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Rieti: Chiusura al traffico veicolare in via San Rufo nel tratto da via Roma a via Dei Crispolti dalle ore 07:00 alle ore 17:00 del giorno 20 aprile 2026

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Il Settore VII – Polizia Locale del Comune di Rieti, al fine di consentire il montaggio di un ponteggio, dispone la chiusura al traffico veicolare in via San Rufo nel tratto da via Roma a via Dei Crispolti dalle ore 07:00 alle ore 17:00 del giorno 20 aprile 2026. Si informa che per i soli residenti sarà istituito il doppio senso di circolazione in via Dei Crispolti.

ROMA – 13 ARRESTI DEI CARABINIERI PER TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, PORTO ABUSIVO DI ARMI, RICETTAZIONE, TENTATO OMICIDIO E LESIONI PERSONALI GRAVI

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TORNA IN CARCERE UNO STORICO ESPONENTE DELLA “BANDA DELLA MAGLIANA

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina, che dispone la misura della custodia cautelare nei confronti di 13 persone, indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose.

Tra gli arrestati, che torna in carcere, vi è uno dei più importanti esponenti dell’organizzazione criminale nota come Banda della Magliana il quale, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli esponenti del clan SENESE e di una cosca di ‘ndrangheta, è indiziato di aver favorito l’attività di approvvigionamento del narcotico che veniva poi smerciato nelle piazze di spaccio dei quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella di Roma.

In particolare, grazie all’antico rapporto esistente con il vertice del clan SENESE, risalente ai primi anni ’80, una volta tornato in libertà, il leader della cosiddetta batteria dei testaccini avrebbe ottenuto il benestare, dal clan di origini napoletane, a operare nei quartieri romani di Trastevere e Testaccio, con propaggini anche alla Magliana e al Trullo, ove negli anni 80’ e 90’ aveva imperato.Privilegiato luogo di incontri con ‘ndranghetisti ed esponenti della criminalità organizzata romana, puntualmente monitorati da telecamere nascoste e microspie, era il ristorante di famiglia a Testaccio dove lo stesso ha lavorato per anni come cuoco. In aggiunta alle contestazioni relative al narcotraffico, lo storico esponente della banda della Magliana è indiziato di aver percosso e minacciato con una pistola alla testa un meccanico al fine di farsi consegnare una cifra di 8 mila euro quale corrispettivo di unapregressa vendita di sostanze stupefacenti e poiché tali minacce non andavano a buon fine, è indiziato di aver  ordinato a un gruppo di fuoco composto da tre persone di punire il debitore che, il 25 marzo 2024, veniva attinto da 3 colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana, il tutto aggravato dal metodo mafioso. 

A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe però un altro personaggio storico della mala romana, in particolare del Trullo, già arrestato dagli stessi Carabinieri, poiché indiziato di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano MOLÈ,avvenuto con modalità idonee a evocare l’agire mafioso il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale.

Sequestrati diversi quantitativi di droga e armi.

150426

Disarticolato sodalizio criminale specializzato in assalti ai bancomat con esplosivo

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Nella mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Vercelli su disposizione della Procura della Repubblica di Vercelli stanno dando esecuzione a n. 7 misure cautelari di custodia in carcere, 4 misure di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla P.G. congiuntamente all’obbligo di dimora emesse dall’Ufficio del Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Vercelli, nei riguardi di 11 soggetti residenti nell’area torinese, vercellese e in quella foggiana, ritenuti appartenenti a un pericoloso sodalizio criminale operante su tutto il territorio del Nord- Ovest.

Il provvedimento è scaturito da una complessa e prolungata attività investigativa, avviata nel dicembre del 2023. Un proficuo scambio informativo e la collaborazione con il Nucleo Investigativo dei Comandi Provinciali di Torino e di Foggia ha consentito di individuare i responsabili di numerosi furti aggravati e tentati furti ai danni di istituti di credito, strettamente correlati ad altre condotte criminose funzionali all’esecuzione di detti reati (tra cui furti d’auto, possesso di esplosivi, contraffazione di targhe). La condotta materiale si sostanziava in assalti ai bancomat con l’utilizzo di esplosivo, secondo la nota tecnica della cosiddetta “marmotta”, commessi in orario notturno in diverse località delle Province di Vercelli, Torino e, in un caso, anche nell’area Barese. In particolare, nella provincia di Vercelli, tra gli episodi portati a compimento figurano l’assalto alla BNL di Santhià del 20.12.2023, quello alle Poste di Borgo d’Ale del 7.4.2024, alla Biverbanca di Saluggia del 13.4.2024 e alle Poste di Arborio del 9.10.2024. Tra i tentativi risultano quelli in danno della Biverbanca di Crescentino del 4.5.2024, della Unicredit di Saluggia del 27.7.2024 e della Banca d’Asti di Buronzo del 9.10.2024.

Nel corso delle indagini, condotte anche con l’ausilio di sofisticate attività tecniche, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di due soggetti di spicco, ritenuti i promotori, coordinatori e organizzatori dei principali episodi criminosi, i quali si avvalevano del contributo, a vario titolo, di ulteriori soggetti indagati, incaricati dell’esecuzione materiale dei colpi, dell’approvvigionamento del materiale esplodente, dell’intestazione fittizia di veicoli e immobili adibiti a basi operative e covi, nonché delle attività di riciclaggio dei proventi illeciti.

L’indagine ha evidenziato come gli appartenenti al sodalizio adottassero sofisticate misure per eludere le investigazioni, anche di natura tecnica, tra cui l’utilizzo di targhe clonate, di dispositivi “jammer” e inibitori di segnale, oltre al ricorso sistematico a basi d’appoggio e immobili intestati

a prestanome, destinati all’occultamento di esplosivi, veicoli e strumenti utilizzati per la commissione dei reati.

Nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’indagine, con il supporto dei militari del Nucleo Investigativo di Torino e dell’Arma territoriale, presso le basi operative del sodalizio dislocate in vari comuni del Torinese, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro due autovetture e un motociclo provento di furto, tre dispositivi metallici tipo “marmotta” già carichi di esplosivo e pronti all’uso, circa 20 kg di polvere da sparo, numerosi artifizi pirotecnici destinati all’estrazione di polvere pirica, un dispositivo jammer, targhe contraffatte, strumenti elettronici per consentono l’accesso alle centraline di autovetture, attrezzi artigianali per l’effrazione di porte blindate e sportelli bancomat, nonché equipaggiamento e caschi utilizzati durante gli assalti. Tutto il materiale è stato debitamente repertato e posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

L’operazione ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale strutturato e pericoloso, interrompendo la sequenza di proditori e rischiosi assalti agli sportelli bancomat, che hanno messo seriamente in pericolo la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini.

Va come di consueto sottolineato che, considerata la fase preliminare del procedimento, gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti sino ad un accertamento di colpevolezza da parte del giudice con sentenza irrevocabile.

EARTH DAY 2026: VIVI LA BIODIVERSITA’

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CON I CARABINIERI FORESTALI DAL 16 AL 19 APRILE TORNA A ROMA, PRESSO VILLA BORGHESE, IL VILLAGGIO PER LA TERRA, L’APPUNTAMENTO INTERNAZIONALE PER CELEBRARE L’AMBIENTE E LA SALVAGUARDIA DEL NOSTRO ECOSISTEMA QUATTRO GIORNATE DI EVENTI GLOBALI E INIZIATIVE DEDICATE ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITÀ, ANIMATE DA MUSICA, SCIENZA, SPORT, GIOCHI, ARTE E TALK SHOW

Roma, 16 aprile 2026 – La tutela della biodiversità e la salvaguardia del nostro prezioso patrimonio ambientale sono gli obiettivi perseguiti nel Villaggio Natura dei Carabinieri Forestali presenti anche quest’anno all’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite. L’appuntamento è a Roma da oggi, 16 aprile 2026 fino a domenica 19 presso il Galoppatoio di Villa Borghese, con quattro giornate ricche di iniziative dedicate alla tutela del Pianeta, per creare e diffondere una maggiore sensibilizzazione verso l’ambiente attraverso la condivisione, il divertimento, la conoscenza e le reciproche esperienze dei partner coinvolti a vario titolo nella manifestazione.

In questa occasione saranno rappresentate diverse tematiche relative alla conservazione della biodiversità, al ripristino e recupero degli habitat e degli ecosistemi, alla tutela e salvaguardia delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione nonché al ruolo di Custodi della Natura che i Carabinieri Forestali svolgono incessantemente nel territorio nazionale.

In questa privilegiata circostanza il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità allestirà a Villa Borghese, presso la zona in prossimità del Galoppatoio 14 postazioni tematiche dedicate all’educazione ambientale, con spazi espositivi dedicati alla scoperta della Natura e della biodiversità animale e vegetale, ma anche ai progetti per il ripristino ed il recupero degli habitat e degli ecosistemi realizzati dai Carabinieri Forestali all’interno delle Riserve Naturali Statali

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I Carabinieri Forestali dei Reparti a cavallo organizzeranno anche il battesimo della sella, un’esperienza unica e imperdibile per montare in tutta sicurezza i cavallini di Monterufoli, provenienti dal Reparto Biodiversità di Siena. Si potrà ammirare anche l’Asino amiatino, una razza di asino molto antica, evolutasi in Toscana, in particolare sul monte Amiata.

Vi sarà uno spazio riservato anche alle cure e coccole al Mulo, un ibrido proveniente dall’accoppiamento di due animali di specie diversa: il maschio di asino con una femmina di cavallo. Il mulo rappresenta uno dei più importanti esempi che l’ibridismo abbia offerto all’uomo. Egli lo ha saputo utilizzare a suo vantaggio con notevoli risultati: la sua leggendaria forza muscolare e la sua ostinata resistenza alla fatica, infatti, sono senza dubbio di gran lunga superiori a quelle di asini e cavalli. Dal 2023 è stato ripreso nel Centro di Selezione Equestre di “Galeone”, del Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca, l’allevamento del Mulo Martinese, che è un ibrido tra l’asino di Martina Franca e il cavallo Murgese.

Un progetto importante che ha come finalità la conservazione di questo straordinario animale e la diffusione della sua conoscenza durante le attività di educazione ambientale. Inoltre questi soggetti, addestrati secondo la metodologia della “doma dolce”, rispettosa della particolarissima etologia di questi straordinari animali, verranno utilizzati in attività di gestione sostenibile all’interno delle nostre Riserve Naturali, sostituendo, dove possibile, i mezzi meccanici.

Ogni giorno svolgeranno il proprio servizio due pattuglie a cavallo del Reparto Carabinieri Biodiversità di Roma – Nucleo di Tor di Quinto su soggetti di razze italiane (Murgese e Maremmana) a rappresentare l’eccellenza allevatoriale italiana nel campo equestre.

CENTRO STORICO – SORPRESO A RUBARE BORSA DA 2.800 EURO IN UNA NOTA BOUTIQUE DI LUSSO

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19ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI IMPEGNATI PRESSO L’ALLESTIMENTO ESPOSITIVO DELLA “GIORNATA DEL MADE IN ITALY”. NELLA SUA CAMERA D’ALBERGO RITROVATA REFURTIVA DI ALTA MODA

ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina e quelli del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato un cittadino spagnolo di 19 anni gravemente indiziato del reato di furto aggravato.

I Carabinieri si trovavano presso l’allestimento espositivo dell’Arma dei Carabinieri in piazza San Lorenzo in Lucina, realizzato in occasione della “Giornata del Made in Italy”, quando, tra i numerosi visitatori e turisti, hanno notato il giovane uscire freneticamente da una delle boutique della piazza e darsi alla fuga rapidamente, cercando di dileguarsi per le vie adiacenti e lo hanno immediatamente rincorso e bloccato.

Dagli accertamenti è emerso che il 19enne aveva appena asportato una borsa da donna, del valore commerciale di circa 2.800 euro, occultandola in una borsa schermata.

I Carabinieri sono inoltre risaliti alla stanza presso una struttura ricettiva che l’indagato occupava e hanno deciso di eseguire una perquisizione, rinvenendo un vero e proprio “tesoro” di provenienza furtiva. All’interno della camera sono stati infatti rinvenuti e sequestrati numerosi altri accessori di noti marchi: due borse da donna, due portafogli, due confezioni di profumo e un paio di occhiali da sole, tutti provento di precedenti colpi messi a segno nelle vie del centro storico.

La refurtiva recuperata dai Carabinieri sarà restituita ai legittimi proprietari, una volta risaliti alla provenienza.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, l’indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

160426

CARABINIERI: ARRESTATE DUE PERSONE IN TRASFERTA IN PROVINCIA DI MODENA PER TRUFFA AI DANNI DI UN PENSIONATO

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RECUPERATE PIÙ DI 100 MONETE STORICHE

Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Compagnia di Sassuolo hanno arrestato in flagranza di reato una coppia convivente, lui di 36 anni e lei di 43 anni, entrambi di origini campane, gravemente indiziati di una truffa aggravata ai danni di un pensionato di Sassuolo.

L’attività scaturisce da mirati servizi al contrasto delle truffe in danno delle fasce più deboli della popolazione, nel cui ambito i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile individuavano un uomo fermo all’interno di un’autovettura, il quale tentava di nascondere le proprie sembianze con un cappellino da baseball sulla testa ben calzato.

Nel corso del controllo la vittima si avvicinava ai militari segnalando di essere appena stato oggetto di una truffa con la tecnica del “finto Carabiniere” raccontando di aver poco prima consegnato ad una donna, all’interno della sua abitazione, 109 monete storiche in oro, argento e bronzo, alcune rare, per un valore complessivo stimato di centinaia di migliaia di euro.

Dalla ricostruzione l’uomo controllato risultava essere complice della donna che veniva individuata nei paraggi mentre tentava di allontanarsi a piedi con l’intera refurtiva abilmente occultata all’interno di un’ampia borsa portata a tracolla.

Gli approfondimenti investigativi permettevano di documentare che nel corso della mattina la persona offesa era stata contattata telefonicamente da un uomo che, qualificandosi come “Maresciallo dei Carabinieri”, aveva rappresentato la necessità di effettuare urgenti verifiche giudiziarie su alcuni beni riconducibili al nucleo familiare allo scopo di evitare possibili conseguenze penali in un procedimento già in atto.

Subito dopo l’indagata si era presentata presso l’abitazione della vittima riferendo di essere stata incaricata dal “Maresciallo dei Carabinieri” per il ritiro di tutti i valori posseduti.

I Carabinieri arrestavano entrambi gli indagati.

Questa mattina, in sede di giudizio con rito direttissimo, il Giudice del Tribunale di Modena, su richiesta di questa Procura della Repubblica, ha convalidato gli arresti, disponendo nei loro confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la residenza di Mariglianella (NA), con divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi.

CARABINIERI: FERMATE TRE PERSONE A MASSA CARRARA PER L’OMICIDIO DI GIACOMO BONGIORNI

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  • Presso questa Procura per i minorenni sono iscritti nel registro delle persone sottoposte alle indagini, complessivamente, n. 3 minorenni per il reato di omicidio aggravato in concorso e per il reato di rissa aggravata;
  • è tuttora in corso, come già comunicato, ogni attività di indagine utile alla ricostruzione della dinamica di quanto avvenuto lo scorso 12 aprile, anche per quanto riguarda le singole posizioni dei minorenni coinvolti, tramite il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Massa Carrara ed il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Massa;
  • nella giornata odierna, alla presenza dei difensori di fiducia di tutte e tre gli indagati minorenni, è stato conferito incarico al Prof. Francesco Ventura dell’Università di Genova per l’esecuzione dell’esame medico legale teso a stabilire le cause del decesso del sig. Giacomo BONGIORNI che ha avuto inizio oggi pomeriggio; è stato concesso il termine di 30 gg. per il deposito di tale consulenza, salvo necessità di proroga;
  • nella giornata di giovedì 16 pv presso il Tribunale per i minorenni di Genova si celebrerà l’udienza di convalida del fermo del minorenne sottoposto a tale misura. L’udienza non è pubblica.

Si ribadisce la delicatezza e complessità del procedimento e la necessità che le indagini siano svolte con la giusta attenzione e tranquillità e si richiamano, in ogni caso, i principi di cui alla Carta di Treviso quanto alla diffusione di notizie o immagini che riguardano minorenni, presunti autori di reato o vittime, da parte degli organi di informazione nel loro difficile compito di contemperamento del diritto di cronaca e il diritto di ogni minore a non subire forme di sovraesposizione mediatica.

I Carabinieri TPC restituiscono a l Museo Archeologico Nazionale di Sibari

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 Carabinieri TPC restituiscono a l Museo Archeologico Nazionale di Sibari46 manufatti di origine etrusca, magno-greca e romana

Il 15 aprile 2026, a Cosenza nella Sala Leone di Palazzo Arnone, i Carabinieri Tutela

Patrimonio Culturale hanno consegnato al Direttore dei Parchi Archeologici di

Crotone e Sibari 46 reperti archeologici recuperati in Italia e in Francia nel corso

delle attività svolte nell’indagine denominata “ACHEI”, con il coordinamento della

Procura della Repubblica di Crotone. L’evento si è svolto alla presenza del Prefetto

di Cosenza e del Comandante Provinciale Carabinieri di Cosenza, oltre alle Autorità

cIvIli, militari e religiose provinciali e cittadine.

Gli straordinari reperti archeologici restituiti, di importante valore storico-culturale

ed economico, sono stati rintracciati nel contesto di una complessa attività

d’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cosenza che ha acclarato

lesistenza di un vasto traffico su scala nazionale e internazionale – con

ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia- di reperti archeologici

scavati clandestinamente sul territorio italiano.Tra 1beni consegnati figurano anche reperti sequestrati in Francia e rimpatriati lo

scorso 16 ottobre su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria francese che ne ha

disposto la loro consegna allo Stato Italiano.Le indagini, svolte tra il 2017 e il 2018, hanno permesso di ricostruire i sistematici

saccheggi operati da squadre di “tombaroli” che, con una articolata suddivisione di

competenze e ruoli, garantivano al mercato clandestino un flusso continuo di

preziosi beni archeologici, venduti in articolati e complessi canali di ricettazione in

Italia e all’estero.L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure

cautelari da parte del GIP del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura

che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a

vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla

commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato,

impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed

esportazione illecita, nonché l’esecuzione di 80 decreti di perquisizione nei

confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.

L’odierna restituzione al patrimonio dello Stato di beni culturali recuperati è frutto

di azioni complesse, compiute in stretta sinergia con gli organi centrali e periferici

del MiC, con l’impegno e la professionalità di donne e uomini, militari e civili

specializzati nello specifico settore, che hanno permesso di salvare importanti

testimonianze artistiche che appartengono alla collettività e che raccontano la

storia e l’evoluzione della nostra civiltà.

FONTE NUOVA – TENTATO OMICIDIO A COLPI D’ARMA DA FUOCO

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I CARABINIERI DANNO ESECUZIONE A FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO EMESSO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TIVOLI.

FONTE NUOVA (RM) – Nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fasedel procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si comunica che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo (RM), sotto la direzione ed il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Tivoli, hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero nei confronti di un 35enne italiano, ritenuto responsabile del tentato omicidio con l’uso di una pistola ai danni di un 38enne.

I fatti risalgono alla serata del 9 aprile, nella frazione di Tor Lupara, dove un uomo di 38 anni si è recato nei pressi dell’abitazionedi un 35enne con l’intento di chiarire alcuni precedenti dissidi, insorti per futili motivi.

Il confronto, tuttavia, è degenerato in breve tempo in una colluttazione fisica, nel corso della quale il 35enne ha estratto una pistola calibro 6.35 ed ha esploso almeno tre colpi di arma da fuoco. Due proiettili hanno attinto il 38enne alle gambe, mentre un terzo lo ha colpito di striscio alla testa.

Successivamente, entrambi gli uomini si sono recati autonomamente presso strutture sanitarie: il 38enne all’ospedale di Monterotondo e il 35enne al Policlinico Sant’Andrea di Roma. Da tali presìdi è scattata la segnalazione ai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo che, sotto la direzione ed il coordinamento della Procura della Repubblica di Tivoli, hanno avviato immediate attività investigative, riuscendo in breve tempo a raccogliere gli elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.

Nel pomeriggio del 14 aprile, dunque, i Carabinieri hanno dato esecuzione al fermo di indiziato nei confronti del 35enne che, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso il carcere di Rebibbia, in attesa della convalida da parte de Tribunale di Tivoli.

Inoltre, nel corso di ulteriori perquisizioni eseguite dai Carabinieri su decreto della Procura di Tivoli, è stata sottoposta a sequestro una pistola Beretta calibro 6,35, unitamente a due colpi, ritenuta l’arma utilizzata dal 35enne. L’arma è stata rinvenuta presso l’abitazione di un coetaneo, denunciato per detenzione abusiva di arma comune da sparo e ricettazione, poiché, a seguito dei successivi accertamenti, è emerso che la pistola era stata trafugata nel corso di un furto in abitazione denunciato nel dicembre 2022 a Rignano Flaminio.

CHEF “DA SBALLO”, ORGANIZZA UNA CENA ROMANTICA E NARCOTIZZA LA VITTIMA 

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LA DONNA HA AGITO CON LA COMPLICITA’ DEL COMPAGNO: 2 MISURE CAUTELARI 

Su un sito di incontri si era presentata come “Francesca”, chef professionista capace di preparare cene di alto livello. Un cavallo di battaglia che la sera del 6 febbraio scorso le era servito per garantirsi il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, alle porte di Torino. 

Il figlio dell’anziana vittima, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. In camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato e dunque allertato i Carabinieri. I militari – dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri (il maltolto era un orologio, 10.000 euro, documenti e carte di credito) – hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento. 

Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, medesimo principio attivo trovato al sessantottenne. È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici si sono inoltre resi necessari per accertare la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo. 

L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedie a rotelle; un asserito quadro clinico grave che l’aveva portata ad avanzare un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, smascherato dalle telecamere che l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva. 

Le perquisizioni domiciliari hanno definitivamente rafforzato l’impianto accusatorio contro la coppia. Nelle loro disponibilità, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Venaria hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi (che il compagno si occupava di reperire), i beni sottratti all’anziana vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli. 

Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli, a conferma della lucida premeditazione del duo. 

La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi nell’alessandrino, luogo di residenza della coppia, lei di 49 e lui di 63 anni. Resta aperta l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime. 

Il provvedimento a carico dei soggetti citati è stato emesso durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.