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Magda Mancuso al Salone Internazionale del Libro di Torino presenta “La verità dentro me” (De Nigris Editore)

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Magda Mancuso al Salone Internazionale del Libro di Torino presenta “La verità dentro me” (De Nigris Editore)
Magda Mancuso al Salone Internazionale del Libro di Torino presenta “La verità dentro me” (De Nigris Editore)

Nel volume i contributi della psicologa Manuela Morra, dell’artista Francesco Cicchella e del maestro Enzo Campagnoli

La giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva Magda Mancuso sarà tra le protagoniste del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 con la presentazione del suo nuovo libro, “La verità dentro me” (De Nigris Editore). L’incontro è in programma sabato 16 maggio 2026 alle ore 16.15, presso la Sala Nuovi Editori, all’interno dell’appuntamento tematico “Le donne al centro del mondo editoriale”.

Un’opera intensa sul legame tra gemelle e sulla forza dell’amore oltre il tempo

“La verità dentro me” è un romanzo che scava nelle profondità dell’animo umano, affrontando con delicatezza e autenticità il tema dell’armonia tra sorelle gemelle. Un legame che nasce nello stesso istante, nello stesso respiro, e che sembra impossibile da spezzare.

Il libro racconta la storia di due gemelle unite da un filo invisibile fatto di complicità, intuizione e amore assoluto. Ma cosa accade quando quel filo si tende fino a spezzarsi? Attraverso una narrazione intima e vibrante, Magda Mancuso conduce il lettore nel cuore del dolore, del senso di colpa e del silenzio che seguono il suicidio di una persona amata.

È un viaggio nelle zone più fragili dell’esistenza, dove la sofferenza si trasforma lentamente in consapevolezza. Tra ricordi, assenze e presenze invisibili, emerge una verità potente: l’amore non finisce, cambia forma. E continua a vivere, dentro.

Contributi d’eccezione: psicologia, arte e musica

Il volume si arricchisce dei contributi di tre figure di rilievo:

  • Manuela Morra – psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, che offre una lettura scientifica e umana dei temi emotivi affrontati nel libro
  • Francesco Cicchella – artista e performer, che aggiunge una riflessione sensibile sul valore dell’identità e dell’espressione personale
  • Enzo Campagnoli – maestro dell’Orchestra del Festival di Sanremo, che firma un contributo dedicato alla musica come linguaggio dell’anima

Tre voci autorevoli che ampliano la prospettiva narrativa e arricchiscono l’opera di significati trasversali.

Magda Mancuso: una voce autentica della cultura campana

Nata ad Acerra, “il paese di Pulcinella”, Magda Mancuso rivendica con orgoglio le sue radici partenopee. La sua storia personale e professionale è profondamente intrecciata alla cultura, alla musica e alla tradizione della sua terra.

Giornalista pubblicista, scrittrice, presentatrice di eventi e conduttrice televisiva, è un volto noto in Campania e non solo. Ha sempre coltivato una forte passione per la comunicazione e per il sociale, portando sul palcoscenico teatrale performance apprezzate dal pubblico.

Convinta sostenitrice di un’informazione etica e responsabile, crede nel rispetto del codice deontologico e nella necessità di raccontare la realtà senza distorsioni. Con questo libro dà voce a una storia intima e autentica, trasformando il dolore in testimonianza, consapevolezza e rinascita.

Roma. Drag Couture porta la finale di Miss Italy Queen all’Etoile 23

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Domenica 31 maggio 2026 a Roma la finale nazionale di Miss Italy Queen – Drag Couture: 25 finalisti, ospiti dello spettacolo e una serata dedicata alla performance drag e alla scena artistica italiana.

ROMA – La finale nazionale di Miss Italy Queen – Drag Couture, quinta edizione del concorso, andrà in scena domenica 31 maggio 2026 all’Etoile 23, in piazza Tarquinia 5 a Roma. Sul palco arriveranno i 25 finalisti selezionati durante le tappe regionali tra runway e performance, in una serata che unirà spettacolo, musica e competizione artistica.

L’evento, dedicato al mondo della Drag Couture, punta a valorizzare creatività, presenza scenica e capacità performativa. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il concorso vuole rappresentare non solo una competizione, ma anche uno spazio di crescita artistica e professionale per i partecipanti.

La direzione artistica è affidata a Priscilla Favolosa, art director della manifestazione, affiancata dal co-art director Gianluca Desinan. La finale nazionale si svolgerà nella capitale dopo il percorso di selezioni regionali che ha coinvolto performer provenienti da diverse realtà italiane.

Priscilla Favolosa

Tra i protagonisti annunciati della serata ci sarà la vincitrice nazionale in carica Astromegan, presente come ospite speciale della finale 2026. Sul palco saliranno anche gli ospiti d’onore Gilles Rocca, Pamela Petrarolo, Alessia Fabiani e Gabriella Sassone.

Prevista inoltre la partecipazione di Giuliano Ciliberti, della Gaga Tribute Ball e di Foxy Priscilla come special guest della manifestazione.

La conduzione sarà affidata a Le Fleur Du Male, Eva Paradise, Lolita Petra e Velvet Lacroix, mentre tra le vallette annunciate figurano Luna Lane, Undicesima, Miranda Sparkle e Barbara D’Urto.

Il dj set della serata sarà curato da Dj Kiko e Dj Keryon. Nello staff organizzativo sono indicati anche Lalla, Chiara e Baby Lexotan, mentre il ruolo di door selector sarà affidato a Monika e Frank.

Secondo la presentazione ufficiale dell’evento, la competizione valuterà non soltanto l’estetica dei concorrenti ma anche la capacità interpretativa e performativa. Tra gli elementi centrali della gara ci saranno infatti la presenza scenica, la trasformazione artistica e il lipsync teatrale.

La finale romana punta così ad accendere i riflettori su una scena performativa sempre più presente negli eventi live e nell’intrattenimento nazionale. Il concorso si inserisce nel calendario degli appuntamenti dedicati alla cultura drag e allo spettacolo dal vivo nella Capitale.

Per il pubblico sono previste diverse modalità di partecipazione alla serata. Gli organizzatori specificano che la prenotazione è obbligatoria.

Per informazioni su accessi, orari e dettagli dell’evento è possibile consultare le locandine ufficiali oppure contattare direttamente l’organizzazione ai numeri indicati: 331 9568536 e 389 6844448.

La finale di Drag Couture rappresenterà il momento conclusivo del percorso annuale del concorso e decreterà la nuova vincitrice nazionale di Miss Italy Queen per il 2026.


“Game Lover” in scena il 24 maggio

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“Game Lover” con Enzo Casertano e Alessandra Merico in scena il 24 maggio al Piccolo Teatro di Prova
“Game Lover” con Enzo Casertano e Alessandra Merico in scena il 24 maggio al Piccolo Teatro di Prova

“Game Lover” con Enzo Casertano e Alessandra Merico in scena il 24 maggio al Piccolo Teatro di Prova

La vita di coppia, con i suoi alti e bassi, si trasforma in un irresistibile gioco teatrale con lo spettacolo “Game Lover” in scena, domenica 24 maggio alle ore 18:00, presso il Piccolo Teatro di Prova. Una brillante commedia a episodi che racconta con ironia e intelligenza la vita di coppia.

Lo spettacolo accompagna il pubblico attraverso i momenti più significativi della relazione tra Danilo e Arianna: prima fidanzati, poi sposati, alle prese con paure, entusiasmi, piccole crisi e il desiderio di ritrovare nuovi stimoli nella quotidianità. Sull’altalena del matrimonio, tra attimi felici e inevitabili incomprensioni, prende forma una storia capace di divertire ma anche di offrire una riflessione acuta sull’evoluzione dei rapporti sentimentali e sui cambiamenti sociali del nostro tempo.

“Game Lover” mette a fuoco, con leggerezza e profondità, il conflitto più antico e universale: quello tra un uomo e una donna. Una narrazione che intreccia comicità e osservazione sociale, restituendo al pubblico uno spaccato autentico e tragicomico della vita contemporanea.

“Game Lover” con Enzo Casertano e Alessandra Merico in scena il 24 maggio al Piccolo Teatro di Prova

A dare vita a questo esilarante alternarsi di situazioni saranno Enzo Casertano e Alessandra Merico, protagonisti di un confronto serrato, ricco di situazioni paradossali e sorprendenti rivelazioni, che promette di coinvolgere e divertire gli spettatori fino all’ultimo momento

Piccolo Teatro Di Prova

Via del Campo 16/C – Roma

Info 3281278975

Ue, Tiso(Euromò): “L’Europa è prima di tutto un sentimento”

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Ue, Tiso(Euromò): “L’Europa è prima di tutto un sentimento”

“Prima di diventare un’unità burocratica, l’Europa è stata un desiderio ragionato di unità, nato tra differenti nazioni. Il sentimento europeo dunque non è legato a un luogo fisico, ma alla condivisione di una storia, di valori e di una casa comune fondata su libertà e diritti. Consapevoli che le sole regole economiche e le procedure burocratiche non sono sufficienti a unire i popoli, vogliamo sottolineare che l’Europa deve riscoprirsi prima di tutto come comunità di affetti e di destino. Oltre i Trattati, le Anime, infatti, crediamo che l’identità europea non risieda nei parametri di bilancio, ma nella capacità di commuoversi per la stessa arte, di vibrare per le stesse libertà e di proteggere la dignità di ogni individuo. La speranza contro la paura, perché in un tempo di incertezza, solo un sentimento di fratellanza vissuto può vincere il risentimento. La speranza dei popoli non nasce dai calcoli, ma dalla fiducia reciproca. Rivendichiamo, altresì, un’Europa che sia una “casa” e non solamente un ufficio. Una casa dove la diversità delle lingue e delle tradizioni è il battito di un unico cuore civile. Solo un’Europa capace di emozionare e di proteggere può essere la vera speranza dei popoli. Senza il sentimento, l’Europa è solo una struttura; con il sentimento, l’Europa è il nostro futuro comune”.

Così, in una nota Rocco Tiso fondatore e portavoce del Movimento “Euromò.

“Avevo gli occhi belli”: la storia di Anna Borsa, vittima di femminicidio, alla Biblioteca Vaccheria Nardi

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Giovedì 14 maggio alla Biblioteca Vaccheria Nardi a Roma si è svolta la presentazione di “Avevo gli occhi belli” (Armando Editore), libro che racconta la storia di Anna Borsa, vittima di femminicidio nel marzo del 2022 a Pontecagnano (SA).

Un pomeriggio molto costruttivo ma soprattutto necessario per onorare la memoria di Anna e riflettere insieme sulla violenza sulle donne.

A moderare l’iniziativa la dottoressa Luisa Boi, consulente e amministratrice delle pagine e gruppi Facebook No Violenza sulle Donne e Amore Criminale.

Numerose ricerche ufficiali dell’Istat rilevano che la percentuale di donne che subiscono violenza, maltrattamenti o sono vittime di omicidio in ambito domestico per mano del partner attuale rappresenta il 51,7%. Un dato sconcertante che merita non solo la riflessione del privato, ma anche e soprattutto interventi urgenti ed efficaci da parte delle istituzioni.

A partire da questi dati, le relatrici dell’evento hanno espresso i loro punti di vista e considerazioni sulla base delle loro esperienze lavorative, accademiche e professionali.

La dottoressa Elisa Caponetti, psicologa giuridica e forense, nonché criminologa psicoterapeuta, ha illustrato i campanelli d’allarme e le varie sfaccettature della violenza sulle donne.

Alcuni segnali da attenzionare sono:

  • La geolocalizzazione costante che spesso l’uomo pretende dalla donna;
  • La difficoltà a comprendere che talvolta alcuni comportamenti possono essere reato, per esempio la condivisione di immagini o video intimi o sessualmente espliciti che può sfociare in revenge porn;
  • L’isolamento femminile;
  • La gelosia ossessiva scambiata per premura, amore passionale o legame intenso;
  • Il controllo economico o digitale;
  • Il ricatto;
  • La svalutazione della donna;
  • La colpevolizzazione.

Purtroppo la violenza non è mai improvvisa, c’è sempre una forma di gradualità e intermittenza.

Ad aggravare la situazione il fatto che spesso le donne non si riconoscono quali vittime di tali atteggiamenti manipolatori.

La professoressa Flaminia Saccà , ordinaria di Sociologia dei Fenomeni Politici all’università La Sapienza e presidente dell’Osservatorio STEP – Ricerca e Informazione sulla violenza alle donne ha contribuito con interventi sociologici che hanno fatto riflettere il pubblico su come spesso i giornali normalizzino la violenza degli uomini contro le donne attraverso cattive pratiche comunicative nel racconto di stupri e femminicidi.

Si parla in questo caso di himpathy (crasi di him – lui – e empathy – empatia), termine coniato dalla filosofa australiana Kate Manne per definire la comprensione/compassione sproporzionata e inopportuna nei confronti di uomini che commettono atti di violenza, molestie o comportamenti misogini. Dunque rappresenta una vera e propria sottrazione di empatia alla vittima per rivolgerla al carnefice, spesso giustificandone le azioni.

Un esempio è il “femminicidio altruistico“, cioè una narrativa mediatica e culturale distorta, che consiste nel giustificare l’omicidio di donne anziane, malate o disabili da parte del partner vedendo questo gesto come un atto di “pietà” o di “esasperazione”. In questo caso l’aggressore diventa più un “caregiver disperato” che un autore di violenza di genere a tutti gli effetti.

La partecipazione e gli interventi del pubblico hanno confermato l’interesse e la volontà a non abbassare lo sguardo o distogliere l’attenzione da un fenomeno che ormai è diventato tristemente pervasivo nelle nostre vite.

Follonica conferma la Bandiera Blu 2026

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Il Golfo toscano si distingue tra le eccellenze italiane del mare sostenibile, premiato per la qualità delle acque, la tutela ambientale, i servizi e l’impegno nella salvaguardia del territorio costiero.

Follonica conquista la prestigiosa Bandiera Blu 2026, l’ambito riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) alle località balneari che si distinguono per l’eccellenza delle acque, la sostenibilità ambientale, la qualità dei servizi e l’attenzione al territorio. Un traguardo che conferma ancora una volta il Golfo di Follonica tra le destinazioni marine più amate e virtuose d’Italia. A celebrare questo importante risultato è anche il The Sense Experience Resort 5*L, raffinato indirizzo immerso nella natura della Maremma Toscana, che fa della sostenibilità, dell’ospitalità d’eccellenza e della valorizzazione del paesaggio i pilastri della propria filosofia. Un riconoscimento che premia non solo la bellezza del territorio, ma anche l’impegno concreto verso un turismo sempre più responsabile e consapevole.

Un risultato che conferma ancora una volta il valore del Golfo di Follonica come una delle destinazioni marine più apprezzate della Toscana e d’Italia, premiando l’impegno condiviso di istituzioni, operatori turistici e realtà ricettive attente alla salvaguardia dell’ambiente.

Nel 2026 sono 257 i Comuni italiani insigniti della Bandiera Blu, per un totale di 525 spiagge premiate, pari all’11,6% delle spiagge riconosciute a livello mondiale. La Toscana sale a 20 località premiate, consolidando il proprio ruolo tra le regioni italiane simbolo del turismo sostenibile.

Tra le realtà che incarnano concretamente questa filosofia si distingue il The Sense Experience Resort 5*L, elegante resort immerso nel cuore della Maremma Toscana, affacciato direttamente sul mare e circondato da un parco naturale secolare. Qui sostenibilità e ospitalità convivono armoniosamente: dalla riqualificazione delle dune costiere al recupero della flora autoctona, dall’utilizzo di impianti alimentati da energia fotovoltaica fino alla valorizzazione di prodotti locali e materiali compostabili, ogni scelta è orientata alla riduzione dell’impatto ambientale e alla tutela dell’ecosistema.

Essere parte di un territorio che continua a ottenere la Bandiera Blu rappresenta per noi motivo di grande orgoglio,” dichiara Federico Ficcanterri, proprietario insieme al cugino Riccardo del resort. “Questo riconoscimento conferma quanto sia importante investire in una visione di ospitalità responsabile, capace di valorizzare il paesaggio e offrire agli ospiti un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata alla natura.

La Bandiera Blu viene assegnata sulla base di 33 rigorosi criteri internazionali che valutano, oltre alla qualità delle acque di balneazione, anche la gestione dei rifiuti, l’efficienza della depurazione, l’accessibilità, la sicurezza, la mobilità sostenibile e la tutela della biodiversità. Per il triennio 2025-2027, particolare attenzione viene inoltre dedicata ai Piani di Azione per la Sostenibilità richiesti ai Comuni partecipanti.

Immerso in un parco naturale di cinque ettari tra pineta mediterranea e dune sabbiose, il The Sense Experience Resort propone un’esperienza esclusiva all’insegna del benessere e del contatto con la natura. Le sue camere e suite si integrano perfettamente con il paesaggio circostante grazie a un’architettura contemporanea dai colori naturali e ampie vetrate aperte sul mare.

Con la Bandiera Blu 2026, il Golfo di Follonica rinnova così la propria vocazione di destinazione d’eccellenza, dove bellezza naturale, qualità della vita e sostenibilità si incontrano in perfetto equilibrio.

Al Teatro Ghione di Roma, il nuovo spettacolo della ginecologa Monica Calcagni

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Il 15 maggio, al Teatro Ghione di Roma, la ginecologa Monica Calcagni porta in scena uno spettacolo che rompe uno dei tabù più radicati, il racconto del corpo femminile senza filtri, senza semplificazioni, senza imbarazzo.

Non è una conferenza. Non è una lezione. È uno spazio in cui quello che non è mai stato detto prende finalmente forma. Un percorso che segue le fasi della vita di una donna, dalla prima mestruazione alla menopausa, restituendo voce a ciò che per anni è stato normalizzato, minimizzato, ignorato.

Perché essere donna non è una fase. È un attraversamento continuo. Sul palco, la medicina incontra il vissuto reale. Il dato clinico si intreccia con le emozioni, con le domande mai fatte, con tutto ciò che troppo spesso viene liquidato con un “è normale”.

“Il problema non è il corpo delle donne,” afferma la Dottoressa Monica Calcagni “È tutto quello che negli anni non è stato detto, spiegato o ascoltato davvero. Questo spettacolo nasce per rompere quel silenzio.”

Il pubblico non resta spettatore, ma viene coinvolto in un percorso che invita a sentire prima ancora che comprendere. Nel finale, la scena si svuota e resta una richiesta semplice, ma radicale: “Se non puoi viverlo non sminuirlo”. Non è solo teatro. È un atto culturale.

Guidonia – Vertice sulla sicurezza urbana con il Questore

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Questa mattina, presso il Commissariato di Tivoli-Guidonia, i Sindaci di Guidonia Montecelio e Tivoli, Mauro Lombardo e Marco Innocenzi, hanno incontrato il Questore di Roma, Dottor Roberto Massucci, per un confronto sui temi della sicurezza urbana. Si è convenuti sulla necessità di rafforzare ulteriormente il presidio del territorio, attraverso una presenza più capillare e continuativa delle Forze dell’Ordine, l’ampliamento dei sistemi di videosorveglianza e un coordinamento più stretto tra Istituzioni, Polizia Locale, associazioni e cittadini.

In questo quadro si può inserire efficacemente il progetto di istituzione di un nuovo Commissariato a Guidonia Montecelio, da affiancare a quello di Tivoli, al quale si sta lavorando in sinergia. Controlli più efficaci, d’altronde, svolgono un ruolo preventivo decisivo: scoraggiano comportamenti illeciti, tutelano i luoghi di aggregazione e restituiscono fiducia alla collettività.

Negli ultimi mesi si sono raccolti segnali che richiedono un’attenzione crescente: episodi di vandalismo, comportamenti incivili, abbandono di rifiuti e situazioni di degrado che minano il decoro e la percezione di sicurezza della comunità. Evidenziate, tra le altre, le criticità determinate dai ricorrenti accampamenti abusivi, la situazione degli appartamenti occupati in via Giotto, gli episodi di malamovida in via Romana.

“Ringrazio il Questore Roberto Massucci per la grande attenzione per il nostro territorio che, peraltro, si unisce al meticoloso lavoro quotidiano del Commissariato di Tivoli-Guidonia, ben diretto dal Dottor Cosimo Bari. Mi sono permesso di fornire alcune priorità sulle quali concentrare gli sforzi, ben note ai cittadini: campo nomadi di Bagni vecchi e bivacchi su gomma, che si ripresentano con frequenza in alcune nostre aree; l’occupazione abusiva delle case di via Giotto, ai Pichini; la malamovida notturna. Una Città più sicura è una Città più viva e più partecipata”, dichiara il Sindaco Mauro Lombardo.

Il Lazio punta sul turismo: il Piano Triennale 2025-2027 è la svolta attesa

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elena palazzo
elena palazzo

Il Lazio non è solo Roma. Con l’approvazione all’unanimità del Piano Turistico Triennale 2025-2027 da parte del Consiglio Regionale, avvenuta l’11 febbraio 2026, qualcosa di strutturale sembra finalmente cambiare. Non è la solita delibera: è un atto di programmazione che ambisce a ridefinire il modo in cui questa regione si racconta al mondo.

Il Piano porta l’impronta dell’assessore Elena Palazzo, titolare delle deleghe a Turismo, Ambiente, Sport, Sostenibilità e Transizione energetica. Palazzo lo ha presentato come una vera strategia di sviluppo territoriale che utilizza il turismo come leva economica, sociale, culturale e ambientale: le politiche turistiche vengono finalmente lette in connessione con quelle ambientali, infrastrutturali e occupazionali.

Il nodo da sciogliere: Roma non può essere tutto

L’assessore ha chiarito con franchezza il punto di partenza: il Lazio non è una sola destinazione, ma un sistema di destinazioni. Il problema storico non è stato la mancanza di risorse, ma la frammentazione dell’offerta, la debolezza del coordinamento e l’assenza di una narrazione unitaria. Roma vale da sola oltre tre quarti del turismo regionale, mentre Tuscia, Castelli, Ciociaria, Sabina e litorale pontino esistono in una condizione di perenne sottoutilizzo. Il Piano prova a invertire questa logica in modo sistematico.

Custodire l’identità: il bando per le tradizioni locali

Per sostenere i territori nella loro unicità, è stato lanciato un bando dedicato alle manifestazioni storiche e alle tradizioni locali, che sostiene eventi capaci di custodire e raccontare l’identità dei territori. Nel 2025 sono stati finanziati tutti i progetti, con un finanziamento di 1,7 milioni di euro, per il 2026 sono già pervenute 442 domande tra Comuni e Pro Loco, a conferma dell’interesse e della vitalità del tessuto locale.

Strategia e Innovazione: il bando “Lazio Digital Innovation Tourism”

Tra gli asset strategici del Piano figurano sostenibilità, innovazione digitale, inclusività, destagionalizzazione e qualità dell’offerta. La vision è di non puntare più solo a portare persone, ma ad aumentare la permanenza media, migliorare la spesa per turista e distribuire i flussi oltre Roma.

Grande attenzione è rivolta all’innovazione con il bando “Lazio Digital Innovation Tourism”, finanziato con 2,4 milioni di euro, che sostiene progetti di promozione turistica e culturale attraverso strumenti digitali avanzati, realtà virtuale, aumentata e intelligenza artificiale, per valorizzare borghi, siti archeologici e paesaggi del Lazio con esperienze immersive e interattive.

I progetti concreti e la sicurezza dei Cammini

I finanziamenti esistono e sono già operativi. Sulla Rete dei Cammini del Lazio (RCL), la Giunta ha approvato un finanziamento di 1 milione di euro per il 2026 per migliorare la fruibilità dei percorsi e sviluppare il turismo “active”, affidando la gestione a Sport e Salute S.p.A..

Il potenziamento prosegue con ulteriori stanziamenti mirati:

  • Entro l’annualità verranno messi a disposizione dei Comuni ulteriori 1,8 milioni di euro in conto capitale per la messa in sicurezza dei cammini della RCL.
  • Nel 2024, a valere anche sul 2025, sono stati stanziati €1.687.211,53 per la segnaletica e la messa in sicurezza dei tracciati. Hanno beneficiato di questo intervento ben 21 Comuni.
  • Completa il quadro l’adesione della Regione all’Associazione “Vie e Cammini di Francesco”, che inserisce il Lazio in un circuito spirituale e culturale di rilevanza nazionale.

Il metodo e le sfide aperte

Il Piano nasce da un percorso di ascolto reale: tra ottobre e novembre 2024 si sono svolti cinque incontri provinciali con operatori, amministratori e associazioni di categoria. Il Primo Forum del Turismo del Lazio, il 5 febbraio 2025 a Roma, ha rappresentato il momento pubblico di questa sintesi.

Restano criticità aperte. La mobilità interna è il grande nodo irrisolto: raggiungere i borghi della Ciociaria o della Sabina senza auto è ancora un’impresa. Qui la Regione dovrà investire in accompagnamento per le micro-imprese ricettive, non solo in risorse. Il Piano Triennale 2025-2027 è comunque un punto di svolta: per la prima volta il Lazio si dota di una visione organica, finanziata e condivisa.

Banglamarket, Antonini rompe il silenzio: “Roma non può essere commissariata dalla rassegnazione”

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mauro antonini
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Il promotore di “Roma Capitale d’Imprese” interviene sul caso Torpignattara e sui dati shock di maggio 2026: densità commerciale sedici volte la media nazionale, blitz quotidiani, ordinanze sindacali. Ma il punto, dice, non è la bandiera sul minimarket. È il metodo.

Torpignattara fa ancora paura. Non nel senso romantico del termine — quella paura sana che ti prende davanti a qualcosa di grande e incompreso — ma nel senso concreto, cifre alla mano, di un quartiere dove la densità di minimarket ha raggiunto 0,115 esercizi per abitante: sedici volte la media nazionale, più del doppio di quella cittadina. I dati pubblicati il 4 maggio 2026 dal quotidiano Il Tempo parlano di una saturazione commerciale senza paragoni in Italia. E parlano, soprattutto, di un vuoto politico che qualcuno deve avere il coraggio di riempire.

Mauro Antonini, imprenditore romano, ideatore del progetto editoriale “Roma Capitale d’Imprese. La città che osa imprendere”, quel coraggio lo ha. E lo esercita con la precisione chirurgica di chi conosce Roma non dai convegni, ma dai canoni d’affitto e dalle autorizzazioni comunali. “Il problema non è la bandiera sul minimarket”, spiega. “Il problema è che stiamo accettando come normale una situazione che normale non è, e lo facciamo perché parlarne fa paura. Fa paura ai politici, fa paura ai giornalisti, fa paura persino agli imprenditori che ne sono le prime vittime.”

Il quadro: blitz, sanzioni e un’ordinanza che regge

I numeri di queste settimane sono eloquenti. Il 5 maggio, un blitz della Polizia di Stato a Tor Bella Monaca e Torre Maura ha portato all’arresto di sei persone e alla denuncia di altre due, smantellando basi di spaccio che utilizzavano la copertura di attività commerciali lungo via Casilina. All’Esquilino, nella stessa giornata, una task force ha elevato sanzioni per oltre 10.000 euro con sequestro di 500 chilogrammi di prodotti alimentari non conformi. Nel solo mese di aprile, i blitz coordinati dalla Procura hanno prodotto 35 arresti tra centro storico e periferie.

Il Sindaco Gualtieri ha confermato l’ordinanza anti-malamovida in vigore fino all’11 ottobre 2026, con obbligo di chiusura dei minimarket dalle 22:00 alle 5:00 nei fine settimana e nei festivi. I Municipi V, VI e X ne hanno esplicitamente chiesto il rinnovo. È un segnale. Non è una soluzione.

“Le ordinanze servono, e chi le applica fa il proprio dovere”, osserva Antonini. “Ma un’ordinanza è un cerotto su una frattura. Serve il metodo: regole certe, tempi certi, conseguenze certe. Roma non è una frana inevitabile: è un insieme di scelte. Finché non scegliamo con chiarezza cosa vogliamo che diventi questa città, ogni blitz sarà solo una foto per i giornali.”

La questione economica: chi paga il vuoto delle botteghe storiche

Antonini non è nuovo a questo tipo di analisi. Il suo libro — presentato alla Libreria del Palazzo delle Esposizioni il 17 febbraio 2026, poi al Campidoglio e a Palazzo Valentini — affronta da mesi il tema della desertificazione del commercio locale romano. “Quasi il 44% delle attività a Torpignattara è nel comparto alimentare”, ricorda. “Il 30% sono minimarket o frutterie. Quello che non ci diciamo mai è che dietro quelle percentuali ci sono le saracinesche abbassate definitivamente di decine di botteghe romane. Il droghiere, il pizzicarolo, il fruttivendolo di quartiere. Un tessuto che non si ricostituisce per decreto.”

La questione, per Antonini, non è etnica. È economica e di governo del territorio. “La comunità bengalese ha trovato uno spazio vuoto e lo ha riempito. Ha fatto quello che fanno gli imprenditori: ha colto un’opportunità. Il problema non è chi l’ha colta, ma perché quello spazio era vuoto. Perché i romani non reggono la concorrenza? Perché la burocrazia e il costo del lavoro rendono impossibile aprire alle 7 di sera e chiudere a mezzanotte. Questo è il nodo. Il resto è narrazione.”

Dalla cronaca alla proposta: cosa chiedere al Campidoglio

Quale sarebbe, allora, la mossa giusta? Antonini non si sottrae alla domanda. “Prima cosa: mappare la realtà. Non con i dati medi della città, ma quartiere per quartiere, strada per strada. Il Municipio V lo sa già, i commercianti lo sanno già. L’amministrazione deve smettere di fingere di non saperlo. Seconda cosa: intervenire sulle licenze con criteri basati sulla reale capacità di assorbimento del quartiere, come chiedono da mesi i sindaci più lungimiranti. Non si tratta di discriminare nessuno: si tratta di fare pianificazione urbana. Terza cosa: rendere economicamente sostenibile per i commercianti romani tornare a competere. Significa tagliare i costi, semplificare le aperture serali, creare incentivi reali — non voucher che restano nei cassetti.”

Il riferimento ai voucher non è casuale. Il secondo comunicato stampa allegato al piano editoriale di “Roma Capitale d’Imprese” — distribuito alle redazioni di economia e innovazione in questi giorni — segnala che nel 2026 una microimpresa romana può accedere a risorse concrete: fino a 10.000 euro dalla Camera di Commercio, fino a 50.000 euro dalla Regione Lazio e a 4 milioni stanziati da Roma Capitale per la digitalizzazione. Eppure solo il 15,7% delle PMI italiane utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro il 53% delle grandi aziende. “Il divario non è di fondi. È di mentalità”, scrive Giada Giorgia Mattei nel suo capitolo del libro. Antonini la cita spesso. Perché vale anche per il commercio di prossimità.

Roma, nel 2026, ha approvato un masterplan da 45 milioni per il Tevere. Ha ordinanze antimalamovida. Ha blitz quotidiani. Ha dati shock che nessuno può più ignorare. Ha tutto — tranne, per ora, la volontà di trasformare la gestione dell’emergenza in una visione di lungo periodo. Mauro Antonini quella visione la chiede da mesi, con la pazienza di chi sa che le città cambiano lentamente e con l’impazienza di chi sa che non c’è più molto tempo.

“Roma non può essere commissariata dalla rassegnazione.” Lo dice lui. E ha ragione.

Mauro Antonini è l’ideatore di “Roma Capitale d’Imprese. La città che osa imprendere” (Youcanprint, ISBN: 9791224058731, € 12,35). I proventi sono devoluti all’Associazione Andrea Tudisco ODV.