domenica, Febbraio 8, 2026

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La Lazio ha più contestatori che abbonati

La petizione pubblica per chiedere a Lotito di vendere la società ha superato le 36.000 firme. E ci sono molti Vip

ROMA – “Vogliamo più rispetto per noi, per i valori e la storia della squadra, oltre a un progetto economico e sportivo che riporti il club ad avere campioni in campo e trofei in bacheca. Qualora il presidente non fosse in grado o non avesse interesse o voglia di riportare la Lazio a competere per i vertici italiani ed europei”, l’invito a Claudio Lotito è “valutare la possibilità di cedere il club”. Questo il messaggio rivolto al numero uno biancoceleste da 36mila tifosi della Lazio, che in due settimane hanno firmato una lettera pubblicata sulla piattaforma Change.org. Un numero, viene fatto notare, superiore ai tifosi che hanno sottoscritto un abbonamento allo stadio per la stagione in corso.

Tra i firmatari sono presenti anche numerosi personaggi pubblici che tifano Lazio. Tra questi Angelo Mellone (Direttore Intrattenimento Rai); Alessandro Di Battista (attivista, giornalista ed ex parlamentare); Andrea Stroppa (referente italiano di Elon Musk); Mauro Mazza (giornalista, già direttore Tg Rai); Guido Paglia (giornalista, già responsabile comunicazione S.S. Lazio); Riccardo Cucchi (giornalista); Guido De Angelis (giornalista); Roberto Arduini (conduttore radiofonico); Stefano Andreotti (dirigente, figlio di Giulio Andreotti); Alfredo Parisi (presidente Federsupporter); Gabriele Pulici (figlio di Felice, portiere della Lazio Campione d’Italia 1974); James Wilson (figlio di Pino, capitano della Lazio Campione d’Italia 1974); Marco Chiarion Casoni (figlio di Giovanni, già presidente S.S. Lazio). La petizione è stata ideata da due giornalisti di fede laziale, Federico Marconi e Alberto Ciapparoni.

Nella lettera compare la delusione per “un salto di qualità mai arrivato in questi 22 anni” in cui “qualche trionfo non è mancato, ma sono stati principalmente costellati da tante amarezze sportive”. “Sono anni ormai, quasi sette, che non viene alzato un trofeo. Sono anni che non viene tesserato un calciatore che scaldi i cuori di grandi e piccoli. Noi tifosi della Lazio non possiamo sognare trofei e campioni. E subiamo scelte societarie che non rispettano la storia della nostra Lazio né la dignità di noi tifosi, come nel caso della giornata di ricordo dell’omicidio di Vincenzo Paparelli”.

I sostenitori spiegano poi: “Invece di premiare un patrimonio di affetto e di valori – confermato anche dai 30mila abbonamenti di quest’anno, nonostante una stagione deludente alle spalle e l’impossibilità di investire sul mercato, unico caso in Europa – molti tifosi vengono ostacolati in tutti i modi”.
Infine l’invito a regalare un sogno, con toni gentili ma decisi: “La preghiamo, non ci risponda con i suoi soliti articolati ragionamenti: se non è in grado di riportare la Lazio a competere per il vertice italiano ed europeo, lo riconosca e come ha dichiarato anche lei in una recente intervista, poiché ‘tutto ha una fine’ si faccia da parte: i laziali gliene sarebbero grati, rendendole i giusti meriti. Speriamo in una risposta solida, più solida di quelle ‘realtà’ di ridimensionamento con cui ci ha fatto fare i conti in questi 22 anni”.

 «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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