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Firenze Gravel Experience, tra colline iconiche e borghi nascosti

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Pedalare nel cuore della Toscana per scopri re l’Appennino più autentico tra natura, storia e adrenalina

Il territorio di Firenze è una meta ideale per il gravel, con percorsi che attraversano colline, borghi e strade bianche, adatti sia a ciclisti esperti che a chi cerca un’esperienza più rilassata. Un mix perfetto di sport, natura e panorami unici, ideale soprattutto in primavera per vivere la Toscana in modo autentico e dinamico, concedendosi magari anche un po’ di relax sulle colline fiorentine. L’FH55 Hotel Villa Fiesoleoffre tutti i migliori comfort in un’oasi di tranquillità per ritrovare la connessione con la natura e prendersi cura di sé.

Oltre all’arte, alla storia e all’artigianato, Il territorio fiorentino è famoso anche per i suoi affascinanti itinerari gravel d’Italia. Un modo diverso di scoprire Firenze, percorrendo diversi chilometri in sella alla propria bicicletta e ritrovandosi immersi in un paesaggio fatto di uliveti, cipressi, strade bianche e piccoli borghi arroccati. I percorsi da intraprendere sono molteplici: dalle salite più impegnative per chi ama le sfide e si allena da anni, fino a pedalate più rilassate per chi desidera godersi il paesaggio senza faticare troppo. Ogni curva e ogni salita è una scoperta, specialmente nelle strade meno conosciute dove la natura regna incontaminata.

Per gli amanti del gravel, un giro da non perdere è sicuramente il giro ad anello di circa 50 km che parte dalla pista ciclabile che costeggia l’Arno e conta tra le sue tappe la Vista da Castel Ruggero. Si parte con un ritmo tranquillo lungo il fiume, passando dal ponte di Varlungo caratterizzato dai murales che ci si lascia alle spalle prima di vedere mutare il paesaggio. Pedalata dopo pedalata, iniziano le prime colline, fino a raggiungere la Villa Medicea di Mondeggi, portando poi a salire verso il crinale e aprendo panorami sempre più ampi. La vista da Castel Ruggero è uno di quei momenti in cui vale la pena fermarsi per ammirare vigneti, uliveti e colline che si susseguono senza interruzioni, prima di oltrepassare il lago ed entrare nel tratto più autenticamente gravel. Le strade diventano sterrate, il fondo cambia consistenza e la sensazione di immersione nella natura si fa totale. Nei pressi di San Polo in Chianti, vale la pena scattare una foto prima di incontrare la strada bianca di Montemasso, divertente e sterrata, che porta poi a rientrare verso Firenze. Un altro itinerario interessante è quello delle Balze del Valdarno: un lungo anello gravel di circa 95 km che parte da Firenze e conduce verso est, richiedendo una difficoltà media.

La prima parte segue la valle dell’Arno, passando da Pontassieve fino a Reggello, alternando asfalto secondario e strade bianche tra campagne e piccoli borghi. Poi la vista e il paesaggio cambiano radicalmente: si entra nell’area delle Balze del Valdarno, dove l’erosione ha creato formazioni di argilla che ricordano quasi un ambiente lunare. Una delle varianti più lunghe porta addirittura fino al Monastero di Vallombrosa, immerso in una foresta di abeti a quota più elevata. Si rientra poi passando da Incisa Valdarno e Rignano sull’Arno, per poi concludere con un tratto rilassante sulla ciclabile lungo l’Arno. Un altro celebre percorso è l’Anello dell’Appennino, ovvero uno dei percorsi gravel più completi e impegnativi nei dintorni di Firenze, di circa 65 km con 1.650 metri di dislivello. Si parte dal centro di Firenze per avventurarsi lungo la salita che porta verso Fiesole: il ritmo si fa intenso, ma una volta raggiunto il borgo si rimane incantati dalla bellissima vista di Firenze dall’alto. Da qui inizia la parte più autenticamente gravel percorrendo le zone di Monte Ceceri, tra cave storiche e strade sterrate, talvolta immerse in boschi di castagni e querce, con continui saliscendi che possono mettere alla prova anche i ciclisti esperti. La salita culmina alla Vetta Le Croci, il punto più alto del percorso, da cui si apre un panorama spettacolare sulla valle dell’Arno e su tutta Firenze. Si prosegue in discesa passando da Settignano e Coverciano, alternando sterrati tecnici e tratti asfaltati. Negli ultimi chilometri, Firenze ricompare sullo sfondo, spesso regalando un bellissimo tramonto, specialmente in primavera. Gli itinerari e le varianti sono tante, permettendo di accorciare il giro o di suddividere il percorso in più giorni, approfittando del weekend.

Il clima primaverile è perfetto per i ciclisti che vogliono mettersi alla prova sull’appennino toscano, accompagnando lo sport anche ad un momento di condivisione e buon cibo per concludere la giornata di allenamento davanti ad un piatto della tradizione e ad un bicchiere di vino. L’ideale è soggiornare in una posizione comoda, come ad esempio all’FH55 Hotel Villa Fiesole nel borgo di Fiesole, per godersi l’aria di primavera e la natura incontaminata, partendo poi in sella alla propria bicicletta alla scoperta dei sentieri boscosi e delle città vicine.

Agricoltura, Confeuro: “Ok riduzione contributi Inail infortuni. Non abbassare guardia”

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Agricoltura, Confeuro: “Ok riduzione contributi Inail infortuni. Non abbassare guardia”

“Confeuro accoglie positivamente la circolare dell’Inps che stabilisce le aliquote contributive per gli operai agricoli a tempo indeterminato, determinato e per il lavoro occasionale in agricoltura per il 2026, prevedendo una riduzione dal 13% all’8,5%. Si tratta di un segnale certamente positivo per il comparto agricolo – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei – che va nella direzione di alleggerire il carico contributivo sulle imprese e riconoscere gli sforzi compiuti negli ultimi anni dal settore sul fronte della sicurezza sul lavoro. Al tempo stesso – prosegue Tiso – questa riduzione non deve far abbassare la guardia. La sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in agricoltura, richiede politiche strutturali, interventi di medio e lungo periodo e un impegno costante da parte di istituzioni, imprese e lavoratori”. Secondo Confeuro, infatti, il comparto agricolo ha storicamente registrato un livello di infortuni significativo. Negli ultimi anni si sta registrando un miglioramento oggettivo, frutto di maggiore attenzione, prevenzione e innovazione nelle pratiche lavorative, ma restano ancora criticità che richiedono interventi mirati e continuità nelle politiche di tutela. La strada intrapresa dalle istituzioni competenti è senza dubbio positiva e significativa – conclude il presidente di Confeuro – ma il percorso verso una piena sicurezza nel lavoro agricolo non è ancora concluso. Occorre proseguire con determinazione lungo questa direzione, rafforzando gli strumenti di prevenzione, formazione e controllo per garantire condizioni di lavoro sempre più sicure in tutto il comparto”.

Roma – “Premio Nazionale Cuori D’Oro”al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi

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La delegazione di presidenza dell’Associazione ARGOS Forze di Polizia con il presidente nazionale Gianluca Guerrisi, il vicepresidente Fausto Zilli si sono recati presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri presso il Ministero dello Sport e i Giovani per la consegna della statua del premio Nazionale Cuori D’oro.

Ricevuti dal MinistroAndrea Abodi il quale si è complimentato con la Presidenza con i propri soci per tutte le attività sociali che portano avanti da anni : “𝑈𝑛 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐴𝑟𝑔𝑜𝑠 𝐹𝑜𝑟𝑧𝑒 𝑑𝑖 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑧𝑖𝑎, 𝑢𝑛 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑡𝑒𝑛𝑔𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒̀ 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑐’𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒, 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑖𝑜 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑐𝑖, 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑠𝑝𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒𝑖𝑡𝑎̀. 𝑃𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒, 𝑖 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑠𝑜𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑏𝑢𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀, 𝑎 𝑓𝑖𝑛 𝑑𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒, 𝑐𝑒 𝑛’𝑒̀ 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜, 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑜𝑛𝑜𝑐𝑎 𝑐𝑖 𝑜𝑓𝑓𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑟𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑝𝑎𝑐𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑓𝑓𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑟𝑙𝑢𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎, 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝐺𝑅𝐴𝑍𝐼𝐸… 𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑀𝐴𝑇𝑇𝐼𝐴”, Andrea Abodi Ministro per lo Sport e i Giovani, Mattia Rizzetti giovane calciatore prematuramente scomparso nel giorno della Santa Pasqua.

Un colloquio costruttivo cordiale tra il Ministro Abodi e la Presidenza Argos.

Il tour di Sara Fiumefreddo fa tappa a Roma: “Il profilo migliore” tra cultura e contemporaneità digitale

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Il tour di Sara Fiumefreddo fa tappa a Roma: “Il profilo migliore” tra cultura e contemporaneità digitale

Prosegue il tour di presentazione del primo romanzo di Sara Fiumefreddo, “Il profilo migliore”, un’opera intensa e attuale che affronta con sensibilità i temi dell’identità, delle relazioni e della costruzione del sé nell’era digitale. Già avviato nelle scorse settimane in diverse città italiane, il tour continua il suo percorso culturale facendo tappa a Roma, dove sabato 11 aprile alle 18:30, nella cornice del Caffè Letterario Horafelix, si terrà un nuovo appuntamento aperto al pubblico. L’incontro si inserisce nel quadro della collaborazione con ASI Cultura, che conferma il proprio impegno nella promozione della cultura e nella valorizzazione della nuova narrativa italiana, sostenendo iniziative capaci di generare riflessione e partecipazione sui temi della contemporaneità. A dialogare con l’autrice sarà Michele Cioffi, Responsabile Nazionale ASI Cultura, che guiderà il confronto con il pubblico, approfondendo i contenuti dell’opera e il suo significato nel contesto sociale attuale. Il tour del libro “Il profilo migliore” si configura come un progetto culturale itinerante che unisce letteratura, creatività e impegno civile, creando occasioni di incontro e dialogo in tutta Italia, grazie anche al contributo e alla visione condivisa con ASI Cultura.

COSENTINO (SI – AVS): Voto Fuorisede, all’attacco contro lo stop della destra. “Oltre 1500 richieste ricevute a marzo nel Lazio, la democrazia non può essere ostacolata”

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COSENTINO (SI – AVS): Voto Fuorisede, all’attacco contro lo stop della destra. “Oltre 1500 richieste ricevute a marzo nel Lazio, la democrazia non può essere ostacolata”

Roma, 9 aprile 2026 – Il blocco dell’iter legislativo per il voto fuorisede costituisce l’ennesimo atto volto a indebolire le basi democratiche della nostra Repubblica, frenando un provvedimento indispensabile per estendere e incentivare il coinvolgimento dei cittadini.

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ribadisce con forza la propria posizione in prima linea in questa battaglia di civiltà. Siamo uno dei partiti che più si è speso per garantire che il diritto al voto non rimanga un privilegio legato alla disponibilità economica o alla residenza anagrafica. I numeri parlano chiaro: nell’ultima tornata elettorale di marzo, abbiamo ricevuto e gestito oltre 1500 richieste di supporto da parte di cittadini che chiedevano di poter esercitare il proprio diritto costituzionale nel nostro territorio, senza dover affrontare viaggi proibitivi.

“È inaccettabile che nel 2026 milioni di persone siano ancora di fatto discriminate”, dichiara Danilo Cosentino, segretario regionale di Sinistra Italiana Lazio. “Sia in occasione dei referendum sul lavoro e sulla cittadinanza del giugno 2025, sia per il referendum sulla giustizia, ci siamo mobilitati affinché fosse riconosciuto il diritto di voto a chi vive lontano da casa per studio o lavoro. È ingiusto chiedere a studenti e lavoratori di sostenere spese di trasporto insostenibili e riorganizzare forzatamente le proprie vite solo per poter votare”.

In continuità con questa mobilitazione permanente, Alleanza Verdi e Sinistra annuncia la propria adesione e il pieno sostegno al presidio promosso dal Comitato ‘Voto dove Vivo’.

L’appuntamento è per:
OGGI, GIOVEDÌ 9 APRILE – ORE 17:30
Piazza Navona (Corsia Agonale), nei pressi del Senato – Roma

The Sense Experience Resort 5*L entra nel network internazionale Ensemble Travel Group

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Un nuovo traguardo strategico che apre le porte a una clientela globale d’élite e rafforza il posizionamento nel lusso esperienziale

Il The Sense Experience Resort 5*L fa il suo ingresso in Ensemble Travel Group, uno dei network globali più prestigiosi di travel advisor indipendenti, rafforzando il proprio posizionamento nel segmento dell’ospitalità di alta gamma e aprendo nuove opportunità di visibilità internazionale, partnership esclusive e contatti con una clientela sofisticata.

Ensemble Travel Groupè un punto di riferimento nel panorama internazionale del turismo di lusso, con una solida presenza in Nord Americae una crescente influenza nei mercati globali di fascia alta. Basato su un modello collaborativo, il network riunisce agenzie e consulenti di viaggio altamente qualificati, offrendo accesso a prodotti selezionati, esperienze esclusive e partnership strategiche con hotel e brand di eccellenza. Grazie a una piattaforma integrata di distribuzione e a programmi dedicati, Ensemble permette ai partner di intercettare una clientela altamente profilata, incrementare le performance di vendita e sviluppare relazioni durature con viaggiatori internazionali di alto valore.

L’ingresso di The Sense Experience Resort nel prestigioso Ensemble Hotel Program, una collezione di strutture selezionate per qualità, posizionamento e capacità di offrire esperienze uniche, rappresenta un importante riconoscimento del valore dell’offerta della struttura. All’interno di questo ecosistema, il resort beneficia di visibilità privilegiata presso una rete internazionale di advisor esperti, accedendo a canali distributivi mirati, campagne marketing dedicate e iniziative commerciali congiunte. Questa integrazione consente di rafforzare la penetrazione nei mercati strategici, ottimizzare i flussi di prenotazione e valorizzare ulteriormente il posizionamento del resort nel segmento luxury, generando nuove opportunità di revenue e crescita sostenibile.

Per gli ospiti, la partnership si traduce in un accesso privilegiato a soggiorni personalizzati, servizi su misura e consulenza di alto livello, garantita da professionisti del viaggio capaci di anticipare ogni esigenza della clientela più sofisticata.

“Entrare in Ensemble Travel Group rappresenta un passo strategico nel percorso di espansione internazionale della struttura e del gruppo Icon Collection,” afferma Aizhana Zhantuarov, Director of Sales & Marketing di Icon Collection. “Questa collaborazione ci consente di rafforzare la nostra presenza nei mercati chiave e di dialogare con una clientela di alto profilo, sempre più orientata a esperienze autentiche, personalizzate e di eccellenza”.

Attraverso questa collaborazione, il The Sense Experience Resort 5*L consolida la propria posizione come punto di riferimento nell’ospitalità di lusso contemporanea su scala globale.

Il cuore verde di Firenze e il fascino del Giardino dell’Orticoltura

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Nel cuore della città, uno spazio dedicato alla natura e al benessere

Vera e propria chicca di Firenze, il Giardino dell’Orticoltura nasce nell’Ottocento per attività di promozione sociale e culturale nel settore del verde e del paesaggio, ed oggi è un piacevole parco dove andare alla scoperta di meravigliose piante, fiori ed alberi. Dotato di diverse attrazioni come la loggia liberty con il suo magnifico tepidarum di 14 metri, è un luogo di grande fascino ideale per godersi attimi di totale relax. Per un soggiorno a Firenze da consigliare è l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, situato in posizione strategica vicino ai principali punti di interesse e perfetto per partire alla scoperta dei dintorni.

Gli Orti Botanici affondano le proprie radici in tempi antichi, legate sia alla coltivazione quanto alla conoscenza delle piante. Testimonianze scritte ne fanno risalire l’origine nella Cina del secondo millennio a.C., con i primi veri esempi documentati di spazi destinati alla raccolta e allo studio delle piante. Celebri furono il Giardino Botanico di Karnak, in Egitto, voluto dal faraone Tutmosi III, un vero e proprio archivio vivente di piante esotiche, e i primi giardini scientifici dell’antica Grecia, dove il cuore pulsante era l’osservazione del modo naturale. Tra le tante testimonianze in giro per il mondo la nostra bella Italia non è da meno, cosi come Firenze. Qui, infatti, una vera e propria chicca è il Giardino dell’Orticoltura, nato a metà dell’Ottocento. La realizzazione di questo spazio si deve alla Società dell’Orticoltura Toscana, associazione di promozione sociale e culturale nel settore del verde e del paesaggio che già all’epoca organizzava corsi di formazione, mostre mercato di piante e fiori, progetti socio ambientali, laboratori ed eventi. La società realizzò, appena fuori Porta San Gallo, un giardino che per l’epoca era sperimentale, in quanto venne creata una vigna e un frutteto ornamentale con l’aggiunta di piante rare proprio per “sperimentare le colture di piante esotiche e piante da orto pregevoli“. Le prime piante madri vennero donate da illustri orticoltori e agronomi toscani, ma anche dal Museo di Fisica e Storia Naturale e dal Giardino dei Semplici di Firenze.

Nel 1880, in occasione della prima Esposizione Nazionale della Federazione Orticola Italiana, il giardino fu completato con la realizzazione di un magnifico tepidarium di 14 metri, il più grande d’Italia: all’interno 24 colonne portanti cave in ghisa, per far defluire l’acqua piovana, scandiscono lo spazio che contiene anche due vasche con nicchie e spugne minerali. La struttura in ferro, dove si ammirano decorazioni moresche, è in stile liberty e miscela perfettamente storia ed arte con il fascino esotico. Successivamente vennero aggiunti anche una caffetteria e ristorante, oltre a una seconda serra, prelevata da Villa Demidoff a San Donato. Ulteriori modifiche il giardino le subì in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni dell’Unità d’Italia, quando venne costruita la Loggetta Bondi in stile neo rinascimentale, una deliziosa costruzione sede oggi di eventi e concerti, progettata dall’architetto Castellucci nel 1911. In origine venne ideata per pubblicizzare i prodotti ceramici della Manifattura di Signa: le colonne con gli archi poggiano sulla balaustra che circonda la loggia, e nel fregio policromo sovrastante si ammira la serie di putti reggifestoni. La destinazione a parco pubblico del Giardino dell’Orticoltura fu voluta dal Comune di Firenze che lo acquista nel 1930 e che, dopo anni di abbandono, lo ha restaurato, ampliato e portato di nuovo al suo antico splendore.

Particolare è quella zona conosciuta come Orti del Parnaso, una piccola aerea verde dove spicca una fontana a forma di drago che si snoda lungo la scalinata, celebre per la veduta panoramica sulla città. All’interno dell’area verde non può naturalmente mancare un’area giochi attrezzata per bambini. A caratterizzare il disegno irregolare sono le aiuole solcate dai viali, l’ampia varietà di specie arboree tra cui si ergono spettacolari platani, pini, lecci, eucalipti. Il Giardino è diviso in due parti: in alto si osservano un carrubo, una lagerstroemia, bellissima pianta in onore di Gino Bartali, un gelso pendulo, cipressi, allori, iris, rose rampicanti e arbustive, il crespino rosso. La parte bassa ospita invece una selezione di fiori ed essenze che garantiscono la rotazione di colori, di fragranze e di forme nelle stagioni calde. Particolarmente emozionante è anche l’area chiusa in cui è stato allestito un giardino sonoro dove si può assistere a effetti luminosi e acustici. Per godere di tutto questo e molto altro, si può scegliere un soggiorno all’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, affacciato sulle rive dell’Arno e a pochi passi da Piazza Santa Croce. Una struttura accogliente e contemporanea, ideale per vivere Firenze con comodità, che unisce ambienti eleganti, servizi curati e splendide viste sul fiume, regalando un perfetto equilibrio tra relax e scoperta nel cuore della città.

Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostraa via Margutta con “Freak”

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Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostra
a via Margutta con “Freak”

Roma – Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign
(via Margutta 90) – 10–19 aprile 2026 | Vernissage 10 aprile

Il corpo della donna come rappresentazione della violenza subita. È da qui che nasce Freak, l’opera di nudo fotografico di Amanda Rosi (The Blonde Argonaut) che dal 10 al 19 aprile sarà protagonista alla Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di via Margutta 90. Dopo il percorso avviato lo scorso novembre con la presentazione dell’opera fotografica Animus Anima nella collettiva L’arte è donna e la successiva presenza stabile in galleria con opere esposte a rotazione, l’artista arriva ora a una mostra personale. Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla società.

“Se il corpo umano è una prigione, e quello della donna è una prigione mostruosa – afferma Amanda Rosi – Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento, è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”. Nel progetto emerge anche una riflessione su “un transumanesimo totalmente umanista che liberi la donna dal ruolo di incubatrice umana”. A differenza di chi lo giudica negativamente, io non do per scontato che il mondo debba essere per sempre governato da un’élite e manipolato dalle loro credenze distorte”. Con Freak, Amanda Rosi porta a via Margutta un lavoro che intreccia fotografia, libro e video in un unico impianto narrativo, aprendo una riflessione contemporanea sul corpo e sulla sua rappresentazione. Appuntamento dal 10 al 19 aprile 2026, con vernissage a via Margutta per vedere Freak prendere forma.

Medio Oriente, Confeuro: “Bene tregua e si a Hormuz. A Ue serve autonomia energia”

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Medio Oriente, Confeuro: “Bene tregua e si a Hormuz. A Ue serve autonomia energia”

“Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei, accoglie con favore e con sollievo la tregua di due settimane concordata nella notte tra Stati Uniti e Iran, giunta al termine di ore di altissima tensione internazionale, e valuta positivamente anche la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto marittimo globale di energia e di numerose altre merci. “La diplomazia deve sempre prevalere sui conflitti – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro – e auspichiamo che questo stop temporaneo rappresenti il primo passo verso una stabilizzazione definitiva dell’area e verso un accordo di pace duraturo, nell’interesse della sicurezza internazionale e dell’economia globale, ivi inclusa l’agricoltura”. Confeuro evidenzia tuttavia come la crisi di queste ore rappresenti anche un chiaro campanello d’allarme per l’Europa: “Da quanto accaduto – prosegue Tiso – emerge con forza la necessità che l’Unione europea e l’Italia accelerino con decisione il percorso verso una maggiore autonomia energetica. È indispensabile invertire la rotta e investire con convinzione nelle energie alternative e rinnovabili, perché il nostro sistema economico resta ancora eccessivamente dipendente dalle fonti fossili”. Secondo Confeuro, tale dipendenza espone l’Europa a vulnerabilità geopolitiche e condizionamenti economici. “Continuare a basare gran parte del nostro fabbisogno energetico sulle fonti fossili – conclude Tiso – significa, di fatto, rafforzare il peso economico e politico di quei Paesi che ne dispongono in abbondanza e che proprio attraverso l’energia esercitano una forte influenza sugli equilibri globali. È una situazione che non può più essere ignorata: serve un cambio di passo deciso, capace di garantire maggiore autonomia, stabilità e sostenibilità al futuro dell’Europa”.

Maria Maddalena di Raffaello: un capolavoro nell’ombra di una copia?

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La Pasqua riporta al centro Santa Maria Maddalena, apostola degli apostoli, in un’opera oggi attribuita a Raffaello. Ricomparsa in Inghilterra in occasione di una vendita, dove era stata erroneamente datata a causa di una parchettatura che occultava il pannello originale, assottigliato fino a soli 3 mm, l’opera ha rimesso in discussione l’esistenza di una versione gemella conservata alla Galleria Palatina, tradizionalmente attribuita al Perugino.

Per secoli, i dipinti conservati nei musei sono stati percepiti come verità silenziose: un nome autorevole, una sala prestigiosa, e ogni dubbio sembra svanire. Eppure, dietro molte attribuzioni antiche si cela talvolta una realtà più ambigua: copie, opere di bottega, errori di catalogazione o attribuzioni reiterate senza un reale riesame.

Una pubblicazione scientifica rievoca una pagina dimenticata della storia. Il dr. Fortunati, studioso di documenti antichi, ha individuato negli archivi  del duca di Urbino una Maddalena di Raffaello. L’opera scompare poi dagli inventari successivi alla morte di Francesco Maria II. Tuttavia, una copia del dipinto compare nell’inventario delle opere destinate a Firenze. Questo elemento contribuisce a chiarire le incertezze storiche che circondano la versione della Galleria Palatina, la cui attribuzione ha a lungo oscillato tra Perugino, Raffaello, Leonardo, Francia e Franciabigio, proprio per l’assenza di riscontri documentari certi. Nulla, infatti, attesta l’esistenza di una Maddalena del Perugino negli archivi.

Già nel XIX secolo alcuni eruditi avevano espresso dubbi sull’opera della Palatina, rilevando una certa debolezza esecutiva e un’iconografia dai toni sensuali e terreni, ben lontana dalla pietà codificata del Perugino. Se il dipinto è rimasto attribuito al pittore nonostante tali riserve, è anche perché il volto raffigurato è stato talvolta accostato a Chiara Fancelli, moglie del maestro, figura alla quale si sarebbe ispirato, a sua volta, anche Raffaello.

Oggi le indagini scientifiche permettono di osservare direttamente il processo creativo. Nella versione inglese, le analisi all’infrarosso rivelano un disegno preparatorio insieme a diversi pentimenti: una ciocca di capelli inizialmente abbozzata presso la spalla destra e poi abbandonata, lievi correzioni nella forma degli occhi e dell’arcata sopracciliare, nonché ulteriori capelli, successivamente assorbiti nelle ombre della stesura finale. Inoltre, l’insieme degli strati pittorici non supera il millimetro di spessore, segno di una grande padronanza tecnica e di una notevole finezza esecutiva, come ha sottolineato la restauratrice e storica d’arte, Nathalie Nolde. Al contrario, la versione conservata alla  Palatina non mostra né pentimenti né disegno preparatorio, elementi spesso associati a un’opera originale; anche gli esami rivelano una stesura meno sottile.

Nella storia dell’arte, una copia non si distingue sempre per una minore bellezza, ma spesso per una minore intelligenza esecutiva. Là dove l’originale elabora, la copia tende a semplificare. Un dettaglio sottile sembra andare in questa direzione. Nella versione riscoperta, il velo visibile all’altezza del busto si prolunga fino al polso; nella versione fiorentina, invece, la sua assenza, sostituita da una stesura scura e indistinta, finisce per dare quasi l’impressione che la mano si stacchi dal corpo, rivelando così una certa incoerenza materiale. Anche nel trattamento della mano la pennellata è troppo visibile, in contrasto con la tecnica rinascimentale.  Per un occhio non esperto questo dettaglio può sembrare secondario; per uno specialista, al contrario, può risultare decisivo per distinguere un originale da una copia. A ciò si aggiunge un’altra anomalia: l’iscrizione sul busto, « S. Maria Madalena », è formulata in volgare, laddove ci si aspetterebbe più naturalmente, in un simile contesto, una formulazione latina, maggiormente coerente con la cultura visiva colta del Rinascimento.

Nel XVII secolo, numerose opere di grandi maestri lasciarono l’Italia per entrare nelle collezioni inglesi. Non è raro che un’opera autentica riemerga in una collezione privata dopo essere rimasta a lungo nell’ombra di una copia conservata in museo e accolta come originale,  mettendo in discussione certezze consolidate e ricordando che, nella storia dell’arte, nessun giudizio può sostituirsi all’esame diretto dell’opera. L’arte resta un campo vivo, ancora capace di rivelare l’inatteso e di meravigliarci.

Link alla pubblicazione:

https://openscience.fr/IMG/pdf/iste_artsci24v8n2_2.pdf