ROMA – Il cartello appeso sulla porta ‘Chiuso con provvedimento del questore di Roma’ indica il mancato rispetto di norme. Ci sono 15 giorni di stop, multe da pagare e la necessità di sistemare le cose. La scritta ‘Vaff… Antigallery’ attaccato da qualcuno indica invece una mancanza di rispetto e basta. Inaccettabile.
“Gli interventi delle forze dell’ordine sono una questione di legge, e possono essere contestati nelle aule di Tribunale. Peraltro lo abbiamo fatto ottenendo al momento ragione e la riapertura immediata del locale- ha spiegato il legale che segue la vicenda- Ma anche gli insulti sono un reato e possono essere perseguiti. Chiediamo quindi alle Autorità di indagare anche su chi ha affisso quel cartello e cosa c’è dietro”.
“Una cosa su cui riflettere, infatti, è l’astio da parte di alcuni residenti nei confronti del locale, che invece ha come ‘missione’ quella di arricchire l’offerta culturale del rione Monti, di essere un punto di socialità per i ragazzi tra mostre fotografiche con artisti noti ma anche emergenti ed eventi di alto profilo” ha aggiunto Barbara Martusciello, curatrice di FotograficaMonti, rassegna di opere fotografiche che ha visto per esempio cancellare, a causa della temporanea chiusura, l’inaugurazione inizialmente programmata del suo 28esimo appuntamento.
Inoltre “la proprietà del locale ha mostrato il suo impegno fattivo ed economico per mantenere la sicurezza e il decoro della piazza e delle strade circostanti- ha detto i responsabili- con una unità di vigilanza sempre presente il cui costo è a carico loro e pulizie straordinarie organizzate e pagate. Per tutta risposta ha sempre trovato l’ostilità di persone organizzate che sono state protagoniste di attacchi mediatici e social”. Una cosa incomprensibile, quindi, per chi gestisce l’Antigallery, che con i residenti si è più volte detto pronto al dialogo per trovare le migliori soluzioni.
Roma, il ritorno di AntiGallery: Pronti al dialogo