Il bilancio ancora provvisorio. l’incidente è avvenuto in zona porta Venezia. Per il momento la causa resta sconosciuta
di Marco Sacchetti e Redazione Web
MILANO – Il tram numero 9 percorreva a grande velocità viale Vittorio Veneto quando è uscito dai binari ed è finito contro la vetrina di un locale. Erano circa le 16 di oggi pomeriggio, venerdì 27 febbraio, quando è avvenuto l’incidente, per cause ancora tutte da chiarire, in zona Porta Venezia.IL BILANCIO PROVVISORIO
Il mezzo si è sganciato dalle lamiere andando ad investire, a quanto risulta dalle prime notizie, dei passanti. Purtroppo una persona non è sopravvissuta allo schianto, mentre quasi una quarantina sarebbero i feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Poche ore dopo la notizia di una seconda vittima. Sul posto 13 ambulanze più 3 automediche, un auto infermieristica, e 2 mezzi di coordinamento maxiemergenze di Areu.
In dettaglio, il primo bilancio provvisorio dei Vigili del fuoco indica due vittime e 39 feriti. I più gravi sono un codice rosso- che poi non è sopravvissuto- sei codici gialli e trentadue codici verdi. I deceduti sono un uomo di 60 anni di Rozzano e un migrante senza fissa dimora, uno era a bordo del mezzo e l’altro un passante che ne è stato travolto. I feriti sono stati tutti soccorsi dal personale sanitario e trasferiti negli ospedali della città.
I vigili del fuoco hanno operato a lungo, completando le attività di ‘estricazione’ e bonifica. Il lavoro più delicato- e che ha richiesto diverso tempo- ha riguardato l’estrazione di un passeggero rimasto incastrato. “Sotto il tram- fanno sapere i Vigili del Fuoco- non si registra la presenza di persone”. Cinque i mezzi inviati dalla sede centrale di via Messina sul posto per un totale di 25 uomini. Sul posto sono arrivati anche il sindaco Sala e il procuratore Viola..
A nome mio e di ANCI Lazio, esprimo le più vive congratulazioni per un risultato che premia la competenza, l’equilibrio e una visione di sviluppo lungimirante”.
Così in una nota Gianluca Quadrini, Dirigente di ANCI Lazio, commenta l’elezione odierna che ha visto il rinnovo del mandato per il Presidente Acampora.
Sinergia tra Enti Locali e Imprese Secondo Quadrini, la continuità alla guida dell’Ente camerale è garanzia di stabilità per i Comuni delle due province:
”In questi anni, sotto la guida di Acampora, abbiamo visto una Camera di Commercio dinamica, capace di dialogare costantemente con le amministrazioni locali. Per noi di ANCI Lazio, avere un interlocutore così attento alle dinamiche dei territori è fondamentale. I Comuni e le imprese sono due facce della stessa medaglia: se cresce il tessuto produttivo, migliorano i servizi e la qualità della vita dei nostri cittadini.”
Le sfide del futuro: PNRR e Sviluppo Locale Il Dirigente di ANCI Lazio ha poi sottolineato l’importanza dei dossier aperti, dalla messa a terra dei fondi del PNRR al rilancio delle infrastrutture:
Collaborazione Istituzionale: “Dobbiamo continuare a lavorare insieme per semplificare la vita alle imprese nei nostri Comuni.” Valorizzazione del Territorio: “La Camera di Commercio Frosinone Latina è un motore trainante per il turismo, l’industria e l’economia del mare; settori su cui le nostre amministrazioni puntano con decisione.” Auguri di buon lavoro ”Auguro a Giovanni Acampora e a tutto il nuovo Consiglio camerale un quinquennio di successi. Sono certo che la strada intrapresa sia quella giusta e che, come ANCI Lazio, continueremo a essere partner attivi in ogni iniziativa volta a rendere le province di Frosinone e Latina sempre più competitive e attrattive,” conclude Gianluca Quadrini.
EducaMente: un percorso integrato di autonomia, competenze e partecipazione per cittadini vulnerabili del Lazio
Si è concluso “EducaMente – la formazione che contrasta la discriminazione in cittadini con disabilità, DSA, BES e con disagio psichiatrico del Lazio”, progetto promosso da APS Meraki – presieduto da Danilo Oppedisano – nell’ambito del Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021–2027, Priorità “Inclusione Sociale”. L’iniziativa ha rappresentato un intervento articolato e multidimensionale, finalizzato a rafforzare autonomia, competenze personali e partecipazione sociale delle persone coinvolte, attraverso un modello operativo integrato capace di coniugare formazione, esperienza pratica, dimensione relazionale e supporto continuativo. Il progetto ha sviluppato altresì un percorso strutturato di attività pensate per incidere concretamente sulla vita quotidiana dei partecipanti, intervenendo su quegli ambiti che frequentemente rappresentano fattori critici nei processi di inclusione sociale e autonomia personale. Uno degli assi centrali è stato, ad esempio, il laboratorio dell’autonomia abitativa, concepito come spazio operativo dedicato allo sviluppo delle competenze legate alla gestione della vita domestica. Le attività hanno coinvolto i partecipanti in esperienze pratiche finalizzate all’acquisizione di abilità concrete, dalla preparazione dei pasti all’organizzazione della cucina, dalla gestione del bucato alla cura degli spazi personali. “In questo contesto, la dimensione dell’apprendimento ha assunto una connotazione fortemente esperienziale, consentendo ai destinatari di sperimentare direttamente attività quotidiane spesso percepite come complesse o difficilmente gestibili in autonomia”, hanno spiegato dalla associazione. Particolare attenzione è stata poi dedicata alla costruzione di una maggiore consapevolezza rispetto alla gestione delle risorse e ai comportamenti sostenibili. L’introduzione ai principi dell’economia circolare ha permesso di integrare le attività manuali con una riflessione più ampia sui temi del riuso, della riduzione degli sprechi e dell’utilizzo responsabile dei beni. Le pratiche quotidiane sono state così reinterpretate come strumenti di autonomia, responsabilità e partecipazione attiva. Accanto alla dimensione dell’autonomia personale, EducaMente ha promosso pure un percorso dedicato allo sviluppo delle competenze digitali, riconoscendo il ruolo sempre più centrale della tecnologia nei processi di inclusione sociale. Il progetto ha valorizzato la dimensione culturale e territoriale attraverso attività dedicate alla scoperta e conoscenza di nuovi luoghi, promuovendo esperienze di socializzazione, integrazione e partecipazione collettiva. Un ulteriore ambito di intervento ha riguardato la salute e il benessere, attraverso attività di outdoor education e laboratori sportivi inclusivi. In questi contesti, il movimento è stato proposto come strumento educativo e relazionale, capace di favorire interazione, socializzazione e percezione positiva di sé. Parallelamente alle attività laboratoriali, EducataMente ha voluto garantire un servizio di ascolto e supporto continuativo, elemento centrale del progetto, che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per i partecipanti e le famiglie. Lo sportello ha svolto una funzione strategica nella presa in carico globale delle esigenze individuali, offrendo orientamento, accompagnamento e supporto nei percorsi di autonomia e partecipazione sociale. Insomma, EducaMente lascia così in eredità non soltanto un insieme di attività realizzate, ma un’esperienza metodologica e operativa che evidenzia l’importanza di modelli di intervento capaci di integrare formazione, relazione, autonomia e partecipazione attiva nei percorsi di contrasto alla discriminazione e promozione dell’inclusione sociale.
Nel corso dell’assemblea regionale della Lega nel Lazio, è stato più volte ringraziato Antonio Rinaldi, già europarlamentare, per essersi messo a disposizione del partito come
candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di Roma Capitale. Sarà questo il profilo che la Lega porterà al tavolo del centrodestra, auspicando di incontrare la coalizione il prima
possibile per decidere il nome da sostenere. Fondamentale, secondo il coordinatore regionale Davide Bordoni, muoversi per tempo, come ha fatto la Lega che per prima ha individuato il profilo migliore, perchéin grandi città come Roma questo può fare davvero la differenza. Così
Dal 7 marzo al 10 maggio 2026 tra Teatro Torpignattara e Teatrocittà, una rassegna multidisciplinare tra teatro, musica, arti visive e parola
Uno spazio di riflessione attraverso l’arte: nasce da un’idea di Daniela AversaWOMEN, la rassegna multidisciplinare che dal 7 marzo al 10 maggio 2026, tra il Teatro Torpignattara e Teatrocittà, porta a Roma un percorso che intreccia teatro, musica, arti visive, letteratura e momenti di confronto per raccontare, senza filtri, la complessità dell’universo umano.
Non un semplice cartellone di spettacoli, ma un percorso che invita il pubblico a entrare dentro le storie, a riconoscersi nelle fragilità e nelle contraddizioni, a interrogarsi sulle relazioni, sull’identità e sul modo in cui abitiamo il presente.
WOMEN prende vita dal desiderio di creare uno spazio vivo, aperto, in cui esperienze femminili e maschili possano dialogare, incontrarsi e anche scontrarsi, restituendo tutte le sfumature – luminose e oscure – dell’essere umano. Il nome stesso non indica una chiusura, ma un punto di partenza: uno sguardo che include, mette in relazione e amplia.
Ogni appuntamento è costruito come un’esperienza immersiva: la scena si mescola con la musica, le immagini dialogano con le parole, le testimonianze si intrecciano con la narrazione teatrale. Il pubblico non assiste soltanto, ma attraversa un percorso fatto di emozioni, riflessioni e condivisione, in un tempo che alterna spettacolo, incontro e convivialità.
In un momento storico in cui il bisogno di confronto e relazione è sempre più urgente, WOMEN si propone come uno spazio di ascolto e partecipazione, dove l’arte diventa strumento per leggere la realtà e aprire nuove prospettive.
Il programma
Ad aprire la rassegna è “We Talk – Rompiamo il silenzio” (7 e 8 marzo, Teatro Torpignattara), uno spettacolo che si muove sul confine tra teatro e realtà, costruito come un racconto corale capace di trasformare la scena in uno spazio di ascolto.
L’azione si svolge all’interno di uno studio televisivo: tutto sembra seguire un copione già scritto, finché una voce irrompe e rompe l’equilibrio. Da quel momento, il racconto si incrina e si apre a una sequenza di testimonianze che portano in superficie storie spesso taciute, vissute, negate o ignorate. La violenza di genere emerge così in tutte le sue forme – non solo quella evidente, ma anche quella più sottile e invisibile, fatta di controllo, isolamento, silenzi e condizionamenti – restituendo un quadro complesso e profondamente umano.
In scena, un gruppo di interpreti guidati da Daniela Aversa costruisce un tessuto narrativo stratificato, in cui ogni voce aggiunge un punto di vista e ogni storia dialoga con le altre, fino a trasformarsi in un momento collettivo di consapevolezza. Attorno al cuore teatrale, la serata si espande grazie all’incontro con altri linguaggi: musica dal vivo, arti visive, fotografia e parola scritta contribuiscono a creare un’esperienza immersiva, in cui lo spettatore non è solo osservatore, ma parte di un processo emotivo e riflessivo. “We Talk” non offre risposte semplici né soluzioni, ma apre uno spazio necessario: quello in cui le storie possono essere ascoltate, riconosciute e condivise.
Con “La ricerca dell’amore – È caso o destino?” (28 e 29 marzo, Teatrocittà) il focus si sposta sulle relazioni e sul bisogno di connessione. Tra coincidenze, incontri mancati e mistero, la serata esplora il confine sottile tra scelta e destino, interrogandosi su ciò che ci avvicina o ci allontana dagli altri, in un equilibrio tra leggerezza e profondità.
Il 12 aprile, al Teatro Torpignattara, “Isole – Storie di sguardi lontani” affronta il tema della libertà e dell’attesa attraverso il teatro sociale. Le storie diventano spazi interiori, isole emotive in cui convivono desiderio di cambiamento e paura di affrontarlo, in un dialogo tra arte e testimonianza.
Con “Romamor – Odi et Amo” (18 e 19 aprile, Teatro Torpignattara) la città di Roma diventa protagonista e metafora: un luogo in cui bellezza e contraddizioni convivono continuamente. Tra amore e disincanto, la serata attraversa le molte anime della città e delle relazioni che la abitano.
A chiudere la rassegna è “Equilibrio precario – Fragilità e resilienza” (8, 9 e 10 maggio, Teatrocittà), un appuntamento dedicato al tema del lavoro, delle discriminazioni di genere. Un racconto che intreccia storie personali e collettive, mettendo in luce la difficoltà di trovare stabilità in un contesto fragile.
Il progetto
WOMEN è ideato da una compagnia teatrale attiva sul territorio romano, guidata da Daniela Aversa, autrice ed event manager, che da anni lavora nella produzione e organizzazione di eventi culturali. Il progetto nasce da un percorso artistico e umano che mette al centro l’urgenza di raccontare il presente attraverso linguaggi diversi, creando connessioni tra arte, pubblico e realtà sociale.
«WOMEN nasce dal desiderio di creare uno spazio in cui linguaggi artistici diversi possano incontrarsi e dialogare tra loro – l’organizzatrice degli eventi Daniela Aversa – ogni appuntamento è pensato come un’esperienza che unisce spettacolo e confronto, con l’idea di offrire al pubblico più punti di vista su temi che riguardano tutti.
In un momento in cui il bisogno di relazione e ascolto è sempre più forte, sentivamo l’urgenza di costruire un progetto capace di mettere in connessione persone, storie e sensibilità diverse».
Legalità e tutela dell’ambiente come pilastri della stessa visione civile. Su questo asse il Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale annuncia il proprio sostegno convinto al SÌ in vista del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, affiancando alla posizione referendaria una proposta concreta per rendere più sostenibile anche la comunicazione politica.
«Noi ecologisti siamo per il SÌ, senza ambiguità», dichiara Piergiorgio Benvenuti, Presidentenazionale del Movimento. «Chi difende il territorio non può prescindere dal buon funzionamento della giustizia. La legalità è il primo argine contro inquinamento, ecoreati, traffico illecito di rifiuti e abusi edilizi. Se la giustizia non è autorevole ed efficiente, le norme ambientali restano lettera morta».
Al centro della riforma vi sono la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e le modifiche al Consiglio Superiore della Magistratura, anche tramite sorteggio dei componenti, per ridurre il peso delle correnti interne. «Un giudice deve essere terzo non solo nei fatti, ma anche nella percezione dei cittadini. Rafforzare indipendenza e equilibrio significa tutelare i diritti di tutti, compresi quelli legati alla salute pubblica e alla difesa dell’ambiente».
Per Ecoitaliasolidale, i processi per disastri ambientali richiedono competenze scientifiche avanzate e tempi certi. «Una magistratura più libera e preparata rappresenta una vera barriera contro le devastazioni ambientali. Solo così si può contrastare efficacemente chi inquina e specula sul territorio, contribuendo a costruire un futuro sostenibile per le nuove generazioni».
Il sostegno al referendum si inserisce in un quadro più ampio di evoluzione costituzionale. Recentemente la Costituzione italiana è stata aggiornata per rispondere alle sfide contemporanee come il cambiamento climatico e la crisi ambientale. L’Articolo 9 e 41 include ora la “tutela dell’ambiente” e la “difesa degli animali”.
«Questi aggiornamenti storici – sottolinea Benvenuti – riconoscono che la salute del Pianeta e quella delle persone sono legate indissolubilmente. Ecoitaliasolidale ha sostenuto con forza queste modifiche: solo una Costituzione che tutela ambiente e biodiversità permette all’Italia di affrontare le sfide globali del futuro».
Accanto al sostegno referendario, il Movimento propone anche di superare i tradizionali bandoni elettorali, sostituendoli con strumenti digitali e sostenibili, riducendo sprechi e impatto ambientale senza limitare il diritto all’informazione.
«Ambiente, legalità e Costituzione camminano insieme – conclude Benvenuti –. Sostenere il SÌ significa rafforzare la giustizia, proteggere il Pianeta e costruire anche un’Italia più giusta, verde e responsabile verso le generazioni future».
In un dialogo tra Oriente e Occidente, dove la storia dell’arte occidentale si intreccia con la sensibilità contemporanea cinese lungo le vie dell’Eurasia, dal 6 marzo all’8 aprile arriva per la prima volta a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, diretta da Renata Cristina Mazzantini, un’artista donna che è una delle più interessanti firme della scena pittorica cinese contemporanea, Gulistan, con la mostra Time Garden, a cura di Gabriele Simongini.
Nello stesso museo che custodisce capolavori di Modigliani, Morandi e Boccioni, particolarmente ammirati dalla stessa Gulistan (il cui nome significa “Giardino di Rose”), si inserisce così la voce di un’artista che costruisce ponti visivi e spirituali tra due mondi, attraverso una pittura che è essa stessa incontro, in cui i pigmenti minerali dei murales di Dunhuang dialogano con la solidità dell’affresco occidentale, le linee calligrafiche orientali si confrontano con la struttura e la tensione della modernità europea.
La Via della Seta – più che un singolo percorso, una rete di strade e relazioni – ha messo in contatto popoli, lingue, religioni, immagini. Gulistan ha studiato e attraversato quei territori, partecipando anche a indagini archeologiche lungo quel tracciato: da qui nasce Time Garden, un corpus di 45 opere in cui le tempeste di sabbia di Dunhuang si intrecciano idealmente con la luce di Roma, il vuoto contemplativo dell’estetica orientale incontra il “non finito” occidentale.
Per Gulistan l’arte al femminile non dovrebbe essere confinata alla “lotta per l’identità e parità di genere”, come dice lei stessa, ma dovrebbe impegnarsi a “manifestare la verità dell’essere attraverso la sensibilità femminile e i suoi modi unici di percepire il mondo”.
Il tempo, per Gulistan, non è una linea che procede in modo rettilineo e irreversibile, ma un giardino in cui ogni fiore rappresenta un momento di memoria, un frammento di civiltà, un codice culturale che continua a vivere e a trasformarsi; la sua pittura si fonda così su una concezione circolare dell’esistenza, dove passato e presente si compenetrano senza soluzione di continuità e dove Oriente e Occidente non vengono giustapposti come poli opposti, ma si fondono in una coesistenza profonda e simbiotica che attraversa temi, immagini e linguaggi. Un percorso in cui spazio mentale e spirituale, memoria, storia e immaginazione fioriscono invitando il visitatore a camminare tra le opere come in un paesaggio, seguendo un itinerario fatto di rimandi, stratificazioni e connessioni. Come scrive Gabriele Simongini, “Gulistan cerca la bellezza nell’evanescenza e nella fluidità figurale di ciò che è in sospeso. Sogni, ricordi, desideri e pensieri delle sue figure femminili e maschili si materializzano sopra e intorno ad esse in una fioritura di immagini che non sembra avere sosta, come una danza perpetua”.
Nella serie Fragments of Time le tonalità terrose e la stasi contemplativa di Morandi convivono con il rosso ocra delle pitture murali di Dunhuang e con le linee calligrafiche orientali. In altre opere, le Apsaras in volo delle grotte cinesi trovano un’inaspettata sintonia con il dinamismo di Boccioni. Nella serie The Nature of Memory frammenti di scultura romana si innestano sulle silhouette sfumate di figure femminili orientali, mentre in Memory of the Portraits il “non finito” dialoga con la rarefazione dell’inchiostro su carta della tradizione cinese.
Al centro di questa visione c’è il camminare, inteso non solo come esperienza fisica ma come pratica interiore: è nel viaggio, nell’attraversamento dei paesaggi, delle rovine, dei siti antichi e delle stratificazioni storiche, così come nella sedimentazione dei ricordi personali, che prende forma la sua pittura, perché il passo diventa misura dello spazio e del tempo, gesto creativo e insieme meditazione, modo per ascoltare i luoghi e tradurne l’energia in immagini. Anche la tecnica riflette questo ponte tra culture, poiché Gulistan spesso unisce colori a olio e pigmenti a base d’acqua, fondendo le pratiche in una coesistenza morbida e naturale, e le sue figure – sospese tra sogno e memoria, tra apparizione e dissolvenza – emergono sulla tela come presenze leggere, in equilibrio instabile e poetico tra ciò che è stato e ciò che continua a diventare.
Gulistan è un’artista cinese attiva tra Pechino e il contesto internazionale, la cui ricerca pittorica si sviluppa lungo l’asse culturale che unisce Oriente e Occidente. Dopo aver conseguito il Master in pittura a olio presso la Capital Normal University di Pechino (2000–2003), ha completato un Master in Education presso la University of Flinders in Australia (2005–2007). Attualmente è docente alla Capital Normal University, dove affianca all’attività didattica una intensa ricerca artistica. Nel corso degli anni il suo lavoro è stato presentato in importanti istituzioni museali e sedi internazionali, tra cui il China Art Museum, lo Shanghai Art Museum, il Today Art Museum, il Guangdong Provincial Museum, il Poly Art Museum di Pechino, il National Normal University of Taiwan, il Sejong Hall di Seoul e il Ramsay Museum di Düsseldorf. Le sue opere sono state esposte inoltre in Svezia, Spagna, Portogallo, Grecia, Germania, Italia e Dubai, confermando una presenza sempre più rilevante nel panorama contemporaneo internazionale. Nel 2020, a Roma, ha ricevuto il Contemporary Art Creation Award conferito dall’International Federation of Women Artists. Nel 2021 ha realizzato la personale “The Color of Time” al National Art Museum of China. Nel 2022 è stata protagonista della mostra “The Temperature of Time: Chinese and Italian Artists’ Paintings”, curata da Michelle Mope Andersson, che ha messo in dialogo la sua ricerca con quella dell’artista italiano Antonio D’Acchille. Nel 2023 è stata selezionata per la Florence Biennale, mentre nel 2024 ha partecipato alla International Contemporary Art Fair al Louvre di Parigi nell’ambito della Chinese Women Artists Invitational Exhibition. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui il China Art Museum, l’Ambasciata dell’Unione Europea e la famiglia reale di Dubai, oltre a numerosi collezionisti internazionali.
Visitabile fino all’8 aprile alla GNAMC di Roma, Time Garden è sostenuta e organizzata dalla Fondazione per l’arte cinese in Italia e Co-organizzata da Federazione Internazionale delle Artiste Femminili 923 Art Space.
‘Time Garden’ di Gulistan
GNAMC-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Viale delle Belle Arti, 131 – Roma (Soppalco Aldrovandi)
A cura di Gabriele Simongini
Dal 7 marzo all’8 aprile Press preview: 6 marzo ore 18.00
Il confine tra amore e possesso è spesso invisibile, ma le sue conseguenze segnano profondamente la vita dei nostri giovani.
Per rompere il silenzio e costruire una cultura del rispetto, il Lions Club Anzio Nettuno Host e l’IIS “Apicio Colonna Gatti” hanno organizzato un “workshop” che si terrà il 4 marzo 2026, con inizio alle ore 18:30, presso l’Aula Magna dell’Istituto in Via Nerone, 1 – Anzio.
Un momento di confronto e approfondimento unico e necessario nato per favorire il dialogo tra studenti, genitori e docenti, affrontando con delicatezza e fermezza un tema di bruciante attualità, al quale è invitata tutta la cittadinanza a partecipare con ingresso libero.
I lavori saranno aperti dalla Dott.ssa Candida Giuliangeli con un’approfonda analisi per imparare a individuare precocemente le dinamiche tossiche e con l’indicazione degli strumenti psicologici utili per riconoscere le manipolazioni e difendere l’autonomia affettiva. Titolo dell’intervento “Amore o Controllo – Imparare a leggere i segnali”.
Successivamente l’istruttore di I° livello Luciano Gabrielli effettuerà una Dimostrazione di Difesa Personalefinalizzata a sensibilizzare l’auditorio sull’importanza della sicurezza fisica, intesa come consapevolezza di sé e sulla capacità di reagire con fermezza alle minacce.
Blue police car with inscription police in Italian
La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, nella mattina odierna ha dato esecuzione al mandato di arresto europeo, per il reato di sequestro di persona aggravato dalla morte del soggetto, nei confronti del figlio trentaquattrenne di Alexandru Adarici, deceduto in via Nerino a Milano il 23 gennaio scorso.
L’attività investigativa svolta dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile di Milano, con l’ausilio del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e in raccordo informativo con Europol e Eurojust, hanno permesso di ricostruire un grave quadro indiziario a carico del soggetto che ha consentito alle forze di polizia spagnole, in particolare al Mossos d’Esquadra di Barcellona – CGIC (Comissaria General d’Investigació Criminal) – AIC (Àrea d’Investigació Criminal) – RPMB (Regió Policial Metropolitana Barcelona) – UTI-Personas (Unitats Territorials d’Investigació – reati contro la persona) di dare esecuzione al provvedimento restrittivo a suo carico. Alle fasi dell’arresto in Spagna hanno preso parte anche due investigatori della Polizia di Stato, appositamente inviati nel territorio iberico.
Le indagini hanno permesso di accertare che l’indagato, dopo aver convinto il padre (uomo d’affari operante, insieme a lui, nel settore della finanza e degli investimenti) a recarsi a Milano per partecipare ad un “meeting” di lavoro in uno stabile sito a Milano in via Nerino, ha concorso al suo sequestro funzionale a costringerlo a trasferire 250.000 euro in criptovalute. Allo stesso indagato si ritiene addebitabile la caduta dalla finestra dell’appartamento del congiunto, in quanto unica persona presente nella stanza al momento della precipitazione.
Tramite una complessa attività tecnica, che ha permesso di ricostruire la storia del defunto e dei suoi spostamenti, attraverso l’analisi delle telecamere e dei tabulati telefonici, è stato possibile ripercorrere gli spostamenti del reo, appurando il suo ruolo nella morte del padre.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.
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