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Ecco il nuovo decreto riaperture: spostamenti, green pass, scuola in presenza e sport

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GALLERIA VITTORIO EMANUELE SEMI DESERTA DUE GIORNI PRIMA DELLE NUOVE REGOLE COPRIFUOCO ALLE 23 CONTROLLO CONTROLLI POLIZIA LOCALE

La traccia del decreto legge all’esame delle regioni contiene il ritorno alla ‘zona gialla’, nuove norme sulla certificazione verde per guariti, vaccinati e negativi, e le regole per scuola, università e sport

ROMA – La bozza di decreto legge all’esame delle regioni non contiene ancora la norma sulla proroga dello stato di emergenza. La data la si desume tuttavia dalle norme che riguardano gli spostamenti tra regioni nelle quali si cita espressamente il 31 luglio come data limite.Leggi la bozza del ddl del 20 aprile 2021Download

L’articolo 1 del ‘decreto riaperture‘, in una bozza in possesso della Dire, prevede il “rispristino della disciplina delle zone gialle“. Al comma 1 si legge: “Fatto salvo quanto diversamente disposto dal presente decreto, dal 1° maggio al 31 luglio 2021, si applicano le misure di cui al provvedimento adottato in data 2 marzo 2021, in attuazione dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Le misure di cui al primo periodo possono essere modificate con le deliberazioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dal presente decreto”.

SPOSTAMENTI TRA REGIONI: COME FUNZIONANO

Al comma 2 si legge: “Dal 26 aprile 2021 cessano di avere efficacia le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44, e sono conseguentemente consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome che si collocano nelle zone bianca e gialla“.

Gli spostamenti verso le zone arancioni o rosse sono consentiti con le cosiddette ‘autocertificazioni verdi’, ossia quelle comprovanti “lo stato di avvenuta vaccinazione o guarigione” dall’infezione dal Covid, o “l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo“.

LA CERTIFICAZIONE VERDE: COME OTTENERLA E QUANTO DURA

Il decreto riaperture introduce e disciplina il cosiddetto ‘green pass’, la certificazione verde, a cui è dedicato l’articolo 10, come si legge nel testo della bozza in possesso della Dire. “Si tratta di certificazioni comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2, ovvero l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus SARS CoV-2″, si legge.

A seconda del modo in cui si è ottenuta, la certificazione cambia la durata della validità. Se la certificazione viene rilasciata dopo vaccino “ha una validità di sei mesi ed è rilasciata in formato cartaceo o digitale, su richiesta dell’interessato, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione e contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo, e reca indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’interessato. Contestualmente al rilascio, la predetta struttura sanitaria, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali, provvede a rendere disponibile detta certificazione nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato”.

Nel caso in cui la certificazione è rilasciata dopo guarigione, “ha una validità di sei mesi ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, ovvero, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione di cui al presente comma cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza semestrale, l’interessato venga identificato come caso accertato positivo al SARS-CoV-2. Le certificazioni di guarigione rilasciate precedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto sono valide per sei mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione, salvo che il soggetto venga nuovamente identificato come caso accertato positivo al SARS-CoV-2″.

Nel caso in cui invece si ottenga la certificazione dopo tampone molecolare o antigenico rapido, “la certificazione ha una validità di quarantotto ore dal rilascio ed è prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche da quelle private autorizzate e accreditate e dalle farmacie che svolgono i test di cui al comma 1, lettere c) e d), ovvero dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta”.

SCUOLA: DAL 26/4 IN PRESENZA, SUPERIORI AL 50% SENZA POSSIBILITÀ DI DEROGHE

“Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nonché delle attività scolastiche e didattiche della scuola secondaria di secondo grado di cui al comma 2, almeno per il 50 per cento della popolazione studentesca”. È quanto si legge nella bozza di decreto a cui sta lavorando il governo.

Inoltre, “le disposizioni di cui al primo periodo non possono essere derogate da provvedimenti dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano e dei Sindaci. La predetta deroga è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Sars-Cov-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica”.

Poi: “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, affinché, nella zona rossa, sia garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50%, e, fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca, e, nelle zone gialla e arancione, ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca. La restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza”.

UNIVERSITÀ: ESAMI E LAUREE IN PRESENZA IN TUTTA ITALIA

Esami e sessioni di laurea in presenza “sull’intero territorio nazionale”, salvo “diversa valutazione delle università”. È quanto prevede la bozza di decreto che il governo sta mettendo a punto. Nello specifico: “Dal 26 aprile 2021 e fino al 31 luglio 2021, nelle zone gialla e arancione, le attività didattiche e curriculari delle università sono svolte prioritariamente in presenza secondo i piani di organizzazione della didattica e delle attività curricolari predisposti nel rispetto delle linee guida e dei protocolli di sicurezza di cui ai provvedimenti adottati in attuazione dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020. Nel medesimo periodo, nella zona rossa, i piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari di cui al primo periodo possono prevedere lo svolgimento in presenza delle attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero delle attività formative rivolte a classi con ridotto numero di studenti. Sull’intero territorio nazionale, i medesimi piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari prevedono, salva diversa valutazione delle università, lo svolgimento in presenza degli esami, delle prove e delle sedute di laurea, delle attività di orientamento e di tutorato, delle attività dei laboratori, nonché l’apertura delle biblioteche, delle sale lettura e delle sale studio, tenendo conto anche delle specifiche esigenze formative degli studenti con disabilità e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento”.

RISTORANTI, PRANZI ANCHE AL CHIUSO DALL’1 GIUGNO

Dall’1 giugno, nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle 5 fino alle 18, o fino a un diverso orario stabilito con deliberazione del Consiglio dei ministri”. È quanto si legge nella bozza di decreto a cui sta lavorando il governo.

IN ZONA GIALLA CALCETTO DA 26/4, PISCINE 15/5, PALESTRE 1/6

Attività consentite nelle piscine all’aperto nelle zone gialle dal 15 maggionelle palestre dal primo giugno. Via libera dal 26 aprile nelle zone gialle pure all’attività sportiva, “anche di squadra e di contatto”. È quanto prevede l’articolo 7 del ‘decreto riaperture’, in una bozza in possesso della Dire. “A decorrere dal 15 maggio 2021- si legge- in zona gialla sono consentite le attività di piscine all’aperto in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico”.

E ancora. “A decorrere dal 1° giugno 2021 in zona gialla sono consentite le attività di palestre in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico”.

Infine. “A decorrere dal 26 aprile 2021, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. È comunque interdetto l’uso di spogliatoi se non diversamente stabilito dai provvedimenti di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020″.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Superlega, anche Draghi contrario: “Governo con Uefa, preservare merito e funzione sociale sport”

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Anche il presidente del Consiglio interviene sulla nascita della nuova Superlega

ROMA – Con riferimento al progetto della Superlega calcio, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha affermato: “Il Governo segue con attenzione il dibattito intorno progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”.

Alfonso Raimo. fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Beppe Grillo: “Mio figlio non è uno stupratore: arrestate me”

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Lo sfogo del garante del M5s in un video pubblicato su Facebook

ROMA – “Mio figlio è su tutti i giornali come uno stupratore seriale insieme ad altri tre ragazzi. Ma allora mi chiedo: perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera, a calci nel culo. Perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c’è stato alcuno stupro”. È lo sfogo di Beppe Grillo in un video pubblicato sui suoi social in cui il garante M5S parla dell’atto di accusa della Procura di Tempio Pausania (Sassari) a carico di quattro ragazzi, tra cui suo figlio Ciro, per una violenza di gruppo ai danni di una ragazza nel 2019 in Sardegna.

“Una persona viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf e dopo otto giorni fa la denuncia. Vi è sembrato strano. Bene, è strano. Se non avete arrestato mio figlio arrestate me perché ci vado io in galera. Non lo dico io o il suo avvocato. C’è un video, passaggio per passaggio, e si vede che c’è stata consensualità: un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano col pisello così perché sono quattro coglioni. Non sono quattro stupratori“, conclude.

GRILLO. BOSCHI: SI DEVE VERGOGNARE, FA TORTO A TUTTE DONNE VITTIME VIOLENZA

“Il video di Beppe Grillo è scandaloso. Caro Beppe Grillo ti devi semplicemente vergognare“. La capogruppo di Italia Viva Maria Elena Boschi critica senza incertezze il video in cui il leader del M5s dice che il figlio non è uno stupratore.

“Non sta a me dire se ha torto o ha ragione: per quello ci sono i magistrati. Ma che lui utilizzi il suo potere politico e mediatico per assolvere il figlio è vergognoso“, dice Boschi.

E aggiunge: “Le sue parole sono piene di maschilismo. Quando dice che la ragazza ci ha messo 8 giorni a denunciare fa un torto a tutte le donne vittime di violenza e forse non sa il dolore che passa attraverso quelle donne, che spesso impiegano non giorni, ma settimane per superare magari la vergogna e l’angoscia”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Sottosegretario Pucciarelli: da 362 anni i Granatieri scrivono belle pagine di storia

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“La vostra è una storia gloriosa che risale dalle Guerre di Indipendenza fino alle più recenti missioni internazionali di pace nei moderni teatri operativi. Oggi si celebrano 362 anni di storia, di nobilissime tradizioni e di impareggiabile attaccamento ai valori militari. Auguri a tutti i Granatieri in servizio e in congedo!” – rende noto il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, in occasione del 362° anniversario della fondazione del Corpo dei Granatieri di Sardegna, la più antica specialità d’arma dell’Esercito.

Il Sottosegretario alla Difesa Senatrice Stefania Pucciarelli 1

“Assietta, Pastrengo, Mola di Gaeta, Monte Cengio, Porta San Paolo sono solo alcune delle tante tappe che hanno segnato la gloriosa storia dei Granatieri, sempre protagonisti in guerra e in pace, in Patria e all’estero, nei vari Teatri operativi come in missioni umanitarie fuori dal territorio nazionale.

Il nostro omaggio va oggi anche ai tanti Granatieri che hanno dato la vita per la Patria. A loro va la nostra riconoscenza per il loro sacrificio e la nostra ammirazione per gli esempi di valore, altruismo e totale disponibilità che ci hanno lasciato.

Rinnovo a tutti i Granatieri la mia stima e il mio ringraziamento, uomini e donne sempre fedeli al giuramento prestato, professionisti al servizio del Paese.” – conclude il Sottosegretario Pucciarelli.

A Roma, con l’UNINT e l’associazione “Tota Pulchra”, un corso di formazione su diplomazia europea e vaticana nelle crisi di oggi

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“Diplomazia europea e vaticana a confronto: cooperazione e sfide negli scenari di crisi internazionale”. Si tratta di un corso presso la Scuola Alta Formazione – UNINT (Università degli Studi Internazionali di Roma). Il corso mira a formare una figura specializzata che, posta in un organico aziendale, abbia le capacità per poter affrontare le sfide poste dalle relazioni con l’estero. Al termine del corso, i partecipanti potranno operare in:

• Apparati di Informazione e sicurezza
• Giornalismo
• Diplomazia
• Aziende strategiche e imprese
• Organizzazioni non governative
• Carriere internazionali
• Fondi Europei

Il periodo storico trattato verterà a partire dalla pace in Mozambico del  1992 (che segnò la fine della lunga guerra civile seguìta all’indipendenza) fino ad arrivare alle recenti crisi nella Repubblica centrafricana e in Mali, passando per la Somalia e il Sudan; questo corso aiuterà a comprendere quali siano i punti di forza e i limiti dell’azione non governativa nelle aeree di crisi del mondo attuale. 

I principali soggetti ai quali il corso farà riferimento sono tre: l’Unione Europea, la Santa Sede e le organizzazioni non governative private (ONG).

Nello specifico si rivolge a:
• Studenti di Scienze politiche, Giurisprudenza, Storia, materie sociologiche o antropologiche;
• Sacerdoti, religiosi/e o missionari;
• Ricercatori specializzati in Unione Europea o relazioni internazionali;
• Giornalisti che lavorano in aeree di crisi;
• Diplomatici di carriera;
• Imprenditori e manager che operano in Paesi in via di sviluppo;
• Specialisti e studiosi di politica interna ed estera, geopolitica, studi strategici, economia e finanza internazionale.


ll corso avrà inizio nel mese di maggio 2021 e terminerà nel mese di luglio. All’insieme delle attività previste corrisponde un volume complessivo di lavoro di 200 ore on-line con i seguenti crediti: pari a 8 CFU (Crediti Formativi Universitari: 1 CFU ogni 25 ore di impegno comprensive del tempo dedicato allo studio individuale per l’intero corso, di cui all’art.5 del D.M. 509/99 e del D.M. 270/2004).

A dirigere i corsi:

1) Prof. Ciro Sbailò, Preside della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali UNINT;

2)Prof. Matteo Luigi Napolitano, Professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi del Molise.

I docenti:1)Matteo Luigi Napolitano è Professore Associato di Storia delle Relazioni internazionali presso l’Università degli Studi del Molise e presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma. Membro del Pontificio Comitato per le Scienze Storiche, i suoi studi si sono concentrati sul ruolo della Santa Sede negli anni della Shoah e sul pontificato di Pio XII.

2)Il generale di corpo d’armata Marco Bertolini è stato al comando del COI (centro operazioni speciali) dal 2004 al 2008, operando in diversi teatri, tra cui Kabul, Mogadiscio e Sarajevo. Già comandante dell’unità di incursori “Col moschin”, è stato insignito della croce d’oro al merito dell’esercito e di numerose onorificenze italiane e straniere.

3)Don Pierre Kabongo N’kishi è segretario dall’ufficio della Basilica Papale di San Pietro. Professore di liturgia a Fiesole e collaboratore dell’associazione “Tota Pulchra”, il prelato dirige diverse attività caritatevoli tra l’Italia e la Repubblica Democratica del Congo.

4)Tiziano Ciocchetti è uno studioso di scienze strategiche e militari. Laureato in storia presso la Sapienza di Roma, è da anni caporedattore di “Area militare” per conto di Difesa Online. Si occupa principalmente di sistemi d’arma, mercato della difesa, e rapporto delle forze armate con lo scenario geopolitico.

5) Federico Castiglioni è un ricercatore e analista specializzato in politiche dell’Unione Europea. Dopo il dottorato in storia delle relazioni internazionali ha lavorato al Parlamento Europeo e successivamente per l’azienda di sicurezza e difesa Zanasi&Partners. E’ presidente della commissione Affari Europei del Consiglio Italiano dei giovani.UNINT, in collaborazione con l’associazione Tota Pulchra (che, presieduta da Mons. Jean – Marie Gervais, membro del Capitolo vaticano, si occupa di arte e iniziative culturali varie), metterà a disposizione n. 2 borse di studio a copertura totale della quota di partecipazione alla Summer School sulla base del reddito annuale (limite, 10.000e. annui), dimostrato con l’ ISEE.

La quota iscrizione è di euro 516,00, comprensiva di marca da bollo ed è da corrispondere al momento dell’iscrizione.

– UNINT
Via Cristoforo Colombo, 200 – 00147 Roma

Per le iscrizioni vai a: https://www.unint.eu/it/component/k2/item/8060-summer-school-in-diplomazia-europea-e-vaticana-a-confronto-cooperazione-e-sfide-negli-scenari-di-crisi-internazionale.html

Il bando: https://www.unint.eu/files/2021/AF/bando_summer_school.pdfScarica la brochure: https://www.unint.eu/files/2021/AF/2021%20summer%20school%20brochure.pdf

SALUTE. IDO: GUARDARE A COMPLESSITÀ BAMBINI SIGNIFICA USARE MICROSCOPIO E TELESCOPIO

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PRIMO GIORNO CONVEGNO CON OLTRE 3.000 VISUALIZZAZIONI

Guardare alla complessità del bambino vuol dire non guardare soltanto alle sue manifestazioni sintomatiche, alle sue disfunzioni, ma osservarlo con una lente di ingrandimento che permetta di scrutare il suo mondo interno. “Significa guardare alle sue dinamiche familiari, al contesto più ampio del sociale per poter poi integrare”. A dirlo è Magda Di Renzo, responsabile del servizio di Terapia dell’Istituto di Ortofonologia, intervenendo al convegno ‘50 anni di IdO – Dall’esperienza alle proposte’, aprendo la sessione odierna pomeridiana dedicata a ‘La complessità del bambino ieri e oggi”. Il convegno ha totalizzato oltre 3.000 visualizzazioni.
E’ una lente di ingrandimento quella che Di Renzo invita ad utilizzare per cogliere i contesti in cui si muove il bambino, così come serve per la studiosa anche una lente di osservazione più piccola per cogliere le convessità insite in ogni aspetto della vita evolutiva. “Significa – ripete la studiosa – guardare la sua dimensione genetica e tutti gli elementi che caratterizzano la sua modalità di essere al mondo in quel momento del suo sviluppo. Mi piace pensare che con i bambini serva sia un microscopio molto specializzato per poter analizzare il presente in ogni elemento, che un telescopio per poter guardare al loro futuro come un obiettivo da perseguire, senza volerlo rincorrere – aggiunge la psicoterapeuta dell’età evolutiva- ma consentendo al bambino di seguire tutte le tappe che sono indispensabili perché il futuro diventi qualcosa di attualizzabile”.
Era il 1984 quando l’IdO dedicava uno dei suoi primi convegni alla balbuzie per indagarne gli aspetti teorici e terapeutici. “Nel 1975 si era calcolato che ci fossero in Italia circa seicentomila balbuzienti, era un problema fortissimo tra bambini e ragazzi. Poi, con l’andare del tempo, queste percentuali si sono sempre più ridotte e la balbuzie (per quanto riguarda il numero dei casi) è stata sostituita dai disturbi di apprendimento. Oggi si conta, infatti, che siano seicentomila i bambini e i ragazzi con dislessia, disgrafia o discalculia. Seicentomila, proprio tanti quanti erano i balbuzienti”. Ricorda Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’IdO. “Il problema della balbuzie aveva una causa scatenante sociale, e col tempo, come dicevamo, è quasi scomparso”. Castelbianco mette in evidenza come all’epoca quello su cui si puntava era il raggiungimento del risultato, nel caso della balbuzie: smettere di balbettare “e per farlo c’erano 124 metodi”. Di certo i bisogni dei bambini sono sempre stati il filo conduttore dell’Istituto: “La frase ‘il miglioramento di una singola prestazione non dà un quadro adeguato della maturazione globale del bambino, né lo aiuta’, era lo slogan di un nostro convegno- ricorda il direttore dell’Ido- e racchiude bene il percorso di questi cinquanta anni”. Oggi non si parla più di balbuzie, ma ci sono i problemi di apprendimento. “Non si valuta più la prestazione in base a quello che si dice, ma a quello che si fa. Un rifiuto della scuola, ad esempio, viene tradotto erroneamente in disturbi di attenzione e concentrazione. Ma il problema può essere diverso e lo si capisce nel momento in cui si dà ai ragazzi qualcosa di più interessante da fare. A quel punto riescono a stare ore e ore attenti e concentrati”. In sostanza Castelbianco ci tiene a sottolineare come “il bambino debba avere il tempo per fare i suoi passi, per maturare. Perché oggi come 50 anni fa per la ricerca della prestazione e il raggiungimento dell’obiettivo si sta perdendo la possibilità di evolvere. Dobbiamo rendercene conto- dice- e rivedere alcuni canoni sugli apprendimenti. Noi esperti- sottolinea- dobbiamo dare più spazio alla pedagogia, stiamo invadendo un mondo sano in un modo inappropriato”.
In quest’ottica l’attenzione al futuro del bambino passa esattamente per un’osservazione del presente, per le criticità che investono l’età evolutiva durante la crisi dovuta alla pandemia. Alberto Villani, presidente Società italiana di pediatria (Sip), invita, nel convegno IdO, a fare una riflessione profonda: “Abbiamo avuto modo come pediatri di rilevare un aumento drammatico di condizioni neuropsichiatriche, in cui le fragilità si sono aggravate. Una tra tutte il disturbo del comportamento alimentare, sembra esserci una nuova epidemia”, denuncia Villani. “Quello che sorprende è il constatare che nell’età evolutiva il covid-19 abbia fatto più danni indiretti e smascherato, evidenziato e slatentizzato tutta una serie di situazioni. Credo che serva ricordarsi- prosegue il pediatra- di essere attenti ai problemi neuropsichiatrici e neurocomportamentali dell’età evolutiva. Ciò che avviene in fase evolutiva- sottolinea il presidente della Sip- è ciò che avverrà potenziato in età adulta. Intervenire precocemente è l’unico mezzo concreto che abbiamo per fare prevenzione dei disturbi dell’età adulta”.
Infine Paola Binetti, senatrice Udc e neuropsichiatra infantile, punta sulla libertà per guardare al bambino rispettandone la complessità e costruendo il suo futuro alla luce dei problemi che può incontrare: “Deve essere intesa come il diritto dei genitori alla libertà di educazione dei propri figli e, al contempo, il diritto di scegliere anche il metodo terapeutico, lo stile e il modello che ritengono più idoneo a favorire lo sviluppo dei bambini”, spiega la senatrice. “Questo principio di libertà dovrebbe garantire la possibilità per ognuno di mettere in gioco i propri migliori talenti, le proprie capacità, la propria ricchezza umana, professionale, sociale e culturale. Sono contraria ad ogni forma di modello riduzionistico- conclude Binetti – non solo in termini educativi, ma anche terapeutici”.
 
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Ron per AISLA: “Quando non si riesce più a parlare…”

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Nella Giornata Mondiale della Voce l’attenzione del cantante Ron per i malati di SLA: “Non riuscire più a parlare, non deve portare all’incomunicabilità…”

 È declinata da timbri e intonazioni, scandita in accenti e colorata di sfumature. La voce è un articolato complesso di suoni attraverso  si veicolano le emozioni, si esprime tanto l’amore quanto la paura, si sta accanto ai propri figli con raccomandazioni e consigli.

Uno strumento fondamentale, troppo spesso dato per scontato.

«La voce è uno strumento unico e inconfondibile per ciascuno di noi, come un’impronta digitale», spiega il cantante Ron, consigliere e testimonial di AISLA,l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, durante la Giornata Mondiale della Voce, che cade il 16 di aprile.

«La diagnosi di una malattia ingombrante come la Sclerosi Laterale Amiotrofica porta con sé, fra le primissime conseguenze, il venir meno della voce e quindi della possibilità di parlare — continua Ron —. Le voci metalliche e artificiali dei sintetizzatori vocali concretizzano i pensieri e le emozioni dei pazienti SLA, permettono loro di continuare a tessere relazioni, vivere la quotidianità e ricoprire il ruolo genitoriale».

La riflessione, in occasione della ricorrenza che si festeggia a livello globale fin dal 1999, è perché «anche chi non ha più la possibilità di parlare non smetta mai di far sentire la propria voce, esprimere pensieri e necessità. Perché, dall’altro lato, non si smetta mai di ascoltare”, conclude Ron.

Ron ha prestato la sua voce al nuovo video manifesto di Aisla, per visionarlo il link è www.youtube.com/watch?v=iImTsYhZ1PU.

FERENTINO: IL CONSIGLIO COMUNALE DÀ L’OK AL PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA E A UNA PISCINA A SERVIZIO DELLA COLLETTIVITÀ

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Il sindaco Pompeo: lo sviluppo urbanistico tra le priorità nell’agenda amministrativa

Un altro segnale che l’emergenza non ha fermato la crescita della nostra città

Un nuovo centro sportivo dotato anche di una piscina che sarà convenzionato con il Comune di Ferentino per offrire un servizio pubblico importante alla comunità, con particolare riguardo ai giovani, dal momento che saranno attivate specifiche condizioni d’uso per le scuole della città.

consiglio 16 aprile

Una notizia importante per Ferentino quella dell’approvazione, nella seduta consiliare di questa mattina, della richiesta di permesso a costruire di un nuovo impianto sportivo in località Colle Silvi con la novità di una piscina che potrà garantire una ricettività completa per residenti, studenti e fasce deboli.

Non solo: con l’approvazione degli articoli 4 e 5 della Legge regionale 7/2017 sulla rigenerazione urbana e il recupero edilizio, il Comune di Ferentino, tra i primi Comuni della provincia, consente non solo interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica o di demolizione e ricostruzione ma anche cambi di destinazione d’uso e delocalizzazioni per avviare attività commerciali, artigianali e di servizio. Tutto questo si traduce nella valorizzazione e ampliamento del patrimonio abitativo esistente, con la massima attenzione alla tutela dell’ambiente, evitando ulteriore consumo di suolo e recuperando le periferie. Non solo: attraverso questo nuovo strumento urbanistico si darà maggiore al rilancio delle attività commerciali e turistiche, favorendo interventi di efficienza energetica e di sicurezza.

“In questo modo – spiega il sindaco Antonio Pompeo – miglioreremo ancora di più il contesto urbano, operando un’importante ricucitura delle periferie con il cuore della città e, al tempo si darà una risposta alla piccola proprietà privata e all’intero settore edilizio, favorendo la ripresa e lo sviluppo economico ed occupazionale di Ferentino. Ringrazio l’intero consiglio comunale per aver espresso voto unanime”.

Per quanto riguarda il centro sportivo, poi, il sindaco, insieme al consigliere comunale delegato allo Sport, Nicola Dell’Olio, hanno sottolineato come “la realizzazione di una piscina convenzionata con il Comune possa accrescere la valenza di una zona sportiva che si è sviluppata nel corso degli anni assumendo sempre di più un’importanza a livello provinciale. Un progetto, quello della  piscina, di cui si parla da anni e che oggi vede la luce grazie alla sinergia tra pubblico e privato, messa in campo per offrire, come in questo caso, strutture essenziali alla crescita e allo sviluppo dei ragazzi. Un’ulteriore dimostrazione – concludono Pompeo e Dell’Olio – che la nostra Amministrazione non ha conosciuto battute d’arresto neanche sotto il profilo dello sviluppo urbanistico in un lungo periodo di evidenti difficoltà e drammatici risvolti come quelli legati all’emergenza sanitaria del Covid. Un impegno costante che non ha mai perso di vista l’obiettivo principale: garantire sostegno, vicinanza e servizi alla collettività messa a dura prova da una pandemia che, insieme, riusciremo a combattere e vincere”.

Ricerca lavoro: come superare il gap tra domanda e offerta

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 Della mancanza di figure professionali rispetto a quelle richieste dal mercato del lavoro si parla da tempo. Da una parte le aziende sono alla continua ricerca di figure IT, di ingegneri, di chimici e di altri profili che il mercato non riesce a offrire. Dall’altra non si contano le persone alla ricerca di lavoro che non riescono a superare il processo di selezione del personale.

«Il gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro esiste da tempo» spiega Carola Adami, CEO di Adami & Associati «e tale dannosa asimmetria è certamente aumentata nell’ultimo decennio, anche in seguito alla crisi economica internazionale». E l’impressione è che il gap si stia allargando ulteriormente anche in questi mesi, come conseguenza dell’attuale emergenza sanitaria.

Ma quali sono i fattori che determinano questo gap? «Da una parte ci sono le aziende che faticano a trovare i profili di cui necessitano» spiega l’head hunter. «I motivi che possono rendere difficile l’individuazione del talento ricercato sono vari, ma in generale le aziende lamentano la presenza di bassi livelli di specializzazione, di conoscenza insufficiente delle principali metodologie di lavoro, nonché di competenze scolastiche troppo generiche, scarsamente applicabili sul mondo del lavoro».

Non di rado, poi, le aziende puntano il dito anche su quelle che non sono delle hard skills, come per esempio la scarsa capacità di ascolto, il ridotto senso di responsabilità e l’insufficiente attitudine al problem solving.

Ad ampliare ulteriormente il gap sono poi anche le esigenze e le aspettative delle persone alla ricerca di lavoro. «L’asimmetria è formata dal mancato incontro tra le esigenze di entrambi gli attori in gioco» sottolinea la cacciatrice di teste.

«Spesso le persone qualificate lamentano la scarsità di opportunità lavorative stimolanti in linea con il proprio curriculum vitae, oppure l’assenza di reali prospettive di carriera. In un contesto in cui i tassi di disoccupazione e di inoccupazione risultano alti, poi, scoraggia il fatto di trovarsi spesso di fronte a un numero importante di partecipanti per ogni singolo processo di selezione. Per non parlare infine della frustrazione che può generare il fatto di confrontarsi quotidianamente con portali di annunci di lavoro gestiti in modo non del tutto efficiente o trasparente».

Di certo, in un panorama simile, non sta al singolo trovare la soluzione per colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro. L’asimmetria ormai fisiologica presente in Italia deve essere ridotta attraverso cambiamenti forti nelle politiche del lavoro e nel mondo della formazione.

«Ciononostante» spiega Adami «chi è alla ricerca di lavoro può muoversi in modo da ridurre al minimo gli effetti di questo fenomeno. È necessario mantenere aggiornato il proprio curriculum vitae e ottimizzarlo al meglio, pensando anche alle esigenze degli algoritmi usati dalle agenzie di selezione del personale.

È bene, quando possibile, preparare in anticipo una strategia per la ricerca di una nuova professione, monitorando in modo continuativo i canali più importanti per le offerte di lavoro, attivando dei job alert personalizzati.

Non bisogna poi dimenticare l’importanza di lavorare sul networking, mantenendo delle relazioni costruttive con intermediari, selezionatori e cacciatori di teste. Non è sbagliato, anche se in pochi ci pensano, ricordarsi di partecipare di tanto in tanto, almeno una volta all’anno, a dei colloqui di lavoro, per non perdere l’allenamento. Infine, nel caso di un cambiamento profondo di carriera, è sempre bene affidarsi alla consulenza di un career coach, per impostare nel modo più efficace il proprio nuovo percorso professionale».

Ztl Campidoglio: ok a ingresso temporaneo veicoli trasporto merci per il food delivery

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Revisione delle discipline di accesso dei veicoli immatricolati come autocarri alla ZTL Centro Storico, ZTL Trastevere e ZTL Merci

Via libera al rilascio dei permessi per la circolazione temporanea nelle Zone a Traffico Limitato del Centro Storico e del rione Trastevere a favore delle imprese e aziende che svolgono attività di food delivery e Onlus impegnate nel sociale. La Giunta capitolina ha approvato la delibera sulla revisione delle discipline di accesso dei veicoli immatricolati come autocarri alla Ztl Centro Storico, Ztl Trastevere e Ztl Merci.

Il provvedimento prevede che i veicoli interessati possano accedere e circolare nelle Zone a Traffico Limitato Centro Storico e del rione Trastevere dalle ore 12.00 alle ore 15.00, nelle sole giornate o nei periodi in cui siano in vigore le misure corrispondenti alla sola fascia arancione, così come disciplinate in contrasto al Covid-19.

I permessi avranno decorrenza immediata e potranno essere richiesti fino al 30 giugno 2021, con scadenza fissata al 31 dicembre 2021.

“Con questo provvedimento vogliamo sostenere i ristoranti che hanno sede all’interno della Ztl, tra i più colpiti dalla crisi a causa della diminuzione dei turisti, e gli operatori del food delivery. Inoltre abbiamo consentito l’ingresso anche a chi fa le consegne per le Onlus che si occupano di fare beneficenza. Una misura in più per facilitare il lavoro di chi opera in prima linea soprattutto durante l’emergenza”, afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi.


“La crisi economica che ha colpito gli operatori della ristorazione non ha precedenti. Attraverso l’ascolto delle loro istanze, vogliamo dare una risposta concreta per sostenere il comparto. Aprendo i varchi alle categorie del food delivery, aumentiamo le possibilità di business e agevoliamo i lavoratori che, in tempi di restrizioni dovute al virus, durante la presenza in ufficio, potranno almeno approfittare della consegna a domicilio da parte di imprese di ristorazione, mensa, gelaterie e pasticcerie aventi sede anche fuori dalla Ztl” dichiara l’Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro, Andrea Coia.


“Questo provvedimento è mirato a incentivare la consegna a domicilio dei prodotti alimentari nei periodi dell’attuale emergenza sanitaria in cui l’asporto è l’unica alternativa alla chiusura della ristorazione negli orari del pranzo. Obiettivo è sostenere gli operatori che, rispetto alla fase pre-pandemica, si ritrovano senza sufficienti flussi turistici o di lavoratori locali e che devono organizzarsi, quindi, con mezzi dediti alle consegne a domicilio, anche accedendo alle ZTL Centro Storico e del rione Trastevere”, dichiara il vicesindaco con delega alla Città in Movimento Pietro Calabrese.