Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 al Castello di Giulio II la mostra “IN HOC SIGNO”racconta la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Portus. All’inaugurazione anche la vice sindaco di Fiumicino Giovanna Onorati.
Un percorso attraverso le origini e la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto, tra reperti archeologici, testimonianze artistiche e nuove indagini antropologiche. È questo il cuore della mostra “IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”, che sarà inaugurata mercoledì 20 maggio alle ore 17 al Castello di Giulio II di Ostia Antica, a Roma.
L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 21 maggio al 21 novembre 2026 e rappresenta uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dell’area costiera romana per il prossimo anno. L’ingresso sarà gratuito per i visitatori già in possesso del biglietto del monumento.
Alla cerimonia inaugurale parteciperà anche la vice sindaco di Fiumicino, Giovanna Onorati, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. La presenza istituzionale sottolinea il legame storico e culturale tra il territorio di Fiumicino, l’antico porto di Roma e l’area archeologica di Ostia Antica.
La mostra, curata da Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, approfondisce il processo di affermazione della nuova fede cristiana tra il III e il V secolo d.C., in un territorio che per secoli fu uno dei principali crocevia commerciali e culturali del Mediterraneo.
Il percorso espositivo mette in evidenza la fase iniziale di convivenza tra differenti culti religiosi e il successivo consolidamento del Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense. Attraverso materiali archeologici, elementi monumentali e testimonianze storico-artistiche, il visitatore potrà osservare come Ostia e Portus siano diventati poli strategici nella diffusione della religione cristiana.
Tra gli aspetti più significativi dell’esposizione c’è anche il focus sulle più recenti indagini antropologiche effettuate nei distretti di Ostia e Porto. Studi che stanno contribuendo a ricostruire caratteristiche, abitudini e condizioni di vita delle popolazioni che abitavano quest’area nei primi secoli dell’epoca cristiana.
Secondo gli organizzatori, le testimonianze esposte “restituiscono l’entità e la complessità delle manifestazioni monumentali e storico-artistiche dei primi secoli del Cristianesimo”, facendo emergere l’immagine di un territorio articolato, nel quale Ostia e Portus ebbero un ruolo centrale nella diffusione della nuova fede.
La mostra evidenzia anche la continuità storica del ruolo di Ostia e Portus nel corso dei secoli. I due centri, infatti, mantennero una funzione rilevante anche durante il Medioevo e in età moderna, con alcune testimonianze che arrivano fino ai giorni nostri.
Dal punto di vista culturale e turistico, l’iniziativa rappresenta un’occasione importante anche per il territorio di Fiumicino e del litorale romano. L’area archeologica di Ostia Antica continua infatti a essere uno dei principali attrattori culturali del Lazio, capace di collegare storia, archeologia e valorizzazione del patrimonio locale.
La mostra sarà ospitata negli spazi del Castello di Giulio II di Ostia Antica, con il coinvolgimento del Ministero della Cultura, della Direzione Generale Musei e del Parco archeologico di Ostia Antica.
Per i cittadini e i visitatori del territorio sarà un’opportunità concreta per approfondire una parte fondamentale della storia religiosa e sociale dell’antica Roma attraverso reperti e documenti raramente esposti al pubblico.
Dalla Galleria Area Contesa di Via Margutta al salotto culturale Cadenze Letterarie di Fiumicino, Salvatore Fazio racconta un surrealismo fatto di musica, relazioni umane e fragilità emotive attraverso le opere “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e la musa “Alice”.
Ci sono incontri artistici che restano semplici collaborazioni culturali e altri che finiscono per generare un immaginario condiviso. È ciò che sembra essere accaduto tra il maestro Salvatore Fazio, lo scrittore Dino Tropea, il salotto culturale “Cadenze Letterarie” e l’atmosfera creativa de “La Grooveria”, diventati nel tempo non soltanto luoghi d’incontro, ma materia viva della produzione artistica del pittore siciliano.
Nato a Catania nel 1955 e residente a Roma, Salvatore Fazio sviluppa da oltre trent’anni una ricerca pittorica profondamente personale, maturata da autodidatta attraverso lo studio dei grandi maestri custoditi nei musei romani e siciliani e affinata con un linguaggio che mescola surrealismo, simbolismo e introspezione psicologica.
Le sue opere non cercano la semplice rappresentazione estetica del reale. Cercano piuttosto di renderne visibili le stratificazioni invisibili: il pensiero, la memoria, il tempo emotivo e le relazioni umane.
La sua tecnica, costruita attraverso l’uso di digital art, china, carboncino, acrilico, matite acquerellabili e mixed media, diventa strumento per raccontare mondi sospesi tra realtà e inconscio.
Nei suoi quadri gli spazi si deformano, gli orologi si sciolgono, gli oggetti assumono significati psicologici e le figure umane sembrano attraversare continuamente il confine tra sogno e consapevolezza.
È proprio dentro questo universo espressivo che nasce la trilogia dedicata a “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e “Alice”, tre opere collegate tra loro da un filo narrativo comune:
“La trasformazione delle relazioni culturali e umane in simboli artistici.”
Nel quadro “Cadenze Letterarie” il maestro Fazio non rappresenta semplicemente un salotto letterario. Costruisce invece l’immagine di un cervello collettivo. Al centro della scena domina infatti un grande cervello sospeso, attorno al quale si muovono figure, libri, strumenti musicali e simboli disseminati in uno spazio metafisico e surreale. L’opera racconta il momento in cui arte, scrittura, musica e confronto umano smettono di essere discipline separate e diventano un’unica energia creativa condivisa.
Cadenze Letterarie, di Salvatore Fazio, Tela, 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026
L’influenza del surrealismo classico è evidente negli orologi liquidi e nelle prospettive impossibili, ma l’intenzione narrativa è profondamente contemporanea. Il quadro parla della necessità, oggi sempre più rara, di creare luoghi in cui il pensiero possa ancora nascere dal dialogo umano reale e non soltanto dalla velocità digitale. Il libro aperto nella parte inferiore dell’opera sembra quasi trasformarsi in un portale simbolico: tutto nasce dalla parola, dalla letteratura, dal bisogno di raccontare.
Lo stesso concetto si espande nell’opera “La Grooveria”, dove il locale che ospita eventi culturali e musicali viene trasformato da Fazio in una vera macchina simbolica della creatività. Qui il cervello rosso al centro della scena diventa il cuore pulsante dell’intero quadro.
La Grooveria di Salvatore Fazio , 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026
Musicisti, artisti e figure sospese convivono nello stesso paesaggio mentale, mentre musica, pittura e parola si fondono in una sola dimensione emotiva.
Le silhouette dei musicisti sembrano perdere identità individuale per lasciare spazio all’armonia generale, quasi a suggerire che l’arte autentica nasca proprio dalla dissoluzione dell’ego personale dentro una dimensione collettiva. Anche il vino presente nell’opera assume un valore simbolico preciso: non semplice convivialità, ma rito culturale, elemento che permette alle idee di fluire liberamente tra persone differenti.
Alice di Salvatore Fazio, Tela, 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026
Qui il maestro Salvatore Fazio prende il mito letterario di Alice nel Paese delle Meraviglie e lo trasforma in qualcosa di completamente nuovo. Non esiste più la bambina smarrita dell’universo di Lewis Carroll. Esiste una donna adulta, consapevole, seduta al centro di un paesaggio desertico e metafisico dominato da orologi liquidi, simboli sospesi, animali enigmatici e frammenti psicologici.
“La protagonista non fugge dal caos. Lo attraversa.”
L’opera acquista una profondità ancora maggiore se collegata alla figura reale di Immacolata Savarese e al suo lavoro quotidiano nei reparti neonatali. Gli orologi deformati smettono così di essere soltanto una citazione daliniana e diventano il simbolo del tempo sospeso della cura, dell’attesa, della fragilità vissuta dalle famiglie che affrontano percorsi di prematurità e sopravvivenza.
Alice appare stabile dentro un mondo che si dissolve. Ed è probabilmente proprio questa la chiave psicologica dell’opera: rappresentare la resilienza umana dentro il disordine emotivo contemporaneo.
Ma il dettaglio più sorprendente emerge dietro la nascita stessa del quadro.
Salvatore Fazio, infatti, non sapeva che il nome “Alice”, scelto da Dino Tropea nei suoi componimenti e nella narrazione legata a Immacolata Savarese, fosse volutamente ispirato all’universo simbolico di Alice nel Paese delle Meraviglie. Eppure il maestro, senza conoscere questa informazione, ha costruito spontaneamente un immaginario perfettamente coerente con quel mondo letterario.
“Una coincidenza creativa che colpisce per naturalezza e profondità.”
Gli orologi liquidi, la dimensione onirica, il paesaggio sospeso e la trasformazione della protagonista non derivano da un suggerimento ricevuto, ma da una sintonia intuitiva tra pittura e scrittura. È come se i due linguaggi artistici avessero seguito autonomamente la stessa traiettoria simbolica, incontrandosi nello stesso spazio narrativo senza essersi mai spiegati.
Ed è forse proprio qui che si comprende davvero la forza del rapporto artistico nato tra Salvatore Fazio e Dino Tropea. Non una semplice collaborazione culturale, ma una contaminazione umana e creativa che continua oggi anche attraverso nuovi progetti condivisi, compreso il lavoro su un’opera editoriale inedita dello scrittore che vedrà proprio una creazione del maestro Fazio trasformarsi nella copertina ufficiale del libro.
Abbiamo chiesto al maestro di raccontarci il senso più profondo di questo percorso.
“Con ‘Cadenze Letterarie’ ho cercato di rappresentare il concetto di cervello collettivo. Non volevo dipingere persone, ma il flusso creativo che nasce quando più sensibilità si incontrano. La musica, la scrittura e il confronto umano diventano parti di un’unica mente condivisa.”
Parlando invece de “La Grooveria”, Fazio spiega:
“Volevo raccontare il processo creativo come qualcosa di collettivo. Le persone diventano parte di un’unica energia culturale un cenacolo culturale.”
Infine, sull’opera “Alice”, il maestro aggiunge:
“Questa Alice non è la bambina di Carroll. È una donna consapevole che ha attraversato il proprio specchio interiore. Ho sentito il bisogno di rappresentare una figura legata alla cura, al tempo sospeso e alla resilienza umana.”
Resta ora aperta una domanda che probabilmente rappresenta il centro più autentico di questa storia artistica: come nasce realmente il rapporto umano e creativo con Dino Tropea e cosa rappresenta oggi questa collaborazione che unisce pittura, letteratura e vissuto personale?
Il rapporto tra Salvatore Fazio e Dino Tropea nasce quasi per caso durante una mostra collettiva presso la Galleria Internazionale Area Contesa Art Design di Via Margutta, a Roma. Tropea rimane profondamente colpito dalle opere del maestro e dal fatto che appartenessero a un artista catanese, proprio come lui. Un dettaglio che crea immediatamente una connessione emotiva e identitaria tra i due.
Omaggio dell’opera Cadenze Letterarie a Fiumicino presso La Grooveria.
Da quell’incontro nasce l’invito a partecipare a “Cadenze Letterarie”, il salotto multidisciplinare organizzato da Tropea a Fiumicino. È lì che Fazio trova quello che lui stesso definirà nell’opera “La Grooveria” un autentico “cenacolo culturale”, un luogo dove arte, musica, letteratura e confronto umano convivono in maniera spontanea e profonda.
Le comuni origini siciliane, l’amicizia nata naturalmente, le affinità emotive, la condivisione della stessa data di nascita e dello stesso segno zodiacale — il Capricorno — insieme a una forte sintonia umana e creativa, diventano gli elementi da cui prende forma la trilogia composta da “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e “Alice”.
Un percorso artistico e umano che continua oggi anche attraverso nuovi progetti condivisi, tra cui la realizzazione della copertina di un’opera inedita di Dino Tropea firmata proprio da Salvatore Fazio.
Forse è proprio qui che si nasconde il significato più profondo dell’intera trilogia: opere che non si limitano a rappresentare il reale, ma tentano qualcosa di più raro, ovvero rendere visibile il legame invisibile tra persone, arte e fragilità umane capaci ancora di generare bellezza nel caos contemporaneo.
Roma, 13 maggio 2026 – “Dal 15 giugno la rete di superficie nell’area di via Casilina avrà un nuovo assetto. Con la definitiva dismissione della vecchia ferrovia Termini-Centocelle, l’attivazione della tratta San Giovanni-Colosseo della Metro C e la futura attivazione della stazione ferroviaria Pigneto, i bus si adegueranno alle nuove esigenze”: lo annuncia l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè.
“Il nuovo assetto – prosegue Patanè – è stato studiato per rispondere con maggiore efficienza e puntualità alle esigenze del territorio dopo l’addio al ‘Trenino giallo’, grazie all’introduzione di due nuove linee, 104 e 105 L, e al potenziamento delle due già esistenti, 105 e 409”.
“Apprendiamo con soddisfazione – hanno commentato Mauro Caliste e Maura Lostia, Presidente e Assessora alla Mobilità del Municipio V – del nuovo potenziamento delle corse delle linee 105 e 409 e dell’istituzione di due nuove linee bus: un piano che va incontro alle nostre richieste e a quelle dei cittadini dell’area Casilina. Siamo certi che questi nuovi provvedimenti miglioreranno l’utilizzo del trasporto pubblico e la qualità della vita dei residenti, in attesa della nuova tranvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata per cui è previsto l’inizio dei lavori entro i primi mesi del 2027”.
Nel dettaglio, il piano prevede:
l’istituzione della linea 104, dal lunedì al sabato, lungo via dell’Acqua Bullicante, tra la via Casilina (tratto viale Togliatti-Tor Pignattara), la stazione Malatesta della Metro C e le linee tramviarie che percorrono via Prenestina;
l’istituzione di corse della linea 105L limitate al tratto tra Parco di Centocelle Metro C e via Prenestina- Metro C Pigneto, in strada nelle ore di punta mattutine e pomeridiane;
il potenziamento della linea 105 tra Parco di Centocelle e Termini;
il potenziamento della linea 409 per favorire l’utenza che gravita nell’area dell’incrocio Casilina- Tor Pignattara.
Roma, 13 maggio 2026 – La medicina oncologica attraversa una trasformazione profonda. L’accesso diffuso al sequenziamento genomico e ai pannelli multigenici permette di leggere il tumore nella sua identità molecolare, oltre che nella sua localizzazione anatomica. Da qui, nasce un’esigenza nuova: interpretare correttamente questi dati e trasformarli in decisioni cliniche appropriate, tempestive e sostenibili.
I Molecular Tumor Board (MTB) rappresentano un passo avanti significativo nella lotta contro il cancro, perché mettono strumenti multidisciplinari che integrano genetica, biologia molecolare, clinica e anatomia patologica al servizio di scelte terapeutiche oncologiche personalizzate, sulla base del profilo molecolare del singolo paziente.
Per favorire realmente una migliore qualità di vita delle persone, Cittadinanzattiva Lazio, in accordo con la Regione, si è fatta promotrice di un tavolo di lavoro per implementare la rete dei Molecular Tumor Board regionali. Il tavolo di lavoro è stato avviato oggi, alla presenza del Presidente, Francesco Rocca, nella Sala Tevere della sede della Giunta.
In Italia, i MTB sono attivi al momento in poche realtà e con modelli organizzativi eterogenei. Il Lazio, sollecitato anche dalla domanda di cittadini e associazioni, ha avviato un percorso per dotarsi di un proprio coordinamento MTB regionale. Per la prima volta, dunque, i quattro attori chiamati a costruire il modello laziale – la Regione, i clinici, gli operatori sanitari e le associazioni di pazienti – sono chiamati a lavorare assieme in un ambito specifico come quello dell’oncologia di precisione, dove il tempo di accesso alle terapie mirate fa la differenza. L’obiettivo primario — condiviso con la Regione — è avviare la costituzione del Molecular Tumor Board regionale, con un impianto che metta a sistema le esperienze già esistenti nei centri laziali e definisca regole chiare di accesso, funzionamento e monitoraggio.
I Molecular Tumor Board nascono per rispondere a una domanda semplice e decisiva: come tradurre in pratica clinica la crescente mole di informazioni che arrivano dai test genomici? Oggi in Italia sono attivi in poche realtà regionali. Il Lazio intende dotarsi di un modello MTB in rete condiviso, sostenibile e accessibile, ad oggi presente presso l’IRCCS IFO-IRE, la Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’AOU Policlinico Umberto I. Sul tavolo: la governance regionale del MTB e i criteri di accesso per i pazienti; l’integrazione tra centri hub, spoke e rete territoriale; il ruolo delle associazioni di pazienti nel monitoraggio civico del percorso; la formazione continua dei professionisti coinvolti; il collegamento con gli studi clinici e con le terapie innovative.
La costituzione del MTB regionale segna un passaggio concreto verso l’oncologia personalizzata anche nel Lazio. Significa offrire, in particolare ai pazienti con tumori rari o in stadio avanzato, la possibilità di una valutazione collegiale che integri competenze diverse e apra, dove clinicamente indicato, la strada a terapie mirate o alla partecipazione a studi clinici. Cos’ come anche ridurre le disuguaglianze di accesso, oggi legate alla singola struttura in cui il paziente è in carico.
In questa cornice si avviano oggi in Regione Lazio i Molecular Tumor Board (MTB): gruppi multidisciplinari in cui competenze di genetica e biologia molecolare si integrano con la clinica e l’anatomia patologica per interpretare i test genomici e definire, caso per caso, il percorso terapeutico più appropriato. Un modello di lavoro “su misura”, che punta a migliorare l’efficacia dei trattamenti, a ottimizzare l’uso delle risorse e ad ampliare le possibilità di successo terapeutico, in particolare nei tumori rari e negli stadi avanzati.
“Il Lazio ha scelto di investire con decisione nella medicina di precisione”, ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, “perché crediamo in una sanità sempre più costruita attorno alle caratteristiche e ai bisogni di ogni persona. L’istituzione del Molecular Tumor Board rappresenta un passo strategico che colloca la nostra Regione tra le realtà più avanzate nell’innovazione biomedica. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca, università e strutture sanitarie, possiamo offrire ai pazienti oncologici percorsi terapeutici sempre più mirati, efficaci e sostenibili. Abbiamo la responsabilità di sostenere e accelerare questo progresso, affinché ogni innovazione possa tradursi in nuove opportunità di cura e in una speranza concreta per i pazienti e le loro famiglie”.
“Cittadinanzattiva Lazio sostiene con convinzione la costituzione del Molecular Tumor Board (MTB) regionale, partecipando attivamente al tavolo tecnico con l’obiettivo di trasformare questo organismo in uno strumento realmente utile per la comunità e non in un semplice adempimento formale. Per l’organizzazione, l’efficacia dell’MTB risiede nella capacità di garantire equità di accesso e tempi certi per ogni paziente, assicurando che la personalizzazione della terapia si traduca in una presa in carico integrata che unisca ospedale, territorio e domicilio”, dichiara Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio. In questa visione, la partecipazione civica stabile e la trasparenza informativa verso pazienti e caregiver diventano pilastri fondamentali per generare consapevolezza ed evitare distorsioni nelle aspettative. “Il modello laziale – continua – ha l’ambizione di diventare un riferimento nazionale se saprà armonizzare le dimensioni scientifica, organizzativa e civica; a tal fine, l’impegno dei prossimi mesi sarà focalizzato sulla definizione di una governance condivisa, sull’implementazione di un monitoraggio civico costante e su una capillare attività di formazione e alfabetizzazione dei cittadini sul diritto alla personalizzazione delle cure”.
“Merck guarda al Lazio come a un polo di innovazione in oncologia, dove la medicina di precisione incontra governance e dedizione al paziente”, ha aggiunto Ramon Palou de Comasema Sureda, Amministratore Delegato Merck Italia. Questo impegno, nato dalla collaborazione con Regioni e istituzioni, accelera percorsi terapeutici e migliora vite. Il Molecular Tumor Board (MTB) è una svolta per la personalizzazione delle terapie, offrendo ai pazienti migliori prospettive di cura e, nel medio periodo, un risparmio per il sistema sanitario”.
Milano, 13 maggio 2026 – «Apprendo con soddisfazione che nelle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ultima tranche di misure cautelari legate ai disordini del 22 settembre scorso che trasformarono la Stazione Centrale in un campo di battaglia. Basti, a tal proposito, pensare che dei 120 uomini di cui dispone il Reparto Mobile di Milano ben 60 finirono in pronto soccorso. Molte delle persone destinatarie delle ordinanze sono legate ai Centri Sociali milanesi. Per questo chiedo che il Comune chiuda immediatamente le sedi che nel tempo ha di fatto regalato agli antagonisti, come la sede di via Rizzoli al ‘Lambretta’ e gli spazi di via Monte Rosa al ‘Cantiere’. Inoltre, è bene che il Centrosinistra milanese sgomberi immediatamente quelle strutture occupate abusivamente da anarchici, No-Global e antagonisti. E’ infatti intollerabile che un’Amministrazione Comunale, per ragioni puramente ideologiche, non prenda finalmente posizione contro chi attacca le Forze dell’Ordine e mette a ferro e fuoco la città. Ora, per queste 10 persone, mi auguro vivamente vengano inflitte le nuove severe norme del Decreto Sicurezza bis approvato alla Camera, che prevedono il divieto assoluto di partecipazione a manifestazioni per coloro i quali sono stati condannati per devastazione, violenza, minacce e resistenza a pubblico ufficiale».
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
ROMA – Si è svolto questa mattina, presso la sede nazionale dell’ANCI in Via dei Prefetti a Roma, l’importante tavolo di confronto dal titolo “Mobilità urbana tra innovazione e prospettive: Uber a confronto con i Comuni italiani”. A rappresentare l’Amministrazione Provinciale di Frosinone, su delega del Presidente Luca Di Stefano, è intervenuto il Consigliere Provinciale e Dirigente di Anci Lazio, Gianluca Quadrini.
L’evento ha analizzato le traiettorie evolutive del trasporto locale e l’integrazione delle tecnologie digitali nei modelli di mobilità territoriale. Il dibattito ha visto il coinvolgimento diretto dei vertici di Uber e dei rappresentanti dei principali enti locali italiani per definire standard di cooperazione tra pubblico e privato.
L’intervento del Consigliere Gianluca Quadrini
”Porto oggi i saluti del Presidente Luca Di Stefano e la voce del nostro territorio in un tavolo di rilievo nazionale,” ha dichiarato Gianluca Quadrini. “La mobilità del futuro richiede una visione strategica che sappia coniugare l’efficienza tecnologica con le necessità reali delle nostre comunità. Essere qui oggi significa ribadire che la nostra Provincia è pronta a cogliere le sfide dell’innovazione, lavorando per un sistema di trasporti che riduca le distanze e migliori la qualità della vita dei cittadini, garantendo uno sviluppo sostenibile.”
Quadrini ha poi posto l’accento sulla specificità del territorio ciociaro e sulla necessità di equità territoriale:
”Nel dialogare con i grandi player globali, ho ribadito la necessità imprescindibile di tutelare e valorizzare i piccoli comuni e le realtà montane. L’innovazione non deve restare confinata nelle grandi metropoli, ma deve diventare uno strumento per contrastare l’isolamento delle aree interne. Il nostro impegno è far sì che la trasformazione digitale porti servizi efficienti anche dove i collegamenti sono più complessi, garantendo a ogni cittadino, a prescindere da dove risieda, il diritto a una mobilità moderna e agevole.”
Prospettive future
L’incontro si è concluso con la volontà condivisa di proseguire il dialogo per definire modelli di governance che valorizzino il ruolo di Province e Comuni come protagonisti della trasformazione digitale urbana, assicurando che il progresso tecnologico sia inclusivo e attento alle diversità geografiche del Paese.
Roma, 13 maggio 2026 – Al via il nuovo piano formativo biennale realizzato con la Luiss School of Government, rivolto a circa 400 dipendenti impiegati nei servizi sociali territoriali e centrali.
L’Assessorato e il Dipartimento alle Politiche Sociali e alla Salute rafforzano così il proprio impegno sul sistema dei servizi sociali, puntando sulle competenze.
La formazione rappresenta un passaggio centrale della strategia dell’Assessorato: rafforzare le competenze del personale per migliorare la qualità della presa in carico, in un contesto sociale sempre più complesso. Il percorso sarà curato da docenti ed esperti qualificati e accompagnerà il personale nelle principali sfide del settore: contrasto alla povertà, inclusione sociale, lavoro di comunità, disagio giovanile e salute mentale, sostegno alla genitorialità, semplificazione amministrativa e comunicazione pubblica.
L’iniziativa si inserisce in un lavoro più ampio portato avanti nel corso del mandato che ha portato a raddoppiare il numero degli assistenti sociali (oggi oltre 700 unità) con la progressiva costruzione di équipe multidisciplinari che prevedono psicologi, educatori e personale amministrativo, grazie a risorse integrate del Fondo Povertà e Fondi ministeriali.
“Abbiamo scelto – spiega l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – di riportare i servizi sociali al centro dell’azione amministrativa. Investire sulla formazione significa rendere più forte il lavoro pubblico e dare risposte più efficaci ai cittadini. È una scelta politica che mette al centro la qualità dei servizi e la coesione sociale. Con questo intervento, l’Assessorato ribadisce la volontà di consolidare un sistema di servizi sociali sempre più competente, strutturato e capace di affrontare le nuove fragilità“.
Il protocollo d’intesa triennale crea il perimetro della sinergia finalizzata a rafforzare l’efficacia della formazione e della comunicazione verso i cittadini
Roma, 13 maggio 2026 – La promozione della cultura previdenziale al centro del protocollo d’intesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Mefop S.P.A. L’accordo triennale, firmato a Roma, definisce un quadro di collaborazione finalizzato a rafforzare la sinergia tra istituzioni e operatori utile a sostenere lo sviluppo del welfare e promuovere una crescita del livello di alfabetizzazione previdenziale di lavoratori, cittadini e datori di lavoro.
La valorizzazione delle rispettive competenze specialistiche permetterà la realizzazione di iniziative congiunte di studio, formazione e informazione sui temi della previdenza obbligatoria e complementare, nonché del welfare integrativo. L’azione comprenderà anche gli approfondimenti utili a conoscere nel dettaglio le novità disposte dalla Manovra di bilancio per il 2026 e la predisposizione di strumenti utili a una pianificazione previdenziale efficace lungo tutto l’arco della vita lavorativa.
Al momento, infatti, la previdenza complementare coinvolge circa 9 milioni di persone in Italia, con ampi margini di crescita soprattutto tra i giovani e i lavoratori discontinui. A partire dal 1° luglio di quest’anno è prevista l’adesione automatica per i nuovi assunti, alzando il tetto di deducibilità fiscale a 5.300€ annui e aumentando la quota massima di capitale liquidabile al pensionamento al 60 per cento.
«Con questo accordo triennale rafforziamo un impegno concreto per la tutela del futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, all’insegna della educazione previdenziale per tutti i tipi di lavoratori – ha affermato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone -. In un sistema in cui le pensioni dei lavoratori si determinano principalmente con il metodo contributivo, investire nella previdenza complementare significa pianificare il reddito pensionistico futuro attraverso un’integrazione sostenibile nel lungo periodo. Conoscere le potenzialità dello strumento, disporre di informazioni chiare e seguire percorsi di formazione mirati rappresenta quindi un elemento decisivo di consapevolezza per le scelte previdenziali di ciascun cittadino, con particolare riguardo ai più giovani».
Tra gli ambiti di intervento, lo sviluppo di attività di analisi e ricerca, la promozione di campagne di comunicazione istituzionale e percorsi formativi rivolti a cittadini, lavoratori e operatori del settore, oltre alla realizzazione di momenti di confronto tra istituzioni e stakeholder per rafforzare la consapevolezza sulle scelte previdenziali.
«Questo protocollo rappresenta un passo importante per consolidare la cultura previdenziale nel nostro Paese e accompagnare l’evoluzione dei sistemi di welfare, in una fase segnata da profondi cambiamenti demografici e del mercato del lavoro», dichiara Mauro Marè, Presidente di Mefop.
Il progetto Bandiera Azzurra conferma anche nel 2026 il proprio impegno nella promozione dello sport sostenibile all’interno delle città italiane. Un’iniziativa che mette al centro la corsa e il cammino come strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita urbana, incentivando modelli di sviluppo orientati al benessere, all’inclusione e alla salute dei cittadini. Le Bandiere Azzurre, assegnate da Fidal e Anci, rappresentano un riconoscimento per quelle realtà territoriali che investono concretamente nella creazione di spazi e percorsi dedicati all’attività fisica, favorendo uno stile di vita attivo e una maggiore vivibilità urbana. Per il 2026 sono 13 le città insignite del riconoscimento: Torino, Taranto, Lecce, Teramo, Ascoli Piceno, Riccione (RN), Massafra (TA), Manduria (TA), Locri (RC), Margherita di Savoia (BAT), Cellole (CE), Andrano (LE), Casazza (BG). “L’assegnazione della Bandiera Azzurra 2026 a ben 13 città – dichiara il vice presidente dell’Anci e delegato allo Sport Roberto Pella – rappresenta un risultato di grande valore per i territori e per il lavoro che, come ANCI, portiamo avanti ogni giorno per promuovere salute, sport, qualità della vita e sostenibilità urbana. Questo riconoscimento conferma quanto i Comuni siano sempre più attenti a creare spazi e occasioni per favorire il movimento attraverso la corsa, il cammino e il benessere delle comunità. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al presidente della FIDAL Stefano Mei e a Maurizio Damilano, campione olimpico e ideatore del progetto, con i quali da anni condividiamo una collaborazione solida, concreta e lungimirante. Un percorso che continua a crescere, anno dopo anno, come dimostrano i numeri e l’entusiasmo sempre maggiore delle città coinvolte. Insieme stiamo costruendo un modello virtuoso che unisce sport, salute pubblica e valorizzazione dei territori, rendendo le nostre città sempre più vive, attrattive e a misura di cittadino”. Per il presidente Fidal Stefano Mei “Bandiera Azzurra continua a consolidarsi come un modello virtuoso di promozione della salute e della sostenibilità urbana, valorizzando le amministrazioni che scelgono di investire in mobilità attiva, sport accessibile e qualità degli spazi pubblici. L’obiettivo resta quello di costruire città sempre più attente alle esigenze delle persone, dove il movimento diventi parte integrante della vita quotidiana e strumento di benessere collettivo”. “Constatare che Bandiera Azzurra raccoglie il forte interesse di molte città e dei loro amministratori sottolinea la validità di un’iniziativa rivolta a sostenere la promozione della pratica sportiva a favore dei cittadini – commenta Maurizio Damilano, campione olimpico della 20 km di marcia a Mosca 1980 e due volte oro mondiale, ideatore e responsabile del progetto -. Ringrazio Fidal, Anci e le numerose città che hanno partecipato al percorso di assegnazione e mi congratulo con quelle a cui il riconoscimento per l’anno 2026 è stato attribuito”.
I CARABINIERI ARRESTANO UN 53ENNE PER VIOLENZA SESSUALE
I Carabinieri della Stazione di Stimigliano hanno tratto in arresto un cittadino italiano di 50 anni, romano e già noto alle Forze dell’Ordine, con la grave accusa di violenza sessuale.
L’episodio si è verificato nei giorni scorsi in un comune della Bassa Sabina. Sfruttando la consolidata pratica delle vendite “porta a porta”, l’uomo si è presentato presso l’abitazione di una 40enne di origini straniere qualificandosi come rappresentante di una nota marca di aspirapolvere. Con questa scusa è riuscito a guadagnarsi la fiducia della donna e ad avere facile accesso all’interno della casa, dove la vittima si trovava in quel momento da sola.
Dopo un breve scambio di battute volto a illustrare il prodotto, l’uomo, cogliendo la malcapitata alla sprovvista, l’ha spinta all’interno della stanza e ha iniziato a molestarla, baciandola ripetutamente contro la sua volontà.
A scongiurare conseguenze ben più gravi è stata la prontezza d’animo della donna. Senza lasciarsi sopraffare dalla paura, la 40enne ha reagito con grande determinazione, riuscendo a divincolarsi, ad allontanare l’aggressore e a spingerlo fuori, chiudendosi tempestivamente in casa. Subito dopo ha allertato il Numero Unico di Emergenza 112 richiedendo l’intervento dell’Arma.
Una pattuglia dei Carabinieri è giunta prontamente sul posto. I militari, dopo aver rassicurato la vittima e aver raccolto una descrizione dettagliata dei fatti e dell’aggressore, si sono posti immediatamente alla ricerca dell’uomo, riuscendo a rintracciarlo poco distante.
A seguito della formale denuncia e del successivo riconoscimento da parte della vittima, il 53enne è stato dichiarato in arresto. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato condotto presso la propria abitazione di Roma e sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
L’Autorità Giudiziaria competente ha infine convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, emettendo a carico dell’indagato la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da ritenersi innocente fino ad una eventuale sentenza definitiva di condanna.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.