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Caos vaccini in Lombardia, Fontana pronto a rimuovere vertici Aria

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Fontana prova a correre ai ripari accelerando il passaggio della gestione delle prenotazioni a Poste, il Pd attacca

MILANO – Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, si sta muovendo per rimuovere dagli incarichi i vertici di Aria. Lo apprende la ‘Dire’ da fonti vicine alla maggioranza. Fontana sta valutando insieme alla giunta come procedere. Nel mirino il presidente Francesco Ferri e il direttore generale Lorenzo Gubian.

Stamane il leader della Lega Matteo Salvini ha auspicato un “cambiamento” nella società regionale che gestisce le prenotazioni del vaccino dopo l’ultimo incidente di sabato a Cremona. Quella del governatore sembra una scelta quasi obbligata, dopo le numerose critiche rivolte alla centrale per gli acquisti della Regione, accusata recentemente anche di non riuscire a gestire il sistema di prenotazioni per le somministrazioni dei vaccini anti-covid.

SALVINI: SU ARIA MI ASPETTO UN CAMBIAMENTO

“Su Aria mi aspetto un segnale di cambiamento positivo”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini subito dopo aver donato il plasma al centro Avis di Milano.

Salvini rimanda al mittente la possibilità che qualcuno al Pirellone possa saltare, anche se in precedenza aveva sottolineato che “chi sbaglia paga”. Fatto sta che il numero uno del Carroccio non nasconde le criticità relative ad Aria, il portale della Regione dove prenotare il vaccino, augurandosi un cambio di passo netto e radicale. Nel week-end, in varie città della Lombardia qualche intoppo c’è stato. Basti pensare a quanto successo sabato a Cremona, dove sulle 600 persone attese per la vaccinazione, solo 60 avevano ricevuto il messaggio di convocazione.

CAOS ARIA, PD CONTRO FONTANA: NON REVOCA VERTICI E CONFERMA DG

Fontana non ha nemmeno avuto il coraggio di firmare la revoca dei vertici di Aria ma si è affidato alla moral suasion. Aspetta le dimissioni del Cda, mantenendo però il direttore generale della società. Siamo alle comiche, chi comanda oggi in Regione Lombardia?”. A chiederlo è Pietro Bussolati, consigliere regionale del Partito democratico.

Bussolati si rivolge direttamente all’assessore al Bilancio della Regione, Carlo Caparini: “Fino a una settimana fa tesseva le lodi di Aria e dichiarava che la società avrebbe continuato a gestire gli over 80, oggi non ha più nulla da dire?”, incalza.

Il Pd teme che i problemi della campagna vaccinale dipendano anche dalle politiche messe in campo dalla giunta. “Bisogna capire fino in fondo se le inefficienze stanno tutte in Aria o se, invece, i problemi sono sorti anche a monte”, commenta Bussolati, che poi conclude: “Basta propaganda, devono chiedere scusa ai cittadini e farsi aiutare dalla struttura commissariale”.

CAOS ARIA, PORTALE POSTE A INIZIO APRILE IN LOMBARDIA

Regione Lombardia vuole accelerare e sostituire al più presto il sistema di prenotazione per le vaccinazioni anti-covid creato da Aria. Poste Italiane potrebbe entrare in gioco prima rispetto a quanto annunciato. Si ipotizza di avere tutto pronto almeno per inizio aprile.

Proprio in queste ore, a quanto apprende la ‘Dire’, la Regione sta dialogando con i tecnici di Poste per velocizzare le procedure. L’accelerazione dipende dagli ultimi disservizi di Aria, che sta avendo alcuni problemi nell’invio degli sms con cui vengono convocate le persone per la somministrazione del vaccino. È successo, in particolare, a Como, Monza e Cremona.

Non è la prima volta. Dall’inizio della campagna vaccinale la centrale per gli acquisti della Regione ha registrato diversi malfunzionamenti: il mancato aggiornamento dei Codici di avviamento postale, ad esempio, ha costretto molti anziani a raggiungere centri vaccinali lontani chilometri dalla propria abitazione. Proprio per questi motivi, la Regione ha deciso di affidarsi al sistema di Poste Italiane. Un sistema gratuito che permetterà agli utenti di decidere sede e data per le inoculazioni.

Il portale di Poste è già utilizzato in cinque regioni italiane (Sicilia, Calabria, Molise, Abruzzo e Basilicata). La Lombardia dovrebbe, quindi, essere la sesta. Come avverrà il passaggio da un sistema all’altro non è ancora chiaro. Probabilmente il portale di Aria verrà dismesso del tutto e sarà utilizzato solo quello di Poste. Di certo per la giunta del governatore Attilio Fontana non sarà un cambiamento facile da affrontare e sostenere, visto che la Regione ha investito 22 milioni di euro per il servizio creato da Aria. Le opposizioni chiedono al governo di intervenire. Fontana, oramai stremato dopo un anno di emergenza sanitaria, corre ai ripari ancora una volta.

Di Maria Laura Iazzetti e Nicolò Rubeis fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Vaccino Pfizer, nelle prossime 24 ore in arrivo un milione di dosi

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MODELLING VACCINI VACCINO PFIZER BIONTECH

Riunione tra Draghi e Gelmini, nei prossimi giorni soluzioni per aiutare le regioni in difficoltà

ROMA – Entro le prossime 24 ore, circa un milione di dosi del vaccino Pfizer saranno distribuite alle Regioni, interessando 214 strutture sanitarie, a seguito dell’approvvigionamento avvenuto nella giornata di oggi. È il lotto più importante tra quelli consegnati finora nel mese di marzo, e consentirà di dare impulso alla campagna vaccinale nazionale, secondo il piano elaborato dalla struttura commissariale e in accordo con le linee guida del Ministero della Salute. Cosi’ in un comunicato stampa il Commissario straordinario per l’emergenza Covid19, Generale F. P. Figliuolo, in seguito ad una riunione con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il capo della Protezione civile Curcio.

Il vaccino Pfizer viene somministrato prioritariamente alla persone anziane e a quelle più vulnerabili al virus Covid19. Ad oggi sono oltre 2,8 milioni le persone fragili vaccinate a livello nazionale, con una tendenza in salita grazie alle ultime consegne. Alla fine del primo trimestre – secondo le previsioni relative agli approvvigionamenti in corso – saranno oltre 14 milioni i vaccini distribuiti alle Regioni. In particolare, il totale di marzo- conclude la nota- sarà di circa 7,5 milioni di dosi, mentre i parziali cumulati di gennaio e febbraio sono stati pari a 6,5 milioni.

Nel pomeriggio, inoltre, lunga riunione tra il Presidente del consiglio Mario Draghi e la ministra per gli Affari regionali Gelmini, con la quale è stato fatto un punto preliminare sulle soluzioni che concorreranno a rafforzare la collaborazione e il coordinamento con le Regioni impegnate a dare tempestiva attuazione al nuovo Piano vaccinale.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Roma, Calenda: “Coordinamento con Letta, ma non butto sei mesi di lavoro”

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“Per ora siamo solo io e Raggi in splendida solitudine a fare questo lavoro su Roma”, ha detto il leader di Azione e candidato sindaco di Roma

ROMA – “Se sono disposto a ritirare la mia candidatura a sindaco di Roma? Non c’è nessun altro che si è detto disponibile, è un discorso surreale. Da ottobre lavoro sulla città cercando di capire come risolvere i mille problemi che ci sono, e intanto sento che è pronto a candidarsi Tizio o Caio. Per ora siamo solo io e Raggi in splendida solitudine a fare questo lavoro su Roma”. Lo ha detto il leader di Azione e candidato sindaco di Roma, Carlo Calenda, intervenendo in diretta a ‘Oggi è un altro giorno‘, in onda su Rai1.

“Io sono pronto a discutere, non c’è ovviamente nessuna questione personale. Con Enrico Letta ho iniziato la mia esperienza politica, ne abbiamo parlato e continueremo a parlarne: abbiamo detto di non fare strappi e di coordinarci, ma ci sto lavorando intensamente da sei mesi e prendere questo lavoro e buttarlo mi farebbe un po’ dispiacere”, ha concluso Calenda.

Serena Tropea. fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it».

Papa Francesco nomina don Benoni Ambarus nuovo vescovo ausiliare di Roma

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BENONI AMBARUS DON DIRETTORE CARITAS ROMA

Il nuovo vescovo è direttore della Caritas di Roma dal primo settembre 2018

ROMA – Papa Francesco ha nominato don Benoni Ambarus vescovo ausiliare di Roma, assegnandogli la sede titolare di Tronto. L’annuncio è stato dato dal cardinale vicario Angelo De Donatis nella Cittadella della Carità Santa Giacinta, di via Casilina Vecchia, alle ore 12 di oggi, sabato 20 marzo 2021. Il nuovo vescovo avrà la delega alla Carità, alla Pastorale dei migranti (in particolare Rom e Sinti) e l’incarico dell’Ufficio missionario diocesano. L’ordinazione episcopale avrà luogo il primo maggio alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano“. È quanto si legge in una nota del Vicariato di Roma.

CHI È ‘DON BEN’

“Nell’annunciare la nomina, il cardinale De Donatis ha tracciato una breve biografia di don Ambarus, da tutti chiamato semplicemente ‘don Ben’. Il nuovo vescovo-spiega il comunicato- è direttore della Caritas di Roma dal primo settembre 2018. A nominarlo alla guida dell’organismo diocesano, di cui era già vicedirettore dal 16 ottobre 2017, è stato il cardinale De Donatis. Nato il 22 settembre 1974 a Somusca-Bacau (Romania), don Ambarus entra al Seminario Minore della diocesi di Iasi, in Romania, nel 1990; consegue la maturità nel 1994 e quindi, fino al 1996, frequenta il Seminario Maggiore di Iasi. Il 23 novembre del 1996 arriva a Roma, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove completa gli studi e consegue il baccalaureato in Teologia. Il 29 giugno del 2000 viene ordinato presbitero a Iasi. Ma poi rientra a Roma, dove, nel 2001, consegue la licenza in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Dal 2001 al 2004 svolge il servizio di educatore al Seminario Romano Maggiore; dal 2004 al 2007 è collaboratore parrocchiale a San Frumenzio ai Prati Fiscali; dal 2007 al 2010 è viceparroco presso la stessa parrocchia”.

E ancora: “Dal 2010 al 2012 è invece viceparroco nella comunità di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae a Torre Gaia. Nel 2012-prosegue la nota- don Ambarus diviene parroco dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Valle Muricana: sarà la prima parrocchia a ricevere la visita pastorale di Papa Francesco, il 26 maggio del 2013. Infine, nel 2017, la nomina a vicedirettore della Caritas di Roma e poi quella a direttore“.

Il cardinale ha sottolineato che “non è facile per nessuno incarnarsi in una realtà umana ed ecclesiale diversa dal proprio Paese d’origine. L’esperienza personale ha reso don Ben molto sensibile alle condizioni di chi vive in mezzo a noi da immigrato in una terra straniera, alla ricerca di un lavoro e di una condizione stabile. Stiamo parlando di una porzione enorme degli abitanti di questa città: oltre mezzo milione di persone, il 12,8% della popolazione romana. L’episcopato di don Ben è segno concreto dell’attenzione di Papa Francesco verso questa realtà umana, in particolare verso le tante comunità cristiane cattoliche (sono più di 150) che ogni domenica si riuniscono con il loro cappellano per la celebrazione dell’Eucarestia“.

LE PRIME PAROLE DEL NUOVO VESCOVO

Don Ambarus ha accolto la nomina con “emozione e incredulità”, dicendo che “non posso che confessarvi il mio stupore per il fatto che il Signore, attraverso la Chiesa ed il nostro vescovo Francesco, abbia guardato alla mia povera persona per questo ministero. Ringrazio il Signore con tutto il cuore per la sua bontà verso di me. Tutta la mia vita, tutta la mia storia, è avvolta da questa bontà. Ringrazio il nostro vescovo Papa Francesco per la fiducia che mi ha manifestato. Un prete straniero, romeno romano, vescovo ausiliare a Roma! Sono scherzi del Signore e… del Papa, verso di me, che sarei dovuto rimanere in Italia solo quattro anni”.

Ancora, il nuovo vescovo ha ripercorso gli ultimi anni e ha aggiunto: “In questi anni, avendo il privilegio di vivere il ministero nella Caritas diocesana, tante volte ho detto, negli incontri e negli interventi: siamo tutti poveri, e io sono il primo povero, cioè mancante, alla scuola del Vangelo dei poveri. Ecco, ho imparato cosa significa mancante, mendicante, cosa significa gridare la preghiera e aspettare la salvezza, cosa significa credere e affidarsi. Allo stesso tempo- ha concluso- ho imparato da loro, veri maestri di vita, che ogni morte e caduta è garanzia di risurrezione, di salvezza. Ecco, con tutti i doni abbondanti vissuti, vivo la consapevolezza che si aggiunge grazia su grazia rispetto al ministero a cui sono chiamato

la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Vaccino Sputnik, accordo per sperimentazione allo Spallanzani

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VACCINO SPUTNIK V CONTRO IL COVID-19 ANTI CORONAVIRUS VACCINI FIALA FIALE DOSE DOSI CENTRO NAZIONALE DI RICERCA EPIDEMIOLOGICA E MICROBIOLOGICA N. F. GAMALEJA GAMALEYA

Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

ROMA – “Tra qualche giorno verrà stipulato con l’istituto Spallanzani un primo accordo per la sperimentazione in forma scientifica con il vaccino Sputnik in attesa ovviamente dell’autorizzazione formale dell’Ema per quanto riguarda lo studio sulle varianti. Questa è un’altra buona notizia perché ci permette di fare un salto in avanti rispetto alla necessità di approvvigionamento dei vaccini”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, questa mattina in visita al centro vaccinale allestito all’Auditorium parco della Musica.

“GRANDISSIMA ADESIONE SU ASTRAZENECA, CAMPAGNA RIPARTITA AL 100%”

“La notizia positiva è che registriamo per fortuna una grandissima adesione alla vaccinazione anche per Astrazeneca. E’ una notizia positiva supportata anche da un grande sforzo organizzativo che ci ha permesso di ricontattare tutti i 14mila che avevano saltato il vaccino bloccato dall’Ema. La campagna vaccinale e’ ripartita al 100% in modo molto positivo”, ha poi aggiunto Zingaretti. 

Nicoletta Di Placido. fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Gianni Morandi ‘ragazzo fortunato’ in corsia al Bufalini di Cesena

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Il cantante di Monghidoro rassicura i fan dal Centro Grandi Ustionati Bufalini di Cesena

ROMA – Gianni Morandi sta meglio. Le condizioni dopo l’incidente in campagna in cui si è ustionato diverse parti del corpo bruciando delle sterpaglie le mostra lui stesso ai fan con un video girato in corsia. La colonna sonora è ‘Ragazzo fortunato’ di Jovanotti.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Cingolani: “Emergenza clima, la gente non ha capito cosa ci stiamo giocando”

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LEONARDO CINGOLANI, CHIEF TECHNOLOGY E INNOVATION OFFICER

“Non c’è percezione della gravità della situazione”, riflette il ministro della Transizione ecologica. “I rischi non saranno fra sei generazioni ma ora, riguarderanno i bambini che stanno uscendo da scuola”

ROMA – Sull’emergenza climatica e la necessaria transizione ecologica verso una maggiore sostenibilità “la gente non ha ancora un filo logico, non ha capito cosa ci stiamo giocando”. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, lo dice rispondendo alle domande nel corso della sua audizione, in videoconferenza, alle commissioni congiunte Industria, Attività produttive e Ambiente di Senato e Camera sulle linee programmatiche del suo Dicastero.

Infatti “i rischi non saranno fra sei generazioni ma ora, riguarderanno i bambini che stanno uscendo da scuola“, dice Cingolani ripetendo uno dei suoi leit motiv, quindi “dobbiamo fare un discorso molto approfondito con scuola e ricerca, con i relativi ministeri, perche c’è un elemento di formazione e comprensione molto importante”.


Da questo punto di vista “c’è “un mio impegno personale con Bianchi e Messa”, dice il ministro, riferendosi ai colleghi ministri titolari di Scuola e Università, per “spiegare a bambini e genitori, e ai lettori di giornali e ai giornalisti” la situazione, perché “fuori di qui non c’è percezione” della gravità della situazione.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Roberto Antonini

La Terra vista dallo Spazio: inquinamento a livelli pre-Covid

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Le osservazioni delle sentinelle della Terra di Copernicus riportano la situazione in Cina, tra pochi mesi succederà anche in Europa

ROMA – Era il 23 gennaio del 2020 quando il mondo assisteva al primo lockdown per arginare il nuovo Coronavirus, a Wuhan. Lo stop dei mesi successivi alle attività industriali e al traffico a livello globale, con le persone chiuse in casa, diede un risultato che fu prontamente fotografato dai satelliti in orbita intorno alla Terra: l’inquinamento si era sensibilmente ridotto. E oggi? Con l’allentamento delle restrizioni, l’inquinamento sta aumentando di nuovo. I dati li fornisce Sentinel-5P del programma europeo Copernicus. Le immagini sono quelle della Cina, ripresa dallo Spazio a febbraio 2019, 2020 e 2021. Rilevano la presenza in atmosfera di diossido di azoto.

Antonella Salini.  fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Il talento italiano per l’acqua, come difenderlo

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La strategia dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI)

ROMA – “In Italia non dobbiamo compiere il miracolo di trasformare il deserto in una terra florida, bensì dobbiamo utilizzare al meglio i talenti affidatici con un territorio straordinario, che va altresì difeso dalla minaccia dell’aridità“. È in questa, evocativa immagine che Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), indica, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, la strategia idrica, che l’Italia dovrebbe seguire.

I “talenti” sono dati da un andamento pluviometrico che, nonostante l’estremizzazione degli eventi atmosferici, vede cadere annualmente sull’Italia 1000 millimetri di pioggia (quasi mm. 2.000 in alcune zone del Friuli-Venezia Giulia e della Liguria e solo mm. 300 su aree della Puglia), pari ad un volume complessivo di circa 300 miliardi di metri cubi, oltre la metà dei quali, però, vengono restituiti in atmosfera attraverso l’evapotraspirazione; si calcola, quindi, che il patrimonio idrico potenzialmente a disposizione sia di circa 110 miliardi di metri cubi, di cui solo 53 miliardi realmente utilizzabili.

“Di questa ricchezza riusciamo, però, a trattenere solo 5,8 miliardi, cioè circa l’11%. Il talento che dobbiamo sviluppare è aumentare tale percentuale“, precisa il presidente di ANBI.Al proposito, ANBI ha indicato fin dal 2017, unitamente all’allora Struttura di Missione #italiasicura, una strategia fatta di 2.000 invasi medio-piccoli da realizzare in 20 anni grazie ad un investimento di circa 2.000 miliardi di euro; contestualmente sono stati presentati i primi 218 progetti, interessanti 17 regioni (il maggior numero, 73, in Veneto, ma è la Calabria, la regione ad abbisognare di maggiori investimenti: 527 milioni di euro).

A Settembre 2020, nella prospettiva del Recovery Plan, ANBI ha presentato un Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, comprendente, innanzitutto, la manutenzione straordinaria di 90 bacini, in buona parte interriti. “La loro capacità- afferma Massimo Gargano, direttore generale di ANBI- è ridotta del 10,7% a causa della presenza di oltre 72 milioni di metri cubi di sedime, depositati sul fondo: 46 bacini sono al Sud, 36 al Centro, 9 al Nord”. Oltre a ciò, il Piano ANBI prevede il completamento di 16 bacini (capacità complessiva: mc. 96.015.080; investimento: quasi 452 milioni di euro) e la realizzazione di 23 nuovi invasi (capacità complessiva: mc. 264.493.800; investimento: circa 1 miliardo e 231 milioni di euro).

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

‘Foreste: i polmoni della Terra’: il corso del Wwf per scoprire tutto

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Gratuitamente disponibile online. Non viene solo svelata la bellezza, ma vengono anche spiegate le minacce e cosa ognuno di noi può fare per salvaguardare questo patrimonio verde

ROMA – ‘Foreste: i polmoni della Terra’ è il nuovo corso disponibile gratuitamente su One Planet School, il portale di e-learning WWF. Il percorso è articolato in 10 lezioni in cui emerge la bellezza e complessità degli ecosistemi forestali, la biodiversità che in essi si cela e il loro valore naturale ed economico; ma parla anche di riproduzione vegetale e di popoli che ancora abitano le foreste primarie dall’Asia al Sud America passando per il continente africano. Sono inoltre presentati gli effetti benefici, per lo sviluppo psicofisico di bambini e adulti, del vivere in un ambiente naturale sano. Il corso svela le minacce che stanno riducendo drasticamente le foreste di tutto il pianeta, dai cambiamenti climatici alla scelta dei beni che acquistiamo, ma aiuta anche a capire cosa può fare il singolo, e cosa si sta muovendo al livello nazionale e internazionale. 

Al corso hanno gentilmente contribuito Giorgio Vacchiano (Università di Milano), Alessandro Chiarucci (Università di Bologna), Sabina Burrascano (Università La Sapienza), Davide Ascoli (Università di Torino), Riccardo Valentini (Università della Tuscia), Angelo Barili (Università di Perugia), Gemma Calamandrei (Istituto Superiore della Sanità), Anna Barbati (Università della Tuscia), Marco Marchetti (Università del Molise), Eva Alessi (WWF Italia).

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Vanzago, Lombardia @Laura Radaelli

Ecco i 10 patriarchi arborei censiti dal WWF nelle proprie Oasi

Molti di loro erano già lì quando i mille garibaldini sbarcarono a Marsala, nel 1860. Alcuni di loro ombreggiavano già quando in Francia infuriava la rivoluzione francese, o quando Alessandro Manzoni scriveva i Promessi Sposi. Alberi monumentali che impreziosiscono le aree naturali con il loro maestoso portamento, testimoni della storia, del luogo e del tempo. Boschi e foreste sono, assieme alle aree umide costituite da stagni, laghi e lagune, gli habitat maggiormente rappresentati all’interno della rete di aree protette del panda. All’interno di foreste antiche e perciò preziose per la nostra biodiversità, spiccano molto spesso alberi secolari o plurisecolari, che il WWF ha censito:

LE QUERCE DELL’OASI FLUVIALE DEL MOLINO GRANDE

Il fascino infinito di alcuni alberi monumentali lungo il corso del fiume Idice è stato il motore che ha spinto circa 40 anni fa un gruppo di soci WWF a rinaturalizzare le sponde del fiume fino a dar vita a quella che oggi è l’Oasi WWF e Parco fluviale del Molino Grande, in Emilia Romagna. Sono roverelle in filare con una circonferenza variabile dai 3,50 a 3,70 metri. Innegabile il loro valore e la loro forza e potenza, testimonianza del passaggio del tempo.

I CASTAGNI DELL’OASI DI MONTOVOLO

Si estende per circa 80 ettari sul fianco nord-est del Montovolo, nella media valle del Reno in Emilia Romagna, l’Oasi WWF omonima, acquistata attraverso donazioni e lasciti, ospita estesi boschi di castagni di notevoli dimensioni. Due in particolare, lungo il sentiero che porta alla cima del monte (dove si trova il Santuario) raggiungono una circonferenza di circa 7,50 mt. che fa presupporre un’età di circa 350/400 anni.

I PATRIARCHI DELL’OASI WWF DEI GHIRARDI

La Riserva dei Ghirardi (PR) ospita circa 30 individui censiti, e oltre un centinaio di esemplari complessivi, di roverella (Quercus pubescens) con dimensioni “monumentali” secondo la definizione della legge regionale dell’Emilia Romagna. La maggior parte ha una età compresa tra i 200 e i 250 anni. L’esemplare più grande è quello in località Pradelle, presso il Centro Visite, di oltre 5m di circonferenza a petto d’uomo, alto circa 15 m.

I TRE FRATI DELL’OASI WWF GUARDIARGIA CAMPOCHIARO

In località Tre Frati della Riserva regionale Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro in Molise, ad una quota di 1.130 m s.l.m. nella ricca e per molti tratti ben conservata faggeta alle pendici di Monte Mutria, troviamo alcuni faggi secolari. Il più vetusto è un vero e proprio patriarca della natura, con un’età stimata di oltre 400 anni. Gli altri esemplari “dimostrano” un’età tra i 250 ed i 300 anni per un’altezza che va dai 28 ai 32 metri. I faggi, che da secoli sono denominati “I Tre Frati” per la leggenda di tre fratelli impiccati sul posto per furto di bestiame, non sono mai più stati tagliati in memoria del tragico episodio. Ancor’oggi sotto le imponenti fronde si respira un’atmosfera che sa di magia e di antiche leggende.

LA GRANDE FARNIA NEL BOSCO PANTANO DI POLICORO

Il bosco Pantano di Policoro rappresenta l’ultimo lembo di bosco planiziale rimasto nel Sud Italia e tra i pochissimi nel sud Europa. Ben 60 le piante di farnia censite grazie al progetto ri recupero e rinaturaizzazione “L’ultima foresta incantata”, assieme a Regione, Università della Basilicata e Fondazione ConilSud. Tra le quali spicca un esemplare dall’età presunta di 100-200 anni, 20 metri d’altezza e 283 cm di circonferenza massima.

IL GRANDE ULIVO DI TORRE GUACETO

A metà tra Valle D’Itria e Salento, in quella fascia che si lascia la murgia alle spalle e si tuffa verso il mare, insiste l’uliveto secolare di Serranova nell’oasi di Torre Guaceto. Qui, tra gli altri, emerge il Grande Ulivo del Crocifisso. Un tronco grande, scavato dal tempo e avvolto dalla enorme chioma, è uno dei grandi vecchi che si trovano negli uliveti di Torre Guaceto, ma il suo destino si lega ad una storia che viene da lontano, e che parla di una tempesta, di un naufragio, di un salvataggio. Ancora oggi l’omaggio al Crocifisso e all’ulivo viene ripetuto nella prima domenica di maggio.

GENNARINO, LA QUERCIA MONUMENTALE DEGLI ASTRONI

Con oltre 400 anni di età, Gennarino è la più famosa tra le querce monumentali dell’Oasi WWF Cratere degli Astroni a Napoli. Appartenente ad una specie che un tempo formava in Italia estese foreste planiziali, la farnia, Quercus robur, si erge al centro di una radura naturale ricca di pomici, testimonianza dell’ultima attività eruttiva e che oggi rappresenta un hot spot di biodiversità grazie alla sua capacità di ospitare numerose altre specie animali e vegetali come il picchio rosso maggiore e il cerambice notturno della quercia.

LA GRANDE SUGHERA DI BURANO

Considerata la nonna di tutte le piante dell’Oasi maremmana, questo albero è cresciuto nella parte retrodunale e ha un aspetto unico e suggestivo, tant’è che è stata proposta dalla regione Toscana tra le piante monumentali per il suo alto valore estetico-paesaggistico. Ha una circonferenza di appena 260 cm pur essendo plurisecolare (400 anni) a causa del fenomeno del bonsaismo, dovuto alle condizioni geo-morfologiche del luogo. Nella sua corteccia si può leggere la storia del territorio e spesso i bambini in visita sono invitati ad ascoltare il suo cuore. Il diametro della chioma è di 18, 40 metri, l’altezza è di oltre 11 metri.

IL LECCIONE DI BOSCO ROCCONI

È la più vecchia sentinella dell’Alta Valle dell’Albegna, all’interno della Riserva Naturale e Oasi WWF Bosco Rocconi, nella Maremma interna, in un luogo di difficile accesso, nascosto dalla fitta vegetazione che ricopre la valle del Torrente Rigo, sotto il Sasso del Famo, luogo impervio e selvaggio. Il leccione, sopravvissuto anche ad un fulmine che ne ha lasciato visibili segni, è stato proposto dalla Regione Toscana per l’inserimento tra le piante monumentali. Ha una circonferenza a terra di 6,50 metri, con una chioma del diametro di 15 e un’altezza di 18.

LE QUERCE SECOLARI DI PIAN SANT’ANGELO

L’Oasi e Monumento naturale di Pian Sant’Angelo, nel Lazio settentrionale in provincia di Viterbo si caratterizza – oltre per le tipiche forre, veri e propri canyon naturali – per il fatto di conservare il paesaggio agricolo “antico” con tutti i suoi elementi caratteristici tradizionali, come siepi e grandi roverelle plurisecolari in mezzo ai campi.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it».  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»