Milano, 18 marzo 2026 – «La Procura di Milano ha emesso sei misure cautelari, oltre ad avere indagato altri otto soggetti, per la guerriglia scatenata dagli antagonisti il 22 settembre scorso in stazione centrale. In quell’occasione il reparto mobile di Milano contò 60 feriti su un totale di 120 agenti in organico. Auspico quindi che agli indagati, in caso di condanna, siano inflitte pene molto dure. I reati contestati sono gravi: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, porto abusivo di armi, ad esempio spranghe, e interruzione di pubblico servizio. Non posso poi fare a meno di ricordare che alcuni degli indagati appartenevano al centro sociale Lambretta al quale palazzo Marino ha di fatto ‘regalato’ una sede in via Rizzoli. Chiedo quindi che, in caso di condanna, la giunta torni suoi passi e liberi i locali che ha concesso agli antagonisti del Lambretta. Non è più tollerabile, infatti, che la sinistra sia compiacente con chi, aggredendo le forze dell’ordine, dimostra il proprio odio nei confronti dello stato e delle istituzioni tutte».
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
FROSINONE – In una giornata significativa per il panorama culturale italiano, il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini ha espresso il suo vivo compiacimento per la proclamazione di Ancona a Capitale Italiana della Cultura. Un risultato che, secondo il Consigliere, premia la lungimiranza amministrativa e la ricchezza di un patrimonio che è patrimonio di tutto il Paese.
Il dialogo istituzionale con il Sindaco Silvetti
Il Consigliere Quadrini ha voluto testimoniare la sua vicinanza istituzionale e personale attraverso un colloquio telefonico immediato con il Sindaco di Ancona, Daniele Silvetti.
”Ho sentito telefonicamente l’amico Daniele per trasmettergli il calore e le congratulazioni della nostra provincia,” ha dichiarato Quadrini. “La sua figura, centrale anche nel panorama dell’ANCI in qualità di Vicepresidente, è garanzia di una gestione che saprà trasformare questo prestigioso titolo in una volano di crescita senza precedenti. Collaborare fianco a fianco in seno all’Associazione Nazionale Comuni Italiani mi permette di conoscere la sua determinazione: Ancona è in ottime mani.”
Il valore della “Città Identitaria”: L’elogio a Hernica Saxa
Il pensiero di Gianluca Quadrini si è poi rivolto con orgoglio ai comuni ciociari che hanno sostenuto la candidatura di Hernica Saxa: Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli.
Il Consigliere ha rivolto un plauso particolare ai Sindaci Daniele Natalia, Maurizio Cianfrocca, Piergianni Fiorletta e Germano Caperna, lodando la loro capacità di superare i campanilismi in nome di un progetto comune.
* Sinergia Territoriale: “Il lavoro svolto dai nostri sindaci è l’esempio plastico di come la Provincia di Frosinone sappia proporsi con autorevolezza su palcoscenici nazionali. Essere arrivati a giocarsi la vittoria fino all’ultimo istante è già, di per sé, un successo straordinario.”
* Investimento Strategico: Per Quadrini, la cultura non è solo memoria, ma una strategia economica essenziale per invertire la curva della discesa demografica e produttiva del territorio.
Un appello al “Secondo Tempo” della Ciociaria
Prendendo le mosse dall’esperienza di Roccasecca, città che ha saputo fare della propria storia un vessillo di rinascita, il Consigliere Provinciale ha tracciato la rotta per i prossimi mesi.
“Non si tratta di un traguardo mancato, ma dell’inizio di un secondo tempo,” prosegue Quadrini. “Dobbiamo capitalizzare l’enorme lavoro di progettazione fatto per Hernica Saxa. Come abbiamo dimostrato a Roccasecca, il segreto è non fermarsi: la bellezza della nostra terra deve diventare un’industria permanente. Invito i colleghi sindaci e l’intera provincia a continuare su questa strada: solo uniti possiamo cambiare la percezione della nostra terra e garantire un futuro di sviluppo ai nostri giovani.” Gianluca Quadrin
Il Sindaco Pantanella scrive a tutti gli organi competenti
[18/03/26, 18:57:37] Dr. Piero Fusaglia: Con la presente si trasmette la relazione tecnico-ricognitiva redatta dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale riguardante i gravi fenomeni di dissesto idrogeologico verificatisi recentemente nel territorio del Comune di Rocca d’Arce, a seguito delle eccezionali e persistenti precipitazioni atmosferiche degli ultimi mesi.
Gli eventi meteorologici hanno causato diffuse situazioni di instabilità dei versanti e delle infrastrutture viarie, con crolli di muri di contenimento lungo la Strada Provinciale di accesso al Centro Storico, smottamenti di terreno, caduta di massi e dissesti strutturali che compromettono significativamente la sicurezza della circolazione e la stabilità di alcune aree del centro storico.
Le principali criticità riguardano diverse arterie della viabilità comunale e provinciale, tra cui Via Montenero, la Strada Provinciale SP 63, Via Fontana del Basso, Via Fraioli – Fraioli Casilina, Vicolo Conte Bassavilla e Via Re Manfredi, dove si sono verificati crolli, cedimenti strutturali e fenomeni franosi con invasione delle sedi stradali, creando gravi pericoli per la pubblica e privata incolumità.
A seguito di tali eventi, sono stati effettuati diversi sopralluoghi tecnici per verificare lo stato dei luoghi e valutare gli interventi necessari. In particolare, il 10 marzo 2026 si è svolto un sopralluogo congiunto con tecnici del Genio Civile, dell’Amministrazione Provinciale, tecnico comunale e amministratori comunali.
Durante il sopralluogo sono stati esaminati il quadro delle criticità geologiche e strutturali, lo stato del versante, le conseguenze sul tratto viario e le opere esistenti, e le possibili linee di intervento prioritarie. È emerso che l’obiettivo più urgente è il ripristino della viabilità della Strada Provinciale, previa messa in sicurezza della Via Re Manfredi e del versante interessato, per garantire la tutela della pubblica e privata incolumità e riaprire la strada di collegamento con il Centro Storico.
A causa della gravità della situazione, l’Amministrazione comunale ha adottato numerose ordinanze urgenti, interdendo al traffico pedonale e veicolare diversi tratti viari per prevenire rischi alla popolazione.
Le conseguenze per la comunità locale sono rilevanti: molte famiglie non possono rientrare nelle proprie abitazioni, una persona anziana con disabilità è stata trasferita in una struttura di accoglienza, e il dissesto con le interdizioni stanno isolando il centro storico, creando gravi difficoltà di accesso e collegamento.
L’isolamento coinvolge servizi essenziali come il Cimitero comunale, la Chiesa Parrocchiale, l’Ufficio Postale, il Municipio, il Teatro Comunale Federico II e le uniche due attività commerciali presenti, fondamentali per l’approvvigionamento di beni di prima necessità.
Si segnala inoltre che la popolazione residente nel centro storico è in gran parte anziana e fragile, per cui le limitazioni alla mobilità rappresentano un serio rischio sociale, sanitario e assistenziale.
La situazione configura un quadro di grave criticità per la sicurezza pubblica, la stabilità territoriale e la tutela della popolazione, con fenomeni di dissesto ancora in evoluzione e rischio di ulteriori cedimenti.
Per questo motivo, si richiede con urgenza l’attivazione di tutte le procedure previste dalla normativa di protezione civile, per valutare:
il riconoscimento dello stato di emergenza per il Comune di Rocca d’Arce; interventi straordinari urgenti per la messa in sicurezza dei versanti e della viabilità; supporto tecnico e operativo per il monitoraggio e la gestione del rischio; individuazione delle risorse economiche necessarie per il ripristino della sicurezza. La situazione sta causando isolamento e gravi limitazioni all’accesso ai servizi essenziali, con ripercussioni sulla sicurezza e assistenza alla popolazione e un crescente stato di allarme sociale.
Si chiede pertanto la massima attenzione e la tempestiva attivazione delle procedure di competenza, oltre alla valutazione di misure straordinarie previste dalla normativa di protezione civile.
Rocca d’Arce, 16 marzo 2026 Il Sindaco Dott. Pantanella
Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Rieti, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Poggio Mirteto hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un uomo di 33 anni, residente nella Bassa Sabina, ritenuto responsabile del reato di evasione dagli arresti domiciliari.
In particolare, durante lo svolgimento di uno dei consueti servizi di pattuglia, i militari hanno proceduto a controllare i soggetti sottoposti a regimi detentivi presso le proprie abitazioni al fine di verificare il puntuale rispetto delle prescrizioni loro imposte.
Mentre transitavano nei pressi dell’abitazione del 33enne, gli uomini dell’Arma hanno notato la presenza di un individuo che si muoveva con fare sospetto lungo la pubblica via, a notevole distanza dal proprio domicilio. Identificato immediatamente il soggetto e certi della violazione in atto, i Carabinieri hanno proceduto ad intimargli l’alt.
Dagli accertamenti effettuati in tempo reale tramite la Centrale Operativa, è emerso che l’uomo non fosse in possesso di alcuna autorizzazione o permesso speciale che lo legittimasse ad allontanarsi dal luogo di detenzione. Accertata la flagranza del reato di evasione, il soggetto è stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato presso la sede della Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto.
Il Magistrato di turno della Procura della Repubblica di Rieti, tempestivamente informato dell’accaduto, ha disposto che il prevenuto fosse ricondotto presso la propria abitazione per rimanervi in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida che si terrà dinanzi al Giudice del Tribunale reatino.
Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
All’indomani della decisione del TAR del Lazio di non sospendere gli abbattimenti nel Muncipio I Centro Storico sono circolate troppe notizie tendenziose, la presidente dell’ associazione ricorrente Jacopa Stinchelli vuole fare chiarezza : “La decisione del TAR e il rinvio al 15 aprile non ci ha stupito, ci ha stupito piuttosto la rapidità con cui alcune testate hanno diffuso la notizia senza interpellarci, di fatto diffondendo notizie parziali e fuorvianti. Restiamo a disposizione dei media e dei professionisti dell’informazione corretta. D’altronde Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti CURAA contro il Comune è come Davide contro Golia , ma assicuriamo tutti: il ricorso al TAR è solo il primo sasso e contiene già molti elementi interessanti per ristabilire la verità dei fatti. A Roma sono stati abbattuti in circostanze misteriose oltre 40 mila alberi in pochi anni, proseguire in pieno periodo di nidificazione secondo noi e sempre più cittadini equivale a proseguire un ecocidio. Le tristi immagini degli alberi mutilati, capitozzati e abbattuti in questi giorni a Roma stanno facendo il giro del mondo. Non solo i famosi pini storici, ma anche platani, lecci, paulonie… Ai cittadini vengono raccontate troppe frottole, stiamo parlando di alberi sani di grande valore , fa male vederli trattare come spazzatura, la politica del Comune preferisce investire nella loro rottamazione, piuttosto che nella cura e nella conservazione. Perché?”
CONCLUSIONE CURAA di Jacopa Stinchelli
“Le immagini che vediamo e che circolano sui social parlano più di mille comunicati : oggi è stata la volta dei magnifici pini all’arco di Costantino ( vedi foto) e di altri platani secolari in Via Barletta. Noi ci abbiamo provato a difenderli, facendo ricorso al TAR per conoscere le carte di provvedimenti sconosciuti (!) , ai cittadini vengono sottratte tonnellate di ossigeno e benefici ecosistemici senza trasparenza, il nostro ricorso al TAR e un gesto d’amore in difesa del paesaggio storico patrimonio dell’umanità e della biodiversità che nell’anno di San Francesco abbiamo il dovere di tutelare a ogni costo. Ringrazio tutti i cittadini che stanno contribuendo a pagare le spese legali, CURAA come tanti romani sta solo cercando un giudice a Berlino.”
Prolungati fino al 31 maggio i collegamenti diretti da Parigi per garantire maggiore connettività con l’Europa
Air Seychelles annuncia il lancio di un nuovo collegamento aereo verso Roma (FCO) con due voli a settimana, rafforzando la connettività tra le Seychelles e i principali mercati europei. Questa nuova rotta arriva in un momento cruciale per il settore turistico, garantendo ai viaggiatori un accesso continuo, affidabile e più diretto verso l’arcipelago.
Il servizio, operativo a partire dal 28 marzo, sarà effettuato due volte a settimana, il mercoledì e il sabato, con aeromobili Airbus A320neo e includerà una breve sosta tecnica a Hurghada.
L’Italia rappresenta da sempre uno dei mercati europei più importanti per le Seychelles, contribuendo in modo significativo agli arrivi turistici. Mantenere collegamenti aerei solidi e affidabili con questo mercato è particolarmente rilevante in un contesto globale ancora influenzato dalle tensioni geopolitiche, che hanno comportato la chiusura di parte dello spazio aereo del Golfo e la sospensione temporanea di voli di altri vettori chiave.
In parallelo, Air Seychelles conferma il prolungamento dei voli diretti da Parigi Charles de Gaulle fino al 31 maggio, rafforzando ulteriormente le possibilità di viaggio dall’Europa continentale.
Sia il nuovo collegamento con Roma sia l’estensione della rotta da Parigi sono frutto di una stretta collaborazione tra il Governo delle Seychelles e i principali stakeholder del settore, uniti nell’obiettivo di garantire la connettività internazionale del Paese.
Air Seychelles ringrazia il Governo delle Seychelles, il Ministero dei Trasporti, Porti e Aviazione Civile, la Seychelles Civil Aviation Authority, la Seychelles Airports Authority e tutti i partner coinvolti per il supporto che ha reso possibili queste iniziative.
I voli saranno operativi (orari locali) il mercoledì e il sabato. Le prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.airseychelles.com, presso i Guest Contact Centres di Mahé e Praslin e tramite le agenzie di viaggio.
Referendum Giustizia, Ambrogiani(Si può fare): “Riforma piena di anomalie. Votare no”
“Teniamo fuori per questo referendum la politica a cui tutti noi crediamo, entriamo nel merito della legge che modificherà 7 articoli della nostra Costituzione, lo ricordiamo, approvata da tutte le forze politiche presenti nell’assemblea costituente il 22/12/47 ed entrata poi in vigore il primo gennaio 1948. Al contrario, oggi l’attuale parlamento non ha potuto dibattere il quesito posto a referendum. Prima grande anomalia, la decisione dell’esecutivo di tenere fuori dalle scelte gli eletti dal popolo. Seconda anomalia: con questa riforma inutile, si dividono le carriere della magistratura, si formano due CSM, una per i Giudici e l’altra per i Pm, che ritornano poi inspiegabilmente insieme nell’Alta Corte di Giustizia. Insomma, non si capisce nulla: prima si divide, poi si riunisce. Terza anomalia: il sorteggio per scegliere i rappresentanti nei nuovi organi costituiti è universale per i togati, mentre per il parlamento i rappresentanti saranno anche loro sorteggiati ma facente parte di un nucleo di selezionati. Infine, ma non meno allarmante: per mettere in pratica la nuova riforma, se passerà il sì al referendum, si dovrà attendere una nuova legge attuativa che ancora non conosciamo, ma che pero potrà passare con la sola maggioranza parlamentare di turno. Insomma una follia, siamo di fronte ad una riforma letteralmente schizofrenica, per la quale voteremo convintamente no”.
Così, in una nota, il responsabile del comitato civico di Marino “Si può fare”, Sergio Ambrogiani.
Dagli investimenti nella formazione digitale alle tensioni sulle tutele, passando per salute mentale e nuove disuguaglianze: il futuro del lavoro è già qui, ma non per tutti
Il futuro del lavoro 2026 non è più una previsione lontana. È già qui, tra intelligenza artificiale, nuove regole e una pressione crescente sulle persone.
Da una parte si costruisce. Dall’altra si scricchiola. L’esempio più concreto arriva da Google.org, che ha messo sul piatto 150 milioni di dollari per formare competenze digitali in Europa. Il punto interessante non è solo la cifra. È il metodo. I programmi funzionano quando parlano la lingua delle persone, quando entrano nei territori, quando smettono di essere teoria.
Tradotto: non basta dire «impara l’AI». Bisogna spiegare perché ti serve lunedì mattina.
Poi però alzi lo sguardo e trovi un’altra storia. Nel Regno Unito, le riforme sul lavoro promosse dal Labour Party stanno aprendo un fronte delicato. L’idea è rafforzare i diritti. Ma il rischio, secondo il settore retail, è l’effetto opposto: meno assunzioni, soprattutto per i giovani.
È un cortocircuito che conosciamo bene. Proteggere senza bloccare. Ma quanto è sottile quella linea? Intanto, mentre la politica discute, l’intelligenza artificiale entra in ufficio. Senza chiedere permesso.
Negli Stati Uniti, la National Governors Association ha riunito esperti e amministratori per capire come gestire l’impatto dell’AI sul lavoro. Segnale chiaro: nessuno ha ancora una risposta definitiva.
E forse è proprio questo il punto. C’è chi, come alcune voci del The Guardian, prova a ribaltare la prospettiva: l’AI potrebbe liberarci da lavori ripetitivi, restituirci tempo, persino migliorare la qualità della vita. Una promessa che suona bene. Ma che, senza regole, rischia di diventare un privilegio per pochi.
Nel frattempo, sotto traccia, cresce un’altra pressione. Più silenziosa. Più personale.
Eventi come Tidal 2026 raccontano un mondo del lavoro dove la velocità è diventata la norma. Tutto è urgente. Tutto è continuo. E le persone iniziano a pagare il conto.
Stress, burnout, disconnessione. Non sono più eccezioni. Sono segnali. Se metti insieme questi pezzi — formazione, diritti, tecnologia, benessere — viene fuori un quadro chiaro. Il lavoro non sta cambiando in un’unica direzione. Sta tirando da tutte le parti.
E allora la domanda non è più «che lavoro faremo». È «che lavoro riusciremo a sostenere».
Perché c’è un rischio concreto che attraversa tutte queste notizie: la distanza. Distanza tra chi ha accesso alla formazione e chi no. Tra chi beneficia dell’AI e chi la subisce. Tra chi è tutelato e chi resta fuori.
Capire il futuro del lavoro 2026 significa fare una scelta: adattarsi o restare indietro.
È lì che si gioca la partita vera. Questa settimana non ci dà risposte definitive. Ma ci lascia un’indicazione precisa: il futuro del lavoro non sarà deciso solo dalla tecnologia o dalle leggi.
Sarà deciso da quanto riusciremo a tenere insieme crescita e dignità. E forse, a pensarci bene, è sempre stato così. Solo che adesso non possiamo più permetterci di far finta di niente.
Giornata storica per l’Ispettorato di Pubblica Sicurezza Palazzo Chigi, per la prima volta gli Agenti della Sede del Governo Italiano, diretti dal Dirigente Generale dott. Luigi Bonagura in Vaticano all’Udienza in Piazza San Pietro per salutare il Santo Padre. Entusiasmo da parte degli Agenti che ogni giorno, 24 ore su 24, svolgono servizio di tutela, vigilanza e protezione alle sedi di Governo e autorità istituzionali interne.
foto esclusive Giornaledellazio: gli Agenti dell’Ispettorato PS – Palazzo Chigi, al centro il Direttore Dirigente Generale della Polizia di Stato Dott. Luigi Bonagura foto: esclusive @Giornaledellaziofoto: esclusive @GiornaledellazioFoto: Esclusive @Giornaledellazio
Uno spettacolo tra luce e sogno riporta sul palco la storia senza tempo di Rapunzel, con regia e adattamento di Francesca Stajano Briganti
C’è un momento, quando si entra a teatro, in cui il tempo sembra rallentare. Le luci si abbassano, il brusio si spegne, e all’improvviso torniamo bambini. È esattamente quello che promette «Rapunzel e la treccia magica», in scena il 29 marzo 2026 alle ore 17:30 al Teatro dell’Anfitrione, nel cuore di Roma.
Non è solo una fiaba. È un ritorno. Un modo per guardare con occhi nuovi una storia che pensavamo di conoscere già. La regia di Francesca Stajano Briganti prende quella torre, quella treccia, quel desiderio di libertà e li trasforma in qualcosa di più vicino a noi. Più vero, forse.
Sul palco, Elisa Forte (Rapunzel) dà volto e voce alla protagonista, mentre la stessa regista Francesca Stajano Briganti (Strega Noril) interpreta una figura che non è soltanto antagonista, ma presenza che interroga, che mette in discussione. Accanto a loro, Giorgio Federico Zela (Principe Guidobaldo) e Tina Angrisani (Greta) costruiscono un racconto che si muove tra emozione e leggerezza, con la partecipazione speciale di Luigi Zacco Giovanelli (prete Arturo).
La scenografia, i costumi e le luci accompagnano lo spettatore dentro un’atmosfera sospesa. Non è solo estetica, è linguaggio. È un modo per dire che anche nelle storie più semplici si nasconde qualcosa che ci riguarda da vicino.
E allora viene da chiederselo, quasi sottovoce: quante torri esistono oggi? Non quelle di pietra. Quelle invisibili. Quelle fatte di paure, silenzi, abitudini. E quante volte aspettiamo qualcuno che ci tenda una mano, senza accorgerci che forse quella via d’uscita è già dentro di noi?
«Le fiabe non finiscono quando cala il sipario. Restano, e lavorano dentro», potrebbe dire qualcuno uscendo dalla sala.
Per costi e modalità di prenotazione è possibile fare riferimento direttamente alla locandina ufficiale dello spettacolo. Un invito chiaro: il teatro è per tutti. Basta scegliere di esserci.
E forse, per un pomeriggio, lasciarsi guidare da una treccia luminosa verso qualcosa che somiglia molto alla speranza.
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