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PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE È CREDENTE?


Il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese esprime nei suoi interventi pubblici una posizione complessa e filosofica nei confronti della fede e di Dio, senza definirsi in modo univoco come un tradizionale fedele cattolico

Il Critico d'Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese

La visione spirituale e religiosa di Paolo Battaglia La Terra Borgese si articola attraverso posizioni specifiche ed esprime una spiritualità complessa, provocatoria e non convenzionale, rifiutando le etichette religiose tradizionali e criticando aspramente l’atteggiamento bigotto delle masse. Nelle sue dichiarazioni pubbliche e nei suoi scritti di critica artistica emergono posizioni intellettuali ben precise come la critica al bigottismo: ha apertamente definito “bigotti” coloro che professano la propria fede andando in chiesa la domenica mattina, per poi alimentare pratiche che giudica incoerenti e prive di etica nel pomeriggio (come portare i bambini ai circhi con animali); o come l’ideologia antinatalista: sul piano etico e sociale, il Critico si dichiara un “antinatalista convinto”, ponendo profonde riflessioni filosofiche sull’esistenza e sulla continuazione della vita umana.

La Provocazione teologica

In diverse occasioni pubbliche Paolo Battaglia La Terra Borgese ha utilizzato la provocatoria citazione di Vincent van Gogh “Il mondo? Uno schizzo venuto male a Dio”. Ha tuttavia specificato che tali parole non intendono essere blasfeme o aggressive, ma servono a stimolare una profonda riflessione esistenziale e artistica sulla natura imperfetta della realtà.

La Visione dell’amore divino

Sul piano spirituale Paolo Battaglia La Terra Borgese ha dichiarato che un educatore o un maestro non può semplicemente limitarsi a “insegnare” la dottrina cristiana o altra come una nozione teorica, bensì deve concretamente essere un cristiano o altro e trasmettere attivamente l’amore di Dio attraverso i valori intellettuali e morali.

La Critica alle religioni istituzionali

Paolo Battaglia La Terra Borgese ha espresso forti riserve morali verso l’incoerenza di alcune istituzioni religiose. Ha apertamente criticato sacerdoti, pastori e credenti che professano l’amore e la bontà ma contemporaneamente tollerano la violenza e la sofferenza verso gli altri esseri viventi (estendendo la sua critica etica anche al trattamento degli animali).

L’Ideologia personale e antinatalismo

A livello personale, il noto critico d’arte si definisce un “antinatalista convinto”. Questa posizione filosofica, incentrata sulla profonda meditazione circa la sofferenza e la venuta al mondo, si riflette nel suo costante rifiuto delle convenzioni sociali tradizionali a favore di una visione riformista della convivenza civile.

La Vita si nutre di vita

Secondo Paolo Battaglia La Terra Borgese è questo un concetto profondo che evidenzia la necessità biologica e biologica della morte per la sopravvivenza: gli esseri viventi (animali e vegetali) consumano altra vita, portando con sé una violenza intrinseca.

I Testi Sacri

Non è sacra – afferma Paolo Battaglia La Terra Borgese – l’assunzione di qualsiasi testo sacro se avviene in forma letterale. Gli umani devono imparare a non leggere i testi sacri, devono imparare invece a farsi leggere da tali testi, per migliorare sé stessi.
Prendere alla lettera scritture di millenni or sono porta spesso a prendere abbagli, a causa di modi di dire, trascrizioni, faziosità e traduzioni. Ad esempio, la frase “non ci indurre in tentazione” nel Padre Nostro italiano è stata ufficialmente sostituita da “non abbandonarci alla tentazione” con l’approvazione di Papa Francesco e la nuova edizione del Messale Romano in vigore dal 29 novembre 2020. La modifica ha inteso rimuovere l’ambiguità teologica secondo cui Dio potrebbe spingere al peccato. Già con una nuova traduzione del 2008 la Conferenza Episcopale Italiana adottava “non abbandonarci alla tentazione” o “non lasciarci cadere nella tentazione” per esprimere meglio il senso di “non farci entrare nella prova”. In greco, infatti, il termine peirasmon può significare “prova” o “tentazione”. E la posizione di Papa Francesco ha sostenuto il cambiamento, affermando che “un padre non fa questo” e che la traduzione precedente era inadeguata a rappresentare Dio come soccorritore. E già nel 2002 Beppe Grillo: «…devo chiedere a Dio di “non indurmi in tentazione?” E perché? È forse uno che fa il doppio gioco?».

Areligiosità

Paolo Battaglia La Terra Borgese, ama non definirsi in modo univoco come un tradizionale fedele cattolico, si dichiara piuttosto uno spirito areligioso nel senso fideistico, pur mantenendo una posizione benevola nei confronti di qualsiasi testo sacro: “Ben venga la paura di una punizione divina quando l’etica e la sensibilità personale non sono sufficienti a considerare e rispettare il nostro prossimo. Evvivano dunque le religioni, monoteistiche e non, e le loro correnti di fede”, dichiara spesso il Critico d’Arte.

L’equilibrio Sacro

L’equilibrio, se si guarda oltre l’Uomo, non è parente dell’etica, giacché – l’abbiamo detto, insiste il Critico: la vita si nutre di vita. La natura dunque non lo permette. Anche se l’Uomo ha il dovere etico di tentare un namasté anche davanti a una gallina, perché spes ultima dea.

Paolo Battaglia La Terra Borgese è il critico d’arte noto per i suoi studi sulle avanguardie storiche e sui movimenti artistici del XX secolo. Si occupa attivamente di divulgazione culturale, curatela di mostre e analisi del mercato dell’arte. Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e partecipato a eventi culturali di rilievo internazionale. È spesso intervistato come esperto per approfondimenti su artisti classici e contemporanei, dalla pittura all’acquerello fino alle teorie del gusto estetico.

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