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Covid, i nuovi casi sono 21.267. Speranza: “Numeri ancora drammatici”

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ALLA CECCHIGNOLA ATTIVA LA PRIMA POSTAZIONE MESSA A DISPOSIZIONE DALL'ESERCITO ITALIANO PER EFFETTUARE I TAMPONI OROFARINGEI DRIVE THROUGH IN DRIVEIN TAMPONE OROFARINGEO TEST COVID-19 CORONAVIRUS DIAGNOSTICA SOLDATO SOLDATI MILITARE MILITARI ABBIGLIAMENTO PROTETTIVO TUTA PROTETTIVA MASCHERINA VISIERA GUANTI PROTETTIVI

Le vittime delle ultime 24 ore sono 460. Il tasso di positività è al 5,8%

di Carlotta Di Santo e Ugo Cataluddi

ROMA –  Sono 21.267 i nuovi casi di Covid in Italia su 363.767 test effettuati tra molecolari e antigenici, 460 i decessi. Il rapporto di positività è al 5,8% dal 5,5% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 18.765 per 335.189 tamponi e 551 morti.  Le terapie intensive in Italia per covid sono 3.588, 42 in più rispetto a ieri. Ammontano a 28.438 i ricoveri ordinari, 10 in più nelle ultime 24 ore.

“Mi piacerebbe dire che è tutto finito, ma non direi la verità. Basta guardare i numeri di queste ore che sono ancora drammatici per il nostro Servizio sanitario nazionale, per la pressione e per la quantità di persone che purtroppo ancora perdono la vita e per le misure, che sono sacrifici, ancora in atto”, dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo oggi all’incontro virtuale dal titolo ‘A partire da noi – Luoghi di salute’, organizzato da Cittadinanzattiva nell’ambito del suo Congresso nazionale. “Molte persone in questo momento vivono in regioni che sono in area rossa- ha proseguito- perché purtroppo il contagio, soprattutto di fronte alla variante inglese che è molto più veloce e diventata più prevalente nel nostro Paese, ci mette di fronte a questa necessità”. Per Speranza bisogna però dire anche “un’altra verità”, cioè che “la situazione di oggi non è paragonabile per nulla a quella di un anno fa: in questo momento abbiamo somministrato più di 8 milioni e 250mila dosi, abbiamo tre vaccini già disponibili ed un quarto, quello di Johnson & Johnson, che arriverà intorno alle metà di aprile” è che essendo monodose “ci darà la possibilità di una maggiore velocità”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Astrazeneca risponde su dosi ferme nei magazzini di Anagni: “Non sono scorte”

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AEROPORTO DI FIUMICINO AREA VACCINAZIONI ANTI COVID 19 FORZE DELL'ORDINE PERSONALE SANITARIO DOSE DOSI VACCINO ASTRAZENECA FIALA FIALE SIRINGA SIRINGHE

La Commissione Europea chiede al Presidente del Consiglio di verificare i lotti, Draghi: “Sorveglianza continua”

ROMA – Le 29 milioni di dosi di vaccino Astrazeneca ferme nei magazzini di Anagni “attendono il via libera del controllo qualità”. Una volta ricevuto l’ok definitivo, le dosi saranno distribuite: 16 milioni per l’Ue e 13 milioni per Covax, il meccanismo Onu per garantire il vaccino ai paesi a basso reddito. Così, in una nota, Astrazeneca risponde alle polemiche nate oggi dopo che il quotidiano La Stampa ha riportato la notizia delle 29 milioni di dosi di vaccino trovate nello stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone. Una notizia che, a fronte dei continui ritardi della stessa casa farmaceutica nel rispettare gli obblighi contrattuali con la Ue, ha scatenato numerose reazioni da parte delle istituzioni comunitarie e della politica.

DOSI IMMAGAZZINATE AD ANAGNI DESTINATE A BRUXELLES

Fonti ufficiali italiane confermano che sabato, la Commissione Europea ha chiesto al Presidente del Consiglio di verificare alcuni lotti di vaccini presso uno stabilimento di produzione ad Anagni (Roma). Il Presidente del Consiglio ha informato il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha inviato un’ispezione, che si è tenuta tra sabato e domenica ad opera dei Carabinieri NAS. I lotti ispezionati – spiegano ancora fonti ufficiali – sono risultati con destinazione Belgio. Tutti i lotti in uscita vengono controllati dai NAS.

La vicenda è stata rivelata dal quotidiano La Stampa, che ha parlato di circa 29milioni di dosi di vaccino AstraZeneca trovate nello stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone. Dosi, già pronte alla somministrazione. Sul caso è intervenuto anche il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber: “AstraZeneca sta immagazzinando decine di milioni di dosi pur non rispettando il contratto europeo. Questo è inaccettabile. L’urgenza è enorme. Dovremmo rifiutare categoricamente qualsiasi esportazione di AstraZeneca prodotta in Europa“, ha scritto su Twitter Weber.

DRAGHI: CONTINUA SORVEGLIANZA LOTTI ASTRAZENECA ANAGNI

“Sabato sera ho ricevuto una telefonata dalla presidente della Commissione europea che mi segnalava alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati ad Anagni, mi si suggeriva di ordinare un’ispezione. La sera stessa ho chiesto al ministro Speranza di mandare i Nas: sono andati immediatamente e la mattina hanno identificato quei lotti in eccesso. I lotti sono stati bloccati e oggi ne sono partiti due per il Belgio, diretti alla casamadre di Astrazeneca. Dove andranno non so, intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti”. Così Mario Draghi, durante la replica alla Camera.

ASTRAZENECA: INESATTEZZE SUI 29 MLN DI DOSI AD ANAGNI

Sulle dosi di vaccino nello stabilimento di Anagni sono state rilasciate “dichiarazioni inesatte”: così oggi in una nota la multinazionale farmaceutica Astrazeneca.

“Non ci sono esportazioni previste se non a Paesi Covax” si legge nel comunicato in riferimento al meccanismo sostenuto dall’Onu e in particolare dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “Ci sono 13 milioni di dosi che attendono il via libera del controllo qualità per essere messe a disposizione di Covax, come previsto dal nostro impegno a fornire milioni di dosi a Paesi a basso reddito. Il vaccino è stato fatto al di fuori dell’Ue e portati nello stabilimento di Anagni per essere infialato”.

Nel testo si riferisce ancora: “Ci sono altre 16 milioni di dosi in attesa del controllo di qualità pronte a essere inviate in Europa. Quasi dieci milioni di dosi saranno consegnate a Paesi Ue nell’ultima settimana di marzo e ad aprile una volta ottenuto il via libera del controllo qualità”.

Secondo Astrazeneca, al riguardo “è scorretto parlare di scorte”. La multinazionale ha aggiunto che “il processo di produzione dei vaccini è molto complesso e richiede tempo” e che “le dosi di vaccino devono attendere il via libera del controllo di qualità dopo l’infialamento”.

CONSEGNATE OGGI OLTRE 270MILA DOSI ASTRAZENECA

Nella mattinata di oggi, l’hub nazionale della Difesa situato all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare ha ricevuto oltre 270 mila dosi del vaccino AstraZeneca. La fornitura è in linea con le previsioni del piano vaccinale anti Covid. Le Regioni riceveranno nelle prossime ore la propria quota. Grazie alla consegna odierna, i vaccini complessivamente approvvigionati a partire dall’inizio del mese di marzo salgono a oltre 4,7 milioni. Così in una nota stampa il Commissario straordinario per l’emergenza Covid19, Gen. F. P. Figliuolo.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Cavallino al pari di Verona nel Veneto è la Città dell’Amore del Salento

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Cavallino il campanile moresco

Un video di Carmen Mancarella voluto dalla Città di Cavallino  per restare accanto ai tanti viaggiatori e giornalisti che nel passato sono stati a Cavallino e Castromediano e che continuano ad amare con il desiderio di ritornarvi quanto prima

Una storia d’Amore più attuale che mai anche se di cinque secoli è quella di Beatrice e Francesco, l’armonia in una coppia del ‘600 fa rinascere le città salentina di Cavallino. Mentre aumentano i femminicidi e le storie di violenza, da Cavallino, nel Salento, arriva un messaggio d’amore e di pace. Tutto questo in un video che ha conquistato il Web e i Social con migliaia di visualizzazioni.

E’ la parità tra uomo e donna il segreto dell’Amore e della Rinascita. Ce lo insegnano Beatrice Acquaviva D’Aragona e Francesco Castromediano, che governarono Cavallino nel ‘600 e che sono stati immortalati  in statue di pietra a grandezza naturale nella Chiesa del Convento della stessa cittadina. Osservando bene le mani degli sposi, si può notare che lei mette nelle mani di lui il suo cuore. Una scena struggente e romantica che merita di essere vista almeno una volta nella vita ed elegge Cavallino come la Città dell’Amore, nel Salento al pari di Verona nel Veneto.

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Il Museo Diffuso di Cavallino

Ed è questa la storia centrale raccontata nel nuovo video della giornalista salentina Carmen Mancarella, con montaggio e riprese drone a cura di Paolo Laku, che grazie alla Città di Cavallino ha illustrato la bellezza e i misteri della cittadina a due passi da Lecce con la sua frazione di Castromediano.

La storia d’amore di Beatrice e Francesco, pubblicata sulla pagina fb Carmen Mancarella Cultura&Turismo, piace al popolo del web e dei social  che ha premiato  il video con 12mila visualizzazioni in meno di 4 giorni, 104 condivisioni su profili personali e diversi gruppi, 41 commenti per un totale di 24.479 persone raggiunte in brevissimo tempo.

Soddisfatto il sindaco, Bruno Ciccarese Gorgoni: «Siamo molto soddisfatti che il video, voluto dalla Città di Cavallino, sia piaciuto così tanto. Il digitale è ora l’unico mezzo per restare accanto ai tanti viaggiatori e giornalisti che nel passato abbiamo ospitato a Cavallino e Castromediano e che continuano ad amare la nostra città con il desiderio di ritornarvi quanto prima. Noi naturalmente li aspettiamo, augurandoci che ritornino quanto prima».

Il video si apre con il Museo Diffuso che accoglie il visitatore come un immenso mare verde, dove si leggono i resti dell’Antica Città Messapica, definita la Pompei del Salento perché venne abbandonata misteriosamente nel VI secolo Avanti Cristo, tutto è rimasto misteriosamente intatto così come l’hanno lasciato i suoi abitanti, i Messapi, il popolo che abitava la terra dei due mari, lo Jonio e l’Adriatico.

Il direttore del Museo Diffuso, Grazia Semeraro, famosa archeologa  e docente dell’Università del Salento, ha riferito : «Anche se il Museo è chiuso a causa del lockdown stiamo lavorando per renderlo sempre più fruibile al  grande pubblico e stiamo studiando nuove forme di comunicazione per raccontare quante straordinarie storie di uomini e donne dell’Antichità si siano avvicendate tra quelle mura».

 Il video si sofferma sulle attività principali della cittadina: il ferro battuto di cui si possono ammirare opere anche nel sito archeologico; i cavalli, allevati per gare equestri italiane e internazionali;  la  cucina; i personaggi più famosi, primi tra tutti il patriota mazziniano del Risorgimento italiano, Sigismondo Castromediano che trascorse ben due anni e sette mesi della sua vita nelle dure carceri borboniche e Giuseppe De Dominicis, il poeta a lui contemporaneo che denunciava le diseguaglianze sociali con i suoi “Canti de l’Autra Vita” ispirati alla Divina Commedia di Dante.

Nella moderna e attiva frazione di Castromediano, sorta intorno ad antiche masserie, spicca poi la Torre Colombaia, che rappresenta il potere dell’informazione: vinceva le guerre il Signore che poteva contare non solo su molti armati, ma anche sui colombi viaggiatori, in grado di far arrivare i messaggi più velocemente possibile.

Il borgo è rinato nel Rinascimento grazie all’Amore dei due sposi. Mano nella mano e in una posizione di parità: Beatrice e Francesco sembrano ancora oggi  dolcemente attraversare la vita.

Un matrimonio combinato che solo dopo divenne un sentimento forte e strettissimo, il marchese Francesco pianse calde lacrime alla morte di Beatrice avvenuta quando l’amata aveva appena 28 anni; sembrerebbe un romanzo d’amore,  intrecciato con la realtà storica del ‘600 nel Regno di Napoli, funestato dalle lotte per i feudi  e dalla peste del 1656.

 IL VIDEO

https://www.facebook.com/620441691475750/videos/1440925812906500
https://www.youtube.com/watch?v=tUbSDVo7KlU

#cavallino #salento #cittadellamore #verona #dante #sigismondocastromediano #capitanblack #carmenmancarellaviaggionelsalento

H  di  P

Zedda (vicepresidente Sardegna): “Vaccini non ci arrivano. Draghi? Chiediamo più confronto”

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ALESSANDRA ZEDDA, ASSESSORE LAVORO REGIONE SARDEGNA

L’intervista della Dire ad Alessandra Zedda, vicepresidente della Regione Sardegna e assessora al Lavoro

https://vimeo.com/527937556

CAGLIARI – “Quella delle vaccinazioni in Sardegna è una nota dolente. Ad oggi la nostra isola viene vista tra i fanalini di coda per quanto riguarda le somministrazioni, e questo non dovrebbe avvenire: anche noi dobbiamo avere le dosi necessarie per intervenire efficacemente contro il contagio“. Sono le parole di Alessandra Zedda, vicepresidente della Regione Sardegna, interpellata dall’agenzia Dire. “Io condivido il modello adottato dalla Grecia, per quanto riguarda la valorizzazione delle isole turistiche- sottolinea- e lo Stato avrebbe dovuto investire con convinzione nel turismo, per esempio attraverso la vaccinazione a tappeto della Sardegna, della Sicilia e delle principali zone turistiche”.

Riguardo al nuovo esecutivo la vicepresidente della Regione Sardegna e assessora al Lavoro dichiara: “La giunta regionale sarda cerca di avere con il governo rapporti di lealtà istituzionale, per avere dei canali di confronto per risolvere le principali vertenze. Con onestà intellettuale, devo dire che la partenza non è stata proprio delle migliori con alcuni ministeri, in particolare con quello del Lavoro e dei Trasporti”. “Anche con il vecchio governo abbiamo sofferto difficoltà di relazione con questi due dicasteri- sottolinea Zedda- serve un rapporto più assiduo di collaborazione, anche perché le nostre vertenze- cito su tutte Air Italy, Portovesme e Porto Torres- non possono aspettare. Un giudizio sul premier Mario Draghi? Riporta il modus operandi delle competenze e della concretezza, della capacità di intervenire in maniera precisa. Ma, come ho detto altre volte, la nascita del nuovo esecutivo si traduce in una sconfitta della politica: Draghi è ancora identificato come un tecnico, e questo è un aspetto che mi piace meno. Per fortuna, non mi pare che sia un ‘Monti 2′”.

ZEDDA (REGIONE SARDEGNA): “RISTORI PER TUTTI I LAVORATORI” 

“La Regione Sardegna, negli ultimi sette mesi di pandemia, ha stanziato complessivamente quasi 280 milioni per far fronte alla crisiLe risorse sono sufficienti per venire incontro a tutti i lavoratori senza reddito, compresi gli stagionali: i beneficiari che rispondono correttamente all’istruttoria saranno assolutamente finanziati”, dichiara l’assessora al Lavoro e vicepresidente della Regione Sardegna, nella videointervista all’agenzia Dire. “Le risorse saranno sufficienti anche per le grandi imprese del settore turistico e dell’accoglienza, e in gran parte riusciremo a soddisfare le richieste del fondo ‘(R)esisto’, che riguarda i lavoratori e le lavoratrici autonomi- sottolinea Zedda-. Cercheremo di dare soddisfazione all’indennità una tantum per lavoratori e lavoratrici, senza e con partita Iva, una misura molto importante perché abbiamo impostato il mancato reddito e quindi potremo erogare senza il Durc, che sappiamo essere uno scoglio insormontabile”.

“Quando abbiamo bandito le forme di ristoro, abbiamo specificato da subito che non ci sarebbero stati ‘click day’, proprio perché, su indicazione del presidente Christian Solinas, volevamo portare avanti programmi che potessero soddisfare tutti. Questo ci consentirà di capire da subito quali potranno essere le economie da reinvestire, e soddisfare i beneficiari che hanno diritto. L’impegno è anche quello di reperire nuove risorse regionali ed europee”. “Stiamo lavorando per ristorare tutti i settori che ancora non hanno ricevuto le risorse- conclude Zedda- e, in vista della ripartenza, stiamo investendo su un nuovo modello di sviluppo che deve partire dalla formazione, dalla valorizzazione delle risorse territoriali e dall’attrazione degli investimenti esterni. Lo stiamo facendo attraverso politiche di taglio del costo del lavoro, bonus assunzionali e formazione dei disoccupati”.

Riguardo al nuovo esecutivo la vicepresidente della Regione Sardegna e assessora al Lavoro dichiara: “La giunta regionale sarda cerca di avere con il governo rapporti di lealtà istituzionale, per avere dei canali di confronto per risolvere le principali vertenze. Con onestà intellettuale, devo dire che la partenza non è stata proprio delle migliori con alcuni ministeri, in particolare con quello del Lavoro e dei Trasporti”. “Anche con il vecchio governo abbiamo sofferto difficoltà di relazione con questi due dicasteri- sottolinea Zedda- serve un rapporto più assiduo di collaborazione, anche perché le nostre vertenze- cito su tutte Air Italy, Portovesme e Porto Torres- non possono aspettare. Un giudizio sul premier Mario Draghi? Riporta il modus operandi delle competenze e della concretezza, della capacità di intervenire in maniera precisa. Ma, come ho detto altre volte, la nascita del nuovo esecutivo si traduce in una sconfitta della politica: Draghi è ancora identificato come un tecnico, e questo è un aspetto che mi piace meno. Per fortuna, non mi pare che sia un ‘Monti 2′”.

ZEDDA (REGIONE SARDEGNA): “RISTORI PER TUTTI I LAVORATORI” 

“La Regione Sardegna, negli ultimi sette mesi di pandemia, ha stanziato complessivamente quasi 280 milioni per far fronte alla crisiLe risorse sono sufficienti per venire incontro a tutti i lavoratori senza reddito, compresi gli stagionali: i beneficiari che rispondono correttamente all’istruttoria saranno assolutamente finanziati”, dichiara l’assessora al Lavoro e vicepresidente della Regione Sardegna, nella videointervista all’agenzia Dire. “Le risorse saranno sufficienti anche per le grandi imprese del settore turistico e dell’accoglienza, e in gran parte riusciremo a soddisfare le richieste del fondo ‘(R)esisto’, che riguarda i lavoratori e le lavoratrici autonomi- sottolinea Zedda-. Cercheremo di dare soddisfazione all’indennità una tantum per lavoratori e lavoratrici, senza e con partita Iva, una misura molto importante perché abbiamo impostato il mancato reddito e quindi potremo erogare senza il Durc, che sappiamo essere uno scoglio insormontabile”.

“Quando abbiamo bandito le forme di ristoro, abbiamo specificato da subito che non ci sarebbero stati ‘click day’, proprio perché, su indicazione del presidente Christian Solinas, volevamo portare avanti programmi che potessero soddisfare tutti. Questo ci consentirà di capire da subito quali potranno essere le economie da reinvestire, e soddisfare i beneficiari che hanno diritto. L’impegno è anche quello di reperire nuove risorse regionali ed europee”. “Stiamo lavorando per ristorare tutti i settori che ancora non hanno ricevuto le risorse- conclude Zedda- e, in vista della ripartenza, stiamo investendo su un nuovo modello di sviluppo che deve partire dalla formazione, dalla valorizzazione delle risorse territoriali e dall’attrazione degli investimenti esterni. Lo stiamo facendo attraverso politiche di taglio del costo del lavoro, bonus assunzionali e formazione dei disoccupati”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, 18.765 i nuovi casi e 551 decessi. Tasso di positività scende

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Si ferma al 5,5% contro l’8,1% di 24 ore fa. Aumentano di 36 unità le terapie intensive

ROMA –  Sono 18.765 i nuovi casi di Covid in Italia per 335.189 test tra molecolari e antigenici, 551 i decessi. Il rapporto di positività scende al 5,5% dall’ 8,1% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 13.846 per 169.196 tamponi e 386 morti.

 Crescono invece le terapie intensive in Italia occupate da pazienti con coronavirus, che passano nelle ultime ventiquattro ore da 3510 a 3546: +36 rispetto a ieri, 317 ingressi giornalieri in rianimazione. I ricoveri ordinari aumentano invece di 379 unità (ieri +565), 28.428 in tutto. 

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Sud, Draghi: “Divario con Nord peggiorato, rilancio Mezzogiorno prioritario”

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MARIO DRAGHI

Draghi ricorda che per il governo da lui presieduto l’impegno sul rilancio del Mezzogiorno è prioritario.

ROMA – “La giornata di oggi è un primo passo di una campagna di ascolto” sul Mezzogiorno che il governo intende avviare. Il presidente del consiglio Mario Draghi, intervenendo al convegno sul Sud organizzato dalla ministra Mara Carfagna, ricorda che per il governo da lui presieduto l’impegno sul rilancio del Mezzogiorno è prioritario.

“Il programma Next Generation Eu prevede 191,5 miliardi da spendere entro il 2026” fondi che consentiranno di “rafforzare la coesione territoriale in Europa e favorire la transizione digitale ed ecologica”. Ciò significa – osserva il presidente del consiglio, “far ripartire il processo di convergenza tra Mezzogiorno e centro-Nord che è fermo da decenni. Anzi, dagli inizi degli anni ’70 a oggi è grandemente peggiorato”.

Draghi cita alcune grandezze economiche che danno un’idea chiara della divergenza crescente. “Il prodotto per persona nel Sud -dice- è passato dal 65% del Centro Nord, al 55%. Negli ultimi anni, c’è stato un forte calo negli investimenti pubblici, che ha colpito il Sud ovviamente insieme al resto del Paese. Tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è infatti più che dimezzata ed è passata da 21 a poco più di 10 miliardi. Per la prima volta da tempo, abbiamo l’occasione di aumentare la spesa in infrastrutture fisiche e digitali, nelle fonti di energia sostenibili”.

Il presidente del consiglio ricorda che “le risorse di Next Generation EU si aggiungono ad ulteriori programmi europei e ai fondi per la coesione, che mettono a disposizione altri 96 miliardi per il Sud nei prossimi anni“.

NON BASTANO FONDI, SERVE CAPACITA’ USO E COMPLETAMENTO OPERE

Non basta la disponibilità di risorse pubbliche per alimentare la crescita del Mezzogiorno. Bisogna anche essere in grado di spendere efficacemente quelle risorse e di portare a termine le opere iniziate. Il presidente del consiglio Mario Draghi, intervenendo in apertura dei lavori della due giorni sul Sud organizzata dalla ministra Mara Carfagna, sottolinea la necessità di cambiare approccio nella gestione dei fondi comunitari.

Abbiamo imparato che tante risorse non portano necessariamente alla ripartenza del Mezzogiorno. Ci sono due problemi: uno nell’utilizzo dei fondi europei, l’altro nella capacità di completamento delle opere pubbliche”, dice il premier. I numeri parlano chiaro: “A fronte di 47,3 miliardi di euro programmati nel Fondo per lo Sviluppo e la Coesione dal 2014 al 2020, alla fine dello scorso anno erano stati spesi poco più di 3 miliardi – il 6,7%“, ricorda il presidente del Consiglio. E a proposito della capacità di completare le opere pubbliche sottolinea come “nel 2017, in Italia” fossero “state avviate ma non completate 647 opere pubbliche. In oltre due terzi dei casi, non si era nemmeno arrivati alla metà. Il 70% di queste opere non completate era localizzato al Sud, per un valore di 2 miliardi”.

“CRESCITA AIUTA RECUPERO FIDUCIA IN LEGALITA’ E ISTITUZIONI”

Riuscire a ridurre il divario tra Nord e Sud è fondamentale per alimentare la fiducia dei cittadini meridionali nelle istituzioni. Il presidente del consiglio Mario Draghi, intervenendo alla due giorni sul Mezzogiorno organizzata dalla ministra Mara Carfagna, ricorda ai partecipanti, studiosi, dirigenti, imprenditori, che il successo del governo, e loro stesso successo “in questo compito può essere anche un passo verso il recupero della fiducia nella legalità e nelle istituzioni, siano esse la scuola, la sanità o la giustizia. In questa sfida un ruolo cruciale è anche vostro, classi dirigenti. Ma un vero rilancio richiede la partecipazione attiva di tutti i cittadini”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Scoppia la guerra del vino sottomarino: Portofino doc contro champagne francese

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Il deputato spezzino della Lega, Lorenzo Viviani, ha depositato un’interrogazione per tutelare il “vino degli abissi” dall’arrivo di tremila bottiglie di Pinot Noir in purezza che vengono sottoposte alla stessa procedura

GENOVA – La guerra del vino sottomarino approda nelle aule della Camera. Il deputato spezzino della Lega, Lorenzo Vivianiha depositato in commissione Politiche agricole, un’interrogazione firmata anche da altri otto parlamentari del Carroccio, tra cui il commissario ligure Edoardo Rixi, per tutelare il “vino degli abissi” Portofino doc, uno spumante metodo classico prodotto dall’azienda agricola Bisson di Sestri Levante con affinamento in bottiglia sul fondo del Mare Ligure, a 60 metri di profondità, nel parco marino di Portofino. Da un po’ di tempo, infatti, denuncia il leghista, “in Italia sono arrivate, da un terroir unico della Cote de Bar Francese, tremila bottiglie numerate di champagne vitigno Principe del Pinot Noir in purezza” che verrebbero sottoposte alla stessa procedura.

Il problema è che sull’etichetta del vino francese compare la scritta “Portofino”, che per il deputato potrebbe indurre ingannevolmente il consumatore a ritenere che si tratti di “Portofino doc”, quando invece “il vino, seppur rinomato, non ha nulla a che fare con il nostro territorio, visto che viene interamente vinificato in Francia”. Gli interroganti, facendo proprie le preoccupazioni di Coldiretti e dei produttori locali, chiedono al ministro Stefano Patuanelli se è a conoscenza della situazione e che cosa intenda fare per tutelare la particolare produzione ligure. Anche perché, secondo i parlamentari, il vino francese potrebbe presentare una serie di altre problematiche: il tappo originario in sughero, nelle bottiglie immerse a una profondità di 52 metri, potrebbe subire alterazioni e carenze di ermeticitàcosì come la gabbietta di fil di ferro sarebbe a rischio ruggine. Anche se il tappo è rivestito da una capsula gommosa, i leghisti spiegano che “l’acqua marina potrebbe comunque penetrare all’interno ed è quindi facilmente ipotizzabile che lo champagne sia a forte rischio di salubrità dovuta a possibili infiltrazioni”. I deputati, infine, sottolineano che “la tracciabilità del prodotto francese non è assicurata perché è sconosciuto il modo con cui queste bottiglie sono giunte nell’area marina protetta di Portofino, essendo prive di un’etichetta originale, che invece viene applicata solo al momento della commercializzazione, pur indicando l’origine francese del vino”.

Simone D’Ambrosio  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Mille volti del cinema italiano, cento anni fa nasceva Nino Manfredi

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NINO MANFREDI

Il grande attore era nato il 22 marzo del 1921 nel Comune di Castro dei Volsci, oggi in provincia di Frosinone

ROMA – “Io so’ romano, eccellenza, ma a tempo perso so’ italiano, è corpa?”. Il Ciceruacchio che interpreta in ‘In nome del popolo sovrano’ è la summa di un vero e proprio legame lavorativo, non semplicemente rapporto, con Gigi Magni, quasi un suo alter ego dall’altra parte della cinepresa. È la capacità di assumere ruoli drammatici di Nino Manfredi, in grado di trasformarsi, però, anche in un emigrato italiano in Svizzera con ‘Pane e cioccolata’ o in un cinico e spiegato abitante di una baraccopoli romana in ‘Brutti, sporchi e cattivi’. O ancora in Geppetto, nell’indimenticato ‘Pinocchio’ di Luigi Comencini del 1972. Tanti ruoli, tanti volti, un solo grande attore, Saturnino Manfredi, questo il suo nome all’anagrafe, nasceva 100 anni fa in Ciociaria, il 22 marzo del 1921, nel Comune di Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone. Anche se quando diede i natali a Manfredi, era ancora in provincia di Roma: il passaggio avvenne solo nel 1927.

Artista versatile, insieme a Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, tra i più grandi interpreti del cinema italiano, ha intepretato con identica efficacia ruoli drammatici e comici, ha raccontato vizi e virtù degli italiani, con sarcasmo e cinismo.

LA VITA

Dopo un periodo, travagliato viste le diverse fughe, trascorso in un Collegio, si ammalò di tubercolosi, malattia curata in ospedale, un sanatorio. Qui imparò a suonare il banjo e iniziò la sua passione per la recitazione.Dopo un anno passato sui monti a Cassino, rifugiato per sfuggire al militare, nel 1943, un anno dopo si iscrisse all’Accademia di arte drammatica, diplomandosi nel 1947, anche se nel frattempo si era laureato in Giurisprudenza più per accontentare la famiglia, però. Perché la recitazione era la sua strada, il suo destino. Che lo avrebbe portato, nel 1949, a interpretare il ruolo di Francesco Marvasi nell’esordio al cinema, nel film drammatico sentimentale ‘Torna a Napoli’. Presto si accorge di lui anche la televisione. È il 1959, infatti, quando conquista il pubblico con la partecipazione a Canzonissima, dove diede vita al personaggio di ‘Bastiano, il barista di Ceccano’, famoso per la battuta ‘Fusse che fusse la vorta bbona’, forse uno dei primi tormentoni della storia della tv. Convinse anche l’amico Marcello Mastroianni, anche lui ciociaro perché originario di Fontana Liri, a esibirsi con lui in uno sketch.

Dopo di allora, arrivarono una serie impressionante di ruoli da protagonista o coprotagonista in pellicole che avrebbero fatto la storia del cinema italiano. Come in ‘Audace colpo dei soliti ignoti’ di Nanni Loy, il sequel de ‘I soliti ignoti’, diretto da Mario Monicelli, in cui Nino Manfredi interpreta Piede amaro che prende il posto di Tiberio, ruolo che fu di Marcello Mastroianni, con Gassman, Tiberio Murgia e Carlo Pisacane. E poi arrivarono ‘L’impiegato’, 1960, diretto da Gianni Puccini, divenne Dudù nel film ‘Operazione San Gennaro’ del 1966, il cognato disilluso di Alberto Sordi, in ‘Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?’ cult del 1968, anno in cui recitò nel film a episodi ‘Vedo nudo’. Nel 1969, invece, la prima collaborazione con Luigi Magni, per il film ‘Nell’anno del Signore’. Con il regista e sceneggiatore romano lavorerà in altri sette film, tra cui ‘In nome del Papa Re’, ‘Quelle strane occasioni’ e, appunto, ‘In nome del popolo sovrano’ nel 1990, quello di Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, che completa la trilogia iniziata con ‘Nell’anno del Signore’ e proseguita con ‘In nome del Papa Re’. Il monologo con cui si difende dopo essere caduto in mano austriaca, è entrato di diritto nella storia del cinema: “Ho voluto bene a Roma, embé? e da quanno in qua l’amor de patria è diventato un delitto? Però se nella legge vostra è un delitto vole’ bene ar paese propio, allora io so corpevole, anzi so reo confesso, e m’offennerebbe pure se me rimannaste assorto, percui, eccellenza, spero che lei se sia persuasa, e così voi che me sembrate… oooh, ma me state a senti’?”

Adriano Gasperetti. fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Amazon, sindacati: “Adesione media allo sciopero del 75%, azienda ci convochi”

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SCIOPERO AMAZON LOGISTICS, STABILIMENTO DI ARZANO PRESIDIO DEI SINDACATI A SOSTEGNO LAVORATORI ALL'ESTERNO DEL MAGAZZINO DEPOSITO PROTESTA DEGLI ADDETTI ALLA LOGISTICA E DEI FATTORINI BANDIERE FILT BANDIERA CGIL FIT CISL

“Per non essere costretti a proseguire la protesta”

ROMA – “Adesione media del 75%, con punte del 90% in alcuni territori“. È questo il dato che Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti comunicano in merito al primo sciopero della storia di Amazon Italia. “È una protesta riuscita- spiegano le tre organizzazioni sindacali- anche oltre le nostre aspettative considerando che molte lavoratrici e molti lavoratori si sentono “ricattabili” perché hanno contratti atipici e quindi hanno visto la protesta come un rischio per il loro posto di lavoro precario. Torniamo a ribadire le ragioni della protesta: Amazon si è arricchita enormemente grazie al boom del commercio online in tempo di pandemia ed è giusto che redistribuisca parte di questa ricchezza anche in termini di diritti ai suoi dipendenti. L’azienda ad oggi si è sempre rifiutata di discutere con i sindacati la verifica dei turni, dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali ed il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza”. Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti: “Ci aspettiamo da Amazon una convocazione in tempi brevissimi, in modo da non essere costretti a proseguire la protesta”.

di Nadia Cozzolino, Marialaura IazzettiVania Vorcelli e Nicolò Rubeis fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid 13.846 nuovi casi e 386 decessi. Tasso di positività sale all’8,1%

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Questi i dati diffusi oggi dal ministero della Salute

ROMA – Sono 13.846 i nuovi casi di Covid in Italia per 169.196 test tra molecolari e antigenici. Il rapporto di positività sale all’8,1% dal 7,3% di 24 ore fa, quando i casi erano stati 20.159 su 277.086 tamponi e 300 morti.

Il numero dei decessi di oggi è di 386, in crescita rispetto ai 300 di ieri. I morti dall’inizio della pandemia sono 105.328.

Sono 3.510 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 62 più di ieri nel saldo tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 227 (ieri erano stati 232). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 28.049 persone, con un incremento di 565 unità nelle ultime 24 ore.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»