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Roma: “Salvatore Fazio e il surrealismo umano di Cadenze Letterarie: arte, musica e simbolismo tra Alice e La Grooveria”

Dalla Galleria Area Contesa di Via Margutta al salotto culturale Cadenze Letterarie di Fiumicino, Salvatore Fazio racconta un surrealismo fatto di musica, relazioni umane e fragilità emotive attraverso le opere “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e la musa “Alice”.

Ci sono incontri artistici che restano semplici collaborazioni culturali e altri che finiscono per generare un immaginario condiviso. È ciò che sembra essere accaduto tra il maestro Salvatore Fazio, lo scrittore Dino Tropea, il salotto culturale “Cadenze Letterarie” e l’atmosfera creativa de “La Grooveria”, diventati nel tempo non soltanto luoghi d’incontro, ma materia viva della produzione artistica del pittore siciliano.

Nato a Catania nel 1955 e residente a Roma, Salvatore Fazio sviluppa da oltre trent’anni una ricerca pittorica profondamente personale, maturata da autodidatta attraverso lo studio dei grandi maestri custoditi nei musei romani e siciliani e affinata con un linguaggio che mescola surrealismo, simbolismo e introspezione psicologica.

Le sue opere non cercano la semplice rappresentazione estetica del reale. Cercano piuttosto di renderne visibili le stratificazioni invisibili: il pensiero, la memoria, il tempo emotivo e le relazioni umane.

La sua tecnica, costruita attraverso l’uso di digital art, china, carboncino, acrilico, matite acquerellabili e mixed media, diventa strumento per raccontare mondi sospesi tra realtà e inconscio.

Nei suoi quadri gli spazi si deformano, gli orologi si sciolgono, gli oggetti assumono significati psicologici e le figure umane sembrano attraversare continuamente il confine tra sogno e consapevolezza.

È proprio dentro questo universo espressivo che nasce la trilogia dedicata a “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e “Alice”, tre opere collegate tra loro da un filo narrativo comune:

“La trasformazione delle relazioni culturali e umane in simboli artistici.”

Nel quadro “Cadenze Letterarie” il maestro Fazio non rappresenta semplicemente un salotto letterario. Costruisce invece l’immagine di un cervello collettivo. Al centro della scena domina infatti un grande cervello sospeso, attorno al quale si muovono figure, libri, strumenti musicali e simboli disseminati in uno spazio metafisico e surreale. L’opera racconta il momento in cui arte, scrittura, musica e confronto umano smettono di essere discipline separate e diventano un’unica energia creativa condivisa.

Cadenze Letterarie di Salvatore Fazio
Cadenze Letterarie, di Salvatore Fazio, Tela, 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026

L’influenza del surrealismo classico è evidente negli orologi liquidi e nelle prospettive impossibili, ma l’intenzione narrativa è profondamente contemporanea. Il quadro parla della necessità, oggi sempre più rara, di creare luoghi in cui il pensiero possa ancora nascere dal dialogo umano reale e non soltanto dalla velocità digitale. Il libro aperto nella parte inferiore dell’opera sembra quasi trasformarsi in un portale simbolico: tutto nasce dalla parola, dalla letteratura, dal bisogno di raccontare.

Lo stesso concetto si espande nell’opera “La Grooveria”, dove il locale che ospita eventi culturali e musicali viene trasformato da Fazio in una vera macchina simbolica della creatività. Qui il cervello rosso al centro della scena diventa il cuore pulsante dell’intero quadro.

La Grooveria di Salvatore Fazio
La Grooveria di Salvatore Fazio , 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026

Musicisti, artisti e figure sospese convivono nello stesso paesaggio mentale, mentre musica, pittura e parola si fondono in una sola dimensione emotiva.

Le silhouette dei musicisti sembrano perdere identità individuale per lasciare spazio all’armonia generale, quasi a suggerire che l’arte autentica nasca proprio dalla dissoluzione dell’ego personale dentro una dimensione collettiva. Anche il vino presente nell’opera assume un valore simbolico preciso: non semplice convivialità, ma rito culturale, elemento che permette alle idee di fluire liberamente tra persone differenti.

Ma il cuore emotivo e psicologico dell’intera trilogia è probabilmente rappresentato dall’opera “Alice”, dedicata alla dottoressa Immacolata Savarese, pediatra e neonatologa, l’amore di Dino Tropea ed una delle figure centrali del volume “Lasciato Indietro” (Armando Editore).

Alice di Salvatore Fazio
Alice di Salvatore Fazio, Tela, 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026

Qui il maestro Salvatore Fazio prende il mito letterario di Alice nel Paese delle Meraviglie e lo trasforma in qualcosa di completamente nuovo. Non esiste più la bambina smarrita dell’universo di Lewis Carroll. Esiste una donna adulta, consapevole, seduta al centro di un paesaggio desertico e metafisico dominato da orologi liquidi, simboli sospesi, animali enigmatici e frammenti psicologici.

“La protagonista non fugge dal caos. Lo attraversa.”

L’opera acquista una profondità ancora maggiore se collegata alla figura reale di Immacolata Savarese e al suo lavoro quotidiano nei reparti neonatali. Gli orologi deformati smettono così di essere soltanto una citazione daliniana e diventano il simbolo del tempo sospeso della cura, dell’attesa, della fragilità vissuta dalle famiglie che affrontano percorsi di prematurità e sopravvivenza.

Alice appare stabile dentro un mondo che si dissolve. Ed è probabilmente proprio questa la chiave psicologica dell’opera: rappresentare la resilienza umana dentro il disordine emotivo contemporaneo.

Ma il dettaglio più sorprendente emerge dietro la nascita stessa del quadro.

Salvatore Fazio, infatti, non sapeva che il nome “Alice”, scelto da Dino Tropea nei suoi componimenti e nella narrazione legata a Immacolata Savarese, fosse volutamente ispirato all’universo simbolico di Alice nel Paese delle Meraviglie. Eppure il maestro, senza conoscere questa informazione, ha costruito spontaneamente un immaginario perfettamente coerente con quel mondo letterario.

“Una coincidenza creativa che colpisce per naturalezza e profondità.”

Gli orologi liquidi, la dimensione onirica, il paesaggio sospeso e la trasformazione della protagonista non derivano da un suggerimento ricevuto, ma da una sintonia intuitiva tra pittura e scrittura. È come se i due linguaggi artistici avessero seguito autonomamente la stessa traiettoria simbolica, incontrandosi nello stesso spazio narrativo senza essersi mai spiegati.

Ed è forse proprio qui che si comprende davvero la forza del rapporto artistico nato tra Salvatore Fazio e Dino Tropea. Non una semplice collaborazione culturale, ma una contaminazione umana e creativa che continua oggi anche attraverso nuovi progetti condivisi, compreso il lavoro su un’opera editoriale inedita dello scrittore che vedrà proprio una creazione del maestro Fazio trasformarsi nella copertina ufficiale del libro.

Abbiamo chiesto al maestro di raccontarci il senso più profondo di questo percorso.

“Con ‘Cadenze Letterarie’ ho cercato di rappresentare il concetto di cervello collettivo. Non volevo dipingere persone, ma il flusso creativo che nasce quando più sensibilità si incontrano. La musica, la scrittura e il confronto umano diventano parti di un’unica mente condivisa.”

Parlando invece de “La Grooveria”, Fazio spiega:

“Volevo raccontare il processo creativo come qualcosa di collettivo. Le persone diventano parte di un’unica energia culturale un cenacolo culturale.”

Infine, sull’opera “Alice”, il maestro aggiunge:

“Questa Alice non è la bambina di Carroll. È una donna consapevole che ha attraversato il proprio specchio interiore. Ho sentito il bisogno di rappresentare una figura legata alla cura, al tempo sospeso e alla resilienza umana.”

Resta ora aperta una domanda che probabilmente rappresenta il centro più autentico di questa storia artistica: come nasce realmente il rapporto umano e creativo con Dino Tropea e cosa rappresenta oggi questa collaborazione che unisce pittura, letteratura e vissuto personale?

Il rapporto tra Salvatore Fazio e Dino Tropea nasce quasi per caso durante una mostra collettiva presso la Galleria Internazionale Area Contesa Art Design di Via Margutta, a Roma. Tropea rimane profondamente colpito dalle opere del maestro e dal fatto che appartenessero a un artista catanese, proprio come lui. Un dettaglio che crea immediatamente una connessione emotiva e identitaria tra i due.

Lo scrittore e Curatore Letterario Dino Tropea ed il Maestro Salvatore Fazio
Omaggio dell’opera Cadenze Letterarie a Fiumicino presso La Grooveria.

Da quell’incontro nasce l’invito a partecipare a “Cadenze Letterarie”, il salotto multidisciplinare organizzato da Tropea a Fiumicino. È lì che Fazio trova quello che lui stesso definirà nell’opera “La Grooveria” un autentico “cenacolo culturale”, un luogo dove arte, musica, letteratura e confronto umano convivono in maniera spontanea e profonda.

Le comuni origini siciliane, l’amicizia nata naturalmente, le affinità emotive, la condivisione della stessa data di nascita e dello stesso segno zodiacale — il Capricorno — insieme a una forte sintonia umana e creativa, diventano gli elementi da cui prende forma la trilogia composta da “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e “Alice”.

Un percorso artistico e umano che continua oggi anche attraverso nuovi progetti condivisi, tra cui la realizzazione della copertina di un’opera inedita di Dino Tropea firmata proprio da Salvatore Fazio.

Forse è proprio qui che si nasconde il significato più profondo dell’intera trilogia: opere che non si limitano a rappresentare il reale, ma tentano qualcosa di più raro, ovvero rendere visibile il legame invisibile tra persone, arte e fragilità umane capaci ancora di generare bellezza nel caos contemporaneo.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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