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Il Lazio punta sul turismo: il Piano Triennale 2025-2027 è la svolta attesa

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elena palazzo
elena palazzo

Il Lazio non è solo Roma. Con l’approvazione all’unanimità del Piano Turistico Triennale 2025-2027 da parte del Consiglio Regionale, avvenuta l’11 febbraio 2026, qualcosa di strutturale sembra finalmente cambiare. Non è la solita delibera: è un atto di programmazione che ambisce a ridefinire il modo in cui questa regione si racconta al mondo.

Il Piano porta l’impronta dell’assessore Elena Palazzo, titolare delle deleghe a Turismo, Ambiente, Sport, Sostenibilità e Transizione energetica. Palazzo lo ha presentato come una vera strategia di sviluppo territoriale che utilizza il turismo come leva economica, sociale, culturale e ambientale: le politiche turistiche vengono finalmente lette in connessione con quelle ambientali, infrastrutturali e occupazionali.

Il nodo da sciogliere: Roma non può essere tutto

L’assessore ha chiarito con franchezza il punto di partenza: il Lazio non è una sola destinazione, ma un sistema di destinazioni. Il problema storico non è stato la mancanza di risorse, ma la frammentazione dell’offerta, la debolezza del coordinamento e l’assenza di una narrazione unitaria. Roma vale da sola oltre tre quarti del turismo regionale, mentre Tuscia, Castelli, Ciociaria, Sabina e litorale pontino esistono in una condizione di perenne sottoutilizzo. Il Piano prova a invertire questa logica in modo sistematico.

Custodire l’identità: il bando per le tradizioni locali

Per sostenere i territori nella loro unicità, è stato lanciato un bando dedicato alle manifestazioni storiche e alle tradizioni locali, che sostiene eventi capaci di custodire e raccontare l’identità dei territori. Nel 2025 sono stati finanziati tutti i progetti, con un finanziamento di 1,7 milioni di euro, per il 2026 sono già pervenute 442 domande tra Comuni e Pro Loco, a conferma dell’interesse e della vitalità del tessuto locale.

Strategia e Innovazione: il bando “Lazio Digital Innovation Tourism”

Tra gli asset strategici del Piano figurano sostenibilità, innovazione digitale, inclusività, destagionalizzazione e qualità dell’offerta. La vision è di non puntare più solo a portare persone, ma ad aumentare la permanenza media, migliorare la spesa per turista e distribuire i flussi oltre Roma.

Grande attenzione è rivolta all’innovazione con il bando “Lazio Digital Innovation Tourism”, finanziato con 2,4 milioni di euro, che sostiene progetti di promozione turistica e culturale attraverso strumenti digitali avanzati, realtà virtuale, aumentata e intelligenza artificiale, per valorizzare borghi, siti archeologici e paesaggi del Lazio con esperienze immersive e interattive.

I progetti concreti e la sicurezza dei Cammini

I finanziamenti esistono e sono già operativi. Sulla Rete dei Cammini del Lazio (RCL), la Giunta ha approvato un finanziamento di 1 milione di euro per il 2026 per migliorare la fruibilità dei percorsi e sviluppare il turismo “active”, affidando la gestione a Sport e Salute S.p.A..

Il potenziamento prosegue con ulteriori stanziamenti mirati:

  • Entro l’annualità verranno messi a disposizione dei Comuni ulteriori 1,8 milioni di euro in conto capitale per la messa in sicurezza dei cammini della RCL.
  • Nel 2024, a valere anche sul 2025, sono stati stanziati €1.687.211,53 per la segnaletica e la messa in sicurezza dei tracciati. Hanno beneficiato di questo intervento ben 21 Comuni.
  • Completa il quadro l’adesione della Regione all’Associazione “Vie e Cammini di Francesco”, che inserisce il Lazio in un circuito spirituale e culturale di rilevanza nazionale.

Il metodo e le sfide aperte

Il Piano nasce da un percorso di ascolto reale: tra ottobre e novembre 2024 si sono svolti cinque incontri provinciali con operatori, amministratori e associazioni di categoria. Il Primo Forum del Turismo del Lazio, il 5 febbraio 2025 a Roma, ha rappresentato il momento pubblico di questa sintesi.

Restano criticità aperte. La mobilità interna è il grande nodo irrisolto: raggiungere i borghi della Ciociaria o della Sabina senza auto è ancora un’impresa. Qui la Regione dovrà investire in accompagnamento per le micro-imprese ricettive, non solo in risorse. Il Piano Triennale 2025-2027 è comunque un punto di svolta: per la prima volta il Lazio si dota di una visione organica, finanziata e condivisa.

Banglamarket, Antonini rompe il silenzio: “Roma non può essere commissariata dalla rassegnazione”

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mauro antonini
mauro antonini


Il promotore di “Roma Capitale d’Imprese” interviene sul caso Torpignattara e sui dati shock di maggio 2026: densità commerciale sedici volte la media nazionale, blitz quotidiani, ordinanze sindacali. Ma il punto, dice, non è la bandiera sul minimarket. È il metodo.

Torpignattara fa ancora paura. Non nel senso romantico del termine — quella paura sana che ti prende davanti a qualcosa di grande e incompreso — ma nel senso concreto, cifre alla mano, di un quartiere dove la densità di minimarket ha raggiunto 0,115 esercizi per abitante: sedici volte la media nazionale, più del doppio di quella cittadina. I dati pubblicati il 4 maggio 2026 dal quotidiano Il Tempo parlano di una saturazione commerciale senza paragoni in Italia. E parlano, soprattutto, di un vuoto politico che qualcuno deve avere il coraggio di riempire.

Mauro Antonini, imprenditore romano, ideatore del progetto editoriale “Roma Capitale d’Imprese. La città che osa imprendere”, quel coraggio lo ha. E lo esercita con la precisione chirurgica di chi conosce Roma non dai convegni, ma dai canoni d’affitto e dalle autorizzazioni comunali. “Il problema non è la bandiera sul minimarket”, spiega. “Il problema è che stiamo accettando come normale una situazione che normale non è, e lo facciamo perché parlarne fa paura. Fa paura ai politici, fa paura ai giornalisti, fa paura persino agli imprenditori che ne sono le prime vittime.”

Il quadro: blitz, sanzioni e un’ordinanza che regge

I numeri di queste settimane sono eloquenti. Il 5 maggio, un blitz della Polizia di Stato a Tor Bella Monaca e Torre Maura ha portato all’arresto di sei persone e alla denuncia di altre due, smantellando basi di spaccio che utilizzavano la copertura di attività commerciali lungo via Casilina. All’Esquilino, nella stessa giornata, una task force ha elevato sanzioni per oltre 10.000 euro con sequestro di 500 chilogrammi di prodotti alimentari non conformi. Nel solo mese di aprile, i blitz coordinati dalla Procura hanno prodotto 35 arresti tra centro storico e periferie.

Il Sindaco Gualtieri ha confermato l’ordinanza anti-malamovida in vigore fino all’11 ottobre 2026, con obbligo di chiusura dei minimarket dalle 22:00 alle 5:00 nei fine settimana e nei festivi. I Municipi V, VI e X ne hanno esplicitamente chiesto il rinnovo. È un segnale. Non è una soluzione.

“Le ordinanze servono, e chi le applica fa il proprio dovere”, osserva Antonini. “Ma un’ordinanza è un cerotto su una frattura. Serve il metodo: regole certe, tempi certi, conseguenze certe. Roma non è una frana inevitabile: è un insieme di scelte. Finché non scegliamo con chiarezza cosa vogliamo che diventi questa città, ogni blitz sarà solo una foto per i giornali.”

La questione economica: chi paga il vuoto delle botteghe storiche

Antonini non è nuovo a questo tipo di analisi. Il suo libro — presentato alla Libreria del Palazzo delle Esposizioni il 17 febbraio 2026, poi al Campidoglio e a Palazzo Valentini — affronta da mesi il tema della desertificazione del commercio locale romano. “Quasi il 44% delle attività a Torpignattara è nel comparto alimentare”, ricorda. “Il 30% sono minimarket o frutterie. Quello che non ci diciamo mai è che dietro quelle percentuali ci sono le saracinesche abbassate definitivamente di decine di botteghe romane. Il droghiere, il pizzicarolo, il fruttivendolo di quartiere. Un tessuto che non si ricostituisce per decreto.”

La questione, per Antonini, non è etnica. È economica e di governo del territorio. “La comunità bengalese ha trovato uno spazio vuoto e lo ha riempito. Ha fatto quello che fanno gli imprenditori: ha colto un’opportunità. Il problema non è chi l’ha colta, ma perché quello spazio era vuoto. Perché i romani non reggono la concorrenza? Perché la burocrazia e il costo del lavoro rendono impossibile aprire alle 7 di sera e chiudere a mezzanotte. Questo è il nodo. Il resto è narrazione.”

Dalla cronaca alla proposta: cosa chiedere al Campidoglio

Quale sarebbe, allora, la mossa giusta? Antonini non si sottrae alla domanda. “Prima cosa: mappare la realtà. Non con i dati medi della città, ma quartiere per quartiere, strada per strada. Il Municipio V lo sa già, i commercianti lo sanno già. L’amministrazione deve smettere di fingere di non saperlo. Seconda cosa: intervenire sulle licenze con criteri basati sulla reale capacità di assorbimento del quartiere, come chiedono da mesi i sindaci più lungimiranti. Non si tratta di discriminare nessuno: si tratta di fare pianificazione urbana. Terza cosa: rendere economicamente sostenibile per i commercianti romani tornare a competere. Significa tagliare i costi, semplificare le aperture serali, creare incentivi reali — non voucher che restano nei cassetti.”

Il riferimento ai voucher non è casuale. Il secondo comunicato stampa allegato al piano editoriale di “Roma Capitale d’Imprese” — distribuito alle redazioni di economia e innovazione in questi giorni — segnala che nel 2026 una microimpresa romana può accedere a risorse concrete: fino a 10.000 euro dalla Camera di Commercio, fino a 50.000 euro dalla Regione Lazio e a 4 milioni stanziati da Roma Capitale per la digitalizzazione. Eppure solo il 15,7% delle PMI italiane utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro il 53% delle grandi aziende. “Il divario non è di fondi. È di mentalità”, scrive Giada Giorgia Mattei nel suo capitolo del libro. Antonini la cita spesso. Perché vale anche per il commercio di prossimità.

Roma, nel 2026, ha approvato un masterplan da 45 milioni per il Tevere. Ha ordinanze antimalamovida. Ha blitz quotidiani. Ha dati shock che nessuno può più ignorare. Ha tutto — tranne, per ora, la volontà di trasformare la gestione dell’emergenza in una visione di lungo periodo. Mauro Antonini quella visione la chiede da mesi, con la pazienza di chi sa che le città cambiano lentamente e con l’impazienza di chi sa che non c’è più molto tempo.

“Roma non può essere commissariata dalla rassegnazione.” Lo dice lui. E ha ragione.

Mauro Antonini è l’ideatore di “Roma Capitale d’Imprese. La città che osa imprendere” (Youcanprint, ISBN: 9791224058731, € 12,35). I proventi sono devoluti all’Associazione Andrea Tudisco ODV.

Belle, la giardiniera italiana che incanta i social, conquista Roma: il 16 maggio al Roseto Comunale per il Premio Roma

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nicoletta campanella
nicoletta campanella


C’è un angolo di Italia che profuma di rose e di memoria, e lo si trova — sorprendentemente — su Instagram. Si chiama Belle, è una giardiniera italiana, e in pochi mesi ha conquistato una community di appassionati con oltre due milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di like.

Il personaggio è stato creato da Nicoletta Campanella, scrittrice, giornalista e storica del costume, fondatrice e direttore editoriale di Nicla Edizioni, casa editrice d’arte specializzata nella storia dei giardini, delle rose e dell’arte del paesaggio.

Roma la aspetta. Il 16 maggio, al Roseto Comunale, Belle farà il suo ingresso nel cuore pulsante della cultura del verde capitolina, in occasione del Concorso Internazionale Premio Roma, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di floricoltura e paesaggio. Nicoletta Campanella, creatrice del personaggio, siede in Giuria permanente della manifestazione: una presenza che conferisce ulteriore autorità a un progetto editoriale e social già capace di imporsi all’attenzione nazionale.

Per Belle non potrebbe esserci palcoscenico più naturale. Il Roseto Comunale di Roma — uno dei più belli d’Europa, affacciato sull’Aventino con vista sul Circo Massimo — è il luogo ideale per una giardiniera italiana che ha fatto della rosa la propria filosofia di vita. “Rosam cape spinam cave” — afferra la rosa, guardati dalla spina — ammoniva Gabriele d’Annunzio nell’iscrizione voluta all’ingresso del giardino della Prioria al Vittoriale. Un monito che Belle conosce bene: “Compagne della mia vita, le rose mi hanno introdotto all’idea di giardino, una realtà viva, imprevedibile, dove il senso di libertà è quella scommessa per cui la bellezza comunque accade.”

Belle non è una semplice influencer del verde. È una figura letteraria a tutto tondo: colta, raffinata, ironica, grande viaggiatrice. Tiene sempre un libro in una mano e l’altra nella terra. Ogni suo post è un piccolo racconto, che fonde contenuti storici inediti con una voce narrante capace di trasformare la botanica in narrazione poetica.

Lo stile iconografico che la veste attinge dal repertorio illustrativo degli anni Venti e Trenta del Novecento, in piena coerenza con la filosofia di Nicla Edizioni: il recupero della memoria come atto culturale e civile.

L’appuntamento romano è dunque l’occasione giusta per scoprire — o riscoprire — questo personaggio fuori dal comune, che del giardino ha fatto un manifesto di identità e di bellezza. “Buon Giardino a Tutti!” è il suo saluto. E, in un’epoca dominata dalla frenesia digitale, suona quasi come un atto di resistenza civile.

Sanità, Magliocchetti (Federsanità Lazio): “Prevenzione, screening e rete territoriale centrali per garantire una sanità più vicina ai cittadini”

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Sanità, Magliocchetti (Federsanità Lazio): “Prevenzione, screening e rete territoriale centrali per garantire una sanità più vicina ai cittadini”

“La prevenzione e la promozione di stili di vita sani rappresentano il primo investimento su cui si fonda un sistema sanitario sostenibile, equo ed efficace. Non si tratta soltanto di ridurre l’incidenza delle malattie, ma di costruire comunità più consapevoli, resilienti e capaci di prendersi cura di sé e degli altri”. – Lo dichiara Manuel Magliocchetti, Segretario Generale di Federsanità ANCI Lazio, intervenuto oggi a Roma alla conferenza stampa di presentazione di SaniDays 2026- “L’integrazione sociosanitaria – prosegue Magliocchetti – non può restare un principio sulla carta. Si realizza concretamente quando aziende ospedaliere, territorio e Comuni lavorano insieme in una rete stabile e coordinata. Anche sul fronte della prevenzione e degli screening è fondamentale costruire una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, sanità territoriale ed enti locali, affinché le campagne di screening possano raggiungere in modo capillare i cittadini e garantire un accesso più semplice e vicino ai servizi. Coinvolgere i Comuni nelle campagne di screening – aggiunge – significa valorizzare il loro ruolo di presidio di prossimità e conoscenza delle comunità locali, intercettando i bisogni prima che si trasformino in emergenze sanitarie”. – Nel corso del suo intervento, Magliocchetti ha inoltre posto l’attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi sanitari nelle aree interne – “Dobbiamo condividere strategie concrete per portare servizi sanitari sempre più efficaci anche nelle aree interne della nostra regione. La sfida è ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono, il diritto ad accedere a cure, prevenzione e assistenza di qualità”.

Gdo, Confeuro: “Garantire equa distribuzione. Trasparenza su etichettatura”

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Gdo, Confeuro: “Garantire equa distribuzione. Trasparenza su etichettatura”

“Confeuro esprime apprezzamento per l’incontro promosso dai Ministeri delle Imprese e del Made in Italy e dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con i rappresentanti delle principali sigle della Grande Distribuzione Organizzata, finalizzato ad aumentare la trasparenza nella dinamica dei prezzi e a prevenire e contrastare eventuali fenomeni speculativi all’interno della filiera agroalimentare, anche alla luce delle attuali tensioni belliche e geopolitiche internazionali”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei. “Si tratta di un primo passo importante – prosegue Tiso – che tuttavia non può e non deve restare isolato. È necessario infatti avviare un percorso strutturale e condiviso capace di garantire il pieno rispetto del principio di equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera agroalimentare, tutelando in particolare il ruolo e la sostenibilità economica dei piccoli e medi produttori agricoli. Come Confeuro – aggiunge il presidente nazionale Tiso – riteniamo fondamentale introdurre nuove forme di trasparenza a beneficio dei consumatori e degli stessi agricoltori. Per questo proponiamo l’inserimento nelle etichette dei prodotti della percentuale del prezzo finale pagato dal consumatore che viene effettivamente riconosciuta al produttore agricolo. Sarebbe una misura di grande civiltà economica e trasparenza, capace di rendere più consapevoli i cittadini e di valorizzare concretamente il lavoro delle imprese agricole. Occorre rafforzare il legame di fiducia tra produzione e consumo, promuovendo modelli di mercato più equi, sostenibili e rispettosi del lavoro agricolo, vero presidio economico e sociale dei territori”, conclude Tiso.

Contesteco 2026, parte da Roma la call per artisti sulla parità di genere

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Contesteco 2026
Contesteco 2026

La XVI edizione del contest di arte e design sostenibile mette al centro l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030. Il progetto invita artisti e appassionati a lavorare su consenso, rispetto dell’individuo e superamento degli stereotipi

È aperta la call di partecipazione a Contesteco 2026, il contest di arte e design sostenibile arrivato alla sua XVI edizione. Il progetto nasce per coinvolgere artisti, creativi e appassionati di riciclo creativo in un percorso dedicato alla sostenibilità, intesa non solo come attenzione ambientale ma anche come responsabilità sociale.

Contesteco fa parte di “Fai la differenza, c’è… Alla Ricerca della Sostenibilità – Il Festival”, iniziativa promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e realizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Per questa edizione è prevista anche la collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto Onlus – Progetto Rebirth/Terzo Paradiso.

Il concept dedicato alla parità di genere

Il tema scelto per il 2026 è “Arte, Voci e Visioni per la Parità di Genere e per una cultura di Contrasto alla Violenza di Genere e ai femminicidi”. Il focus richiama l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030, dedicato al raggiungimento della parità di genere.

La call invita i partecipanti a interrogarsi sul rapporto tra arte e responsabilità civile, affrontando questioni come la cultura del consenso, il valore dell’individuo e il superamento degli stereotipi. Il contrasto alla violenza di genere viene così inserito in una riflessione più ampia sulla sostenibilità umana e relazionale.

Arte e riciclo creativo come linguaggi civili

Dal 2010 Contesteco utilizza i linguaggi dell’arte e del design sostenibile per affrontare temi sociali e ambientali. Nel tempo, il contest ha costruito una community composta da professionisti, studenti, creativi e cittadini attivi.

La XVI edizione conferma questa impostazione, proponendo la creatività come strumento di partecipazione e welfare culturale. Le opere potranno muoversi tra eco-creazioni realizzate con materiali di recupero, fotografia, illustrazione, cortometraggio e narrativa, mantenendo come riferimento il concept dell’edizione.

Il percorso espositivo a Roma

Le opere finaliste saranno presentate in due sedi romane ad alta frequentazione pubblica. La prima esposizione si terrà al Centro Commerciale Euroma2 dall’11 luglio al 9 settembre 2026. La seconda sarà ospitata dal Centro Commerciale Domus dal 13 settembre al 15 ottobre 2026.

Il percorso si concluderà il 15 ottobre 2026 con Le Buone Re-Azioni, evento durante il quale saranno proclamati i vincitori del contest.

Come partecipare a Contesteco 2026

La partecipazione è aperta ad artisti professionisti, appassionati d’arte, creativi e cittadini interessati a contribuire al dibattito sulla sostenibilità attraverso un’opera coerente con il tema indicato.

Il termine per l’iscrizione e l’invio delle opere è fissato al 18 giugno 2026. Informazioni e regolamento sono disponibili sul sito ufficiale di Contesteco.

Papa Leone arriva ad Acerra nel cuore della Terra avvelenata tra Napoli e Caserta

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Dalle ferite ambientali alla rinascita: Papa Leone Sabato 23 maggio porta ad Acerra il messaggio di riscatto e il simbolo di rinascita

Il comune di Acerra si prepara ad accogliere sabato 23 maggio Papa Leone XIV  che verrà, a pochi  a pochi giorni dalla visita a Napoli, per incontrare la popolazione della “Terra dei fuochi”, alla vigilia dell’anniversario dell’enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune.  L’enciclica di Papa Francesco il quale aveva manifestato il desiderio di visitare queste terre, poi il Covid non rese possibile il viaggio. ≪Questa è una visita storica che lascerà un solco e che ha un grande valore sociale, la Regione ha stanziato dei fondi per effettuare le bonifiche e contrastare i diversi aspetti del fenomeno, le aziende sanitarie stanno effettuando gli screening sulla popolazione≫, così il sindaco di Acerra Tito d’Errico.

Il Vescovo di Acerra Antonio Di Donna ha presentato la visita del Papa, la prima di un pontefice al comune campano, se si esclude quella del 1049, peraltro incerta storicamente: ≪ In una piccola realtà come quella di Acerra,  ci sono 12 diocesi della provincia ecclesiastica, il messaggio del Papa sarà il rilancio e darà uno stimolo soprattutto a noi chiese a prendere ancora più in considerazione l’attenzione al creato. La venuta del Papa ad Acerra riconosce questa centralità della nostra piccola città e diocesi. Acerra è stata sempre considerata la città capofila, il significato della visita è quello di spronare, scuotere le coscienze  per incoraggiare. La visita si articolerà in due tappe, la prima in cattedrale, dove incontrerà i vescovi, i sacerdoti e gli altri consacrati, ma soprattutto le famiglie dei figli morti o malati di cancro, vittime dell’inquinamento ambientale. La seconda tappa sarà a piazza Callipari con i fedeli dei 90 comuni della Terra dei fuochi e tutti gli altri malati; abbiamo voluto questo momento con le famiglie che hanno vissuto e vivono ancora una vera via crucis per le malattie e le morti dei figli, che noi calcoliamo in tremila solo ad Acerra, e ben centocinquanta ragazzi morti giovani, senza calcolare gli adulti e gli altri ragazzi delle altre zone limitrofe della Terra dei fuochi≫. Il Vescovo saluterà il Papa con una “memoria penitenziale”  in cui spiegherà in sintesi cosa è accaduto e la voglia di riscatto di tutti perché molto è stato fatto ma molto resta da fare. La presenza di Papa Leone nella diocesi di Acerra, è una  ≪grazia speciale≫, ha dichiarato il Vescovo Di Donna, perché ≪il Papa viene ad ascoltare insieme ai vescovi, soprattutto delle diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente, e a ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia≫. La visita è perciò ≪per noi un evento storico che ci riempie di gioia, una iniezione di fiducia e di speranza per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia≫. E di sicuro≪darà nuova linfa al cammino che le diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo da anni per educare i cristiani, adulti e bambini, alla giustizia, alla pace e alla salvaguardia del creato≫ aggiunge il presule, per il quale l’anniversario della Laudato si’ ad Acerra è una esortazione a ≪verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento≫. Ricorda il Vescovo che ≪dal danno ambientale non si esce se non con la sinergia di tutte le istituzioni coinvolte≫ e così conclude  ≪ la visita di un Papa non è mai solo un evento religioso ma anche civile che porterà una ricaduta principalmente nelle coscienze, la Terra dei fuochi non è solo la nostra, a cui è stato attribuito l’infamante marchio, in Italia ce ne sono altre 51≫. Sulla stessa linea il Prefetto di Napoli, Michele di Bari: ≪In passato è fatto di lutti, ferite e violazioni dell’ambiente ma questo ci insegna che è stata la coscienza collettiva che ha consentito una sinergia fra tutte le persone coinvolte. La bonifica dei siti si sta realizzando con l’impegno del Governo nazionale che ha varato una legge che pone dei validi paletti. L’organizzazione per la visita papale è partita da tempo per trovarci preparati≫.

Stefania Brancaccio, Cavaliere del Lavoro e Vicepresidente di un’azienda che è all’interno  dell’area acerrana  ha commentato: ≪ Benvenuto Papa, benvenuta Leone XIV ad abbracciare le vittime di un mal governo o comunque di una gestione sbagliata della nostra terra tanto amata di Acerra. Ma benvenuto Papa perché  rivolga lo sguardo e benedica anche quelle mani pulite di quegli  imprenditori che in questa terra hanno avuto la forza di ricostruire, di chiamare presso le nostre aziende forza lavoro e di bonificare e di riportare a dignità questo territorio perché lo merita≫. Cosa fare per il futuro al fine che non si ripetano le violazioni ? ≪Occorre l’impegno di tutti, vigilare così come stiamo facendo anche con maggiore attenzione, quindi vigilare e andare avanti su questo percorso≫.  La visita del Papa servirà per questo? ≪Io vorrei che al Papa  si dicesse: Santità guardi e benedica il bene con un pensiero al passato ma non fermiamoci al passato, guardiamo avanti, indichiamo un futuro.

Harry di Prisco

PROGRAMMA

Visita Pastorale del Santo Padre

LEONE XIV ad ACERRA

per incontrare le Popolazioni della “Terra dei fuochi”

Sabato 23 maggio 2026

PROGRAMMA

Ore-8.00
Decollo dall’eliporto del Vaticano

Ore-8.45
Atterraggio nel campo sportivo “Arcoleo” di Acerra

Il Santo Padre è accolto da:

  • S.E. Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra
  • On. Roberto Fico, Presidente della Regione Campania
  • S.E. Dott. Michele di Bari, Prefetto di Napoli
  • Prof. Gaetano Manfredi, Sindaco Città Metropolitana
  • Dott. Tito d’Errico, Sindaco di Acerra
  • Bambini/Ragazzi del centro diurno “Mariapia Messina” della Caritas diocesana di Acerra

Trasferimento in auto chiusa alla Cattedrale.

Ore-9.00
Accoglienza in Piazza Duomo da parte della Banda della Città di Acerra

Cattedrale: sono presenti Vescovi della Campania, sacerdoti, religiosi, religiose, diaconi permanenti, famiglie che hanno avuto vittime (ragazzi e giovani) dell’inquinamento ambientale.

  • Saluto di S.E. Mons. Antonio Di Donna
  • Discorso del Santo Padre
    Saluto alle famiglie che hanno avuto vittime (ragazzi e giovani) a causa dell’inquinamento ambientale.

Ore-10.00
Al termine, trasferimento in Papamobile a Piazza Calipari e giro in Piazza

Ore-10.30
Piazza Calipari: Incontro con i Sindaci e i fedeli dei 90 Comuni della “Terra dei fuochi”

  • Saluto del Sindaco di Acerra, Dott. Tito d’Errico
  • Discorso del Santo Padre
  • Ringraziamento di S.E. Mons. Antonio Di Donna
  • Preghiera per la nostra terra
  • Benedizione

Ore-12.00

Terminato l’incontro in Piazza Calipari, il Santo Padre raggiunge in auto il campo sportivo “Arcoleo”, dove si congeda dalle Autorità che lo hanno accolto all’arrivo.

Nel rispetto della verità prima di ogni cosa

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Trevi Nel Lazio, Una vittoria senza valore quella di Unione e Cambiamento, la pagina fb “Amministrazione Comunale di Trevi Nel Lazio” continua ad elaborare

  

Il bisogno di avere ragione, al di sopra di tutto,  appartiene alla sfera dell’ego ed è un comportamento che porta a distorcere la realtà perché al momento fa comodo e si ha la sensazione di primeggiare alimentando il proprio ego. Nei giorni scorsi il Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni), rispondeva ad una richiesta inviata dal capogruppo di “Unione e Cambiamento” Vincenzo Cecconi che con una nota inviata lo scorso 27 aprile all’organo regionale , sollevava una violazione dell’art 9 L.28/2000, commesso dalla pagina facebook “Amministrazione Comunale Trevi Nel Lazio”. La risposta del Corecom, è stata chiarissima ed esaustiva, rigettando ogni pretesa che in questi anni era stata avanzata dal gruppo “Unione e Cambiamento”. Fin qui tutto chiaro e lineare, ma non accettando la risposta che non era di suo gradimento, il consigliere Cecconi lo scorso 11 maggio scrive nuovamente al Corecom, questa volta  non attaccando il contenuto della pagina, ma l’uso del logo del Comune di Trevi Nel Lazio presente nel profilo. Dunque il Corecom non fa alcuna precisazione  sulla precedente del 27 aprile scorso, anzi conferma quanto già scritto, ma risponde alla nuova richiesta ricevuta appunto lo scorso 11 maggio : “……In merito alle pubblicazioni, fermo quanto già rilevato con l’istruttoria relativa alla precedente segnalazione e sulla non procedibilità delle comunicazioni effettuate attraverso pagine private, non può non evidenziarsi che la pagina Facebook segnalata abbia come “immagine profilo” l’immagine del Comune di Trevi……..S’invita pertanto l’amministratore della pagina alla rimozione del logo del Comune di Trevi dall’immagine del profilo”.  Dunque l’obiettivo principale era di far chiudere la pagina facebook, azione rivendicata da sempre dal gruppo di minoranza “Unione e Cambiamento”, avendo però avuta una risposta negativa dal Corecom, pur di strappare un minimo consenso è stata chiesta la rimozione del logo del Comune di Trevi, cosa effettuata senza alcun problema. “Quindi che risultato così “esaltante “ha ottenuto Unione e Cambiamento??? Nessuno ! -commentano alcuni sostenitori- La pagina è attiva e continua a pubblicare, il Corecom conferma quanto detto nella comunicazione precedente che la pagina è privata e dopo l’ennesima lettera del capogruppo di Unione e Cambiamento Vincenzo Cecconi, prende atto del logo del Comune di Trevi Nel Lazio presente ed invita a toglierlo, cosa fatta. Dunque una vittoria senza valore quella di Cecconi sbandierata come “atto di giustizia”, ma nel rispetto della verità prima di ogni altra cosa, va sottolineato che la pagina facebook “Amministrazione Comunale di Trevi Nel Lazio”, non è stata chiusa come era desiderio da anni dei consiglieri di “Unione e Cambiamento” e continua la sua elaborazione. Ancora una volta per alimentare il proprio ego, invece di svolgere un’azione che si addice ad un’opposizione costruttiva e produttiva per il paese, i consiglieri di “Unione e Cambiamento” hanno bisogno di avere sempre ragione e primeggiare in ogni discussione per appagarsi di un senso di egemonia. Per fortuna la verità e la realtà è una sola e di certo non combacia con quella loro che è distorta”.

Roma Summer Fest: la colonna sonora dell’estate nella Capitale

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Tra musica e grandi artisti internazionali, Roma si prepara a vivere una nuova stagione di concerti nella suggestiva Cavea dellAuditorium Parco della Musica

C’è un momento in cui Roma cambia ritmo, succede quando le giornate iniziano ad allungarsi, quando il sole tramonta più lentamente sui tetti della città e le serate diventano un invito a restare fuori un pò di più. In questo scenario torna il Roma Summer Festival 2026, appuntamento ormai simbolo della stagione estiva, pronto ad accendere la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con concerti e spettacoli che accompagneranno il pubblico per tutta l’estate. Per immergersi nell’affascinante atmosfera romana, è ideale soggiornare all’FH55 Grand Hotel Palatino, una struttura elegante ed accogliente situata nel cuore della città, attualmente candidata tra i “Best Hotel” ai Reader’s Choice Awards 2026 di Condé Nast Traveller, riconoscimento che celebra le eccellenze dell’ospitalità internazionale.

Quando arriva l’estate, Roma riesce sempre a mostrare la sua anima più affascinante, la città eterna rallenta durante il giorno, ma si accende la sera, quando le strade si riempiono di persone in cerca di leggerezza, cultura e momenti da vivere all’aperto. E’ il periodo in cui la musica diventa protagonista delle notti romane ed eventi come il Roma Summer Festival assumono un significato speciale, trasformandosi in veri punti di riferimento per chi ama i concerti dal vivo e l’atmosfera unica delle serate estive. Negli anni il Roma Summer Fest è diventato molto di più di una semplice rassegna musicale, oggi è un appuntamento che accompagna l’estate della Capitale, creando un legame tra la città, il pubblico e gli artisti che salgono sul palco. La Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, con il suo scenario suggestivo e l’energia che riesce a trasmettere durante i live, si conferma ancora una volta il cuore pulsante del festival. L’edizione 2026 promette una programmazione ampia e trasversale, pensata per coinvolgere pubblici diversi e attraversare generi musicali differenti. Dal cantautorato al pop, dal jazz al rock fino alle contaminazioni elettroniche, il festival offrirà una lunga serie di appuntamenti che accompagneranno Roma per tutta la stagione estiva.

Tra gli eventi più attesi ci sono sicuramente le date di Ludovico Einaudi, artista capace di creare atmosfere intense ed emozionanti attraverso la sua musica. Grande curiosità anche per il concerto di John Legend, che porterà nella Capitale il suo stile elegante e le sonorità soul e R&B che lo hanno reso uno degli artisti più apprezzati a livello internazionale. Attesissimo anche il ritorno di Ben Harper insieme agli Innocent Criminals, pronti a regalare una serata carica di energia e sonorità senza tempo. Il festival ospiterà inoltre artisti internazionali molto amati dal pubblico come Diana Krall, Anastacia, Gregory Porter e Pat Metheny, confermando la volontà di offrire una proposta musicale di respiro internazionale. Allo stesso tempo, ampio spazio sarà dedicato anche alla scena italiana, con concerti che vedranno protagonisti nomi capaci di parlare a generazioni differenti e pubblici diversi. Tra gli artisti italiani presenti figurano Serena Brancale, Levante, Niccolò Fabi, Fiorella Mannoia, Subsonica, Capo Plaza e Il Tre.

Un calendario eterogeneo che dimostra quanto il Roma Summer Festival voglia essere un luogo di incontro tra stili, sensibilità e modi diversi di vivere la musica. Uno degli elementi che rendono speciale questa manifestazione è proprio la sua capacità di trasformare ogni concerto in un’esperienza condivisa. Non si tratta soltanto di assistere ad uno spettacolo, ma di vivere un momento collettivo, immersi nell’atmosfera delle serate romane. La musica dal vivo, soprattutto in estate, riesce infatti a creare connessioni autentiche tra le persone, rendendo ogni serata diversa dalla precedente. In una città come Roma, dove arte e cultura convivono in ogni angolo, eventi di questo tipo assumono anche un importante valore culturale e sociale. Il festival contribuisce infatti a rendere la Capitale ancora più viva e dinamica durante i mesi estivi, attirando pubblico da tutta Italia e offrendo occasioni di incontro e condivisione attraverso la musica. Le serate del Roma Summer Fest diventano così parte integrante dell’estate romana, c’è chi arriva per vedere il proprio artista preferito, chi per vivere l’atmosfera della Cavea, chi semplicemente per trascorrere una notte diversa sotto il cielo di Roma. Ed è proprio questa varietà di emozioni a rendere il festival così riconoscibile e amato. Anche quest’anno il Roma Summer Fest si prepara dunque a essere una delle colonne sonore dell’estate 2026. Un evento che celebra la musica in tutte le sue forme e che continua a trasformare le notti romane in esperienze da vivere fino all’ultima nota.

Per vivere al meglio le emozioni del Roma Summer Festival e lasciarsi conquistare dalla magia delle notti estive della Capitale, soggiornare all’FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta la scelta perfetta. Situato nel centro di Roma, a pochi passi dal Colosseo e dai luoghi più iconici della città, l’hotel permette di alternare facilmente concerti, cultura e momenti di relax. Dopo una serata sotto le stelle tra musica ed emozioni, rientrare in un ambiente elegante e accogliente diventa il modo perfetto per continuare a vivere l’atmosfera unica dell’estate romana.

Ostia Antica. Mostra “IN HOC SIGNO”, viaggio nel Cristianesimo tra Ostia e Porto

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Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 al Castello di Giulio II la mostra “IN HOC SIGNO” racconta la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Portus. All’inaugurazione anche la vice sindaco di Fiumicino Giovanna Onorati.

Un percorso attraverso le origini e la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto, tra reperti archeologici, testimonianze artistiche e nuove indagini antropologiche. È questo il cuore della mostra “IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”, che sarà inaugurata mercoledì 20 maggio alle ore 17 al Castello di Giulio II di Ostia Antica, a Roma.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 21 maggio al 21 novembre 2026 e rappresenta uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dell’area costiera romana per il prossimo anno. L’ingresso sarà gratuito per i visitatori già in possesso del biglietto del monumento.

Alla cerimonia inaugurale parteciperà anche la vice sindaco di Fiumicino, Giovanna Onorati, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. La presenza istituzionale sottolinea il legame storico e culturale tra il territorio di Fiumicino, l’antico porto di Roma e l’area archeologica di Ostia Antica.

La mostra, curata da Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, approfondisce il processo di affermazione della nuova fede cristiana tra il III e il V secolo d.C., in un territorio che per secoli fu uno dei principali crocevia commerciali e culturali del Mediterraneo.

Il percorso espositivo mette in evidenza la fase iniziale di convivenza tra differenti culti religiosi e il successivo consolidamento del Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense. Attraverso materiali archeologici, elementi monumentali e testimonianze storico-artistiche, il visitatore potrà osservare come Ostia e Portus siano diventati poli strategici nella diffusione della religione cristiana.

Tra gli aspetti più significativi dell’esposizione c’è anche il focus sulle più recenti indagini antropologiche effettuate nei distretti di Ostia e Porto. Studi che stanno contribuendo a ricostruire caratteristiche, abitudini e condizioni di vita delle popolazioni che abitavano quest’area nei primi secoli dell’epoca cristiana.

Secondo gli organizzatori, le testimonianze esposte “restituiscono l’entità e la complessità delle manifestazioni monumentali e storico-artistiche dei primi secoli del Cristianesimo”, facendo emergere l’immagine di un territorio articolato, nel quale Ostia e Portus ebbero un ruolo centrale nella diffusione della nuova fede.

La mostra evidenzia anche la continuità storica del ruolo di Ostia e Portus nel corso dei secoli. I due centri, infatti, mantennero una funzione rilevante anche durante il Medioevo e in età moderna, con alcune testimonianze che arrivano fino ai giorni nostri.

Dal punto di vista culturale e turistico, l’iniziativa rappresenta un’occasione importante anche per il territorio di Fiumicino e del litorale romano. L’area archeologica di Ostia Antica continua infatti a essere uno dei principali attrattori culturali del Lazio, capace di collegare storia, archeologia e valorizzazione del patrimonio locale.

La mostra sarà ospitata negli spazi del Castello di Giulio II di Ostia Antica, con il coinvolgimento del Ministero della Cultura, della Direzione Generale Musei e del Parco archeologico di Ostia Antica.

Per i cittadini e i visitatori del territorio sarà un’opportunità concreta per approfondire una parte fondamentale della storia religiosa e sociale dell’antica Roma attraverso reperti e documenti raramente esposti al pubblico.