Poco prima della sua partenza da Shanghai, l’ultima tappa della sua missione in Cina, il Ministro Tajani ha visitato questa mattina la Biblioteca Municipale di Shanghai “Zikawei”.
Fondata nel 1847, la Biblioteca rappresenta un’autentica testimonianza dello scambio tra la cultura occidentale e quella orientale, propiziata anche dall’azione dei Gesuiti, la cui Residenza è compresa nell’edificio.
A partire dalla seconda metà del XIX secolo, vari Gesuiti italiani portarono avanti attività di studio e ricerca nella Biblioteca Zikawei; i missionari della Compagnia di Gesù svolsero un ruolo chiave nei rapporti tra Europa e Cina, già a partire dal XVI secolo, favorendo uno scambio culturale e scientifico di alto livello. La presenza di figure come Matteo Ricci contribuì, grazie a una strategia di dialogo con le èlite cinesi, a costruire uno dei primi canali strutturati di interazione tra civiltà.
Il Ministro Tajani ha avuto l’occasione di ripercorrere questa storia, esaminando un’eccezionale selezione di libri rari composti da Gesuiti italiani come Prospero Intorcetta, Martino Martini e lo stesso Matteo Ricci.
Si conclude così la missione in Cina. Nella tappa di Pechino, il Ministro Tajani ha incontrato autorità cinesi – l’omologo Wang Yi, il Ministro del Commercio Wang Wentao e il Ministro della Cultura e del Turismo Sun Yeli – e ha condotto iniziative di promozione economica e culturale. Al centro dei colloqui, oltre al rafforzamento dei rapporti bilaterali, i principali dossier internazionali.
Nella tappa di Shanghai Tajani ha incontrato la nutrita comunità imprenditoriale italiana in Cina, ribadendo il sostegno della Farnesina, e ha inaugurato la mostra “Italia Meravigliosa”, organizzata in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
Confusa spesso con reflusso o dispepsia, colpisce sempre più persone e non può essere più considerata una malattia rara. Oggi arrivano le prime terapie mirate, ma la sfida resta riconoscerla in tempo
Roma, 18 aprile 2026 – Le malattie gastrointestinali eosinofile (EGID) sono disturbi infiammatori cronici caratterizzati da un eccessivo infiltrato o accumulo anomalo di eosinofili (globuli bianchi) in differenti aree del tratto digerente, causato spesso da risposte immunitarie ad allergeni alimentari o ambientali. Queste malattie sono di solito rare quando coinvolgono stomaco (gastrite) e intestino (gastroenterite) ma l’ormai nota esofagite Eosinofila che colpisce l’esofago non è più considerabile una malattia rara.
Dal punto di vista della Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE), presente con una sessione all’interno del XXXII Congresso nazionale delle Malattie Digestive, promosso dalla Federazione Italiana delle Società delle Malattie dell’Apparato Digerente (FISMAD), a Roma dal 16 al 18 aprile 2026,l’evoluzione delle EGID rappresenta una sfida prioritaria.
“Ci troviamo ad affrontare una serie di malattie caratterizzate da un’infiammazione cronica che se non adeguatamente trattata porta inevitabilmente a un rimodellamento fibrotico dei tessuti, trasformando una malattia infiammatoria in una condizione ostruttivairreversibile – avverte il gastroenterologo professor Nicola de Bortoli, oggi Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’Università di Pisa -. È compito della SIGE lavorare al fine di aumentare la conoscenza di queste malattie e di conseguenza la capacità di diagnosticarle in tempo.
DIAGNOSI ED EPIDEMIOLOGIA. “Negli ultimi 30 anni, si è assistito a un aumento continuo dei tassi di incidenza e prevalenza, in particolare per l’Esofagite Eosinofila (EoE), che ha raggiunto una prevalenza stimata di 142,5 casi su 100.000 persone nel 2022 – precisa il professor de Bortoli -. Nonostante i progressi sanitari fondati sulla disponibilità di endoscopie con biopsia, il principale bisogno non soddisfatto rimane il ritardo diagnostico, che spesso oscilla tra i 3 e i 10 anni. Questo ritardo è dovuto alla natura aspecifica dei sintomi (che possono essere confusi con il reflusso o la dispepsia) e alla scarsaconsapevolezza clinica. Un altro ostacolo critico è la mancanza di biomarcatori non invasivi: attualmente, la diagnosi e il monitoraggio richiedono appunto biopsie multiple tramite endoscopia”.
COME SI MANIFESTA IN ADULTI E BAMBINI. “Le manifestazioni variano in base al segmento coinvolto: negli adulti con EoE prevalgono disfagia e impatto del bolo alimentare, mentre nei bambini si osservano rifiuti alimentari e scarsa crescita – prosegue de Bortoli -. Va notato che spesso i pazienti con EoE possono mettere in atto dei comportamenti adattativi (bere molto durante i pasti, evitare situazioni sociali o cibi, triturare molto il cibo) per evitare di percepire il sintomo disfagia e di conseguenza adattarsi alla condizione di malessere. A loro volta, le forme non-EoE EGIDS presentano sintomi eterogenei come dolore addominale, vomito, diarrea e, nei casi più gravi, ascite o ostruzione intestinale”.
TERAPIE EFFICACI. “Oggi, l’approccio terapeutico si basa su tre pilastri. Quello farmacologico con i corticosteroidi topici deglutiti e l’anticorpo monoclonale dupilumab, recentemente approvato per l’EoE. Nella EoE è possibile utilizzare gli inibitori di pompa protonica (PPI) (anche se off-lable) in caso di presenza concomitante di sintomi acido-correlati. Per esempio, una recente “case series” sviluppata proprio dal gruppo di ricerca all’Università di Pisa ha dimostrato che in pazienti con EoE ma con presenza di una seconda localizzazione a livello gastrico, enterico o colico il trattamento con Dupilumab per la EoE ha favorito la remissione anche negli altri segmenti. Oppure le diete di eliminazione – continua il professore – dove si chiede di identificare e rimuovere icosiddetti trigger alimentari – alimenti che innescano risposte fisiche o psicologiche indesiderate – sebbene richiedano un monitoraggio endoscopico frequente. Infine, la dilatazione endoscopica, ma riservata alle complicanze fibrostenotiche dovute ad individuali restringimenti dell’esofago.
DOVE VA LA RICERCA. “A sua volta, la ricerca più promettente si sta muovendo verso la personalizzazione dellaterapia attraverso lo studio degli endotipi o sottotipi di malattie definiti dai loro meccanismi molecolari o fisiopatologici sottostanti e lo sviluppo di metodi di monitoraggio potenzialmente meno invasivi, come lo “string test” o la spugna esofagea, che potrebbero eliminare la necessità di endoscopie ripetute anche se al momento non sono ancora raccomandabili nella pratica clinica. Negli ultimi anni la ricerca scientifica e farmacologica ci sta fornendo armi sempre più appropriate ed in un prossimofuturo si spera anche strumenti diagnostici meno pesanti per il paziente. Questo non è solo un auspicio clinico, ma una necessità per migliorare la qualità della vita di chi convive con queste patologie croniche e recidivanti”.
Partecipazione e chiusura a sorpresa per l’evento sul Lungomare della Salute: memoria, arte e impegno civile al centro della serata.
Fiumicino, giovedì 16 aprile 2026 – Partecipazione e attenzione del pubblico per la 15ª edizione di Cadenze Letterarie, andata in scena sul Lungomare della Salute, presso La Grooveria.
L’evento, sempre voluto da Carmela Trivisonno, è stato ospitato da Rockin’ Lovers ETS negli spazi della La Grooveria, confermando la collaborazione tra realtà culturali del territorio.
Al centro della serata la presentazione del libro “Gocce di Memoria” di Nadia Fabbrocino, moderata da Dino Tropea, con gli interventi del dottor Sergio Mingrone, della dottoressa Sonia Buscemi e della dottoressa Maria Grazia Imbimbo.
Il libro si sviluppa attraverso frammenti di vita quotidiana ad alta valenza educativa e pedagogica, intrecciando esercizio di verità storica e narrazione, con protagonisti anche di fantasia. Un impianto che punta a non dimenticare il passato – soprattutto gli errori – per vivere con maggiore consapevolezza il presente e guardare a un futuro migliore.
Elemento distintivo dell’opera è la presenza di passaggi in dialetto, seguiti dalla traduzione in italiano: una scelta che rafforza l’identità culturale del testo mantenendone l’accessibilità.
Nadia Fabbrocino, Maria Grazia Imbimbo, Sergio Mingrone, Carmela Trivisonno, Dino Tropea, Imma Savarese, Federica Cerulli, Salvatore Fazio, Franco Piratoni, Riccardo Ferrero, Pietro Barbera
Tra i momenti più toccanti, la lettura di una poesia in napoletano interpretata dalla stessa Nadia Fabbrocino, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico, accompagnandolo tra memoria personale e collettiva.
Il riscontro arriva anche dalla scrittrice, che ha definito l’incontro «una serata ricca di contenuti e relazioni», auspicando la continuità del progetto:
«Cadenze Letterarie è una bellissima realtà alla quale ho avuto il piacere di partecipare. Spero che ce ne saranno altre».
Nel corso della serata, l’autrice ha inoltre spiegato il significato simbolico della copertina, da lei realizzata, ispirata alla Cascata delle Marmore:
«Il mondo è come una cascata, la vita è come una cascata. Se oggi non viviamo ciò che accade in altre parti del mondo è perché siamo solo fortunati a non trovarci lì. La storia si ripete. Il vero dilemma è: chi un tempo era vittima può diventare un tiranno?».
Altro passaggio significativo è stata la lettura del brano “La baracca n.10”, proposta da Maria Grazia Imbimbo, che richiama scenari di deportazione e disumanizzazione, restituendo immagini di forte impatto umano.
“Nel suo intervento, la Imbimbo ha detto: ‘L’orrore descritto non appartiene solo alla storia, ma rappresenta una chiave di lettura anche per il presente.’”
L’intervento della dottoressa Sonia Buscemi ha offerto una lettura psicologica dell’opera, definendola «un viaggio intenso nell’universo della memoria e delle emozioni».
«Gocce di Memoria – ha spiegato – si costruisce attraverso frammenti, piccole “gocce” che determinano la storia di ciascuno e quella collettiva. La memoria non è una registrazione passiva, ma un processo attivo: seleziona, protegge e orienta il presente, influenzando anche il futuro».
Buscemi ha inoltre richiamato il valore delle esperienze, anche dolorose, nella costruzione dell’identità e il tema delle “maschere sociali”, spesso assunte fin dall’infanzia per rispondere alle aspettative esterne, con il rischio di allontanarsi da sé stessi.
Lettura di chiusura anche la lettura di “Perdonatemi se non so perdonare”, interpretata da Sergio Mingrone, testo che rievoca l’attentato di via D’Amelio e il sacrificio degli agenti della scorta, con particolare riferimento alla giovane agente di soli 22 anni uccisa in servizio.
La lettura ha riportato l’attenzione sul valore del servizio dello Stato e sulla necessità di mantenere viva la memoria delle vittime della mafia: non numeri, ma persone.
“Nel corso della serata, la dottoressa Immacolata Savarese, pediatra e musa di Tropea, ha evidenziato il valore educativo dei contenuti trattati, collegandoli alla crescita delle nuove generazioni.”
A chiudere la serata, una riflessione del conduttore Dino Tropea, che ha richiamato il valore del percorso costruito nel tempo, ringraziando Carmela Trivisonno e il suo staff, insieme a chi sostiene con continuità il progetto: la consigliera comunale Federica Cerulli, il rappresentante della Pro Loco di Focene Pietro Barbera e il regista Riccardo Ferrero, indicati come riferimenti costanti per la crescita dell’iniziativa.
Artista con circa 600 eventi in tutta Italia, Piratoni ha presentato una veduta di Roma realizzata a matita grafite su legno, frutto di un lavoro di mesi costruito a partire da uno scatto fotografico e sviluppato attraverso una tecnica a quadrettatura. Un’opera nata in un momento personale difficile, segnato dalla perdita del proprio cane, che ne amplifica il valore emotivo.
Accanto a questa, anche un secondo lavoro dedicato al mare, realizzato a spatola con colori vivi, in dialogo diretto con la location sul Lungomare.
Piratoni ha inoltre sottolineato il suo impegno nella diffusione dell’arte tra i più giovani: «Porto il mio lavoro nelle scuole, dando ai bambini la possibilità di toccare l’arte e di esprimersi fin da piccoli. È così che nascono i grandi artisti».
La sua produzione complessiva conta oggi circa 1800 opere, a testimonianza di un percorso artistico consolidato e in continua evoluzione.
Tropea ha quindi riportato l’attenzione sul momento conclusivo, segnato dall’intervento del Maestro Salvatore Fazio, che ha presentato e dedicato l’opera “Cadenze Letterarie”, realizzata nell’ambito del suo filone Surrealismo Colto: un lavoro sviluppato nell’arco di una settimana, nato attorno al salotto letterario e ai suoi protagonisti.
L’opera restituisce in forma visiva l’identità del progetto: parola, musica, pensiero e memoria che si intrecciano in una narrazione simbolica. Libri aperti, flussi di conoscenza e figure in dialogo delineano uno spazio vivo, dove linguaggi diversi convivono e si alimentano. Un riconoscimento che segna un passaggio: da esperienza culturale a immagine capace di fissarne il senso.
Anche il Maestro Salvatore Fazio ha raccontato il percorso dell’opera, sottolineando il ruolo della moglie Paola:
«Dedico questo lavoro a mia moglie Paola, che mi ha aiutato nella realizzazione dell’opera “Cadenze Letterarie”, svolgendo un ruolo fondamentale anche come primo critico. L’opera è dedicata a Dino Tropea».
Tra i Comuni beneficiari anche Trevi Nel Lazio, Filettino, Piglio, Acuto, Fiuggi e Serrone
La Regione Lazio ha stanziato 6 milioni di euro per il triennio 2026-2028 a favore dei piccoli Comuni delle province di Frosinone e Latina esclusi dalla ZES Unica del Mezzogiorno. Il contributo, finalizzato a compensare gli squilibri economici, si rivolge ai centri con meno di 15.000 abitanti. Con la Determinazione Dirigenziale n. G04308 dello scorso 1° aprile è stato approvato l’elenco dei 67 Comuni beneficiari. La misura è finalizzata a compensare gli effetti economici e sociali derivanti dalla mancata inclusione di questi territori nel perimetro delle agevolazioni previste dalla ZES. La finalità è di ridurre gli svantaggi competitivi, sostenere le imprese locali e favorire lo sviluppo in territori non inclusi nella perimetrazione ufficiale, con l’obiettivo di creare condizioni di sviluppo omogenee, sostenendo la competitività del tessuto produttivo locale attraverso misure di compensazione. I 2 milioni di euro per ciascun anno dal 2026 al 2028 (6 milioni di euro in totale), saranno ripartiti tra i 67 Comuni beneficiari in proporzione alla popolazione residente, garantendo comunque un contributo minimo di 10.000 euro annui per ciascun ente. Tra i Comuni beneficiari dell’area nord della provincia: Fiuggi con € 99630,00, Filettino con € 10 mila, Trevi Nel Lazio con € 16579,00 mila, Piglio con € 42122,00 mila Acuto con € 17782,00 mila e Serrone con € 28 mila. “Non si tratta di un intervento assistenziale -ha sottolineato l’Assessore al Bilancio Giancarlo Righini- ma di una misura di riequilibrio che mira a preservare condizioni di sviluppo omogeneo tra territori confinanti. La Regione Lazio dimostra così di saper coniugare responsabilità istituzionale, sostenibilità finanziaria e attenzione concreta alle comunità locali e conferma il proprio impegno a favore della coesione territoriale e del sostegno ai piccoli Comuni”.
Milano, 17 Aprile 2026 – «Quanto sta emergendo dai lavori della commissione Antimafia rivela in tutta la sua potenza il doppiopesismo e l’ambiguità del Movimento 5Stelle. Ci troviamo davanti a fatti gravissimi sui quali Conte e Schlein non possono continuare a tacere. Il senatore m5s Scarpinato, come rilanciato oggi da ‘Il Tempo’, non solo ha preparato l’audizione in commissione di Natoli, indagato per depistaggio, ma con lo stesso ha scambiato frasi irripetibili sulla famiglia del giudice Borsellino. Eppure il senatore- dimostrando una mancanza di senso delle istituzioni senza precedenti- resta incollato alla sua poltrona in antimafia. Mentre dovrebbe solo vergognarsi e dimettersi con senso di pudore oltre che di responsabilità tanto più che, dall’audizione del procuratore di Caltanissetta, è emerso con chiarezza che l’archiviazione del dossier mafia-appalti porta la sua firma oltre quella di Natoli. Se davvero si vuole far luce sulle stragi del 1992 chi oggi si professa paladino dell’antimafia si abbia il coraggio di prendere una posizione netta contro chi sta ancora lavorando per non far emergere la verità».
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, capogruppo del partito in commissione Antimafia.
Al termine di una complessa e articolata attività investigativa, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare — emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Rieti — che dispone l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti di tre cittadini extracomunitari.
I destinatari del provvedimento, di età compresa tra i 21 e i 31 anni e residenti nelle province di Firenze, Arezzo e nel comune di Sesto Fiorentino, sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di almeno sei episodi di furto aggravato, commessi tra marzo e maggio 2025 ai danni di esercizi commerciali situati su gran parte del territorio nazionale.
L’attività d’indagine è scaturita da un furto perpetrato presso un punto vendita della grande distribuzione in località Santa Rufina di Cittaducale. I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di collegare i tre soggetti ad altri cinque colpi analoghi, per un danno complessivo stimato in circa 18.000 euro.
La merce asportata consisteva prevalentemente in materiale elettronico di valore, tra cui console di gioco, apparecchi audio e dispositivi di ultima generazione.
Fondamentale per la ricostruzione della dinamica è stata l’analisi meticolosa delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che ha permesso di documentare uno schema operativo collaudato e professionale. Nello specifico, mentre il primo complice selezionava la merce tra gli scaffali, il secondo provvedeva alla rimozione dei dispositivi antitaccheggio e il terzo occultava infine i prodotti all’interno di borse schermate, appositamente modificate per eludere i sensori d’allarme ai varchi d’uscita.
Oltre alle immagini video, il quadro indiziario è stato solidificato da accertamenti tecnici che hanno incluso il tracciamento del veicolo utilizzato per le trasferte e il riconoscimento degli indumenti indossati durante i furti. Tali risultanze hanno indotto l’Autorità Giudiziaria all’emissione delle misure cautelari, ritenute necessarie per arginare il pericolo di reiterazione dei reati. L’operazione odierna testimonia il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio e nel contrasto alla criminalità predatoria seriale che colpisce il settore commerciale.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
Domenica 19 aprile 2026, alle ore 18:00, presso la Sala Teatro Comunale di Arce, l’autore presenta la sua nuova raccolta di riflessioni nell’ambito della rassegna “Libri di Primavera”.
ARCE – Un appuntamento che mette al centro la parola e l’emozione. Domenica 19 aprile, nell’ambito della rassegna “Libri di Primavera”, verrà presentato il volume “Aforismi” di Massimo De Santis. L’incontro, previsto per le ore 18:00 presso la Sala Teatro Comunale, si preannuncia come uno dei momenti più significativi della stagione culturale arcese.
L’AUTORE
Massimo De Santis, nato ad Arce e cittadino del mondo, porta in questo libro la sintesi di una vita passata a osservare la realtà dietro un obiettivo. Fotografo di Formula Uno, autore di grandi reportage internazionali e del recente successo editoriale “Venezia: la magia delle maschere”, De Santis abbandona per un attimo la luce della pellicola per cercare quella dell’anima attraverso brevi e fulminanti riflessioni sulla vita, l’amore e le fragilità umane.
GLI OSPITI
A dialogare con l’autore sarà Plinio Perilli, una delle voci più autorevoli della critica e della poesia contemporanea italiana. Nato a Roma nel 1955, Perilli è stato finalista al Premio Viareggio con la raccolta “L’Amore visto dall’alto” e vincitore di prestigiosi riconoscimenti come i premi Montale, Gozzano e Gatto.
L’EVENTO
La presentazione di “Aforismi” è organizzata dal Comune di Arce – Assessorato alla Cultura, con la co-organizzazione dell’Associazione Culturale La Lanterna e il patrocinio della Regione Lazio. Un’occasione per riscoprire il valore della semplicità e dello sguardo umano in un’epoca di rumore costante. L’ingresso è libero e aperto a tutti.
Roma, 17 aprile 2026 – Firmate ieri le prime concessioni demaniali marittime sul litorale di Ostia. Tra queste, due riguardano luoghi altamente simbolici: il Village e il Lido, strutture per anni sottratte alla fruizione pubblica e oggi al centro di un percorso concreto di restituzione alla città.
Il Village, stabilimento sequestrato nel 2018 a seguito di una sentenza del Tribunale di Roma nell’ambito delle attività di contrasto al clan Fasciani, torna a nuova vita. Il bene è stato oggetto di interventi di bonifica e sgombero, promossi dalla Direzione Rigenerazione del Litorale, ormai in fase conclusiva.
Parallelamente, riapre “il Lido”, altro luogo iconico della storia balneare di Ostia. Situato nel cuore del lungomare, rimasto per anni chiuso e in stato di abbandono, potrà ora essere recuperato e restituito alla piena fruizione pubblica.
Oltre a Village e Lido, le concessioni firmate riguardano anche le strutture Plinius, El Miramar e Zenit. Si tratta di un primo blocco che segna l’avvio della nuova fase di riordino e valorizzazione del litorale romano.
Non si arrestano, nel frattempo, le attività di rimozione delle opere abusive, condizione necessaria per consentire a Roma Capitale di rientrare in pieno possesso dei beni e procedere con le ulteriori concessioni.
Nei primi giorni della prossima settimana è prevista la sottoscrizione di nuove concessioni demaniali marittime, che interesseranno, tra le altre, le strutture Edonè, Elmi, Bicocca e Kelly’s.
A Castel Porziano, rinnovate le concessioni ai chioschi che potranno aprire regolarmente a inizio stagione. Nel frattempo, in queste ore, si è proceduto, in collaborazione con AMA, alla pulizia straordinaria dei cancelli.
“La firma delle prime concessioni demaniali rappresenta un risultato concreto dell’impegno portato avanti in questi anni sul litorale di Ostia. È un passaggio molto importante, frutto del percorso condiviso con la Procura di Roma e con le altre istituzioni coinvolte, che consente di restituire ai cittadini spazi fondamentali del mare di Roma e di accompagnare una nuova fase di piena fruizione e rigenerazione del litorale. Proseguiremo con determinazione su questa strada per consolidare un cambiamento atteso da tempo e garantire una stagione ordinata e accessibile, in condizioni finalmente regolari e con nuove opportunità e servizi per Ostia e per tutta la città”. Le parole del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
“La riapertura del Village è una promessa mantenuta. Con la concessione firmata, il bene entra in una nuova fase, da simbolo della criminalità a presidio di legalità sul litorale romano. Allo stesso tempo, anche un altro luogo simbolico come il Lido può tornare a essere parte viva del lungomare di Ostia. Questa che stiamo attraversando è una fase certamente delicata, ma attesa. La task force con la Procura e le forze dell’ordine comincia a produrre risultati visibili, non solo con nastri e recinzioni, ma con il mare libero da abusi, spiagge libere e stabilimenti che possono finalmente rinascere liberi. A Ostia abbiamo intrapreso una direzione chiara che, anche grazie alla collaborazione di molti balneari,inizia a vedersi”. Così Tobia Zevi, Assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale.
Un accesso invisibile, un tunnel scavato nella terra e, in fondo, una serra perfettamente attrezzata per la coltivazione di marijuana. Un vero e proprio laboratorio clandestino nascosto nel sottosuolo, progettato per sfuggire a ogni controllo. È lo scenario scoperto dai Carabinieri della Stazione di Platì e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Locri e supportati dai Reparti dipendenti, che hanno arrestato quattro persone.
Tutto ha avuto origine da un’anomalia solo apparentemente marginale: un casolare agricolo in costruzione, isolato in area rurale, privo di qualsiasi accesso visibile. Un dettaglio che ha acceso l’intuito investigativo dei militari, spingendoli a concentrare l’attenzione su quella struttura e ad avviare un’attività mirata di osservazione e verifica.
La scoperta è stata sorprendente. All’interno dell’edificio, i Carabinieri hanno individuato un finto soppalco che celava un ingresso mobile. Da lì si accedeva a un cunicolo stretto e angusto, percorribile solo in ginocchio, che si sviluppava in un lungo tunnel realizzato in cemento e lamiere. Un passaggio studiato nei minimi dettagli, che conduceva a un bunker sotterraneo ricavato in profondità, completamente isolato dall’esterno.
Nel cuore di quel rifugio, una vasta sala trasformata in serra “indoor”, perfettamente funzionante. I militari hanno rinvenuto una piantagione di marijuana, alte tra 110 e 160 centimetri, ormai prossima alla raccolta, oltre a diversi chilogrammi di sostanza già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato illecito.
Un sistema altamente organizzato, alimentato da trasformatori e ventilatori in grado di ricreare artificialmente le condizioni climatiche ideali per la coltivazione, il tutto sostenuto da un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il bunker, frutto di un articolato abusivismo edilizio, garantiva agli indagati la possibilità di operare indisturbati, lontano da sguardi e controlli.
L’operazione conferma, ancora una volta, l’azione penetrante e incessante dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti nella Locride, dove il controllo del territorio rappresenta un presidio essenziale di legalità e sicurezza per i cittadini.
Si precisa che le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dall’ordinamento vigente.
Il Settore VII – Polizia Locale del Comune di Rieti, al fine di consentire i lavori di asfaltatura, dispone la chiusura al traffico veicolare e l’istituzione del divieto di sosta con rimozione in via delle Mimose e in via Delle Orchidee dalle ore 07:30 del giorno 20 aprile alle ore 20:00 del giorno 22 aprile 2026 e in via delle Ortensie, via Voto de’ Santi e via Dei Lauri dalle ore 07:30 del giorno 22 aprile 2026 alle ore 20:00 del giorno 24 aprile 2026.
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