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Fiumicino. Arrivati 72 studenti palestinesi da Gaza: accolti al Leonardo da Vinci

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Il volo proveniente da Amman è atterrato oggi all’aeroporto di Fiumicino. Gli universitari di Gaza saranno ospitati in 21 atenei italiani grazie al programma IUPALS promosso dalla CRUI con i ministeri degli Esteri e dell’Università.

È atterrato oggi all’Aeroporto Internazionale “Leonardo da Vinci” il volo proveniente da Amman con a bordo 72 universitari palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, accolti in Italia nell’ambito del programma “IUPALS” (Italian Universities for Palestinian Students).

L’iniziativa, promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell’Università e della Ricerca, punta a garantire continuità formativa e opportunità accademiche ai giovani palestinesi colpiti dalla crisi in corso.

Ad accogliere la delegazione all’aeroporto di Fiumicino erano presenti il sindaco Mario Baccini, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il presidente del Consiglio comunale di Fiumicino Roberto Severini.

Gli studenti saranno distribuiti in 21 atenei italiani dove potranno proseguire il proprio percorso universitario grazie a un progetto che coinvolge il sistema accademico nazionale e le istituzioni italiane.

“Gli studenti saranno accolti presso 21 Atenei italiani, dove potranno proseguire il proprio percorso accademico grazie a un’iniziativa che testimonia l’impegno delle istituzioni e del sistema universitario italiano a favore del diritto allo studio, dell’inclusione e della cooperazione internazionale. Un’iniziativa resa possibile anche grazie all’attenzione e all’impegno del ministro Antonio Tajani e del ministro Anna Maria Bernini”, ha dichiarato il sindaco Mario Baccini.

Il primo cittadino ha sottolineato il valore simbolico dell’accoglienza avvenuta nello scalo romano, principale porta d’ingresso internazionale del Paese, in un momento segnato dalle conseguenze umanitarie del conflitto in Medio Oriente.

“Fiumicino, porta d’ingresso del Paese, oggi ha voluto dare un segnale di vicinanza a questi giovani, offrendo loro non solo un approdo sicuro, ma anche la possibilità di costruire il proprio futuro attraverso la formazione e la crescita culturale. In momenti complessi come quello che stiamo vivendo, il dialogo tra i popoli e l’investimento nelle nuove generazioni rappresentano strumenti per promuovere pace, dignità e speranza”, ha aggiunto il primo cittadino.

L’arrivo dei 72 studenti si inserisce in un più ampio programma di cooperazione universitaria e sostegno umanitario rivolto ai giovani palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, con l’obiettivo di consentire loro di proseguire gli studi in condizioni di sicurezza nonostante il conflitto in corso.

L’arrivo dei giovani palestinesi nelle università italiane non cancella il peso della guerra né le difficoltà che migliaia di studenti continuano a vivere ogni giorno. Ma offre una possibilità concreta di futuro attraverso lo studio, la formazione e il dialogo tra i popoli. In un tempo segnato da tensioni internazionali e crisi umanitarie, investire nelle nuove generazioni resta uno dei segnali più forti di cooperazione e speranza.

Per Fiumicino, principale porta d’ingresso internazionale del Paese, l’accoglienza della delegazione assume anche un forte valore simbolico e istituzionale in un momento segnato dalle conseguenze umanitarie della crisi mediorientale.

Roma. Xanax al Petrolini racconta ansia, amori finiti e vite in gabbia

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Gli attori Daniela Benvenuti e Massimo Mangia ed il regista Marco Fiorini nello spettacolo Xanax al Teatro Petrolini di Roma diretto da Marco Fiorini

Al Teatro Petrolini una rappresentazione intensa e claustrofobica trasforma un ascensore bloccato nella metafora della fragilità contemporanea tra farmaci contro l’ansia, lavoro alienante e relazioni svuotate. Xanax torna in scena anche oggi 13 maggio con una replica che viaggia verso il tutto esaurito.

Un ascensore che si blocca il venerdì sera. Due colleghi costretti a restare chiusi insieme fino al lunedì mattina. Pochi metri quadrati che diventano prigione emotiva, luogo di crisi, confessione e infine rifugio. Al Teatro Petrolini, “Xanax”non è stato soltanto uno spettacolo teatrale ma una rappresentazione intensa e sorprendentemente riconoscibile della fragilità contemporanea.

Dopo la partecipata serata inaugurale, lo spettacolo è in programma anche oggi, 13 maggio, con una replica che viaggia verso il tutto esaurito. Un segnale che conferma quanto il tema affrontato dalla rappresentazione riesca a intercettare inquietudini molto diffuse nel pubblico adulto.

In sala si percepiva quel silenzio e risatine tipiche delle storie in cui molti finiscono per riconoscersi. Nessuna ricerca dell’effetto facile durante le scene più dure, ma attenzione continua e coinvolgimento emotivo crescente. Alla fine gli applausi sono stati lunghi e spontanei. “Bravissimo lui”, “bravissima lei”, i commenti più frequenti raccolti all’uscita dal teatro.

La regia di Marco Fiorini costruisce una tensione costante dentro una scenografia essenziale ma estremamente efficace. L’ascensore domina il palco e diventa lentamente la metafora di una vita che corre senza più sapere dove stia andando davvero. Fuori continuano a esistere il lavoro, le famiglie, gli obblighi sociali e le apparenze. Dentro restano soltanto due persone costrette finalmente a guardarsi senza maschere.

Sul palco ci sono Daniela Benvenuti e Massimo Mangia, protagonisti di una rappresentazione che alterna ironia, disagio, crisi fisiche e momenti di intimità emotiva senza mai cadere nella caricatura.

Anna e Daniele restano bloccati nell’ascensore dopo una giornata di lavoro. Ma molto presto si capisce che il vero blocco non è quello meccanico. Sono le loro vite ad essersi fermate molto prima di quel venerdì sera.

Nel corso delle ore emergono attacchi di panico, ansia, insonnia, gastrite nervosa, bisogno di controllo, dipendenza da Xanax e Prozac. Lo spettacolo affronta il tema dei farmaci contro l’ansia senza moralismi e senza trasformarli in provocazione scenica. Lo Xanax non viene raccontato come trasgressione ma come normalità quotidiana, come tentativo di sopravvivere emotivamente a vite percepite come troppo pesanti da sostenere.

Ed è probabilmente proprio questa la parte che colpisce di più il pubblico. I protagonisti parlano di ansiolitici, gocce, insonnia e crisi notturne con una naturalezza ormai diffusissima nella società contemporanea. Tutto appare drammaticamente vicino alla realtà.

l tema si inserisce dentro un disagio emotivo sempre più diffuso, già affrontato da Il Giornale del Lazio nella rubrica dedicata a salute mentale, stress e fragilità collettive.

Ma “Xanax” non parla soltanto di ansia. Racconta anche il vuoto delle relazioni sopravvissute senza amore reale. Lui appare ancora emotivamente coinvolto dalla propria vita sentimentale nonostante il tradimento subito. Lei invece sembra aver smesso da tempo di amare davvero il marito che continua ad amarla. Nessuno dei due viene giudicato. Ed è proprio questa assenza di condanna morale a rendere il testo credibile e umano.

La rappresentazione entra così nel tema dei matrimoni tenuti in piedi più per inerzia che per felicità. Relazioni mantenute per paura della solitudine, per abitudine o semplicemente perché uscire dalla propria comfort zone appare più difficile che continuare a restare infelici.

Dentro l’ascensore saltano lentamente tutte le identità costruite all’esterno. I protagonisti parlano anche del loro lavoro, descritto come una continua simulazione sociale: persone che fingono successo, vite costruite per apparire vincenti, personaggi che recitano felicità mentre dentro sono svuotati. Il testo critica apertamente la cultura della performance, quella che impone di mostrarsi sempre forti, produttivi e desiderabili anche quando si è emotivamente esausti.

Il passare delle ore diventa quasi una discesa psicologica. Venerdì sera, sabato notte, domenica. La percezione del tempo si altera. Crescono la sete, il caldo, il freddo improvviso, le crisi fisiche e la paura. Poi lentamente arriva qualcosa di diverso: la sincerità.

L’intimità tra i due personaggi nasce infatti soltanto quando smettono di recitare. Non si tratta semplicemente di attrazione. I due si riconoscono nella stessa fragilità, nella stessa stanchezza emotiva e nella stessa incapacità di sentirsi davvero vivi dentro la normalità delle loro esistenze.

Anche le musiche risultano perfettamente coerenti con l’atmosfera della rappresentazione. Non accompagnano soltanto le scene ma amplificano il senso di sospensione, malinconia e claustrofobia che attraversa tutto lo spettacolo. Le luci e la fonica curate da Marcello Vanni contribuiscono a rendere ancora più immersiva la sensazione di isolamento e pressione psicologica.

Molti spettatori sono rimasti seduti anche dopo il finale, quasi a voler metabolizzare una storia che parla di fragilità ormai diffusissime ma raramente raccontate con questa sincerità.

Il finale evita volutamente la retorica romantica. Quando l’ascensore torna finalmente a funzionare, i protagonisti scelgono di tornarci dentro volontariamente per incontrarsi di nuovo, lontano dalle rispettive vite ufficiali. La gabbia che prima rappresentava la crisi diventa così uno spazio di verità. Non è chiaro se l’amore possa davvero salvarli oppure se abbiano semplicemente trovato una dipendenza più dolce delle precedenti. Ed è proprio questa ambiguità a rendere il finale adulto e credibile.

Al termine della rappresentazione il regista Marco Fiorini ha voluto ricordare con emozione l’autore dello spettacolo, Angelo Longoni, scomparso lo scorso anno.

“Questo spettacolo mi emoziona ancora di più vederlo adesso, perché purtroppo l’autore che lo ha scritto l’anno scorso ci ha lasciati. Angelo Longoni è stato un autore importante di teatro, cinema e televisione. Una grande perdita per il nostro teatro e per il mondo dello spettacolo”, ha detto Fiorini davanti al pubblico del Petrolini.

Parole accolte da un lungo applauso. Ed è forse proprio qui il significato più forte di “Xanax”: raccontare il disagio contemporaneo senza trasformarlo in spettacolo, mostrando persone normali che cercano disperatamente un luogo in cui sentirsi autentiche almeno per qualche ora.

L’allarme: “Quasi sciolte le ultime nevi al Nord”. E l’Italia rischia di rimanere senza acqua

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A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, che segnala una preoccupante analogia del 2026 con il 2022, che fu un anno record per la siccità

ROMA – Come da tempo preannunciato, è ormai evidente che il fronte delle criticità idriche si si stia spostando, nel 2026, dal Mezzogiorno alle regioni settentrionali d’Italia e, nonostante alcuni dati rassicuranti (i livelli idrometrici dei grandi laghi regolati o i volumi idrici invasati nei serbatoi piacentini e veneti), diversi elementi riportano ai difficili periodi di siccità del recente decennio. A dirlo è l’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche, che segnala preoccupanti analogie con il 2022anno record per la siccità, nonostante il fiume Po abbiano portata doppia rispetto ad allora e le Autorità di Distretto indichino severità idrica normale sul distretto padano e bassa sulle Alpi Orientali. E’ quanto si legge in una nota dello stesso Anbi.

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Ad allarmare è soprattutto la carenza di neve: in Valle d’Aosta il deficit nell’indice Swe (Snow Water Equivalent) si attesta al 33% ed è quantificabile in circa 400 milioni di metri cubi d’acqua rispetto ai valori medi storici (fonte: Centro Funzionale Regionale Protezione Civile Valle d’Aosta), riferisce la nota. Ad aprile, su alcuni bacini piemontesi l’ammanco nell’indice SWE è stato superiore al 90% sulla media storica (Ticino -91%, Cervo -99%); in Lombardia, la riserva idrica nivale è inferiore del 41% a quella del 2022, cioè ci sono 220 milioni di metri cubi in meno nell’indice SWE. Nel Veneto, il confronto fra ora ed il 2022, anno della peggiore siccità nella storia dell’Italia Settentrionale, il deficit nell’indice SWE segna -32% circa nei bacini montani del fiume Piave e -67% nel bacino Cordevole; in totale ci sono circa 62 milioni di metri cubi di riserva idrica nivale in meno rispetto a quattro anni fa (Elaborazione ANBI su dati Arpav).

“Ciò significa- segnala Massimo Gargano, direttore denerale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi)- che tra poche settimane, quando le alte temperature avranno fuso completamente il residuo manto nevoso in quota, potremo affidarci solo alle piogge estive per la ricarica degli acquiferi, che già ora mostrano alcuni casi di evidente criticità”.
Tra i grandi laghi del Nord Italia, il Verbano è a 96% di riempimento, il Lario a 69,4%, il Sebino a 70,7%, Benaco a 78,6%, riporta la nota. In Valle d’Aosta, nonostante la fusione nivale, dovuta al caldo anomalo (ad Aprile, temperature fino a 3 gradi sopra la media), la portata della Dora Baltea rimane inferiore alla media e vanno riducendosi rapidamente anche i flussi in alveo del torrente Lys (-53% in una settimana); Aprile è stato anche caratterizzato da piogge molto scarse (-53%).

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In Piemonte, continua la nota di ANBI, il mese d’aprile è stato caratterizzato da un clima molto caldo (temperature fino a +3,8 gradi sulle aree settentrionali) e secco (-58% di pioggia a livello regionale, ma con punte di -92% sul bacino dell’Orba, -88% su quello dello Scrivia Curone e -81% sulla Bormida); l’indice SWE nella regione segna -45% (fonte: ARPA Piemonte). Continuano a ridursi le portate del fiume Tanaro (ora al 55% delle sue potenzialità) e della Toce (al 45% dei flussi consueti in questo periodo). In Lombardia, lo scarso apporto nivale condiziona lo stato delle riserve idriche, che ora risultano inferiori del 40,8% alla media: nel bacino Adda-Mera-Lario, il deficit idrico è del 53,6% con indice SWE a – 65,6% sulla media (fonte: Arpa Lombardia).
Sul Veneto, ad aprile, è piovuto il 67% in meno; fatta eccezione per il fiume Adige (questa settimana è cresciuto lievemente, pur rimanendo del 72% sotto media) continuano ad impoverirsi gli alvei degli altri fiumi nella regione: Brenta è al 40% dei flussi medi, Livenza al 39%, Piave al 37%. Bacchiglione al 33%, prosegue la nota. I fiumi appenninici emiliano-romagnoli sono ancora in forte crisi come nei casi di Santerno ed Enza, mentre i bacini piacentini di Molato e Mignano trattengono rispettivamente 98,5% e 87,8% dell’acqua invasabile.

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L’intero alveo del fiume Po mostra evidenti deficit idrici, più marcati nel tratto lombardo-emiliano: al rilevamento ferrarese Pontelagoscuro, il deficit di portata è stimabile in -57%.
In Liguria, le piogge dei giorni scorsi stanno facendo innalzare i livelli idrometrici dei fiumi.
In Toscana, nelle ore scorse è piovuto molto e le cumulate sulle province settentrionali, così come su alcuni comuni fiorentini, hanno superato mm. 150. A Pontedera, la portata del fiume Arno è cresciuta di ben mc/s 320, mentre quella del Serchio a Ripafratta è di 179 metri cubi al secondo, aggiunge la nota. Nelle Marche sono in calo le altezze idrometriche dei fiumi, mentre gli invasi trattengono mln.mc. 54,32 d’acqua. In Umbria, il livello del lago Trasimeno si è abbassato di ben 8 centimetri a Polvese: ora il “gap” con le altezze medie di riferimento è di -m.1,05. E’ in crescita invece il fiume Chiascio.

Nel Lazio, i livelli idrometrici sia dei laghi romani che di quelli viterbesi si riducono fino ad un paio di centimetri; in calo sono anche le portate fluviali di Tevere e Velino (-23% sulla media), osserva Anbi nella nota. In Campania crescono i flussi dei fiumi Volturno e Sele, mentre si riducono quelli del Garigliano. Nella scorsa settimana si conferma il trend decrescente dei volumi invasati dalle dighe di Basilicata: monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello raccolgono complessivamente mln. mc. 396,26 d’acqua (fonte: Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale).

In Puglia si registra una leggerissima flessione nei volumi idrici raccolti nei serbatoi della Capitanata, ma gli agricoltori foggiani possono comunque fare affidamento su quasi 294 milioni di metri cubi d’acqua in questa idricamente fortunata stagione irrigua. In linea di massima, conclude il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, si può affermare che il Centro-Sud d’Italia stia vivendo una situazione decisamente più favorevole, per quanto riguarda le riserve d’acqua, rispetto al Nord e questo è confermato anche dai dati, che a metà Aprile la Fondazione Cima ha pubblicato, riguardanti la risorsa nivale sugli Appennini e sulle isole maggiori: sul bacino Aterno-Pescara, +311% nell’indice SWE; Sangro, +89%; Tevere ,+56%; Volturno, +67%; Simeto, +298%. Fanno eccezione i bacini di Arno, Sele e Crati, che registrano deficit nivali rispettivamente di 22%, 67%, 82%.
Conclude Francesco Vincenzi, presidente di Anbi: “L’Italia 2026 idricamente rovesciata avvalora il nostro impegno in Europa per affermare il carattere ormai torrentizio del regime idrologico italiano, così come dei Paesi mediterranei, dove la rigida applicazione dei parametri europei sul Deflusso Ecologico e la conseguente riduzione delle disponibilità irrigue rischia di avere pesanti ripercussioni sulle produzioni agricole e sull’ambiente”.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Uno Bianca, sopralluogo dei Carabinieri a casa di Pietro Gugliotta

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L’attività ha visto impegnati una ventina di militari, alcuni dei quali specializzati in investigazioni scientifiche, che al termine degli accertamenti hanno portato via dall’abitazione del materiale

di Andrea Mari

BOLOGNA – Un reparto dei Carabinieri oggi pomeriggio ha svolto un sopralluogo nell’abitazione di Colle di Arba, in provincia di Pordenone, nella quale a gennaio si è suicidato, apparentemente per problemi familiari, l’ex componente della banda della Uno bianca Pietro Gugliotta. L’attività ha visto impegnati una ventina di militari, alcuni dei quali specializzati in investigazioni scientifiche, che al termine degli accertamenti hanno portato via dall’abitazione del materiale.

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Anche se per il momento non ci sono conferme ufficiali, il sopralluogo odierno potrebbe rientrare negli accertamenti che, stando a quanto si è appreso in questi giorni, la Procura di Bologna intende svolgere per far luce sulla morte dell’ex poliziotto 65enne, considerando anche il fatto che il procuratore capo di Pordenone ha escluso che l’attività dei Carabinieri sia stata delegata dai suoi collaboratori.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Giuli ‘chiede perdono’ a Meloni: “Ho capito, ho sbagliato”. Ma è sorvegliato speciale

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La premier ferma la caduta del ministro ma impone la linea del partito: stop ai colpi di testa e tutela per i fedelissimi. Merlino verso un nuovo incarico

di Piero Bonito Oliva

ROMA – Dietro il “pieno sostegno” e il “clima cordiale” sbandierati dalle note ufficiali, il vertice a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e Alessandro Giuli restituisce l’immagine di un Ministro sotto tutela. Un’ora di colloquio serrato, descritto dai retroscena come una vera e propria “strigliata” della Premier al titolare della Cultura, colpevole di aver aperto un fronte interno proprio mentre il governo cerca stabilità.

IL “MEA CULPA” E IL RICHIAMO ALL’ORDINE

“Ho capito, ho sbagliato”: con queste parole, riportate dalle cronache parlamentari, Giuli avrebbe cercato di placare l’irritazione della Premier. Il licenziamento “a freddo” di Emanuele Merlino ed Elena Proietti non è stato digerito dai vertici di Fratelli d’Italia, che vi hanno letto una sfida diretta all‘asse Fazzolari-Arianna Meloni. La risposta della Premier è stata perentoria: la fiducia resta, ma la pazienza è finita. L’ordine è di fermare immediatamente le “guerre fratricide” che offrono sponde facili alle opposizioni e rischiano di paralizzare un ministero chiave.

IL CASO MERLINO: UN “PARACADUTE” PER PLACARE FAZZOLARI

Il dato politico più significativo della giornata riguarda però il futuro dei “silurati”. Se Giuli resta al suo posto, lo fa a patto di non lasciare macerie nel partito. Per Emanuele Merlino, uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, la macchina di via della Scrofa ha già attivato il paracadute: per lui si profila un nuovo incarico di alto profilo e pari retribuzione (circa 133mila euro annui) per coordinare le attività del partito o della comunicazione di governo. Un segnale chiaro: chi viene allontanato da Giuli non perde la protezione della “famiglia” politica di FdI.

PROIETTI, L’AMAREZZA E IL LICENZIAMENTO VIA PEC

A minare la narrazione di una “riorganizzazione armoniosa” restano le parole amare di Elena Proietti. L’ex segretaria particolare ha descritto un addio traumatico, arrivato tramite una mail certificata mentre si trovava in convalescenza. “Non me ne faccio una ragione”, ha dichiarato la Proietti, smentendo le ricostruzioni di scontri personali con il Ministro. Il suo caso alimenta il malumore della base del partito, che fatica a comprendere il “metodo Giuli” e la rottura traumatica con profili dalla fedeltà specchiata.

MINISTRO “BLINDATO” MA SORVEGLIATO SPECIALE

L’esito del vertice consegna un Ministro della Cultura formalmente saldo, ma politicamente indebolito. La “blindatura” di Meloni serve a scongiurare un rimpasto che il governo non può permettersi, ma il prezzo è un controllo strettissimo di Palazzo Chigi su ogni prossima mossa di via del Collegio Romano. Dalla gestione della Biennale ai fondi per il cinema, Giuli non potrà più permettersi fughe in avanti. La crisi è rientrata, ma il clima tra il Ministro e lo stato maggiore di FdI resta di gelo.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

La Prefettura di Roma sposta il derby (causa Sinner): si giocherà lunedì 18 alle 20.45. De Siervo: “Non credo proprio…”

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Slitterebbero anche le altre sfide Champions: Como-Parma, Genoa-Milan, Juve-Fiorentina e Pisa-Napoli. Braccio di ferro con la Lega Serie A. Abodi: “Ci si doveva pensare prima…”

ROMA – “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45“. E’ quanto ha fatto sapere la Prefettura di Roma, in una nota. La partita era inizialmente programmata per domenica 17 alle ore 12.30.

In attesa che la Lega Serie A recepisca la decisione della Prefettura (e ci sono voci di un braccio di ferro organizzativo), per la regola della contemporaneità dovrebbero slittare a lunedì sera anche tutte le altre sfide che coinvolgono squadre in lotta per la Champions : Pisa-NapoliJuventus-FiorentinaGenoa-Milan e Como-Parma.

17:40 – ABODI: QUANDO SI ARRIVA AD UN GIUDICE SI E’ PERSA UN’OCCASIONE

“Quando si arriva a questo punto già si è persa l’occasione, che ci si ritrovi davanti a un giudice secondo me è il segnale non soltanto di come si è arrivati ma di come si è partiti”. Lo ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, rispondendo ai cronisti al Quirinale.

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Quanto accaduto può essere una lezione per il futuro? “Ci sono sempre delle lezioni e ogni volta è una lezione nuova, ma ci sono state pure quelle precedenti. Io dico che quando il calendario degli eventi sportivi è non un evento straordinario ma una tradizione che si rinnova, quegli elementi lì devono essere dei punti fermi. Il tema principale è che bisogna mettersi in testa che tutta questa organizzazione vive sul presupposto di servire al meglio la tifoseria, gli appassionati, quelli che hanno il privilegio di assistere dal vivo e quelli che guardano gli eventi in televisione. Se perdiamo di vista l’obiettivo diventa una routine stanca che dimentica le priorità”, risponde il ministro.

17:15 – MATTARELLA: IL NOSTRO CALCIO IN PAUSA

“Non posso che esprimere rammarico per il nostro calcio che non può competere per trofei di grande prestigio oltre i confini nazionali. Alla mia età ho il privilegio di aver seguito il titolo Mondiale nell’82 in Spagna, nel 2006 in Germania, ho accompagnato alcuni di voi a Londra per gli europei. Per il nostro calcio è una pausa insolitamente e inspiegabilmente lunga, bisogna dare il segno di un avvio di una ripresa e di rilancio del calcio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale Lazio e Inter alla vigilia della finale di Coppa Italia.

17:00 – CENTO: “DECISIONE DI BUON SENSO”

“La decisione del Prefetto di Roma è di buon senso in una vicenda gestita in modo incomprensibile dalla Lega Calcio e che comunque penalizza i tifosi costretti a pochi giorni dal derby a cambiare programmi e organizzazione delle proprie giornate lavorative per seguire una passione. La Lega Calcio rinunci al ricorso al Tar anche per evitare che i tifosi siano lasciati nell incertezza per altre 48 ore. Per la programmazione del prossimo calendario di serie A piuttosto si eviti di ripetere questo errore clamoroso di mettere eventi di grande rilevanza sportiva nella Capitale lo stesso giorno”. Cosi’ Paolo Cento, Presidente Roma Club Montecitorio.

16:30 – SARRI: “DI LUNEDI’ MEGLIO PER TUTTI”

Giocare il derby lunedì sera alle 20.45 “è meglio. È meglio per tutti, è meglio il calcio e per noi che abbiamo un giorno di riposo in più. Ma anche perché trovo che 4 squadre che si stanno giocando 80 milioni di Champions non lo debbano fare alle 12.30 di maggio”. Lo ha detto l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, parlando con i giornalisti a margine dell’incontro in Quirinale con le squadre finaliste della Coppa Italia.

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16:00 – CODACONS: I TIFOSI VANNO RIMBORSATI

Tutti i tifosi che non potranno utilizzare i biglietti già acquistati per le partite di calcio posticipate a lunedì 18 maggio dovranno essere interamente rimborsati, qualora ne facciano richiesta, e attraverso meccanismi di rimborso semplici e veloci, o le società sportive saranno denunciate. Lo afferma il Codacons, che parla senza mezzi termini di “autogol” per il mondo del calcio dopo il pasticcio del derby Roma-Lazio.

Ennesima figuraccia per il mondo del pallone che apre ora un fronte civile e, si spera non penale – spiega il Codacons – Lo spostamento del derby e quello di altre partite potrebbe determinare un danno milionario per i tifosi, ed un indebito arricchimento per le società sportive. Dovranno infatti essere spostati da domenica a lunedì anche gli incontri di Champions League Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma. Questo significa che tutti i tifosi che hanno acquistato biglietti per assistere alle partite coinvolte, se non potranno recarsi presso gli stadi che ospitano gli incontri, dovranno essere interamente rimborsati del costo del biglietto. In tal senso il Codacons è pronto ad avviare le dovute azioni legali contro i club calcistici se non saranno riconosciuti pienamente i diritti degli utenti.

15:45 – ABODI: CI SI POTEVA PENSARE PRIMA

Anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, interrogato sulla questione, mostra un certo imbarazzo: “Non ho nulla da aggiungere. Ho grande rispetto del lavoro di tutti, però bisogna avere grande rispetto delle persone che vengono dentro uno stadio, tenendo conto anche di chi sta in mezzo allo stadio a giocare. Sono costretto a ricordare a me stesso che il sorteggio ha delle condizionalità e a queste si pone rimedio prima, non dopo”.

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15:40 – PD ROMA: “UN PAESE RIDICOLO”

“La Lega Calcio conosceva il calendario degli Internazionali di tennis e che la finale sarebbe stata il 17 di maggio da tantissimi mesi. La Lega Calcio sa che lo stadio Olimpico e il Centrale di Tennis sono nello stesso luogo da sempre: il Foro Italico. La Lega Calcio sa che a Roma il derby è comunque appuntamento molto atteso in città. La Lega Calcio, anche semplicemente leggendo i giornali, dovrebbe aver saputo che grazie ai successi di Sinner (ma non solo) anche gli internazionali di tennis sono un evento mondiale molto atteso. Che fa la Lega Calcio (organismo in cui sono rappresentate tutte le proprietà delle squadre)? Programma il derby di Roma lo stesso giorno e quasi in coincidenza con la finale degli Internazionali di tennis. Scelta che ci fa capire la qualità intellettuale con cui abbiamo a che fare”. Così su Facebook il segretario del Pd Roma, Enzo Foschi.

“Ovviamente si pone un problema di agibilita’e di sicurezza per tutto il quadrante di citta’ interessato- conclude Foschi- il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza guidato dal Prefetto di Roma si riunisce e decide di posticipare il derby alle 20.45 del giorno dopo. La Lega Calcio impugna contro la Prefettura questa decisione e fa ricorso al Tar. Morale della favola: ancora non si è certi quando si giocherà il derby ma siamo tutti certissimi di vivere in un paese ridicolo”.

15:00: DE SIERVO: “IL DERBY DI LUNEDI’? NON CREDO PROPRIO…”

E’ deciso che il derby di Roma si gioca lunedì? Non credo proprio“. Così l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo entra a gamba tesa sulla polemica, rispondendo all’AGI. “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità”.

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14:40 – LA REGOLA DELLA CONTEMPORANEITA’

Il motivo per cui la decisione della Prefettura di Roma si trascina dietro mezza Serie è che per regolamento federale “nelle ultime due giornate del Campionato di Serie A Enilive 2025/2026 deve venire rispettata la contemporaneità delle gare tra squadre con il medesimo interesse di classifica, come previsto dalla Circolare n. 15 del 16 giugno 2025“.

14:30 – LA SERIE A FA RICORSO AL TAR?

14:20 – IL GOVERNATORE DEL LAZIO E’ CONTENTO

“Sono molto contento della decisione della Prefettura di posticipare il derby Roma-Lazio, previsto per domenica 17 maggio in concomitanza con la finale maschile degli internazionali del tennis, a lunedì 18, alle 20.45. Ringrazio il prefetto Giannini per aver prontamente corretto questa superficiale presa di posizione della Lega Calcio che mi auguro in futuro sappia pianificare meglio il proprio calendario”. Lo dichiara in una nota Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.

 «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

SICUREZZA, DE CORATO (FDI): «COMMUOVE LETTERA 22ENNE BOCCONIANO ACCOLTELLATO, CON DL SICUREZZA STOP A USO CRIMINALE DI COLTELLI».

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Milano, 12 maggio 2026 – «E’ commovente la lettera del giovane bocconiano 22enne accoltellato lo scorso ottobre da 5 ragazzi – due dei quali maggiorenni – a scopo di rapina. Porgendo la mia piena solidarietà al ragazzo, sottolineo come ormai l’uso criminale dei coltelli sia ormai un fenomeno sempre più diffuso. Fortunatamente però le Forze dell’Ordine possono ora contare sul Decreto Sicurezza approvato dal Governo Meloni nonostante l’opposizione della sinistra. Uno strumento validissimo dal momento che il Decreto prevede un capitolo specifico per l’uso delle armi bianche. In particolare, da 3 a 6 mesi di reclusione per chi porta fuori di casa una lama superiore agli otto centimetri senza un giustificato motivo. Vietata anche la vendita o la cessione di coltelli ai minori di 18 anni e sanzioni da 200 a 1000 euro per i genitori di quei minorenni che vengono trovati in possesso di un’arma da taglio. Chiedo quindi l’applicazione senza sconti di tale decreto a difesa dei nostri cittadini che dai centri urbani alle periferie sono sempre più allarmati».

Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

Responsabile Regionale del partito Evoluzione e liberta’: Marco Serapiglia

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Un nuovo impegno per il territorio: il mio ringraziamento ai vertici nazionali È con profondo senso di responsabilità e orgoglio che accolgo la nomina a Responsabile Regionale del nostro movimento. Questo incarico rappresenta non solo un traguardo personale, ma soprattutto l’inizio di una nuova sfida collettiva che affronterò con dedizione e spirito di servizio.

Un ringraziamento ai vertici Desidero rivolgere il mio più sentito ringraziamento ai vertici nazionali che hanno riposto fiducia nella mia persona e nel mio operato: al Presidente Nazionale Mirko Greco, per la visione lungimirante e la capacità di guidare il partito con fermezza e coerenza; al Segretario Nazionale Giuseppe Basile, per il costante supporto e per essere un punto di riferimento instancabile per tutti noi; al Vice Segretario Nazionale Vicario Gianluca Quadrini, la cui esperienza e vicinanza ai territori sono per me fonte di ispirazione e stimolo quotidiano; al Coordinatore Nazionale Diego Sardellitti, per il prezioso lavoro di sintesi e organizzazione che svolge quotidianamente a supporto di tutta la struttura del partito.

L’impegno per la nostra Regione Ricevere questo mandato significa farsi carico delle istanze dei cittadini, ascoltare le voci delle nostre province e tradurle in azione politica concreta. Il mio obiettivo sarà quello di consolidare la presenza del partito nella nostra regione, lavorando in sinergia con i coordinamenti locali per costruire un’alternativa seria e vicina alle reali necessità delle persone.

Guardando al futuro ci attende un periodo di intenso lavoro, fatto di ascolto, programmazione e presenza costante. Sono certo che, con il sostegno della segreteria nazionale e la forza della nostra base regionale, riusciremo a raggiungere obiettivi ambiziosi per il bene della nostra comunità.Avanti, insieme.

Antibracconaggio Black-spot Sardegna 2026-definitivo MAXI OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO DEI CARABINIERI FORESTALI

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Nel rispetto dei diritti delle persone e della presunzione di innocenza, per quanto emerso allo stato e salvo gli ulteriori approfondimenti, in attesa del giudizio, si comunica quanto segue:

Antibracconaggio Black-spot Sardegna 2026-definitivo

Nelle settimane scorse i Carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Cagliari col supporto del SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari) e il prezioso contributo informativo delle Stazioni Territoriali dei Carabinieri delle Province di Cagliari e di Oristano, hanno posto in essere un’imponente attività di contrasto al fenomeno del bracconaggio, con particolare riferimento all’uccellagione e alla cattura di avifauna selvatica migratoria nelle province di Cagliari e Sud Sardegna.

I militari hanno denunciato a piede libero quindici persone, tutti cittadini italiani di varie età.
Nello specifico due soggetti nella Provincia di Cagliari sono stati sorpresi senza licenza di caccia mentre attivavano lacci per la cattura di ungulati e, a seguito delle perquisizioni, sono state rinvenuti e sequestrati 24 lacci metallici: in caso di condanna rischiano da 6 mesi e 3 anni di reclusione e la multa da 154,00 a 516.00 euro.
Altri due soggetti sono stati colti, nel Sud Sardegna, nell’esercizio dell’attività venatoria in periodo di divieto generale cioè quando tale attività, secondo il calendario venatorio regionale, era già chiusa da tempo. Gli stessi soggetti sono anche stati colti in flagranza nell’utilizzo di numerose e micidiali trappole a molla per la cattura di avifauna selvatica migratoria di piccola taglia e, in caso di condanna, rischiano l’arresto da tre mesi a un anno o, in alternativa, un’ammenda da 1.800,00 a 5.000,00 euro oltre alla revoca del porto di fucile.
Nella Provincia di Cagliari inoltre tre soggetti sono stati sorpresi in possesso di esemplari vivi di avifauna selvatica particolarmente protetta catturati in natura e con altrettante “gabbie trappola” in attività per la cattura di altri esemplari. Ne è scaturita la denuncia per “furto venatorio” e “tentato furto venatorio”: in caso di condanna, i soggetti rischiano da 6 mesi a 3 anni di reclusione e la multa da 154,00 a 516,00 euro.
Altri cinque soggetti, tra la Provincia di Cagliari e quella del Sud Sardegna, sono stati deferiti a piede libero per ricettazione in quanto sorpresi in possesso di numerosi esemplari di specie di avifauna protetta di provenienza illecita: se i fatti verranno confermati in sentenza, i soggetti rischiano la reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 516,00 euro a 10.329,00.
Infine, tre cittadini sono stati invece denunciati tra le Provincie di Cagliari e Oristano per incauto acquisto, in quanto è risultato che avessero acquistato a vario titolo esemplari di avifauna selvatica protetta di provenienza illecita.
Nel corso della massiccia operazione sono inoltre stati “bonificati”, con l’ausilio di alcune associazioni di volontariato, alcuni sentieri nelle Provincie del Sud Sardegna e di Cagliari disseminati da numerose trappole aeree attive, in alcune delle quali erano finiti esemplari di avifauna protetta quali pettirosso e tordo. I Carabinieri Forestali unitamente ai volontari delle associazioni hanno provveduto a rimuovere

Nel rispetto dei diritti delle persone e della presunzione di innocenza, per quanto emerso allo stato e salvo gli

ulteriori approfondimenti, in attesa del giudizio, si comunica quanto segue:

e sequestrare i sistemi di cattura illegale rinvenuti unitamente agli esemplari di avifauna morta catturata illegalmente.
Sono inoltri stati posti sotto sequestro penale:

  • –  Nr 24 (ventiquattro) lacci metallici per la cattura di fauna (ungulati);
  • –  Nr 30 (trenta) trappole aeree in alcune delle quali sono stati rinvenuti esemplari di avifauna selvatica protetta morti e già in avanzato stato di decomposizione;
  • –  Nr 4 (quattro) gabbie trappola attive al momento dei controlli;
  • –  Nr 131 (centotrentuno) esemplari vivi di avifauna selvatica migratoria appartenenti a diverse specie (verdoni, cardellini, lucherini, verzellini, venturoni corsi, calandre) per un valore sul mercato illegale stimato in circa 26.000 euro i quali sono stati affidati al Centro di Recupero di Fauna Selvatica (CRAFS) di Monastir (CA) gestito dall’Agenzia Regionale FORESTAS dove gli esemplari, dopo aver ricevuto le cure riabilitative del caso, sono stati reimmessi in natura. L’operazione antibracconaggio, denominata “ALI LIBERE”, è stata effettuata dai Carabinieri Forestali per contrastare i reati contro l’avifauna selvatica migratoria che vede il territorio della “Sardegna Meridionale” quale “Black spot” riconosciuto dal Piano Nazionale d’Azione contro gli illeciti ai danni dell’avifauna selvatica, ossia una delle sette aree ove il fenomeno del bracconaggio assume forme più intense unitamente alle Prealpi lombardo-venete, Delta del Po, Costa Pontino-campana, Sicilia occidentale, Stretto di Messina, Coste e Zone umide della Puglia settentrionale. I Carabinieri Forestali fanno notare che l’utilizzo di trappole costituisce una seria minaccia per la biodiversità in quanto “non selettive” e richiamano altresì l’attenzione sull’importanza delle specie rinvenute durante le attività operative, alcune delle quali, come la calandra sono in forte in regressione come popolazione e a forte rischio estinzione anche a causa, appunto, del bracconaggio e della perdita dell’habitat naturale. Tutte le specie di avifauna svolgono importanti servizi connessi con la conservazione dell’habitat ai quali sono legate oltre a rappresentare, all’interno degli ecosistemi dove vivono, elementi imprescindibili della catena alimentare essendo alcuni di esse prede altri anche predatori e quindi regolatori delle popolazioni di specie ad essi legate.

Rieti: Inaugurato alla presenza del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci “DesTEENazione”

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Inaugurato alla presenza del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci “DesTEENazione”. Sinibaldi e Palomba: “Nella nuova Città Giardino una struttura dedicata ai giovani, tra formazione, cultura e opportunità”

“DesTEENazione”: è questo il nome del nuovo centro dedicato agli adolescenti della Città di Rieti e dei 25 Comuni appartenenti al Distretto Socio Sanitario Rieti1, inaugurato oggi nei locali dell’ex magazzino comunale messo a disposizione dal Comune di Rieti in Lungovelino Don Giovanni Olivieri, alla presenza del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.

Il nuovo spazio “DesTEENazione” è un progetto realizzato nell’ambito della programmazione FSE+ 2021-2027 e finanziato con circa 3,5 milioni di euro grazie al percorso di co-progettazione promosso dal Consorzio Sociale Ri/1 insieme alle cooperative sociali ACTL, Le Nuove Chimere, Levante e Arca. DesTEENazione è un progetto nazionale realizzato grazie al contributo assegnato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027

Il Sindaco della Città di Rieti Daniele Sinibaldi, e l’Assessore alle  Politiche Sociali Giovanna Palomba:

“Questa nuova struttura dedicata ai giovani rappresenta molto più di un semplice spazio fisico: è una vera infrastruttura sociale pensata per accompagnare le nuove generazioni nella crescita, nella formazione e nella costruzione del proprio futuro. Abbiamo scelto di realizzarla nel quartiere di Città Giardino perché qui è in corso la più importante operazione di rigenerazione urbana della città, con investimenti che stanno trasformando quest’area in un polo dedicato ai giovani, alla cultura, alla creatività e alla formazione. Accanto a questo centro stanno prendendo forma opere strategiche come il futuro Auditorium Parco della Musica e il Polo dell’Audiovisivo, luoghi che saranno fondamentali per offrire opportunità culturali, professionali e formative ai ragazzi. L’obiettivo è costruire un ecosistema urbano capace di coltivare passioni, trasformarle in competenze e creare occasioni concrete affinché i giovani possano scegliere di restare a Rieti e costruire qui il proprio percorso di vita. Per troppo tempo tante generazioni hanno dovuto lasciare questa città per studiare o inseguire le proprie aspirazioni. Oggi vogliamo invertire questa tendenza, rendendo Rieti sempre più a misura di ragazzi grazie anche alla crescita della presenza universitaria e a programmi di lungo periodo capaci di mettere le competenze al servizio del territorio. Dietro questo progetto c’è stato un grande lavoro amministrativo ma soprattutto tanto coinvolgimento umano. Da genitori, prima ancora che da amministratori, conosciamo le difficoltà che molte famiglie affrontano durante l’età adolescenziale e sappiamo quanto sia importante creare luoghi di ascolto, aggregazione e supporto. Per questo il centro sarà anche uno spazio aperto alle famiglie, con attività e servizi dedicati alla costruzione di una rete educativa forte tra istituzioni, operatori e genitori. Consegniamo ai giovani un luogo che auspichiamo possa diventare una palestra di esperienze, relazioni e crescita personale, uno spazio vivo da riempire di idee, partecipazione ed energia positiva per il futuro della città”.