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Maxi truffa da 30 milioni di euro,9 arresti: tra le vittime l’Opera che gestisce cattedrale, battistero e campanile di Giotto a Firenze

L’onlus: “Noi parte lesa per 1,4 milioni di euro, l’indagine partita da una nostra denuncia del 2024”

FIRENZE- Arresti da Brescia a Prato, da Vicenza a Rieti per emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Una truffa che ha fruttato 30 milioni di euro in sei mesi, e ha avuto come target anche l’Opera di Santa Maria del Fiore, la Onlus che gestisce la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni a Firenze.

NOVE LE PERSONE FERMATE

Sono nove le persone fermate in tutta Italia questa mattina, giovedì 11 dicembre, dalla polizia, su ordine della Procura di Brescia, di varia nazionalità: italiana, cinese, albanese e nigeriana. I nove fermi sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato nelle province di Brescia, Milano, Bergamo, Lodi, Prato, Rieti e Vicenza Inoltre sono in corso perquisizioni, anche nei confronti di numerose società coinvolte nel circuito delle false fatturazioni e del riciclaggio. Mentre una decima persona destinatario del provvedimento risulta irreperibile.

LE INDAGINI

L’indagine della Procura di Brescia ha preso il via lo scorso marzo da una denuncia. Nell’ambito di una commessa assegnata ad un’impresa privata per i lavori di restauro e conservazione del Complesso Eugeniano di Firenze, la onlus era stata indotta ad effettuare i bonifici di pagamento dei lavori, pari a 1.785.000 euro, a favore di un conto corrente fittiziamente intestato, soldi poi svaniti nel nulla. 

COME OPERAVANO I TRUFFATORI

La base del gruppo era in un appartamento di Milano, intestato a una donna cinese, che per gli inquirenti rappresentava “un vero e proprio centro di stoccaggio del denaro contante”. Il ruolo centrale sarebbe quello di due fratelli italiani, intermediari, capaci sia di individuare i clienti, sia di fornire proprie società cartiere intestate fittiziamente sia, da ultimo, di mettere in contatto gli imprenditori fruitori del servizio di fatture false con alcuni cittadini cinesi che vivono a Milano, Vicenza e Prato e che restituivano soldi in contanti. Scoperti poi conti correnti in Italia e all’estero tra Cina, Lussemburgo, Polonia, Germania, Spagna, Lituania, Nigeria e Croazia. Il pagamento in contanti sarebbe stato gravato da una percentuale per il servizio svolto oscillante tra il 2% e il 7% a favore dei cittadini cinesi e di un’ulteriore percentuale, pari al 2%, a favore dei due intermediari italiani.L’OPERA DI SANTA MARIA DEL FIORE: “SIAMO PARTE LESA”

Nella truffa scoperta dalla procura di Brescia, il giro d’affari stimato in 30 milioni tra fatture false legate a operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio, l’Opera di Santa Maria del Fiore è “parte lesa, insieme ad alcuni fornitori, per un importo complessivamente pari a circa 1,4 milioni”. Lo spiega la stessa fabbriceria che a Firenze gestisce il duomo, il campanile di Giotto, il battistero e il museo dell’Opera.
L’Opera, quindi, ringrazia la procura bresciana “per l’importante lavoro svolto”. E sottolinea: “Le indagini sono partite grazie alla denuncia fatta dall’Opera nel 2024, nell’immediatezza della truffa informatica subita”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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