Partecipazione e chiusura a sorpresa per l’evento sul Lungomare della Salute: memoria, arte e impegno civile al centro della serata.
Fiumicino, giovedì 16 aprile 2026 – Partecipazione e attenzione del pubblico per la 15ª edizione di Cadenze Letterarie, andata in scena sul Lungomare della Salute, presso La Grooveria.

L’evento, sempre voluto da Carmela Trivisonno, è stato ospitato da Rockin’ Lovers ETS negli spazi della La Grooveria, confermando la collaborazione tra realtà culturali del territorio.
Al centro della serata la presentazione del libro “Gocce di Memoria” di Nadia Fabbrocino, moderata da Dino Tropea, con gli interventi del dottor Sergio Mingrone, della dottoressa Sonia Buscemi e della dottoressa Maria Grazia Imbimbo.
Il libro si sviluppa attraverso frammenti di vita quotidiana ad alta valenza educativa e pedagogica, intrecciando esercizio di verità storica e narrazione, con protagonisti anche di fantasia. Un impianto che punta a non dimenticare il passato – soprattutto gli errori – per vivere con maggiore consapevolezza il presente e guardare a un futuro migliore.
Elemento distintivo dell’opera è la presenza di passaggi in dialetto, seguiti dalla traduzione in italiano: una scelta che rafforza l’identità culturale del testo mantenendone l’accessibilità.

Tra i momenti più toccanti, la lettura di una poesia in napoletano interpretata dalla stessa Nadia Fabbrocino, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico, accompagnandolo tra memoria personale e collettiva.
Il riscontro arriva anche dalla scrittrice, che ha definito l’incontro «una serata ricca di contenuti e relazioni», auspicando la continuità del progetto:
«Cadenze Letterarie è una bellissima realtà alla quale ho avuto il piacere di partecipare. Spero che ce ne saranno altre».
Nel corso della serata, l’autrice ha inoltre spiegato il significato simbolico della copertina, da lei realizzata, ispirata alla Cascata delle Marmore:
«Il mondo è come una cascata, la vita è come una cascata. Se oggi non viviamo ciò che accade in altre parti del mondo è perché siamo solo fortunati a non trovarci lì. La storia si ripete. Il vero dilemma è: chi un tempo era vittima può diventare un tiranno?».
Altro passaggio significativo è stata la lettura del brano “La baracca n.10”, proposta da Maria Grazia Imbimbo, che richiama scenari di deportazione e disumanizzazione, restituendo immagini di forte impatto umano.
“Nel suo intervento, la Imbimbo ha detto: ‘L’orrore descritto non appartiene solo alla storia, ma rappresenta una chiave di lettura anche per il presente.’”
L’intervento della dottoressa Sonia Buscemi ha offerto una lettura psicologica dell’opera, definendola «un viaggio intenso nell’universo della memoria e delle emozioni».

«Gocce di Memoria – ha spiegato – si costruisce attraverso frammenti, piccole “gocce” che determinano la storia di ciascuno e quella collettiva. La memoria non è una registrazione passiva, ma un processo attivo: seleziona, protegge e orienta il presente, influenzando anche il futuro».
Buscemi ha inoltre richiamato il valore delle esperienze, anche dolorose, nella costruzione dell’identità e il tema delle “maschere sociali”, spesso assunte fin dall’infanzia per rispondere alle aspettative esterne, con il rischio di allontanarsi da sé stessi.
Lettura di chiusura anche la lettura di “Perdonatemi se non so perdonare”, interpretata da Sergio Mingrone, testo che rievoca l’attentato di via D’Amelio e il sacrificio degli agenti della scorta, con particolare riferimento alla giovane agente di soli 22 anni uccisa in servizio.
La lettura ha riportato l’attenzione sul valore del servizio dello Stato e sulla necessità di mantenere viva la memoria delle vittime della mafia: non numeri, ma persone.
“Nel corso della serata, la dottoressa Immacolata Savarese, pediatra e musa di Tropea, ha evidenziato il valore educativo dei contenuti trattati, collegandoli alla crescita delle nuove generazioni.”
A chiudere la serata, una riflessione del conduttore Dino Tropea, che ha richiamato il valore del percorso costruito nel tempo, ringraziando Carmela Trivisonno e il suo staff, insieme a chi sostiene con continuità il progetto: la consigliera comunale Federica Cerulli, il rappresentante della Pro Loco di Focene Pietro Barbera e il regista Riccardo Ferrero, indicati come riferimenti costanti per la crescita dell’iniziativa.
Il contributo artistico della serata è stato arricchito dalla presenza di Franco Piratoni (Jerry Lee), grazie alla collaborazione tra Cadenze Letterarie e la Galleria Internazionale Area Contesa Art Design di via Margutta.
Artista con circa 600 eventi in tutta Italia, Piratoni ha presentato una veduta di Roma realizzata a matita grafite su legno, frutto di un lavoro di mesi costruito a partire da uno scatto fotografico e sviluppato attraverso una tecnica a quadrettatura. Un’opera nata in un momento personale difficile, segnato dalla perdita del proprio cane, che ne amplifica il valore emotivo.
Accanto a questa, anche un secondo lavoro dedicato al mare, realizzato a spatola con colori vivi, in dialogo diretto con la location sul Lungomare.
Piratoni ha inoltre sottolineato il suo impegno nella diffusione dell’arte tra i più giovani: «Porto il mio lavoro nelle scuole, dando ai bambini la possibilità di toccare l’arte e di esprimersi fin da piccoli. È così che nascono i grandi artisti».
La sua produzione complessiva conta oggi circa 1800 opere, a testimonianza di un percorso artistico consolidato e in continua evoluzione.
Tropea ha quindi riportato l’attenzione sul momento conclusivo, segnato dall’intervento del Maestro Salvatore Fazio, che ha presentato e dedicato l’opera “Cadenze Letterarie”, realizzata nell’ambito del suo filone Surrealismo Colto: un lavoro sviluppato nell’arco di una settimana, nato attorno al salotto letterario e ai suoi protagonisti.

L’opera restituisce in forma visiva l’identità del progetto: parola, musica, pensiero e memoria che si intrecciano in una narrazione simbolica. Libri aperti, flussi di conoscenza e figure in dialogo delineano uno spazio vivo, dove linguaggi diversi convivono e si alimentano. Un riconoscimento che segna un passaggio: da esperienza culturale a immagine capace di fissarne il senso.
Anche il Maestro Salvatore Fazio ha raccontato il percorso dell’opera, sottolineando il ruolo della moglie Paola:
«Dedico questo lavoro a mia moglie Paola, che mi ha aiutato nella realizzazione dell’opera “Cadenze Letterarie”, svolgendo un ruolo fondamentale anche come primo critico. L’opera è dedicata a Dino Tropea».

