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Definizione agevolata delle entrate comunali: il nuovo regolamento approda in Consiglio Comunale il 23 aprile

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Sebastiani “Confidiamo in un ampio consenso per una misura in favore dei cittadini. Se tutti contribuiscono, il carico fiscale diventa più sostenibile per ciascuno”

Il Comune di Rieti si prepara a discutere in Consiglio Comunale, convocato per giovedì 23 aprile, il nuovo Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, uno strumento volto a favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie dei contribuenti e sostenere il tessuto economico locale.

Il testo del Regolamento è il risultato di un articolato percorso di confronto istituzionale e partecipato, che ha visto il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale e delle principali associazioni di categoria del territorio. In particolare, nel corso del Tavolo tecnico di monitoraggio sui tributi locali, riunitosi lo scorso 25 marzo alla presenza del Sindaco Daniele Sinibaldi e dell’Assessore al Bilancio Andrea Sebastiani, sono state approfondite e recepite numerose proposte avanzate dal mondo produttivo.

Il Regolamento riguarda le posizioni debitorie maturate entro il 31 dicembre 2024 relative a ICI, IMU, TASI, TARI, TARSU, TARES e CUP, e introduce importanti misure di agevolazione per cittadini e imprese. Tra queste, la possibilità di rateizzare la sola quota capitale del debito, con esclusione di sanzioni e interessi, secondo tre fasce: fino a 10.000 euro in 24 rate; da 10.000 a 40.000 euro in 36 rate; oltre 40.000 euro fino a 48 rate.

È inoltre prevista la fissazione del termine per la presentazione delle domande di adesione al 30 settembre 2026, così da consentire il pagamento della prima rata entro il 5 dicembre 2026.

Il testo, già esaminato in Commissione, tornerà all’attenzione della stessa alla luce delle integrazioni apportate, prima di essere definitivamente sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale.

“Ci avviciniamo all’appuntamento di giovedì prossimo, quando il Consiglio comunale sarà chiamato a deliberare su un regolamento che questa Amministrazione ha fortemente voluto per consentire ai contribuenti, e in particolare a coloro che presentano pendenze tributarie, di mettersi in regola in condizioni agevolate – ha dichiarato l’Assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Sebastiani –. La misura prevede lo sgravio totale di sanzioni e interessi, rappresentando un’opportunità significativa, resa possibile dalla normativa nazionale, che il Comune di Rieti ha scelto di applicare nella sua forma più favorevole.

Si tratta di uno strumento che permetterà a cittadini e imprese di sanare anche posizioni pregresse, beneficiando della possibilità di rateizzare il debito tributario. È una misura di equità e responsabilità: mettersi in regola con i tributi è un dovere civico che consente di garantire servizi di qualità all’intera comunità. Se tutti contribuiscono, il carico fiscale diventa più sostenibile per ciascuno. Confidiamo, pertanto, in un ampio consenso da parte del Consiglio comunale, considerata la natura condivisa del provvedimento e l’importante ricaduta positiva per il territorio”.

Microsoft Word – 18 aprile 2026 – comunicato stampa arresto finto carabiniere NO C1

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RUBA L’UNICO RICORDO DELLA MAMMA E ALTRI MONILI IN ORO, FINTO MARESCIALLO IN MANETTE

ANZIANA DELL’ASTIGIANO RAGGIRATA. DOPO L’ARRESTO DEL TRUFFATORE I CARABINIERI RESTITUISCONO IL BOTTINO

Era approdato alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova e si era poi diretto in auto a Cortazzone, un piccolo borgo di neanche 600 abitanti dell’astigiano. La vicenda risale al 31 marzo scorso, quando l’uomo, un giovane di 24 anni residente nel centro Italia, si era finto un appartenente all’Arma dei Carabinieri e aveva raggirato un’anziana 73 enne con l’aiuto di altri complici.

La donna, all’ora di pranzo, aveva ricevuto una telefonata da un sedicente Maresciallo, riferendole che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina e che fosse necessario consegnare i gioielli di famiglia a un collaboratore dell’Arma — il “finto collega” giunto poco dopo alla porta — per verifiche tecniche.

Il 24 enne, arrivato sull’uscio della porta dell’anziana, dopo essersi appropriato del “bottino”, è risalito a bordo del veicolo dirigendosi nuovamente verso il capoluogo piemontese. L’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia San Carlo di Torino è poi scattato all’altezza del casello autostradale di Trofarello. Il giovane, nel tentativo di sfuggire ai militari, è stato però prontamente bloccato dopo un breve inseguimento a piedi.

La perquisizione personale ha consentito di confermare i sospetti; l’uomo è stato infatti trovato in possesso di diversi monili in oro e 325 euro in contanti.

Nel frattempo l’anziana – dopo aver realizzato di essere stata vittima di un raggiro – è stata raggiunta dai Carabinieri della Stazione di Montafia e dal Comandante di Stazione, che si sono occupati di raccogliere la denuncia e di coordinarsi con i colleghi del Nucleo Operativo che avevano appena fermato il truffatore.

Su richiesta della Procura di Torino, l’arresto è stato convalidato dal G.I.P.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia San Carlo insieme a quelli della Stazione di Montafia, hanno incontrato la donna per restituire tutto l’oro e la somma di denaro che le erano stati rubati.

I provvedimenti a carico dei soggetti citati sono stati emessi durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.

Fiumicino. Concorso fotografico Fiumicino: mostra immersiva e premi, scadenza 15 maggio 2026

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Concorso fotografico Fiumicino: mostra immersiva e premi, scadenza 15 maggio 2026

Il Comune apre ai residenti: una foto per raccontare il territorio. Ecco come partecipare e cosa cambia per i cittadini.

Il Comune di Fiumicino ha aperto il concorso fotografico Fiumicino, rivolto ai cittadini residenti, con scadenza fissata al 15 maggio 2026. L’iniziativa punta a raccogliere immagini capaci di raccontare il territorio, valorizzando paesaggi, luoghi e simboli locali attraverso lo sguardo dei cittadini.

Ogni partecipante può presentare una sola fotografia, dedicata a qualsiasi area del Comune, con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di una mostra immersiva che rappresenti l’identità del territorio.

La candidatura prevede un doppio invio obbligatorio: in formato cartaceo, con consegna a mano o tramite raccomandata all’Ufficio Protocollo (Piazza Gen. C. A. Dalla Chiesa, 78 – Fiumicino), e in formato digitale (jpg o png), da inviare via PEC all’indirizzo protocollo.generale@pec.comune.fiumicino.rm.it.

Alla domanda devono essere allegati i moduli previsti (Allegati A e B), disponibili online e presso gli uffici comunali.

Le fotografie selezionate saranno esposte nella mostra immersiva. Tra queste, le tre ritenute migliori saranno premiate con una targa da una giuria nominata. Data e luogo della premiazione saranno comunicati successivamente.

La partecipazione è riservata esclusivamente ai residenti nel Comune di Fiumicino.

Per consultare il bando completo, scaricare la modulistica e avere tutti i dettagli aggiornati è possibile visitare il sito istituzionale del Comune.

Il concorso fotografico Fiumicino offre ai cittadini un’occasione concreta per raccontare e promuovere il territorio, trasformando uno scatto personale in un contributo collettivo alla memoria e all’identità locale.

Omaggio alla Terra allo SMuRC: un weekend alla scoperta della Scogliera Cretacica fossile. 25 e 26 aprile 2026

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Sostenibilità ambientale e tutela delle risorse naturali al centro dell’attenzione del ricco programma di iniziative che la Direzione del Sistema Museale Rocca di Cave ha ideato per celebrarela Giornata Internazionale della Terra (22 aprile).

Sabato 25 e domenica 26 aprile sono previste visite guidate e momenti esperienziali diffusi finalizzati alla scoperta e alla valorizzazione delle bellezze naturali e paesaggistiche di Rocca di Cave condotti con un approccio integrato tra scienza, ambiente e narrazione del territorio.

Ecco gli appuntamenti validi per entrambe le giornate:

  • ore 10:30 visita outdoor Scogliera Cretacica fossile 

Accompagnati da esperti comunicatori della scienza, un’affascinante passeggiata lungo il sentiero geopaleontologico risalente a circa 100 milioni di anni fa. Di livello facile, con lieve pendenza e adatto a tutta la famiglia, il percorso di circa 1,6 km di lunghezza consentirà di osservare resti di gasteropodi, rudiste, coralli, conchiglie e altri organismi che facevano parte di un antico mare caldo, equatoriale e poco profondo, con una conformazione simile alle attuali barriere coralline. 
Si consiglia di indossare abbigliamento comodo e di portare acqua, curiosità e voglia di esplorare.
Appuntamento presso: Via Colle Pozzo 1 – Durata 90 minuti 

Confermati anche visite guidate interattive al Museo e ben due spettacoli astronomici al Planetario.

  • ore 12:30 e 16:30  spettacolo live al Planetario – Viaggio nel Sistema Solare 

I corpi maggiori e i corpi minori del Sistema Solare in una narrazione live che accompagna l’osservazione in cupola per scoprire caratteristiche e curiosità del complesso moto dei corpi che anima il sistema planetario di cui facciamo parte.

Appuntamento presso Via Colle Pozzo 1 – Durata: 60 minuti

  • ore 11:30 – 14:30 – 15:30 spettacolo Planetario – Dalla Terra all’Universo

Una video proiezione in cupola dell’immagine che abbiamo attualmente dell’Universo, frutto della tecnologia dei telescopi, che ci ha consentito di individuare nuovi pianeti e nuovi mondi una volta sconosciuti del nostro Sistema Solare.
Appuntamento presso Via Colle Pozzo 1 – Durata: 30 minuti

  • ore 14:30 e 16:30 visita guidata Museo Geopaleontologico Ardito Desio 

Il percorso di visita unisce scienza, interattività e paesaggio: esplora la geologia e la paleontologia, vestendo i panni del paleontologo e studiando fossili e reperti straordinari. Rocce, stratigrafia e minerali raccontano il tempo profondo, mentre il panorama naturale collega la storia geologica al territorio circostante.

Appuntamento presso il Museo Geopaleontologico Ardito Desio – Durata: 60 minuti
Il Museo è aperto dalle 11:00 alle 17:30.

La prenotazione è obbligatoria per tutte le attività. Tutti gli eventi sono ideati e condotti da Le Nuvole s.c.p.a. che gestisce la didattica e i servizi aggiuntivi dello SMuRC in collaborazione con il Comune di Rocca di Cave.

Informazioni e prenotazioni
informazioni: smurc@lenuvole.com
Prenotazioni e acquisto online: https://smurc-prenotazioni.sumupstore.com/
Ingresso gratuito sotto i 3 anni

WORLD OF DANCE ROME 2026MIGLIAIA DI BALLERINI PROVENIENTI DA TUTTA EUROPA SI SFIDANO SUL PALCO DI DANZE URBANE PIÙ PRESTIGIOSO D’ITALIA PRONTI A INVADERE IL LITORALE ROMANO.

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Dopo l’incredibile energia dello scorso anno, World of Dance Rome torna al PalaPellicone di Ostia (Roma) per la sua undicesima edizione con la direzione artistica di Andrea Alemanno, per tre giornate intense tra workshop, battle, competizioni coreografiche, showcase e ospiti speciali. Tre giorni per un evento imperdibile.

Si parte il giorno 24 aprile con il workshop ufficiale con i giurati internazionali, l’occasione per studiare con alcuni dei presenter più importanti da tutto il mondo: SHAUN EVARISTO (USA), DAVID COTTLE (UK), SAB MCCARTHY (UK), CARLOS GANDIA (SP), MARIO GLEZ (SPA). Il workshop si svolgerà
presso la stupenda struttura del Molinarti Art Center a Roma.
Si prosegue il 25 e 26 aprile con due giornate di competizione ed energia pura presso il Palapellicone di Ostia: Le migliori crew e i ballerini più talentuosi dall’Italia e dall’estero, si sfideranno per conquistare il titolo e guadagnarsi l’accesso al WOD Summit 2026 a Los Angeles portando il proprio talento sul palcoscenico internazionale più ambito.

World of Dance è aperto a tutti gli stili di danza, includendo assoli, duo trio, quattro e crew sia per categorie studio, ovvero scuole di danza, che professionali.
Nelle categorie Team ogni crew, composta da almeno cinque ballerini, che parteciperà potrà poi prendere parte al World of Dance Summit, a prescindere dalla posizione finale in classifica.
Durante la giornata del 26 aprile si svolgerà anche la Battle Freestyle organizzata da MyDa Dance
Studio che vedrà in giuria: Ukay, Short-e, Lil Zoo e Dikilla.

I biglietti del pubblico per i giorni 25 e 26 aprile, per assistere ad uno spettacolo unico, sono
acquistabili online sul sito www.vivaticket.com.
E anche dopo un decennio è sempre più grande l’entusiasmo del direttore artistico Andrea Alemanno: “Il World of Dance Italy non è solo una competizione, è spettacolo, è danza che si evolve, è energia pura. Una scarica di adrenalina che coinvolge migliaia di persone ogni anno.”

La giuria internazionale:
MARIO GLEZ (SPA), DAVID COTTLE (UK), SAB MCCARTHY (UK), CARLOS DIAZ GANDIA (SPA), SHAUN EVARISTO (USA).

I giurati per la categoria k-pop division:
CARLOS DIAZ GANDIA (SPA), DAVIDE ATTUATI (ITA), LEV (RO).

I giurati per le categorie Studio:
DAVIDE ATTUATI (ITA), JAMES FLORENDO (ITA), SANTO GIULIANO (ITA).

Tutte le info su www.worldofdanceitaly.com e su instagram.com/worldofdance_italy

Il World of Dance Italy non è solo una competizione, ma una celebrazione della cultura urban che mette Ostia al centro della mappa mondiale della danza.

Sanità, Giuliano (UGL): “Intelligenza artificiale sia supporto mai sostituzione dell’uomo”

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Il progresso tecnologico che sta investendo la sanità europea deve essere governato con la consapevolezza che nessuna macchina potrà mai replicare l’umanità e l’intuito di chi dedica la propria vita alla cura del prossimo. La UGL Salute prende atto delle risultanze del rapporto OMS che vede l’Italia in prima linea nell’adozione dell’intelligenza artificiale ma pone un argine invalicabile a derive tecnocratiche che rischiano di deumanizzare il rapporto medico-paziente. Il segretario nazionale Gianluca Giuliano ha voluto chiarire con fermezza la posizione dell’organizzazione sindacale dichiarando che “l’intelligenza artificiale deve essere considerata esclusivamente un valore aggiunto e un supporto fondamentale alla diagnostica e alla ricerca, ma non permetteremo mai che si trasformi in uno strumento di sostituzione dei professionisti che operano quotidianamente sul campo”. Secondo Giuliano ci troviamo dinanzi a una sfida epocale in cui l’innovazione può aiutare a snellire le liste d’attesa e a supportare il personale spesso stremato dai turni massacranti, tuttavia, il segretario ribadisce che “non possiamo accettare che l’algoritmo diventi il nuovo decisore unico delle politiche sanitarie o un alibi per non investire nelle assunzioni di cui il Servizio Sanitario Nazionale ha disperato bisogno”. Il leader della UGL Salute ha inoltre evidenziato come i dati sulla mancanza di formazione specifica per i lavoratori siano preoccupanti, affermando che “è impensabile pretendere che il personale gestisca strumenti così complessi senza un investimento reale e strutturato sulle competenze e sulla sicurezza”. Per la UGL Salute l’obiettivo resta quello di integrare le nuove tecnologie per migliorare l’efficienza globale garantendo però che il fulcro del sistema rimangano i lavoratori, poiché come sottolineato da Giuliano “la dignità professionale di medici, infermieri e operatori non è negoziabile né rimpiazzabile da un codice informatico, perché la cura passa per l’empatia e il contatto umano che nessuna tecnologia potrà mai simulare”. Il segretario conclude ricordando che la vera maturità di sistema si raggiungerà solo quando l’IA sarà usata per liberare i lavoratori dai pesanti carichi burocratici, permettendo loro di tornare a dedicarsi pienamente alla relazione con l’assistito.

Salute mentale, non è più un problema individuale

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Salute mentale, non è più un problema individuale
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Tra giovani, scuola e professioni di cura, la salute mentale esce dall’emergenza e diventa una questione strutturale


Non è solo una questione italiana. Nella settimana tra il 13 e il 19 aprile, dalla stampa internazionale emerge un’attenzione crescente verso la salute mentale, tra ricerca, formazione e strumenti di supporto sempre più diffusi. Dalle università ai servizi per i giovani, fino al dibattito pubblico su ansia e benessere psicologico, il tema si consolida come una priorità globale.

Non è più solo una questione personale. Un passaggio che si collega a quanto emerso anche nell’analisi precedente, dove ansia e tecnologia venivano individuate come fattori capaci di anticipare e trasformare il modo in cui il disagio si manifesta. Se lì il focus era sul cambiamento dei sintomi e sulla loro lettura, oggi il quadro si allarga: non cambia solo il modo in cui stiamo male, ma anche il contesto in cui quel disagio nasce, cresce e – sempre più spesso – resta senza una risposta strutturata.

La settimana dal 13 al 19 aprile restituisce un’immagine sempre più chiara: la salute mentale sta cambiando posizione nel dibattito pubblico, passando da problema individuale a tema collettivo.

I segnali arrivano da più direzioni. Cresce la richiesta di supporto psicologico tra i giovani, come evidenziato da diverse analisi recenti (Fortune Italia), mentre si moltiplicano progetti territoriali dedicati al benessere emotivo, come il bando promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Non si tratta più di interventi isolati, ma di tentativi – ancora parziali – di costruire un sistema.

Il dato più evidente riguarda le nuove generazioni. Ansia, stress e difficoltà emotive non sono più episodi circoscritti, ma condizioni sempre più diffuse. A confermarlo sono anche iniziative e confronti tra sanità, scuola e ricerca (AUSL Bologna, Università di Bologna), che indicano una necessità crescente di interventi precoci e integrati. La risposta si sta spostando verso un approccio che coinvolge più livelli: scuola, territorio e servizi sanitari.

In questo contesto, le prime linee guida sulla psicologia scolastica segnano un passaggio importante (Università di Bologna): portare il supporto psicologico dentro i luoghi della vita quotidiana significa riconoscere che il benessere mentale non può essere affrontato solo quando il disagio diventa emergenza.

Ma il cambiamento non riguarda solo chi chiede aiuto. Riguarda anche chi lo offre. Tra le professioni della salute mentale emerge con sempre più forza il tema dello stress legato alla cura, spesso descritto come un carico emotivo crescente e invisibile (Centro San Nicola). Psicologi, operatori sanitari e professionisti dell’aiuto si trovano a gestire una pressione costante che mette in discussione l’equilibrio tra lavoro e benessere personale.

Accanto a questi segnali, il dibattito istituzionale prova a muoversi, con proposte e iniziative dedicate al rafforzamento dei servizi di salute mentale (Consiglio regionale delle Marche).

Tuttavia, la distanza tra intenzioni e realtà resta evidente: le risorse sono limitate, l’accesso ai servizi non è uniforme e il supporto psicologico continua a essere percepito, in molti casi, come una risposta tardiva più che preventiva.

Il quadro che emerge è quello di una transizione. La salute mentale non è più un tema marginale, ma non è ancora pienamente integrata nelle politiche pubbliche. Si riconosce il problema, ma si fatica a costruire una risposta stabile e diffusa.

La settimana non racconta una svolta, ma un passaggio. Il benessere psicologico sta entrando al centro della scena, ma senza un sistema capace di sostenerlo rischia di restare una consapevolezza senza strumenti.

E finché la salute mentale continuerà a essere trattata come una risposta all’emergenza, più che come una componente essenziale della vita quotidiana, il rischio è che il disagio resti diffuso, silenzioso e sempre più difficile da intercettare.

Macfrut, Confeuro: “Più attenzione a ortofrutta di nicchia: no a logiche trendy”

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Macfrut, Confeuro: “Più attenzione a ortofrutta di nicchia: no a logiche trendy”

“Macfrut 2026 si conferma un appuntamento di grande rilievo e valore strategico per l’intero comparto ortofrutticolo. La manifestazione rappresenta infatti un momento fondamentale di incontro e confronto tra imprese, istituzioni e operatori della filiera, offrendo un’importante occasione per rafforzare il settore, favorire il dialogo tra i diversi attori e promuovere innovazione e sviluppo del Made in Italy agricolo”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, commenta l’edizione 2026 della fiera internazionale dedicata all’ortofrutta. “Il nostro Paese – prosegue Tiso – vanta una straordinaria ricchezza di produzioni ortofrutticole e rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale per qualità, varietà e tradizione. In particolare, l’Italia è produttore di numerose eccellenze che occupano nicchie di mercato molto significative, come ad esempio prugne e nespole, coltivazioni che negli ultimi anni sembrano aver ricevuto minore attenzione ma che meritano invece di essere rilanciate e valorizzate. Si tratta di produzioni che costituiscono un patrimonio agroalimentare di grande pregio e che rappresentano anche una componente fondamentale dell’economia di molti piccoli e medi produttori agricoli italiani. In questo contesto – aggiunge il presidente di Confeuro – riteniamo importante che tali prodotti possano trovare maggiore spazio e visibilità anche all’interno di Macfrut 2026. In alcuni casi, infatti, registriamo una crescente attenzione verso produzioni tropicali o comunque lontane dalla tipicità agricola del nostro Paese. Una tendenza che rischia di alimentare mode di consumo legate a logiche più “trendy” che alla valorizzazione dell’identità agricola nazionale. Per Confeuro, al contrario, è fondamentale promuovere il consumo consapevole di varietà ortofrutticole italiane di nicchia, che rappresentano un elemento distintivo del nostro sistema agroalimentare. Ci auguriamo quindi – conclude Tiso – che proprio a partire da appuntamenti di grande prestigio come Macfrut possano emergere con sempre maggiore forza queste peculiarità produttive, contribuendo a rafforzare la competitività delle nostre imprese agricole e a tutelare un patrimonio di biodiversità e tradizione che rende unico il Made in Italy nel mondo”.

Settimana lavoro 13–19 aprile: cosa racconta il lavoro povero

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Tra Italia e scenario globale, uno sguardo anche alla stampa internazionale per leggere come il lavoro cambia ovunque tra salari bassi, diritti fragili e nuove pressioni

Non è solo una questione italiana. Nella settimana tra il 13 e il 19 aprile, segnali simili emergono in diversi Paesi: proteste per i salari bassi, insicurezza lavorativa crescente, stress e burnout sempre più diffusi. Il lavoro cambia ovunque, e non sempre nella direzione della stabilità.

In questo contesto si inserisce anche il caso italiano, dove si lavora di più ma non si vive meglio. È il dato che emerge con chiarezza: l’occupazione cresce, ma non basta a garantire stabilità economica.

Non è una novità improvvisa, ma un processo che si sta consolidando nel tempo. Nelle settimane precedenti abbiamo raccontato come il lavoro reale resti spesso ai margini del dibattito pubblico, nascosto dietro narrazioni semplificate e titoli che privilegiano i numeri rispetto alla qualità della vita. Anche in questi giorni quella distanza appare evidente. Da una parte si continua a parlare di occupazione e crescita, dall’altra emerge una fragilità diffusa che riguarda sempre più persone.

Le analisi circolate in settimana descrivono un sistema che regge su equilibri deboli. L’aumento dell’occupazione è legato anche all’allungamento dell’età lavorativa e alla trasformazione dei contratti, con un passaggio dal precariato a forme più stabili. Ma questa stabilità formale non si traduce automaticamente in sicurezza reale. Il lavoro c’è, ma spesso non è sufficiente a sostenere il costo della vita. Garantisce un reddito, ma non sempre permette autonomia, progettualità, futuro.

Il nodo dei salari resta il grande irrisolto. Nonostante il tema sia sempre più presente nel dibattito, le risposte concrete continuano a essere limitate. I recenti interventi normativi si concentrano soprattutto sull’incentivazione dell’occupazione, senza incidere in modo significativo sulla qualità del lavoro e sulla retribuzione. Il risultato è una crescita che esiste nei dati, ma che non si riflette nella percezione quotidiana delle persone.

Accanto a questo quadro si muovono iniziative che provano a rispondere alle difficoltà più immediate. Interventi come il microcredito sociale rappresentano strumenti utili per sostenere chi si trova in condizioni di vulnerabilità, ma restano soluzioni parziali. Agiscono sulle conseguenze, non sulle cause. Si aiuta chi è in difficoltà, ma non si modifica il sistema che quella difficoltà produce.

Anche sul fronte dei diritti emergono segnali importanti, ma ancora isolati. La recente pronuncia della Cassazione sui caregiver riconosce una forma di discriminazione indiretta, mettendo in luce un problema spesso invisibile: il lavoro non è neutrale e può penalizzare chi ha responsabilità di cura. È un passo avanti significativo, ma evidenzia anche quanto sia ancora ampia la distanza tra il riconoscimento giuridico dei diritti e la loro applicazione concreta nella vita lavorativa.

Se si osservano insieme questi elementi, il quadro diventa chiaro. Il lavoro resta al centro del discorso pubblico, ma non della soluzione. Si parla di occupazione, ma poco di qualità. Si interviene sulle emergenze, ma non sulle cause strutturali. Si riconoscono diritti, ma con difficoltà si trasformano in strumenti realmente accessibili.

La settimana non ha portato svolte, ma conferme. Il lavoro povero non è più un’eccezione, ma una condizione che si sta consolidando. E finché lavorare non garantirà stabilità, autonomia e prospettiva, il problema non sarà solo economico. Sarà sociale, e sempre più difficile da ignorare.

Antibiotici nei bambini, uso in crescita: “Non sempre servono”

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Antibiotici nei bambini, uso in crescita: “Non sempre servono”
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Rapporto Aifa 2024: meno prescrizioni ma uso ancora inappropriato. Nei bambini crescono i consumi e aumenta il rischio di resistenze

Meno prescrizioni complessive, ma un uso ancora poco appropriato, con un aumento che riguarda soprattutto i più piccoli. Il Rapporto Aifa 2024 sull’uso degli antibiotici in Italia – rilanciato anche da IlFarmacistaOnline – descrive un sistema che fatica a invertire la rotta, tra resistenze batteriche in crescita e terapie sempre più spesso non mirate.

Se a livello generale i consumi mostrano lievi segnali di calo, è nella popolazione pediatrica che emergono i dati più delicati: oltre il 42% dei bambini riceve almeno una prescrizione all’anno, con un incremento rispetto al 2023. Numeri che aprono una domanda semplice ma cruciale: stiamo usando gli antibiotici nel modo giusto?

Ne parliamo con la dottoressa Immacolata Savarese, pediatra con esperienza in Terapia Intensiva Neonatale al Bambino Gesù di Roma, attiva sia in regime intramoenia sia con visite domiciliari, con particolare attenzione alla continuità assistenziale dei più piccoli.

Dottoressa, cosa ci dicono davvero questi dati sull’uso degli antibiotici nei bambini?
«Ci dicono che c’è ancora un ricorso troppo frequente agli antibiotici e, soprattutto, che non sempre vengono utilizzati in modo appropriato. Non è una questione di errore sistematico, ma di abitudine: spesso si interviene prima del necessario».

Perché succede?
«Le cause sono diverse. Da una parte c’è la preoccupazione dei genitori, che cercano una soluzione immediata. Dall’altra c’è la difficoltà, soprattutto nei bambini piccoli, di distinguere rapidamente tra infezioni virali e batteriche. Ma è importante ricordare che la maggior parte delle infezioni respiratorie in età pediatrica è virale».

Quindi in molti casi l’antibiotico non serve?
«Esattamente. L’antibiotico non ha alcun effetto sui virus. Utilizzarlo quando non è necessario non accelera la guarigione e può esporre a effetti indesiderati».

Il Rapporto Aifa segnala anche un aumento dell’uso di antibiotici più “forti”. È un dato preoccupante?
«Sì, perché indica una tendenza a usare molecole ad ampio spettro anche quando non sono indispensabili. In pediatria dovremmo sempre privilegiare terapie mirate, scegliendo il farmaco più adeguato e meno invasivo possibile».

Qual è il rischio principale di un uso scorretto?
«Il rischio più importante è lo sviluppo di resistenze batteriche. Significa che gli antibiotici, quando serviranno davvero, potrebbero non funzionare. È un problema che riguarda il singolo bambino ma anche la collettività».

Cosa possono fare concretamente i genitori?
«Il primo passo è fidarsi del pediatra e non chiedere automaticamente un antibiotico. Poi è fondamentale seguire correttamente la terapia prescritta: dosi, tempi e modalità. E soprattutto evitare il fai-da-te».

Serve più informazione?
«Serve più consapevolezza. L’antibiotico è uno strumento prezioso, ma non è una scorciatoia. Usarlo bene significa proteggere la salute dei bambini oggi e preservarne l’efficacia per il futuro».


Il tema, ancora una volta, non è solo medico ma culturale. In un contesto in cui la richiesta di cure rapide è sempre più forte, la sfida è recuperare equilibrio: meno automatismi, più attenzione, più fiducia nella relazione tra medico e famiglia.
Perché curare non significa fare di più, ma fare meglio.