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Paolo Battaglia La Terra Borgese: Marc Chagall, “A ma femme” – 1933 / 1944, Olio su tela, 130,2 x 194,8 cm, Francia, Parigi, Centre Pompidou, Musée National d’Art Moderne. Dono di Mme Ida Chagall, 1953

Paolo Battaglia La Terra Borgese è un critico d’arte, saggista, conferenziere e promotore culturale italiano. È anche uno storico, scrittore e divulgatore, noto per la sua attività di curatela, per aver coniato il termine “partecipativa” in riferimento al ruolo dell’artista e per aver fondato il Premio Arte Pentafoglio. Nato a Piazza Armerina nel 1960, ha collaborato con varie istituzioni culturali e università. Ci spiega l’opera “A mia moglie” di Marc Chagall

A mia moglie” – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – è il dipinto che Marc Chagall inizia nel 1933 e completa sul finire del 1944, l’anno di quel 2 settembre che lo priva della sua amatissima Bella, Bella Rosenfeld, soggetto di molti dipinti di Chagall.  Si tratta di un olio su tela che misura 130,2 x 194,8 cm. È conservato in Francia, a Parigi, presso il Centre Pompidou, al Musée National d’Art Moderne, dono di Mme Ida Chagall nel 1953.

Marc Chagall realizza l’opera “A mia moglie” con gli strumenti che ricava dalla sua conoscenza del Fauvisme e del Cubismo  che oramai sono propri del suo linguaggio autonomo e particolarissimo: l’uso del colore trasparente e puro, la scomposizione delle forme che si traduce, nella pittura, piuttosto in scomposizione dello spazio che non dell’immagine, realizzandosi nel turbinio fantastico e nel volteggiare delle sue rappresentazioni, che Chagall desume dalla tradizione favolosa russa ed ebraica e declina nella componente di un surrealismo e di un simbolismo di una straordinaria levità e freschezza.

La levità – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese -, la fantasia del suo mondo espressivo, la ricchezza del suo colore, la preziosità e la dinamicità vibrante della sua organizzazione del piano pittorico, resta caratteristica costante della sua visione del mondo; e anche qui è così, in “A mia moglie”, il tema del matrimonio che ispira a Chagall parecchie opere.

Attraverso una delimitazione immaginaria dell’oltre, a destra sopra il nudo, col pretesto vegetale che fiorisce dal vaso, Chagall unisce il paesaggio esterno alla scena narrata in un gioco di scomposizione dei piani che riflette la conoscenza della tecnica cubista, ma questi elementi diventano parte di una visione essenzialmente poetica, piuttosto che analitica. Nel libro autobiografico, La mia vita, Chagall scrive: ”Tutto ciò che dovetti fare fu aprire la finestra e il blu del cielo, l’amore e i fiori si riversarono su Bella”.

Non per nulla – evidenzia Battaglia La Terra Borgese – si suole definire favolosa la pittura di Chagall. Nel suo mondo artistico è presente anche la favola, come componente dei ricordi di infanzia che si mischiano a simboli, immagini e pensieri. Chagall è un surrealista, ma il senso del colore, che è in lui qualità dominante lo apparenta, come abbiamo detto, anche ai Fauves. L’opera intitolata A mia moglie caratterizza il suo stile; vuole essere una esaltazione della vita con Bella, sua moglie, attraverso gli elementi quotidiani della loro intimità: fiori, uccelli, orologi a pendolo, suonatori, candelieri, acrobati ai quali si uniscono figure di fantasia, pesci che prendono corpo quasi umano, angeli dalle ali infuocate.

In questa complessa composizione – mette in risalto Paolo Battaglia La Terra Borgese – ogni immagine traduce pensieri, emozioni ricordi. La sposa vi è raffigurata due volte: a destra come una Venere sdraiata sul letto nuziale; sulla sinistra come una fanciulla nel lungo abito bianco, accanto allo sposo. Un tetto dietro le loro teste simboleggia la casa degli sposi. Osservate l’orologio a pendolo, accanto a cui prende forma l’ala del tempo che da metafora si trasforma in immagine. Il clima è notturno, come spesso nei quadri di Chagall, per acuire il mistero e il sapore dell’andirivieni di emozioni e pensieri.

Questa rievocazione, che doveva esaltare la felicità dell’amore e della vita in comune, iniziata nel 1937, si trasformò alla fine in un compianto per la moglie perduta. Infatti, Chagall la porterà a termine nel 1944, dopo la morte di Bella.

Comunque, al di sopra del suo valore sentimentale, questo dipinto – chiude Battaglia La Terra Borgese – interessa per le sue qualità pittoriche pure  e l’unità dello stile che, attraverso l’immaginazione, ha saputo fondere ogni disparità di luogo, di tempo, di riferimento.

Marc Chagall, A ma femme – 1933 / 1944, Olio su tela, 130,2×194,8 cm, Francia, Parigi, Centre Pompidou, Musée National d’Art Moderne. Acquisizione: dono di Mme Ida Chagall, 1953

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