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Scuole: dichiarazione del sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo

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“Come sempre tocca ai sindaci assumersi responsabilità davanti alle decisioni che piovono dall’alto. Ho riflettuto, ho ascoltato, mi sono confrontato. Tanta la preoccupazione e l’insicurezza da parte della popolazione che, unite al momento ancora estremamente delicato, mi spingono a una scelta di responsabilità a fronte della cosa più importante per chi governa: la tutela della salute pubblica.Per questo ho deciso di predisporre l’ordinanza che sarà pubblicata domani e che stabilisce, per le giornate di martedì 30 e mercoledì 31 marzo, la didattica a distanza per le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie, sia pubbliche che private, e la chiusura di tutti gli asili nido, anche al fine di permettere la sanificazione di aule e locali prima della riapertura degli istituti.La salute e la serenità dei miei concittadini prima di tutto!”.
Così il sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo

Campidoglio, cantieri stradali proseguono anche durante le festività pasquali

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 La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza per la prosecuzione dei cantieri stradali anche durante il periodo delle festività di Pasqua.

La disposizione sarà in vigore fino all’11 aprile 2021 e sospende una vecchia ordinanza sindacale del 1983 che impediva la prosecuzione dei lavori durante i periodi delle festività natalizie e pasquali. Il provvedimento sarà valido anche per le nuove richieste inviate dalle società di pubblici servizi per gli scavi in città.

“Così come abbiamo già fatto nel periodo di Natale, anche durante le festività pasquali andranno avanti i cantieri strategici per il futuro della nostra città. I lavori proseguono nel rispetto delle norme di sicurezza per tutti gli operatori. In questo momento difficile provocato dell’emergenza sanitaria, vogliamo sostenere le imprese duramente colpite dalla pandemia, per contribuire alla ripartenza di un settore economico vitale per la città”, spiega la sindaca Virginia Raggi.

Vincente la sinergia tra Comune ed Accademia Kronos, per l’adozione dei cani presenti nei canili

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “un risultato straordinario in quanto consentirà di risparmiare al Comune oltre € 30.000,00 l’anno”

Un risultato di grande importanza quello raggiunto dall’Amministrazione Comunale di Trevi Nel Lazio guidata dal Sindaco Silvio Grazioli, in sinergia con l’Associazione Accademia Kronos, un’intesa che ha permesso in pochi mesi di far adottare il 70% dei cani (appartenenti al Comune di Trevi Nel Lazio) presenti nel canile di Serrone. “Un plauso -ha sottolineato il Sindaco Grazioli- all’Associazione Accademia Kronos e segnatamente a Serena De Santis ed al responsabile provinciale dell’A.K.  Armando Bruni, che in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Trevi rappresentata in quest’ambito  dall’amministratore con delega Luciano Paris, hanno raggiunto un risultato importante, collocando  gran parte dei cani che si trovano presso il canile del Serrone, nel quale ricordiamo, vi erano 29 cani. Ora ne rimangono soltanto 8. Questo rappresenta un risultato straordinario in quanto consentirà di risparmiare al Comune oltre € 30.000,00 l’anno, l’obiettivo rimane quello di far adottare tutti i cani del canile del Serrone ed i 5 cani che si trovano presso il canile di Sgurgola, in modo da ridurre a zero la relativa spesa, risparmiando così € 50.000,00 l’anno. Tale obiettivo che sembrava fino a poco fa irraggiungibile, è stato invece raggiunto grazie allo straordinario sforzo dell’Associazione e dell’Amministrazione”“Ringrazio il Sindaco Grazioli –ha commentato il comandante Bruni- per la fiducia esternata verso l’Accademia Kronos ed i suoi volontari. L’adozione in pochi mesi di 21 cani, è un risultato importante raggiunto, che dà di sicuro ossigeno alle casse comunali di Trevi, ma che soprattutto, sottolinea che oggi i nostri amici a quattro zampe hanno trovato una casa e tanto amore. Mi preme ricordare che l’attività di adozione dei cani non si ferma al semplice affido, perché i nostri volontari dell’A.K. seguono lo stato dei cani anche nei periodi successivi, all’interno del nucleo familiare.  Il Sindaco Grazioli ha da subito mostrato grande sensibilità, all’attività dell’A.K., la sinergia con gli Enti comunali è molto importante e posso tranquillamente affermare, che Trevi non poteva avere un Sindaco migliore come l’avv. Silvio Grazioli, capace e determinato nella risoluzione di problematiche importanti come questa. Con altrettanta certezza, fra pochi mesi potremo esaltare il risultato di aver fatto adottare i restanti cani (del Comune di trevi Nel Lazio) rimasti nei canili”.  

Una nuova rotatoria per la Monti Lepini

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Frosinone, L’obiettivo per una maggiore sicurezza dei pedoni ed automobilisti

Sono terminati i lavori inerenti al recupero, valorizzazione, manutenzione e cura dell’area interna della rotatoria presente sulla ex Monti Lepini, incrocio via Fedele Calvosa (Viale Volsci).A seguito dell’avviso pubblicato dal Settore Ambiente del Comune di Frosinone, coordinato dall’assessore Massimiliano Tagliaferri,  il dirigente, con apposita determina, ha individuato lo sponsor nella società  CFC srl, che si è occupata dell’allestimento. I lavori si sono svolti tenendo presente gli elementi vincolanti (sistemazione area; preparazione terreno e realizzazione prato pronto; impianto di irrigazione automatico e di illuminazione; recupero e miglioramento dell’elemento di arredo esistente; inserimento di piante fiorite a cadenza stagionale; piano di manutenzione dell’area oggetto di intervento), con la supervisione di una commissione del Settore Pianificazione Territoriale, S.U.E. ed Ambiente. Di competenza del Comune di Frosinone, il controllo sia della fase della realizzazione degli interventi, sia la fase finale della ultimazione dell’opera. Le operazioni previste sulle rotatorie della Monti Lepini, secondo il progetto espresso dall’amministrazione Ottaviani, hanno l’obiettivo non solo di dare un volto nuovo e rispettoso del decoro alle aree coinvolte, ma sono finalizzate anche a implementare la sicurezza di automobilisti e pedoni della nuova arteria stradale, ubicata in quello che si può ormai ritenere il centro urbano.  

Profumerie Douglas, decise le chiusure: ecco dove. Coinvolti 457 addetti

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Scelta contestata da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. Il 9 aprile incontro tra le parti

BOLOGNA – La direzione della catena di profumerie Douglas Italia ha formalizzato ai sindacati la lista dei 128 punti vendita che sono oggetto entrano della riorganizzazione annunciata che coinvolge 457 lavoratori. La catena tedesca ha già disdettato la maggior parte dei contratti d’affitto dei negozi. Una scelta contestata da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil in assenza di un piano commerciale ed alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al prossimo 31 ottobre.

L’elenco comprende in Lombardia 20 negozi (di cui nove tra Milano e la sua provincia, cinque tra Brescia e la sua provincia, due a Mantova e provincia, idem a Varese, e uno ciascuno per i territori di Bergamo, Lecco e Monza Brianza), sei in Piemonte (quattro tra Torino e la sua provincia, uno nel territorio di Alessandria e uno nel territorio di Biella), cinque in Friuli Venezia Giulia (uno nel territorio di Trieste e quattro in quello di Udine), sei in Veneto (tre nel territorio di Padova, uno ciascuno nelle aree di Treviso, Verona e Vicenza), otto in Emilia-Romagna (due su Bologna, uno ciascuno a Modena, Parma, Ferrara, Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Piacenza), 12 in Sardegna (quattro su Cagliari, due su Sassari, due su Nuoro, due su Olbia, uno su Carbonia e uno su Medio Campidano), cinque in Liguria (due su la Spezia, uno ciascuno nei territori di Genova, Savona e Imperia), 17 in Toscana (due su Firenze, uno a Prato, tre su Siena, tre su Pisa, due su Livorno, due su Pistoia, due a Grosseto, uno a Massa ed uno ad Arezzo), cinque nelle Marche (quattro sul territorio di Ancona, uno su Fano). Alcuni di questi sono già stati chiusi da febbraio e per gli altri la deadline è marzo 2021.

Fisascat, Filcams e Uiltucs hanno ribadito la contrarietà alle chiusure ed sollecitato il tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico. Intanto, il confronto con Douglas è stato aggiornato al 9 aprile, data entro la quale l’azienda dovrebbe presentare il piano commerciale e mostrare i criteri utilizzati e quali sono le misure che intende mettere per a salvaguardia occupazionale. I sindacati fin da ora ricordano che “grazie all’e-commerce il calo di fatturato è stato decisamente contenuto”. Serve “un piano industriale di ampio respiro e serio che dia valore al capitale umano, che è il vero valore aggiunto a maggior ragione per un’azienda che offre prodotti e servizi per la cura della persona, postulato sulla salvaguardia occupazionale”, dice la segretaria nazionale della Fisascat, Aurora Blanca. “Chiudere i negozi è una scelta inaccettabile- aggiunge- si tratta di un’azienda che impiega prevalentemente donne e, qualora non si dovessero trovare delle soluzioni, questo segnerebbe ancor di più il gap di genere esistente nel nostro Paese”.

La Cisl soprattutto si aspetta segnali rapidi dal ministero: “È una battaglia contro il tempo ma dobbiamo convogliare tutte le forze affinché le risorse umane tornino a rappresentare il fulcro nevralgico della discussione senza assistere in modo passivo alla debacle totale”. Per Balnca “urge anche il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali territoriali e una attenzione da parte della clientela che esortiamo in modo solidaristico a continuare ad acquistare i prodotti di bellezza direttamente nei punti vendita. Ogni loro contributo potrà favorire la salvaguardia dei posti di lavoro“.

Mattia Cecchini. fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, 23.696 nuovi contagi e 460 decessi. Tasso di positività al 6,7%

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Sono 3.620 le terapie intensive per coronavirus in Italia, 32 in più rispetto a ieri, mentre ammontano a 28.424 i ricoveri ordinari

ROMA – Sono 23.696 i nuovi casi di Covid in Italia per 349.472 test tra molecolari e antigenici, 460 i decessi. Il rapporto di positività è al 6,7% dal 5,8% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 21.267 per 363.767 tamponi e 460 morti. Sono 3.620 le terapie intensive per Covid in Italia, 32 in più rispetto a ieri. Ammontano a 28.424 i ricoveri ordinari, 10 in meno nelle ultime 24 ore.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Ugo Cataluddi

Scuola, Lazio verso riapertura da lunedì: dad per le superiori

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“Personalmente aspetterei sempre e comunque dopo Pasqua, non prima”, commenta il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi

ROMA – Da quanto si apprende, nel caso in cui il Lazio dovesse tornare in zona arancione, la Regione ha stabilito che da lunedì prossimo riapriranno in presenza asili nido, materne, elementari e medie. Le scuole superiori, invece, proseguiranno l’attività in Dad.

“Con un Lazio ‘arancione‘ le scuole potrebbero riaprire da lunedì, ma personalmente aspetterei sempre e comunque dopo Pasqua, non prima”. Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire.

DI BERARDINO: SE LAZIO IN ARANCIONE LUNEDÌ RIAPRONO FINO A MEDIE

“Qualora i dati epidemiologici facciano tornare il Lazio in zona arancione da lunedì 29 Marzo gli asili nido, le materne, le scuole elementari e le medie riapriranno con le attività in presenza. Per quanto riguarda le superiori, queste rimarranno chiuse continuando ad assicurare la didattica a distanza. La decisione riguarda le giornate antecedenti le vacanze di Pasqua, cioè il 29, 30 e 31 marzo e sarà formalizzata nelle prossime ore con un’ordinanza regionale a firma del Presidente della Regione Lazio. La scelta è stata elaborata anche a seguito di un incontro avvenuto questa mattina con tutte le organizzazioni sindacali del comparto scuola che hanno concordato con l’opportunità di continuare con la Dad al 100% fino a Pasqua per gli istituti superiori”. Così in un comunicato Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio.

“Inoltre, a partire da lunedì 29 marzo e per tutto il mese di Aprile, la Regione Lazio consentirà agli studenti di effettuare i tamponi senza ricetta medica negli hub regionali. Con queste soluzioni crediamo di rispondere in modo adeguato alle esigenze delle famiglie e soprattutto di favorire gli studenti più piccoli, evidentemente più in difficoltà nell’apprendimento tramite computer. Fermo restando l’intenzione di tenere aperte le scuole il più possibile, nostra priorità da sempre, la chiusura degli istituti di secondo grado per le giornate antecedenti la Pasqua sono da attribuire anche a motivazioni di tipo organizzativo”, conclude Di Berardino.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Carlotta Di Santo

Il Caso Catalent, per le 29 milioni di dosi di Astrazeneca, lascia molte perplessità

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Anagni, Rufa: “Una grande beffa verso coloro che attendono il vaccino”

Dopo le 250 mila fiale assegnate all’Australia e bloccate dal Governo Draghi, in questi ultimi giorni sono balzate alla cronaca le 29 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca contese tra l’Europa e Regno Unito, prodotte nello stabilimento Catalent di Anagni.  La Comunità Europea  sospetta che la società le tenesse nascoste per cercare di recapitarle al Regno Unito, ed ora chiede chiarezza.  Ma l’azienda è soprattutto un fiore all’occhiello del polo farmaceutico laziale (il primo in Italia per export), a cavallo tra Latina e Frosinone (con propaggini nella zona sud in provincia di Roma). L’azienda ad Anagni è arrivata a infialare 1,5 milioni di dosi al giorno e lo stabilimento ora occupa circa 800 addetti, con 150-200 assunti proprio per far fronte alle nuove commessi (di questi il 30-40% a tempo indeterminato).  Il senatore della Lega Gianfranco Rufa, ha commentato la questione come un fatto importante che va chiarito nel più breve tempo possibile. “E’ una fase importante    – ha commentato il sen. Rufa-  dove si cerca di fare più vaccini possibili ogni giorno, e due sono gli elementi base propedeutici per raggiungere l’importante obiettivo di avere più persone vaccinate possibili: gli operatori sanitari per fare i vaccini e le dosi di vaccini. Sapere che proprio in Italia, in provincia di Frosinone , c’è un’azienda che rappresenta per certo un’eccellenza a livello farmaceutico, che ha al suo 29 milioni di dosi disponibili, ma non per l’Italia, sarebbe un grandissimo paradosso ed una beffa verso quelle persone, quegli anziani ottantenni, quei malati con patologie gravi che aspettano con ansia di vaccinarsi.  L’Europa e l’azienda Catalent, come ha bene sottolineato il senatore Matteo Salvini, devono dare immediatamente delle  risposte per fare chiarezza sulla vicenda”. La questione però lascia comunque un po’ di perplessità, un dubbio che non è passato inosservato al sen. Rufa, che evidenzia l’obbligatorietà del DDTo altri documenti, soprattutto in questo caso. “ Il modulo DDT (documento di trasporto) –afferma il sen. Rufa– è un documento che certifica un trasferimento di merce dal cedente venditore al cessionario, obbligato per tutte le partite iva, in caso contrario conseguente multa. Ora qui si parla di 29 milioni di dosi di vaccino Astrazeneca, che nell’azienda anagnina vengono infialate, la domanda è la seguente:  c’è o no un DDT o altra documentazione, che certifica l’assegnazione di questa produzione?  I dubbi sulla destinazione di queste 29 MILIONI DI DOSI, ci sono e sono tanti, speriamo che si faccia il prima possibile chiarezza e che comunque quelle dosi non vadano fuori dai confini nazionali!!!”. Insieme al sen. Rufa sono per la chiarezza della questione gli altri esponenti della Lega, l’on. Francesca Gerardi e l’on. Francesco Zicchieri.

Covid, scoperto in Italia un farmaco che può bloccare il virus

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Covid, scoperto in Italia un farmaco che può bloccare il virus

ROMA – “Il composto I3C ha dimostrato di essere in grado di bloccare, in vitro, l’uscita e la replicazione del virus Sars-Cov 2 dalle cellule malate. Si tratta di un composto naturale, ben tollerato nell’uomo, conosciuto come Indolo-3-Carbinolo (I3C) e quindi utilizzabile come antivirale, da solo oppure in combinazione con altre terapie. Necessita ora di essere ulteriormente studiato nell’ambito di una sperimentazione clinica per confermare la sua reale efficacia nel trattamento del COVID-19″. A renderlo noto l’ospedale San Raffaele di Roma.

“E’ importante farlo- afferma il prof. Carlo Tomino, farmacologo, responsabile del Centro del Farmaco dell’IRCCS San Raffaele Roma che ha partecipato al lavoro scientifico, frutto di una collaborazione internazionale, pubblicato oggi dalla prestigiosa rivista Cell Death and Disease (Nature)- perchè può rappresentare una nuova arma nella lotta a questa pandemia insieme alla campagna vaccinale e considerate le varianti identificate e attese. Peraltro, essendo già utilizzato per altri trattamenti, qualora si dimostrasse del tutto la sua efficacia, l’I3C potrebbe essere approvato rapidamente”.

Il gruppo di lavoro ha identificato una classe di enzimi (E3-ubiquitin ligasi) necessaria al virus SARS-CoV-2 per uscire dalle cellule infette e diffondersi in tutti i tessuti corporei. E’ risultato che i livelli di questi enzimi sono elevati a livello polmonare in pazienti positivi al virus. Il team di ricerca ha dunque dimostrato “anche che la loro attività può essere inibita dal composto naturale I3C“.

“Lo studio consente una maggiore comprensione dei meccanismi molecolari che regolano il ciclo di vita della SARS-CoV-2 aprendo la strada all’identificazione delle relazioni ospite-patogeno necessarie per l’identificazione e lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di interferire con la replicazione virale, bloccando la trasmissione. E’ stato coordinato dai professori Giuseppe Novelli (Tor Vergata Roma, Italia – Reno, NV, USA) e Pier Paolo Pandolfi (Renown Institute for Cancer, Reno, NV, USA – Università di Torino, Italia), in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù (Roma), l’Istituto Spallanzani (Roma), l’IRCCS San Raffaele Roma e varie istituzioni statunitensi (Harvard, Yale, Rockefeller, NIH, Mount Sinai, Boston Univ, HistoWiz NY, Virna West Roxbury), canadesi (Toronto) e francesi (INSERM Parigi, Hôpital Avicenne)”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Roma, maggioranza sul filo di lana: Raggi costretta a votare in aula

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Il M5s non ha più una maggioranza numerica certa: il voto della sindaca decisivo sulla delibera Ama

ROMA – L’addio dato ieri alla maggioranza pentastellata che amministra il Comune di Roma da parte della consigliera Gemma Guerrini costringe Virginia Raggi a tornare in aula a votare i provvedimenti in esame. Un inedito quasi, visto che la sindaca in aula, intenta a premere i bottoni o a dichiarare il suo voto, non si vedeva da tempo. Un’autentica rarità.

Questa è la conseguenza più visibile della situazione nell’Assemblea Capitolina di Roma dove la maggioranza del M5s non ha più una maggioranza numerica certa. I numeri parlano chiaro: la maggioranza, sulla carta, può contare su 24 voti (Raggi compresa): la metà esatta dei consiglieri comunali aventi diritto. Tra loro ci sono i 5 cosiddetti “dissidenti”, un gruppo di consiglieri non sempre allineati alla sindaca, e anche il presidente Marcello De Vito, protagonista di un blitz contro le indicazioni della Raggi sulla questione degli ambulanti, non più di 10 giorni fa. Altri 24 consiglieri sono iscritti nel fronte delle opposizioni.

La maggioranza, in queste condizioni, rischia di finire minoranza. E’ già capitato diverse volte, ben prima dell’addio dell’ultima ex grillina, Guerrini per l’appunto. Per questo oggi, al momento della chiamata al voto da remoto (l’aula è convocata in modo virtuale a causa del covid con i consiglieri collegati dal Pc di casa) ad un certo punto si è udita la voce della sindaca. Raggi ha espresso voto favorevole al ritorno in aula di una delibera delicatissima, sull’Ama. E poco dopo ha dovuto di nuovo votare contro una seconda richiesta di sospensiva voluta dal Pd.

La delibera di oggi era fondamentale per il futuro di Roma e dell’Ama, l’azienda che si occupa dei rifiuti della Capitale. Contiene, infatti, il piano di risanamento, quello di ristrutturazione, quello industriale, la ricapitalizzazione e l’approvazione dei bilanci 2017, 2018 e 2019 dell’azienda capitolina. Senza la sua approvazione, che ancora non c’è stata (il dibattito procede in aula) Ama va verso il fallimento certo. La maggioranza, dunque, oggi ha retto, acquistendo anzi un paio di voti sulla prima sospensiva e fermandosi a quota 26. Si è poi ancorata ai 24 voti sulla seconda sospensiva e graziata dalle assenze tra le fila delle opposizioni, che infatti hanno incassato 16 voti.

Per ora si va avanti. Pericolo scampato. Ma potrebbe sembrare a molti solo un’illusione ottica dovuta all’eccezionalità del momento. Sono molte le delibere politicamente divisive da oggi ad ottobre, quando si dovrebbe tornare alle urne per eleggere il nuovo sindaco. Raggi sarà sempre presente in aula per sostenere la maggioranza? Da questo dipende il destino degli ultimi indirizzi politiici dell’ammnistrazione M5s romana.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Emiliano Pretto