.

Il flash che lo spettacolo circense fissa nell’infanzia e nella prima giovinezza dello spettatore deve essere pedagogico, e non brutale (CLICCA QUI e leggi tutto). Una società consapevole sarà una collettività indiscutibilmente migliore e meno inumana. Ai nostri bambini dobbiamo aprire e svegliare la mente, non chiudergliela e sedargliela – dice Paolo Battaglia La Terra Borgese -. I nostri cuccioli umani sappiano che in gabbia si soffre, indipendentemente dalla specie. Occorre dire loro che se mangiamo le lumache è perché queste sono morte barbaramente nell’acqua bollente. Avremo così cervelli migliori, dotati di maggiore consapevolezza. L’indifferenza alla sofferenza genera mostri. Tantissime persone non riflettono sul fatto che una cozza muore per ustione, come i tanti umani morti al rogo. La mente umana dimentica con facilità e può non ricordare che una gabbia procura sofferenze atroci. Una mente male educata troverà normale, per dimenticanza, la sofferenza altrui, qualsiasi sia la specie. Esiste però la possibilità di educare la sensibilità di ognuno, soprattutto con l’aiuto (conto sulle nuove generazioni di pittori, scultori e architetti) delle produzioni artistiche a venire: figurative, performanti, letterarie, musicali; e, soprattutto conto sulla famiglia umana. I genitori riflettano: per virtù iconica, il bambino è proiezione a ritroso dell’adulto, e il senso dell’educazione risulta, cosi, intensamente interrogativo e sospeso. Quale delle due figure genera l’altra? La dialettica – continua Paolo Battaglia La Terra Borgese – non deve mai separare e superare il vero dal reale, perché la realtà deve non essere persa di vista, per quanto veramente possa suscitare afflato un animale ingabbiato. Il circo con animali, dunque, dispensa una doppia frontalità delle immagini che confonde il vero col reale, privando della ragionevolezza i nostri figli. Riflettiamo. E rifletta la politica.

E, aggiungo, a benefizio della nostra intelligenza umana: un circo con animali a cosa serve? serve solo ed esclusivamente a dimostrare che un domatore sottomette – con armi come la frusta, le picchiate, la fame, la gabbia, le catene – altri esseri viventi con la costrizione, promuovendo la violenza più spietata e malvagia, violenza ben evidenziata da https://www.agireoraedizioni.org/materiali/circo.pdf: «immagina di essere strappato dalla tua famiglia e di essere portato in uno strano posto dove la gente ti picchia e ti frusta. Ti fanno fare esercizi stupidi, pericolosi e spaventosi, continuamente, finché non impari che se salti nel cerchio di fuoco oppure ti sollevi sulla testa, smetteranno di picchiarti e farti del male. Quando non fai esercizi, sei rinchiuso in una gabbia o hai le gambe incatenate in modo da non poterti muovere. Se ci provi, vieni picchiato brutalmente, rischiando anche di essere ucciso. Passi la maggior parte del tempo immobilizzato, senza poter correre e giocare. E sai che non vedrai mai più la tua famiglia»: QUESTA NON È ARTE NÉ SPETTACOLO, È INNATA DISPOSIZIONE A FAR DEL MALE.

La violenza sugli animali nella pittura – precisa il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – è un tema storico che riflette il rapporto spesso strumentale o brutale tra esseri umani e animali. Dall’antichità alle scene di caccia rinascimentali, la rappresentazione della sofferenza animale ha servito scopi allegorici, decorativi o di dimostrazione di potere. E oltre alla rappresentazione realistica, la violenza sugli animali è stata usata per simboleggiare la ferocia, il sacrificio (come il Cristo agnello) o il trionfo dell’uomo sulla natura selvaggia. Tuttavia, l’arte ha anche documentato il cambiamento di sensibilità, muovendo verso una rappresentazione più empatica.

Ma fortunatamente l’arte è anche evoluzione – riflette il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – e dal XVIII e soprattutto XIX secolo, con lo sviluppo dell’arte animalista, l’approccio è cambiato, focalizzandosi più sul ritratto empatico dell’animale, riducendo le scene di violenza gratuita. E oggi, benedetta intelligenza(!), l’arte contemporanea sempre più spesso utilizza la rappresentazione della violenza sugli animali per criticare l’allevamento intensivo, la vivisezione e l’impatto ambientale, sollevando questioni etiche. Lode a questi autori illuministi di moderno significato che dell’arte fanno mezzo di denuncia contro lo specismo. Lo specismo – si sappia-, è la discriminazione basata sulla specie di appartenenza, che privilegia gli interessi degli esseri umani (Homo sapiens) rispetto a quelli degli animali non umani. Questa ideologia considera gli animali come risorse sfruttabili, giustificando il loro utilizzo per cibo, abbigliamento, esperimenti o intrattenimento. Tale termine è stato coniato nel 1970 dallo psicologo Richard Ryder, pioniere del movimento di liberazione animale.

Si conceda alle altre specie animali – termina il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, in difesa dei deboli – il diritto di vivere in libertà o di non soffrire inutilmente. Che senso? ha il Natale? – si chiede Paolo Battaglia La Terra Borgese – nella presenza arrogante di manifesti abusivi e sprezzanti dei circhi con animali?

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