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CITTADUCALE. CONTRASTO AI FURTI SERIALI NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE: I CARABINIERI DI CITTADUCALE ESEGUONO TRE MISURE CAUTELARI.

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Al termine di una complessa e articolata attività investigativa, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare — emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Rieti — che dispone l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti di tre cittadini extracomunitari.

I destinatari del provvedimento, di età compresa tra i 21 e i 31 anni e residenti nelle province di Firenze, Arezzo e nel comune di Sesto Fiorentino, sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di almeno sei episodi di furto aggravato, commessi tra marzo e maggio 2025 ai danni di esercizi commerciali situati su gran parte del territorio nazionale.

L’attività d’indagine è scaturita da un furto perpetrato presso un punto vendita della grande distribuzione in località Santa Rufina di Cittaducale. I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di collegare i tre soggetti ad altri cinque colpi analoghi, per un danno complessivo stimato in circa 18.000 euro.

La merce asportata consisteva prevalentemente in materiale elettronico di valore, tra cui console di gioco, apparecchi audio e dispositivi di ultima generazione.

Fondamentale per la ricostruzione della dinamica è stata l’analisi meticolosa delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che ha permesso di documentare uno schema operativo collaudato e professionale. Nello specifico, mentre il primo complice selezionava la merce tra gli scaffali, il secondo provvedeva alla rimozione dei dispositivi antitaccheggio e il terzo occultava infine i prodotti all’interno di borse schermate, appositamente modificate per eludere i sensori d’allarme ai varchi d’uscita.

Oltre alle immagini video, il quadro indiziario è stato solidificato da accertamenti tecnici che hanno incluso il tracciamento del veicolo utilizzato per le trasferte e il riconoscimento degli indumenti indossati durante i furti. Tali risultanze hanno indotto l’Autorità Giudiziaria all’emissione delle misure cautelari, ritenute necessarie per arginare il pericolo di reiterazione dei reati. L’operazione odierna testimonia il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio e nel contrasto alla criminalità predatoria seriale che colpisce il settore commerciale.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

“Aforismi” di Massimo De Santis: il cuore e la vita in scena ad Arce

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Domenica 19 aprile 2026, alle ore 18:00, presso la Sala Teatro Comunale di Arce, l’autore presenta la sua nuova raccolta di riflessioni nell’ambito della rassegna “Libri di Primavera”.

ARCE – Un appuntamento che mette al centro la parola e l’emozione. Domenica 19 aprile, nell’ambito della rassegna “Libri di Primavera”, verrà presentato il volume “Aforismi” di Massimo De Santis. L’incontro, previsto per le ore 18:00 presso la Sala Teatro Comunale, si preannuncia come uno dei momenti più significativi della stagione culturale arcese.

L’AUTORE

Massimo De Santis, nato ad Arce e cittadino del mondo, porta in questo libro la sintesi di una vita passata a osservare la realtà dietro un obiettivo. Fotografo di Formula Uno, autore di grandi reportage internazionali e del recente successo editoriale “Venezia: la magia delle maschere”, De Santis abbandona per un attimo la luce della pellicola per cercare quella dell’anima attraverso brevi e fulminanti riflessioni sulla vita, l’amore e le fragilità umane.

GLI OSPITI

A dialogare con l’autore sarà Plinio Perilli, una delle voci più autorevoli della critica e della poesia contemporanea italiana. Nato a Roma nel 1955, Perilli è stato finalista al Premio Viareggio con la raccolta “L’Amore visto dall’alto” e vincitore di prestigiosi riconoscimenti come i premi Montale, Gozzano e Gatto.

L’EVENTO

La presentazione di “Aforismi” è organizzata dal Comune di Arce – Assessorato alla Cultura, con la co-organizzazione dell’Associazione Culturale La Lanterna e il patrocinio della Regione Lazio. Un’occasione per riscoprire il valore della semplicità e dello sguardo umano in un’epoca di rumore costante. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

OSTIA, FIRMATE LE PRIME CONCESSIONI DEMANIALI: RIAPRONO VILLAGE E LIDO

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Roma, 17 aprile 2026 – Firmate ieri le prime concessioni demaniali marittime sul litorale di Ostia. Tra queste, due riguardano luoghi altamente simbolici: il Village e il Lido, strutture per anni sottratte alla fruizione pubblica e oggi al centro di un percorso concreto di restituzione alla città.

Il Village, stabilimento sequestrato nel 2018 a seguito di una sentenza del Tribunale di Roma nell’ambito delle attività di contrasto al clan Fasciani, torna a nuova vita. Il bene è stato oggetto di interventi di bonifica e sgombero, promossi dalla Direzione Rigenerazione del Litorale, ormai in fase conclusiva.

Parallelamente, riapre “il Lido”, altro luogo iconico della storia balneare di Ostia. Situato nel cuore del lungomare, rimasto per anni chiuso e in stato di abbandono, potrà ora essere recuperato e restituito alla piena fruizione pubblica.

Oltre a Village e Lido, le concessioni firmate riguardano anche le strutture Plinius, El Miramar e Zenit. Si tratta di un primo blocco che segna l’avvio della nuova fase di riordino e valorizzazione del litorale romano.

Non si arrestano, nel frattempo, le attività di rimozione delle opere abusive, condizione necessaria per consentire a Roma Capitale di rientrare in pieno possesso dei beni e procedere con le ulteriori concessioni. 

Nei primi giorni della prossima settimana è prevista la sottoscrizione di nuove concessioni demaniali marittime, che interesseranno, tra le altre, le strutture Edonè, Elmi, Bicocca e Kelly’s.

A Castel Porziano, rinnovate le concessioni ai chioschi che potranno aprire regolarmente a inizio stagione. Nel frattempo, in queste ore, si è proceduto, in collaborazione con AMA, alla pulizia straordinaria dei cancelli.

“La firma delle prime concessioni demaniali rappresenta un risultato concreto dell’impegno portato avanti in questi anni sul litorale di Ostia. È un passaggio molto importante, frutto del percorso condiviso con la Procura di Roma e con le altre istituzioni coinvolte, che consente di restituire ai cittadini spazi fondamentali del mare di Roma e di accompagnare una nuova fase di piena fruizione e rigenerazione del litorale. Proseguiremo con determinazione su questa strada per consolidare un cambiamento atteso da tempo e garantire una stagione ordinata e accessibile, in condizioni finalmente regolari e con nuove opportunità e servizi per Ostia e per tutta la città”. Le parole del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri

“La riapertura del Village è una promessa mantenuta. Con la concessione firmata, il bene entra in una nuova fase, da simbolo della criminalità a presidio di legalità sul litorale romano. Allo stesso tempo, anche un altro luogo simbolico come il Lido può tornare a essere parte viva del lungomare di Ostia. Questa che stiamo attraversando è una fase certamente delicata, ma attesa. La task force con la Procura e le forze dell’ordine comincia a produrre risultati visibili, non solo con nastri e recinzioni, ma con il mare libero da abusi, spiagge libere e stabilimenti che possono finalmente rinascere liberi. A Ostia abbiamo intrapreso una direzione chiara che, anche grazie alla collaborazione di molti balneari,inizia a vedersi”. Così Tobia Zevi, Assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale.

PLATÌ (RC), LA DROGA NEL SOTTOSUOLO: SCOPERTO BUNKER SEGRETO CON SERRA CLANDESTINA, QUATTRO ARRESTI DEI CARABINIERI

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Un accesso invisibile, un tunnel scavato nella terra e, in fondo, una serra perfettamente attrezzata per la coltivazione di marijuana. Un vero e proprio laboratorio clandestino nascosto nel sottosuolo, progettato per sfuggire a ogni controllo. È lo scenario scoperto dai Carabinieri della Stazione di Platì e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Locri e supportati dai Reparti dipendenti, che hanno arrestato quattro persone.

Tutto ha avuto origine da un’anomalia solo apparentemente marginale: un casolare agricolo in costruzione, isolato in area rurale, privo di qualsiasi accesso visibile. Un dettaglio che ha acceso l’intuito investigativo dei militari, spingendoli a concentrare l’attenzione su quella struttura e ad avviare un’attività mirata di osservazione e verifica.

La scoperta è stata sorprendente. All’interno dell’edificio, i Carabinieri hanno individuato un finto soppalco che celava un ingresso mobile. Da lì si accedeva a un cunicolo stretto e angusto, percorribile solo in ginocchio, che si sviluppava in un lungo tunnel realizzato in cemento e lamiere. Un passaggio studiato nei minimi dettagli, che conduceva a un bunker sotterraneo ricavato in profondità, completamente isolato dall’esterno.

Nel cuore di quel rifugio, una vasta sala trasformata in serra “indoor”, perfettamente funzionante. I militari hanno rinvenuto una piantagione di marijuana, alte tra 110 e 160 centimetri, ormai prossima alla raccolta, oltre a diversi chilogrammi di sostanza già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato illecito.

Un sistema altamente organizzato, alimentato da trasformatori e ventilatori in grado di ricreare artificialmente le condizioni climatiche ideali per la coltivazione, il tutto sostenuto da un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il bunker, frutto di un articolato abusivismo edilizio, garantiva agli indagati la possibilità di operare indisturbati, lontano da sguardi e controlli.

L’operazione conferma, ancora una volta, l’azione penetrante e incessante dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti nella Locride, dove il controllo del territorio rappresenta un presidio essenziale di legalità e sicurezza per i cittadini.

Si precisa che le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dall’ordinamento vigente.

Rieti: Per lavori di asfaltatura chiusura al traffico e divieto di sosta in via delle Mimose e in via Delle Orchidee dalle ore 07:30 del giorno 20 aprile e in via delle Ortensie, via Voto de’ Santi e via Dei Lauri dalle ore 07:30 del giorno 22 aprile.

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Il Settore VII – Polizia Locale del Comune di Rieti, al fine di consentire i lavori di asfaltatura, dispone la chiusura al traffico veicolare e l’istituzione del divieto di sosta con rimozione in via delle Mimose e in via Delle Orchidee dalle ore 07:30 del giorno 20 aprile alle ore 20:00 del giorno 22 aprile 2026 e in via delle Ortensie, via Voto de’ Santi e via Dei Lauri dalle ore 07:30 del giorno 22 aprile 2026 alle ore 20:00 del giorno 24 aprile 2026.

Rieti: Chiusura al traffico veicolare in via San Rufo nel tratto da via Roma a via Dei Crispolti dalle ore 07:00 alle ore 17:00 del giorno 20 aprile 2026

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Il Settore VII – Polizia Locale del Comune di Rieti, al fine di consentire il montaggio di un ponteggio, dispone la chiusura al traffico veicolare in via San Rufo nel tratto da via Roma a via Dei Crispolti dalle ore 07:00 alle ore 17:00 del giorno 20 aprile 2026. Si informa che per i soli residenti sarà istituito il doppio senso di circolazione in via Dei Crispolti.

ROMA – 13 ARRESTI DEI CARABINIERI PER TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, PORTO ABUSIVO DI ARMI, RICETTAZIONE, TENTATO OMICIDIO E LESIONI PERSONALI GRAVI

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TORNA IN CARCERE UNO STORICO ESPONENTE DELLA “BANDA DELLA MAGLIANA

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina, che dispone la misura della custodia cautelare nei confronti di 13 persone, indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose.

Tra gli arrestati, che torna in carcere, vi è uno dei più importanti esponenti dell’organizzazione criminale nota come Banda della Magliana il quale, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli esponenti del clan SENESE e di una cosca di ‘ndrangheta, è indiziato di aver favorito l’attività di approvvigionamento del narcotico che veniva poi smerciato nelle piazze di spaccio dei quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella di Roma.

In particolare, grazie all’antico rapporto esistente con il vertice del clan SENESE, risalente ai primi anni ’80, una volta tornato in libertà, il leader della cosiddetta batteria dei testaccini avrebbe ottenuto il benestare, dal clan di origini napoletane, a operare nei quartieri romani di Trastevere e Testaccio, con propaggini anche alla Magliana e al Trullo, ove negli anni 80’ e 90’ aveva imperato.Privilegiato luogo di incontri con ‘ndranghetisti ed esponenti della criminalità organizzata romana, puntualmente monitorati da telecamere nascoste e microspie, era il ristorante di famiglia a Testaccio dove lo stesso ha lavorato per anni come cuoco. In aggiunta alle contestazioni relative al narcotraffico, lo storico esponente della banda della Magliana è indiziato di aver percosso e minacciato con una pistola alla testa un meccanico al fine di farsi consegnare una cifra di 8 mila euro quale corrispettivo di unapregressa vendita di sostanze stupefacenti e poiché tali minacce non andavano a buon fine, è indiziato di aver  ordinato a un gruppo di fuoco composto da tre persone di punire il debitore che, il 25 marzo 2024, veniva attinto da 3 colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana, il tutto aggravato dal metodo mafioso. 

A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe però un altro personaggio storico della mala romana, in particolare del Trullo, già arrestato dagli stessi Carabinieri, poiché indiziato di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano MOLÈ,avvenuto con modalità idonee a evocare l’agire mafioso il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale.

Sequestrati diversi quantitativi di droga e armi.

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Disarticolato sodalizio criminale specializzato in assalti ai bancomat con esplosivo

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Nella mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Vercelli su disposizione della Procura della Repubblica di Vercelli stanno dando esecuzione a n. 7 misure cautelari di custodia in carcere, 4 misure di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla P.G. congiuntamente all’obbligo di dimora emesse dall’Ufficio del Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Vercelli, nei riguardi di 11 soggetti residenti nell’area torinese, vercellese e in quella foggiana, ritenuti appartenenti a un pericoloso sodalizio criminale operante su tutto il territorio del Nord- Ovest.

Il provvedimento è scaturito da una complessa e prolungata attività investigativa, avviata nel dicembre del 2023. Un proficuo scambio informativo e la collaborazione con il Nucleo Investigativo dei Comandi Provinciali di Torino e di Foggia ha consentito di individuare i responsabili di numerosi furti aggravati e tentati furti ai danni di istituti di credito, strettamente correlati ad altre condotte criminose funzionali all’esecuzione di detti reati (tra cui furti d’auto, possesso di esplosivi, contraffazione di targhe). La condotta materiale si sostanziava in assalti ai bancomat con l’utilizzo di esplosivo, secondo la nota tecnica della cosiddetta “marmotta”, commessi in orario notturno in diverse località delle Province di Vercelli, Torino e, in un caso, anche nell’area Barese. In particolare, nella provincia di Vercelli, tra gli episodi portati a compimento figurano l’assalto alla BNL di Santhià del 20.12.2023, quello alle Poste di Borgo d’Ale del 7.4.2024, alla Biverbanca di Saluggia del 13.4.2024 e alle Poste di Arborio del 9.10.2024. Tra i tentativi risultano quelli in danno della Biverbanca di Crescentino del 4.5.2024, della Unicredit di Saluggia del 27.7.2024 e della Banca d’Asti di Buronzo del 9.10.2024.

Nel corso delle indagini, condotte anche con l’ausilio di sofisticate attività tecniche, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di due soggetti di spicco, ritenuti i promotori, coordinatori e organizzatori dei principali episodi criminosi, i quali si avvalevano del contributo, a vario titolo, di ulteriori soggetti indagati, incaricati dell’esecuzione materiale dei colpi, dell’approvvigionamento del materiale esplodente, dell’intestazione fittizia di veicoli e immobili adibiti a basi operative e covi, nonché delle attività di riciclaggio dei proventi illeciti.

L’indagine ha evidenziato come gli appartenenti al sodalizio adottassero sofisticate misure per eludere le investigazioni, anche di natura tecnica, tra cui l’utilizzo di targhe clonate, di dispositivi “jammer” e inibitori di segnale, oltre al ricorso sistematico a basi d’appoggio e immobili intestati

a prestanome, destinati all’occultamento di esplosivi, veicoli e strumenti utilizzati per la commissione dei reati.

Nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’indagine, con il supporto dei militari del Nucleo Investigativo di Torino e dell’Arma territoriale, presso le basi operative del sodalizio dislocate in vari comuni del Torinese, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro due autovetture e un motociclo provento di furto, tre dispositivi metallici tipo “marmotta” già carichi di esplosivo e pronti all’uso, circa 20 kg di polvere da sparo, numerosi artifizi pirotecnici destinati all’estrazione di polvere pirica, un dispositivo jammer, targhe contraffatte, strumenti elettronici per consentono l’accesso alle centraline di autovetture, attrezzi artigianali per l’effrazione di porte blindate e sportelli bancomat, nonché equipaggiamento e caschi utilizzati durante gli assalti. Tutto il materiale è stato debitamente repertato e posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

L’operazione ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale strutturato e pericoloso, interrompendo la sequenza di proditori e rischiosi assalti agli sportelli bancomat, che hanno messo seriamente in pericolo la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini.

Va come di consueto sottolineato che, considerata la fase preliminare del procedimento, gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti sino ad un accertamento di colpevolezza da parte del giudice con sentenza irrevocabile.

EARTH DAY 2026: VIVI LA BIODIVERSITA’

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CON I CARABINIERI FORESTALI DAL 16 AL 19 APRILE TORNA A ROMA, PRESSO VILLA BORGHESE, IL VILLAGGIO PER LA TERRA, L’APPUNTAMENTO INTERNAZIONALE PER CELEBRARE L’AMBIENTE E LA SALVAGUARDIA DEL NOSTRO ECOSISTEMA QUATTRO GIORNATE DI EVENTI GLOBALI E INIZIATIVE DEDICATE ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITÀ, ANIMATE DA MUSICA, SCIENZA, SPORT, GIOCHI, ARTE E TALK SHOW

Roma, 16 aprile 2026 – La tutela della biodiversità e la salvaguardia del nostro prezioso patrimonio ambientale sono gli obiettivi perseguiti nel Villaggio Natura dei Carabinieri Forestali presenti anche quest’anno all’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite. L’appuntamento è a Roma da oggi, 16 aprile 2026 fino a domenica 19 presso il Galoppatoio di Villa Borghese, con quattro giornate ricche di iniziative dedicate alla tutela del Pianeta, per creare e diffondere una maggiore sensibilizzazione verso l’ambiente attraverso la condivisione, il divertimento, la conoscenza e le reciproche esperienze dei partner coinvolti a vario titolo nella manifestazione.

In questa occasione saranno rappresentate diverse tematiche relative alla conservazione della biodiversità, al ripristino e recupero degli habitat e degli ecosistemi, alla tutela e salvaguardia delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione nonché al ruolo di Custodi della Natura che i Carabinieri Forestali svolgono incessantemente nel territorio nazionale.

In questa privilegiata circostanza il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità allestirà a Villa Borghese, presso la zona in prossimità del Galoppatoio 14 postazioni tematiche dedicate all’educazione ambientale, con spazi espositivi dedicati alla scoperta della Natura e della biodiversità animale e vegetale, ma anche ai progetti per il ripristino ed il recupero degli habitat e degli ecosistemi realizzati dai Carabinieri Forestali all’interno delle Riserve Naturali Statali

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I Carabinieri Forestali dei Reparti a cavallo organizzeranno anche il battesimo della sella, un’esperienza unica e imperdibile per montare in tutta sicurezza i cavallini di Monterufoli, provenienti dal Reparto Biodiversità di Siena. Si potrà ammirare anche l’Asino amiatino, una razza di asino molto antica, evolutasi in Toscana, in particolare sul monte Amiata.

Vi sarà uno spazio riservato anche alle cure e coccole al Mulo, un ibrido proveniente dall’accoppiamento di due animali di specie diversa: il maschio di asino con una femmina di cavallo. Il mulo rappresenta uno dei più importanti esempi che l’ibridismo abbia offerto all’uomo. Egli lo ha saputo utilizzare a suo vantaggio con notevoli risultati: la sua leggendaria forza muscolare e la sua ostinata resistenza alla fatica, infatti, sono senza dubbio di gran lunga superiori a quelle di asini e cavalli. Dal 2023 è stato ripreso nel Centro di Selezione Equestre di “Galeone”, del Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca, l’allevamento del Mulo Martinese, che è un ibrido tra l’asino di Martina Franca e il cavallo Murgese.

Un progetto importante che ha come finalità la conservazione di questo straordinario animale e la diffusione della sua conoscenza durante le attività di educazione ambientale. Inoltre questi soggetti, addestrati secondo la metodologia della “doma dolce”, rispettosa della particolarissima etologia di questi straordinari animali, verranno utilizzati in attività di gestione sostenibile all’interno delle nostre Riserve Naturali, sostituendo, dove possibile, i mezzi meccanici.

Ogni giorno svolgeranno il proprio servizio due pattuglie a cavallo del Reparto Carabinieri Biodiversità di Roma – Nucleo di Tor di Quinto su soggetti di razze italiane (Murgese e Maremmana) a rappresentare l’eccellenza allevatoriale italiana nel campo equestre.

CENTRO STORICO – SORPRESO A RUBARE BORSA DA 2.800 EURO IN UNA NOTA BOUTIQUE DI LUSSO

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19ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI IMPEGNATI PRESSO L’ALLESTIMENTO ESPOSITIVO DELLA “GIORNATA DEL MADE IN ITALY”. NELLA SUA CAMERA D’ALBERGO RITROVATA REFURTIVA DI ALTA MODA

ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina e quelli del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato un cittadino spagnolo di 19 anni gravemente indiziato del reato di furto aggravato.

I Carabinieri si trovavano presso l’allestimento espositivo dell’Arma dei Carabinieri in piazza San Lorenzo in Lucina, realizzato in occasione della “Giornata del Made in Italy”, quando, tra i numerosi visitatori e turisti, hanno notato il giovane uscire freneticamente da una delle boutique della piazza e darsi alla fuga rapidamente, cercando di dileguarsi per le vie adiacenti e lo hanno immediatamente rincorso e bloccato.

Dagli accertamenti è emerso che il 19enne aveva appena asportato una borsa da donna, del valore commerciale di circa 2.800 euro, occultandola in una borsa schermata.

I Carabinieri sono inoltre risaliti alla stanza presso una struttura ricettiva che l’indagato occupava e hanno deciso di eseguire una perquisizione, rinvenendo un vero e proprio “tesoro” di provenienza furtiva. All’interno della camera sono stati infatti rinvenuti e sequestrati numerosi altri accessori di noti marchi: due borse da donna, due portafogli, due confezioni di profumo e un paio di occhiali da sole, tutti provento di precedenti colpi messi a segno nelle vie del centro storico.

La refurtiva recuperata dai Carabinieri sarà restituita ai legittimi proprietari, una volta risaliti alla provenienza.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, l’indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

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